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Batò cambia etichetta ma non il gusto

Una nuova veste e il gusto di sempre. Lo storico marchio Cantine Pellegrino presenta la nuova etichetta di Batò, l’amaro siciliano realizzato secondo l’antica ricetta ancora oggi gelosamente custodita in esclusiva.

La ricetta di Batò è ancora la stessa, quella creata da Oscar Despagne per la cantina di Marsala. L’amaro è ottenuto dalla lenta e lunga macerazione in alcool di una selezione di erbe officinali ed essenze.

Al naso sono evidenti le note di arance amare, menta, cacao, liquirizia e caffè tostato. Il gusto invece è morbido e rotondo, con note dolci ma non stucchevoli.

Batò può essere gustato freddo, con ghiaccio o a temperatura ambiente ed eccelle in abbinamento ai dolci di ricotta, al gelato alla vaniglia o fior di latte.

Perfetto come dopo pasto o digestivo, accompagna i momenti di relax della giornata. Ideale per la preparazione di un cocktail piacevole e fresco: basta aggiungere 1/3 di Batò, 2/3 di acqua tonica, cubetti di ghiaccio e servire freddo in un bicchiere da amaro largo.

LA STORIA DELL’AMARO
Il nome Batò deriva dall’italianizzazione della parola bateau (barca in francese) e vuole rendere omaggio a un episodio che ha profondamente segnato la storia della famiglia Pellegrino e il destino di un territorio.

Alla fine del ‘700, un gruppo di intraprendenti imprenditori inglesi (Woodhouse, Ingham e Whitaker) si stabilisce nella costa occidentale della Sicilia per dare avvio a fiorenti scambi commerciali tra l’isola e la madrepatria.

Le navi, cariche di vino siciliano, partivano dal porto di Marsala alla volta dell’Inghilterra. Al ritorno, per ottimizzare i costi di trasporto, venivano poi caricate di pregiati prodotti inglesi come ceramiche e stoffe, tanto richieste dalla nobiltà e dall’alta borghesia siciliana.

Fu proprio una di queste navi, il batò rappresentato nella nuova etichetta dell’amaro, a portare nel suo viaggio di ritorno a Marsala il liquorista francese Oscar Despagne, chiamato da Paolo Pellegrino, fondatore di Cantine Pellegrino, per avvalersi della sue comprovate competenze tecniche.

Così, nel 1895, Despagne s’imbarca con tutta la sua famiglia da un piccolo porto francese, in prossimità di Bordeaux, per trasferirsi in Sicilia. In poco tempo diventa l’uomo di fiducia della famiglia e grazie al suo contributo la Pellegrino diventa una delle aziende siciliane vitivinicole più all’avanguardia dell’epoca.

Su richiesta di Paolo Pellegrino, Despagne crea un amaro ispirato alla grande tradizione liquorista francese, caratterizzato però dalle note calde e avvolgenti tipiche del Mediterraneo.

Il legame tra i due personaggi diventa ancora più forte dopo l’unione di Josephine Despagne, la bella e volitiva figlia di Oscar, con Carlo Pellegrino, primogenito ed erede di Paolo, da cui prende avvio la storia della più longeva dinastia siciliana del vino, oggi giunta alla sesta generazione.

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Lunelli scatenati in Trentino: vino, grappa, acqua. Ora l’Amaro Re Laurino

TRENTO – Non si arresta la crescita del gruppo Lunelli in Italia, forte anche di tanti successi a livello internazionale. Dopo la grappa Segnana e l’acqua Surgiva, la famiglia proprietaria di Ferrari Trento segna un altro colpo in città: l’acquisizione del marchio dell’amaro Re Laurino.

“Dell’Elmo Saracini, famoso per la sua grappa e per il suo amaro Re Laurino, ci ha espresso la volontà di vendere. Gli amari hanno ricominciato ad essere apprezzati ultimamente. E così abbiamo accettato la proposta, acquistando l’azienda”.

Parole di Franco Lunelli in esclusiva a vinialsuper, durante il nostro tour delle Tenute di proprietà della famiglia trentina che ha dato il via al sogno di produrre “uno spumante capace di competere con lo Champagne, in Italia”.

Dalle finestre della sede di Ferrari Trento si scorge, in lontananza, la distilleria Tschurtschenthaler dell’Elmo Saracini, ormai di proprietà della terza generazione Lunelli. Situata a soli 7,3 chilometri da via del Ponte: 10 minuti di strada, in auto.

I Lunelli inizieranno a produrre l’amaro dal prossimo anno, dopo aver rilevato il marchio Re Laurino – legato tra l’altro a una delle più note leggende del Trentino, tramandata soprattutto in Val di Fassa – “senza modificare la ricetta originale”.

Il liquore “Re Laurino”, “digestivo e aperitivo”, è il simbolo della storica casa di Povo di Trento: “Un Elisir creato da Mario Tschurtschenthaler dell’Elmo. Il primo commercializzato dalla famiglia”. Presentato tuttora con l’etichetta originale degli anni Cinquanta. E’ la “Riserva dell’Elmo Saracini”, il prodotto di punta.

“So che i ragazzi hanno in mente qualcos’altro – chiosa Franco Lunelli – ma questo ve lo racconteremo la prossima volta!”. In realtà, le novità annunciate a vinialsuper non finiscono qui.

IN ARRIVO ANCHE NUOVI VINI ROSSI
La crescita del brand Lunelli si concentrerà anche sul core business: il settore wine. Tenuta Podernovo, in Toscana, si prepara di fatto alla presentazione di due nuove etichette di vino rosso fermo.

Il tutto avverrà tra la fine di settembre 2018 e i primi mesi del 2019, per un totale di 7-8 mila bottiglie complessive. Si tratterà di un Cabernet Franc (vinificato in barrique nuove) e di un Sangiovese (tonneaux, barrique, botte grande), vinificati in purezza.

“La Denominazione sarà ‘Igt Costa Toscana’, che affiancherà l’Igt Toscana e comprende i territori di Massa, Lucca, Livorno, una parte della provincia di Pisa e Grosseto”, anticipa l’enologo trentino Corrado Dalpiaz, emissario dei Lunelli nel pisano dal 2001 e colonna portante dell’enologia italiana.

Le due etichette saranno delle vere e proprie “chicche” destinate all’Horeca, che affiancheranno gli ormai collaudati “Aliotto” e “Teuto”, presenti anche in Gdo (Esselunga e Il Gigante). “Due vini ottenuti da selezioni delle migliori uve dei nostri vigneti di 15 anni, in occasione della vendemmia 2015 a Tenuta Podernovo”.

IL GRUPPO
Ferrari Trento, azienda che da sola rappresenta la fetta più importante del Gruppo Lunelli, è ormai simbolo del Made in Italy e dello stile di vivere italiano nel mondo. Conta oggi 5,4 milioni di bottiglie prodotte, con l’export al 15%.

Ferrari fu pagata 30 milioni di lire al momento del suo acquisto. Oggi il fatturato si assesta su 71 milioni di euro (+12% rispetto al 2016). Sale a 100 milioni il fatturato complessivo del Gruppo Lunelli, che cresce del 7% rispetto al 2016 e commercializza, in totale, 11 milioni di bottiglie.

Un impero che comprende anche la casa prosecchista Bisol di Valdobbiadene, la storica distilleria trentina Segnana e Surgiva, brand di acqua che sgorga nel Parco Naturale Adamello Brenta, scelta dall’Associazione Italiana Sommelier (Ais) e destinata alla migliore ristorazione.

Tra i recenti successi riconducibili alla famiglia Lunelli, anche la freschissima elezione di Mirko Scarabello (prima responsabile di produzione e poi direttore tecnico e mastro distillatore di Segnana) a presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino.

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