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Ritratti Cantina La-Vis: nuove etichette e svolta Horeca per i 6 vini Trentino Doc

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Ritratti cantina LavisEclettica e spensierata. Romantica e riflessiva. Generosa e dolce. O, ancora: elegante e raffinata. Riservata e misteriosa. Decisa e dinamica. Sono le “personalità” raffigurate sulle nuove etichette della gamma di vini Ritratti di Cantina La-Vis. Ognuna a sintetizzare l’animo, anzi l’anima, di altrettanti vitigni allevati sulle colline avisane, alle porte di Trento, tra i 250 e i 550 metri di altitudine. Rispettivamente: Sauvignon Blanc, Chardonnay, Gewürztraminer. Pinot Nero, Cabernet Sauvignon e Lagrein. Tutti vendemmia 2023 i bianchi; 2022 i rossi. Una gamma rigorosamente Trentino Doc.

DALLA GDO ALL’HORECA: IL SALTO DEI RITRATTI DI CANTINA LA-VIS

Un passo in avanti che, per la cooperativa trentina, significa evoluzione. In primis nel cambio di rotta commerciale. I 6 nuovi vini, prodotti in quantità limitate – 100 mila bottiglie potenziali – e solo su una porzione selezionata – circa 100 ettari – dei 400 ettari a disposizione degli (altrettanti) soci della cantina, saranno infatti destinati in esclusiva al canale Horeca (enoteche, wine bar, ristoranti, hotel). Le annate precedenti erano invece commercializzate (anche) in Gdo, ovvero al supermercato. Il “rebranding” della linea Ritratti parte dall’estetica, con la scelta di rinnovare le etichette. Non più i dipinti di fine Ottocento del pittore trentino Giovanni Segantini, tra i massimi esponenti della corrente divisionista italiana. Ma le opere di un’artista contemporanea, di origini marchigiane, che ha scelto di vivere a Trento ormai da 10 anni: Margherita Paoletti. https://www.margheritapaoletti.it/

MARGHERITA PAOLETTI E LE ETICHETTE DEI RITRATTI CANTINA LA-VIS

Sull’etichetta del Sauvignon Blanc ecco dunque “Salvia fredda“, opera caratterizzata da tinte verdi che simboleggiano i tratti organolettici del vitigno di origine francese. Il calore del giallo sullo Chardonnay, con “Dorata“. “Aria d’estate” è il titolo del quadro raffigurato sul Gewürztraminer. Il Pinot Nero vede protagonista “Nebbia sospesa”. Cabernet Sauvignon e Lagrein, infine, “Alba e rugiada” e “Viola umana“. L’artista Margherita Paoletti, selezionata da cantina La-vis fra oltre 300 potenziali candidati, è stata accompagnata nei vigneti dove nascono i vini della linea Ritratti. Ne ha toccato la terra. E si è lasciata coinvolgere da colori e profumi. Solo dopo questa «esperienza immersiva» ha dato vita alle 6 creazioni che oggi sono raffigurate sull’etichetta e che saranno esposte in una sala dedicata della cooperativa, nella sede di La-vis. https://www.mart.tn.it/

RITRATTI LA-VIS: VINI SINTESI DEL LORO ECOSISTEMA

«La linea Ritratti di Cantina La-vis – ricorda il direttore tecnico Ezio Dellagiacoma – è nata nel 1988 ed ha saputo distinguersi, sin dagli esordi, per la qualità dei vini e per le etichette che ritraevano i dipinti di Segantini. Con l’annata 2023 dei bianchi e 2022 dei rossi abbiamo voluto rendere il progetto più attuale, coinvolgendo il Mart di Rovereto e scegliendo un’artista contemporanea che condividesse i nostri valori. In questo senso, Ritratti ha compiuto un passo in avanti nel simboleggiare il forte legame di questi 6 vini con l’ecosistema in cui nascono, ovvero le colline avisane. Ed entro la fine del 2025 presenteremo un’altra novità: una cuvée dei vitigni a bacca bianca, già imbottigliata ma, a differenza dei monovarietali, bisognosa di sostare in vetro, prima di essere commercializzata». Già pronti per essere stappati i tre bianchi e i tre rossi. Tutti vini fedeli alla varietà. Con un denominatore comune assoluto: l’agilità di beva e la gastronomicità, che li rendono – trasversalmente – ottimi alleati del segmento Horeca. https://la-vis.com/

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Approfondimenti

Etichette allarmistiche vino: Coldiretti e Filiera Italia pronte alla mobilitazione


Coldiretti
e Filiera Italia si preparano alla mobilitazione contro la proposta della Commissione Europea di introdurre etichette allarmistiche sulle bottiglie di vino e nuove tassazioni sul settore. Una misura che rischia di penalizzare un comparto strategico del Made in Italy, che conta 240 mila viticoltori e garantisce lavoro a 1,3 milioni di persone lungo la filiera.
Le due organizzazioni hanno inviato una lettera al presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen e ai commissari Raffaele Fitto (Coesione e Riforme), Cristophe Hansen (Agricoltura) e Olivér Várhelyi (Salute). La richiesta è di respingere la proposta contenuta nello Staff Working Document pubblicato il 4 febbraio dalla Direzione Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare (Dg Sante). Questo documento, finalizzato alla revisione del Piano europeo di lotta contro il cancro, prevede l’introduzione di messaggi dissuasivi sui prodotti vitivinicoli e un possibile aumento della tassazione.

«NO AD ETICHETTE ALLARMISTICHE SUL VINO»

«Non accetteremo mai una forma di etichettatura che penalizzi un settore che l’Unione Europea dovrebbe invece valorizzare” afferma Ettore Prandini, presidente di Coldiretti (nella foto di copertina). «È impensabile – dichiara – che la stessa UE che da anni rinvia provvedimenti fondamentali per la trasparenza e la salute, come l’obbligo di etichettatura d’origine su tutti gli alimenti, ora promuova misure di stampo ideologico». Dello stesso avviso Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti: «Questa non è l’Europa che vogliamo né quella che vogliono le imprese agricole e i consumatori italiani. Decisioni prive di basi scientifiche, come le etichette allarmistiche o il Nutriscore, finiscono per favorire alimenti ultraprocessati realmente dannosi per la salute».

ETICHETTE ALLARMISTICHE SUL VINO: LETTERA ALLA COMMISSIONE EUROPEA

Nella lettera inviata alla Commissione Europea, Coldiretti e Filiera Italia ribadiscono l’importanza della prevenzione e della promozione di stili di vita sani, ma contestano con fermezza misure che colpirebbero ingiustamente un settore che vale quasi 14 miliardi di euro. «Il vino – dichiara Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia – non è solo una bevanda alcolica, ma un prodotto agricolo che nasce dalla terra e dal lavoro di milioni di agricoltori».

«È cultura, tradizione, identità – continua – parte della nostra storia e del nostro territorio. L’atteggiamento della Commissione lascia dubbi sulla reale volontà di tutelare il settore agricolo europeo». Coldiretti e Filiera Italia chiedono quindi alla Commissione Europea di eliminare dal proprio documento di lavoro ogni riferimento all’introduzione di etichette sanitarie allarmistiche e di nuove tasse ingiustificate sul vino, scongiurando un colpo durissimo a un pilastro dell’economia e della cultura enogastronomica italiana.

Angeli e demoni: vino vs energy drink

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Vini in promozione al supermercato a metà febbraio: le etichette da non perdere

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Esteri - News & Wine news news ed eventi

Vino naturale, Eldorado Nord Europa: viaggio a Copenhagen e Malmö

«Il vino naturale è come la sottocultura del Metal e dei Fumetti. È humus culturale transnazionale. Gli appassionato di vini naturali hanno un linguaggio comune, in ogni angolo del mondo. Da Tokyo a Rovescala». Eureka. Come da copione di un film in cui tutto è scontato e banale solo in apparenza, l’illuminazione, il flash, la luce rivelatoria si materializza nel momento meno atteso: il finale.

Su Copenhagen splende il primo sole dopo giorni di pioggia mista a neve, di quelle che ti si infila negli occhi mentre cerchi di non farti investire da una nuvola bionda di biciclette. Dribblando pozzanghere. L’ultima tappa di un tour di cinque giorni al seguito di 43 produttori italiani di “vino naturale”, tra la capitale della Danimarca e la vicina Malmö, in Svezia, è Il Buco.

Un ristorante e wine bar focalizzato su produzioni naturali, dalla panetteria alla carta vini, quasi interamente italiana, con importazione diretta. Un punto di riferimento ad Island Brygge, quartiere situato a nord dell’isola di Amager, a pochi passi dal centro di København.

Nell’aria, il freddo di dicembre e il volo di qualche gabbiano, tra il fermento di un sobborgo che trasmette energia, nel contrasto tra i moderni palazzi e i locali arredati industrial, contemporaneo, rustico e Boho chic.

VINO NATURALE: QUESTIONE DI APPROCCIO O DI FEDE?

È qui che Giovanni Segni, export manager plurimandatario di riferimento per la costellazione vinnaturista italiana, ha organizzato gli ultimi assaggi “controcorrente” per i vignaioli Matteo Maggi (Colle del Bricco), Stefano Milanesi e Giorgio Nicassio (Cantina Giara).

L’obiettivo è convincere il restaurant manager e curatore della selezione de Il Buco, Steffen Schandorf, a inserire in carta qualche altra etichetta, prodotta tra le zone di Pavia e Bari. Tra un calice e l’altro, il discorso che dà un senso compiuto a cinque giorni di assaggi e girovagare per le due “capitali” del vino naturale internazionale.

Ho un amico – rivela Giovanni Segni – che lavora per Marvel e non aveva mai assaggiato dei vini naturali. Da quando glieli ho proposti, non beve altro. E pensa di aver iniziato a bere davvero solo da quel momento. Per lui il passo è stato breve.

C’è un fil rouge evidente tra le sottoculture del vino naturale e dei Fumetti. Un discorso che vale pure per il Metal. L’unica differenza è che i fumetti sono diventati mainstream grazie al cinema e ai vini naturali questo non accadrà mai».

Più si affonda la lama nel terreno scivoloso e impervio dei vini naturali, più si comprende quanto il punto non sia il calice in sé, ma quello che viene esattamente prima e dopo. Quello che sta attorno al calice di questa nicchia d’appassionati.

Segni parla di «sottocultura» e «humus culturale transnazionale». Vignaioli faro come Natalino Del Prete di «bere col cuore, al posto della bocca». Parole diverse per dire tutto sommato la stessa cosa, piaccia o no: il vino naturale è approccio, fede. Poeticamente, amore. L’apostrofo rosa tra il difetto e la caratteristica.

LA VOCE DEI VIGNAIOLI A NORDIC NATURALIA 2021

“Vino naturale”: circa 23.3 milioni di risultati. “Vini naturali”: circa 6.2 milioni di risultati. “Vino”: 688 milioni di risultati. Google, il motore di ricerca più utilizzato dagli internauti, restituisce anche in Italia il battito cardiaco di un movimento, quello vinnaturista, che conta fra il 3 e il 4% dei consumi complessivi.

Una stima valida in diversi angli del mondo, che nel Nord Europa assume una rilevanza maggiore. Non a caso Giovanni Segni ha organizzato a Malmö, in Svezia, una fiera che ha visto protagonisti 43 vignaioli italiani che si riconoscono nei canoni vinnaturisti, pur con interpretazioni contrastanti. L’ha chiamata Nordic Naturalia.

La seconda edizione è andata in scena il 12 dicembre scorso. I produttori sono stati distribuiti in due locali (Far i Hatten e Grand Malmö) della città scandinava, nuova terra di conquista del vino naturale italiano, dietro a centri già “indottrinati” come Stoccolma e Göteborg.

«Rispetto all’edizione pre-Covid del 2019 – commenta Giorgio Nicassio di Cantina Giara – ci sentiamo tutti quanti un po’ cresciuti e consapevoli delle potenzialità dei nostri vini. La Svezia, con la sua attenzione assoluta alle produzioni artigianali, ben al di là di quello che importa il Systembolaget, non può che essere considerata un ulteriore trampolino di lancio».

«Faccio vini naturali da 5 anni – aggiunge Andrea Marchetti – in due zone: a sud del Lago di Garda e in Emilia Romagna. Senza nulla togliere a chi fa vino “convenzionale” e senza dire che il mio approccio sia giusto e quello degli altri sbagliato, questo è secondo me l’unico modo possibile per fare vino. Si dà espressività sincera all’uva e al territorio, senza manomissioni».

Filippo Manetti di Vigne San Lorenzo (Fognano, Ravenna) è d’accordo con il collega: «Il vino è solo naturale, le altre sono bevande a base d’uva più simili alla Coca-Cola. Purtroppo la gente li confonde. L’importatore svedese ha capito il mio approccio e mi richiede una media di tre bancali all’anno. Per il momento sono più che soddisfatto».

Anche il giovane Matteo Maggi di Colle del Bricco (Stradella, Pavia) ha da pochi mesi un importatore in Svezia. «Questo Paese – commenta – è senza dubbio un punto di riferimento per i vini naturali. Qui c’è più apertura mentale rispetto all’Italia, che è molto più tradizionalista. Ecosostenibilità, biologico e tematiche green sono al centro delle scelte quotidiane degli svedesi».

Andrea Pendin e Lorenzo Fiorin di Tenuta l’Armonia (Bernuffi, Vicenza) approfondiscono il concetto. «La larga scala e il sistema cooperativistico, così come concepiti oggi, sono limitanti». «La parola “naturale” deve tener conto di un’altra, ovvero “collettività“, alimentando quell’attenzione al tessuto sociale e alla socialità che manca nel mondo del vino convenzionale, compreso quello del biofake».

C’è anche chi ha lasciato il proprio lavoro per dedicarsi anima e corpo alla produzione di vini naturali. È il caso dell’ex ristoratore Antonio Camazzola, alias Vigne del Pellagroso (Monzambano Mantova).

«La prima vendemmia ufficiale risale al 2017 – spiega – ma ho iniziato nel 2010 facendo vino in garage. Il vino naturale è secondo me l’unica via per bere. Meglio ancora se la produzione è certificata biodinamica. Nel mio caso, da AgriBio Piemonte».

Tra i discepoli italiani di Rudolf Steiner presenti a Nordic Naturalia 2021 c’è Valerio Noro. «Abbiamo trasferito il nostro approccio olivicolo e orticolo alla viticoltura – commenta il figlio del fondatore della Società agricola biodinamica Carlo Noro di Labico, Roma – riscontrando come le pratiche biodinamiche non siano “sostenibili”, bensì migliorative».

Ma bisogna fare di più. Non è vero che “fare poco” aiuta in agricoltura, anzi. Lo stesso discorso vale per i vini naturali, per le loro fermentazioni spontanee e per tutti i processi che anticipano l’imbottigliamento. Spesso mi viene detto che i miei vini sono “troppo puliti per essere naturali”, ovvero che “non puzzano”. Questo paradigma va cambiato».

L’approccio è molto simile a quello di Sequerciani, cantina certificata Demeter con base a Gavorrano, in provincia di Grosseto. «Sin dall’inizio – spiega la manager Simona Viganò – il titolare Ruedi Gerber, svizzero appassionato di Georgia e di uno stile di vita sano e a contatto con la natura, ha voluto che la cantina puntasse tutto sulla salubrità del vino, che deve raccontare il territorio senza manipolazioni chimiche. Dando spazio, in particolare, ai vitigni autoctoni».

All’evento organizzato da Giovanni Segni ha aderito anche Max Brondolo di Podere Sottoilnoce (Castelvetro di Modena). «I nostri volumi di esportazione in Svezia sono esigui – evidenzia – e per questo ho aderito a Nordic Naturalia, a caccia di un nuovo importatore. Cerco comunque di non utilizzare il termine “vini naturali”, preferendo la definizione di “vino artigianale” o “a basso intervento“».

La filosofia produttiva – continua Brondolo – riflette le mie convinzioni da consumatore. Cerco di bere vini ottenuti attraverso meno passaggi possibili tra l’uva e il bicchiere, senza per questo sopportare difetti evidenti nel vino.

Difetti causati da poca attenzione, poco tempo o dalla sottovalutazione di certe dinamiche. I vini naturali difettati fanno male al movimento e a chi produce con la dovuta attenzione. Purtroppo se ne trovano in giro ancora tanti».

«Secondo noi di Casa Brecceto – va giù ancor più duro Raffaele Grasso, tra i titolari della cantina di Ariano Irpino, Avellino – la definizione “vino naturalenon significa un cazzo. Per di più, il vino non deve avere difetti e puzzette spacciate per terroir».

Si può sempre migliorare e siamo migliorati molto anche noi, rispetto a quella prima vendemmia garagista. Eravamo neofiti. Oggi abbiamo molta più consapevolezza. Un bel percorso che ci ha portato a produrre con lieviti indigeni e fermentazioni spontanee su 3 ettari vitati, contribuendo a preservare il nostro amato territorio».

«Produco Timorasso in una zona di semi montagna, la Val Borbera, che mi permette di fare rifermentazioni e dare a questo vitigno espressioni diverse da quelle della classica versione ferma. Meno struttura e un pochino più di eleganza rispetto a quelli più noti». Questa la lettura di Andrea Tacchella, titolare della cantina Nebraie di Rocchetta Ligure, in provincia di Alessandria.

Penso che la maggior parte del lavoro si faccia in vigna – aggiunge il vignaiolo piemontese – trasformando l’uva in vino manipolandola il meno possibile, accompagnando il processo e aspettando. Meno interventi possibili, insomma, accettando pure qualche risvolto ribelle e spigoloso del vino, un po’ come sono io».

«Il vino naturale – chiosa Marco Merli dell’omonima cantina di Perugia – è la trasformazione indotta dell’uva, senza scendere ai compromessi dell’agro-industria e dell’eno-industria. L’idea è di mettere la verità nel bicchiere. Non ho altra scelta. È una questione riguardante il mio gusto personale sin dagli esordi nel 2006, con mio padre».

Tra i produttori presenti a Nordic Naturalia 2021 anche Daniele Manini di Doria di Montalto, cantina con un approccio molto particolare alla produzione. «Storicamente – spiega l’agronomo dell’azienda di Montalto pavese, Pavia – il vino è stato considerato qualcosa di vicino alla salute. Come dimostrano numerose ricerche, il vino, se consumato in maniera moderata, pur cronica, può avere effetti positivi sull’organismo».

Le nostre uve vengono raccolte a un grado di maturazione che gli erboristi definiscono “tempo balsamico“, quando sono in grado di cedere massimamente i polifenoli. A quel punto, lavorate con un criterio sano in cantina, riescono a mantenere tutte quelle caratteristiche che rendono il vino uno dei due perni della dieta mediterranea».

VINO NATURALE: PERCHÈ PIACE AGLI IMPORTATORI IN SVEZIA

Jessica Mihai è una delle importatrici che ha compreso le potenzialità del vino naturale italiano in Svezia. A Nordic Naturalia 2021 si è presentata con una selezione di nomi noti del movimento vinnaturista del Bel paese – tra cui spiccano Franco Terpin e Denis Montanar – accanto ai vini dall’Alsazia del giovane vignaiolo Philippe Brand.

Jordmånen Vinimport è essenzialmente questo. Piccole produzioni naturali che Jessica Mihai riesce a vendere direttamente ai ristoranti svedesi, tra cui molti stellati. Tra i clienti anche diversi privati, con tutte le complicazioni dettate dal passaggio (obbligato) nel sistema monopolistico statale del Systembolaget.

La base è a Stoccolma – spiega l’importatrice – ma lavoro in tutto il Paese. In catalogo ho sei italiani e un francese. Ho iniziato nel 2019 con Terpin e Brand, per poi allargare il raggio a Cantina Giara dalla Puglia, Old Boy dal Veneto, Denis Montanar dal Friuli Venezia Giulia e ora a Pistis Sophia dall’Abruzzo».

«L’unica cosa che bevo sono i vini naturali – spiega ancora la titolare di Jordmånen Vinimport -. So perfettamente come sono fatti, senza interventi chimici. E hanno uno spettro di profumi e di sapori completamente diversi dai vini convenzionali. Offrono un’esperienza molto diversa rispetto a quella degli altri vini importati in Svezia e presenti nel catalogo ufficiale continuativo del Systembolaget».

L’ORDERING ASSORTMENT DEL MONOPOLIO SVEDESE SYSTEMBOLAGET

La storia di Jessica Mihai è emblematica e aiuta a comprendere quanto il “vino naturale” sia ormai entrato nelle case degli svedesi appassionati di vino. Si è avvicinata a questo mondo nel 2009. A due anni circa, cioè, dai primi passi del «movimento vinnaturista» alla corte di Stoccolma.

Da bevitrice e appassionata – spiega la titolare di Jordmånen Vinimport – ho voluto fare il grande salto iniziando a importare una mia selezione di vini naturali. Gli importatori pionieri hanno fatto un gradissimo lavoro sul territorio, sin dal 2007.

Hanno aperto le porte a un numero impressionante di importatori che ogni anno si aggiunge all’elenco. Un trend di crescita che riguarda anche molti ristoranti, anche tradizionali, dove non manca mai almeno qualche etichetta di vino naturale».

Nei negozi del monopolio è raro trovare “vini naturali” a scaffale. L’unico modo per acquistarli e consumarli al di fuori degli store ufficiali, dei ristoranti e dei wine bar, in Svezia, passa dal cosiddetto Ordering assortment.

L’importatore ordina il vino e lo stocca, vendendolo principalmente attraverso il sito web del Systembolaget. Solo se le vendite sono buone le etichette hanno speranza di finire sugli scaffali, entrando di diritto nel Permanent assortment, perlopiù in qualità di vendite spot.

SWEDISH WINE CENTER E LA SUA INFINITA CARTA DI VINI PIWI SVEDESI

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Al di là dell’ampio sguardo sull’estero, in Svezia c’è anche chi ha deciso di focalizzarsi sulle produzioni locali. Si tratta di Piwi, varietà di vite resistenti alle malattie fungine, oggetto in Italia del primo concorso nazionale organizzato dall’Istituto Edmund Mach di San Michele all’Adige (premiazioni svoltesi il 2 dicembre in Trentino con il successo del Solaris di Weingut Plonerhof).

Il punto di riferimento assoluto per chi si trova a Malmö è Swedish Wine Center. Accanto a una cucina molto curata, caratterizzata da un’alta qualità e freschezza della materia prima, si possono trovare i vini di diverse cantine svedesi. Arild’s Vingård è quella che dispone del maggior parco vigneti del Paese.

Ma a lasciare il segno è un vino prodotto da Vingården i Klagshamn, proprio ai margini del centro cittadino di Malmö. Si tratta di Texture 2019, Solaris che macera 44 giorni sulle bucce, in acciaio. Un orange wine che maschera bene la fenolica, anche grazie a 15% di alcol in volume molto ben integrati nel corredo.

Sul fronte dei prezzi, il costo dei vini svedesi è considerevole. Il calice, peraltro, non premia sempre lo sforzo del portafoglio, specie in tema Piwi. I più curiosi possono sperimentare la vasta selezione di Swedish Wine Center attraverso un percorso di “assaggi al calice” di oltre 20 etichette, per un totale di circa 160 euro.

VINI NATURALI A COPENHAGEN: WINE BAR E DISTRIBUZIONI EMERGENTI

Parola d’ordine “Italia”. Può sembrare strano, ma a Copenhagen c’è un wine bar con cucina che, dopo anni di vicissitudini, sembra aver trovato finalmente la quadra. All’insegna dell’italianità. Beviamo Wine Bar, fondato nel 2017 dall’imprenditore e winelover Jasper Remo, è in rampa di lancio grazie all’ingresso nel team dei giovani Matteo Vecchi e Tessa Carrettoni.

La sorte del locale situato al 58 di Nordre Frihavnsgade è nelle loro mani. Remo trascorre oltre la metà dell’anno nel Monferrato, in Piemonte, dove si occupa dell’acquisto e della ristrutturazione di vecchi casali abbandonati, per conto di facoltosi clienti internazionali. Nel tempo libero, ormai da 11 anni, va a caccia di vini.

Vista l’impossibilità di reperire la maggior parte dei miei vini preferiti in Danimarca – spiega Jasper Remo – ho deciso di diventare io stesso importatore. Beviamo Wine Bar nasce dalle ceneri di un altro locale aperto in centro, trasformato dai miei ex soci in qualcosa di diverso da quello che avevo in mente».

Questo curatissimo wine bar, ristorante ed enoteca si trova a Østerbro, quartiere di Copenhagen molto tranquillo, rinomato per essere a “misura di famiglia“. Basta guardare fuori dalle ampie vetrate del locale per notare l’impressionante viavai di passeggini.

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Vere e proprie inconsuete baby-car da 4 posti, condotte da giovani madri e babysitter. A dare una scossa alla vita serale della zona ci ha pensato proprio Jasper Remo, tra i primi imprenditori a comprendere le potenzialità del distretto situato ai margini di Nørrebro, da sempre più trendy, eclettico e alla moda.

Non sono abituato a seguire i gusti mainstream – spiega l’imprenditore – e per questo nel mio locale si trovano solo cose che piacciono in primis a me. È il caso dei vini naturali, che occupano una buona fetta della selezione. Grande spazio a piemontesi e siciliani, ma anche a vignaioli francesi ed esteri: tutte produzioni artigianali, capaci di regalare vere emozioni».

Il compito di trasmetterle ai clienti spetta a Matteo Vecchi, sommelier di origine emiliane con un curriculum riempito in giro per il mondo. L’ultima tappa Dubai, al Bulgari Hotels & Resorts. A Copenhagen è arrivato tre mesi fa, «convinto dal progetto ambizioso» di Jasper Remo.

Al suo fianco, da poco meno di un mese, la piemontese Tessa Carrettoni. Appena 19 anni e le chiavi della cucina già ancorate al grembiule da cuoca. Manualità e carattere che fanno ben sperare per il futuro di Beviamo Wine Bar. La clientela già apprezza il cambio di rotta.

IL BUCO COPENHAGEN: NATURAL WINE BAR E RISTORANTE

Aperto da novembre 2011 a Island Brygge, Il Buco è un altro angolo d’Italia a Copenhagen. Negli anni, il locale di Njalsgade 19 C si è conquistato la fiducia di molti danesi. Fino alle 17 sono ben accetti ai tavoli i laptop, poi banditi. Entrando nel ristorante prima di mezzogiorno, il colpo d’occhio è quello di uno Starbucks in chiave danese, secondo canoni architettonici industrial.

Numerosi giovani lo scelgono per l’ampiezza degli spazi, la tranquillità e la connessione WiFi sempre disponibile, oltre alla possibilità di godere di una colazione “fatta in casa”, con lieviti e ingredienti frutto di agricoltura sostenibile.

Tutto Il Buco parla la lingua green e organic. Dai panificati sino ai dolci, passando ai primi e ai secondi del menu, studiato su base stagionale. Una filosofia che unisce piatto e calice, grazie alla selezione vini curata da Steffen Schandorf, appena 29enne (nella foto sopra).

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La totalità delle etichette di vino naturale (100% Made in Italy) è importata direttamente, senza intermediari. Ma in carta non manca qualche curioso Piwi danese. L’orange wine di Drudgaard, ottenuto dalle varietà resistenti Solaris e Muscaris, è di gran lunga uno dei migliori Piwi internazionali, per equilibrio e concretezza. Da provare.

«L’import di vino, olio, formaggi e altri prodotti artigianali italiani – commenta Schandorf – ha preso vita da qualche anno, andando di pari passo con la trasformazione e l’evoluzione de Il Buco, sino alla forma attuale».

Siamo aperti tutti i giorni, dalle 7 a mezzanotte e qui il vino, essendo ristoratori e anche importatori, ha un ruolo centrale. Il nostro focus, la sostenibilità, si traduce in un’attenzione alle produzioni pure, senza solfiti aggiunti, biologiche e biodinamiche».

VINTRO NATURVIN COPENHAGEN: L’ENOTECA CON LA SORPRESA

Da un importatore all’altro, il passo è breve in Danimarca. Non senza sorprese. A suggerire che da Vintro Naturvin ci sia “qualcosa sotto” dovrebbe essere il pavimento, dall’effetto psichedelico, che richiama il logo del locale.

Tutto è chiaro quando Marius Gade, titolare dell’enoteca e distribuzione di Ravnsborggade 5 con il socio Simon Guitton, fa segno a tutti di spostarsi, iniziando a spingere un mobile ricolmo di bottiglie. Pare follia e invece ecco comparire delle scale, che conducono al buio magazzino sotterraneo. Il paradiso all’inferno, o giù di lì.

Una magia che accomuna pavimento, mobili con le ruote e scaffali di Vintro Naturvin, ricolmi di bottiglie dalle etichette indimenticabili. Colorate, sgargianti, piene di luci e della vita di personaggi che spaziano dai fumetti al mitologico, con richiami alla natura, al sesso, all’arte e alla vita bucolica.

Veri e propri manifesti del vino naturale internazionale, che fa dell’estetica e del marketing delle labels uno dei veicoli principali per spingere le vendite. Dietro all’etichetta, così come sotto a quel mobile, la concretezza di un progetto e di una selezione tutt’altro che casuale.

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Trattiamo solo vini ottenuti da fermentazione naturale – spiega Marius Gade – preferibilmente certificati biodinamici. Prediligiamo inoltre vini sotto ai 100 mg/l di solforosa, perché anche la salubrità del vino per noi è importante».

Italia e Francia hanno un ruolo da protagoniste assolute sugli scaffali di Vintro, che al momento sorreggono circa 500 etichette. Il focus sulla biodiversità di questa enoteca di Copenhagen spazia poi in Spagna, Portogallo, Georgia e Slovenia.

«La maggior parte dei vini vengono venduti ai ristoranti – spiega Marius Gade – sempre più attenti alle produzioni biologiche in carta vini. Il vero trend in ascesa è quello degli orange wine, sempre più richiesti anche dai privati, in enoteca. Direi che l’ascesa dei vini naturali in Danimarca va di pari passo proprio con l’aumento dell’interesse, e dunque delle vendite, degli orange wine».

LEONARDO TERENZONI, LA STAR DELLE ETICHETTE DEL VINO NATURALE

Se le vendite di vino naturale sono in ascesa in Italia e, soprattutto, all’estero – Nord Europa in primis – una buona fetta del merito va a chi riesce a catturare l’attenzione sullo scaffale, in un segmento che fa dell’appariscenza un must collettivo.

Chiedere per credere a Leonardo Terenzoni, 41 anni, artista (definizione che non ama) e musicista che vive tra Firenze e Bologna. Per l’esattezza in un paesino dell’Appennino tosco-emiliano, Vernio, dove ha «scelto di tornare, dopo tanto girovagare per il mondo».

Da 20 anni Terenzoni disegna alcune tra le più belle etichette di vino naturale presenti sul mercato. Il suo nome è noto nel settore e il suo tratto distinguibile tra mille. Tanto che molti produttori si affidano alla sua penna per innovare la veste di intere linee di vini, o per sbarcare sul mercato. Col botto.

L’approccio è molto simile a quello dei vignaioli con la loro terra. Terenzoni non appoggia la penna sul foglio prima di essere «entrato in un rapporto di amicizia con loro, di averli conosciuti e di averne capito le esigenze». «La cosa che mi rende più felice – rivela – è che molti vignaioli mi chiedono di realizzare l’etichetta partendo dalla mia idea di grafica, legata al mondo animale».

Ho sempre immaginato animali molto ribelli e molto in disparte, gli ultimi della fila. Per questo li vesto con la maglia a righe da pirata o da marinaio, con il cappellino da corsaro.

L’idea è simboleggiare quello che sento dentro da sempre: la voglia di viaggiare. Mi commuove pensare che questi vignaioli decidano di farmi partecipare a qualcosa che per loro ha un grande significato, come l’etichetta di un loro vino».

Leonardo Terenzoni è anche sommelier e sa bene che il vino deve parlare nel calice, ben oltre l’etichetta. «Può avere il vestito più bello del mondo, ma se non è buono non si vende. Bere vini naturali è bere le storie dei vignaioli, il loro attaccamento spasmodico al territorio. Il vino naturale implica empatia: la stessa che occorre per realizzare un’etichetta». Del resto, pesa più il quadro o la cornice?

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Etichette per il vino: a chi affidarsi e perché scegliere la stampa online

Etichette per il vino: a chi affidarsi e perché scegliere la stampa online

La stampa online rappresenta, per chi ha bisogno di etichette per il vino, la soluzione più pratica e conveniente. Il mondo digitale, infatti, permette di velocizzare i tempi in ogni fase del processo, dal momento in cui viene inoltrata la richiesta per il preventivo fino a quando i prodotti vengono effettivamente consegnati: online non sono necessari tanti passaggi, poiché è possibile configurare la stampa delle proprie etichette e vedere subito i costi.

Il servizio di LabelDoo

A chi affidarsi, allora, per la stampa online di etichette vino?

Per esempio a LabelDoo, che mette a disposizione della clientela un servizio fondato su una lunga esperienza che, con il trascorrere del tempo, ha permesso di capire o perfino anticipare i reali bisogni dei consumatori. L’etichettificio di LabelDoo, d’altro canto, si dedica a questa attività da più di 40 anni.

La scelta della carta

Il configuratore online permette di impostare tutti i parametri necessari per la realizzazione delle etichette.

Per quanto riguarda i materiali, ad esempio, viene messa a disposizione una guida dedicata alle carte, che offre una panoramica con le peculiarità di ogni soluzione. Vi si accede direttamente dal configuratore: molto utile per chi ha necessità di stampare etichette per vino è la distinzione delle carte in base alla tipologia di vino.

Ogni materiale, infatti, è descritto nei minimi dettagli, con consigli relativi alla destinazione d’uso ideale. Così per un vino biologico è possibile optare per una carta naturale come la Betulla Riciclata, per un vino più elegante per una Tintoretto Gesso, magari impreziosendo il tutto con le nobilitazioni.

Le nobilitazioni

La stampa a caldo è tra le nobilitazioni più usate per le etichette destinate alle bottiglie di vino. Si tratta di una finitura che garantisce un effetto dal notevole impatto visivo, elegante e al tempo stesso brillante, in linea con cantine che intendono comunicare un’idea di prestigio.

Il rilievo serigrafico, invece, rende l’etichetta ben riconoscibile non solo alla vista ma anche al tatto, grazie a uno spessore conferito a un elemento dell’etichetta. Se si tratta del nome del vino, ad esempio, quest’ultimo risulterà in rilievo rispetto al resto dell’etichetta, con l’effetto unico della lacca UV trasparente.

Ancora più esclusiva è la stampa con lamina 3d, una sorta di via di mezzo tra le due lavorazioni precedenti. Questa nobilitazione, garantita da LabelDoo, crea infatti una stampa a caldo tridimensionale, con effetto dorato o argento.

La fustellatura

Nel novero delle nobilitazioni, la fustellatura può essere garantita in due versioni differenti: quella meccanica e quella laser. La prima è la soluzione tradizionale, e non presenta difetti estetici. La seconda, invece, prevede l’uso di un raggio laser che va tagliare la carta in modo obliquo con possibilità di lasciare un piccolo bordino bianco.

Per la fustellatura è necessario tenere conto del fondo delle etichette adesive: infatti il raggio laser può lasciare sui margini delle etichette un lieve bordo bianco. Questo piccolo difetto si nota per le etichette a fondo a scuro, mentre è pressoché invisibile per le etichette a fondo chiaro e inesistente su quelle a fondo bianco.

La comunicazione attraverso le etichette di vino

Le etichette per bottiglie di vino meritano di essere prese in considerazioni in due parti differenti, vale a dire il davanti e il dietro. La parte posteriore, in genere, contiene le informazioni obbligatorie per legge.

La parte frontale ha maggior peso a livello di comunicazione emotiva e coinvolgente, ragion per cui è quella caratterizzata quasi sempre dalle nobilitazioni più particolari.

A riguardo, particolarmente utile è la possibilità – offerta da LebelDoo – di stampare le due etichette di vino su un solo rotolo, scegliendo il formato fronte-retro. In tal modo, si vanno a commissionare entrambe le etichette con un solo ordine.

Il valore della stampa per il settore enologico

La stampa non ha un compito di carattere prettamente esecutivo, anzi. Si tratta di un’attività strategica, e viene eseguita secondo decisioni, da prendere possibilmente già al momento della progettazione grafica.

L’efficacia di un’etichetta adesiva, in termini di comunicazione e marketing, è correlata infatti non soltanto alle informazioni riportate o all’immagine, ma anche a tutti gli elementi che caratterizzano nell’insieme il suo aspetto estetico, come la carta, ad esempio, e gli effetti ottenuti con le nobilitazioni.

Questo vale sempre, ancor più in settori come quello enologico, in cui la presentazione della bottiglia di vino è essenziale. Scopri di più sulla stampa online di etichette per il vino sul sito web LabelDoo.

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Esteri - News & Wine news news ed eventi

Covid, Borgogna: momento d’oro etichette qualità prezzo. Prezzi Bordeaux giù del 30%

Sono le etichette dall’ottimo rapporto qualità prezzo a trainare le vendite dei vini della Borgogna, ai tempi del Covid-19. A sottolinearlo è Louis-Fabrice Latour, presidente del Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne (Bivb). A Bordeaux, altra zona di produzione dei grandi vini rossi francesi, si assiste invece a un calo del 30% del prezzo dei vini delle primeurs 2019, rispetto all’anno precedente.

“Fino ad ora – commenta Louis-Fabrice Latour – la Borgogna ha resistito all’urto di Covid-19 grazie all’eterogeneità dei suoi player, dei suoi vini e dei suoi mercati. In particolare, abbiamo riscontrato una maggiore domanda di vini con un buon rapporto qualità prezzo per Aoc Bourgogne, Mâcon, Bourgogne Aligoté, Crémant de Bourgogne e Villages. Ci aspettano tempi più difficili sino alla completa riapertura di hotel, enoteche e ristoranti”.

I risultati delle esportazioni del vino della Borgogna nel primo trimestre 2019 sono “buoni, dato il contesto globale, anche se il calo è più marcato di quanto suggeriscano i numeri”, avverte il Bureau. Dopo i primi due mesi del 2020 molto positivi, marzo è finito sull’altalena. I volumi sono diminuiti del 2,6% – aumentando, però, rispetto al 2018 – mentre il fatturato è calato dell’8,2%.

A subire il crollo più marcato sono le vendite negli Stati Uniti. Le esportazioni sono state fortemente influenzate dai dazi al 25% ad valorem sul vino francese, in particolare per le denominazioni più note e apprezzate: -11,6% in volume e ben -30,1% in valore.

Il Regno Unito, dopo un buon 2019, risulta di nuovo in calo: -14,1% in volume e -13,4% in valore.  Il Giappone, terzo mercato d’interesse dell’export per i vini della Borgogna, è la nota positiva: +16,3% in volume e +20,4% in valore. I prossimi mesi dovrebbero tendenzialmente confermare il trend, secondo le proiezioni del Bivb.

Non abbiamo ancora i dati per aprile, ma è certo che prevediamo un forte calo delle esportazioni – anticipa il presidente Louis-Fabrice Latour – alcuni mercati funzionano bene, soprattutto grazie al retail. Questo è particolarmente confermato in Gran Bretagna e negli shop dei monopoli canadesi e scandinavi. L’Asia è in controtendenza, anche se non abbiamo ancora recuperato la nostra velocità di crociera”.

Complicata anche la situazione sotto la Tour Eiffel. “La Borgogna – spiega il numero uno dell’Interprofessionnel des Vins de Bourgogne – è una delle zone vitivinicole francesi più strettamente legate al settore alberghiero e della ristorazione”.

In Francia, l’Horeca costituisce un pilastro e nel mondo rappresenta circa il 50% delle sue vendite. Per dimostrare la vicinanza al mondo della ristorazione, abbiamo deciso infatti che fino a quando non riapriranno, alcuni dei nostri vini rimarranno nelle nostre cantine”.

La grande distribuzione, come avviene del resto in Italia, non compensa le perdite causate dal lockdown. Un discorso che vale anche per l’online, ancora poco sviluppato in Francia. Curiosi anche i movimenti dei colossi di Bordeaux.

I prezzi dei vini en primeur della vendemmia 2019 risultano in calo a doppia cifra, come hanno confermato alcuni nomi prestigiosi: -31% per Pontet-Canet, -30% per Cheval Blanc, -16% per Lafite-Rothschild, -9% per Château Angélus.

Significative le dichiarazioni rilasciate al quotidiano online francese Vitisphere da Philippe Blanc, amministratore delegato di Château Beychevelle: “È indispensabile abbassare i prezzi per tenere a bada la situazione”.

Blanc va oltre, sottolineando come per i vini di Bordeaux non sia necessariamente la qualità della vendemmia a giocare il ruolo più importante nella determinazione del prezzo finale della bottiglia.

La vendemmia 2019 è un’annata molto bella per Bordeaux, ma non è questo il criterio più correlato al prezzo di un grande vino, bensì la sua sostenibilità: i clienti professionali devono poterlo vendere e guadagnandosi da vivere e i consumatori devono trovare qualità nel proprio bicchiere, commisurata a quanto hanno pagato”.

La “regola empirica” dell’ad Philippe Blanc e di Château Beychevelle la dice lunga: “Il prezzo premium è sempre il prezzo più economico dei nostri vini. Ma è importante per tutti, a Bordeaux, che nell’arco del prossimo anno i prezzi tornino a salire. Questo è fondamentale, altrimenti non ha più senso“. Ipse dixit.

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degustati da noi Esteri - News & Wine news news ed eventi vini#02

Juhfark, il vitigno vulcanico dell’Ungheria: degustazione di 26 etichette con punteggi

Se c’è un vino e vitigno dell’Ungheria pressoché sconosciuto, quello è lo Juhfark. La traduzione letterale, dalla complicata lingua ungherese, aiuta a comprendere solo le caratteristiche del grappolo, a forma di “Coda di pecora“: “juh” significa “pecora” e “fark” – contrazione di “farok” – è appunto la “coda”.

Lo Juhfark, finito sotto la lente di ingrandimento di WineMag.it attraverso una rara degustazione di 26 etichette, trova la sua zona più vocata nei terreni vulcanici di Nagy-Somló. Siamo nella parte nord occidentale dell’Ungheria,  su un’area di appena 768 ettari.

Un numero che tiene conto dei 326 ettari della “sottozona” di Somló, la denominazione più piccola del Paese (Tokaij, per restare in Ungheria, conta ben 5.100 ettari). Gli sconfinamenti dello Juhafark a est, nell’Etyek-Buda, regalano vini con caratteristiche meno interessanti.

All’analisi del calice, lo Juhfark colpisce per l’eccezionale capacità di farsi portavoce del terroir vulcanico di Somló. Una carta unica a disposizione di questo autoctono ungherese, per imporsi sempre più nel panorama internazionale.

Oltre alle caratteristiche pedologiche e microclimatiche, il “Coda di Pecora” risente molto dell’andamento meteorologico dell’annata. Al netto delle scelte dei singoli viticoltori, non è difficile trovare – una accanto all’altra -etichette diverse tra loro, a partire da una percentuale d’alcol in volume che può variare dai 10,5 ai 15%.

Lo Juhfark si prende tutto il tempo necessario per esprimere al meglio le peculiarità del terreno vulcanico. Lo fa in vigna, germogliando precocemente, ma maturando relativamente tardi. E lo fa in bottiglia, regalando vini capaci di diventare sempre più complessi col passare degli anni, più che mai degni dei lunghi affinamenti.

Pgi Dunántúli Juhfark 2019, Szent István Korona (11,5%): 82/100
Giallo paglierino limpido, luminoso. Al naso fiori bianchi e frutta matura, esotica: pesca gialla, banana. Un tocco minerale, ma è il frutto il vero marcatore. In bocca buona corrispondenza. Ingresso morbido e allungo fresco, ma soprattutto salino. Poi torna la frutta. Un vino dignitoso per il prezzo contenuto, tuttavia non del tutto capace di esprimere al meglio le caratteristiche uniche della varietà. 82/100

Etyek-Budai Pdo Juhfark 2018, Szent István Korona (11%): 80/100
Bel giallo paglierino. Naso meno esplosivo del precedente. Oltre alla frutta, un tocco vegetale e una percezione iodica, minerale, più in evidenza rispetto all’altro campione della stessa cantina. In bocca il vino risulta però squilibrato sulla salinità, in mancanza del frutto. Un nettare pensato per un consumo che non vada oltre all’anno successivo alla vendemmia.

Nagy-Somlói Juhfark 2017, Kreinbacher (12,5%): 87/100
Bel giallo paglierino, riflessi dorati. Naso ampio, elegante. Fiori bianchi e frutta esotica matura, ananas, papaja, polpa di mandarino. Ma anche una parte minerale importante (pietra bagnata) con rintocchi di buccia d’arancio e un leggero apporto di spezia. In bocca il vino presenta una certa struttura e complessità.

L’ingresso è sul frutto e sul sale, pronti ad allargare la platea a una freschezza dilagante, che anticipa una chiusura minerale. Sorso molto invitante ed equilibrato, tra i ritorni di frutta esotica matura e lo iodio. Un vino con potenziale ulteriore di affinamento in bottiglia.

Somlói Juhfark Selection 2017, Kreinbacher (13%): 89/100
Alla vista giallo paglierino con riflessi dorati e una densità maggiore rispetto al precedente. Al naso una mineralità ancora più accennata (iodio, pietra focaia) accostata a un frutto di gran precisione: pesca gialla, albicocca. Una componente fruttata che fa perfettamente da spalla alla matrice vulcanica del nettare.

Il sorso rispecchia le anticipazioni olfattive: a una gran mineralità risponde un frutto pieno, materico. Durezze e morbidezze risultano in grande equilibrio, in un gioco prezioso ai fini dell’abbinamento a tavola. Purché si faccia grande attenzione al finale, con la chiusura assoluta di sipario su un agrume tendenzialmente amaricante.

Nagy-Somlói Juhfark 2015, Kancellár birtok (13,5%): 88/100
Bel giallo dorato. Naso timido ma prezioso, pronto ad esprimersi grazie all’ossigenazione. Ancora una volta mineralità in gran evidenza e una componente di frutta esotica, pienamente matura. La parte minerale si fa polvere da sparo, su note di fiori gialli, pesca a polpa gialla e melone.

Leggera percezione alcolica sin dal naso, che poi si tramuta in una “potente” avvolgenza al palato. In bocca il nettare entra morbido e poi si irrigidisce sulla freschezza e la sapidità, in un sorso che guadagna – rispetto al naso – le note agrumate. Buona gastronomicità. Vino che si trasforma nelle ore successive all’apertura, migliorando ancora.

Nagy-Somlói Juhfark Selection 2017, Csordás Fodor Pincészet (12%): 87/100
Giallo paglierino luminoso. Frutta matura, esotica. Accenno aromatico che ricorda il litchi del Gewurztraminer. Albicocca sotto sciroppo, ananas. Si concede con semplicità, su queste note, unite a una vena minerale.

Al palato tornano le note mature, ma con una spinta salina e fresca capace di riequilibrarle. Vino che chiude su una nota vagamente amarognola e speziata, accostata a una buona freschezza. Persistenza sufficiente.

Nagy-Somlói Prémium Juhfark 2019, Tornai Pincészet (13%): 90/100
Giallo paglierino, riflessi verdolini. Gran precisione e intensità del frutto, pesca a polpa bianca e gialla, richiami esotici perfettamente maturi, mentuccia freschissima e ricordi (vaghi) di liquirizia. Più lo lasci nel calice più si apre, splendidamente. Note di limone, agrumi, verbena. Fiori di glicine e un accento speziato.

In bocca mostra invece tutta la sua gioventù, su una freschezza dirompente, tirata come una corda di violino su note (rieccole qui) di agrumi e limone. Accentuata anche la vena minerale e salina, preponderante. Un’etichetta bambina, pronta a esplodere e diventare grande, longeva, di carattere. Tipica.

Nagy-Somlói Juhfark 2018, Csetvei Pincészet (11%): 85/100
Giallo paglierino. Vino piuttosto esile, connotato da una beva agilissima. Ha bisogno di aprirsi per raccontare la vena minerale, che domina il frutto. Pesca e ricordi di pera matura. Poi accenti d’agrume e di fiori, un tocco di cipria. Corpo leggero, sulla scorta dei pochi gradi. Solo note agrumate e un allungo salino. Chiude leggermente astringente.

Nagy-Somlói Juhfark 2017, Csetvei Pincészet (12%): 88/100
Giallo paglierino. Naso intenso, su fiori freschi bianchi, mineralità particolarmente accentuata, assieme a una vena talcata e agrumata e a ricordi di foglie di te grigio. Perfetta corrispondenza col palato. Struttura non particolarmente esibita, ma una certa eleganza al sorso.

La venatura minerale fa da spina dorsale assieme alla freschezza, prima di una chiusura fruttata, agrumata e in grado di riflettere la matrice vulcanica del terreno, con la pietra focaia. Un giovanotto, cui farà benissimo qualche anno di evoluzione.

Nagy-Somlói Juhfark 2017, Szalai Antal Pince (13,5%): 89/100
Giallo paglierino tendente al bianco carta. Naso timido all’inizio, si apre poi su note di fiori freschi, frutta esotica matura, zucchero filato, mentuccia e mineralità tipica del vulcano. Un accento speziato arriva con l’ossigenazione, in un olfatto che guadagna precise note agrumate.

In bocca gran pienezza e buona struttura, sorso fresco e largo al contempo. Pure salino. Non manca nulla, insomma. Persistenza molto più che sufficiente, per un vino che mostra un’ottima gastronomicità, giocata sull’equilibrio tra durezze e morbidezze.

Nagy-Somlói Juhfark 2017, Apátsági Pince (11%): 93/100
Giallo dorato. Gran naso, largo, frutta esotica matura, al limite del candito, agrumi, ananas in grandissima evidenza, fiori di campo, tra il secco e il fresco. Non manca la venatura minerale, vulcanica. Al palato è morbido e al contempo teso, in un gioco d’equilibrio che invoglia la beva. Esempio fulgido delle punte di qualità raggiungibili dal vitigno.

Juhfark 2018, Tornai Pincészet (11,5%): 87/100
Giallo paglierino, riflessi verdolini. Frutto in evidenza al naso, di perfetta maturità: pesca a polpa bianca, esotico, nespola, un tocco d’agrume, fiori bianchi freschi. La mineralità c’è, ma è più in evidenza al palato. Salinità su cui gioca un frutto elegante, prima di una chiusura tra la mandorla e l’agrume. Vino lineare, piuttosto semplice ma molto ben realizzato e rispettoso del vitigno.

Juhfark 2018, Canter Borház (10,5%): 84/100
Giallo dorato. Naso particolarmente intenso, su note di agrumi canditi, zenzero, erbe di campo, filtro di camomilla. La nota vulcanica è a metà tra la polvere da sparo e lo iodio e fa da compagna a una vena ossidativa. La nota erbacea, sulla buccia d’agrume, invece, è la prima che si ripresenta anche al palato.

Il sorso è leggero e leggiadro, ben equilibrato tra salinità e un frutto di bella presenza, giocato tra gli agrumi e la nota principale di ritorno, quella della camomilla (riecco l’ossidazione). Complessità non eccelsa del retro olfattivo, che piuttosto sorprende per la lunghezza e la freschezza, con una chiusura di sipario leggermente speziata.

Juhfark 2018, Zsirai Pincészet (12,5%): 89/100
Giallo paglierino. Il naso, riconoscibile tra mille, dello Juhafark di Somló: sbuffi talcati e minerali sul frutto pieno, maturo, a polpa bianca (pesca). La nota erbacea (stecco di liquirizia) a fare da contorno, impreziosendo un quadro già di per sé ammaliante.

Il tocco del legno vira sulla vaniglia bourbon e sulla leggera caramella mou, ad amalgamare e incomplessire. Il sorso è pieno, rotondo, morbido, col legno qui ancor più in evidenza, pur senza rischiare di soffocare il varietale. Uno Juhfark con le radici ben salde a Somlo e l’occhio strizzato all’internazionalità. Interessante in prospettiva.

Juhfark 2018, Kis Tamás Somlói Vándor Pince (12%): 92/100
Giallo paglierino, riflessi dorati. Frutta piena (pesca a polpa bianca, agrumi), giustamente matura, tocco di legno (mou, un tocco prezioso di fumè). Al palato – in ingresso – una gran pienezza, avvolgenza, senza rinunciare alla tipica verticalità e salinità dei vini di Somló, che vien fuori nel centro bocca e accompagna fino alla chiusura, lunghissima.

Materia, polpa. Poi il sale. Un altro vino di gran carattere e gastronomicità, che sfodera una struttura e un “peso” non comune, al palato. La chiusura è elegante, sapida, fresca, con un tocco fumè che invita al sorso successivo. Giovane, già ottimo, ma perfetto per una lunga conservazione. Ancora un esempio di tipicità e internazionalità coniugate divinamente.

Juhfark 2018 Teraszok, Kis Tamás Somlói Vándor Pince (11%): 90/100
Sorprende la pesantezza della bottiglia, in contrapposizione – a livello puramente estetico e concettuale – alla “leggerezza” della percentuale d’alcol in volume (appena 11%). Colore giallo paglierino con bei riflessi dorati.

Al naso complesso, col frutto sotto la coltre di un fumè spinto, di una roccia vulcanica e di richiami agrumati ed erbacei, uniti a rintocchi freschi, talcati. Non manca l’apporto del legno: mou, vaniglia bourbon. Il sorso è teso in ingresso, fresco e salino, prima di allargarsi sul frutto in centro bocca.

Torna poi nuovamente su un invitante venatura di iodio finale, arrotondata dal legno. Vino che rivela la sua estrema gioventù soprattutto nel retrolfattivo, su note di pietra bagnata, fumè e, nuovamente, vaniglia bourbon. Un nettare da aspettare, non certo nella sua fase di piena compiutezza.

Juhfark 2018, Apátsági Pince: 94/100
Colore bellissimo, un giallo paglierino pieno, con intensi riflessi dorati. Naso straordinariamente espressivo. Il frutto è pieno, di gran maturità, polposo. Pesca gialla più che bianca, esotico che ricorda la papaja e l’ananas, un accento di zenzero candito e di fico maturo.

Tocco del legno evidente, così come evidenti sono (ancor più) i richiami floreali freschi e quelli di buccia d’agrume, per una componente “verde” che incomplessisce il quadro (verbena, liquirizia, zenzero).

Al palato la consueta pienezza ed espressività di uno Juhfark unico: alla morbidezza delle note fruttate mature (ancora una volta esotico, agrume) abbina una freschezza dirompente, con le durezze tipiche dei vini vulcanici a fare loro da spina dorsale. Da bere oggi e conservare in cantina per un futuro luminoso.

Dunántúli Juhfark 2019, Törley  (11%): 82/100
Giallo paglierino acceso. Bel giallo paglierino. Naso ampio, fruttato, agrumato, tocco talcato, vegetale con nuance da macchia mediterranea. In bocca più verticale del previsto, tutto giocato sugli agrumi. Un vino semplice, corretto, ben fatto.

Grófi Juhfark 2017 “Top Selection”, Tornai Pincészet (15%): 93/100
Qui lo Juhafark perde un po’ della sua proverbiale leggerezza e mineralità, per diventare grazie all’apporto del legno un vino di struttura (senza rinunciare all’eleganza), capace di accompagnare anche piatti importanti, a base di carne. Alla vista si presenta di un giallo dorato invitante, luminosissimo.

Idrocarburo netto al naso, assieme alla mentuccia elle note di frutta secca. Seguono a ruota accenni di macchia mediterranea, finocchietto, anice, in un sottofondo conferito dal legno: si vira dunque sul fondo di caffè e la caramellina mou.

Ingresso di bocca fruttato, sulla pesca disidratata. Sul pentagramma, tra la chiave di violino e l’ultima nota, una freschezza dirompente, giocata su note di mandorla amara, agrumi, frutta esotica (albicocca, papaja, ananas) accenti iodici caratteristici della zona e vaniglia.

Vino come pochi altri di caratura internazionale, dotato di gastronomicità assoluta, tenendo però conto della chiusura sulla mandorla amara. Un nettare peraltro ancora giovane, all’inizio di un lungo percorso.

Somló Juhfark 2017 Barrel Selection, Barcza Bálint (13,5%): 92/100
Solo 1.333 bottiglie per questa etichetta di vino naturale ungherese. Giallo paglierino pieno, di buona luminosità. Naso che si stacca completamente da molti altri assaggi, con i suoi ricordi di pera, pesca bianca matura e mentuccia.

L’apporto del legno è evidente, ma non disturba il varietale. Anzi, lo impreziosisce e incomplessisce. In bocca una freschezza straordinaria, ben bilanciata dalle note fruttate. Ben chiara e scandita anche la vena minerale, che assieme all’acidità costituisce la spina dorsale dell’etichetta.

La frutta matura e la vena glicerica si scoprono non solo ben integrate, ma anche necessarie a sostenere mineralità e freschezza. La precisione del sorso è esemplare, soprattutto per concentrazione del frutto ed equilibrio con le durezze. Un vino naturale coi fiocchi, tra i migliori assaggi assoluti della vendemmia 2017.

Nagy Somlói Juhfark 2017, Spiegelberg (12,5%): 90/100
Giallo dorato pieno. Naso lineare, pulito, frutta matura tipica del vitigno e venatura minerale, su note di zenzero candito. Non mancano gli agrumi e un ricordo di vaniglia, molto delicato. Molto più netto lo “spirito” del vulcano, sulla polvere da sparo.

Il sorso è elegante, verticale, sapido e preciso, pur senza rinunciare a una certa “materia” e “polposità”, nella componente fruttata. Chiusura altrettanto precisa ed equilibrata. Vino che non primeggia in complessità, ma che può dare immense soddisfazioni a tavola e nell’ulteriore affinamento in bottiglia: il tempo non potrà che fargli bene.

Juhfark 2011, Royal Somló Vineyards (Prolingo Bt): 92/100
Bel giallo dorato, luminoso. Naso fresco e iodico, con componente frutatta perfettamente matura. Venatura mentolata e talcata, netta. Vino che ha bisogno di tempo per aprirsi, su note che virano anche su una speziatura delicata (pepe bianco, cumino). Non manca una componente vegetale, sulla verbena e l’alloro, ma anche sulla radice di liquirizia.

Netto il ricordo della cera d’api, che sarà poi presente nel retro olfattivo. In bocca svela una freschezza dirompente, riequilibrata da note mielose e di frutta matura. Componente “dura” costituita anche da una salinità ben scandita, che marca il territorio di appartenenza del nettare. In chiusura riecco la nota mielata. Quasi 10 anni e non sentirli: bingo.

Juhfark bio 2016, Dobosi (13,5%): 89/100
Bel giallo paglierino, riflessi dorati. Al naso camomilla, scorza d’agrumi, pesca bianca molto matura. Il tutto ammantato da un bella vena iodica (molto diversa da quella di Somlo). Ingresso verticale e sapido, strepitosamente affilato, col sorso che piano piano si allarga sulla frutta matura, pur conservando la vena salina. Chiusura sull’agrume, piacevole, lunga. Bel vino con una sua linearità, ancora più che mai in piedi e in grado di regalare emozioni. 90/100

24) Juhfark bio 2017, Dobosi (13,5%): 90/100
Bel giallo paglierino carico, riflessi dorati. Naso più timido del precedente, ma molto elegante e preciso. Frutta matura più in vista del precedente, più matura. Siamo sulla pesca, netta. Non manca l’agrume, in scorza, oltre a una punta di spezia bianca, leggerissima. In bocca la frutta si trova a battersi con sale, l’agrume amaro e una percezione dell’alcol non perfettamente integrata. Bella freschezza. Vino certamente non seduto, un puledro da allungo. 91/100

25) Juhfark bio 2018, Dobosi (14%): 88/100
Giallo dorato luminoso. Bel frutto maturo, pieno, molto preciso, che tende al sovramaturo. Palato pieno, rotondo, ravvivato da una bella freschezza. Accenno di tostatura al naso, di frutta secca, che poi si troverà anche al palato. Vino che rispetto agli altri ha una marcia in meno, in termini di allungo, pienezza e, forse, capacità di raccontarsi nel tempo, in futuro.

26) Juhfark bio 2019, Dobosi (13,5%): 89/100 (anteprima / preview)
Il giovanotto. Giallo paglierino non particolarmente carico, ma limpido e luminoso. Frutta perfettamente matura, pesca, albicocca, fiori freschi, nota talcata. Sorso tutto giocato sul frutto e sulla freschezza, che si scapigliano a vicenda, ricordando a tutti quanto bene farebbe aspettare ancora un po’ per godersi il nettare. Invitante la chiusura, ancora una volta sulla buccia agrume e su un accenno di spezia bianca, oltre all’accenno salino. Aspettami che arrivo.

*photo credits dei paesaggi: Somlo Wine Shop, dove sono reperibili gran parte delle etichette degustate

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Food Lifestyle & Travel

Cosa sappiamo dell’olio di oliva italiano? Ce lo spiega uno svedese: Mattias Bråhammar

Olio di oliva italiano. Si fa presto a dirlo, ma la tematica è vasta e necessita approfondimenti. Negli ultimi anni, anche in seguito a scandali e frodi balzate agli onori delle cronache, si parla sempre più di tutela del consumatore e attenzione alla qualità dell’olio alimentare. Molti aspetti restano tuttavia oscuri.

Già a fine 2019, Coldiretti denunciava la presenza di ingenti quantitativi di olio straniero in Italia con un aumento del 29% rispetto al dicembre dell’anno precedente.  Un’invasione dettata da quotazioni poco superiori ai 2 euro al chilo, capaci di trascinare verso il basso gli oli di alta qualità italiani (- 40% rispetto al 2018).

Ancora oggi, gli scaffali sono pieni di prodotti ottenuti dalla miscelazione di oli stranieri e nostrani, con etichette che alludono all’italianità e rischiano di trarre in inganno il consumatore meno attento, convinto di acquistare olio Made in Italy.

Più recentemente, al termine della fase 1, Coldiretti ha denunciato anche un crollo dell’80% della richiesta di olio Dop e Igp in Sicilia, con aumento della domanda di oli comunitari o extracomunitari dovuto anche alle minori disponibilità economiche e dall’incertezza generata dal lockdown. Tutti segnali che sulla conoscenza dell’olio c’è ancora molto da fare.

Lo sa bene Mattias Bråhammar (nella foto, sotto), svedese naturalizzato italiano, imprenditore e manager con lunga esperienza internazionale nei campi Media & Retail che si è talmente appassionato all’olio da diventare assaggiatore certificato e proprietario di un “micro-uliveto” alle Cinque Terre.

Una passione che dopo il corso si è tramutata anche in collaborazione con l’Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio (Airo) che sta affiancando sul fronte del business development e della strategia digitale. Il suo “pane” da sempre.

Airo è nata nel 2013 per proseguire il percorso avviato da Marco Mugelli, uno dei più grandi esperti di olio, scomparso nel 2011. La didattica di Airo è stata avviata a San Casciano nel 2015.

Tra il 2017 ed il 2019 è approdata anche in altre città come Firenze, Grosseto, Milano e Venezia, diventando una delle attività principali dell’associazione con oltre 500 corsisti e 150 degustatori ufficiali iscritti all’albo. Punto cardine dei corsi, gli assaggi e lo sviluppo di tecniche di abbinamento in cucina.

Mattias Bråhammar, a che livello è in Italia la conoscenza e cultura dell’olio, intesa come capacità di riconoscere le differenze tra le varie tipologie e le caratteristiche delle varie cultivar?

Detto da uno svedese forse suona presuntuoso, ma trovo che in Italia, per quanto l’olio d’oliva sia un elemento fondamentale ed irrinunciabile in cucina e a tavola, manchi spesso un approccio più analitico e oggettivo.

Sento spesso dire “Ah sì, che bello l’olio! I miei zii lo fanno tutti gli anni a casa loro insieme agli amici di uliveto e noi prendiamo solo il loro olio!”, mentre a parte la qualità effettiva (o persino in sua mancanza) con questo ragionamento si perde proprio l’enorme varietà e moltitudine di oli fantastici che le varie regioni Italiane hanno da offrire.

Quanto sappiamo di ciò che portiamo sulle nostre tavole o utilizziamo in cucina, basandoci esclusivamente su quanto riportato in etichetta? Trova l’etichettatura dell’olio migliorabile?

Purtroppo l’olio al supermercato è un tema sia triste che confuso. L’etichetta spesso ci dice poco o nulla della reale qualità dell’olio che c’è nella bottiglia. Per esempio il livello di acidità di cui si sente spesso parlare, è di fatto un parametro che praticamente tutti gli oli ormai riescono a rispettare.

La cosa che a mio parere spesso manca, o viene descritta in modo poco chiaro sulle etichette, è la vera origine delle olive: ci sono oli “imbottigliati” in Italia ma prodotti con olive extracomunitarie, frante in un altro paese Ue.

È vero che la normativa impone l’indicazione dell’origine del contenuto come ad esempio “Prodotto con olive di paesi Ue”, ma per via di come viene poi sepolta tra altri elementi più in evidenza sull’etichetta, spesso sfugge al consumatore meno attento.

Inoltre, in quanto l’olio d’oliva è un prodotto con un tempo di scadenza piuttosto breve, 12/18 mesi al massimo, per mantenere la qualità originale è sempre fondamentale sapere da quale stagione deriva l’olio. Servirebbero indicazioni come ad esempio “franto a Novembre 2019“.

Quasi sempre, invece, viene solo indicata l’ultima data consigliata di consumazione, che però è completamente a discrezione del produttore. Quindi sì, l’etichetta è decisamente migliorabile. E bisognerebbe aggiungere anche un ampio ventaglio di aspetti qualitativi olfattivi e degustativi, nonché suggerimenti di abbinamento per l’ottimale godimento del piatto cucinato, la parte che sta più a cuore a noi di Airo.

Olio, oggigiorno: prodotto utilitaristico, edonistico o entrambi?

In Italia l’olio d’oliva è senz’altro un prodotto utilitaristico, prima di tutto. Ma sta nascendo un nuovo interesse più approfondito e analitico, un poco come la nuova era di interesse per i vini di qualità vera. Notiamo un interesse crescente, anche da parte di persone non addette del settore.

I nostri corsi per assaggiatori dell’olio si stanno sempre più riempiendo con persone “normali” che, al fianco dei produttori, frantoiani e ristoratori, vogliono scoprire ed imparare ad apprezzare questo curioso e gratificante mondo.

Per quale motivo una persona dovrebbe saper scegliere bene anche l’olio, oltre agli altri alimenti-condimenti?

Un olio scelto ed abbinato correttamente al piatto cucinato può davvero aumentare ed esaltarne la qualità e la percezione degustativa. L’olio d’oliva, oltre ad aggiungere i suoi intrinsechi attributi olfattivi, ha anche la peculiare capacità di assimilare il gusto del cibo con cui viene abbinato, ed aumentarne la percezione. Provare per credere!

Le normative che regolano la produzione dell’olio di oliva a livello europeo, sono relativamente recenti. Sono complete e tutelano realmente il consumatore?

Tutelano il consumatore da un punto di vista della “non pericolosità alimentare” del contenuto, ma purtroppo è praticamente assente, o perlomeno quasi non regolamentato, un approccio oggettivo e trasparente per quanto riguarda la qualità, unicità e tipologia olfattiva e degustativa.

Airo ha creato un metodo didattico e degustativo chiaro e comprensibile per poter imparare ad identificare le varie qualità e attributi singolari di uno specifico olio, il che rende il successivo abbinamento molto più facile, divertente e appagante.

Quali sono i segreti per scegliere un buon olio?

Bisogna cercare di comprendere la reale ed intera filiera produttiva: dove sono cresciute le olive? Dov’è stata fatta la frangitura? E infine dov’è stato fatto l’imbottigliamento ed eventuale blend-miscela, nel caso non si trattasse di una monocultivar.

Molto spesso pensiamo di comprare un “olio extra vergine Italiano”, ma in realtà le olive sono un misto dalla Grecia, Spagna e Nord Africa, frante magari in Spagna e miscelata ed imbottigliata in periferia di Firenze.

Addirittura spesso vengono usati oli chimicamente raffinati, che altrimenti non avrebbero passato il semplice test dell’extra vergine, poi successivamente diluiti e miscelati con poco olio di alta qualità per dare una sensazione di “gusto vero“. Questi oli non possono essere dichiarati “extra vergine” ma solo “olio d’oliva”.

Inoltre, personalmente, guardo anche sempre l’anno di produzione e non la scadenza e scelgo spesso un Dop che, per com’è creato il regolamento, lascia molto meno margine alle furbizie.

C’è una stretta correlazione tra prezzo e qualità?

Assolutamente sì. Produrre un olio di qualità in Italia, rispettando adeguate proporzioni per ottenere un olio di elevato livello, è impossibile se poi viene venduto a 5-6 euro al litro. Semplicemente non ci si sta dentro con i costi di produzione. Quindi, se cerchiamo un olio di qualità, qualche domanda bisogna sempre farsela quando abbiamo in mano una bottiglia di basso prezzo.

Ci sono cultivar più pregiate?

L’Italia è il paese nel mondo con la maggiore varietà. Delle circa 1.400 cultivar esistenti, quasi 600 sono italiane. Ad esempio la Spagna, produttore decisamente più grande di Italia in termini quantitativi, ha una manciata di cultivar comunemente usate.

È impossibile dire che una cultivar sia migliore di un’altra: con metodi produttivi corretti e cura della filiera, si possono produrre degli oli straordinari sia al Nord che al Centro o al Sud. Questo è uno dei temi che viene trattato in profondità nei nostri corsi e seminari.

È possibile dire che a parità di prodotto (oliva, semi, evo) e di regione, “uno valga l’altro”, oppure si possono rilevare importanti differenze organolettiche legate a terreno, coltivazione, modalità produttive?

Ogni regione ha le sue “regine”. È una questione sia di cultivar specifiche, sia di ambiente e terreno. Spesso un olio siciliano può avere inflessioni di pomodoro, mentre l’olio toscano viene solitamente descritto con il carciofo, per fare solo due esempi.

Ci sono tipologie di olio regionali che, a prescindere, stanno beneficiando di un marketing indiretto legato ad fattori territoriali e turistici, ovvero del successo di altri prodotti tipici come il vino?

Sì, senz’altro. Ed è anche una questione legata a scelte produttive pregresse. Alcune regioni hanno in passato puntato più sulla quantità che sulla qualità, con qualche eccezione di punta. Questo ha avuto un impatto sia sui metodi di produzione che sulla cultura e la percezione di qualità tra i produttori stessi.

Come Airo stiamo lavorando attivamente con produttori ed enti locali per cambiare questo trend, virando più verso eccellenza, qualità e unicità. Pensiamo che sia la strada giusta anche per i produttori in quanto questo traguardo posiziona l’olio più in alto con conseguenti benefici in termini sia di marketing che prezzo e margine.

Esiste in Italia il turismo dell’olio di oliva?

Sta cominciando, ma sentiamo anche interesse dall’estero. Ad esempio i paesi del nord Europa hanno sempre di più un approccio orientato verso la comprensione e l’approfondimento di come viene realizzato un prodotto di punta.

È un trend che ha già coinvolto il vino nell’ultimo ventennio, ma che adesso si sta aprendo anche verso il mondo dell’olio. Quindi abbiamo il nostro compito ben inquadrato.

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Halará vignaioli in Marsala: 6 produttori “naturali” insieme in Sicilia per 3 etichette

“Che cos’è il Mediterraneo? Mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre”. Citano Fernand Braudel i “vignaioli del Mediterraneo” protagonisti del nuovo progetto “Halará, vignaioli in Marsala“.

Questo il nome scelto per la “casa comune trovata nel territorio marsalese” da Tanca Nica (Francesco Ferreri, Pantelleria), Bonavita – Vignaioli in Faro Superiore, La Distesa (Cupramontana, Marche), Stefano Amerighi (Cortona, Toscana), Antonino Barraco (Marsala) e ‘A Vita – Vignaioli a Cirò (Calabria).

La Sicilia al centro di un’idea comune di fare vino, con Tanca Nica, Bonavita e Barraco pronti a rotolare verso nord, accogliendo il calabrese Francesco Maria De Franco, i marchigiani Valeria Bochi e Corrado Dottori il toscano Stefano Amerighi, presidente del Consorzio Vini di Cortona.

“Siamo in sei – anticipano i vignaioli – 6 famiglie, amici prima che aziende. Siamo insieme a Marsala per un’idea, un sogno o solo per il piacere di stare insieme”. I dettagli del progetto, come conferma a WineMag.it Francesco Maria De Franco, saranno divulgati nei prossimi giorni.

Quel che è certo è che Halará vignaioli in Marsala esordirà sul mercato con tre etichette, imbottigliate da Nino Barraco: i vini da tavola Halará bianco (13%) e Halará rosato (11,5%) e il Terre Siciliane Igp Halará rosso (12%).

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Vini al supermercato

Fine aprile e inizio maggio: le migliori offerte sul vino al supermercato vicino casa

Come prosegue il mese di aprile per il vino sui volantini della grande distribuzione organizzata? Come inizierà il mese di maggio? Tra bandiere italiane, messaggi di vicinanza e sostegno al Made in Italy nella maggior parte delle insegne, lo scenario delle promozioni sul vino è un po’ fiacco.

D’altronde è consuetudine un calo della proposta dopo le festività pasquali, in particolare su tipologie come le bollicine. Complice il lockdown e l’incremento delle vendite nel canale Gdo, il vino al supermercato si vende praticamente “da solo”. Ed è ancora più facile, così, sbagliare etichetta.

La proposta “alcolica” è più incentrata su birre, industriali o artigianali, in prospettiva della fase 2 e di un ritorno della vita all’aria aperta. Non manca comunque qualche offerta interessante da mettere nel cestello.

Da segnalare il Chianti Riserva Docg Collezione Oro Piccini in promozione da Pam e da Tigros a 3,89 euro e i vini linea Notte Rossa da Iper la Grande I a 3,39 euro, pari al 25% sul prezzo applicato normalmente. Buona spesa!


Volantino Aldi, fino al 3 maggio
Nero di Troia Igt Cortepiana: 2,49 euro (3 / 5)
Zinfandel Igt Grande Alberone: 5,79 euro (3,5 / 5)


Volantino Auchan, fino al 6 maggio
Fiano del Salento Igt Mottura: 3,49 euro (3,5 / 5)


Volantino A&O, fino al 5 maggio
Lambrusco Grasparossa Chiarli: 2,89 euro (3,5 / 5)


Volantino Bennet, fino al 6 maggio
Pinot Grigio Trentino Cavit: 3,60 euro (3,5 / 5)
Toscana rosso Igt Santa Cristina: 4,90 euro (4 / 5)


Volantino Carrefour Market fino al 3 maggio
Colli Piacentini Val Trebbia Doc Trebbianino, Cantine Bonelli: 3,29 euro (3,5 / 5)
Orvieto Classico Doc Bigi: 2,99 euro carta payback (3,5 / 5)
Nero d’Avola o Grillo Doc Sicilia Tria: 2,39 euro carta payback (4 / 5)


Volantino Carrefour fino al 3 maggio
Verdicchio dei Castelli di Jezi Fazi Battaglia: 5,49 euro (5 / 5)
Arneis Roero Guidobono: 6,49 euro (4 / 5)

Gewurztraminer Doc, Nals Margreid: 8,49 euro (5 / 5)
Chianti Docg Villa Montorsoli: 3,29 euro (3,5 / 5)


Volantino Coop, fino al 29 aprile
Nulla da segnalare


Volantino Conad, fino al 29 aprile
Lambrusco Sorbara / Castelvetro / Grasparossa: 2,50 euro (3 / 5)
Pignoletto frizzante Doc, Righi: 2,70 euro (3,5 / 5)


Volantino Crai, fino al 29 aprile
Cannonau Antichi Poderi di Jerzu: 3,99 euro (3,5 / 5)


Volantino Despar, fino al 6 maggio
Oltrepò Pavese Pinot Nero Giorgi: 5,99 euro (3,5 / 5)


Volantino Esselunga, fino al 29 aprile
Kerner, Pravis: 5,30 euro (4 / 5)
Vipra Rossa / Vipra Bianca, Bigi: 3,48 euro (4 / 5)

Bonarda San Zeno, Zonin: 4,13 euro (3,5 / 5)
Schiava, Cantina di San Paolo: 4,89 euro (4,5 / 5)
Rèmole Rosso, Frescobaldi: 3,48 euro (4 / 5)


Volantino Eurospin (vini linea “Integralmente prodotto“, fino al 26 aprile
Falanghina del Sannio Dop, La Guardiense: 2,19 euro (3 / 5)
Chianti Classico “Integralmente prodotto”, Montorsoli: 2,99 euro (3,5 / 5)

Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot nero Docg Spumante Brut: 5,49 euro (3 / 5)
Chianti Docg Superiore / Riserva Docg Loggia delle Poste: 3,99 euro (3,5 / 5)


Volantino Gulliver, fino al 6 maggio
Pinot Nero o Bonarda Doc Torrevilla: 2,99 euro (3,5 / 5)
Orvieto Doc Classico Cecchi: 2,99 euro (3,5 / 5)
Etna Rosso Doc Madaudo: 3,69 euro (3,5 / 5)

Trebbianino Doc, Malvasia Bonelli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Mionetto: 6,99 euro (3,5 / 5)
Colli Piacentini Barbera Doc Valtidone: 2,49 euro (3,5 / 5)


Volantino Il Gigante fino al 6 maggio
Cirò Bianco/Rosso Caparra e Siciliani: 2,99 euro con blucard (5 / 5)
Barbera, Dolcetto d’Alba o Grignolino Asti Giacosa: 4,99 con blucard (3,5 / 5)
4 Bottiglie Vini Rossi Vecchia Cantina Montepulciano: 8,99 euro (3,5 / 5)

Colli Piacentini Ortrugo o Gutturnio Poggio al Tidone: 2,39 euro con blucard (3,5 / 5)
Chianti Superiore Docg Ser Ristoro La Pieve: 2,39 euro con blucard (3,5 / 5)
Terre Siciliane Igt Shiraz o Catarratto Fazio: 2,99 euro con blucard (3,5 / 5)

Cerasuolo, Montepulciano o Trebbiano d’Abruzzo Casal Bordino: 1,99 euro con blucard (3,5 / 5)
Grechetto o Sangiovese Terre Augustee Umbria Igp Castello delle Regine: 2,89 euro con blucard (3,5 / 5)

Friulano, Cabernet, Chardonnay o Pinot Grigio Grave del Friuli Borgomastro: 2,99 euro con blucard (3,5 / 5)
Spumante Cuvèe Millesimato extra Dry Coste Petrai: 3,29 euro con blucard (3,5 / 5)


Volantino Iper la Grande I fino al 3 maggio
Spumante Ortrugo Colli Piacentini Valtidone: 3,99 euro (3,5 / 5)
Dolcetto d’Alba Sansilvestro: 3,49 euro (3,5 / 5)
Morellino di Scansano Docg Malandrino Piccini: 4,19 euro (3,5 / 5)

Traminer o Cabernet Franc Borgo Canedo: 2,99 euro (3,5 / 5)
Lambrusco Sorbara o Grasparossa o Pignoletto Chiarli: 2,55 euro (3,5 / 5)
Glicine Bianco o Rosso Corvo: 3,99 euro (3,5 / 5)

Aglianico o Falanghina del Beneventano I Feudi: 2,39 euro (3,5 / 5)
Valdobbiadene Prosecco Sup Extra Dry Bolla: 3,99 euro (3,5 / 5)
Primitivo, Fiano, Negroamaro Rosso o Rosato Notte Rossa: 3,39 euro (5 / 5)


Volantino Iperal, fino al 28 aprile
Vini Viti e Vini, Cantina Valtidone: 2,30 euro (3,5 / 5)
Bonarda / Barbera San Zeno, Zonin: 3,99 euro (3,5 / 5)

Vini Notte Rossa: 3,99 euro (5 / 5)
Toscana Merlot Igt Petraia, Uggiano: 14,50 euro (3,5 / 5)



Volantino Ipercoop, fino al 6 maggio
Gutturnio o Bonarda Colli Piacentini Valtidone: 2,49 euro (3,5 / 5)



Volantino Lidl, dal 27 aprile al 3 maggio
Aglianico del Vulture Dop Corte Aurelio: 2,69 euro (3 / 5)


Volantino Pam, dal 30 aprile al 13 maggio
Chianti Riserva Collezione Oro Piccini: 3,89 euro (5 / 5)
Bonarda “C’era una volta”, Losito e Guarini: 3,29 euro (3,5 / 5)


Volantino Penny Market, fino al 29 aprile
Primitivo Puglia Igt Red Fire: 2,99 euro (3 / 5)


Volantino Simply Market, fino  al 6 maggio
Nessun vino da segnalare


Volantino Tigros, fino al 28 aprile
Lambrusco Emilia Igt, Caviccioli: 4 euro (2 pezzi) (3,5 / 5)
Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, Bigi: 2,99 euro (4 / 5)

Vini “Collezione Oro”, Piccini: 3,89 euro (5 / 5)
Prosecco Brut Doc Bio, Valdo: 4,89 euro (3,5 / 5)


Volantino Unes/U2, fino al 28 aprile
Pinot Grigio, Santa Margherita: 5,95 euro (4 / 5)
Grechetto Terre de La Custodia: 3,69 euro (3,5 / 5)
Lambrusco Marcello Oro: 4,69 euro (3,5 / 5)

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Tutte le medaglie italiane al Berliner Wein Trophy 2019


BERLINO –
Arrivano da Berlino i risultati ufficiali della Summer edition del Berliner Wein Trophy 2019. L’Italia, come anticipato da WineMag.it che ha partecipato alle degustazioni del concorso, si è aggiudicata quattro Gran Gold medals (Gran Medaglie d’oro), su un totale di 385 vini del Bel paese a medaglia.

Si tratta per lo più di rossi, in parte affinati in legno, Doc e Docg. L’Italia figura al secondo posto tra i Paesi più premiati, con un ottimo 36%. Domina la classifica la Spagna, col 38%. Terzo gradino del podio per la Germania, con il 31% dei campioni inviati dai produttori alla Summer Edition del Berliner 2019.

Il concorso internazionale riguarda vini di varie fasce prezzo, molti dei quali venduti in Italia e in altri Paesi europei nel canale della Grande distribuzione organizzata, ovvero i supermercati.

Il premio interessa per lo più cantine interessate a espandere la propria rete vendita in Germania, ma anche in Asia e in Portogallo, dove si svolgono le altre sessioni del Berliner Wein Trophy.

Secondo il regolamento, si aggiudicano la medaglia “Grand Gold” i vini che ottengono un punteggio pari o superiore a 92/100. Medaglia d’oro (Gold) tra gli 85 e i 91,99 punti. Argento (Silver) ai vini valutati dalla giuria internazionale tra gli 82 e gli 84,99 punti. Di seguito l’elenco completo delle etichette italiane premiate alla Summer edition 2019.

Gran Gold I Tre Vescovi Barbera d’Asti Superiore docg 2017 CANTINA SOCIALE DI VINCHIO – VAGLIO SERRA e Z.L. rot Stillwein
Gran Gold Vin Santo del Chianti Occhio di Pernice 2011 Riserva DOC 2011 Fattoria la Vialla Società Agricola Semplice di Gianni, Antonio e Bandino Lo Franco rot Likörwein
Gran Gold Vin Santo del Chianti 2013 Riserva DOC 2013 Fattoria la Vialla Società Agricola Semplice di Gianni, Antonio e Bandino Lo Franco weiß Stillwein
Gran Gold Igt Toscana Rosso Prunaiolo 2015 La Spinosa rot Stillwein
Gold Roma Doc Rosso 2018 Gotto d´Oro rot Stillwein
Gold Rosso Verona IGT 2018 Casa Vinicola Sartori Spa rot Stillwein
Gold Colpasso Primitivo Puglia IGP 2018 The Wine People rot Stillwein
Gold Nizza DOCG 2017 Dezzani SRL rot Stillwein
Gold Piemonte DOC rosso 2018 Dezzani SRL rot Stillwein
Gold Piemonte DOC rosso passito appassimento 2018 Dezzani SRL rot Stillwein
Gold Valdo Cuvée di Boj Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg SA VALDO Spumanti weiß Schaumwein
Gold Valdo Oro Puro Valdobbiadene Superiore di Cartizze Docg SA VALDO Spumanti weiß Schaumwein
Gold Valdo Cuvée 1926 Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg SA VALDO Spumanti weiß Schaumwein
Gold LUIGI LEONARDO Nero d’Avola-Merlot DOC Sicilia 2018 Cantine Sgarzi Luigi rot Stillwein
Gold ENZO VINCENZO Puglia IGT Rosso da uve appassite 2016 Cantine Sgarzi Luigi rot Stillwein
Gold Chloris Primitivo del Salento IGP 2017 Varvaglione Vigne e Vini rot Stillwein
Gold 12 e Mezzo Primitivo del Salento IGP 2017 Varvaglione Vigne e Vini rot Stillwein
Gold Moi Primitivo di Manduria DOP 2017 Varvaglione Vigne e Vini rot Stillwein
Gold Papale Primitivo di Manduria DOP 2017 Varvaglione Vigne e Vini rot Stillwein
Gold 12 e Mezzo Negroamaro Puglia IGP 2018 Varvaglione Vigne e Vini rot Stillwein
Gold Darione 2018 Vinolea Paradiso rot Stillwein
Gold Angelo Primo 2017 Vinolea Paradiso rot Stillwein
Gold Memoro Rosato kein Jahrgang Tenute Piccini rose Stillwein
Gold Donpà Aglianico del Vulture 2015 Regio Cantina srl rot Stillwein
Gold Genesi Aglianico del Vulture 2016 Regio Cantina srl rot Stillwein
Gold Buon Governo Toscana IGT 2017 Tenute Piccini rot Stillwein
Gold Barrellaia Toscana IGT 2015 Tenute Piccini rot Stillwein
Gold Lugana doc 2018 Az.Agr.Casello Bondoni weiß Stillwein
Gold Sistina – Pecorino Terre di Chieti IGP 2018 Codice Citra weiß Stillwein
Gold Caroso – Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva 2015 Codice Citra rot Stillwein
Gold Rosso di notte Nero d’Avola- Cabernet DOC Sicilia 2018 Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold Duca della seduzione Puglia IGT Primitivo 2017 Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold Poggio Vecchio Primitivo di Manduria DOC 2018 Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold Duca della seduzione Malvasia bianca 2018 Italian Wine Brands weiß Stillwein
Gold Comera Malvasia Bianca IGT Puglia 2018 Italian Wine Brands weiß Stillwein
Gold Ripa di Sotto Primitivo IGT Puglia 2018 Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold Old World Rosso IGT Puglia Appassimento 2018 Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold La Mossa Nero di Troia Puglia IGT 2018 Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold Grande Alberone platinum collection Zinfandel IGT Puglia 2018 Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold Camasella Rosso IGT Puglia Appassimento 2017 Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold Camasella Prosecco DOC Spumante Millesimato 2018 Italian Wine Brands weiß Schaumwein
Gold San Zenone Toscana IGT Rosso 2015 Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold Ripa di Sotto Vino Rosso d’Italia Rosso Cuveè 2016 Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold Aimone Vino Rosso d’Italia kein Jahrgang Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold Grande Alberone Vino Rosso d’Italia kein Jahrgang Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold Aimone Aimone Bio Vino Rosso d’Italia kein Jahrgang Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold Ronco di Sassi Vino Rosso d’Italia kein Jahrgang Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold Ronco di Sassi Vino bianco d’Italia 2018 Italian Wine Brands weiß Stillwein
Gold Grande Alberone My soul Vino rosso d’Italia 2018 Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold Grande Alberone Vino Spumante Moscato Dolce kein Jahrgang Italian Wine Brands weiß Schaumwein
Gold Oroperla Spumante Blanc de Blancs Millesimato 2018 Italian Wine Brands weiß Schaumwein
Gold Ricarico Rosso Salento IGT 2018 Italian Wine Brands rot Stillwein
Gold Raphael Dal Bo Prosecco DOC Extra Dry Agricoltura Biologica kein Jahrgang Raphael Dal Bo weiß Schaumwein
Gold Raphael Dal Bo Prosecco DOC Extra Dry Agricoltura Biologica “La vita è bella” kein Jahrgang Raphael Dal Bo weiß Schaumwein
Gold Valdobiadene Prosecco superiore DOCG extra dry kein Jahrgang Bacio della Luna weiß Schaumwein
Gold TERRE DA VINO Barbera d’Asti DOCG 2018 Terre da Vino S.P.A. rot Stillwein
Gold Lugana DOC 2018 Schenk Italia S.A. weiß Stillwein
Gold Lugana DOC 2018 Schenk Italia S.A. weiß Stillwein
Gold Primitivo Puglia IGT, Camasella 2017 Schenk Italia S.A. rot Stillwein
Gold Doppio Tratto Primitivo Puglia IGT 2018 Schenk Italia S.A. rot Stillwein
Gold Tre Rose Palio della Rosa Vino Nobile di Montepulciano 2016 Tenuta Tre Rose rot Stillwein
Gold Tre Rose Palio della Rosa Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2015 Tenuta Tre Rose rot Stillwein
Gold Gran Tesoro Governo 2017 Barbanera S.r.l. rot Stillwein
Gold Nistri Corte al Passo Rosso Toscana 2016 Casa Vinicola Fratelli Nistri rot Stillwein
Gold Scarànto Toscana Rosso 2016 Casa Vinicola Fratelli Nistri rot Stillwein
Gold Falco d’Oro Governo all’Uso Toscano 2017 Casa Vinicola Fratelli Nistri rot Stillwein
Gold Vecchia Torre Primitivo di Manduria 2017 Cantina Vecchia Torre s.c.a rot Stillwein
Gold Leone de Castris Salice Salentino Riserva 50 Anni 2016 Antica Azienda Vitivinicola dei Conti Leone de Castris S.r.l. rot Stillwein
Gold Serre Prosecco Spumante Treviso 2018 Serre S.r.l. weiß Perlwein
Gold Borgodei Primitivo di Manduria 2018 Terre Cevico, Lavis rot Stillwein
Gold Piuma Primitivo di Manduria 2017 Produttori di Manduria rot Stillwein
Gold Cantine San Marzano Primitivo di Manduria Neruno 2017 Cantine San Marzano rot Stillwein
Gold Parelli Primitivo Puglia 2017 Angelo Rocca e Figli rot Stillwein
Gold Sangiovese Negroamaro 2017 Vigneti del Vulture rot Stillwein
Gold Primitivo Puglia 2018 Barbanera S.r.l. rot Stillwein
Gold Vecchia Torre Syrah Primitivo 2017 Cantina Vecchia Torre s.c.a rot Stillwein
Gold Paolo Leo Appassimento Passo Barone 2017 Cantine Paolo Leo S.r.l. rot Stillwein
Gold Due Sorsi Appassimento 2018 Barbanera S.r.l. rot Stillwein
Gold Vecchia Torre Papasso 2016 Cantina Vecchia Torre s.c.a rot Stillwein
Gold Torrevento Primitivo Il Conte 2018 Torrevento SRL rot Stillwein
Gold Federici Roma Rosso Collezione Privata 2018 Azienda Vinicola Federici S.r.l. rot Stillwein
Gold Leonardi Primitivo 2018 GWC rot Stillwein
Gold Duca della Seduzione Primitivo Susumaniello 2017 GWC rot Stillwein
Gold Leonardi Rosato 2018 GWC rose Stillwein
Gold Mirus Primitivo di Manduria DOC 2018 Cantolio Manduria rot Stillwein
Gold Leonardi Selezione Pinot Grigio 2018 GWC weiß Stillwein
Gold Baglio Gibellina Assurdo Rosso IGT Terre Siciliane 2013 Baglio Gibellina rot Stillwein
Gold Vino bianco passito Romagnoli 2017 Cantine Romagnoli Villò Società Agricola srl weiß Stillwein
Gold Rosso Borgofulvia Impero 2017 Cantine 4 Valli rot Stillwein
Gold Perticato del Novarei Rosso Emilia IGT Il Poggiarello 2018 Il Poggiarello rot Stillwein
Gold Vizzo Rosso Emilia IGT 2018 Cantine Romagnoli Villò Società Agricola srl rot Stillwein
Gold Gutturnio Superiore DOC Borgofulvia Impero 2018 Cantine 4 Valli rot Stillwein
Gold Ortrugo dei colli piacentini DOC Frizzante Lo Spago Il Poggiarello 2018 Il Poggiarello weiß Perlwein
Gold Gutturnio Superiore DOC Perticato Valandrea Il Poggiarello 2017 Il Poggiarello rot Stillwein
Gold Gutturnio Superiore DOC Colto Vitato del Cicotto 2017 Cantine Romagnoli Villò Società Agricola srl rot Stillwein
Gold Biscardo Oropasso IGT Veneto 2018 MABIS weiß Stillwein
Gold Enigma Sangiovese IGT Rubicone Biscardo 2017 MABIS rot Stillwein
Gold Amarone della Valpolicella DOCG Casato Mastino 2015 MABIS rot Stillwein
Gold Amarone della Valpolicella Classico DOCG Castelbarco 2014 MABIS rot Stillwein
Gold ROMIO PRIMITIVO DEL SALENTO IGT 2017 Caviro Sca rot Stillwein
Gold FEUDO APULIANO PRIMITIVO DEL SALENTO IGP 2017 Caviro Sca rot Stillwein
Gold TINI TREBBIANO CHARDONNAY RUBICONE IGT 2018 Caviro Sca weiß Stillwein
Gold TINI ORGANIC WINE TREBBIANO CHARDONNAY RUBICONE IGT 2018 Caviro Sca weiß Stillwein
Gold ALLENICO PRIMITIVO DI MANDURIA DOP 2017 Caviro Sca rot Stillwein
Gold FEUDO APULIANO PRIMITIVO DI MANDURIA DOP 2018 Caviro Sca rot Stillwein
Gold ROMIO PRIMITIVO DI MANDURIA DOC 2016 Caviro Sca rot Stillwein
Gold Soave DOC 2018 Andreas Oster Weinkellerei weiß Stillwein
Gold Primitivo Puglia IGT 2018 Andreas Oster Weinkellerei rot Stillwein
Gold Negroamaro Salento Igt Podere Don Cataldo 2018 Angelo Rocca & Figli rot Stillwein
Gold Rosso Salento IGT 2018 Angelo Rocca & Figli rot Stillwein
Gold Negroamaro Salento Igt Torri d’oro 2018 Angelo Rocca & Figli rot Stillwein
Gold BARACCA & FASSOLDI ROSSO TOSCANA IGT 2016 Castellani Fattorie & Cantine s.p.a. rot Stillwein
Gold Novantaceppi Primitivo Puglia IGT 2018 Latentia Winery SPA rot Stillwein
Gold Südtiroler DOC Goldmuskateller 2018 Kellerei Kaltern / Cantina Caldaro weiß Stillwein
Gold Arbos Rosso Toscana IGT 2015 Castellani Fattorie & Cantine s.p.a. rot Stillwein
Gold Via al Castello Prosecco Spumante Valdobbiadene DOCG kein Jahrgang Latentia Winery SPA weiß Schaumwein
Gold Mario Collina Prosecco DOC Frizzante kein Jahrgang Latentia Winery SPA weiß Perlwein
Gold Falesco Appunto Rosso Lazio IGP 2016 AZIENDA VINICOLA FALESCO SRL rot Stillwein
Gold Lamera  Grillo DOC Sicilia 2018 Caviro Soc. Coop. Agricola weiß Stillwein
Gold Nero d’Avola Merlot Sicilia DOC Giacondi 2018 Latentia Winery SPA rot Stillwein
Gold ola 2018 porsia azienda agricola rot Stillwein
Gold “Allini” Prosecco Spumante Conegliano Valdobbiadene DOCG 2018 La Marca – Vini e Spumanti weiß Schaumwein
Gold Lorciano Chianti Salasso DOCG 2016 Codias – Vinci, Italien rot Stillwein
Gold 42° Pinot Grigio IGT 2018 Cantina Tollo S.C.A. weiß Stillwein
Gold Evita Trebbiano Pinot Grigio Puglia 2018 ICQRF weiß Stillwein
Gold Lorciano Chianti DOCG 2017 Codias – Vinci, Italien rot Stillwein
Gold Grande Vitae Trebbiano Pinot Grigio IGT 2018 TorreSanta weiß Stillwein
Gold Cicogna Merlot Colli Berici DOC 2016 Cavazza rot Stillwein
Gold Valpolicella Classico DOC 2018 Cantina Danese rot Stillwein
Gold Bellanova Rosso Salento Igp 2018 OSM rot Stillwein
Gold Lighea 2018 Donnafugta Srl Società Agricola weiß Stillwein
Gold San Luigi Collezione di Famiglia Primitvo Puglia IGT 2018 ANGELO ROCCA & FIGLI rot Stillwein
Gold Maso Franch Bianco Vigneti delle Dolomiti Igt 2015 Cantina di La-Vis e Valle di Cembra weiß Stillwein
Gold Südtirol Lagrein Perl DOC 2018 Kellerei Bozen Gen. rot Stillwein
Gold Südtirol Gewürztraminer Kleinstein DOC 2018 Kellerei Bozen Gen. weiß Stillwein
Gold Amarone della Valpolicella Docg “Campo Leon” 2014 Soc. Agr. Latium s.s. di Morini e C. rot Stillwein
Gold Soave Doc 2018 Soc. Agr. Latium s.s. di Morini e C. weiß Stillwein
Gold Ca’ Bianca Moscato d’Asti DOCG 2018 Gruppo Italiano Vini S.p.A. weiß Stillwein
Gold Bigi Vipra Bianca BCO Umbria IGT 2018 Gruppo Italiano Vini S.p.A. weiß Stillwein
Gold Edeka Amarone della Valpolicella DOCG Via al Castello 2015 Gruppo Italiano Vini S.p.A. rot Stillwein
Gold Bolla Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2014 Gruppo Italiano Vini S.p.A. rot Stillwein
Gold Machiavelli Albergaccio Rosso di Toscana IGT 2017 Gruppo Italiano Vini S.p.A. rot Stillwein
Gold Vipra Red Blend kein Jahrgang GIV Deutschland rot Stillwein
Gold Insolia Sicilia Doc Feudo Principi di Butera 2018 ZONIN1821 weiß Stillwein
Gold Valpolicella Ripasso Superiore Doc Zonin 2017 ZONIN1821 rot Stillwein
Gold Barbera d’Asti Docg Castello del Poggio 2016 ZONIN1821 rot Stillwein
Gold Pinot Grigio Friuli Aquileia Doc Ca’ Bolani 2018 ZONIN1821 weiß Stillwein
Gold Soave Classico Doc Zonin 2018 ZONIN1821 weiß Stillwein
Gold Sasseo Salento Igt Masseria Altemura 2017 ZONIN1821 rot Stillwein
Gold Prosecco Doc Spumante Brut M&S Zonin kein Jahrgang ZONIN1821 weiß Schaumwein
Gold Le Bastìe Rosso 2010 Azienda Agricola TOMASELLA PAOLO & C. s.a.s. rot Stillwein
Gold Cabernet Franc 2017 Azienda Agricola TOMASELLA PAOLO & C. s.a.s. rot Stillwein
Gold Istrione, Toscana IGT 2016 Trerose rot Stillwein
Gold Prosecco DOC Treviso Extra Dry 2018 Cantina Colli del Soligo weiß Schaumwein
Gold Cuvée Vittoria Millesimato Extra Dry Spumante kein Jahrgang CANTINE PIROVANO weiß Schaumwein
Gold Vino Rosso Biologico Amarcor kein Jahrgang CANTINE PIROVANO rot Stillwein
Gold Pinot Nero Oltrepò Pavese Doc Extra Dry Spumante kein Jahrgang CANTINE PIROVANO weiß Schaumwein
Gold Greco di Tufo Docg 2018 CANTINE PIROVANO weiß Stillwein
Gold CASTELLO IMPERIALE Nero di Troia Puglia IGT – EBROSIA 2018 Torrevento rot Stillwein
Gold PREMIUM SELEZIONE DEL RE Primitivo di Manduria DOC – EBROSIA 2017 Torrevento rot Stillwein
Gold SINCE 1913 Primitivo Puglia IGT Rosso 2017 Torrevento rot Stillwein
Gold RECOMPAGNO PRIMITIVO Puglia IGT – HAWESKO 2018 Torrevento rot Stillwein
Gold PRIMITIVO PUGLIA IGT  – VICAMPO 2018 Torrevento rot Stillwein
Gold Oltre Salice Salentino Dop Rosso Riserva 2015 otri del salento s.r.l.s. rot Stillwein
Gold Superbo Primitivo igp Salento Rosso Barricato 2015 otri del salento s.r.l.s. rot Stillwein
Gold ALIKASE Chardonnay 2018 Leonarda Tardi di Mazzara Calogero weiß Stillwein
Gold Primitivo di Manduria DOC 2018 LORUSSO MICHELE S.A.S. rot Stillwein
Gold Primitivo IGP Salento 2018 LORUSSO MICHELE S.A.S. rot Stillwein
Gold Nero di Troia 2018 LORUSSO MICHELE S.A.S. rot Stillwein
Gold Appassimento 2018 LORUSSO MICHELE S.A.S. rot Stillwein
Gold Primitivo 2018 LORUSSO MICHELE S.A.S. rot Stillwein
Gold Nero di Troia – Primitivo 2018 LORUSSO MICHELE S.A.S. rot Stillwein
Gold Appassimento Edizione 2018 LORUSSO MICHELE S.A.S. rot Stillwein
Gold Nero di Troia Puglia IGP 2018 LORUSSO MICHELE S.A.S. rot Stillwein
Gold Feudo Antico Trebbiano d’Abruzzo DOP 2018 Feudo Antico SRL weiß Stillwein
Gold Feudo Antico Pecorino Terre di Chieti IGP 2018 Feudo Antico SRL weiß Stillwein
Gold Duca della Seduzione Terre Siciliane Rosso IGT da uve leggermente appassite 2018 Barbanera rot Stillwein
Gold Terre Siciliane IGT Syrah 2018 Barbanera rot Stillwein
Gold Terre Siciliane IGT Syrah da Uve Leggermente Appassite 2018 Barbanera rot Stillwein
Gold Duca di Sasseta Terre Siciliane IGT da Uve Leggermente Appassite 2018 Barbanera rot Stillwein
Gold Terre Siciliane Rosso IGT da Uve Leggermente Appassite 2018 Barbanera rot Stillwein
Gold Terre Siciliane Rosso IGT 2018 Barbanera rot Stillwein
Gold Toscana Rosso IGT 2018 Barbanera rot Stillwein
Gold Toscana Rosso IGT 2018 Barbanera rot Stillwein
Gold Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2016 Barbanera rot Stillwein
Gold Corte alle Mura Chianti DOCG Riserva 2015 Barbanera rot Stillwein
Gold Duca di Sasseta Ser Passo Toscana Rosso IGT 2017 Barbanera rot Stillwein
Gold Chieteno Toscana Rosso IGT 2017 Barbanera rot Stillwein
Gold Gigino Toscana Rosso IGT 2015 Barbanera rot Stillwein
Gold Duca di Saragnano Puglia Rosso IGT da uve leggermente appassite 2018 Barbanera rot Stillwein
Gold Duca di Sasseta Espera Puglia IGT Primitivo 2016 Barbanera rot Stillwein
Gold Duca di Saragnano Alchymia Puglia IGT Primitivo 2016 Barbanera rot Stillwein
Gold Zibibbo Magaddino 2018 Simone Magaddino weiß Stillwein
Gold Violante 2015 Cantina Ogliastra rot Stillwein
Gold Auro – Primitivo Di Manduria Dop Vecchia Torre 2017 Cantina Vecchia Torre Società Cooperativa Agricola rot Stillwein
Gold Barocco Reale – Primitivo Igp Salento Vecchia Torre 2014 Cantina Vecchia Torre Società Cooperativa Agricola rot Stillwein
Gold Syrah-Primitivo Igp Salento Vecchia Torre 2017 Cantina Vecchia Torre Società Cooperativa Agricola rot Stillwein
Gold Ca’de Rocchi – Amarone della Valpolicella DOCG “La Bastia” 2016 Tinazzi rot Stillwein
Gold Tinazzi – Lugana DOP “Prealta” 2017 Tinazzi weiß Stillwein
Gold Sangiovese-Merlot 2018 Cantina Tollo rot Stillwein
Gold Tenuta Pedale 25 Edizione Limitada 2013 Torrevento SRL rot Stillwein
Gold Da Vinci Toscana Rosso 2018 dalleVigne rot Stillwein
Gold OFFIDA PECORINO DOCG VILLA ANGELA 2018 VelenosiI SRL weiß Stillwein
Gold ROGGIO DEL FILARE ROSSO PICENO DOC SUPERIORE 2015 VelenosiI SRL rot Stillwein
Gold Piemonte Bianco DOC 2018 Azienda Agricola Roberto Sarotto weiß Stillwein
Gold Barolo DOCG Monte Piasej 2015 Azienda Agricola Roberto Sarotto rot Stillwein
Gold Corvina Verona IGT Rosato 2018 Schenk Italian Wineries rose Stillwein
Gold Vino Nobile di Montepulciano DOCG “Tenute Poggiocaro” 2016 Società Agricola Lunadoro S.r.l. rot Stillwein
Gold Grillo-Chardonnay Sicilia DOC “Gergenti” 2018 Cantina Sociale Paolini weiß Stillwein
Gold Rosso Terre Siciliane IGT Il Vero Siciliano “Gergenti” 2018 Cantina Sociale Paolini rot Stillwein
Gold Nero D’Avola Merlot Sicilia DOC “Gergenti” 2017 Cantina Sociale Paolini rot Stillwein
Gold Nero di Troia Primitivo Salento IGT 2018 Schenk Italian Wineries rot Stillwein
Gold Primitivo Susumaniello Salento IGT 2018 Schenk Italian Wineries rot Stillwein
Gold Susumaniello Salento IGT 2018 Schenk Italian Wineries rot Stillwein
Gold Primitivo Salento IGT da uve leggermente appassite “Masso Antico” 2018 Schenk Italian Wineries rot Stillwein
Gold CHIANTI COLLI FIORENTINI DOCG 2017 Azienda Uggiano rot Stillwein
Gold CHIANTI RISERVA DOCG UGGIANO 2016 Azienda Uggiano rot Stillwein
Gold Primitivo di Manduria “Luigi Guarini” 2018 Losito e Guarini rot Stillwein
Gold Negroamaro Primitivo “Bollato” 2018 Losito e Guarini rot Stillwein
Gold Schioppettino Martagona 2017 Monviert società semplice agricola rot Stillwein
Gold LIGNUM VITIS Frappato Shiraz Terre Siciliane IGT 2018 Enoitalia rot Stillwein
Gold ARISTOCRATICO Amarone della Valpolicella DOCG 2014 Enoitalia rot Stillwein
Gold TERRA VENETICA Amarone della Valpolicella DOCG organic 2015 Enoitalia rot Stillwein
Gold Teroldego Rotaliano DOC Superiore Riserva 2015 Enoitalia rot Stillwein
Gold SOFFIO Prosecco DOC Spumante Extra Dry kein Jahrgang Enoitalia weiß Schaumwein
Gold ALBERTO NANI Prosecco DOP Spumante Extra Dry – organic kein Jahrgang Enoitalia weiß Schaumwein
Gold Rosso Passito Salento IGT 2018 Enoitalia rot Stillwein
Gold VITE MIA Primitivo Negroamaro Puglia IGT Organic 2018 Enoitalia rot Stillwein
Gold VINUVA Primitivo Salento IGT – organic 2018 Enoitalia rot Stillwein
Gold Frappato Syrah Terre Siciliane IGT 2018 Enoitalia rot Stillwein
Gold Pecorino Terre di Chieti IGT 2018 Enoitalia weiß Stillwein
Gold Prosecco Spumante Doc Treviso Extra Dry Millesimato Ponte 2018 Viticoltori Ponte srl weiß Schaumwein
Gold Gioso Barolo DOCG 2015 SORDO GIOVANNI Azienda Agricola rot Stillwein
Gold Primitivo Di Manduria DOP “Soffio” Colle al Vento 2017 Alibrianza srl/Cascina Radice rot Stillwein
Gold Nero d’Avola DOP Sicilia “Nero di Stelle” Andrero 2018 Alibrianza srl/Cascina Radice rot Stillwein
Gold langhe Dolcetto 2018 Cantina Della Porta Rossa rot Stillwein
Gold Montelino Nero d’Avola 2018 Baglio Curatolo Arini 1875 rot Stillwein
Gold MERLOT 2016 ODDO VINI rot Stillwein
Gold VALPOLICELLA SUPERIORE DOC LA BANDINA 2016 Tenuta Sant’Antonio rot Stillwein
Gold Aglianico IGT Del Beneventano Rinomata Cantina Tombacco 2017 Vinicola Tombacco rot Stillwein
Gold Prosecco DOC Spumante Bio Vegan   47 Anno Domini 2018 Vinicola Tombacco weiß Schaumwein
Gold Azzurra Rosso IGT Puglia  Rinomata Cantina Tombacco 2017 Vinicola Tombacco rot Stillwein
Gold Primitivo IGT Puglia Intrigo 2018 Vinicola Tombacco rot Stillwein
Gold D53 2015 Cantina Sociale Dorgali rot Stillwein
Gold TAURASI FUSONERO DOCG 2015 Villa Matilde SS rot Stillwein
Gold FALERNO DEL MASSICO ROSSO DOP 2014 Villa Matilde SS rot Stillwein
Gold Fiordicampo, Pignoletto DOC Vino Frizzante 2018 Morini SRL weiß Perlwein
Gold Fascinoso, Chardonnay Trebbiano Rubicone IGP 2018 Morini SRL weiß Stillwein
Gold Egregio, Sangiovese Rubicone IGP 2016 Morini SRL rot Stillwein
Gold Primitivo di Manduria Doc Riserva 2016 Contri Spumanti rot Stillwein
Gold Sangiovese Rubicone IGT 2018 Contri Spumanti rot Stillwein
Gold Bianco IGT Terre Siciliane 2018 Contri Spumanti weiß Stillwein
Gold Marsala Superiore Garibaldi DOC kein Jahrgang Carlo Pellegrino & C. weiß Likörwein
Gold Seramaris Vermentino Terre Siciliane IGT 2018 Lidl Stiftung & Co. KG weiß Stillwein
Gold Duca di Sasseta Terre Sicilane IGT 2018 EGT rot Stillwein
Gold Duca di Sasseta Frappato Perricone IGT 2018 EGT rot Stillwein
Gold Corte Aurelio Zibibbo Terre Siciliane IGP 2018 Lidl Stiftung & Co. KG weiß Stillwein
Gold Casato dei Medici Riccardi Bolgheri DOC 2015 V.S. S.R.L. rot Stillwein
Gold Duca di Sasseta Serpasso Toscana IGT 2016 EGT rot Stillwein
Gold Duca di Sasseta Espera Primitivo Puglia IGT 2016 EGT rot Stillwein
Gold Peuceta Nero di Troia Puglia IGP 2018 Lidl Stiftung & Co. KG rot Stillwein
Gold BBQ Primitivo Puglia IGP 2018 V.E.B. S.p.A. rot Stillwein
Gold Corte Allodola Amarone della Valpolicella DOCG 2012 Lidl Stiftung & Co. KG rot Stillwein
Gold Salice Salentino DOC Riserva 2015 A.V.I.P S.p.A rot Stillwein
Gold Dolcebacco Romagna Sangiovese Appassimento DOC 2016 Terre Cevico Soc. Coop. Agricola rot Stillwein
Gold Bonelli Gutturnio DOC Superiore 2017 F. lli Bonelli srl rot Stillwein
Gold Duca di Sasseta Chieteno Toscana IGT 2015 EGT rot Stillwein
Gold Appassimento Rosso Veneto IGP 2016 VEB rot Stillwein
Gold Seramaris Cirò Rosso Classico Superiore Riserva DOC 2016 Lidl Stiftung & Co. KG rot Stillwein
Gold Laurana Rosso Cònero DOC 2015 S.C.A. rot Stillwein
Gold Spaccaforno 2015 Riofavara rot Stillwein
Gold CA’ di GOCCIOLA Lugana DOC 2018 Az Agr Citari weiß Stillwein
Gold Chardonnay 2018 Borgo Stajnbech weiß Stillwein
Gold 150 Lison Classico DOCG 2017 Borgo Stajnbech weiß Stillwein
Gold Luna Vona Canonau di Sardegna Doc Biologico 2018 Cantine di Orgosolo rot Stillwein
Gold LUGANA DOC SAN BENEDETTO 2018 ZENATO AZIENDA VITIVINICOLA weiß Stillwein
Gold D’AMATI Negroamaro Merlot Rosé 2018 Les Grands Chais de France rose Stillwein
Gold CHIANTI RISERVA CORTE ALLE MURA 2015 Sensi Vigne e Vini rot Stillwein
Gold CHIANTI CORTE ALLE MURA 2018 Sensi Vigne e Vini rot Stillwein
Gold CHIANTI COLLI SENESI MEDICI RICCARDI 2017 Sensi Vigne e Vini rot Stillwein
Gold BOLGHERI MEDICI RICCARDI 2016 Sensi Vigne e Vini rot Stillwein
Gold GRAN MAESTRO PRIMITIVO DI MANDURIA 2017 Cielo E Terra rot Stillwein
Gold Casa Defrà Lugana DOC 2018 Cielo E Terra weiß Stillwein
Gold Villa Cavallo 2014 CERESTER rot Stillwein
Gold Conte Ottavio Piccolomini Puglia IGP rosso 2018 Pieroth Deutschland GmbH rot Stillwein
Gold Piccolomini Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2016 Pieroth Deutschland GmbH rot Stillwein
Gold Sontuoso Toscana Sangiovese 2016 Pieroth Deutschland GmbH rot Stillwein
Gold Laudana Nizza Riserva docg 2015 CANTINA SOCIALE DI VINCHIO – VAGLIO SERRA e Z.L. rot Stillwein
Gold Il Griso Roero Arneis docg 2018 CANTINA SOCIALE DI VINCHIO – VAGLIO SERRA e Z.L. weiß Stillwein
Gold De Foretti Lugana doc 2018 Cantina Delibori Walter srl weiß Stillwein
Gold Sogno di Arianna Chiaretto doc 2018 Cantina Delibori Walter srl rose Stillwein
Gold La Pruina Primitivo di Manduria Doc 2017 Azienda Agricola d´Apolito Pietro rot Stillwein
Gold DONNALUCE 2018 Azienda Agricola Poggio Le Volpi Soc. Agricola a.r.l. weiß Stillwein
Gold MASCA DEL TACCO SUSUMANIELLO 2018 Azienda Agricola Poggio Le Volpi Soc. Agricola a.r.l. rot Stillwein
Gold MASCA DEL TACCO L’UETTA 2018 Azienda Agricola Poggio Le Volpi Soc. Agricola a.r.l. weiß Stillwein
Gold MONTEPULCIANO d’Abruzzo DOC – vino biologico 2018 Cantine Volpi rot Stillwein
Gold FEUDO DEL MARE 2018 Casa Vinicola Fazio Società Agricola a R.L. rot Stillwein
Gold PIETRA SACRA 2011 Casa Vinicola Fazio Società Agricola a R.L. rot Stillwein
Gold Bocciolo Colli Scandiano e Canossa DOC Lambrusco dolce 2018 Medici Ermete & Figli rot Perlwein
Gold LUIS , Romagna Sangiovese Superiore Riserva 2016 Tenuta Neri Giovanni e Valeria rot Stillwein
Gold Passito 2018 Moscato Passito IGT 2018 Fattoria la Vialla Società Agricola Semplice di Gianni, Antonio e Bandino Lo Franco weiß Stillwein
Gold L’Abbandonato 2015 Montecucco Sangiovese Riserva DOCG 2015 Fattoria la Vialla Società Agricola Semplice di Gianni, Antonio e Bandino Lo Franco rot Stillwein
Gold Podere La Casotta 2015 Rosso di Toscana IGT 2015 Fattoria la Vialla Società Agricola Semplice di Gianni, Antonio e Bandino Lo Franco rot Stillwein
Gold rosaRosa 2018 Rosato di Toscana IGT 2018 Fattoria la Vialla Società Agricola Semplice di Gianni, Antonio e Bandino Lo Franco rose Stillwein
Gold Vernaccia di S.Gimignano Riserva 2017 DOCG 2017 Fattoria la Vialla Società Agricola Semplice di Gianni, Antonio e Bandino Lo Franco weiß Stillwein
Gold COLLI DI LUNI VERMENTINO SARTICOLA 2018 AZIENDA AGRICOLA FEDERICI weiß Stillwein
Gold Kore Syrah 2017 Cantine Colomba Bianca Società Cooperativa Agricola rot Stillwein
Gold 142-4 2015 Metinella di Stefano Sorlini rot Stillwein
Gold Burberosso 2016 Metinella di Stefano Sorlini rot Stillwein
Gold Barbera d’Asti D.O.C.G. 2018 Fratelli Martini Secondo Luigi rot Stillwein
Gold ORVIETO Classico D.O.C. 2018 Fratelli Martini Secondo Luigi weiß Stillwein
Gold CANTI Prosecco D.O.C. 2018 Fratelli Martini Secondo Luigi weiß Schaumwein
Gold Collezione 53 Negroamaro del Salento IGP 2016 Varvaglione Vigne e Vini rot Stillwein
Gold 125 Primitivo del Salento IGP 2018 Feudi Salentini rot Stillwein
Gold 125 Negroamaro del Salento IGP 2018 Feudi Salentini rot Stillwein
Gold Terra Platinum Primitivo di Manduria DOP 2016 Varvaglione Vigne e Vini rot Stillwein
Gold Emma Primitivo Puglia Igp 2018 Cantine San Marzano rot Stillwein
Gold Masseria Pietrosa Primitivo Rosato Salento Igp 2018 Cantine San Marzano rose Stillwein
Gold Edda Bianco Salento Igp 2018 Cantine San Marzano weiß Stillwein
Gold Moscheta Nera Amarone Della Valpolicella DOCG 2015 CENTOTERRE SRL rot Stillwein
Gold Amarone della Valpolicella Docg Cadis 2016 Cantina di Soave rot Stillwein
Gold Amarone della Valpolicella Docg Rocca Alata 2016 Cantina di Soave rot Stillwein
Gold San Mondello Bardolino Chiaretto 2018 Cantina di Soave rose Stillwein
Gold Lysipp 2012 Weydemann Weinhandel rot Stillwein
Gold Lo Sconosciuto 2012 Weydemann Weinhandel rot Stillwein
Gold Roccuccio 2015 Weydemann Weinhandel rot Stillwein
Gold Il Paonazzo 2013 Weydemann Weinhandel rot Stillwein
Gold Bianco Terre Siciliane IGT 2018 Nosio SpA weiß Stillwein
Gold Amarone della Valpolicella Classico 2016 Cantina Valpantena Verona Soc. Coop. Agr. rot Stillwein
Gold Edizione Cinque Autoctoni kein Jahrgang Farnese Vini Srl rot Stillwein
Gold Tre Grappoli 2018 Agricola Società Cooperativa rot Stillwein
Gold Donna Marzia Merlot 2018 Agricola Società Cooperativa rot Stillwein
Gold Donna Marzia Aglianico 2017 Agricola Società Cooperativa rot Stillwein
Gold Frescobaldi 1300 Rosso 2018 Marchesi de’ Frescobaldi rot Stillwein
Gold CHIANTI RISERVA 2016 La Spinosa rot Stillwein
Gold CHIANTI 2016 La Spinosa rot Stillwein
Gold GORGOTTESCO 2015 La Spinosa rot Stillwein
Gold Feudo Arancio Syrah 2018 Feudo Arancio rot Stillwein
Gold Castel Firmian Teroldego Rotaliano 2018 Mezzacorona sca rot Stillwein
Gold Feudo Arancio Cabernet Sauvignon 2018 Feudo Arancio rot Stillwein
Gold Mezzacorona Merlot 2018 Mezzacorona sca rot Stillwein
Gold Feudo Arancio Nero d’Avola 2018 Feudo Arancio rot Stillwein
Gold Stemmari Syrah 2018 Cantina Rotari rot Stillwein
Gold Stemmari Nero d’Avola 2018 Feudo Arancio rot Stillwein
Gold Stemmari Pinot Noir 2018 Feudo Arancio rot Stillwein
Gold Feudo Arancio Passiari 2017 Feudo Arancio rot Stillwein
Gold Merlot Garda Doc 2018 Cantina Colli Morenici rot Stillwein
Gold Borgo del mandorlo – Primitivo di Manduria Riserva 2016 Botter Spa rot Stillwein
Gold Vino Nobile di Montepulciano Riserva Fattoria del Cerro 2014 Tenute del Cerro rot Stillwein
Gold Sassopiano Montepulciano D’Abruzzo 2018 Cantina Tollo rot Stillwein
Gold Cantina Tollo Villa Diana Pecorino Terre di Chieti IGP 2018 Cantina Tollo S.C.A. weiß Stillwein
Gold Cantina Tollo PECO Pecorino Terre di Chieti IGP 2018 Cantina Tollo weiß Stillwein
Gold Cantina Tollo TRE Trebbiano d’Abruzzo DOP 2018 Cantina Tollo weiß Stillwein
Gold Cantina Tollo Trebbiano d’Abruzzo DOP Biologico 2018 Cantina Tollo weiß Stillwein
Gold Bianco Terre di Chieti Igp 2018 Cantina Tollo weiß Stillwein
Gold Cantina Tollo Hedos Cerasuolo d’Abruzzo DOP 2018 Cantina Tollo rose Stillwein
Gold LA CAMPANA MONTEFALCO SAGRANTINO DOCG 2013 Casa Vinicola Luigi Cecchi e Figli rot Stillwein
Gold CECCHI SANGIOVESE IGT TOSCANA 2018 Casa Vinicola Luigi Cecchi e Figli rot Stillwein
Gold Terra Rossa Rosato IGT 2017 Societa Agricola Carobbio rose Stillwein
Gold Magaldo  IGT 2015 Societa Agricola Carobbio rot Stillwein
Gold Carobbio Chianti Classico DOCG 2015 Societa Agricola Carobbio rot Stillwein
Gold Anniversary Monepulciano d’Abruzzo DOP 2012 Casal Thaulero rot Stillwein
Gold Orsetto Oro Montepulciano d’Abruzzo DOP 2017 Casal Thaulero rot Stillwein
Gold Borgo Thaulero Pecorino Terre di Chieti IGP 2018 Casal Thaulero weiß Stillwein
Gold Orsetto Oro Pecorino Terre di Chieti IGP 2018 Casal Thaulero weiß Stillwein
Gold Schioppettino di Prepotto DOC Friuli Colli Orientali 2015 Vigna Traverso rot Stillwein
Gold PIEMONTE DOC ALBAROSSA TRE SECOLI 2017 Tre Secoli rot Stillwein
Gold Tor del Colle Rosso Molise Riserva 2014 Casa Vinicola Botter Carlo & C.S.p.A. rot Stillwein
Gold Malanotte Docg Piave Malanotte 2012 O.M.T. rot Stillwein
Gold Traminer Aromatico 2018 Azienda Agricola Brotto Marcello di Paolo Brotto weiß Stillwein
Gold Falerio Doc Pecorino biologico “Armsante” 2018 Collevite SRL- Cantine della Marca weiß Stillwein
Gold 1502 Da Vinci in Romagna Uve portate a Cesena Sangiovese Appassimento Romagna DOC 2017 CAVIRO SCA rot Stillwein
Gold 1502 Da Vinci in Romagna Rocca di Cesena Sangiovese Superiore Riserva Romagna DOC 2016 CAVIRO SCA rot Stillwein
Gold Terre de’ Priori Governo all’Uso Toscano IGT 2018 Cantine Leonardo da Vinci rot Stillwein
Gold Da Vinci I Capolavori Vergine delle Rocce Chianti DOCG 2017 Cantine Leonardo da Vinci rot Stillwein
Gold Da Vinci I Capolavori Vergine delle Rocce Chianti Riserva DOCG 2015 Cantine Leonardo da Vinci rot Stillwein
Gold Leonardo da Vinci Chianti Riserva DOCG 2015 Cantine Leonardo da Vinci rot Stillwein
Gold 1502 Da Vinci in Romagna Mappa di Imola Pignoletto Spumante Brut DOC 2018 CAVIRO SCA weiß Schaumwein
Gold Castello di Montepò – Sassoalloro 2016 JBS rot Stillwein
Gold Alteo 2013 Az. Agr. Fasoli Gino rot Stillwein
Gold Villa Amalia Nero d’Avola Salaparuta dop 2018 CANTINA GIACCO SOCIETA’ COOPERATIVA AGRICOLA rot Stillwein
Gold Le Baccanti – Cantolio Primitivo doc Manduria 2018 EnoPartner Italia rot Stillwein
Gold MASTRI VERNACOLI CABERNET SAUVIGNON TRENTINO DOC 2018 Cavit rot Stillwein
Gold Lifili Primitivo Salento Igp 2018 a6mani s.r.l. rot Stillwein
Gold Heritage Collection Corte Brà Amarone della Valpolicella Classico 2009 Casa Vinicola Sartori rot Stillwein
Gold Via al Castello Lugana 2018 Casa Vinicola Sartori weiß Stillwein
Gold “Vero D’Oro” Amarone 2015 Casa Vinicola Sartori rot Stillwein
Gold 120° Anniversary Valpolicella Superiore 2016 Casa Vinicola Sartori rot Stillwein
Gold Sigismondo Romagna DOC Sangiovese Superiore 2018 Le Rocche Malatestiane rot Stillwein
Gold Conte Giangirolamo 2016 Tenute Girolamo di Palmisano Maria Antonietta rot Stillwein
Gold Doc Colli Piacentini Malvasia Theta 2018 Cantina Sociale di Vicobarone weiß Stillwein
Silver Barbera d’Asti DOCG superiore 2017 Dezzani SRL rot Stillwein
Silver Valdo Marca Oro Valdobiadene Prosecco Superiore Docg kein Jahrgang VALDO Spumanti weiß Schaumwein
Silver Idea Rosato di Primitivo Puglia IGP 2018 Varvaglione Vigne e Vini rose Stillwein
Silver Schmetterling 2018 K & L excellence in wine rot Stillwein
Silver Brunello di Montalcino Riserva docg 2013 Tenute Piccini rot Stillwein
Silver Sistina – Montepulciano d’Abruzzo DOC 2017 Codice Citra rot Stillwein
Silver Aimone vino rosso d’Italia kein Jahrgang Italian Wine Brands rot Stillwein
Silver Terra Grande Toscana IGT Rosso 2017 Italian Wine Brands rot Stillwein
Silver Ripa di Sotto Negramaro IGT Salento 2018 Italian Wine Brands rot Stillwein
Silver Borelli Valpolicella Superiore Ripasso 2017 Italian Wine Brands rot Stillwein
Silver Sellaronda Lagrein DOC Trentino 2018 Italian Wine Brands rot Stillwein
Silver Murari Lugana 2018 Casa Vinicola Sartori SPA weiß Stillwein
Silver Rosa Reale Negroamaro Rosato 2018 Angelo Rocca e Figli rose Stillwein
Silver Leonardi Merlot 2018 GWC rot Stillwein
Silver Baglio Gibellina U…Passimiento DOC Sicilia 2018 Baglio Gibellina rot Stillwein
Silver Spumante Brut Perini&Perini kein Jahrgang Cantine 4 Valli weiß Schaumwein
Silver Romio Collection Sangiovese Rubicone IGT Passito 2016 Caviro Sca rot Stillwein
Silver MONTICO ZIFANDEL PRIMITIVO DI PUGLIA IGT 2017 Caviro Sca rot Stillwein
Silver TAVERNELLO SANGIOVESE CABERNET RUBICONE IGT 2017 Caviro Sca rot Stillwein
Silver Primitivo Puglia IGT Barricone 2018 Angelo Rocca & Figli rot Stillwein
Silver Prosecco Spumante DOCG Valdobbiadene kein Jahrgang Latentia Winery SPA weiß Schaumwein
Silver Pinot Grigio Venezie DOC Pinetta 2018 Latentia Winery SPA weiß Stillwein
Silver Bianco Terre Siciliane IGT 2018 LA VIS S.C.A. weiß Stillwein
Silver Bardolino Classico DOC 2018 Cantina Danese rot Stillwein
Silver Codros Cabernet Sauvignon 2015 Cantina di La-Vis e Valle di Cembra rot Stillwein
Silver Bolla Retro Soave Classico DOC 2018 Gruppo Italiano Vini S.p.A. weiß Stillwein
Silver PUGLIA IGP ROSSO  ” 100 ACINI “ 2018 Cantina Sociale Luca Gentile Soc. Coop.va Agricola rot Stillwein
Silver Lugana Doc Zonin 2018 ZONIN1821 weiß Stillwein
Silver Syrosa Maremma Toscana Doc Rocca di Montemassi 2018 ZONIN1821 rose Stillwein
Silver RECOMPAGNO Primitivo di Manduria DOC Rosso Riserva – hawesko 2016 Torrevento rot Stillwein
Silver PRIMITIVO DI MANDURIA RISERVA DOC – METRO 2016 Torrevento rot Stillwein
Silver LILLI ROSATO PUGLIA IGT – HAWESKO 2018 Torrevento rose Stillwein
Silver Salice Salentino DOC 2018 LORUSSO MICHELE S.A.S. rot Stillwein
Silver Due Terre – Vino Rosso d’Italia 2018 LORUSSO MICHELE S.A.S. rot Stillwein
Silver Feudo Anticp Pecorino DOP Tullum 2018 Feudo Antico SRL weiß Stillwein
Silver Duca di Sasseta Terre Siciliane IGT Frappato Perricone 2018 Barbanera rot Stillwein
Silver Passone Vino Ottenuto da Uve Appassite 2018 Barbanera rot Stillwein
Silver Toscana Rosso IGT da Uve Leggermente Appassite 2017 Barbanera rot Stillwein
Silver Duca della Seduzione Passiù Puglia Rosso IGT Passito 2018 Barbanera rot Stillwein
Silver Nero d’Avola Magaddino 2017 Simone Magaddino rot Stillwein
Silver Funnari 2015 Mimmo Paone rot Stillwein
Silver Sentieri Infiniti – Primitivo Puglia IGP 2018 Cantine San Giorgio rot Stillwein
Silver Tenuta Valleselle – Valpolicella Superiore Ripasso DOP “Rovertondo” 2017 Tinazzi rot Stillwein
Silver Gavi DOCG Terra dei Celti 2018 Azienda Agricola Roberto Sarotto weiß Stillwein
Silver CHIANTI RISERVA DOCG UGGIANO 2016 Azienda Uggiano rot Stillwein
Silver TERRA VENETICA Valpolicella Ripasso DOC organic 2015 Enoitalia rot Stillwein
Silver DAL VULCANO Aglianico del Vulture DOC 2016 Enoitalia rot Stillwein
Silver Prosecco Spumante Doc Treviso Extra Dry Ponte kein Jahrgang Viticoltori Ponte srl weiß Schaumwein
Silver AMARONE DELLA VALPOLICELLA DOCG CAMPO DEI GIGLI 2015 Tenuta Sant’Antonio rot Stillwein
Silver Biferno DOC Rosso Riserva  Rinomata Cantina Tombacco 2014 Vinicola Tombacco rot Stillwein
Silver Nero d’Avola Syrah Doc Sicilia Riserva 2014 Contri Spumanti rot Stillwein
Silver SENIOR VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE DOCG EXTRA DRY MILLESIMATO 2018 BORTOLOMIOL SPA weiß Schaumwein
Silver VIAJERO Casato dei Medici Riccardi Sangiovese Shiraz IGT 2011 V.S. S.R.L. rot Stillwein
Silver Torrito del Falco Sagrantino di Montefalco DOCG 2012 V.S. SRL rot Stillwein
Silver Barolo I Colli Rossi 2015 Casa Vinicola Natale Verga SpA rot Stillwein
Silver Pinot Nero 2017 Borgo Stajnbech rot Stillwein
Silver CABERNET SAUVIGNON GARDA DOC SANTA CRISTINA 2016 ZENATO AZIENDA VITIVINICOLA rot Stillwein
Silver SAGRANTINO DI MONTEFALCO TORRITO DEL FALCO 2013 Sensi Vigne e Vini rot Stillwein
Silver 3 Passo Rosso Bio 2018 2018 Cielo E Terra rot Stillwein
Silver lugana doc 2018 Cantina Delibori Walter srl weiß Stillwein
Silver La Pruina Salice Salentino Doc 2016 Azienda Agricola d´Apolito Pietro rot Stillwein
Silver ROMA DOC ROSE’ LE VOLPI 2018 Azienda Agricola Poggio Le Volpi Soc. Agricola a.r.l. rose Stillwein
Silver Sicilia Doc NERO D’AVOLA – vino biologico 2018 Cantine Volpi rot Stillwein
Silver TRENTA SALMI 2016 Casa Vinicola Fazio Società Agricola a R.L. weiß Stillwein
Silver CARTESIANO 2017 Casa Vinicola Fazio Società Agricola a R.L. rot Stillwein
Silver Casal Duro 2016 non filtrato Rosso di Toscana IGT 2016 Fattoria la Vialla Società Agricola Semplice di Gianni, Antonio e Bandino Lo Franco rot Stillwein
Silver Barriccato non filtrato 2016 Rosso di Toscana IGT 2016 Fattoria la Vialla Società Agricola Semplice di Gianni, Antonio e Bandino Lo Franco rot Stillwein
Silver Vitese Nero D’Avola 2018 Cantine Colomba Bianca Società Cooperativa Agricola rot Stillwein
Silver Resilience Insolia 2018 Cantine Colomba Bianca Società Cooperativa Agricola weiß Stillwein
Silver Friulano 2018 Segreta weiß Stillwein
Silver Rossorosso 2016 Metinella di Stefano Sorlini rot Stillwein
Silver CANTI Asti SECCO D.O.C.G. 2018 Fratelli Martini Secondo Luigi weiß Schaumwein
Silver Abate Pallia 2014 SOCIETA’ AGRICOLA SAPUTI SOC.. rot Stillwein
Silver Valpolicella Ripasso Superiore Doc Botticato 2017 Cantina di Soave rot Stillwein
Silver Valpolicella Ripasso Doc Botticato 2017 Cantina di Soave rot Stillwein
Silver Costa dei Zoppi 2013 Weydemann Weinhandel rot Stillwein
Silver Nero di Troia IGT Puglia 2018 Barbanera srl rot Stillwein
Silver Passione Segreta Primitivo 2018 Agricola Società Cooperativa rot Stillwein
Silver Stemmari Merlot 2018 Feudo Arancio rot Stillwein
Silver Chardonnay Garda Doc 2018 Cantina Colli Morenici weiß Stillwein
Silver Cà Vittoria – Appassimento 2018 Botter Spa rot Stillwein
Silver Cantina Tollo MO’ Montepulciano d’Abruzzo DOP Riserva 2015 Cantina Tollo rot Stillwein
Silver CECCHI TORREBONA VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO DOCG 2018 Casa Vinicola Luigi Cecchi e Figli weiß Stillwein
Silver Chardonnay 2018 Azienda Agricola Brotto Marcello di Paolo Brotto weiß Stillwein
Silver Leonardo da Vinci Chianti Classico DOCG 2016 Cantine Leonardo da Vinci rot Stillwein
Silver Leonardo da Vinci Vermentino Toscana IGT 2018 Cantine Leonardo da Vinci weiß Stillwein
Silver Castello di Montepò – “J” 2018 Az. Agr. Montepò rose Stillwein
Silver SOLE DEI PADRI 2009 AZIENDA AGRICOLA SPADAFORA FRANCESCO rot Stillwein
Silver Doc Colli Piacentini Malvasia Frizzante 2018 Cantina Sociale di Vicobarone weiß Perlwein
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Vini al supermercato

Volantini di fine giugno: vino a singhiozzi. Le etichette da non perdere al super


Fine giugno a singhiozzi per il vino in promozione al supermercato. Poche etichette sulla maggior parte dei volantini Gdo, con un solo exploit: quello di Ipercoop. Continuano fino a fine mese anche le offerte de Il Gigante, con l’inserto “La Cantina”. Ecco le etichette da non perdere nelle insegne più importanti d’Italia.

Auchan, fino al 30 giugno
Spumante Brut Grillo Florio: 3,35 euro (3,5 / 5)


Bennet, fino al 26 giugno
Chianti Docg, Cecchi: 3,49 euro (3,5 / 5)


Carrefour, fino al 26 giugno
Aglianico del Vulture Doc “Vignali”, Cantina di Venosa: 2,95 euro (3,5 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Riserva Doc, Spinelli: 2,49 euro (5 / 5)

Evitabile:
Rosso Terre Siciliane Igt “Poggio dei Vigneti”, Na.Ve Natale Verga Vini


Conad, dal 21 giugno
Aggiornamento in corso: disponibile tra poche ore


Coop, fino al 26 giugno:
Nulla da segnalare


Despar, fino al 26 giugno:
Friuli Colli Orientali Doc Cabernet, Conte d’Attimis: 5,99 euro (3,5 / 5)
Vini Notte Rossa: 3,79 euro (5 / 5)


Esselunga, fino al 26 giugno:
Ribolla, Volpe Pasini: 7,69 euro (3,5 / 5)
Bianco o Rosso “Note d’Argento”, Corvo: 2,89 euro (3,5 / 5)
Syrah Arrogant Frog: 2,49 (3,5 / 5)

Evitabile:
Durello Brut, Cantina di Soave


Famila Superstore, fino al 30 giugno:
Grillo Igp “Cent’Are”, Cantine Pellegrino: 3,79 euro (3,5 / 5)
Vino Galestro, Ruffino: 2,89 euro (3,5 / 5)


Gulliver, fino al 26 giugno:
Pigato Doc Riviera di Ponente “I Vigneti”: 6,49 euro (4 / 5)
Trebbianino / Malvasia, Bonelli: 2,99 euro (4 / 5)
Pinot Nero Spumante Brut, Cantina Torrevilla: 3,99 euro (3,5 / 5)

Evitabile:
Rosato del Salento Igt “Poggio dei Vigneti”, Na.Ve Natale Verga Vini


Il Gigante, fino al 26 giugno:
Ortrugo Doc Colli Piacentini frizzante, Azienda agricola Piani Castellani: 2,99 euro (3,5 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva “Sinello”, Casal Bordino: 3,89 euro (5 / 5)

Vermentino Toscana Igt “Cala Forte”, Frescobaldi: 4,99 euro (4 / 5)
Roero Arneis Docg, Produttori di Portacomaro: 5,39 euro (4,5 / 5)

Colomba Platino Igt Terre Siciliane, Duca di Salaparuta: 5,42 euro (4 / 5)
Rosé Toscana Igt “Cala Forte”, Frescobaldi: 4,99 euro (4 / 5)

Negroamaro Rosato del Salento Igp, Tenute Al Bano Carrisi: 3,59 euro (3,5 / 5)
Vino Nobile di Montepulciano, Vecchia Cantina di Montepulciano: 5,49 euro (4 / 5)

Chianti Docg, Piandaccoli: 4,99 euro (5 / 5)
Rosso di Montalcino Doc “Campone”, Frescobaldi: 6,59 euro (4,5 / 5)

Amarone della Valpolicella Docg “Pagus Bisano”, Cantina di Verona: 15,59 euro (4,5 / 5)
Bonarda Colli Piacentini Doc “Dante 45”, Cantine Campana: 2,99 euro (3,5 / 5)

Barbaresco Docg, Produttori di Portacomaro: 10,99 euro (5 / 5)
Morellino di Scansano Docg “La Torre”, Frescobaldi: 4,89 euro (3,5 / 5)

Barbera del Monferrato Superiore Docg “Serché”, Produttori del Monferrato: 3,99 euro (5 / 5)
Franciacorta Docg Brut “QBlack”, Quadra: 12,59 euro (5 / 5)

Spumante Brut Trento Doc, Cesarini Sforza: 6,99 euro (5 / 5)
Moscato d’Asti Docg, Azienda Agricola Eredi Angelo Icardi: 4,89 euro (5 / 5)

Malvasia Dolce Frizzante Doc, Piani Castellani: 2,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco Conegliano Docg Millesimato 2017 “Anniversario”, Astoria: 5,19 euro (3,5 / 5)
Grignolino Doc Piemonte, Azienda Agricola Eredi Angelo Icardi: 3,99 euro (3,5 / 5)


Iper, La grande i, fino al 30 giugno:
Pignoletto Doc Reno vino frizzante secco, Righi: 2,49 euro (3,5 / 5)
Morellino di Scansano Docg “La Mora”, Cecchi: 4,29 euro (3,5 / 5)
Cannonau di Sardegna Doc “La Fumosa – Grandi Vigne”: 3,99 euro (3,5 / 5)

Evitabili:
Barbera / Bonarda dell’Oltrepò Pavese Doc “Le Cascine”, Losito & Guarini


Iperal, fino al 25 giugno:
Primitivo di Manduria Dop “Notte Rossa”: 5,39 (5 / 5)
Franciacorta Docg Brut, Bellavista: 23,90 (4,5 / 5)

Sabazio Rosso, La Braccesca Antinori: 6,90 euro (4,5 / 5)
Bolgheri Rosé “Scalabrone”, Antinori: 10,90 euro (4,5 / 5)


Ipercoop, fino al 
Pinot Grigio / Ribolla Gialla / Merlot Colli Orientali del Friuli, Tenimenti Civa: 3,00 euro (3,5 / 5)
Piemonte Barbera Doc, Clavesana: 3,00 euro (4 / 5)

Rosso Toscana Igt Santa Cristina, Antinori: 5,00 euro (4 / 5)
Lambrusco Otello Etichetta Nera, Ceci: 5,00 euro (4,5 / 5)
Monferrato Docg Ruchè di Castagnole Monferrato, Enrico Morando: 5,99 euro (5 / 5)

Greco di Tufo / Fiano di Avellino Docg, Mastroberardino: 8,90 euro (5 / 5)
Negroamaro Terre d’Otranto Dop “Notte Rossa”: 5,39 euro (5 / 5)
Taurasi Docg Borgo San Michele: 8,99 euro (5 / 5)


Unes Supermercati:
Nulla da segnalare

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degustati da noi news vini#02

I migliori Schioppettino di Prepotto: il vino rivelazione di Vinitaly 2019 in 12 etichette


VERONA –
Ci sono storie, nel mondo del vino, che hanno titoli strani. E trame complicate. Prendi lo Schioppettino di Prepotto e prova a premere “Play”, sul telecomando. Il titolo pare un’onomatopea. E infatti, bum. Nella prima scena “scoppietta” un acino.

Un bell’acino. Di quelli gonfi e maturi. Con la buccia tesa, sottile. Pronto per un’accurata vendemmia. Il film si gira a Prepotto. Dall’inizio alla fine. A Prepotto soltanto. In provincia di Udine. Settecentosessantanove abitanti. Dieci più, dieci meno.

Seconda scena, la camera allarga lo zoom. Eccoli. Siamo sui Colli Orientali del Friuli, che danno la Doc allo Schioppettino di Prepotto. Close up improvviso. Scena numero tre. Consiglio comunale in corso in municipio, nel piccolo borgo udinese.

LA STORIA

Sindaco, giunta e consiglieri sono riuniti in seduta straordinaria. Un solo punto all’ordine del giorno: la difesa dello Schioppettino, che sta scomparendo. L’alzata di mano non lascia spazio a interpretazioni. All’unanimità si vota per inserirlo nell’elenco dei vitigni autorizzati. Sullo schermo appare l’anno: è il 1977.

Quattro anni dopo, nel 1981, quel plebiscito si concretizza nero su bianco. E nel 1987, dopo l’avallo della Comunità Europea, lo Schioppettino di Prepotto – noto sul posto anche come “Ribolla Nera” o “Pokalça” – diventa Doc.

Ancora oggi, a Prepotto, qualcuno non ha cambiato canale. Sono i 30 produttori locali che lavorano circa 40 ettari, distribuiti in maniera longitudinale tra i 100 e i 150 metri sul livello del mare. La media annuale si aggira sui 130 ettolitri, che equivalgono a 80-90 mila bottiglie complessive.

Venti le cantine che fanno parte dell’Associazione Produttori Schioppetino di Prepotto, che a Vinitaly ha proposto a WineMag.it una degustazione di 12 etichette: 7 della vendemmia 2016 e 4 della vendemmia 2015. Un film mai visto prima, che vede i vignaioli impegnati nella comune promozione dell’antico e raro vitigno.

L’associazione, presieduta dalla produttrice Anna Muzzolini, condivide il disciplinare produttivo che prevede una versione “base” dello Schioppetino di Prepotto (in commercio non prima di due anni dopo la vendemmia) e una versione Riserva (4 anni minimo di affinamento in cantina).

LA DEGUSTAZIONE


Schioppettino di Prepotto Doc 2016, Ronco dei Pini: 87/100
Rosso rubino. Vino fresco, in fase giovanile ma già molto piacevole ed equilibrato. Ottima corrispondenza gusto olfattiva, giocata sul frutto rosso come il ribes, accenni di macchia mediterranea e pepe nero. Gran beva. Vino di gran precisione, scultoreo.

Schioppettino di Prepotto Doc 2016, Marinig Valerio: 84/100
Rosso rubino. Primo naso più sulla spezia che sul frutto di bosco. Accenni vinosi e “foxy” dosati, che rendono il quadro olfattivo piacevolmente verticale e scalare. In bocca sorprende ancora, per il gioco tra frutto e mineralità salina. Chiusura speziata rinfrescante. Vino vivo, in evoluzione.

Schioppettino di Prepotto Doc 2016, Antico Broilo: 88/100
Rosso rubino. Naso molto intenso e profondo, su spezia e macchia mediterranea, con l’immancabile frutto di bosco. Bella beva, tra il salino spiccato e il fruttato preciso, masticabile. Chiusura nuovamente sulla spezia, tra il pepe verde e quello nero. Vino decisamente complesso e fase crescente.

Schioppettino di Prepotto Doc 2016, Vigna Lenuzza: 86/100
Rosso rubino. Spezia in primo piano, al naso. Pepe nero e richiamo netto di origano, sul frutto di bosco che tende al maturo, senza sforare nella confettura. Completa l’olfatto un marcatore vinoso, che poi si ritrova in un palato piuttosto giovane e scontroso, sferzato da un tannino giovane. Vino futuribile.

Schioppettino di Prepotto Doc 2016, Vie d’Alt: 84/100
Rosso rubino. Meno freschezza del frutto al naso rispetto ai precedenti campioni, anche se conserva la venatura speziata. Tende alla confettura il palato, anche troppo scorrevole. Vino pronto.

Schioppettino di Prepotto Doc 2016, Stanig: 87/100
Rosso rubino. Si torna sul consueto standard di frutto e di spezia, ma il naso qui rivela caratteristiche uniche: di terra, di muschio, di fungo, in un contorno di pepe nero e frutto come ribes e mirtillo. Un quadro molto piacevole, come piacevole è il sorso, che rivela per di più un’ottima freschezza.

Schioppettino di Prepotto Doc 2016, Grillo Iole: 86/100
Rosso rubino. Vino che nella sua semplicità si rivela molto tipico: scorrevole ma consistente la beva, su tinte corrispondenti al naso: frutto giustamente maturo, tannino che gioca a smorzare la spinta glicerica. Di prospettiva.


Schioppettino di Prepotto Doc 2015, Vigna Traverso: 87/100
Mora selvatica e spezia nera al naso. Sentori molto chiari, netti, precisi. Palato corrispondente. Chiusura leggermente amaricante, sul disegno tratteggiato da un tannino vivo, in fase di integrazione. Giovanissimo.

Schioppettino di Prepotto Doc 2015, RoncSoreli: 88/100
Frutto tendente al maturo al naso, ma in maniera precisa. Accenni vinosi ed evolutivi come il cuoio, che evidenziano l’anno in più sulle spalle. In bocca frutto e spezia, con il corredo della macchia mediterranea, rimasto appena accennato all’olfatto. Chiude su note di liquirizia dolce. Un vino di gran gastronomicità.

Schioppettino di Prepotto Doc 2015, La buse del lôf: 84/100
Ovvero “la tana del lupo”. Un vino che si rivela di beva piuttosto agile e semplice, anche se non banale, sul frutto e sulla spezia leggera. Buona corrispondenza tra naso e palato.

Schioppettino di Prepotto Doc 2015, Vigna Petrussa: 89/100
Vino di gran equilibrio, giocato più sull’eleganza che sulla potenza. Frutto e spezia sottile, quasi sussurrata. Chiusura preziosa, su note precise, minerali e saline, nonché di liquirizia. Una vino con ottimi margini di positivo affinamento.

Schioppettino di Prepotto Doc 2015 “Gli Stormi”, Colli di Poianis: 85/100
Naso elegante, dal taglio enologico internazionale, giocato sul ribes e sul frutto di bosco giustamente maturo. Non è questo che lo “porta” all’estero ma l’esuberanza dei tratti vagliati. In bocca un tannino felpato, setoso, con la frutta un po’ penalizzata dai ritorni della tostatura.

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Approfondimenti

Etichette “fake”: multe da 500 a 40 mila euro. Stretta su “vegan” e “vegetarian”

Scattano le multe per silenzi e bugie sulle etichette degli alimenti. E’ quanto annuncia la Coldiretti in relazione all’entrata in vigore mercoledì 9 maggio 2018 delle sanzioni, da 500 a 40mila euro, per chi non rispetta trasparenza e corretta informazioni al consumatore su quello che viene offerto sugli scaffali.

La novità è prevista dal decreto legislativo 23 del 15 dicembre 2017 che “dà attuazione” alla disciplina dell’Unione europea di tutela dei consumatori e riguarda – spiega la Coldiretti – sia l’indicazione di origine dell’ingrediente principale laddove prevista, ma anche la data di scadenza, la presenza di allergeni, la dichiarazione nutrizionale o le caratteristiche del prodotto come definirlo bio oppure vegan quando invece non lo è.

Si tratta di un risposta attesa da due italiani su tre (68%) che sono preoccupati dell’impatto di quello che mangiano sulla salute secondo quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’. La nuova normativa è infatti un’arma contro la concorrenza sleale a tutela dei consumatori e prevede anche una eventuale valutazione delle infrazione in sede penale per fatti delittuosi particolarmente rilevanti.

Il provvedimento – sottolinea la Coldiretti – è uno strumento per garantire i consumatori sulle informazioni sugli alimenti contro le notizie “fake”, in modo da consentire scelte consapevoli, prevenendo qualunque pratica suscettibile di indurre in errore i cittadini.

Sono state così definite a livello europeo le informazioni che devono obbligatoriamente comparire sull’etichetta di un prodotto alimentare come ad esempio, il termine minimo di conservazione o la data di scadenza dell’alimento, la dichiarazione nutrizionale o l’elenco degli ingredienti.

“Inoltre – continua la Coldiretti – si dispone che sugli alimenti vadano indicate obbligatoriamente le sostanze che possono provocare allergie o intolleranze e detta norme relative ai requisiti di etichettatura di queste sostanze: ad esempio, la loro messa in evidenza rispetto ad altri ingredienti”.

In questo caso, la mancata apposizione dell’indicazione obbligatoria viene punita con una sanzione amministrativa. Ma anche definire, ad esempio, un prodotto come “vegano” o “vegetariano” quando non ne ha le caratteristiche costituisce, precisa la Coldiretti, una violazione delle pratiche leali d’informazione.

Le sanzioni vengono comminate dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari), restando comunque ferme le competenze spettanti all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per le violazioni della normativa sulle pratiche commerciali scorrette.

“Il legislatore italiano, comunque – conclude la Coldiretti – ha predisposto una ‘clausola di salvaguardia’ e alcune norme mitigatrici di questo panorama sanzionatorio. Fa salvo, tra l’altro, quanto prodotto entro il 9 maggio: prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo, gli alimenti etichettati o immessi sul mercato che non siano conformi allo stesso decreto nazionale possono essere commercializzati fino all’esaurimento delle scorte”.

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Food Lifestyle & Travel

A Fieragricola Verona anteprima nuove etichette riso e pasta

VERONA – Le prime etichette di pasta e riso con l’obbligo dell’indicazione di origine saranno svelate in anteprima alle ore 9,00 di domani giovedì 1° febbraio alla Fieragricola di Verona nel Padiglione 9 (stand A16-B16) dalla Coldiretti, a due settimane dall’entrata in vigore del decreto che impone l’indicazione dell’origine del grano o del riso utilizzato nelle confezioni di due prodotti simbolo del Made in Italy.

La prima occasione per imparare a leggere le nuove informazioni per fare scelte di acquisto consapevoli sulla reale origine del grano e del riso impiegati nelle confezioni. Si tratta di un provvedimento fortemente sostenuto dalla Coldiretti per fermare le speculazioni e per garantire maggiore trasparenza nel commercio a tutela delle aziende agricole e dei cittadini.

Nello stand Coldiretti sarà possibile vedere le nuove confezioni di pasta e riso con le indicazioni obbligatorie che i consumatori dovranno essere attenti a leggere per non farsi ingannare. Per l’occasione sarà anche diffusa l’analisi su “L’impatto dell’etichetta Made in Italy sulle tavole degli italiani” con il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Sempre domani giovedì 1 febbraio, alle ore 9,00 spazio all’agricoltura di precisione, con le novità digitali, al centro del workshop promosso nel Forum di Eurocarne, al Padiglione 11 con la partecipazione, tra gli altri, di Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia, di Francesco Pugliese di Bonifiche Ferraresi Spa, di Claudio Destro, Vice Presidente AIA e di Felice Adinolfi dell’Università di Bologna con le conclusioni del Presidente Roberto Moncalvo.

Per tutti i visitatori l’appuntamento fisso sarà comunque nel padiglione 9 (stand A16-B16), nello spazio “Coltiviamo soluzioni” creato da Coldiretti per le imprese agricole.

Dall’assistenza per i bandi del Psr alla consulenza su credito e opportunità di finanziamento, dalle indicazioni sui fondi della Pac alle ultime novità fiscali, fino ai consigli utili su pensioni e welfare, gli esperti dell’Organizzazione saranno a disposizione degli agricoltori.

Ma saranno esposti per la prima volta anche i giornali murali del primo dopoguerra che raccontano le storiche conquiste sociali del mondo contadino, dalle pensioni alla cassa malattie, fino al videoracconto delle ultime battaglie a difesa delle produzioni agricole Made in Italy.

All’interno del padiglione sarà riservato poi uno spazio anche ai Consorzi agrari d’Italia e a Cattolica Assicurazioni.

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Vini al supermercato

Vini Eurospin “Integralmente prodotti”: la degustazione non convince

Sufficienza abbondante solo per tre dei 24 vini della linea “Integralmente prodotto” di Eurospin. Questo il responso della degustazione effettuata ieri dalla nostra redazione. In batteria, tutti i vini sponsorizzati per il secondo anno consecutivo dall’ex campione del mondo dei sommelier, Luca Gardini.

Un carrello della spesa pieno di delusioni, anche a fronte di una spesa complessiva di appena 60 euro. Ma allora chi ha bisogno di chi? Gardini di Eurospin? O Eurospin di Gardini? Senza dubbio la seconda delle ipotesi. “Integralmente prodotto” risulta una linea debole alla prova del calice. Il marketing creato ad hoc nei punti vendita e sui social network, attorno alla figura del noto sommelier, solleva (anche se di poco) l’asticella.

A caccia della campionatura necessaria alla degustazione, ci siamo imbattuti peraltro in annate diverse della stessa tipologia di vino. Segno che l’operazione Eurospin-Gardini è utile anche come “svuota magazzino”. Caso esemplare quello del Merlot Doc Friuli Grave “Il Greto” – prodotto dalla Viticoltori Friulani La Delizia Sca di Casarsa – presente a scaffale con diversi cartoni della vendemmia 2013, oltre alla 2014.

La scarsa riconoscibilità della maggior parte dei vitigni inseriti nella linea “Integralmente prodotto”, inoltre, non fa bene al consumatore. Neppure a quello sprovvisto di palato critico: quello a cui immaginiamo si rivolga Eurospin. Il quadro è quello di un pericoloso appiattimento della qualità media espressa sullo scaffale vini dell’insegna.

Eppure non mancano i nomi noti neppure tra i produttori ai quali si è rivolta la catena Gdo per questa sorta di Private label mascherata. Oltre alla già citata “Delizia La Casarsa,” troviamo la cooperativa pugliese Due Palme per Negroamaro e Primitivo, la Cooperativa di Sant’Antioco per il Carignano del Sulcis, Cantina Valpolicella Negrar per il Bardolino e l’onnipresente Cantina di Soave per il Soave. Tutte etichette bocciate.

Escono meglio la siciliana Cantine Settesoli con il Grillo, e la lombarda Cantina di Casteggio (Terre d’Oltrepò), in Oltrepò pavese, con lo spumante Metodo Classico di Pinot Nero Docg. Prodotti che si aggiudicano una stiracchiata sufficienza gusto-olfattiva, visto anche il rapporto qualità prezzo.

Di seguito le nostre note di degustazione dell’intera linea di vini “Integralmente prodotti”, con relativa valutazione in “cestelli della spesa”, anticipate dalla descrizione dell’ufficio marketing-pubblicità di Eurospin.

LA DEGUSTAZIONE
Müller Thurgau Vigneti delle Dolomiti Igt 2016 “Poderi di Enrico II”

Giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli. Il green feeling del colore rimane anche al naso, in cui alla frutta bianca si accompagna una nota leggermente muschiata. Bocca agile, dinamica, agrumata non troppo impegnativa, ma neppure troppo complicata.

(2 / 5) Giallo paglierino scarico, riflessi verdolini. Naso di frutta a polpa bianca matura, litchi, ananas, papaya matura. Ingresso morbido, frutto maturo, che vira su sensazioni talco e mentuccia. Corto di persistenza, chiude leggermente amarognolo.


Soave Doc 2016 “La Pieve”
Agrumi e frutta bianca al naso. In fase di assaggio il refrain non cambia, almeno nella parte iniziale e centrale del sorso. Il finale invece è caratterizzato da toni sapidi che donano al sorso una discreta persistenza post assaggio.

(2 / 5) Giallo paglierino scarico, un po’ velato. Naso morbido, pesca gialla matura. Alla corretta temperatura viene fuori il minerale, qualche nota vegetale, un filo leggero di pepe bianco e buccia di pompelmo. Ingesso morbido al palato, sulla frutta a polpa bianca. Svolta prima acido-agrumata, poi sapida. Persistenza tutta sul sale, comunque corta. Un vino duro.


Verduzzo Veneto Igt frizzante 2016 Meolo
Profumi di frutta bianca e una leggera nota che ricorda la salvia. In bocca le sensazioni paiono decisamente più agrumate. A non cambiare invece è la nota piacevolmente balsamica che si avvertiva anche al naso. Molto versatile in fase di abbinamento.

(2,5 / 5) Bianco carta. Pera kaiser al naso, pesca bianca. Corrispondente in bocca. Grande morbidezza al palato, dovuta a un residuo zuccherino piuttosto evidente.


Pinot Grigio Vigneti delle Dolomiti Igt 2016 “Poderi di Enrico II”
Al naso parte delicato con profumi fruttati, in particolare su quelle tonalità che fanno ricordare la frutta a polpa bianca. Il sorso si muove sulle stesse coordinate del naso, aggiungendo tuttavia sensazioni agrumate e lievemente balsamiche.

(3,5 / 5) Colore giallo paglierino. Naso di banana, non molto intenso, in un contorno leggero di talco e mineralità salina. Qualche richiamo ai profumi terrosi del bosco, dopo la pioggia. Morbido in ingresso, al palato. Fresco, poi sapido. Più che sufficiente la persistenza. Una delle etichette che convincono nella linea di vini “Integralmente prodotti” di Eurospin.


Pignoletto Reno Doc Vino frizzante 2016 “Corte del Borgo”
Paglierino con riflessi verdolini. I profumi ricordano i fiori bianchi e gli agrumi. In bocca ritorna l’agrume, asciutto e non troppo aspro, in questa fase alternato a un certo green feeling che non sa di acerbo ma di aromatico.

(1,5 / 5) Paglierino. Naso di mela gialla matura e uva spina. In bocca disarmonico, a dir poco: lotta continua tra la parte morbida, zuccherina, e la parte salata. Squilibrato.


Falanghina del Sannio Dop 2016 La Guardiense
Profumi freschi di grande pulizia. Ci sono gli agrumi, la frutta bianca, oltre a quelle delicate sensazioni balsamiche e quasi mentolate che in bocca donano, specie sul finale del sorso, una bella verve e una rinfrescante bevibilità.

(3 / 5) Giallo paglierino, riflessi dorati. Naso che ha bisogno della corretta temperatura per esprimersi. Agrumi, talco. In bocca la classica tensione acida della Falanghina giovane. Non molto elegante, ma sufficientemente persistente.


Vermentino di Gallura Docg 2016 “Costa Dorada”
Ti porta ai tropici con i profumi fruttati, tanto mango, per poi farti atterrare, questa volta durante l’assaggio, in un clima più mediterraneo. Il sorso rimane centrato sulla sfera fruttata con agrumi dolci e qualche lampo di macchia mediterranea.

(3 / 5) Calice giallo paglierino. Ananas, miele, un minimo di mineralità al naso. Poco intenso, nel complesso, al naso. Bocca corrispondente, con richiami esotici di papaya e ananas e chiusura amarognola tipica. Voto sufficiente ma stiracchiato.


Grillo Terre Siciliane Igt 2016 “Isola del sole”
Colore giallo paglierino. Attacca, al naso, facendo ricordare gli agrumi mescolati con toni lievemente tropicali, mai troppo dolci. La bocca è una fedele trasposizione del naso a base di agrumi e frutta gialla matura. La sapidità qui ha contorni quasi iodati.

(3,5 / 5) Giallo paglierino. Naso giocato tra iodio, macchia mediterranea, agrume maturo (bergamotto), foglia di pomodoro e the nero. Bocca acida, pulita, sapida, corrispondente sugli agrumi. Sufficientemente persistente. Un Il secondo vino della linea “Integralmente prodotto” Eurospin che si discosta dalla media.


Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot nero Docg Spumante Brut “
Il frutto, nota dominante al naso, ricorda in particolar modo il lampone e la mela. La bocca ritorna sulla sensazione di mela, anche se in questa fase le affianca una nota di susina gialla, completata dalle classiche note di lievito. Sottofondo agrumato.

(3 / 5) Giallo paglierino. Perlage mediamente fine, persistente. Al naso crosta di pane caratteristica dei lieviti, agrumi, frutta a polpa bianca (pesca, mela) e uva spina. Una punta di balsamico. Un naso che perde eleganza nella permanenza nel calice. In bocca bollicina un po’ aggressiva in ingresso, ma pronta a distendersi nel sorso. Palato dominato dagli agrumi. Chiude, sempre “duro”, sull’arancia e sul lime. Retrolfattivo sul pompelmo. Un prodotto che non sfodera certo l’eleganza dei Pinot Nero oltrepadani, ma che neppure sfigurerebbe su una tavola poco pretenziosa.


Prosecco Doc Vino frizzante
Il tris di fiori bianchi, frutta a polpa bianca e note di lievito determinano il bouquet di profumi. In bocca le sensazioni aumentano non tanto di numero, quanto in definizione e realismo. Buone doti di beva.

Non valutato: stock assente


Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Doc 2016 Ccm Montecarotto
Mela verde e agrumi fanno capolino al naso. In bocca ritorna la parte fruttata con sentori esotici portati in dote da sensazioni dolci-acide di ananas fresco. Finale sapido come vuole il vitigno.

(3,5 / 5) Giallo paglierino, riflessi dorati. Bel naso, caratteristico, minerale, erbaceo. In bocca conferma la mineralità, salina. Chiude fresco, acido, e sapido. Terzo vino convincente della linea “Integralmente prodotto” Eurospin.


Orvieto Doc 2016 “Loggia delle Poste”
Leggera nota floreale di fiori bianchi, seguita da più evidenti note fruttate, soprattutto agrumate. Dopo l’identikit dei profumi, il sorso mette in luce una bocca piuttosto snella e tesa, tutta bergamotto, lime e sale.

(3 / 5) Paglierino. Naso di erba giovane, appena tagliata. Un filo di mineralità leggera. Buccia di pompelmo. Bocca tutta sapida e di limone. Un vino che forse troverà nei prossimi mesi un definitivo equilibrio.


Cerasuolo d’Abruzzo Dop Co.ci Ortona
Colore rosa antico. La rosa, in questo caso il fiore, è la prima sensazione che si avverte al naso, insieme a quella parte fruttata che rimanda al frutto rosso. In bocca proprio la ciliegia fresca diventa protagonista, garantendo freschezza e bevibilità.

Non giudicabile: bottiglia difettata (acido acetico)


Barbera d’Asti Superiore Docg 2015 Cantina Sociale di Castel Boglione
La frutta rossa mescolata a tonalità speziate caratterizza il naso. La bocca riparte dalle sensazioni olfattive, anche se il frutto, acido e succoso, domina la prima parte del sorso, mentre la spezia, cannella e pepe rosa, caratterizza il finale.

(2,5 / 5) Rosso rubino impenetrabile, denso. Naso da sondare con la torcia. Sentori poco fini di frutta rossa, tra cui spicca il ribes. Qualche richiamo animale e di straccio bagnato. Al palato note sapide in disarmonia con il quadro fruttato.


Merlot Friuli Doc “Il Greto” La Delizia di Casarsa
Naso quasi vellutato con frutto scuro e qualche nota balsamica per nulla pungente. In bocca ha una bella trama fruttata, supportata da un corpo mai eccessivo. Nel finale si avverte una piacevole nota amarotica, oltre a un tannino di natura sapida.

(2,5 / 5) 2014: Rosso rubino poco trasparente. Naso tipico: vegetale, frutto rosso, nota dolce tra la confettura e il miele, disturbata da una percezione di smalto. In bocca corrispondente.

(3 / 5) 2013: Rosso rubino denso, quasi impenetrabile. Naso di liquirizia, evoluto, erbaceo. Fumè. In bocca manca un po’ di corpo, ma sapidità e frutto sempre presenti. Bottiglia giunta però al culmine della curva evolutiva, senza emozionare.


Chianti Riserva Docg 2014 Loggia delle Poste
Il frutto rosso che mette in evidenza il naso è in prevalenza fresco, anche se non manca qualche tono di confettura di amarena. In bocca è succoso, snello, dotato di una speziatura che ricorda il pepe rosa e il chiodo di garofano. Tannino dolce.

(3 / 5) Rosso rubino impenetrabile. Altro vino dal naso piuttosto debole. Frutto rosso, macchia mediterranea, talco. Al palato appare corrispondente, ma non è un Chianti da ricordare.


Bardolino Doc 2016 Gran Signoria
Intensi profumi di frutti rossi. In bocca è asciutto e molto realistico, specie su quelle sensazioni, avvertibili fino a metà bocca, che ricordano la ciliegia e l’amarena. Finale delicatamente speziato. Grande facilità di abbinamento.

(2 / 5) Entry level a dir poco. Naso e bocca piatti, su tinte di ciliegia e amarena. Persistenza sconosciuta. Vino da tavola senza minime pretese.


Lambrusco Grasparossa Doc Frizzante 2016 Amabile Corte del Borgo
Bello il colore viola che riprende, cromaticamente, alcune tra le sensazioni (viola e mora) che più fanno capolino sia al naso sia in bocca. Se poi all’assaggio ci aggiungi anche la morbidezza un po’ zuccherosa della confettura di ciliegia, ecco che l’identikit di questo vino può dirsi completo.

(1,5 / 5) Rosso impenetrabile. Naso di mela matura, rossa. Bocca corrispondente. Al limite della bevibilità, se trattato alla stregua del vino.


Morellino di Scansano Docg 2016 Poggio d’Elci
Rosso e nero, parlo di frutto, sono i protagonisti del naso. In bocca il vino si manifesta sulle stesse sensazioni, inserendole in un sorso dal corpo medio. La descrizione dell’assaggio non rimane circoscritta al frutto, mettendo in luce una discreta varietà di piante aromatiche. Tannino potente.

(2 / 5) Rosso rubino piuttosto trasparente. Naso di frutta, lampone e rosa. Un poco di mineralità sapida. Frutto che pecca in finezza, tannino non pervenuto. Corto.


Syrah Terre Siciliane 2016 Poderi Ciacaranni
Profuma in prevalenza di frutto scuro anche se non manca, sempre al naso, un delicato sottofondo speziato di chiodo di garofano e pepe nero. In bocca la parte del frutto scuro, un mix tra mora e ciliegia fresca, lascia spazio alle spezie piccanti specie nel finale del sorso.

(3 / 5) Rosso rubino poco trasparente. Frutto rosso e spezie: pepe nero. Bella bocca piena, di nuovo di frutto rosso. Un filo di troppo di residuo zuccherino, che copre e disturba la sapidità, pur non andando a contrastarla.


Carignano del Sulcis 2016 Isolasarda
Profumi di frutti neri accompagnati da note terrose. In bocca entra con note di gelso, rimanendo poi comunque sul frutto scuro grazie a tonalità che ricordano nitidamente la mora. Finale leggeremente vegetale, completato da note di grafite. Tannino salato.

(2 / 5) Rosso rubino impenetrabile. Naso flebile frutta rossa, più balsamico ed erbaceo. In bocca il calore tipico del Carignano è smorzato dall’eccessivo residuo zuccherino.


Chianti Classico 2015 Montostoli
Floreale (viola) e fruttato (melograno e ciliegia) al naso. In bocca la parte fruttata prende il sopravvento, grazie a un frutto rosso fresco, succoso, ma anche leggermente alcolico. Dalla seconda metà dell’assaggio compare una sottile trama balsamica. Tannino acido.

(3 / 5) Rosso rubino impenetrabile. Naso di melograno e ciliegia, una punta spezie (pepe nero). Prima volta che si percepisce il tannino in un vino Eurospin. Da abbinare, facile, alla carne.


Primitivo Salento 2016 Solemoro
Floreale (viola) e fruttato (melograno e ciliegia) al naso. In bocca la parte fruttata prende il sopravvento, grazie a un frutto rosso fresco, succoso, ma anche leggermente alcolico. Dalla seconda metà dell’assaggio compare una sottile trama balsamica. Tannino acido.

(2,5 / 5) Rosso rubino poco trasparente, quasi impenetrabile. Frutta matura, erbe. Un residuo zuccherino che piacerà forse alle donne, ma che in fin dei conti appesantisce la beva. Prodotto da relegare alla categoria dei “piacioni”.


Negroamaro Salento 2016 Solemoro
Olfatto fruttato. Nonostante questo sia il tema principale il naso non manca di complessità, per merito di una bella alternanza di frutta a polpa gialla e bacche fresche. Il sorso si discosta da quest’abbondanza di sensazioni fruttate, grazie anche a note di carruba, frutta secca e spezie scure.

(2,5 / 5) Rosso impenetrabile. Naso di marmellata, prugna, ciliegia, amarena. In bocca il classico “dolcione pugliese”. Ma di quelli di una volta. Perché oggi, in Puglia, si beve di gran lunga meglio. Anche senza spendere tanto di più.

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Food Lifestyle & Travel

Funghi “chiodini” cinesi e vino: maxi sequestro tra Napoli e Foggia

Il Nucleo Antifrodi Carabinieri di Salerno, in collaborazione con personale dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi di Bari, a seguito di accertamenti svolti nelle province di Napoli e Foggia, ha sequestrato 1.770 chilogrammi di funghi confezionati (in barattoli di latta e in  vasetti di vetro) con la dicitura “funghi chiodini” mentre, in realtà, si trattava della varietà “pholiota mutabilis nameko”, di origine cinese.

Nel corso dell’operazione, i militari hanno sequestrato anche 4.300 ettolitri di vino bianco (pari a circa 464 tonnellate di prodotto) per un valore di 500 mila euro, poiché detenuto in eccedenza rispetto alla giacenza contabile e non giustificato da alcuna documentazione.

Nell’occasione venivano sequestrate anche 6.500 etichette  e contestate sanzioni per 199.500 euro. Le attività preventive della specialità dell’Arma hanno evitato che giungessero sulle tavole dei consumatori prodotti che avrebbero arrecato un potenziale danno alla salute e un inganno alla generalità degli utenti.

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news ed eventi

Un tram che si chiama La Versa. Ultima chiamata per l’Oltrepò

Diciotto milioni di euro netti di ricavi nel 2009. Poi giù. Nel buio più profondo. Fino ad arrivare a una voragine dal diametro impressionante.

Un buco (finanziario) da 12 milioni di euro, consolidato dal bilancio 2016. E un vuoto (morale) ancora più disorientante, allo scattare delle manette ai polsi dell’eterno presunto Messia, giunto dalla Franciacorta: quell’Abele Lanzanova capace, secondo la GdF, di “appropriarsi di ingenti somme sottraendole alle scarse risorse finanziarie della Cantina, peraltro già interessata da procedimenti prefallimentari”. Era il 21 luglio 2016.

L’araba Fenice dell’Oltrepò pavese ha un nome solo ed è La Versa. Evocativo. Tattile. Come i trattori dei contadini in canottiera che, nella culla del Pinot Nero italiano, passano accanto a quel blocco di cemento di 15 mila metri quadrati, pronti a tornare a popolarsi di uomini, di passioni, di idee.

Ci credono in molti – ma forse ancora in troppo pochi – nel rilancio della storica cantina pavese ad opera della nuova società costituita da Terre d’Oltrepò e Cavit. In questo quadro, in una terra che da troppi anni è un puzzle di buoni propositi e di ottimi progetti individuali annegati nell’incapacità di “fare rete”, la cooperazione pare l’unico asso nella manica.

Lo sa bene Andrea Giorgi, personaggio a metà tra il cow boy e il sindaco sceriffo: presidente della newco scioglilingua “Valle della Versa”, partecipata al 70% dai lombardi e al 30 dai trentini. Ironia sottile, silenzi dosati. Risposte mai banali o scontate. A volte pungenti. Un giardiniere pronto a seminare nel deserto. Un minuto Gandhi, il minuto dopo William Wallace (a parole) prima di Bannokburn. Senza però sfociare nel bipolarismo.

Al suo fianco Marco Stenico, il mediatore. Il direttore commerciale per antonomasia. Trentino d’origine, è lui il braccio destro di Giorgi. L’uomo perfetto per riconquistare il mercato.

E non importa se, al 24 agosto, i due non sappiano ancora quali siano, esattamente, i bottoni da premere sul quadro elettrico per accendere la luce nel “caveau” di La Versa, intitolato allo storico presidente duca Antonio Denari. Per risorgere ci vuole tempo. E occorre fiducia. La ricetta? Ripartire dal passato, in chiave moderna.

“Questa è un’azienda nuova – precisa Stenico – costituita dai due soci. Terre d’Oltrepò e Cavit si sono prese carico, ognuna per le proprie competenze, di alcune attività. Noi seguiremo la parte commerciale, mentre i nostri partner trentini la parte tecnica, la vinificazione e la parte industriale, che sta per essere messa in attività a partire già da settembre”.

Dalla scorsa settimana, i conferitori della zona di Santa Maria della Versa e di Golferenzo hanno ricominciato a portare le loro uve a La Versa. “Tutto raccolto a mano – evidenzia Stenico – Pinot Nero, Riesling e Moscato”. La prima vendemmia della nuova società si assesta sui 25 mila quintali di uva. Masse certamente inferiori ai 450-500 mila quintali che Terre d’Oltrepò e i suoi soci sono in grado di produrre annualmente. Ma siamo, appunto, solo all’inizio.

La parte del leone spetta al Pinot Nero, con oltre 10 mila quintali. A seguire il Riesling, 5 mila. E infine il Moscato, con 7-8 mila quintali. Quantità risicate da maltempo e gelate che hanno interessato l’Italia, travolgendo anche l’Oltrepò Pavese. Cento i soci conferitori di quella che fu La Versa, cui si andrà a sommare la base sociale di Terre d’Oltrepò, costituita da oltre 700 soci. Tradotto in vigneto: 6 dei 13 mila ettari complessivi sono controllati da Valle della Versa, con un potenziale produttivo che supera il 55% dell’intera zona.

“Da questa vendemmia – commenta Andrea Giorgi – ci aspettiamo un prodotto da collocare nel più breve tempo possibile sul mercato con il marchio La Versa. Un’operazione strategica per Terre d’Oltrepò, che ha già due stabilimenti: uno a Broni, l’altro a Casteggio. Il primo ha un grande potenziale dal punto di vista tecnologico, che arriva fino alla trasformazione di 15 mila quintali di prodotto al giorno. Casteggio si sta invece specializzando nell’imbottigliamento di prodotti fermi. Qui a Santa Maria La Versa vogliamo invece sviluppare il marchio e destinarlo a prodotti spumanti e a frizzanti in genere”.

Il mercato di riferimento è chiaro. “Nella nostra strategia complessiva – risponde Giorgi – visti i quantitativi enunciati, possiamo abbracciare tutta la gamma, dalle enoteche ai supermercati, passando dai ristoranti. Stiamo accuratamente selezionando i canali nei quali entrare nel modo più redditizio possibile, per creare uno zoccolo duro sul mercato italiano e sviluppare l’estero, dal momento che l’export, oggi, riguarda solo una piccola parte. Quello che vogliamo fare è accontentare i diversi target di clientela, dando senso al lavoro delle nostre centinaia di conferitori”.

Al canale moderno, quello della distribuzione e della grande distribuzione organizzata (Do-Gdo) sarà affidato il 70-75% della produzione. Il resto alla nicchia della ristorazione e delle enoteche. Diverso il discorso per il marchio La Versa. Ed è qui che si gioca una delle partite fondamentali per il rilancio della cantina pavese.

IL TESORO NEGLI ABISSI
Nei due piani sotterranei della cantina sono infatti custodite oltre un milione di bottiglie di metodo Classico oltrepadano (o futuro tale). Voci incontrollate assegnerebbero a questo scrigno un valore di 4,2 milioni di euro. Lo stesso per il quale la newco si è aggiudicata l’asta.

Una cifra che Giorgi e Stenico non confermano. E che, anzi, sembrano ridimensionare. Cosa ne sarà di questo bottino, vera carta da giocare anche nei confronti delle resistenze sull’operazione di Cavit in Oltrepò, da parte di una frangia di vignaioli delle Dolomiti? Cinque le annate custodite nel Caveau, comprese tra la 2004 e la 2015 , tra Docg e Vsq.

“Vorremmo identificare il posizionamento del prodotto in una fascia alta – precisa il direttore commerciale -. Canalizzeremo in Gdo La Versa, fatta eccezione per marchi storici come Testarossa e Cuvée storica, che invece saranno appannaggio del canale tradizionale. Sintetizzando, sia per la Gdo sia per l’Horeca, un posizionamento alto per i prodotti La Versa e numeri più bassi. Ristoranti, enoteche e bar di prestigio avranno l’esclusiva del top di gamma di La Versa, protetto dalle logiche dei facili volumi, su livelli dei grandi Franciacorta e dei grandi TrentoDoc”.

“A partire da ottobre inoltrato – dichiara Marco Stenico – saranno immesse sul mercato le prime 5-10 mila bottiglie selezionate in maniera tecnica e precisa, capaci di garantire senza ombra di dubbio quella qualità che avremo sicuramente fra tre anni. Il resto dello stock sarà venduto come prodotto di semi lavorazione ad altri produttori. Per noi questo milione di bottiglie ha un valore enorme e vogliamo portarlo a casa tutto. Devono essere il biglietto da visita di La Versa, ma soprattutto dell’intero Oltrepò, per il quale ci candidiamo a un ruolo di vero e proprio traino”.

LE ETICHETTE
Le etichette, specie quelle destinate alla Gdo, sono ancora in fase di elaborazione. Sarà un lavoro di mediazione che interesserà le stesse insegne, avvezze a richiedere ai clienti layout ben precisi, secondo le moderne frontiere del neuromarketing.

Le prime bottiglie oggetto di restyling dovrebbero spuntare sugli scaffali di una nota catena italiana a cavallo tra i mesi di ottobre e novembre (manca solo la firma sul contratto). Saranno invece tutelate da qualsiasi ingerenza le etichette storiche di La Versa, cui sarà garantita “un’identità vecchio stile, o comunque della vecchia bottiglia”.

“Faremo dei piccoli cambiamenti – annuncia Marco Stenico – ma senza togliere riconoscibilità al marchio”. Grande attenzione al mercato italiano. Ma nel mirino, per l’estero, oltre agli Stati Uniti, si affiancheranno missioni su piazze importanti, come Germania e Inghilterra.

L’aspettativa? “Innanzitutto – risponde Stenico – portare a casa la pagnotta. Ma i nostri piani industriali prevedono una crescita di 6 milioni nel primo anno e di 10 nei prossimi 3-4 anni, con redditività”. Una parola magica, “redditività”, che riguarderà soprattutto un’oculata gestione dei costi e delle risorse.

Di fatto erano trentacinque i dipendenti de La Versa colata a picco. Sette i milioni di fatturato nel 2015, scesi poi a poco più di 4 milioni nel 2016, per pagare stipendi e mantenere gli standard infrastrutturali. Di fatto, oggi sono 6 i dipendenti effettivi di La Versa (un enologo e 5 cantinieri). E se di numeri si parla, basti pensare che Terre d’Oltrepò, con un fatturato di 40 milioni, ha oggi in carico 48 dipendenti.

“Una gestione scellerata quella del passato – evidenzia il presidente Andrea Giorgi – che ha portato alla distruzione del fatturato di La Versa. Scelte imprenditoriali e commerciali errate hanno condotto la società a un’esposizione esagerata. Ma tra le cause del fallimento bisogna citare anche una componente politica, perché è impossibile immaginare 35 dipendenti in una realtà da 4,5 milioni euro annui”.

IL CONSORZIO
“La ripartenza di La Versa – dichiara Emanuele Bottiroli, direttore del Consorzio di Tutela Vini Oltrepò – è un nuovo inizio per un Oltrepò spesso percepito come schiavo di mille padroni e incapace di governare il proprio mercato. All’Oltrepò Pavese serve un marchio collettivo leader, La Versa può esserlo. In Oltrepò ci sono il Pinot nero, la storia spumantistica dal 1865, i terreni collinari tra i più vocati d’Italia, i borghi del vino più caratteristici e l’anima vera di ‘contadini diventati imprenditori’, come ricordava Carlo Boatti”.

“Tutti – prosegue Bottiroli – ripetono come dischi rotti che manca una strategia d’insieme. Per me, ferme restando le identità di tanti singoli produttori di filiera e le loro maestose composizioni, manca un direttore d’orchestra. Manca un leader che sposi un progetto di marketing e posizionamento a valore, forte dei numeri per competere in Italia e nel mondo”.

“In altre parole possiamo trascorrere i prossimi 10 anni a cercare di mettere insieme 1700 aziende vitivinicole, 300 delle quali vanno sul mercato con le loro etichette e un imbottigliamento significativo di una miriade di tipologie, oppure collaborare al rilancio di La Versa, perché torni a svolgere il ruolo di autorevole ambasciatore di un Oltrepò di alta gamma, come avveniva ai tempi del Duca Denari”.

La Versa, evidenzia Bottiroli, “ha testimoniato con il suo impegno e la sua storia l’eleganza e la longevità unica che può arrivare ad avere un grande ‘Testarossa, marchio La Versa per l’Oltrepò Pavese Docg Metodo Classico, pura espressione del Pinot nero d’Oltrepò. Ne abbiamo 3.000 ettari”.

“La nuova proprietà – esorta il direttore del Consorzio – deve coinvolgere il territorio in un percorso in cui tutti devono credere con passione, perché ripartire richiede progetti, massa critica, continuità e tempo. La Versa deve tornare a raccontare ed affermare cosa sia un grande spumante Metodo Classico italiano e un superlativo vino dell’Oltrepò”.

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Eataly Lingotto, nuova cantina da 5 mila etichette

Il 27 gennaio 2007 il primo Eataly, a Torino Lingotto nell’ex opificio Carpano, apre al pubblico. Sono ormai passati quasi dieci anni ma la sede di Torino mantiene ancora oggi un ruolo centrale. Per festeggiare al massimo dello splendore “dieci anni di maturità”, Eataly Lingotto punta su una nuova cantina. Più di 5 mila etichette a scaffale, che faranno bella mostra assieme al Wine Bar Pane & Vino, alla Birreria e al ristorante stellato Casa Vicina. La casa del vino di Eataly Lingotto si estende su più di 2 mila metri quadrati, “dedicati al bere bene mangiando bene, seguendo i 3 pilastri di Eataly: comprare, mangiare e imparare”. La Cantina di Eataly Lingotto è aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 22.30. Il venerdì e il sabato sera è eccezionalmente aperta fino alle ore 00.30.

“Bisogna avere il coraggio per cambiare e sono orgoglioso che Eataly Lingotto l’abbia avuto – afferma il patron Oscar Farinetti -. Arrivati al traguardo dei 10 anni, è stato dato nuovo lustro alla mamma di tutti gli Eataly e questo tenendo fede ai valori che da sempre ci contraddistinguono: l’impegno ma anche la leggerezza e naturalmente l’armonia, il valore al quale Eataly Lingotto è dedicato”. “La nuova Cantina di Eataly Lingotto sarà da esempio per gli altri punti vendita”, conferma Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly. “È un negozio nel negozio – continua – che celebra le più grandi produzioni italiane raccontandone la ricchezza, la bontà e la bellezza. La varietà di proposte di alta qualità in un solo luogo è ciò che rende unica Eataly e anche la Cantina prosegue in questa direzione”.

LA NUOVA CANTINA
Le oltre 5 mila etichette provenienti da più di 30 stati rappresentano al meglio la produzione nazionale e internazionale. Si va dallo Spazio Bollicine, dedicato ai migliori marchi del Metodo Classico, ai rinomati Champagne, ma anche agli ad eccellenti Prosecco e spumanti italiani, per passare poi agli scaffali che ospitano 30 mila bottiglie di vini di 40 regioni del mondo, con una particolare attenzione alle grandi eccellenze piemontesi, Barolo e Barbaresco. La Zona Cult custodisce le bottiglie più preziose, tra le quali più di dieci annate storiche di Barolo del secolo scorso. Per gli amanti della birra non manca naturalmente un’ampia selezione delle produzioni italiane e internazionali di alta qualità: più di 11 mila bottiglie, di cui 6 mila artigianali italiane. Infine, la Cantina di Eataly propone anche oltre 500 etichette di spirits: dal torinese Vermouth alle grappe, rum, whisky e molto altro.

La Cantina non è però solamente degli alcolici ma è anche quella di stagionatura dei salumi e dei formaggi: il Culatello di Zibello, il prosciutto di Parma, Il Castelmagno e le altre eccellenze norcine e casare, in vendita al banco e in degustazione presso i Ristorantini al piano superiore, sono conservate ed esposte in un angolo aperto al pubblico e ricco di fascino, dove immergersi negli odori e nei profumi tipici dei territori e dei luoghi in cui si affinano queste bontà tutte italiane. I clienti possono inoltre scegliere il formaggio o il salume che preferiscono, acquistarlo e far concludere la stagionatura nelle Cantine di Eataly: un’opportunità unica!

PANE&VINO: IL NUOVO WINE BAR DI EATALY
L’offerta della Cantina di Eataly si amplia con una nuova proposta di ristorazione. Pane&Vino è il luogo ideale per degustare un ottimo calice di vino e, se lo si desidera, in accompagnamento un gustoso tagliere, un veloce antipasto o un piatto gourmet. Nel Wine Bar di Eataly Lingotto i clienti possono scegliere tra le più di 100 etichette presenti in Carta, 8 grandi vini al calice e, se preferiscono la bottiglia, tutta la Cantina sarà a loro disposizione. Per non rimanere a stomaco vuoto, Pane e Vino propone le Tapas del Mercato, stuzzicherie preparate con gli Alti Cibi in vendita nel Mercato di Eataly, gli Specialmente, una selezione dei migliori formaggi e salumi e i Vicini, i piatti stellati di Claudio e Anna del ristorante Casa Vicina.

LA BIRRERIA DI EATALY
Dopo New York e Roma, arriva anche a Torino la Birreria di Eataly. Ogni giorno viene proposta una selezione delle migliori produzioni brassicole italiane e internazionali:16 birre alla spina che ruotano ogni mese, 40 in bottiglia nella Carta dedicata e persino la possibilità di scegliere a scaffale l’etichetta preferita. In accompagnamento gli ottimi hamburger nel panino nelle versioni di carne – naturalmente de La Granda – pesce o verdure. E poi gli sfizi, croccanti crostini del pane appena sfornato dal forno a legna di Eataly e farciti con una selezione degli Alti Cibi, e naturalmente i fritti, perfetti con una fresca birra.

LA FAMIGLIA VICINA
Fiore all’occhiello della Cantina di Eataly è il ristorante Casa Vicina. Ristoratori da sempre, la famiglia Vicina guida il ristorante stellato di Eataly Lingotto, tenendo alti i valori che la contraddistinguono sin dal 1902: eccellente qualità delle materie prime, unione tra tradizione e territorio ma anche attenzione all’innovazione e alla soddisfazione del cliente. Claudio Vicina, quarta generazione in cucina, porta avanti il nome di famiglia con Anna e con la preziosa figura del fratello Stefano, responsabile di sala: un’unione premiata con una Stella Michelin, che brilla in tutti i loro piatti. Infine, la nuova Cantina di Eataly Lingotto sarà il palcoscenico di numerose attività didattiche per imparare qualcosa di più sul mondo del bere: cene con i produttori vitivinicoli, lezioni e incontri di degustazione. Il programma sarà presto disponibile su www.torino.eataly.it.

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Vini al supermercato

Sedàra Sicilia Doc Rosso 2013, Donnafugata

Non certo la migliore espressione dei vini rossi della casa vinicola siciliana Donnafugata, Sedàra Sicilia Doc Rosso 2013 si presenta da sé sull’etichetta”d’autore” posta sul retro bottiglia: peraltro di difficile lettura, non solo per i caratteri troppo “piccoli” ma anche per la scelta di stampare le note descrittive su una raffigurazione delle cantine di Contessa Entellina (tutto bellissimo – per carità – ma difficile da apprezzare appieno tra le corsie di un supermercato). Vino “piacevole e informale”, si può leggere, “dalla pizza al barbecue”. Insomma, il vino “base” Donnafugata. Da apprezzare non per particolari doti, ma proprio per la sua intrinseca trasversalità nell’accompagnare le pietanze di tutti i giorni. Un vino, Sedàra Sicilia Doc Rosso, che si presenta nel calice di un rosso profondo, poco trasparente. Il suo punto forte? Quell’essere timido in entrata e forte in chiusura, sia al naso sia al palato. Con la frutta rossa (ciliegia) che si esprime intensa prima di lasciare spazio a una speziatura decisa, di pepe nero e chiodi di garofano. Sentori che, all’olfatto, si fanno tuttavia sempre meno eleganti nel calice, col passare dei minuti. Vino fresco e di facile beva nonostante i 13 gradi, risulta morbido e rotondo in bocca. Caratteristiche, queste, che lo rendono l’accompagnamento perfetto per piatti non troppo elaborati: la cucina di tutti i giorni, senza troppi fronzoli, sembra insomma il territorio prediletto di questo vino rosso siciliano. A una temperatura di servizio tra i 16 e i 18 gradi.

LA VINIFICAZIONE
A comporre il ‘quadro’ di Sedàra Sicilia Doc Rosso Donnafugata sono Nero d’Avola (prevalente), Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah. La zona di produzione è quella della Sicilia sud occidentale, più precisamente quella della Tenuta di Contessa Entellina e dei territori limitrofi. Le vigne sono tutte collocate a un’altitudine che varia dai 200 ai 600 metri sul livello del mare, con orografia collinare e suoli franco-argillosi a reazione sub-alcalina (pH da 7,5 a 7,9). Ricca la presenza di elementi nutritivi (potassio, magnesio, calcio, ferro, manganese, zinco) mentre il calcare totale varia dal 20 al 35%. Il vigneto è allevato con il sistema della controspalliera, con potatura a cordone speronato, lasciando da 6 a 10 gemme per pianta. La densità d’impianto varia da 4.500 a 6 mila piante per ettaro e rese di circa 85 quintali per ettaro (1,6 kg per pianta). La vendemmia delle uve destinate al Sedàra inizia a fine agosto con il Merlot e prosegue nelle prime due settimane di settembre con la raccolta di Syrah, Nero d’Avola e Cabernet Sauvignon. La fermentazione è svolta in acciaio con macerazione sulle bucce per circa 10 giorni alla temperatura di 25-28° gradi e per circa 6- 8 giorni alla temperatura di 24-25°C. A fermentazione malolattica svolta, segue l’affinamento per 8 mesi in vasca e poi in bottiglia per almeno altri 5 mesi. La longevità di Sedàrà, una volta messo in commercio, è di 4-5 anni. Immortale, invece, la raffigurazione in etichetta che riporta alla memoria Angelica Sedàra e l’affascinante sua interprete Claudia Cardinale, protagonista del film “Il Gattopardo” di Luchino Visconti.

Prezzo: 7,49
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Vinitaly, ecco i vincitori del 20° Concorso Internazionale Packaging

La giuria del 20° Concorso Internazionale Packaging di Vinitaly ha assegnato il 24 marzo a Verona l’Etichetta dell’anno 2016 al vino Asolo Prosecco Spumante Brut 2015 dell’Azienda Agricola Rech Simone di Monfuno, in provincia di Treviso. La Cantina dei Colli Ripani di Ripatransone in provincia di Ascoli Piceno vince il premio speciale “Packaging 2016”, mentre il premio speciale “Immagine coordinata 2016” è stato attribuito alla Azienda Agricola Francesco D’Alessandro di Ortona in provincia di Chieti. La competizione, organizzata da Veronafiere-Vinitaly con lo scopo di evidenziare il miglior abbigliaggio dei vini, dei distillati, dei liquori e degli oli extra vergine d’oliva (bottiglia, chiusura, capsula, etichetta, collarino, ecc.), ha premiato lo sforzo di quelle aziende che più stanno investendo risorse e creatività nell’estetica del proprio prodotto. Soddisfatta la giuria, presieduta dal designer Cleto Munari e composta da Alberto Gozzi (art-director), Luca Fois (designer), Elvilino Zangrandi (designer), Annibale Toffolo (giornalista). Tutti concordi nel constatare un innalzamento del livello medio delle proposte, con il binomio innovazione e tradizione declinato verso un’immagine più internazionale, al fine di poter attrarre un maggior numero di persone nel mondo. Secondo i giurati, il prodotto deve parlare velocemente e immediatamente di sé e del produttore, dire la verità e raccontare il proprio rapporto con il territorio. Importante è anche l’aspetto emotivo perché il cervello reagisce prima alle emozioni. “Vorrei però – ha detto Cleto Munari – che le aziende vitivinicole avessero più coraggio con etichette e packaging, che osassero di più con proposte nuove, divertenti e anche un po’ azzardate”. Un auspicio che sembra andare verso i consumatori più giovani, in particolare i Millennian americani, più sedotti da bottiglie attraenti e un magari un po’ stravaganti. Le bottiglie vincitrici saranno in mostra durante Vinitaly negli allestimenti di Table&Co (pad. 10), lo spazio di design che propone una serie di ambientazioni di tavole apparecchiate con le porcellane, le posa e i bicchieri di aziende leader mondiali, oltre che con l’oggettistica e mobili di selezionate marche. Con 187 campioni ammessi alla competizione provenienti da Francia, Italia e Spagna, distribuiti nelle 10 categorie previste dal regolamento, il Concorso Internazionale Packaging è un evento complementare a “5 Star Wines” il nuovo premio di Vinitaly in programma a Veronafiere dall’1 al 3 aprile, con lo scopo di premiare invece la qualità dei vini di tutto il mondo.
 
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