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Massimo Damonte nuovo presidente del Consorzio di Tutela Roero

Massimo Damonte nuovo presidente del Consorzio di Tutela RoeroMassimo Damonte è il nuovo presidente del Consorzio di Tutela Roero. Imprenditore vitivinicolo di Canale, classe 1965, guiderà l’ente piemontese che conta oltre 250 aziende vitivinicole associate, per 8 milioni di bottiglie e una superficie totale di 1250 ettari di vigneti. Prende il testimone di Francesco Monchiero, presidente uscente, rimasto alla guida per tre mandati consecutivi e ora numero uno di Piemonte Land of Wine. Dopo gli studi, Damonte inizia a lavorare nell’azienda di famiglia, Malvirà, occupandosi della parte viticola e del mercato italiano, contribuendo a renderla una delle più rilevanti del territorio.

Siede nel CdA del Consorzio Roero dalla sua fondazione e ricopre la carica di vicepresidente dal 2020. «Ringrazio per la fiducia accordata dall’assemblea – sono le prime parole di Massimo Damonte – e assumo questo ruolo di presidente del Consorzio Tutela Roero con l’entusiasmo e la passione che devo a una denominazione che negli anni è cresciuta e si è consolidata con successo. Sono davvero lieto che il Roero esprima oggi il nuovo presidente di Piemonte Land of Wine, che coordina l’attività dei 14 consorzi vitivinicoli regionali».

«Nei prossimi tre anni – aggiunge Damonte – intendo proseguire con una comunicazione mirata e strategie volte a valorizzare tutta la filiera e a sottolineare l’importanza e il legame con un territorio unico al mondo, riconosciuto Patrimonio dell’umanità Unesco. L’attenzione verso i consumatori italiani ed esteri sarà ancora più alta, con l’obiettivo di far crescere sia la denominazione in termini di volumi e di valore, sia la percezione dell’identità del territorio del Roero Docg».

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Dal Roero al Superconsorzio: Francesco Monchiero nuovo presidente di Piemonte Land of Wine

Francesco Monchiero è il nuovo presidente di Piemonte Land of Wine, il superconsorzio dei vini piemontesi. Già rappresentante del Consorzio Tutela Roero, si è visto affidare il nuovo incarico – occupato in precedenza dal dimissionario Matteo Ascheri – dall’assemblea riunita nel pomeriggio di ieri a Castagnito. A Monchiero il compito di riunire i consensi dei Consorzi di Tutela, guidando e definendo le strategie di promozione del vino piemontese per i prossimi 3 anni. Sul tavolo, i difficili rapporti tra l’Albese e l’Astigiano, ovvero tra le piccole-medie aziende e le cooperative piemontesi.

«Un riconoscimento per il lavoro fatto in questi 3 mandati per la denominazione del Roero – secondo la lettura dello stesso Monchiero, affidata a una nota stampa – per le strategie di valorizzazione e tutela messe in campo che hanno portato a una crescita della produzione del 40% dal 2013, anno di costituzione del Consorzio, e per un incremento del valore costante negli anni».

PIEMONTE LAND OF WINE, «LA CASA DEI CONSORZI PIEMONTESI»

«Sono felice di questa attestazione di sostegno da parte dei Presidenti riuniti in Piemonte Land – sono le prime parole di Francesco Monchiero da nuovo presidente di Piemonte Land of Wine -. Supportato della Regione Piemonte, intendo proseguire con questo spirito di fattiva collaborazione tra le parti coinvolte per far ripartire la promozione internazionale dei vini piemontesi e accrescerne la visibilità».

Piemonte Land è la casa comune dei Consorzi dei vini piemontesi, pur mantenendo ognuno di essi la propria peculiare identità. Al suo tavolo si elaborano e si definiscono le strategie e i programmi per proporsi all’esterno con la compattezza di un unico grande organismo e abbiamo in progetto di realizzare attività coordinate e strutturate per valorizzare tutto il Piemonte vitivinicolo come fatto in Roero».

Nato per offrire ai Consorzi di tutela dei vini piemontesi «un’assise in cui individuare operatività e strategie comuni», Piemonte Land of Wine, come ricorda lo stesso ente nella nota stampa, si pone l’obiettivo di «armonizzare la promozione dei vini, dell’eccellenza agroalimentare e delle bellezze del Piemonte in tutto il mondo, ottimizzando anche l’utilizzo dei fondi comunitari destinati alla promozione».

COS’È PIEMONTE LAND OF WINE

Piemonte Land of Wine nasce il 29 luglio 2011 per offrire ai consorzi di tutela del vino piemontesi un punto d’incontro per confrontarsi, individuare operatività e strategie comuni utili alla promozione del vino piemontese in Italia e nel mondo. Piemonte Land, che rappresenta oggi i Consorzi del vino ufficialmente riconosciuti dal Ministero dell’Agricoltura, promuove gli oltre 44 mila ettari di vigneto piemontesi, che dalle province di Alessandria, Asti e Cuneo si estendono fino ai piedi delle Alpi.

Un grande patrimonio enologico, per l’80% costituito dalle 18 Docg e 41 Doc regionali. Prima esperienza italiana di condivisione delle politiche promozionali tra Consorzi, Piemonte Land opera a favore non solo dei vini, ma anche dell’eccellenza agroalimentare e delle bellezze di una delle regioni vitivinicole più importanti al mondo, i cui territori sono divenuti patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO nel 2014.

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Grandi Langhe 2022 a Torino: Barolo e Barbaresco tendono la mano al grande pubblico

Grandi Langhe 2022 si prepara ad accogliere i professionisti del mondo del vino a Torino il 31 gennaio e 1° febbraio 2022. Buyer, enotecari, ristoratori e importatori italiani e internazionali possono iscriversi alla più grande degustazione dedicata alle denominazioni di Langhe e Roero, accedendo al sito web ufficiale della manifestazione.

Per la prima volta anche i privati consumatori potranno accedere alla manifestazione, durante una sessione a loro interamente dedicata, lunedì 31 gennaio dalle 18.30 alle 21.30. In questo caso, l’iscrizione è possibile sul sito di Ais Piemonte.

GRANDI LANGHE 2022: LA NUOVA LOCATION DI TORINO

Con l’apertura ai privati il Consorzio prosegue la sua strategia promozionale volta a stabilire «un filo sempre più diretto con i consumatori finali», che per la prima volta dalla nascita della manifestazione potranno degustare oltre 1500 etichette presso le Officine Grandi Riparazioni – Ogr di Torino.

Saranno accolti a Torino anche 50 buyer selezionati provenienti da Usa, Canada, Regno Unito e Scandinavia. Ben 220 cantine del territorio presenteranno le proprie etichette nei suggestivi spazi di Corso Castelfidardo, 22. Una location scelta strategicamente, «sia per riflettere la crescita della manifestazione che per garantire il rispetto delle normative sul distanziamento».

Il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e il Consorzio Tutela Roero, con il supporto della Regione Piemonte, sono i promotori della manifestazione, giunta alla sesta edizione dopo lo stop del 2021.

LE ASPETTATIVE DEI CONSORZI DI LANGHE E ROERO

«Siamo entusiasti di portare Grandi Langhe a Torino per la prima volta. La manifestazione è cresciuta molto negli anni e si è posizionata tra gli appuntamenti imperdibili del calendario enologico italiano», spiega Matteo Ascheri, Presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco.

Il 2021 è stato purtroppo un anno di pausa forzata – continua -. I nostri produttori non vedono l’ora di poter tornare a incontrare i propri clienti di persona. Abbiamo preso tutte le misure necessarie per garantire a espositori e utenti un’esperienza sicura, piacevole e soprattutto di altissimo livello».

«La decisione di portare Grandi Langhe a Torino, città simbolo del Piemonte e già Capitale d’Italia, dimostra l’importanza assunta dall’evento», aggiunge Francesco Monchiero, presidente del Consorzio Tutela Roero.

«Grandi Langhe 2022 sarà l’occasione per incontrare gli operatori del settore – continua – piemontesi e non, che giocano un ruolo chiave nell’identità del nostro vino. Grazie alla partecipazione di 50 buyer provenienti dall’estero, si creeranno nuove opportunità di sviluppo in paesi consolidati o emergenti».

GRANDI LANGHE 2022: INFORMAZIONI IN BREVE

  • Le porte di Grandi Langhe 2022 apriranno per i professionisti di settore il 31 gennaio e 1° febbraio.
  • Dove e quando: dalle 10 alle 17 presso la Sala Fucine di OGR a Torino, in Corso Castelfidardo 22.
  • I privati consumatori e gli appassionati potranno acquistare il biglietto di ingresso sul sito web di Ais Piemonte.
  • I partecipanti dovranno necessariamente iscriversi in anticipo sul sito web. Quindi stampare e presentare il proprio biglietto d’ingresso, unitamente alla certificazione verde Covid-19 (green pass).
  • È obbligatorio indossare la mascherina all’interno durante i momenti in cui non si degusta.
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Grandi Langhe 2022 approda a Torino

Grandi Langhe, la manifestazione dedicata a buyer, distributori, enotecari e ristoratori italiani e stranieri, arriva a Torino il 31 gennaio e 1° febbraio 2022. L’evento, da anni uno dei primissimi appuntamenti del calendario enologico italiano, si terrà negli spazi di OGR Torino.

Dopo un anno di stop forzato dovuto alla pandemia le oltre 200 cantine di Langhe e Roero presenteranno le proprie etichette nell’hub di innovazione, enogastronomia e cultura del capoluogo piemontese. Una scelta strategica orientata alla volontà di farlo crescere sempre maggiormente

«Abbiamo deciso di cambiare la location di Grandi Langhe in primis per permettere il rispetto della normativa sul distanziamento. In secondo luogo per dare un segnale importante che rifletta la crescita che l’evento ha avuto nelle ultime edizioni. Le nostre denominazioni, inoltre, a inizio ottobre hanno registrato un +15% rispetto ai primi nove mesi del 2020». Spiega Matteo Ascheri, Presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco.

GRANDI LANGHE 2022

Il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, insieme al Consorzio Tutela Roero, sono promotori della manifestazione, che nel 2020 ha registrato oltre duemila presenze da 34 paesi.

«In questi anni l’afflusso di operatori è aumentato costantemente. La scelta di portare l’evento presso OGR Torino è dovuta alla volontà di rispondere all’esigenza di accogliere un maggior numero di persone interessate a conoscere meglio i nostri vini». Dichiara il Presidente del Consorzio Roero Francesco Monchiero.

La due giorni sarà dunque la prima occasione dell’anno per assaggiare le nuove annate di Barolo Docg, Barbaresco Docg, Roero Docg e delle altre denominazioni del territorio.

L’elenco delle cantine partecipanti sarà disponibile. Le iscrizioni, riservate esclusivamente agli operatori di settore, apriranno nel mese di dicembre.

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Roero, vigne Unesco libere dal diserbo: la proposta del Consorzio ai Comuni

Il Roero punta diventare la prima zona vinicola del Piemonte «libera dal diserbo». Lo comunica il Consorzio di Tutela. L’obiettivo è la «salvaguardia della biodiversità e del paesaggio», da raggiungere attraverso accordi con i Comuni della zona. Un modo per valorizzare il territorio della Docg, patrimonio Unesco.

L’ente che tutela i vini del Roero ha presentato ai sindaci e alle commissioni agricole comunali una proposta per «far inserire nei regolamenti della Polizia Rurale il divieto di utilizzo di prodotti chimici per il diserbo».

«I trattamenti chimici per il diserbo – ammonisce il presidente Francesco Monchiero – mettono a rischio la varietà di specie vegetali e animali che popolano naturalmente l’ambiente e il vigneto, depauperandolo della sua capacità di autoregolarsi e danneggiando il paesaggio».

«In questo momento storico in cui anche il consumatore è più attento alla sostenibilità – continua il numero uno del Consorzio Tutela Vini del Roero – vogliamo assumerci la responsabilità di ridurre il nostro impatto ambientale».

«Sono molto orgoglioso del coraggio che i soci hanno dimostrato nel perseguire un obiettivo non semplice, ma necessario: è una prova del nostro amore per queste terre», conclude Monchiero.

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Roero in ascesa: Francesco Monchiero riconfermato presidente del Consorzio

Il Consorzio Tutela Roero riconferma per un nuovo mandato il presidente Francesco Monchiero, già in carica da sette anni. Una scelta pressoché scontata, motivata dall’ascesa di una Denominazione che ha registrato un aumento delle vendite del 38% in volume e in valore, un diffuso incremento di valore del terreno, l’accorta politica di gestione della crescita, arrivata a 1200 ettari vitati con un piano per gli impianti volto a garantire un aumento controllato e progressivo.

Un approccio che ha portato Monchiero ad affrontare in modo attivo anche un momento difficile come quello determinato dal Covid 19, proponendo e ottenendo dalla Regione il finanziamento di interventi strutturali indirizzati a superare la complessa situazione sui mercati.

Al momento del rinnovo delle cariche, nessun altro associato si è pertanto candidato e la richiesta di restare è stata unanime. Il prossimo triennio si presenta altrettanto intenso: “Il primo obiettivo sarà quello di creare una sede del Consorzio strutturata con un direttore, a cui si affiancheranno i progetti di promozione in Italia e all’estero, in particolare negli Stati Uniti e in Svizzera”.

La prossima iniziativa in questo senso sarà in autunno il Roero Wine Week, settimana di promozione che coinvolgerà ristoratori del Piemonte e di tutta Italia. Tornerà nel 2021, invece, Roero Days, la più importante manifestazione della denominazione, che si svolgerà alla Reggia di Venaria Reale ad aprile.

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Francesco Monchiero riconfermato alla guida del Consorzio Tutela Roero

 Sarà ancora Francesco Monchiero, titolare della cantina Monchiero Carbone, a guidare il Consorzio tutela Roero. Un consorzio nato tre anni fa con ambizioni importanti: riportare il valore delle uve ad un valore minino di un euro al chilo, ultimare l’iter legislativo per l’approvazione delle  menzioni geografiche aggiuntive e introdurre la tipologia riserva nel disciplinare del Roero Arneis, otre ad incrementare il numero delle bottiglie commercializzate tramite una comunicazione mirata sul mercato italiano attraverso una campagna social media e l’ideazione del nuovo evento Roero Days e dotandosi di un ufficio stampa per la comunicazione negli USA. Obiettivi che, a distanza di soli tre anni, sono stati raggiunti grazie anche alla caparbietà di Monchiero e del Consiglio di amministrazione composto dal presidente e dai consiglieri Massimo Da Monte, Dino Negro, Giuseppe Baracco, Luigi Roagna, Ezio Taliano, Angelo Negro, Davide Chiesa, Antonio Coscia, Mario Roagna, Giovanni Minetti, Andrea Careglio, Alex Bordone, Ornella Costa, Carlo Del Tetto. Partito da 280 soci alla fondazione, oggi il Consorzio conta 320 iscritti per una superficie vitata di 1100 ettari e una produzione rivendicata di 6,1 milioni di bottiglie a fronte dei 5,3 di tre anni fa. Il consorzio nasce infatti per enfatizzare l’unione fra i produttori del Roero e la loro capacità di promuovere tutti insieme non solo questo vino, ma l’intero territorio. Un’area, quella in cui nasce il Roero, che da sempre è protagonista della coltivazione di vite; la produzione di vino è infatti una delle componenti principali della cultura e della quotidianità di questa regione, il cui paesaggio è stato trasformato e plasmato dalla presenza delle vigne. La vitivinicoltura, soprattutto in questi ultimi decenni, è diventata uno dei cardini dell’economia locale e allo stesso tempo il principale ambasciatore di questa terra al di fuori dei suoi confini, grazie alla qualità dei vini prodotti e al successo internazionale che ne è conseguito. A portare nei calici il terroir del Roero sono due vini, Roero e Roero Arneis, il primo ottenuto da uve Nebbiolo ed il secondo dall’omonimo vitigno. Obiettivo di Monchiero e del CdA del consorzio per il prossimo triennio sarà continuare a promuovere la denominazione e la conoscenza dei suoi cru, codificati nelle Menzioni Geografiche Aggiuntive, con attività di promozione in Italia e all’estero. Un forte impegno sarà far conoscere il Roero e del suo territorio anche attraverso mezzi innovativi come l’ebook Wine of Roero, curato dal giornalista Paolo Zaccaria, realizzato quest’anno e presentato in occasione della prima edizione di Roero Days, tenutasi alla Reggia di Venaria lo scorso marzo. Sarà proprio questo evento l’appuntamento principale della promozione in Italia per il 2017. La prossima edizione, infatti, si terrà a Milano per raggiungere un ampio pubblico di consumatori e operatori del settore.

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Record di presenze ai Roero Days della Reggia di Venaria

Ha attirato oltre 2200 persone la manifestazione ”Roero Days” svoltasi il 20 e il 21 marzo alla Reggia di Venaria e organizzata dal Consorzio di Tutela del Roero. Due giornate nelle quali i visitatori hanno potuto degustare oltre 300 vini provenienti da 60 cantine della zona patrimonio dell’Unesco dal 2014 insieme a Langhe e Monferrato. 500 professionisti di settore ed eno appassionati  hanno potuto partecipare a vari laboratori di degustazione previsti nel programma tra anteprime e verticali di riserve guidate da esperti del mondo del vino come Daniele Cernilli autore della Guida essenziale ai vini d’Italia Doctor Wine, Gianni Fabrizio dei Vini d’Italia del Gambero Rosso, Fabio Gallo dell’Ais (Associazione Italiana Sommelier), Giancarlo Gariglio  di Slow Wine,  Vittorio Manganelli noto critico enogastronomico il giornalista Paolo Zaccaria. Durante l’evento è stato  presentato anche l’e-book scritto in inglese ”Wines of Roero” curato proprio da Paolo Zaccaria, su terroir e produttori, che ha lo scopo di far conoscere nel dettaglio un territorio da sempre vocato alla viticultura. Interessante anche la tavola rotonda ”L’identità del Roero Docg e le prospettive di mercato” svoltasi il 21 Marzo che ha visto tra i relatori anche Oscar Farinetti. Gli ettari vitati della denominazione Roero sono più di 1000, per un totale di circa 6 milioni di bottiglie prodotte. Nell’ultimo triennio la denominazione ha registrato incrementi del fatturato pari al 14% per un giro d’affari di 27 milioni di euro di cui il 55% sviluppati nell’export . Francesco Monchiero, Presidente del Consorzio di Tutela del Roero ha annunciato che la prossima edizione sarà itinerante per raggiungere un numero più elevato di persone e ha anticipato le modifiche che saranno applicate al disciplinare che vedrà l’aggiunta di menzioni geografiche per la valorizzazione delle sottozone e l’inserimento della Riserva per l’Arneis Roero, vino in grado di esprimere elevate potenzialità di invecchiamento, come emerso dalla verticale decennale organizzata durante i due giorni.
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