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I vini vulcanici di Gambellara, tra identità e futuro: il distretto della Garganega è qui

I vini vulcanici di Gambellara, tra identità e futuro: il distretto della Garganega è qui

Una zona, un vitigno. Un vigneto, un vino. Se in Italia c’è un’area vinicola che sa dove andare, quella è Gambellara. Dei vini vulcanici base Garganega prodotti nell’area collinare classica si parla ancora troppo poco, persino nel Bel paese.

In compenso, è dal 2008 che il Consorzio di Tutela ha concluso uno dei più efficaci progetti di zonazione su scala nazionale. Sono 6 le sottozone individuate: Creari, Taibane, Monti di Mezzo, Selva, San Marco e Faldeo.

Da citare anche la mappatura dell’area di “Pianura”, nella quale i produttori sembrano credere sempre meno, col passare degli anni. A confermarlo è il direttore del Consorzio, Giovanni Ponchia: «La Denominazione – rivela a WineMag.it – ha ormai preso una strada identitaria: quella dei vini vulcanici di collina».

Nel nostro areale si producono sempre più vini bianchi secchi monovarietali, da uve Garganega. E sempre meno vini Doc di pianura, in favore della crescente utilizzo del “Doc classico”, riferita all’area “classica” delle colline, su cui ricadono i cru individuati oltre 10 anni fa».

«Ci sono produttori che ci credono di più – continua Giovanni Ponchia – e produttori che ci credono meno. In linea di massima, si continua a insistere sulla Garganega in purezza, con periodi di sosta sui lieviti abbastanza prolungati, in vinificazione. Per gli affinamenti si predilige l’acciaio, con pochissimo utilizzo dei legni».

I NUMERI DELLA GARGANEGA DI GAMBELLARA

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La produzione annuale di Gambellara si assesta attorno alle 300-450 mila bottiglie, con gli ettari rivendicati che variano da circa 200 a 380 in base all’annata. «La zona è piuttosto circoscritta e ormai tutta vitata – sottolinea ancora il direttore del Consorzio – soprattutto nella parte collinare che sta alimentando sempre più la Denominazione».

«Il Gambellara – continua – è sostanzialmente un vino di collina da monovitigno. Possiamo dire che questo è il distretto in cui la Garganega offre l’espressione più schietta e più franca, esente da “contaminazioni” di altre uve». Un ecosistema in grado di riversare nel calice le caratteristiche del terreno. Nello specifico, quello di matrice vulcanica.

«I cru del Gambellara – evidenzia Giovanni Ponchia – sono lo strumento più efficace in mano ai nostri viticoltori per mostrare le peculiarità tradizionali, toponomastiche e produttive delle sottozone. Bevendo Gambellara classico si comprende perfettamente cosa siano i “vini vulcanici”, rispetto a quelli prodotti in altri tipi di terreni».

LA DOC GAMBELLARA IN 8 BIANCHI DA UVE GARGANEGA

Gambellara Doc Garganega 2020 Ca’ Fischele, Dal Maso

Giallo paglierino piuttosto intenso, riflessi dorati. Al naso un mix elegante di frutta esotica matura, agrumi, ricordi di erbe della macchia mediterranea, mentuccia, verbena e venature iodiche. In bocca la Garganega è generosa ma equilibrata.

Ampia sul frutto (pesca gialla matura, agrumi), tanto quanto nuovamente tesa, fresca, salina. Buona persistenza per un vino che conferma la parola d’ordine “equilibrio”, in tutte le fasi. Buono oggi, ancora meglio domani, per chi ha il piacere di attenderlo.

Gambellara Doc Classico 2017 Creari, Cavazza

Giallo dorato dovuto a una macerazione prolungata sulle bucce. Naso generoso, su note compostissime di frutta stramatura. Si spazia dall’albicocca alla pesca gialla, dall’ananas alla papaia.

Si concede e stratifica lentamente al naso, dopo la generosa overture. E vale proprio la pena di attendere, perché l’ossigenazione libera sbuffi di spezie calde (vaniglia bourbon, zafferano), tanto quanto cremosi ricordi di pasticceria, uvetta e agrumi canditi.

Sullo sfondo, la matrice vulcanico-calcarea del terreno. Una “vulcanicità” che invece appare da subito netta al sorso, di sorprendente tensione e finezza tattile, sin dall’ingresso. Qualcosa difficile da immaginare, dopo un naso giocato principalmente sulle componenti aeree (i frutti), con il “terreno” in sordina.

Non manca però l’equilibrio. Sale e tensione fresco-acida lasciano il giusto spazio all’espressione delle parti morbide, compresa l’alcolicità (13% vol.). Vino in evoluzione, di sicura longevità.

Gambellara Doc Classico 2020 Bocara, Cavazza

Giallo paglierino luminoso. Sin dal primo naso è chiaro come ci si trovi di fronte a un vino che abbina frutto ed essenza minerale-vulcanica. Generosissime e croccanti le note di frutta a polpa bianca (pera) e gialla (pesca, ricordi di albicocca appena matura, susina, melone).

Sull’altro versante, un profilo chiaro, ma ancora non del tutto espresso: il vulcano spinge al naso note pietrose che necessitano tempo e ulteriore affinamento in bottiglia per esprimersi ai massimi della pienezza.

Perfetta sin d’ora la corrispondenza gusto olfattiva, con la frutta protagonista del sorso dall’ingresso alla chiusura. Interessante il profilo minerale del palato, in netta evoluzione. Ne è un emblema la chiusura asciutta ed elegante, sui ritorni pietrosi avvertiti al naso.

Gambellara Doc Classico 2018 Rivalonga, Menti Vini

Giallo paglierino, alla vista. Un vino che è la riprova della longevità dei vini da terroir vulcanico e di quanto il “vulcano” stesso, dalle parti di Gambellara, sia una componente da attendere, prima che si mostri nel calice con estrema eleganza.

Nel Rivalonga di Menti, il binomio frutto-mineralità è ai massimi livelli. Ma il bouquet si arricchisce di preziosi ricordi erbacei, ottima spalla per una salinità che deve sostenere la polpa bianca e gialla di pesca, melone, pera e ananas. Tutta frutta perfettamente matura.

In definitiva un vino in equilibrio estremo, che abbina a una spiccata mineralità e a un “senso” profondo del terroir vulcanico delle colline di Selva, la «dolcezza» e il «sapore» di una terra generosa come Gambellara.

Gambellara Doc Classico 2018 Capitel Vicenzi, Azienda Agricola Virgilio Vignato

Giallo paglierino, riflessi dorati. Al naso netta impronta minerale, cui si accostano prima ricordi di erbe della macchia mediterranea (mai così netti, nel tasting, il rosmarino e il timo) e, poi, l’ampio bouquet di frutta. Ecco la pesca gialla, l’albicocca, il melone, la susina, tanto quanto una pera matura, grondante di succo.

Non manca una componente agrumata, accostabile più al cedro che al limone, tra polpa e scorza. Splendida corrispondenza gusto olfattiva, con i 13% di alcol in volume che sono una manna dal cielo, nell’ottica del perfetto equilibrio del sorso.

Salinità e freschezza strabordanti, per un vino che entra in bocca come una lama e poi si ammorbidisce, sull’alcol e sulla frutta. Applausi scroscianti per l’epoca di raccolta delle uve Garganega utili alla produzione di questo vino. Uno di quei nettari che esaltano primari dell’uva e terroir, tanto quanto il savoir-faire agronomico ed enologico del vignaiolo.

Gambellara Doc Classico 2019 Col di Mezzo, Natalina Grandi

Giallo paglierino, riflessi dorati. Al naso tutto quello che ci si deve aspettare da un nettare di Gambellara, con un tocco in più di balsamicità, tanto da sfiorare i ricordi di eucalipto e liquirizia. Primo naso comunque dritto sulla matrice vulcanico-salina-pietrosa.

Poi la frutta, generosa e ricca, tra la polpa gialla e quella bianca, abbracciata dal corredo fresco-balsamico. Perfetta corrispondenza gusto olfattiva, anche in termini di stratificazione e coerenza nello sviluppo – quasi sequenziale – dei descrittori. Forse un po’ troppa esuberanza della balsamica, nel retro olfattivo.

Ma la frutta matura e l’alcol aiutano a riequilibrare un sorso saporitissimo, gustoso, tra i più goduriosi del tasting. Attenzione all’abbinamento, che deve essere di pari importanza ed esuberanza gustativa. Con Col di Mezzo, del resto, si può giocare a tavola in termini di temperatura di servizio, più o meno fresca in base al piatto (meglio ricchi primi che secondi a base di pesce).

Gambellara Doc Classico 2020, Azienda Agricola Sordato Lino

Giallo paglierino luminoso. Al naso, mai così netto il sentore di pera matura, cui fa eco la tipica mineralità dei bianchi di Gambellara. In bocca si conferma vino agile e beverino, diretto, giocato sull’immediatezza più che sulla stratificazione. Il vino glou-glou della batteria: guardi la bottiglia ed è finita.

Gambellara Doc Classico 2020 Corte dei Mèi, Azienda Vitivinicola Marchetto

Giallo paglierino intenso, dai leggeri riflessi dorati. Naso apparentemente semplice, che si svela pian, piano, con l’ossigenazione. Spazia dalla pera alla pesca e si concede generoso sulle note erbacee mediterranee, prima ancora di rivelare la matrice vulcanica del terreno (Eureka!)

Al palato un tocco leggerissimo d’ossidazione non penalizza, al momento, il resto del corredo. Anzi, lo rende ancora più complesso, accostandosi alle note di frutta matura già avvertite al naso e alla bella vena minerale. Chiude asciutto, salino, tanto da chiamare il sorso successivo. Altro vino dalla grande agilità di beva.

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Veneto, Trittico Vitivinicolo: “Vendemmia 2020 positiva per Tai Rosso e Garganega”

Si prospetta un’annata ottimale in Veneto per il Tai Rosso dei Colli Berici e per la Garganega di Gambellara. In previsione della vendemmia 2020, la conformazione dei futuri grappoli si mostra uniforme, nonostante il discreto anticipo nelle fasi fenologiche. Lo ha riferito Giovanni Ponchia, direttore del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza e del Consorzio Tutela Vini Gambellara, in occasione del Trittico Vitivinicolo.

L’iniziativa, organizzata tre volte all’anno da Veneto Agricoltura, è utile per fare il punto sullo stato vegetativo e fitosanitario della viticoltura del Veneto. Un rapporto che tiene conto anche dell’andamento meteo del primo semestre dell’anno.

Dalle analisi del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza è emersa invece “una leggera sofferenza delle varietà precoci, in particolare Pinot e Chardonnay, per le quali si prevede un sensibile calo della resa”. È stata riscontrata, inoltre, una “difformità nelle fasi fenologiche del Cabernet e Merlot“.

Sempre in occasione del Trittico Vitivinicolo, è emerso come “le viti sembrano risentire dell’eccesso di piovosità del 2019 e presentano tralci leggermente indeboliti, che porteranno ad una probabile flessione tra il 5 e il 10% della resa“.

“Anche se è prematuro affermarlo con certezza – commenta Giovanni Ponchia – possiamo pensare che questa sarà un’annata ottimale per le varietà tardive. L’assenza di grandine e le piogge degli ultimi giorni, che hanno ripristinato le riserve idriche di entrambi i territori, ci fanno ben sperare in una raccolta favorevole, che potrebbe iniziare con una decina di giorni di anticipo per i vitigni autoctoni simbolo dei due Consorzi, il Tai Rosso per i Colli Berici e la Garganega per il Gambellara”.

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Covid-19: anche Vinnatur Tasting 2020 rimandato al 2021

VinNatur Tasting 2020 rimandato al 2021, per via di Covid-19. L’evento, che avrebbe dovuto svolgersi dal 13 al 15 giugno 2020 negli spazi dello Show-room Margraf di Gambellara, in provincia di Vicenza, è ufficialmente annullato e rinviato al 2021.

Alla luce della gravità e dell’incertezza dell’attuale situazione sanitaria dettata dal Covid-19 e a seguito delle consultazioni con i soci, l’associazione VinNatur ha convenuto che “la decisione più saggia e responsabile fosse quella di dare appuntamento con il VinNatur Tasting al 2021”.

“Il perdurare di questa nuova e potente epidemia in Italia ed all’estero – spiegano ancora gli organizzatori – ci costringe ad annullare l’evento VinNatur Tasting, in programma a giugno”.

“Non si tratta solamente di una decisione obbligata – aggiungono – ma è nell’interesse di tutti noi tutelare la salute collettiva”.

“Non potendo brindare insieme riviviamo i momenti più belli della scorsa edizione e vi diamo appuntamento nel 2021, come di consueto in aprile il 17-18-19 più carichi e positivi che mai”, si legge ancora nella nota.

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Ha 26 anni il nuovo presidente del Consorzio Tutela Vini Gambellara

Ha 26 anni il nuovo presidente del Consorzio Tutela Vini Gambellara: è Luca Framarin di Tenuta Natalina Grandi, già vicepresidente dell’ente veneto dal 2013 al 2016. Si tratta di uno dei più giovani presidenti di un Consorzio del vino italiano. L’elezione da parte del Consiglio di Amministrazione ha valore per il triennio 2020-2022. Al suo fianco, in qualità di vice, Davide Vignato e Silvano Conte della Cantina di Gambellara.

“Voglio esprimere la mia gratitudine al mio predecessore Silvano Nicolato – dichiara Luca Framarin – per l’eccellente lavoro svolto in questi tre anni. L’impegno del nuovo mandato sarà quello di continuare sulla direzione intrapresa dal Consiglio uscente, rafforzando la nostra denominazione e promuovendo i vini della Doc a livello territoriale e nazionale, con un occhio rivolto anche ai Paesi esteri”.

Il nostro scopo – continua il presidente – sarà inoltre quello di abbracciare sempre più una produzione vinicola sostenibile, continuando a promuovere il progetto triennale T.I.Ge.S.Vi. sviluppato a partire dallo scorso dicembre”.

Il presidente uscente Silvano Nicolato è stato riconfermato all’interno del Consiglio di Amministrazione composto da Claudio Galosi, Gessica Maule, Ilario Vignato, Marco Guarda, Mattia Cavazza, Michele Zonin e Paolo Peruzzi, assieme ai già citati Luca Framarin, Davide Vignato e Silvano Conte.

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VinNatur Genova 2020: nuova location e ampio spazio ai vini naturali europei

GENOVA – Sono già acquistabili sul sito web dell’associazione i biglietti di VinNatur Genova 2020, in programma domenica 23 e lunedì 24 febbraio 2020 ai Magazzini del Cotone del Porto Antico della città ligure.

L’Associazione che riunisce i produttori di “vino naturale” torna per la quarta volta sotto la Lanterna. Il banco d’assaggio riunirà oltre cento vignaioli provenienti da Italia, Francia e Slovenia, confermandosi il più grande evento della tipologia in terra ligure.

Sarà significativa anche la presenza di vignaioli dalla Spagna, grazie alla collaborazione con Vella Terra Barcelona, la “Natural Wine Fair” in programma nella città catalana il 9 e 10 febbraio 2020: un altro evento da non perdere, per gli amanti del genere.

UNA FIERA IN EVOLUZIONE
Dopo VinNatur Tasting, che da Villa Favorita (Sarego, VI) si è trasferito in questo 2019 al Margraf Show-room di Gambellara (VI), anche l’appuntamento di Genova cambia location. Se per tre edizioni l’Associazione è stata ospite del Palazzo della Borsa in Piazza de Ferrari, l’evento 2020 si svolgerà nello storico edificio dei Magazzini del Cotone, nel Porto Antico di Genova.

Uno spazio rinnovato in eleganza e funzionalità dall’architetto Renzo Piano, che accoglie musei, locali, cinema, oltre all’iconico Acquario di Genova, il più grande parco marino d’Europa. Gli spazi dei Magazzini sono ampi e versatili, pensati per ospitare eventi importanti in termini di proposta e presenza di pubblico.

Un ulteriore vantaggio è rappresentato dal grande parcheggio a disposizione di organizzatori, espositori e visitatori, per soddisfare al meglio le esigenze logistiche e di trasporto. Le porte dei Magazzini del Cotone saranno aperte dalle ore 11.00 e chiuderanno la sera alle 19.00.


INFO IN BREVE | VinNatur Genova 2020
Data: Domenica 23 e lunedì 24 gennaio 2020
Orari di apertura: dalle 11.00 alle 19.00
Luogo: Magazzini del Cotone – Via Magazzini del Cotone, 35 – Porto Antico di Genova
Ingresso: € 15 al giorno, catalogo e calice da degustazione inclusi.
Per chi arriva in treno:
– da Stazione Genova Piazza Principe: 10/15 minuti a piedi
– autobus 35 direzione Via Vannucci, discesa Gramsci 2/metrò Darsena oppure 1, partendo dalla fermata Marittima/Principe Fs discesa e capolinea in Piazza Caricamento
– metropolitana, direzione Brignole, discesa San Giorgio.
Animali: non ammessi

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Gambellara, è rivoluzione: alleanza VinNatur ViteVis per la viticoltura sostenibile

GAMBELLARA – Artigiani del vino e grandi cooperative assieme per un progetto triennale dedicato alla viticoltura sostenibile. È quanto accade a Gambellara, dove il Consorzio Tutela Vini ha avviato lo studio sperimentale T.I.Ge.S.Vi – Tecniche innovative di gestione del suolo in vigneto e loro influenza sulla biodiversità e sulla fertilità. Obiettivo: fornire ai viticoltori indicazioni su come coltivare al meglio i vigneti per migliorare il territorio e la vita delle piante.

La ricerca, che coinvolgerà anche il Consorzio Tutela Vini Colli Euganei, verrà condotta nel periodo tra il 2019 e il 2021. Capofila del progetto sarà la cantina La Biancara di Angiolino Maule (nella foto, sopra) patron di VinNatur.

Nel gruppo di lavoro anche la stessa associazione che promuove i vini naturali, assieme alla cooperativa Cantine Vitevis, IreCoop Veneto e il Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente. La presentazione del progetto sarà l’oggetto del convegno in programma lunedì 9 dicembre 2019 a Montecchio Maggiore (VI).

Negli ultimi decenni – spiega Silvano Nicolato, presidente del Consorzio Tutela Vini Gambellara – stiamo assistendo ad una forte riduzione delle risorse naturali negli ecosistemi agricoli, ma anche alla richiesta di un approccio sempre più sostenibile da parte dei consumatori”.

“La Doc Gambellara – conclude Nicolato – ha da sempre una forte propensione ad un pensiero alternativo nella viticoltura, tanto da essere l’avamposto del vino naturale con l’Associazione VinNatur. Per questo siamo felici di far parte di questa sperimentazione triennale che ci vedrà in prima fila per migliorare la salubrità del nostro territorio”.

“Ci auguriamo che questo studio – spiega Angiolino Maule, presidente VinNatur e titolare de La Biancara – sia il primo passo di un proficuo percorso con i produttori del Consorzio, per sensibilizzare maggiormente le aziende verso il tema della sostenibilità e avvicinarle ad una viticoltura sempre più attenta all’ambiente”.

Accanto a Giovanni Ponchia, direttore del Consorzio e moderatore del convegno in programma in provincia di Vicenza, interverranno Silvano Nicolato e lo stesso Angiolino Maule. Con loro ci saranno Lorenzo Tonina di Studio Giannone che introdurrà il progetto, la sua strutturazione e i risultati attesi.

Luca Pizzoli di Cantine Vitevis tratterà il tema della coltivazione ecosostenibile, importante per aiutare l’apparato radicale della vite. Stefano Zaninotti di Vitenova presenterà le misurazioni chimico-fisiche della fertilità biologica del terreno e l’utilizzo di tali analisi a livello agronomico. La partecipazione al convegno è gratuita e aperta a tutti.

L’avvio del progetto a Gambellara può essere considerato il secondo tassello di una “rivoluzione naturale” in corso in tutta Italia, con i “vignaioli artigiani” sempre più coinvolti e interessati a partecipare alla vita dei Consorzi, abbandonando gli estremismi. Lo dimostra, in Toscana, l’elezione di Stefano Amerighi alla presidenza del Consorzio Vini Cortona, avvenuta a maggio 2019.

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Zonin-Benetton: patto di ferro per rilanciare la cantina ed entrare in Borsa

GAMBELLARA – “Investiamo in aziende che crediamo possano crescere più del Paese, aumentare il loro vantaggio competitivo ed espandere il loro know-how in mercati più ampi”. Si presenta così, sul web, la società 21 Invest di Alessandro Benetton che entra nel gruppo Zonin1821 con una quota del 36%. La notizia è stata diffusa dal Sole24Ore.

Da mesi si rincorrevano le voci di un possibile riassetto della nota azienda vitivinicola di Gambellara (VI), che ora ha un nuovo socio veneto. L’accordo è per un aumento di capitale riservato, finalizzato a dotare l’azienda di nuova liquidità: 65 milioni di euro, per l’esattezza. Tanti servirebbero per riequilibrare la struttura finanziaria di Zonin1821 e supportare il progetto industriale di crescita, che comprende la quotazione in Borsa. La famiglia Zonin, dunque, non incasserà nulla.

Un escamotage utile ad aggirare eventuali richieste di risarcimento che coinvolgano i beni vinicoli dell’ex banchiere Gianni Zonin, sotto processo per il fallimento della Banca Popolare di Vicenza, di cui era presidente.

Le quote societarie della cantina di Gambellara, peraltro, sono passate ai figli di Zonin, Domenico, Francesco e Michele, all’inizio dell’inchiesta. Alessandro Benetton e la sua 21 Invest escono così vincitori dal processo di selezione di potenziali investitori italiani ed esteri coordinato da Mediobanca e dai consulenti di Chiomenti, Withers, Bain & Co e Deloitte.

Sempre secondo quanto riferisce il quotidiano economico, il nuovo piano quinquennale prevede la crescita del fatturato fino a 300 milioni. Cento milioni in 5 anni in anni, da assicurarsi grazie all’incremento della produzione in Italia e alla crescita sui mercati internazionali.

Alessandro Benetton (nella foto con il padre Luciano) è stato presidente dell’omonimo gruppo dell’abbigliamento dal 2012 al 2014, fino alle dimissioni rassegnate nel novembre del 2016, in un momento di pesante passivo per l’azienda di Treviso: un rosso da 81 milioni di euro.

La settimana scorsa, l’imprenditore ha annunciato il nuovo nome della sua società di investimento con sede in Italia, Francia e Polonia: 21 Investimenti è diventata 21 Invest. “Un’evoluzione, non una rivoluzione”, come ha dichiarato lo stesso Benetton, che passerà anche dal mondo del vino del Veneto.

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VinNatur Tasting: nuova sede e nuovo nome per la sedicesima edizione

È lo Show-room Margraf a Gambellara (VI) lo spazio scelto quest’anno dall’associazione VinNatur per ospitare la sedicesima edizione del suo evento principale, rinominato VinNatur Tasting, in programma dal 6 all’8 aprile 2019.

180 produttori di vino naturale da tutta Europa, saranno i protagonisti di una tra le più importanti manifestazioni dedicate al mondo del bere naturale. Un evento nato per diffondere la cultura del vino realizzato con il minor numero possibile di interventi in vigna e in cantina, con un percorso di degustazione pensato per chi vuole approfondire la conoscenza di questo mondo ma anche per chi inizia ora a conoscerlo.

Un’occasione unica per incontrare personalmente i produttori, con cui condividere pensieri, storie e emozioni assaggiando i loro vini. Sarà possibile anche acquistare direttamente le bottiglie per proseguire la conoscenza anche a casa.

L’associazione VinNatur, nata nel 2006, riunisce viticoltori europei che hanno il comune obiettivo di condividere le tecniche e le esperienze messe in campo per produrre vino in maniera naturale, sia in vigna che in cantina, e di divulgare la cultura del terroir. La manifestazione, nata proprio da questo impegno per la diffusione di una nuova cultura del vino, è l’evento che permette all’Associazione VinNatur di vivere e di ampliare nel tempo i propri traguardi.

“Dopo il forfait di Villa Favorita, chiusa per lavori di restauro, ci siamo messi alla ricerca di un nuovo spazio che facesse al caso nostro – dichiara Daniele Piccinin, vice Presidente di VinNaturVolevamo restare in zona, perchè qui è la nostra sede e qui è nata l’associazione, ma volevamo anche trovare un luogo che fosse abbastanza grande per permetterci di dare la possibilità di partecipare a tutti i nostri soci. Abbiamo scelto uno spazio facilmente raggiungibile e con un ampio parcheggio a disposizione dei visitatori, il che renderà più agevole tutta la logistica, anche gli acquisti. Siamo convinti che siano le persone a rendere speciali un luogo e un appuntamento e quindi siamo certi che anche quest’anno vivremo un’edizione indimenticabile”.

La nuova locandina è opera di Giulia Perin, di Cassola (VI), la vincitrice del concorso Immagina il tuo VinNatur Tasting 2019, indetto da VinNatur in collaborazione con Illustratore Italiano, sul tema dei vini naturali e della viticoltura consapevole e rispettosa della natura. L’immagine è stata selezionata tra 80 illustrazioni e rappresenta secondo l’autrice il “il prendersi del tempo per stare assieme, sia nel rapporto tra il contadino e l’uva, ma anche tra le persone che condividono il piacere di un bel bicchiere di vino nella lentezza di uno spazio tempo ovattato”.

Info in breve | XVI VINNATUR TASTING
Data: Sabato 6, domenica 7 e lunedì 8 aprile 2019
Orari di apertura: dalle 10.00 alle 18.00
Luogo: Margraf Show- Room, Via Torre di Confine, Gambellara (VI) a 1,3 km dall’uscita del casello di Montebello Vicentino (autostrata A4 Milano-Venezia).
Dotato di ampio parcheggio e comodamente raggiungibile in auto. Sarà inoltre attivo il servizio gratuito di bus navetta da e per la stazione ferroviaria di Montebello vicentino ad ogni arrivo e partenza dei treni a partire dalle ore 09.45 di ogni giorno.
Ingresso: € 25 al giorno come contributo associativo (disponibile solamente all’ingresso dell’evento) comprensivi di guida della manifestazione e calice da degustazione.
I minorenni non pagano e non possono effettuare degustazioni.
Cani: sono ammessi cani di piccola taglia

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A casa di Davide Spillare: il discepolo di Maule è diventato grande

Un’accoglienza genuina e spontanea quella di Davide Spillare, giovane classe ’87. Un vignaiolo vero, che t’accoglie dalla campagna, con le mani (pulite) di terra. Mentre s’avvicina, il panorama si apre alle sue spalle: vista mozzafiato dall’azienda agricola fondata 10 anni fa, frutto di una tradizione di famiglia.

Siamo a Gambellara, in provincia di Vicenza. A sinistra si ergono i Colli Berici, a destra si distende la Valchiampo e la Valpolicella. A Davide si deve la virata radicale dell’azienda, trasformata in una delle più fulgide realtà italiane della viticoltura biodinamica. Una svolta abissale: il bisnonno Cristiano, infatti, conferiva le uve alla cantina sociale del posto.

I vigneti di pianura, a 180 metri sul livello del mare, si nutrono di terreni argillosi, molto ricchi. Quelli in collina mangiano tufo, detto “togo” nel dialetto locale: forte componente rocciosa e vulcanica, che dà vita a vini con una spiccata mineralità. Le rese si aggirano sugli 80 quintali per ettaro in pianura e 30-40 quintali per ettaro in collina.

Dopo la scuola di Agraria, Davide Spillare si cimenta nel mondo del vino grazie agli insegnamenti del maestro Angiolino Maule, oggi patron di VinNatur, e parte per il suo viaggio sperimentale ricco di soddisfazioni, ma anche  di alcune delusioni. Ad oggi può vantare rapporti commerciali ed esportazioni in Canada, Giappone, Danimarca, Svezia, USA, Londra e Parigi.

La sua filosofia segue i canoni dell’agricoltura biodinamica del ‘900, basata sulle teorie di Rudolf Steiner. “Una dottrina che dev’essere comunque rivisitata – spiega Spillare – poiché la terra di oggi non è la terra di cent’anni fa”. Davide lavora la terra in modo “non convenzionale”, ossia “naturale”. Evitando l’uso dei diserbanti chimici e limitandosi a trattamenti con rame e zolfo in basse concentrazioni, solo fino alla fioritura, per combattere il temuto oidio.

LA DEGUSTAZIONE
La degustazione avviene in una piccola cantina, tra le barrique in legno di rovere usate, disposte sul perimetro. Al centro una botte su cui poggeranno i calici. Il primo vino è uno spumante, “L1“, dedicato alla vertebra fratturata durante un incidente in vigna su un trattore, dove Davide rischiò la vita.

“L1” è ottenuto al 95% da uva Garganega e al 5% da Durella, che conferisce acidità. Dopo la prima fermentazione, il mosto è posto in bottiglia a rifermentare per un anno. I lieviti sono ovviamente indigeni. La beva è semplice e scorrevole: un vino fresco, adatto a un aperitivo.

Si prosegue con un bianco fermo, “Crestan“, dal nome del bisnonno: Garganega in purezza da uve di pianura, pressatura diretta e fermentazione in acciaio, 11.31% vol. Nel calice si presenta di colore dorato, al naso intenso, con un bouquet che spazia da note speziate a note floreali. Al palato corrispondente, sulla linea di una semplicità non banale.

Il terzo calice è di “Rugoli” 2016, nome ispirato dalla strada del Rugolo: Garganega proveniente da collina, di cui il 70% effettua una fermentazione in acciaio e pressatura diretta.

Il restante 30% esegue una macerazione per 5 giorni a contatto con le bucce e affinamento in legno per circa 10 mesi (12.8% vol).

Al naso si presenta più complesso del precedente, mantenendo però una buona spalla acida e una spiccata mineralità.

Si prosegue con “Vecchie Vigne“, in onore della vigna più vecchia su cui può contare Davide Spillare: 60 anni di età. Macerazione di 5 giorni e poi un breve passaggio in legno. Affinamento in bottiglia per un anno. Naso complesso, sentori di caramello, note leggermente tostate.

Il “Rugoli 2007” è una chicca dell’azienda: al naso si percepisce intenso e complesso con sentori di castagna e uva passa, Pieno e avvolgente al palato. Una piacevole sorpresa.

Il rosso dell’azienda si chiama “Rosso Giaroni“, ottenuto da uve Merlot in purezza. Al naso si avvertono sentori erbacei e legnosi, al palato risulta fresco e sapido, ben equilibrato.

Concludiamo la degustazione didattica con la ciliegina sulla torta, il “Racrei”: deriva dall’anagramma di “Creari”, comune di Vicenza. Vino dolce, Garganega in purezza, 4 mesi di appassimento.

Tra un calice e l’altro, una riflessione di Davide Spillare  sintetizza lo spirito della sua cantina: “La terra mi è stata prestata e io la dovrò restituire integra o migliore”. Il manifesto di un’azienda agricola divenuta uno dei punti di riferimento del panorama dei vini naturali italiani.

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vini#1

Garganega frizzante L1, Davide Spillare

Ci affacciamo oggi alla nuova tendenza di vino “naturale”. Il vitigno in questione è la veneta Garganega, poco valorizzata a dispetto delle sue caratteristiche. Davide Spillare, piccolo produttore di Gambellara, in provincia di Vicenza, produce l’etichetta L1, nome scelto in memoria di una disavventura personale del vignaiolo veneto.

L’ANALISI
Giallo dorato con leggeri riflessi aranciati, presenta un bollicina molto fine. Nonostante si tratti di un vino non filtrato, troviamo una buona limpidezza nel calice. Al naso l’autoctona Garganega si presenta molto pulita e gradevole. Un olfatto semplice, impreziosito da note di sambuco e frutta matura.

Ben più curiosa la parte gustativa, dominata in ingresso da un’effervescenza e da un’acidità invitante. Il vino si tinge poi di una buona mineralità di tipo fossile, prima di mostrare nuovamente una fascinosa morbidezza, data dalla frutta matura.

Naturalmente non ci aspettiamo un vino scolastico o tecnicamente perfetto: si percepisce infatti una leggerissima nota di ossidazione, che non impedisce alla beva di restare gradevole. Anzi, nell’insieme si trasforma in una delle componenti della Garganega L1 da apprezzare.

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Veneto, l’anti Spritz è servito: al via Autoctono Wine & Food Tour

Un calendario di quindici serate per lanciare tra i giovani l’aperitivo con i prodotti autoctoni vicentini. Si chiama Autoctono Wine & Food Tour 2017 la proposta che arriva dei Consorzi di Tutela dei vini della Provincia di Vicenza (Breganze, Colli Berici e Vicenza, Durello, Gambellara). Al bando lo spritz, insomma, che dilaga tra i giovani e i giovanissimi, in Veneto così come il altre regioni d’Italia, quasi in parallelo al “fenomeno Prosecco”.

“Vogliamo riportare i prodotti autoctoni del territorio – spiegano i Direttori dei Consorzi – al centro degli aperitivi tra i giovani. Oggi la scelta ricade tra spritz o altri cocktail realizzati con prodotti industriali. La nostra ambizione è che la nuova tendenza diventi un calice di Gambellara piuttosto che le bollicine del Vespaiolo e del Durello o un Tai Rosso. E in abbinamento un pezzo di Asiago Dop o finger food con gli asparagi di Bassano”.

Autoctono Wine & Food Tour 2017 è in programma da gennaio a maggio 2017. Il primo appuntamento è in programma venerdì 13 gennaio 2017 allo Snack Bar di Montecchio Maggiore. Ogni serata si svolgerà in orario aperitivo – dalle 18 alle 21 circa – in selezionati locali della provincia berica. I partecipanti potranno degustare i vini, assaggiare i prodotti tipici, ascoltare il racconto dei produttori presenti. Dopo la prima serata l’evento è in programma in altri locali della provincia: Osteria da Mirella di Tezze sul Brenta (venerdì 27 gennaio 2017); Bar ristorantino La Rua di Vicenza (venerdì 10 febbraio 2017); Osteria alla Botti di Vicenza (venerdì 18 febbraio 2017); Enoteca da Cesare di Nanto (venerdì 24 marzo 2017); Wine Enoteca di Lonigo (sabato 25 marzo 2017); Garibaldi Cafè di Lonigo (venerdì 31 marzo 2017); La Bottega da Claudio – ombre e cicheti di Vicenza (venerdì 28 aprile 2017).

Altri locali coinvolti con data da definire sono: La Vaca Mora Café di Barbarano Vicentino; Enoteca La Caneveta di Barbarano Vicentino VI; Osteria Madonnetta di Marostica; Trattoria Palmerino di Sandrigo; Pulierin Enotavola di San Michele di Bassano del Grappa; Caffè Carducci di Thiene; Bar Mazzini di Breganze.
Insieme ai Consorzi di Tutela Vino partecipano all’iniziativa i Consorzi di Tutela del Formaggio Asiago, dell’Asparago di Bassano DOP, della Ciliegia di Marostica IGP, con il contributo della Camera di Commercio di Vicenza e il coinvolgimento delle associazioni di categoria APIndustria, Confartigianato, Confcommercio, F.I.P.E.
Per informazioni Autoctono Wine & Food Tour 2017 ha una pagina Facebook (www.facebook.com/autoctonowinefoodtour), che verrà aggiornata con tutti i dettagli delle serate.

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Vicenza Autoctono Wine & Food Tour 2017: il calendario

L’enogastronomia vicentina di qualità fa squadra e presenta Autoctono Wine & Food Tour 2017. Un calendario di 15 serate, in programma per il 2017 da gennaio a maggio in selezionati locali della provincia berica, per raccontare i vini delle quattro denominazioni enologiche vicentine in abbinamento a quelle gastronomiche.

Protagonisti sono i Consorzi di Tutela dei vini della Provincia di Vicenza (Breganze, Colli Berici e Vicenza, Durello, Gambellara) con la partecipazione dei Consorzi di Tutela del Formaggio Asiago, dell’Asparago di Bassano DOP, della Ciliegia di Marostica IGP, il contributo della Camera di Commercio di Vicenza e il coinvolgimento delle associazioni di categoria APIndustria, Confartigianato, Confcommercio, F.I.P.E. Primo appuntamento: venerdì 13 gennaio 2017 alle 18 allo Snack Bar di Montecchio Maggiore.

Autoctono Wine & Food Tour 2017 è il primo progetto trasversale che mette in comunicazione i diversi settori dell’enogastronomia vicentina. Formula scelta per le quindici serate è quella dell’aperitivo – dalle 18 alle 21 circa – quando i partecipanti potranno degustare i vini, assaggiare i prodotti tipici, ascoltare il racconto dei produttori presenti. Quattro denominazioni che raccontano un territorio esteso e variegato: nella zona Breganze DOC la voce più forte è quella del vino Vespaiolo nelle versioni fermo, spumante e passito (Torcolato); dai Colli Berici, terra vocata per la produzione di vini rossi, un nome su tutti è l’autoctono Tai Rosso; Gambellaraè invece terra di bianchi con l’uva Garganega che diventa Gambellara Classico, Spumante, Vin Santo e Recioto di Gambellara; tra Vicenza e Verona l’autoctona Durella è alla base degli spumanti Lessini Durello DOC.

Non solo vino. Durante le serate gli abbinamenti saranno con la gastronomia tipica vicentina. In particolare l’Asiago, sia Fresco che Stagionato nelle tre versioni (mezzano, vecchio e stravecchio); l’Asparago di Bassano certificato DOP che si riconosce dal colore rigorosamente bianco; la Ciliegia di Marostica frutto rotondo, rosso, con una polpa molto soda.

I locali vicentini coinvolti sono: Snack bar di Montecchio Maggiore; Wine Enoteca di Lonigo; Osteria da Mirella di Tezze sul Brenta; Bar ristorantino La Rua di Vicenza; La Vaca Mora Café di Barbarano Vicentino; Osteria alla Botti di Vicenza; Garibaldi Cafè di Lonigo; La Bottega da Claudio – ombre e cicheti di Vicenza; Enoteca da Cesare di Nanto; Enoteca La Caneveta di Barbarano Vicentino; Osteria Madonnetta di Marostica; Trattoria Palmerino di Sandrigo; Pulierin Enotavola di San Michele di Bassano del Grappa; Caffè Carducci di Thiene; Bar Mazzini di Breganze. Per informazioni Autoctono Wine & Food Tour 2017 ha una pagina Facebook (http://www.facebook.com/autoctonowinefoodtour), che verrà aggiornata con tutti i dettagli delle serate.

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Vitevis brinda al suo primo compleanno: bilancio positivo

Alberto Marchisio

E’ decisamente pieno il bicchiere con cui Vitevis brinda al suo primo compleanno. A distanza di dodici mesi dalla nascita della realtà vitivinicola che il 1° luglio 2015 ha unito tre storiche cantine del territorio vicentino – la Cantina Colli Vicentini di Montecchio Maggiore, la Cantina di Gambellara e la Cantina Val Leogra di Malo – il presidente Gianni Mazzocco e il direttore Alberto Marchisio fanno il punto sul primo anno di attività.  “Il bilancio è fortemente positivo – afferma Marchisio – soprattutto per quanto riguarda la capacità di penetrazione sui mercati esteri. La partecipazione come realtà unica alle tre principali fiere europee di settore, il Prowein a Düsseldorf, Vinitaly a Verona e la London Wine Fair, si è rivelata vincente. Valorizzando le eccellenze delle singole cantine con attività concrete, come il lancio della nuova linea “Monopolio” che riprende l’antico nome della Cantina di Gambellara e propone la Garganega di vigneti di collina selezionati per qualità, stiamo riscontrando sempre più interesse per i vini del nostro territorio da parte degli operatori”.  A spingere le produzioni di eccellenza sui mercati esteri sono anche i premi conquistati nell’ultimo anno dall’etichette di punta del gruppo, a partire dal Carlo V Rosso Veneto Igt 2013 e dal Prosecco Doc Romeo, vincitori della medaglia d’oro al Sakura Japan Women’s Wine Award, al Gambellara Classico Doc “Monopolio” 2015, a cui sono andate la medaglia d’argento al Concours Mondial di Bruxelles e la medaglia di bronzo al Decanter Word Wine Awards 2016, per citare solo alcuni dei riconoscimenti internazionali ottenuti.   Il gruppo Vitevis, in forte crescita anche sul valore dell’imbottigliato, sorride anche sul fronte interno sia per la crescita del numero dei viticoltori associati, che hanno superato quota 1.500 con oltre 2.200 ettari vitati in 56 Comuni delle province di Vicenza e Verona, sia per l’aumento del fatturato dei quattro punti vendita di Malo, Gambellara, Torri di Quartesolo e Montecchio Maggiore.  “Gli obiettivi prioritari per i prossimi dodici mesi – spiega il presidente Gianni Mazzocco – sono un’ulteriore crescita in Italia e all’estero attraverso progetti mirati, tra cui la nascita di una linea dedicata ai vini biologici. La capacità di offrire una gamma completa di vini del territorio vicentino con un’elevata qualità si sta rivelando strategica sia sui mercati in cui eravamo già presenti come singole realtà sia in quelli di nuovo arrivo”.

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A Montebello Vicentino torna “Garganica”, tre giorni con i vini vulcanici

Dopo il successo del 2015, torna per il secondo anno e farà tappa a Montebello Vicentino (VI) “Garganica, alla scoperta dei vini vulcanici del Gambellara Doc”, evento che mira a promuovere la produzione enologica di un suggestivo angolo del Veneto confrontandola con i vini italiani che ne condividono l’anima e la provenienza vulcanica. La manifestazione, organizzata da Consorzio Tutela Vini Gambellara, Strada del Recioto e dei vini Gambellara Doc e Pro Loco Montebello, si terrà da venerdì 10 a domenica 12 giugno e vedrà al centro di degustazioni, abbinamenti cibo-vino e un intrigante derby del vulcano oltre 50 etichette italiane derivanti da territori di natura vulcanica. Ad aprire la seconda edizione di Garganica sarà una serata dedicata allo sport: venerdì 10 giugno, dalle ore 17 alle 20, al Palazzetto dello Sport di Montebello si svolgerà “DOC Basket”, triangolare di pallacanestro al termine del quale partecipanti e pubblico potranno cenare insieme presso lo stand allestito dalla Pro Loco. La giornata di sabato 11 giugno si aprirà con un press tour riservato alla stampa di settore, durante il quale venti giornalisti provenienti da diverse regioni italiane incontreranno alcuni produttori, faranno visita ad aziende di prodotti tipici (Caseificio Albiero e Panificio Rossi Federico) e cantine (Cavazza e azienda agricola Sordato Lino), assaggeranno diversi prodotti enogastronomici e, alle ore 16, parteciperanno a un convegno aperto anche al pubblico che si terrà alla cantina Menti Vini (Contrada Selva, 2/A). “La Garganega, espressione del territorio, espressione del Veneto” è il titolo della tavola rotonda che vedrà confrontarsi il presidente del Consorzio Tutela Vini Giuseppe Zonin, il presidente Assoenologi Veneto Orientale Luigino Bertolazzi, il responsabile regionale della guida Vini Buoni d’Italia Claudio Marafetti e l’enologo Nicola Menti; al termine del convegno sarà offerta ai partecipanti una degustazione di vini vulcanici. In serata, alle ore 20.30, l’appuntamento è in via Piazza Italia e via Vaccari con una stuzzicante “Cena vulcanica sotto le stelle” durante la quale i piatti tipici del territorio preparati dai ristoranti “La Marescialla” e “Giulietta e Romeo” sposeranno i vini vulcanici e il gruppo popolare Ballincontrà di Thiene si esibirà dal vivo. Il costo della cena è di 30 euro, prenotazioni: stradadelrecioto@libero.it o 328.8920757. Giornata clou della manifestazione sarà la domenica 12 giugno, quando, a partire dalle ore 15.30 fino alle 20, in Piazza Italia si potranno degustare e confrontare i vini vulcanici di diverse zone d’Italia proposti in banchi d’assaggio in abbinamento a creazioni gastronomiche dei ristoratori della Strada del Recioto.

Calice alla mano si potranno assaggiare e scoprire analogie e differenze tra le produzioni di Gambellara e quelle del Consorzio del Soave, del Consorzio Tutela Vini Lessini Durello, Consorzio Vini doc Colli Euganei, del Consorzio Tutela Bianco di Pitigliano, Consorzio per la Tutela dei Vini Orvieto, del Consorzio Tutela Denominazione Vini Frascati, dell’Enoteca Provinciale della Tuscia, della Cantina di Mogoro (Sardegna),  dell’azienda De Falco Vini (Vesuvio), del Consorzio Tutela Vini Etna Doc, delle aziende Vinicola Paternoster e Cantine Madonna delle Grazie (Vulture) e delle aziende Pietratorcia e Giardini Arimei (Ischia). Alle ore 17, nella loggia del Palazzo Municipale, si terranno gli enoracconti “Il Vulcano dal nord al sud”: sei vigneron di diverse regioni enologiche racconteranno la loro storia e il loro vino, espressione unica di terre altrettanto uniche. Mentre alle ore 18 si terrà il derby del vulcano con degustazione enogastronomica guidata tra i bigoli con il ragù di colombino, abbinato al Gambellara Classico Doc e gli arancini di riso con il cuore di Pachino e Ragusano, abbinato all’Etna Bianco Doc. (costo della degustazione 10 euro, prenotazioni: stradadelrecioto@libero.it o 328.8920757). Durante il pomeriggio al Centro sportivo Fogazzaro per i bambini e i ragazzi si terrà la seconda edizione del “Palio dei giochi dei quattro campanili” con prove ispirate alla civiltà contadina, mentre lungo le vie del paese andranno in scena spettacoli con artisti, acrobati, maghi e giocolieri.  A rappresentare la Doc Gambellara durante la tre giorni saranno le aziende agricole Grandi Natalina, Montecrocetta, Sordato Lino, Davide Vignato, Vignato Virgilio, le aziende vitivinicole Zonin Roberto e Marchetto, Podere Il Giangio, Cantine Vitevis – Cantina di Gambellara, Cantine Vitevis s.c.a. Colli Vicentini, Cavazza e Menti Vini.

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Vini al supermercato

Amante Rosso Igt Veronese: Ca’ del Sette caccia il distributore e ritira il prodotto dai supermercati Famila

(4 / 5)Avere l’amante è un rischio, si sa. Si potrebbe essere scoperti. Ed è miseramente finita la relazione tra il vino Amante Rosso Igt Veronese prodotto dalle cantine Ca’ del Sette e la grande distribuzione organizzata. Vittima di uno scellerato distributore che ha venduto alla Gdo una partita di questo vino a un prezzo “stracciato”, mettendo a rischio l’immagine di quello che non è certamente un vino da svendere. Ottimo il fiuto del buyer. E ottimo anche il nostro, che siamo riusciti ad accaparrarcelo prima che sparisca dalla vendita nel canale supermercati. La decisione della Cantina Ca’ del Sette di non commercializzare più Amante Rosso Veronese Igt è stata presa proprio a seguito di questa scoperta.

Il nome peccaminoso ed allusivo folgora come un colpo di fulmine. Se parliamo di amante le allusioni fioccano, gli scheletri nell’armadio pure, in qualche caso. Avranno voluto essere allusivi anche quelli del marketing delle Cantine Ca’ del Sette? La prima allusione riguarda tuttavia l’etichetta, che tra l’altro ricorda quella di un Amarone.

Di colore rosso con riflessi violacei, il vino Amante Rosso Veronese Igt Ca’ del Sette si presenta al naso con una complessità interessante. Inizialmente un aroma intenso di ciliegia e frutti rossi maturi, poi sentori erbacei seguiti da note speziate, un mix davvero invitante e non banale. Nel calice è corposo, denso, 13,5% di alcol in volume che potrebbero dare alla testa, come un amante di tutto rispetto. Al gusto è caldo, il tannino è calibrato ed avvolgente, vellutato e con un finale persistente. Consigliamo di aprirlo almeno mezzora prima di consumarlo, perché in grado di evolversi in positivo. Il retrogusto di ciliegia e cioccolato indicato in etichetta è concreto, noi lo percepiamo come il sapore di ovetto al cioccolato con sorpresa, senza fare nomi. E sorpresa è stata con questo vino: sicuramente l’armonia, la dolcezza data dall’alcolicità, la morbidezza di questo vino che ricorda l’Amarone e anche un po’ il Ripasso. Si abbina a carni bianche e rosse, selvaggina e formaggi freschi e stagionati. Maliziosamente perfetto anche per il San Valentino in arrivo. Il tema della “tresca” curiosamente ritorna anche nel sistema di vinificazione. Abbiamo scoperto che è frutto di ben tre vinificazioni distinte.

LA VINIFICAZIONE
Il vino Amante Rosso Igt Veronese Ca’ del Sette è infatti prodotto con un blend di uve Merlot per il 60%, Cabernet Sauvignon 30% e Corvina 10 %, sottoposte prima ad appassimento in vigna. La prima vinificazione interessa il Merlot, la seconda il Cabernet Sauvignon e infine alla terza, che interessa il Corvina, viene aggiunto il vino ottenuto dalla prime due, in seguito sottoposto ad affinamento di quattro mesi in acciaio. La vinicola Ca’ del Sette si trova a Gambellara, in provincia di Vicenza. Oggi è gestita da Matteo Pontalto e da Elisa Dian, che ha ereditato dalla nonna l’amore per il vino. L’azienda, pur avendo radici nell’800, è nata negli anni 50 dalla passione di una donna, la nonna di Elisa Dian appunto. Una enologa donna in quegli anni, quando le donne avevano da poco ottenuto il diritto di voto, si può considerare una figura all’avanguardia. Questa avanguardia è portata avanti dalla nuova generazione, che oggi gestisce una cantina moderna attrezzata con le migliori tecnologie, un laboratorio chimico interno che segue tutte le fasi di produzione e anche un’azienda proiettata al futuro e a cogliere le nuove opportunità di mercati come quello asiatico, grazie all’apertura di un punto vendita a Hebei, in Cina. “Il piacere non si può spiegare a parole, noi ci siamo riusciti con il gusto”, cita il loro claim. E siamo concordi. Non ci resta che andare alla ricerca degli altri due prodotti attualmente in vendita in  gdo, “Bacca del Merlo”, vino bianco, e “Stranero”, vino rosso prodotto col medesimo uvaggio dell’Amante. Sperando nel cosiddetto ritorno di fiamma.

Prezzo pieno: 5,99 euro
Acquistato presso: Famila

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