Il vignaiolo più rock d’Italia mette in bottiglia un Nebbiolo musicale, che diverte chi lo sa aspettare. Un Barbaresco che si apre all’improvviso. E puff: magia. Assolo di chitarra.
LA DEGUSTAZIONE
Tipico, in tutto. Inconfondibile sin dal colore. Rosso tendente al granato, di media trasparenza. Evidenzia al naso un sottobosco marcato: mirtillo, mora. La percezione alcolica iniziale svanisce presto. Un paio di giri nel calice e quella coltre da 14% vol. lascia spazio al resto del corredo.
Il Barbaresco 2013 di Quazzolo è scandito da note balsamiche e di resina. Fresche, di mentuccia e rosmarino. Richiami floreali di rosa accompagnano percezioni di arancia sanguinella, bella da rinvenire in mezzo ai sentori di bosco e di radice di liquirizia.
In bocca la regolarità austera ed elegante del Nebbiolo, con i suoi tannini in evoluzione, graffianti come la voce di Cobain, eppure già così godibili. Un vino perfetto per accompagnare piatti a base di carne e selvaggina.
LA VINIFICAZIONE
E’ il “Barbaresco tradizionale” di casa Quazzolo, quello sotto la lente di ingrandimento di WineMag. L’etichetta che è sempre stata prodotta dall’azienda, precisamente dal nonno e dallo zio di Danilo, in strada Ovello 20, nell’omonimo comune della provincia di Cuneo.
Si tratta dell’assemblaggio delle uve di tutti i vigneti di proprietà: 3 ettari complessivi. La prima fermentazione avviene in cemento, per una durata compresa tra i 12 e i 15 giorni. I rimontaggi sono piuttosto frequenti, due o tre volte al giorno. Ripetute follature garantiscono un’ottimale estrazione.
Appena terminata la fermentazione malolattica, il vino viene messo in botti grandi di rovere francese da 20-25 ettolitri. Resta ad affinare per un minimo di 30 mesi, poi viene imbottigliato. L’ulteriore affinamento in vetro, della durata di 6 mesi, precede l’immissione in commercio.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.