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Guinness: trasporto birra a emissioni zero

Guinness: veicoli a emissioni zero per il trasporto della birra

Guinness, noto produttore irlandese di birra del gruppo Diageo, ha annunciato l’intenzione di introdurre veicoli a emissioni zero partire da questa estate. L’obiettivo è convertire il 70% della flotta aziendale entro la fine del 2025 ed il 100% entro la fine del decennio.

«Attraverso questa iniziativa ci impegniamo a ridurre le nostre emissioni indirette. Vogliamo svolgere un ruolo chiave per il trasporto sostenibile nel settore commerciale in Irlanda. Il nostro è un impegno a lungo termine per la nostra gente, i nostri prodotti e il nostro pianeta. non ci accontenteremo mai di perseguire un futuro migliore e più sostenibile per tutti», dichiara Barry O’ Sullivan, Managing Director di Diageo Ireland.

IL PIANO

Attualmente Guinness utilizza un veicolo a emissioni zero per delle prove di trasporto di birra sfusa dallo stabilimento di St James’s Gate al porto di Dublino. Queste prove aiuteranno a determinare se questi veicoli possono essere utilizzati per trasportare merci pesanti al di fuori del birrificio.

Inoltre, Guinness aggiungerà quattro camion a emissioni zero entro la fine dell’anno. Questi mezzi saranno utilizzati per consegnare fusti di birra al settore alberghiero a Dublino. Se anche questa prova andrà a buon fine la flotta verrà ulteriormente estesa.

L’iniziativa di Guinness rientra nel più ampio piano d’azione decennale di Diageo per la sostenibilità “Society 2030: Spirit of Progress“. Con questo piano l’azienda si impegna a raggiungere le zero emissioni nette di carbonio nelle sue operazioni dirette e una riduzione delle emissioni indirette del 50% entro il 2030.

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Da Fontanafredda la prima vendemmia di un cru di Barolo a emissioni zero

La prima vendemmia di un cru di Barolo al mondo a emissioni zero, per celebrare il 2025 stappando la prima bottiglia 100% sostenibile del pregiato “Re dei vini”: è questo l’obiettivo che ha portato alla nascita della partnership tra FPT Industrial e Fontanafredda, presentata oggi nel corso di una conferenza stampa digitale.

Il marchio motoristico globale di CNH Industrial N.V. e maggior produttore al mondo di motori a basso impatto ambientale, unisce le forze con la storica Casa Vinicola fondata nel 1858 dal primo Re d’Italia, che oggi conta 120 ettari di vigneti certificati a biologico. La promessa è quella di «un nuovo Rinascimento Verde, per dare vita a una viticultura virtuosa e a impatto ambientale zero».

Il fulcro della collaborazione è la fornitura di due trattori cingolati da vigneto New Holland TK Methane Power, con motore FPT Industrial F28 Natural Gas alimentato a biometano, che lavoreranno nel cru Vigna La Rosa. È qui che nasce l’0monimo Barolo.

Il modello a biometano progettato per Fontanafredda, di fatto, è stato sviluppato a partire da un trattore cingolato da vigneto New Holland Agriculture. È in grado di erogare 75CV di potenza con una coppia massima di 330Nm e garantisce quindi, in totale sicurezza, «prestazioni assolutamente comparabili a quelle del modello diesel, anche sulle pendenze più scoscese e sui terreni scivolosi che caratterizzano gli impianti dei vigneti più pregiati dell’area delle Langhe».

Il tutto con un’impronta ecologica pari a zero, in quanto il biometano che alimenta il motore non è di derivazione fossile, ma è ottenuto tramite il processo di digestione anaerobica di residui agricoli.

«Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio unico al mondo e dobbiamo averne cura – dichiara Andrea Farinetti per Fontanafredda – abbiamo bisogno di un nuovo Rinascimento, altrimenti sarà impossibile pensare a un domani uguale all’oggi».

È chiaro che dobbiamo cambiare e diventare nuovi. Il nuovo per noi è rimettere la terra al centro, deve essere il nostro grande obiettivo, che deve portarci alla creazione di una grande comunità mondiale basata sulla fiducia negli altri».

«I mezzi di questa comunità per la salvaguardia del pianeta saranno molti – conclude Farinetti – il nostro sarà il vino, il vino verde. La partnership con FPT Industrial dimostra che insieme si può fare di più e meglio».

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Vino Nobile di Montepulciano: Docg verso le “emissioni zero”

Una certificazione su ogni bottiglia per dimostrare l’impatto zero della produzione sul territorio d’origine. E’ il risultato che si raggiungerà alla fine del percorso che ha preso il via con il progetto che ha come presupposto la riduzione delle emissioni dei gas-serra e la promozione delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica e si pone come obiettivo la riduzione o la compensazione delle emissioni di CO2 derivanti dalle tre fasi su cui si articola la produzione della DOCG Vino Nobile (agricola, aziendale e di trasporto).

L’iniziativa, presentata questa mattina a Roma, nel corso di un appuntamento promosso dal Consorzio e dall’Amministrazione comunale di Montepulciano durante il quale sono stati premiati anche tre studenti del corso dell’Università degli Studi di Roma UNITELMA-SAPIENZA “Gestione tecnico-economica della filiera bio-vitivinicola” che ha preso vita proprio da Montepulciano, ha come garante scientifico l’Università “G. Marconi” di Roma mentre i partner sono il Comune di Montepulciano, il Consorzio del Vino Nobile e la sezione italiana dell’ISES (International Solar Energy Society, la principale associazione tecnico-scientifica del nostro paese per la promozione dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili.

Obiettivi del progetto. Il principale scopo è quello di creare una Piattaforma Collaborativa per sostenere l’innovazione e il trasferimento tecnologico nelle aziende vitivinicole del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. In particolare la piattaforma collaborativa sarà caratterizzata da servizi materiali e virtuali che permetteranno l’integrazione degli organismi di ricerca, delle imprese agricole, delle tecnologie innovative, dei centri per l’innovazione del settore vitivinicolo in un sistema organizzato e strutturato della conoscenza, per incoraggiare il trasferimento dell’innovazione tecnologica e delle tecnologie sostenibile al sistema delle imprese agricole del settore vitivinicolo.

Altro obiettivo è quello di migliorare il posizionamento delle aziende vitivinicole del Consorzio del Vino Nobile sul mercato internazionale in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Il progetto mira anche a favorire il processo di scambio delle conoscenze e del know how attraverso la qualificazione della piattaforma collaborativa come un servizio e una struttura di riferimento per le aziende del Consorzio. Infine sviluppare modelli di competitività nelle aziende vitivinicole basati sui principi dello sviluppo sostenibile attraverso la partecipazione alla piattaforma come nucleo centrale di una rete globale della produzione di conoscenza.

IL CONSORZIO
“L’impegno del Consorzio e del Comune in questa direzione – spiega il Presidente del Consorzio del Vino Nobile, Andrea Natalini – non è nuovo e già in passato abbiamo dato vita a iniziative di questo tipo senza contare le tante attività che le singole cantine svolgono con investimenti mirati proprio al risparmio energetico e ambientale”. Al termine dell’iter del progetto Montepulciano, con la DOCG Vino Nobile, sarà il primo distretto vitivinicolo in Italia a poter certificare l’impatto zero sull’atmosfera della propria produzione vinicola. Il fine è giungere entro il 2020 (scadenza indicata anche dal Patto europeo dei Sindaci, a cui Montepulciano aderisce) alla neutralità delle emissioni di gas clima – alteranti grazie all’utilizzo da parte degli Enti pubblici o di privati di buone pratiche quali rimboschimenti, impiego di pannelli fotovoltaici, produzione di energia da centrali alimentate a biomasse. 

“VERSO UN DISTRETTO AMBIENTALE”
“Tutto nasce dal Seminario estivo della Fondazione Symbola – continua Natalini – che Montepulciano ospitò nel 2011 e che proclamò valori e obiettivi che sembravano già tagliati su misura per il nostro territorio e le nostre politiche ambientali come l’affermazione della qualità come elemento di competitività, della cultura come motore dell’economia e come la possibilità di produrre vino mettendo al bando la CO2, e poi dall’iniziativa di una nostra azienda vinicola, Salcheto, di Michele Manelli, di concretizzare un’idea che sembrava un’utopia e cioè quella di basare l’intero ciclo produttivo del ‘Nobile’ sull’impatto zero”.

“L’Amministrazione Comunale, che aveva già nei propri programmi questi obiettivi, si è quindi attivata – prosegue il sindaco di Montepulciano, Andrea Rossi – ha affidato all’Università Marconi di Roma il compito di realizzare la piattaforma che consente di misurare le emissioni di anidride carbonica derivanti dalla produzione di vino e ha messo il progetto gratuitamente a disposizione del Consorzio del Vino Nobile, ha attivato partnership significative su scala nazionale, creando un progetto-pilota, un modello esportabile e ha elaborato un’ulteriore evoluzione dell’idea”.

“Oggi lavoriamo avendo come obiettivo un intero distretto sostenibile che, misurato il consumo ambientale che questo prodotto richiede, mette a sistema energie rinnovabili, pubbliche e private. Ed il passaggio successivo sarà certificare la sostenibilità dell’altra fonte primaria di reddito di Montepulciano, il turismo, allargato anche alla ristorazione, al commercio e alle stesse cantine. Una politica che incentivi gli acquisti da fornitori che producono in maniera etica, che inviti al riuso dei materiali, riducendo al massimo i consumi che – in prospettiva – preveda la circolazione dei centri abitati di mezzi pubblici alimentati ad elettricità”.

“E’ una sfida importante e significativa – conclude il sindaco Rossi – ma, come dicemmo nel 2011, il futuro è già qui e dobbiamo esserne protagonisti per preservare il grande patrimonio ambientale che ci è stato trasmesso”.

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