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Close the Glass Loop: industria del vino e del vetro alleate per la sostenibilità

Il settore vitivinicolo collaborerà con i produttori di bottiglie di vetro per raccogliere il 90% di tutti gli imballaggi immessi sul mercato dell’Ue, nell’ambito della piattaforma europea Close the Glass Loop. L’obiettivo è raggiungere il completo riciclaggio a circuito chiuso entro il 2030. Lo annuncia il Comité Européen des Entreprises Vins (Ceev), dopo l’avallo delle 23 associazioni nazionali che ne fanno parte in 12 Paesi membri dell’Unione europea.

Il progetto vede in prima linea Feve, la Federazione dei produttori europei di contenitori in vetro per alimenti e bevande e flaconi per profumeria, cosmetici e prodotti farmaceutici. I suoi membri producono oltre 80 miliardi di contenitori di vetro all’anno, in 150 stabilimenti produttivi dislocati in 23 stati europei.

“Close the Glass Loop – commenta Ignacio Sánchez Recarte, Segretario Generale Ceev – è un segnale che, nonostante questi tempi particolarmente difficili a causa della crisi Covid-19, l’economia circolare rimane una priorità fondamentale per il settore vitivinicolo”.

“Il vino – continua l’esponente del Comité – non è un prodotto ordinario e rappresenta un simbolo culturale in cui il packaging riveste un ruolo fondamentale. Con oltre il 90% dei vini europei confezionati in vetro, è chiaro che questa industria è parte integrante del nostro modello di business. Aiutando la catena di imballaggi in vetro a migliorare il livello di sostenibilità, miglioriamo direttamente il nostro”.

“Il settore vitivinicolo – conferma Adeline Farrelly, segretario generale Feve – è uno dei nostri principali segmenti di mercato con una crescita costante registrata negli ultimi anni. È fondamentale poter collaborare e sostenerci a vicenda nei nostri sforzi verso la sostenibilità. La piattaforma Close the Glass Loop è un modo per farlo insieme. Più vetro riciclato possiamo reinserire nel nostro ciclo produttivo, minore sarà l’impatto ambientale delle nostre bottiglie”.

Secondo un recente sondaggio tra i consumatori pubblicato dalla piattaforma dei consumatori Friends of glass, il vetro è il materiale da imballaggio preferito per la maggior parte dei prodotti alimentari e delle bevande, con ben 8 europei su 10 che optano per questo materiale nella scelta di vino e alcolici. La crescita nel gradimento è evidente: il 51% dei consumatori, sempre secondo l’indagine, acquista più prodotti in vetro rispetto a tre anni fa.

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La bottiglia di vino “parla” al supermercato: è Diego Abatantuono (video)

Lo sapevate che il vetro ha vite infinite? Alcuni ignari clienti di un supermercato di Roma, forse, lo hanno scoperto solo di recente. Grazie a Diego Abatantuono. Tranquilli. Non stiamo spoilerando l’ultimo film dell’ormai ex capo dei “barbari di Segrate”, al cinema proprio in questi giorni. Si tratta piuttosto di una sorta di “pubblicità progresso”, che vede protagonista proprio l’ugola di Abatantuono.

L’iniziativa è di Friends of Glass, community nata da una campagna di sensibilizzazione sul vetro creata da Feve (European Container Glass Federation), associazione no-profit internazionale che rappresenta l’industria dei contenitori in vetro per alimenti e bevande, flaconi per profumeria, farmacia e cosmetica e produttori di articoli per la tavola. I sostenitori di Friends of Glass, provenienti da diversi Paesi europei e non solo, sono convinti che “il vetro è il materiale per l’imballaggio ideale per i suoi vantaggi unici a livello ambientale, economico e per le famiglie: l’unico al 100% inerte e al 100% riciclabile”.

L’INIZIATIVA
Per sensibilizzare il grande pubblico su questi temi, Friends of Glass ha deciso di installare delle telecamere nascoste all’interno di alcuni supermercati di tutta Europa, tra cui uno proprio a Roma. La community è riuscita così a filmare la reazione dei clienti, sorpresi da una bottiglia di vino parlante, doppiata (rigorosamente dal vivo) da personaggi noti. Sally Phillip nel Regno Unito, Christophe Beaugrand in Francia. E Diego Abatantuono in Italia. Una “serie” girata – sin ora – anche in Germania, Polonia e Spagna. Ecco cosa è successo a Roma.

 

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