Nessuno scontro, anzi. La voglia è quella di tornare presto alla Doc Alto Adige. Nel frattempo, le nuove annate dei vini delle linee “Capolavori” e “Composizioni” di Alois Lageder saranno targate Vigneti delle Dolomiti Igt. A comunicare la “retromarcia” è la stessa cantina di Magré (BZ), attraverso una nota stampa che ospita – proprio a scanso d’equivoci – anche il commento del direttore del Consorzio Tutela Vini Alto Adige, Eduard Bernhart.
Le motivazioni che hanno spinto Lageder alla scelta dell’Igt al posto della Doc sono legate alla «mancanza di manovra» che i disciplinari della Denominazione di origine controllata Alto Adige riservano su parametri analitici quali zucchero e alcol.
«Negli ultimi anni – spiega Alois Clemens Lageder – abbiamo avuto molti colloqui costruttivi con il Consorzio Vino Alto Adige e la Camera di Commercio di Bolzano. Nel corso del processo, abbiamo scoperto di avere idee diverse in alcuni punti essenziali, sia in viticoltura sia in vinificazione».
Negli ultimi anni, le uve hanno raggiunto una maturazione aromatica precoce, mantenendo bassi i livelli di zucchero e una buona acidità. Questo ci permette di vendemmiare prima e di produrre vini caratterizzati da una notevole complessità grazie alla diversità aromatica e alla loro tensione, mantenendo bassi i livelli alcolici».
In particolare, per quanto riguarda il limite inferiore alcolico, «ci manca il margine di manovra – sostiene Lageder – in quanto se è possibile produrre vini pesanti, a 15,5° alcolici nella Doc, allora dovrebbe essere consentito produrre anche vini con bassi valori alcolici».
A convincere la cantina a etichettare i vini delle due linee come Vigneti delle Dolomiti Igt, sono anche altri aspetti della classificazione Doc Alto Adige. “Proprio a causa del cambiamento climatico – precisa Helena Lageder – dobbiamo essere aperti e percorrere nuove strade per poter enfatizzare la vivacità, la freschezza e la precisione dei nostri vini anche in futuro».
Le possibilità di reagire al riscaldamento globale sono, ad esempio, la coltivazione ad altitudini più elevate o di nuovi vitigni, altri metodi di vinificazione e nuove stilistiche. «Per questo – aggiunge Lageder – vorremmo la libertà necessaria per tutti i viticoltori e per noi».
Nonostante i vini della linea “Capolavori” e della linea “Composizioni” passino all’Igt, l’origine delle uve rimane invariata. Proverranno, assicura la cantina di Magré, «sempre ed esclusivamente da vigneti dell’Alto Adige».
«Per il Consorzio Vini Alto Adige – commenta il direttore Eduard Bernhart – la protezione della Doc ha la massima priorità, poiché si tratta di tradizione, origine, tipicità e qualità dei nostri vini. Come associazione di tutti gli attori centrali dell’industria vinicola altoatesina seguiamo con grande attenzione le tendenze, i processi e altri temi, come i valori alcolici più bassi.
Tuttavia – continua Bernhart – è chiaro che il Consorzio è anche l’interfaccia delle istituzioni, quindi deve tenere d’occhio i tempi tecnici così come le condizioni legali, per esempio quando si tratta della revisione dei regolamenti di produzione».
«Sicuramente alcune linee guida potranno essere modificate solo nel tempo – conclude Alois Lageder – ma non vediamo l’ora di contribuire a dare forma a questo percorso insieme. Ci piace immaginare che tutti i nostri vini tornino alla denominazione d’origine Alto Adige in un futuro non troppo lontano».
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Il Consorzio Vini Alto Adige percorrerà oltre 6 mila chilometri per raggiungere Milano, Roma, Firenze, Bologna e Napoli, Palermo, Ferrara e Genova, partendo da Bolzano. Otto tra le maggiori città d’Italia verranno quindi coinvolte nel Roadshow dei Vini dell’Alto Adige, una serie di appuntamenti pensati dal Consorzio “per raggiungere gli operatori del settore”, persi di vista a causa dell’annullamento di molti eventi di settore.
“Abbiamo scelto di dare un segnale all’Italia: l’Alto Adige c’è ed è pronto a rimboccarsi le maniche e a macinare chilometri per incontrare tutti quegli operatori che, per le cause che tutti conosciamo, non sono potuti venire a conoscere i nostri vini in occasione di fiere di settore come Vinitaly o Prowein“, spiega Eduard Bernhart, Direttore del Consorzio Vini Alto Adige.
Il format potrà coinvolgere in ogni tappa fino ad 80 partecipanti suddivisi in due seminari distinti della durata di un’ora e mezza ciascuno. Il Roadshow, ospitato da strutture alberghiere di alto livello, offrirà ai partecipanti non soltanto la possibilità di degustare 10 tra le migliori referenze dell’Alto Adige, ma garantirà anche lo svolgersi dei seminari in totale sicurezza e nel rispetto delle normative anti Covid-19 vigenti.
La partecipazione ai seminari è riservata agli operatori del settore come enotecari, ristoratori, distributori e giornalisti, previa registrazione sulla piattaforma Eventbrite.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
“Meno uva, più qualità”. Anche l’Alto Adige riduce le rese in vigneto per la vendemmia 2020, a partire dai vitigni più coltivati nella regione: Pinot Grigio e Schiava. A deciderlo è stata l’Assemblea generale del Consorzio Vini Alto Adige con oltre il 70% di voti a favore, dopo il consulto con il Südtiroler Beratungsring, il Centro di Consulenza per la fruttiviticoltura. Il taglio, voluto anche per arginare le conseguenze di Covid-19 sul settore vitivinicolo altoatesino, si assesta su una percentuale compresa tra il 15 e il 30%, a seconda del vitigno.
In particolare, tra le varietà a bacca bianca, il Pinot Grigio passa dal da 130 a 115 quintali per ettaro (- 12%). Il Gewürztraminer subisce una riduzione del 25%, passando da 120 a 90 quintali. Per il Pinot Bianco un calo del 19%: si passa da 130 a 105 quintali ettaro. Stessa percentuale di decrescita (- 19%) per lo Chardonnay: da 130 a 105.
Quanto alle rese dei vitigni a bacca rossa, per la Schiava è stato deciso un taglio dell’11%, ovvero da 140 a 125 quintali per ettaro. Tra i vitigni che subiranno un “taglio” più marcato in vigneto per la vendemmia 2020 c’è il Pinot Nero: riduzione del 25% per il pregiato rosso dell’Alto Adige, che passa da 120 a 90 quintali ettaro.
“La riduzione delle rese – spiega il Direttore del Consorzio Vini Alto Adige Eduard Bernhart – ha un duplice effetto perché, se da una parte viene da anni già portata avanti autonomamente da moltissime cantine del territorio”.
Le aziende hanno compreso l’importanza di un calo della produzione allo scopo di ottenere vini di maggiore qualità, dall’altra ci aspettiamo possa dare respiro a tutte quelle realtà che a causa del Covid-19 hanno registrato un calo importante del mercato“.
Per far fronte a questa situazione, il Consorzio altoatesino ha deciso di guardare all’esempio di altri territori. “Ci siamo messi anche in ascolto di altri territori – evidenzia Bernhart – e abbiamo avanzato questa proposta di riduzione delle rese per la vendemmia 2020 che si inserisce quindi in un momento di forte cambiamento dei mercati. Era necessario agire in maniera rapida e proattiva, per sostenere i viticoltori altoatesini nel particolare contesto che stiamo vivendo”.
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“Dopo un periodo di crescita e maturazione delle viti scandito da eventi atmosferici estremi, a fine estate 2019 sono arrivate condizioni meteorologiche ideali, che hanno propiziato una buona vendemmia con uve di qualità promettente”. Con queste parole il direttore del Consorzio Vini Alto Adige, Eduard Bernhart, commenta la vendemmia 2019 nella regione del nord Italia.
Cosa aspettarsi nel calice? “Vini bianchi ricchi di aromi freschi e fruttati – riferisce Bernhart – con una spiccata acidità, struttura elegante e un ottimo potenziale d’affinamento, soprattutto per i vini provenienti dalle quote più elevate”. Quanto ai rossi, sono da aspettare in cantina per poter godere appieno del loro potenziale.
L’ANDAMENTO ATMOSFERICO NEL VIGNETO
L’inverno 2018/19 è trascorso con temperature insolitamente calde, a tratti già quasi primaverili, e se si eccettuano le nevicate copiose dei primi giorni di febbraio, si è trattato di un anno piuttosto asciutto.
Dopo un marzo altrettanto avaro di precipitazioni e più caldo delle medie stagionali, in aprile e maggio è prevalso, invece, un clima piuttosto umido accompagnato, soprattutto in maggio, da temperature troppo basse per la stagione.
Parallelamente, la primavera ha visto imperversare fenomeni meteorologici estremi, tanto che già in aprile si sono verificate le prime grandinate, e vari periodi freddi hanno aumentato il rischio di gelate tardive.
Per questi motivi nel 2019 la fioritura è cominciata in ritardo e ha dovuto fare i conti con un tempo assai variabile, caratterizzato da temperature decisamente inferiori alla media, soprattutto in maggio. Questo ritardo si è ripercosso sull’inizio della maturazione, che rispetto alle medie pluriennali è arrivato con una sfasatura di 10-14 giorni.
Dopo la vendemmia anticipata per la raccolta delle uve base per lo spumante avvenuta intorno alla fine di agosto e ai primi di settembre, la vendemmia 2019 vera e propria in Alto Adige è cominciata a metà settembre, con un ritardo di circa due settimane rispetto al 2018.
Pinot bianco, Pinot grigio, Chardonnay e Sylvaner si distinguono sia per la loro acidità, fresca e gradevole, sia per la loro struttura elegante. Il Gewürztraminer si presenta elegante e con note fruttate mature, mentre il Sauvignon dei vigneti più pregiati sfodera un’acidità accattivante, accompagnata da un ventaglio aromatico molto tipico.
Anche la Schiava del 2019 ha una tipicità molto marcata; fruttata, sapida, ben strutturata, elegante e di piacevole beva. Pinot nero, Lagrein, Merlot e Cabernet in quest’annata hanno avuto parecchie difficoltà. Sempre secondo il Consorzio, !”avranno bisogno di più tempo per affinare bene in cantina, sviluppando tutto il loro potenziale”.
Per il Lagrein, a causa delle violente grandinate abbattutesi sugli appezzamenti classici nella conca di Bolzano, purtroppo si è registrato un calo della resa che in alcuni casi ha sfiorato il 70%.
In Valle Isarco e in Val Venosta, i vini dell’annata 2019 fanno risaltare caratteristiche di freschezza e acidità, accompagnate da note fruttate intense e da una gradazione alcolica inferiore agli anni passati. In tutto l’Alto Adige, il totale delle uve vendemmiate ha fatto segnare un calo del 10-15% rispetto alla media.
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BOLZANO – Duecentocinque etichette tra spumanti, vini bianchi, rossi e dolci dell’Alto Adige, tra cui abbiamo selezionato i migliori. Numeri da capogiro per la degustazione in anteprima dei vini non ancora in commercio, all’Alto Adige Wine Summit 2019.
Dalle 13.30 alle 18 di venerdì 6 settembre, al Noi Techpark di Bolzano, siamo riusciti a degustare circa 170 vini. Cinquantanove i produttori altoatesini che hanno presentato a 150 professionisti internazionali del settore, provenienti da 16 Paesi, le loro etichette en primeur.
Un vero successo, addirittura inatteso dagli organizzatori del Consorzio di Tutela Vini Alto Adige. Lo ha dimostrato la sala di degustazione gremita e l’ottimo servizio effettuato dall’Associazione italiana sommelier, il cui numero risicato ha però creato qualche intoppo.
Gli assaggi confermano un panorama di alto livello medio per i vini altoatesini: davvero difficile scendere sotto gli 85/100 nelle valutazioni. “L’Alto Adige Wine Summit, quest’anno giunto alla sua seconda edizione – commenta Eduard Bernhart, direttore del Consorzio Vini – rappresenta ormai un appuntamento chiave per la promozione della produzione enologica del nostro territorio in Italia e all’estero”.
Crediamo che per poter apprezzare la qualità dei nostri vini sia necessario toccare con mano e vivere in prima persona i contrasti da cui prendono vita: le altitudini, la composizione geologica dei terreni, le temperature e le forti escursioni termiche tra giorno e notte regalano gli aromi e la freschezza che li contraddistingue”, conclude Bernhart.
I NUMERI E LE PROSPETTIVE DELLA DENOMINAZIONE
Con i suoi 330 mila ettolitri di vino prodotti in media ogni anno, l’Alto Adige, rappresenta circa l’1% della produzione vinicola italiana. Viste anche le caratteristiche del territorio – solo il 14% della superficie è al di sotto dei 1.000 metri di quota – i vigneti si estendono su appena 5.500 ettari, di cui il 98% classificato come Doc.
Sono 40 milioni le bottiglie prodotte ogni anno sotto la Doc Alto Adige. Circa un terzo prende la via dell’export. Come indicato durante il convegno inaugurale dell’Alto Adige Wine Summit 2019 da Maximilian Niedermayr, presidente del Consorzio di Tutela Vini Alto Adige, l’idea è quella di “compiere un ulteriore passo avanti”.
I circa 200 associati avranno indicazioni sui microclimi e sui terreni più adeguati ad allevare un determinato vitigno. Ma sarà vietato l’assemblaggio dei vini nelle zone individuate come vocate per una singola varietà. Saranno inoltre ridotte ulteriormente le rese per ettaro. Idee chiare, insomma, in Alto Adige. Un po’ come per i nostri migliori assaggi. Eccoli di seguito.
SPUMANTI
Südtirol Alto Adige Doc Spumante Riserva 2013, Arunda: 92/100
Complessità, nerbo, mineralità, freschezza. Ha tutto. In commercio da aprile 2020.
PINOT BIANCO
Südtirol Alto Adige Doc Pinot Bianco 2018 “Sirmian”, Nals Margreid: 90/100
Un Pinot Bianco in equilibrio tra pienezza e finezza. In commercio da ottobre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Terlano Pinot Bianco 2017 “Pratum”, Castel Sallegg: 90/100 Legno presente, ma bel nerbo, agrume, un po’ di vaniglia in chiusura unita a spezia bianca leggera e percezione iodica che chiama il sorso successivo. In commercio da marzo 2020.
Südtirol Alto Adige Doc Terlano Pinot Bianco Riserva 2017 “Abtei Muri”, Muri-Gries: 91/100
Altro bel vino, che colpisce per struttura e finezza. In commercio da ottobre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Terlano Pinot Bianco Riserva 2017 “Vorberg”, Cantina Terlano: 95/100
Gran precisione del frutto esotico, accenni di buccia di lime. In bocca lunghissimo, vibrante. In commercio da ottobre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Pinot Bianco 2017 “Alte Reben”, K. Martini & Sohn: 92/100
Gran bella spalla, mineralità spiccata, giovane, esotico, vena “calcarea” che rende il sorso asciutto e di prospettiva. In commercio da gennaio 2020.
Südtirol Alto Adige Doc Pinot Bianco Riserva 2017, Ansitz Waldgries: 91/100
Esotico, bella freschezza, mineralità, legno dosato in chiusura. Freschissimo in allungo. In commercio da ottobre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Pinot Bianco Riserva 2016 “Renaissance”, Gump Hof – Markus Prackwieser: 94/100 Pinot bianco cervellotico, che costringe alla cieca a tornare e ritornare sul calice, per capire se c’è o ci fa. Alla fine convince, nonostante il legno ancora in gran evidenza. Sotto c’è un gran vino, di assoluta prospettiva e longevità.
CHARDONNAY
Südtirol Alto Adige Doc Chardonnay 2018 “Lafóa”, Cantina Colterenzio: 90/100
Quei vini che hanno tutto, da subito. In commercio da dicembre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Chardonnay 2018 “Puntay”, Erste+Neue: 91/100
Tutto sulla mineralità, cui riesce ad abbinare un bel frutto pieno, un bel corpo e una bella struttura. In commercio da aprile 2020.
Südtirol Alto Adige Doc 2018 “Seduction”, Josef Brigl: 93/100
Un’etichetta riconoscibile tra mille. Grandissimo nerbo e trama gustaiva sullo stecco di liquirizia e sul rabarbaro. bocca complesso, frutto maturo il giusto, buccia di lime in chiusura. In commercio da ottobre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc 2018 Chardonnay “Vigna Maso Reiner”, Kettmeir – Santa Margherita: 90/100
Uno Chardonnay che, al momento, è ancora troppo condizionato dal legno. Percezione che è destinata ad amalgamarsi con l’ottima vena fresca e una mineralità calcarea. Bella la chiusura, sul pepe bianco. In commercio da marzo 2020.
Südtirol Alto Adige Doc Chardonnay 2016 “Troy”, Cantina Tramin: 94/100 Timido al naso e al palato, ma pronto ad esplodere di eleganza appena la temperatura si scalda, fino a divenire ottimale nel calice. Frutto, sale e una verticalità che lo assottiglia, rendendolo finissimo. In commercio da ottobre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc 2018 Chardonnay Riserva 2016 “Burgum Novum”, Castelfeder: 92/100 La bella prima del ballo. Uno Chardonnay col vestito da sera ancora nell’armadio. Ha bisogno di tempo, ma sarà grande perché ha tutto. Deve solo indossarlo. In commercio (forse troppo presto) a breve, da metà settembre 2019.
PINOT GRIGIO
Südtirol Alto Adige Valle Isarco Doc Pinot Grigio 2018 “Alte Reben”, Tenuta Köfererhof:92/100
È il primo assaggio della batteria a far capire che il Pinot Grigio, in Alto Adige, può nascondere piacevoli sorprese: frutto, spezia, sostanza, succo, sale e ritorni di buccia d’agrumi che verticalizzano il sorso. In commercio dal 2020.
Südtirol Alto Adige Doc Pinot Grigio 2018 “Punggl”, Nals Margreid: 91/100 Mineralità calcarea che fa da spartito a una bella maturità del frutto. Vino che può evolvere bene. In commercio da ottobre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Pinot Grigio Riserva 2017 “Giatl”, Peter Zemmer: 90/100 Pronto, piuttosto largo e rotondo, ma senza perdere equilibrio. Godibilissimo. In commercio da ottobre 2019.
GEWÜRZTRAMINER
Südtirol Alto Adige Doc Gewürztraminer 2018 “Flora”, Cantina Girlan: 92/100
Aromaticità non esplosiva, garbata e chiusura su accenni fumè. L’alcol deve ancora integrarsi al meglio. In commercio da dicembre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Gewürztraminer 2018 “Nussbaumer”, Cantina Tramin: 94/100
Senza dubbio il più equilibrato della batteria, che prevedeva in degustazione 9 diversi Gewürztraminer. Colpisce, alla cieca, per l’equilibrio al palato, sferzato da rintocchi salini e freschi, che diventano speziati in chiusura. Un bianco da mettere sotto l’albero (di Natale): in commercio da dicembre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Gewürztraminer Riserva 2018 “Rutter”, Pfitscher: 90/100
Parola d’ordine “futuro” per questa riserva di Gewurztraminer. Vino da acquistare e aspettare, come ormai accade nelle migliori interpretazioni del vitigno aromatico altoatesino. In commercio da ottobre 2019.
LAGO DI CALDARO, SCHIAVA, MERANESE, SANTA MADDALENA
Südtirol Alto Adige Doc Lago di Caldaro classico superiore 2018 “Quintessenz”, Cantina Kaltern: 91/100 Gran concentrazione per un vino che rappresenta l’essenza della Schiava. Gran schiettezza, dal naso alla chiusura. In commercio da ottobre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Santa Maddalena classico 2018 “Isarcus”, Tenuta Griesbauerhof: 93/100 Bel frutto al naso, tanto da non aspettarsi la verticalità e complessità poi espressa benissimo al palato, su una trama salina e speziata degna di nota. In commercio da ottobre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Tiroler Schiava 2017, Bergkellerei Passeier: 91/100
Gran precisione e croccantezza del frutto, per un vino che mostra di poter dare moltissimo in futuro, pur risultando già godibile e gastronomico. In commercio da metà settembre 2019.
LAGREIN
Südtirol Alto Adige Doc Lagrein Grieser Riserva “Select”, Tenuta Hans Rottensteiner: 90/100
Vino potente, morbido, rotondo e al contempo freschissimo, nel segno di un equilibrio trovato grazie a un utilizzo sapiente del legno. Gran concentrazione per un vino che chiama il piatto e abbinamenti importanti. In commercio da novembre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Lagrein Riserva 2017 “Carano”, Baron Di Pauli: 90/100
Bel frutto, che tende alla confettura. In bocca ottima corrispondenza. Tannino e acidità riequilibrano le morbidezze, per un vino dalle ottime prospettive. In commercio da aprile 2020.
Südtirol Alto Adige Doc Lagrein Riserva 2017 “Passion”, Cantina Produttori San Paolo: 91/100 Potenza, precisione, complessità ed eleganza. In commercio da dicembre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Lagrein 2016 “Lindenburg”, Tenuta Alois Lageder: 94/100
Semplicemente splendido nel suo essere schietto, diretto, complesso. Uno specchio della Denominazione e delle sue prospettive. In commercio da dicembre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Lagrein Riserva 2016 “Perflabilis”, Tenuta Griesbauerhof: 92/100
Un Lagrein nudo e puro. Al palato gioca tra la liquirizia e la spezia, il frutto e il sale. Ed è solo all’inizio dell’evoluzione. In commercio da marzo 2020.
Südtirol Alto Adige Doc Lagrein 2016 “Roblinus de’ Waldgries”, Ansitz Waldgries: 92/100
Legno che regala tannini di cioccolato e una gran struttura. Vino importate, godibile oggi e domani ancor di più. In commercio da ottobre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Lagrein Riserva 2015 “Weingarten Klosterangen”, Muri Gries: 91/100
Lagrein che spicca per equilibrio tra corpo e freschezza. Il tannino, elegante, è ancora in fase di integrazione. In commercio da metà settembre 2019.
MERLOT
Südtirol Alto Adige Doc Merlot Riserva 2017, Untermoserhof: 92/100
Varietale in gran evidenza, inconfondibile. Vino elegante e di gran prospettiva. In commercio da ottobre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Merlot 2016 “Nussleiten”, Castel Sallegg: 91/100
Frutto, profondità, splendida chiusura, lunga e precisa, con rintocchi di spezia che rinvigoriscono il sorso, chiamando quello successivo. Al momento l’alcol è un po’ invadente, ma darà il suo apporto nella gestione complessiva delle lancette. In commercio da dicembre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Merlot Riserva 2016 “Brenntal”, Cantina Kurtatsch: 90/100
Bel Merlot da bere oggi e domani: potente, speziato, tannino di cioccolato in fase di integrazione, che gioca con la spezia nera. Chiusura salina e freschissima, con ritorni speziati. “Vinone” gastronomico. In commercio da ottobre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Merlot Riserva 2014 “Klausner”, Weinhof Kobler: 95/100
In fondo alla batteria di vini degustati alla cieca, la sorpresa più grande. Un’espressione piena del varietale del vitigno, su livelli raramente tangibili in Alto Adige. C’è il frutto, c’è il sale. C’è la spezia. Il tutto legato dal filo di spago sottile di un tannino elegantissimo e di prospettiva. Chapeau. Vino da prenotare a tutti i costi: sarà in commercio dal primo ottobre 2020.
CABERNET SAUVIGNON E CABERNET FRANC
Südtirol Alto Adige Doc Cabernet Riserva 2017, Mayr Josephus Maso Unterganzner: 92/100 Frutto, sale, prospettiva: un Cabernet più che mai convincente. Si tratta di una prova di botte, anche se il vino sarà presto messo in commercio (ottobre 2019). Südtirol Alto Adige Doc Cabernet Riserva 2017 “Mumelter”, Cantina Bolzano: 91/100
Cabernet che si rivela profondo, su tinte di spezia e tannino, ancora scalpitante. Vino di prospettiva. In commercio da ottobre 2019. Südtirol Alto Adige Doc Cabernet Sauvignon 2017 “Wellenburg”, Baron Longo: 90/100
Pronto più di altri in batteria, ma colpisce per la gran succosità del frutto, dimostrandosi tra le migliori espressioni di Cabernet altoatesino del momento, in termini di equilibro tra frutto, sale e garbo del varietale “verde”. In commercio da ottobre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Cabernet Riserva 2016, Malojer Gummerhof: 93/100
Una chicca. Cabernet austero, la cui trama fruttata gioca con note di rabarbaro, stecco di liquirizia e una percezione salina netta, in chiusura, unita al ritorni di peperone verde. Vino di gran prospettiva, ma già interessantissimo. In commercio da ottobre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Cabernet Sauvignon 2016 “Berleith Anphora”, Tröpfltalhof: 94/100
Espressione del frutto – e in generale del varietale – di gran classe ed equilibrio, sia al naso che al palato. Leggero accenno selvatico, burbero. Tannino elegantissimo. Vino superlativo, anche in termini di lunghezza. In commercio da novembre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Cabernet Sauvignon Riserva 2015 “Freienfeld”, Cantina Kurtatsch: 92/100
Un Cabernet di prospettiva, dal tannino giovane e dalla bella vena salina, che gioca con un frutto maturo, ma ancora croccante. In cerca di equilibrio, ma certamente di prospettiva. In commercio da ottobre 2019.
VINI DOLCI
Südtirol Alto Adige Doc Moscato Giallo 2018 “Nobless”, Tenuta Plonerhof: 92/100
A sorprendere è la gran freschezza e la bella vena sapida: il sorso non stanca mai. In commercio da settembre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Moscato giallo passito vendemmia tardiva 2017 “Terminum”, Cantina Tramin: 91/100
La parte zuccherina è preponderante, ma non mancano equilibrio e precisione. In commercio da ottobre 2019.
Südtirol Alto Adige Doc Moscato giallo passito 2016 “Quintessenz”, Cantina Kaltern: 92/100
Bella complessità, bella struttura, ottimo equilibrio tra zuccheri e acidità. In commercio da aprile 2020.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
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