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Promozione settore vinicolo: come accedere ai finanziamenti in Ue?

Promozione settore vinicolo come accedere ai finanziamenti in Ue unione europea

La promozione del settore vinicolo nell’Unione Europea è sostenuta attraverso finanziamenti che provengono principalmente da fondi comunitari e, in parte, da fondi nazionali. Ecco una panoramica delle principali fonti di finanziamento.

1. Fondi dell’Organizzazione Comune del Mercato (OCM) Vino

  • La Politica Agricola Comune (PAC) dell’UE prevede uno specifico programma per il settore vitivinicolo, gestito attraverso l’OCM Vino.
  • Ogni stato membro riceve una dotazione finanziaria annuale per il proprio “Programma Nazionale di Sostegno” (PNS), che include misure per la promozione del vino, sia all’interno dell’UE che nei mercati extra-UE.
  • Obiettivi principali dei fondi OCM per la promozione:
    • Incrementare le esportazioni.
    • Aumentare la competitività dei vini europei nei mercati internazionali.
    • Sostenere la qualità e l’immagine dei vini europei.

2. Cofinanziamento da parte degli Stati Membri

  • Gli stati membri dell’UE partecipano con una quota di cofinanziamento per le misure di promozione del vino, integrando i fondi europei.
  • La percentuale di cofinanziamento varia in base alla misura e al paese, ma in generale i produttori devono contribuire con una parte dei costi.

3. Contributi dei produttori e delle organizzazioni del settore del vino

  • I beneficiari dei fondi per la promozione, come le aziende vinicole o i consorzi, spesso devono coprire una parte dei costi dei progetti di promozione (cofinanziamento).
  • Questa modalità garantisce un uso più mirato e responsabile dei fondi.

4. Fondi strutturali e di sviluppo rurale

  • Alcuni programmi di sviluppo rurale nell’ambito della PAC possono includere misure di promozione del settore vinicolo, soprattutto legate al turismo enologico e alla valorizzazione del territorio.
  • In questo caso, i fondi provengono dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR).

5. Programmi nazionali e regionali

  • Oltre ai fondi europei, molti paesi e regioni vinicole attivano programmi propri di sostegno alla promozione.
  • Questi programmi sono spesso finanziati da risorse pubbliche nazionali, da fondi regionali o da consorzi di produttori.

Esempio pratico: promozione nei mercati extra-UE

  • L’OCM Vino sostiene campagne di marketing, degustazioni, partecipazioni a fiere e altre attività promozionali in paesi come gli Stati Uniti, la Cina o il Giappone.
  • La copertura finanziaria può arrivare fino al 50% dei costi totali dell’azione promozionale.
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Da Agea 118 milioni di euro per lo sviluppo rurale e il vino

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che, nell’ambito della domanda unica dello sviluppo rurale e del vino, l’organismo pagatore Agea ha predisposto i decreti di pagamento di 118 milioni di euro in favore di oltre 51 mila beneficiari.

In particolare, i pagamenti dell’Agenzia per le erogazioni in Agricoltura sono stati così suddivisi:

– 21 milioni di euro per la domanda unica (ulteriori cicli di saldo campagna 2015) in favore di 10.116 beneficiari
– 6 milioni di euro per la ristrutturazione dei vigneti in favore di 193 beneficiari
– 18 milioni di euro per lo sviluppo rurale, a seguito di istruttoria regionale, in favore di 928 beneficiari
– 41 milioni di euro per lo sviluppo rurale (misure a superficie e animali), a seguito di istruttoria automatizzata di 20.344 beneficiari
– 30 milioni di euro per il Programma Nazionale di Sviluppo Rurale –  Assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante, in favore di 20.004 beneficiari

Nel dettaglio, per quanto riguarda i pagamenti dello sviluppo rurale, misure a superficie, concessi a seguito di istruttoria automatizzata, le regioni interessate sono

– Basilicata (11 milioni per 1.413 beneficiari)
– Campania (958mila euro per 382 beneficiari)
– Friuli (868mila euro per 250 beneficiari)
– Liguria (2 milioni di euro per 1.726 beneficiari)
– Puglia (9 milioni di euro per 1.112 beneficiari)
– Sardegna (10 milioni di euro per 14.288 beneficiari)
– Sicilia (41mila euro per 7 beneficiari)
– Umbria (3 milioni di euro per 453 beneficiari)
– Valle d’Aosta (1 milione di euro per 713 beneficiari)

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Veneto shock: Valpolicella Classica pronta alla scissione dal Consorzio. A Soave prezzi del vino al ribasso

Davide contro Golia, “ciak si gira”. In Veneto. Alle porte della vendemmia 2016, la regione vinicola più produttiva d’Italia è in subbuglio. L’ennesima riduzione della percentuale delle uve da mettere a riposo per Amarone e Recioto, paventata dal Consorzio di Tutela Vini della Valpolicella e ormai in via di ufficializzazione, rischia di generare una scissione da parte dei produttori della zona Classica.

E a Verona, in occasione dell’evento clou del programma di Soave Versus, andato in scena ieri al Palazzo del Gran Guardia, serpeggia il malumore tra i piccoli produttori. Costretti “a mantenere bassi i prezzi dei loro vini per l’esistenza di un ‘cartello’ che limita, di fatto, la concorrenza leale”.

Parole forti quelle che volano in Valpolicella e a Soave. Confermate da diversi produttori, che preferiscono mantenere l’anonimato. Ma andiamo con ordine. “Con un’annata come questa che si preannuncia eccezionale – evidenziano alcuni vignaioli della Valpolicella, sentiti in esclusiva da vinialsupermercato.it – la riduzione delle rese delle uve ci colpisce ancora di più. Tutti si aspettavano dal Consorzio di Tutela Vini della Valpolicella un aumento della percentuale di uve da mettere a riposo per Amarone e Recioto, proprio per l’abbondanza e la qualità che registreremo in vendemmia. Invece ci ritroveremo con l’ennesima diminuzione. E alla domanda: perché? Ci hanno risposto che ci sono numerose cantine con Amarone in abbondanza, invenduto. Una decisione presa dunque per mantenere in equilibrio il rapporto tra domanda e offerta in Valpolicella”.

Peccato che, come sottolinea ancora il gruppo di produttori, “le cantine della Valpolicella Classica registrano il problema inverso”. “Praticamente nessuno di noi ha dell’Amarone invenduto e dunque non si capisce perché dobbiamo sottostare a questa misura, che taglierà ulteriormente le gambe all’economia dei piccoli produttori, per difendere gli interessi dei grandi gruppi e delle cantine sociali della zona allargata. Di certo sappiamo che neppure la cantina sociale della zona Classica (Negrar) ha dell’Amarone invenduto: figurarsi i piccoli produttori. E i prezzi, qui da noi, non sono certo al ribasso”.

“Il problema di fondo – continuano i viticoltori – è far capire ai consumatori finali che esistono diversi tipi di Amarone: nella zona classica abbiamo da sempre valori aggiunti in termini di stile e qualità. Nonostante ciò, non siamo abbastanza rappresentati numericamente nel Consorzio per far valere le nostre ragioni. L’unica soluzione, dunque, sarebbe quella di una scissione dal Consorzio della Valpolicella, con la creazione di un altro ente che si prenda cura, alla stessa maniera, di tutti: piccoli e grandi”.

Il nuovo Consorzio, o distretto, sull’esempio di quanto avvenuto in Oltrepò Pavese con la creazione del Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese, guarderebbe gli interessi delle aziende dei Comuni di Fumane, Marano di Valpolicella, Negrar, San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio di Valpolicella, che producono Valpolicella classico, Valpolicella classico superiore, Valpolicella Ripasso classico, Valpolicella Ripasso classico superiore, Amarone della Valpolicella classico e Recioto della Valpolicella classico.

PIU’ QUALITA’ CHE PREZZO A SOAVE

Non si parla di secessione, invece, tra i produttori di Soave intervenuti al grande evento al Palazzo della Gran Guardia di Verona. Ma monta il malumore. A far traboccare il vaso, di stand in stand, è la nostra domanda sul prezzo delle singole bottiglie presentate in degustazione. Costi davvero irrisori per la qualità espressa da alcuni Soave Classico o Superiore. Una situazione invitante per la grande distribuzione organizzata (Gdo), che arriva a proporre ai vignaioli una media di 1,30 euro a bottiglia. Prezzo che sullo scaffale, a margini e Iva applicati, lieviterebbe comunque a soli 3,50 euro, per il cliente finale.

Davvero troppo poco per dei Soave che prevedono raccolte vendemmiali tardive, appassimenti in cassetta di percentuali d’uva e, in alcuni casi, anche brevi passaggi in legno. “Il perché è semplice – spiegano uno dopo l’altro i vignaioli intervistati – e va ricercato nel fatto che a comandare sui prezzi nella zona del Soave sono poche cantine, che dettano legge per tutti. Bisogna essere abbastanza potenti per poter contrastare queste aziende e provare, per esempio, a proporre sul mercato vini innovativi, diversi: perché in quel caso, qualcuno si sentirebbe scavalcato, vedendosi ‘derubato’ di fette di mercato. Il Soave, nel mondo, è stato bistrattato e proposto all’estero con prezzi assurdi, anche inferiori all’euro, nei supermercati. La crisi non basta a giustificare tutto ciò”.

I produttori di Soave interpellati denunciano poi la sussistenza di un “conflitto d’interessi nelle alte leve del vino di Soave”. Il presidente del Consorzio, Arturo Stocchetti, è anche il presidente dell’Unione Consorzi Vini Veneti Doc e Docg (U.Vi.Ve, che sul proprio sito web omette l’organigramma). Arturo Stocchetti, inoltre, è presidente di Cantina Castello (eccolo, questa volta, in foto in home page assieme alla famiglia). Uno dei soci di Stocchetti in Cantina Castello ricoprirebbe infine un ruolo di primo piano nella cantina sociale di Soave.

Una stoccata all’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, arriva invece – sempre in occasione di Soave Versus 2016 – da parte di Paolo Menapace, presidente della Strada del Vino Soave: “Benissimo promuovere il territorio di Soave, ma la Regione dovrebbe elargire contributi speciali a chi reimpianta la pergola, vero e proprio simbolo della viticoltura tradizionale locale, rinunciando alla spalliera”.

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Ocm Vino Paesi Terzi, pubblicato il bando 2016/2017 per i finanziamenti ai produttori vinicoli

Pubblicato l’atteso decreto Ocm Paesi Terzi, già annunciato dalla firma dello schema di decreto. Il passaggio successivo ora è attendere che le singole regioni eroghino i loro decreti nei prossimi 30 giorni, e mettano definitivamente a disposizione la documentazione e gli estremi per la partecipazione alle aziende. Vengono sostanzialmente confermate le linee principali già annunciate dalle agenzie alla firma dello schema, ovvero il finanziamenti a fondo perduto del 50% (che possono essere integrati eventualmente da altri fondi regionali). Clicca qui per leggere il bando completo.

Accedono alla misura OCM Paesi Terzi i seguenti soggetti
a) le organizzazioni professionali, purché abbiano tra i loro scopi la promozione dei prodotti agricoli;
b) le organizzazioni interprofessionali, come definite dall’art. 157 del regolamento (UE) n. 1308/2013;
c) le organizzazioni di produttori, come definite dall’art. 152 del regolamento (UE) n. 1308/2013;
d) i Consorzi di tutela, autorizzati ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo n. 61/2010, e loro associazioni e federazioni;
e) I produttori di vino, come definiti al precedente articolo 2;
f) i soggetti pubblici con comprovata esperienza nel settore del vino e della promozione dei prodotti agricoli;
g) le associazioni, anche temporanee di impresa e di scopo tra i soggetti di cui alle lettere a), b), c), d), e), f) ed h);
h) i Consorzi e le Associazioni che abbiano fra i propri scopi statutari la promozione di prodotti agroalimentari, le Società Cooperative che non rientrino nelle definizioni di cui alle lettere precedenti, a condizione che tutti i partecipanti al progetto di promozione rientrino nella definizione di produttore di vino, di cui al precedente art. 2;
i) le reti di impresa, composte da soggetti di cui alla precedente lettera e).

I progetti possono essere
a) nazionali, presentati al Ministero, riguardano la filiera vitivinicola di almeno 3 regioni e sono ammissibili a finanziamento a valere sui fondi di quota nazionale;
b) regionali, presentati alla Regione in cui il beneficiario ha la sede legale e/o operativa sono ammissibili a finanziamento a valere sui fondi di quota regionale.
c) multiregionali, presentati alla Regione in cui il beneficiario ha la sede legale, coinvolgono beneficiari che hanno sede operativa in almeno 2 Regioni. Sono ammissibili a finanziamento a valere su fondi di quota regionale e su una riserva dei fondi della quota nazionale pari a quattro milioni di euro. La quota di finanziamento pro capite da parte di Ministero e Regioni non supera il 25% l’importo del progetto presentato.

 

Quanto si può investire in un progetto OCM Vino Paesi Terzi
Sono ammissibili, a valere sui fondi quota nazionale, progetti aventi un importo complessivo minimo, ammesso a seguito dell’istruttoria di valutazione, per Paese terzo/anno non inferiore a 50.000 euro. Qualora il progetto sia destinato a un solo Paese terzo, il suo importo non deve essere inferiore a 100.000 euro.

Nel caso in cui le regioni non adottino propri Inviti alla presentazioni dei progetti, ma si avvalgano di quello emanato annualmente dal Ministero, il costo complessivo minimo per progetto, ammesso a seguito dell’istruttoria di valutazione, è fissato in 50.000 euro per paese terzo/anno. Per info o supporto per il bando: informazioni@ocmvino.it.

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