Le iniziative, volte a “creare occasioni di sviluppo sostenibile e competitivo per il territorio”, hanno raccolto il favore della maggioranza dell’assemblea.
La modifica del disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta prevede l’utilizzo della sola denominazione “Benevento” L’approvazione definitiva spetterà al Mipaaf, nei prossimi mesi. Tra le novità, l’introduzione della categoria “spumante” nelle tipologie “bianco”, “rosso” e “rosato”, unico esempio per una Igp in Campania.
Inoltre è previsto l’utilizzo delle tipologie monovitigno, che ora ricomprendono tutti i vitigni idonei della provincia, la riduzione delle rese, la possibilità di produrre mosti parzialmente fermentati, vini liquorosi e vini con rifermentazione naturale in bottiglia per frizzanti e spumanti, l’utilizzo di tutte le chiusure previste dalla normativa.
“Una scelta strategica – commenta il consorzio – volta a un riposizionamento della Igp in base alle esperienze-occasioni di consumo, per consentire una maggiore capacità di risposta alle richieste dei nuovi consumatori, i cosiddetti ‘Millennials’, con l’idea di proporre i vini come un’esperienza a elevato contenuto simbolico, connesso all’autenticità di un territorio, a uno stile di vita, al piacere e al gusto”.
Il progetto di distretto “BioSannio” è invece “un’alleanza tra vitivinicoltori, università e centri di ricerca, associazioni e pubbliche amministrazioni, operatori economici, per la gestione sostenibile delle risorse del territorio culturale locale, con l’obiettivo di valorizzare e promuovere il Sannio, nel quale sperimentare politiche diffuse e condivise orientate ad aumentare la sostenibilità, la competitività e la reputazione del territorio con un’attenzione specifica alla coesione e responsabilità sociale, alla diffusione di nuove conoscenze, alla qualità del paesaggio e al benessere dei cittadini”.
IL COMMENTO
“Tutti i risultati che stiamo conseguendo – evidenzia Rillo – sono il frutto di una visione condivisa, di efficaci strategie e dell’impegno costante di tutti gli attori della filiera, e in particolare dei soci e dei consiglieri, a cui va il mio ringraziamento per il loro contributo. Crediamo che solo grazie alla cooperazione della filiera per la definizione di un percorso comune di sviluppo sostenibile per la nostra terra, è possibile incrementare il valore delle produzioni attraverso l’aumento della reputazione e dell’immagine percepita della qualità dei vini sanniti”.
I VINI DEL SANNIO
Durante l’ultima riunione del Consorzio di Tutela vini del Sannio sono state snocciolate le cifre del Vigneto Sannio. L’anno 2016, riferisce l’ente, si è concluso “con buoni segnali”: in crescita il valore delle produzioni certificate a denominazione di origine e a indicazione geografica, che ormai rappresentano il 40% dell’intera produzione di filiera.
Lo scorso anno la produzione certificata totale a DOP e IGP è stata di 260mila ettolitri di vino, con 4mila ettari di superficie dichiarata, 3,5 mila utilizzatori, e circa 25 milioni di bottiglie certificate. La Falanghina del Sannio DOP ha registrato un + 20% (6 milioni di bottiglie in totale).
Bene anche le altre denominazioni di origine, con l’exploit della DOCG Aglianico del Taburno + 60% rispetto al 2015 (con un totale di 250 mila bottiglie certificate), mentre la Sannio DOP rimane stabile con un + 2% (6 milioni di bottiglie in totale). L’indicazione geografica Benevento continua a mantenere i suoi volumi con 12,5 milioni di bottiglie.
“Numeri significativi – commenta il Consorzio – che caratterizzano il comparto come uno dei più dinamici e importanti della provincia, con un fatturato stimato all’origine di circa 70 milioni di euro”.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.