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Il Whiskey che rigenera la città

Un’idea diversa per promuovere il whiskey. Di più, un progetto in cui il brand quasi passa da attore principale a supporter del progetto stesso. È “Il Whiskey del tuo quartiere“, la nuova iniziativa di Jameson Irish Whiskey.

L’idea di fondo si discosta dal solito modo di promuovere il prodotto. Non più solo un proporre il proprio whiskey attraverso campagne spot e prezzi aggressivi ma la voglia di integrare il consumo con il tessuto sociale di un quartiere.

Il progetto sostiene iniziative sociali per rigenerare otto quartieri fra Roma, Milano e Napoli, un brindisi alla volta. Tre iniziative selezionate (da settembre ad oggi) per ogni quartiere attraverso il sito di Jameson Loves neighborhood. Fare qualcosa di concreto per quei luoghi, zone abitate ed amate dai residenti.

Da novembre a giugno, in alcuni locali selezionati, cuore di riferimento di ogni quartiere, è possibile votare la proposta più amata e partecipare attivamente all’operazione di crowdfunding. Per ogni drink a base Jameson, infatti, una quota sarà devoluta all’iniziativa vincente.

Il progetto riflette l’anima informale, laboriosa e audace di Jameson. Sine Metu, ‘senza paura’ in latino, è infatti il motto dell’Irish blended whiskey. Un’esortazione a collaborare per migliorare insieme il quartiere che si ama ed un modo per integrare il consumo di Jameson al tessuto sociale.

Winemag ha avuto modo di assaggiare, durante la presentazione relativa al progetto Milano Navigli presso Ral Cocktail Bar, due dei drink rappresentativi del progetto-quartiere.

Stone Street (Jameson, Vermoth rosso, Aphrodite bitter) è una sorta di boulevardier a base Jameson. Incisivo come deve essere conquista con note agrumate per poi spostari su note più calde e secche.

Jameson Basil Smash (Jameson, basilico, sciroppo di zenzero, lemon) si presenta fresco ed erbaceo. Lo zenzero dona una leggera piccantezza e lo rende accattivante al sorso.

LE INIZIATIVE DE “IL WHISKEY DEL TUO QUARTIERE”

MILANO
NOLO
1. Abbellire e valorizzare Piazza Morbegno
2. Regalare un’opera di street art a NoLo
3. Illuminare con le luminarie di Natale il quartiere

PORTA VENZIA
1. Nuovi punti luce in Via Paolo Frisi
2. Opere di street art in Via Paolo Frisi
3. Regalare un’installazione creativa al quartiere

NAVIGLI
1. Installare nel quartiere panchine/cestini creativi
2. Ripulire e valorizzare portoni/muri
3. Adottare i ponti del Naviglio Grande

NAPOLI
CHIAIA

1. Recupero urbano del marciapiede in Vico II Alabardieri
2. Intervento di manutenzione presso Piazza Vittoria
3. Intervento di recupero sito storico nel quartiere

CENTRO STORICO
1. Nuove luminarie per il miglioramento del quartiere
2. Recupero Vico Giuseppe Orilia
3. Creazione di targhe in ferro celebrative per le strade più famose

ROMA
MONTI E DINTORNI
1. Creare la prima via “plastic free” con contenitori dedicati alla plastica
2. Potenziamento dell’illuminazione nel quartiere
3. Posaceneri artistici nei maggiori centri di aggregazione del quartiere

PIGNETO
1. Miglioramento dell’illuminazione pedonale
2. Bonifica aiuola Via del Pigneto
3. Creazione guida ai luoghi e storia del quartiere

CENTOCELLE
1. Potenziamento dell’illuminazione grazie ad artisti locali
2. Regalare fioriere artistiche al quartiere
3. Valorizzare Piazza dei Gerani

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Tra il Lago di Garda e le Dolomiti di Brenta nasce il primo “vigneto collettivo” di Reboro

LASINO (TN) – Sarà inaugurato sabato 29 giugno il nuovo vigneto dell’azienda agricola Pisoni dedicato al Reboro, realizzato anche grazie ad un progetto di crowdfunding, uno dei primi in Italia nel mondo del vino.

A Pergolese, frazione del Comune di Lasino (TN), sulla collina di San Siro, centinaia di persone potranno apporre sulle vigne del vitigno a bacca rossa Rebo le targhette in rame con impressi i loro nomi. Un luogo unico, in Valle dei Laghi, al crocevia tra il Lago di Garda e le Dolomiti di Brenta.

IL PROGETTO
Quello della collina di San Siro non è un vigneto come tutti gli altri. È nato grazie al sostegno di centinaia di persone che hanno aderito con entusiasmo alla campagna di crowdfunding “Your vine, your wine” lanciata a novembre 2018 sulla piattaforma Eppela, e sarà interamente dedicato alla produzione del Reboro, da uve Rebo.

Il crowdfunding è una pratica di microfinanziamento dal basso per supportare progetti innovativi messi in campo da singoli o imprese. Nel mondo del vino italiano, non sono ancora molti gli esempi di aziende che hanno utilizzato questa nuova opportunità.

I cugini Marco e Stefano Pisoni hanno visto nel crowdfunding uno strumento per raggiungere diversi obiettivi: “Recuperare risorse per l’ambizioso progetto di un nuovo vigneto di media collina – spiegano – fidelizzare in modo qualificato una rete di contatti, promuovere e far conoscere il Reboro, un vino nuovo (la prima vendemmia è del 2011) ma che nasce dalla secolare tradizione dell’appassimento delle uve”.

Un progetto collettivo, il Reboro, condiviso dai Vignaioli della Valle dei Laghi. Il nuovo vigneto, nelle intenzioni dei cugini Pisoni, sarà “speciale soprattutto perché è stato immaginato come un luogo magico, dove tutti gli amanti del Reboro possano sentirsi a casa, dare il proprio nome a una vigna, e successivamente essere aggiornati su ogni fase di coltivazione e vinificazione”.

A OGNI SOSTENITORE IL SUO VINO
Da qui il nome del progetto: “Your vine, your wine“, “La tua vigna, il tuo vino”, a testimoniare il rapporto diretto che si creerà tra i consumatori finali e il luogo dove il vino nasce. “Non più semplici clienti, ma parte integrante del progetto aziendale”, spiegano i fratelli Pisoni.

Il progetto è partito sabato 3 novembre 2018 sulla piattaforma Eppela, e nei 40 giorni in cui è stato attivo ha coinvolto centinaia di “donatori” italiani e stranieri, fino al raggiungimento e al superamento dell’obiettivo previsto di 8 mila euro: 113% e 9.100 euro raccolti, sono i numeri di un successo auspicato ma tutt’altro che scontato.

“Anche a campagna chiusa – spiegano i fratelli Pisoni – tantissime persone che hanno visitato l’azienda si sono appassionate al progetto e hanno voluto dare il proprio nome ad una vigna del nuovo vigneto, entrando di diritto nel ‘club0 degli amici del Reboro”.

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