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Cosa è successo a Fivi e perché le elezioni 2025 sono determinanti

Cosa è successo a Fivi e perché le elezioni 2025 sono determinanti società di servizi mercato bologna federazione italiana vignaioli indipendenti
società di servizi Fivi. La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti ha attraversato un periodo di significative turbolenze interne tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Motivo per il quale le elezioni Fivi 2025, in programma questa settimana, per l’esattezza il 13 febbraio a Imola, potrebbero avere un risultato ancora più determinante. Ma cosa è successo a Fivi? Le prime tensioni sono emerse in seguito al Mercato di Bologna del novembre 2023. L’evento ha suscitato critiche relative alla gestione degli ampi spazi, nonché all’affluenza di pubblico e operatori e ai costi rispetto alle precedenti edizioni dello storico Mercato di Piacenza. Nel febbraio 2024 sono arrivate le dimissioni di quattro membri del Consiglio direttivo: Luca Ferraro (Fivi Veneto), Gaetano Morella (Fivi Puglia, ex vicepresidente durante la gestione Matilde Poggi), Monica Raspi (Fivi Toscana) e Francesco Maria De Franco (Fivi Calabria). Nessuno di questi ex consiglieri figura tra i candidati alle elezioni Fivi 2025.

FIVI, COSA SUCCEDE? UN 2024 TURBOLENTO, TRA DIMISSIONI E RINCALZI

Per rimpiazzare i dimissionari, il Consiglio ha inizialmente proposto il subentro ai primi vignaioli non eletti nell’ultima tornata di elezioni. Ma ha ricevuto rifiuti netti da Cesare Corazza (Emilia-Romagna), Celestino Gaspari (Veneto) e Daniele Parma (Liguria). Tre nomi pesanti nelle dinamiche della Federazione. Di conseguenza, si è proceduto alla cooptazione di nuovi membri: Andrea Annino (Sicilia), Stefano Casali (Toscana) e Desirèe Pascon Bellese (Veneto). Incredibile quanto avvenuto anche a seguito di questo passaggio, sempre nel 2024. Poco prima dell’assemblea dei soci del 26 febbraio 2024 a Bologna, anche Stefano Casali (cantina Muralia) ha ritirato la sua disponibilità. Al suo posto, è stato nominato Gianluca Morino (Piemonte), che ha completato la ricostituzione di un Consiglio a dir poco rappezzato, rappresentato ai vertici dall’attuale presidente Lorenzo Cesconi, che a sua volta non si ricandiderà alle elezioni 2025. Il vignaiolo trentino, nei giorni scorsi, si è rifiutato di rispondere a un’intervista di Winemag, dopo aver letto le domande.

Queste vicende hanno evidenziato divergenze enormi all’interno della Fivi, riguardo alla gestione e alla direzione futura dell’associazione. Uno dei temi più controversi all’interno della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, che sarebbe emerso con forza nel corso della crisi dirigenziale di febbraio 2024, riguarderebbe la creazione di una società di servizi, utile a gestire la cassa di Fivi. Un’iniziativa che avrebbe diviso profondamente i membri del consiglio e gli stessi soci, da Nord a Sud della Penisola. Tanto che, voci interne alla Federazione, riferiscono sia proprio questa la causa dei mal di pancia che hanno portato alle dimissioni e ai successivi rifiuti di incarichi e subentro nel consiglio direttivo guidato da Cesconi.

UNA SOCIETÀ DI SERVIZI NEL FUTURO DI FIVI?

L’idea di una società di servizi nasce dalla volontà di strutturare meglio l’attività della Fivi, garantendo una gestione più efficace degli eventi e delle attività della Federazione. In particolare, l’organizzazione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che nel 2023 si è trasferito da Piacenza a Bologna con un impatto significativo sui vignaioli, ha mostrato – secondo i promotori – la necessità di un’organizzazione più professionale e meno dipendente dalla sola struttura associativa. L’obiettivo principale della società di servizi sarebbe quello di gestire gli eventi (come il Mercato Fivi) con un approccio più “imprenditoriale”.

Il nuovo organismo potrebbe anche fornire supporto amministrativo e consulenziale ai soci, oltre a migliorare la comunicazione e il marketing della Federazione. L’idea, però, non è stata accolta in modo unanime. Alcuni membri hanno espresso forti perplessità riguardo al progetto, temendo che una struttura di questo tipo potesse snaturare lo spirito della Fivi, nata come un’associazione a tutela dei vignaioli artigiani. La società di servizi, in sostanza, verrebbe vista come una deriva aziendalista. Alcuni soci ritengono che l’associazione possa così perdere il suo spirito. Trasformandosi in un’organizzazione più orientata al profitto che alla rappresentanza degli interessi dei piccoli produttori, a livello parasindacale.

LE PREMESSE: ANCHE IL 2022 DI FIVI È STATO BURRASCOSO

Scavando nella storia recente di Fivi c’è chi fa risalire al 2022, anziché al 2023, l’inizio della burrasca che si è trascinata fino al 2025. A meno di un mese dalle elezioni del Consiglio direttivo della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti del 9 marzo 2022quelle che hanno portato alla presidenza proprio Lorenzo Cesconi – ecco il primo ribaltone. Walter Massa e Andrea Picchioni, due figure di spicco nel panorama vitivinicolo italiano, fra Colli Tortonesi e Oltrepò pavese, rassegnavano infatti le loro dimissioni dal neoeletto cda. Gettando una prima ombra sulle dinamiche interne alla Federazione.

Come riportato da Winemag il 20 marzo 2022, le dimissioni di Massa e Picchioni furono strettamente collegate tra loro. In base ai voti ottenuti, Picchioni avrebbe dovuto subentrare a Massa – primo a dimettersi dei due, in ordine cronologico – nel consiglio direttivo. Tuttavia, entrambi hanno scelto di rinunciare all’incarico. Una decisione che ha portato all’ingresso di Andrea Pieropan, vignaiolo attivo tra Soave e Valpolicella, nel consiglio guidato da Cesconi. Pieropan che, da non eletto nel 2022, oggi si ricandida a un ruolo nel direttivo Fivi 2025-2028.

LE DIMISSIONI DI MASSA E PICCHIONI E IL CASO SIMONA NATALE

Le motivazioni alla base delle dimissioni di Massa e Picchioni non sono mai state chiarite ufficialmente. Chi invece ha fatto coming out, sempre nel corso del 2022, è stata Simona Natale. Fu proprio l’ex compagna di Gianfranco Fino, viticoltore di Manduria e volto noto della Fivi pugliese, a chiarire gli incredibili contorni del clima esistente all’interno della Federazione italiana vignaioli indipendenti. In un’intervista esclusiva rilasciata a Winemag il 25 marzo 2022, Simona Natale parlava infatti di un ambiente incandescente all’interno di Fivi, caratterizzato da «attacchi personali, pressioni e guerriglia».

Un contesto che potrebbe aver influito sulla decisione di Massa e Picchioni di lasciare il loro incarico. Il presidente Lorenzo Cesconi avrebbe tentato all’epoca, senza successo, di convincere Walter Massa a rimanere nel Consiglio direttivo. La scelta di Andrea Picchioni di dimettersi sarebbe quindi da interpretare come un gesto di solidarietà nei confronti del collega (ed amico) dei Colli Tortonesi. Con premesse simili, ecco delineato il peggior triennio della storia della Federazione italiana vignaioli indipendenti. Quello che presto avrà fine, con l’elezione di un nuovo consiglio direttivo che potrebbe portare i vignaioli indipendenti verso due direzioni diametralmente opposte. La fine di un sogno. O l’inizio di una nuova era, nel segno degli ideali dei padri fondatori. https://fivi.it/i-soci-fivi/

Bufera elezioni nuovo Cda Fivi: «Attacchi personali, pressioni, clima da guerriglia»

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Il vino Fragolino è legale o illegale? Cosa ci vendono i supermercati


Il vino Fragolino è legale o illegale? Cosa ci vendono i supermercati? Il Fragolino, vino aromatico e dolce a base di uva fragola – nota anche come uva americana o Vitis labrusca – è soggetto a restrizioni in molti paesi dell’Unione Europea, inclusa l’Italia. Queste restrizioni non derivano tanto dalla pericolosità del prodotto, quanto da normative specifiche sulla vinificazione e l’uso di certe varietà di vite.

PERCHÈ IL FRAGOLINO È CONSIDERATO ILLEGALE?

  1. Tipologia di uva: L’uva fragola appartiene alla specie Vitis labrusca, diversa dalla Vitis vinifera, che è la specie più comunemente usata per la produzione di vini in Europa. Le normative dell’UE vietano la produzione di vino da Vitis labrusca per motivi legati alla tradizione enologica europea e alla protezione delle varietà autoctone.
  2. Produzione di metanolo: L’uva fragola produce una quantità leggermente più alta di metanolo durante il processo di fermentazione rispetto alla Vitis vinifera. Sebbene le quantità siano generalmente sicure per il consumo umano, questo aspetto è stato utilizzato come giustificazione per limitarne la produzione commerciale.
  3. Denominazioni protette: Le normative UE vietano la vendita di prodotti etichettati come “vino” se non provengono da varietà di vite autorizzate. Questo significa che il Fragolino non può essere commercializzato legalmente come vino, anche se è possibile produrlo e consumarlo a livello privato.

DOVE È LEGALE IL FRAGOLINO E COME SI CONSUMA

  • Produzione casalinga: In Italia, è legale produrre il Fragolino per uso personale, ma non è permessa la vendita commerciale.
  • Versioni commerciali: Alcuni prodotti chiamati “Fragolino” sono in realtà bevande aromatizzate che imitano il sapore del Fragolino ma non sono ottenuti dalla fermentazione dell’uva fragola.
  • Fuori dall’UE: In alcuni paesi extraeuropei, come gli Stati Uniti, l’uva fragola è usata senza restrizioni nella vinificazione.

Dunque, il vino Fragolino è legale o illegale? La risposta, in sintesi, è che il Fragolino non è propriamente “illegale”. Ma la sua produzione e commercializzazione (con questo nome, anche nei supermercati) sono fortemente limitate da normative vinicole specifiche. La prima regola, se lo si acquista in Gdo, è dunque quella di non aspettarsi propriamente un vino, bensì una bevanda aromatizzata che imita il sapore dell’originale, non vendibile al pubblico nella grande distribuzione. Un esempio su tutti? Il Fragolino Duchessa Lia distribuito, tra gli altri, nei supermercati Carrefour a 4,65 euro a bottiglia. Luca Maroni 92 punti al Fragolino di Aldi (che non è un vino)

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Operatori Horeca, cosa cambia con disegno di legge per distributori Food & Beverage


Il Consiglio dei Ministri ha avviato l’esame di un disegno di legge annuale dedicato alle piccole e medie imprese, su proposta del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Il provvedimento si inserisce nell’ambito della valorizzazione delle eccellenze del Made in Italy e punta a definire e qualificare i ruoli e le mansioni degli operatori del settore Horeca (Hotel, Restaurant, Catering), che rappresenta l’ampio mercato dei consumi fuoricasa. 
Tra gli attori chiave di questo settore spiccano i distributori di Food & Beverage, considerati un anello indispensabile tra produttori e punti di consumo. La Federazione dei distributori Horeca, Italgrob, ha svolto un ruolo centrale nella promozione del provvedimento, volto a delineare politicamente e legislativamente il ruolo dei diversi operatori del sistema Horeca.

ITALGROB: DISEGNO DI LEGGE RENDE “VISIBILI” GLI OPERATORI HORECA

«Per gli operatori della distribuzione Horeca – commenta Antonio Portaccio, presidente di Italgrob – un riconoscimento decisivo per far emergere la categoria da quell’anonimato, per non dire da quella invisibilità, nella quale è stata sempre relegata. Un anonimato che non aveva in alcun modo ragion d’essere, visto il ruolo strategico che svolgono i distributori italiani. Una categoria che conta oltre 3.400 aziende e che, con il suo lavoro di distribuzione, garantisce giornalmente forniture agli oltre 330 mila punti di consumo tra bar, ristoranti e pizzerie in Italia. Di fatto, i distributori mettono in moto un settore, quello dei consumi fuoricasa, che è uno degli asset fondamentali per l’economia del Paese. Un riconoscimento era pertanto non solo necessario, ma anche doveroso».

«DISEGNO DI LEGGE IMPORTANTE PER DISTRIBUTORI FOOD & BEVERAGE HORECA»

«Dopo l’iter parlamentare che la proposta di legge dovrà seguire – aggiunge Dino Di Marino, Direttore Generale di Italgrob – si aprirà uno scenario molto importante per la categoria dei distributori Horeca, anzitutto perché sarà stato circoscritto un perimetro identificato e identificabile nel quale potremo agire. In questo modo, a seconda delle esigenze, delle circostanze e delle necessità del momento, sarà possibile incidere a livello politico istituzionale e avviare iniziative per la valorizzazione di una categoria di rilievo, quale è appunto la distribuzione Horeca». Questo disegno di legge rappresenta un passo significativo per il riconoscimento e la tutela di un settore cruciale, che contribuisce in maniera determinante al sostegno del Made in Italy e all’economia nazionale. Italgrob

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Vini al supermercato

Vini in promo in Gdo fino a metà giugno: cosa comprare e dove

Tempo di spesa e di approfittare di qualche buona promozione sui vini in Gdo, grazie all’analisi dei volantini dei primi 15 giorni di giugno. All’appello mancano in realtà catene come Coop, Conad, Esselunga, Iperal e Tigros, le cui offerte sono valide fino a metà settimana (non appena scadute sarà pubblicato un ulteriore articolo).

Nulla di imperdibile tra le insegne già pronte con le promo sul vino fino a metà giugno. Sul podio sale di diritto Carrefour, con tre etichette da 5 cestelli della spesa concentrati fra Trentino e Alto Adige.

Si tratta del Trento Doc Rotari, bollicina ideale in questi giorni pre estivi, lo Chardonnay Alto Adige Doc “Kössler” della Cantina Produttori San Paolo e il Müller Thurgau Doc della rinomata cantina altoatesina St. Michael Eppan per avviare la stagione dei bianchi.

Sempre valido, fino a fine mese, il corposo volantino “La Carta dei Vini” de Il Gigante, con tantissime proposte difficili da battere che riproponiamo anche in questa tornata di offerte. Buona spesa!

Volantino Auchan, dal 4 al 17 giugno
Vermentino di Sardegna Doc, Sella & Mosca: 4,99 euro (3,5 / 5)
Primitivo di Manduria Doc, Marcianti: 3,49 euro (3 / 5)

Valpolicella Ripasso Doc Araia, Cantina di Soave: 4,99 euro (3,5 / 5)
Chianti Classico Docg, Cecchi: 5,49 euro (3,5 / 5)


Volantino A&O, dal 3 al 16 giugno
Vino Cabernet “Le vie dell’Uva”: 2,89 euro (3 / 5)
Vino bianco frizzante “Freschello”, Cielo & Terra: 1,99 euro (2,5 / 5)
Vino Valpolicella Ripasso “Le vie dell’Uva”: 6,50 euro (3,5 / 5)



Volantino Bennet, dal 4 al 17 giugno
Spumante Prosecco Doc “Campo del Passo”: 2,98 euro (3 / 5)
Chianti Docg, Cecchi: 3,59 euro (3,5 / 5)


Volantino Carrefour Market, dal 5 al 15 giugno
Negroamaro Salento Igt / Bianco Sicilia Igt Botte Buona, Caviro: 1,49 euro (3 / 5)
Bonarda Oltrepò pavese Doc, Terre dei Passeri: 1,69 euro (2 / 5)

Vini La Calenzana: 2,75 euro (3 / 5)
Chianti Docg / Orvieto Doc Poggio al Sole: 2,75 euro (3 / 5)

Nero d’Avola Sicilia Doc, Rapitalà: 4,19 euro (5 / 5)
Trento Doc Brut, Rotari (Gruppo Mezzacorona): 7,49 euro (5 / 5)


Volantino Carrefour, dal 5 al 15 giugno (1+1)
Inzolia / Grillo/ Nero d’Avola / Syrah Igt Terre dei Vespri: 6 euro (2 pezzi) (3 / 5)
Malvasia Nera / Primitivo / Negroamaro Igp “Centocampi”, Cantine Coppi: 3,99 euro (3,5 / 5)

Bonarda Oltrepò pavese Doc, Terre dei Passeri: 1,69 euro (2 / 5)
Vermentino di Sardegna / Rosé di Alghero Doc, Sella & Mosca: 3,99 euro (3,5 / 5)

Chardonnay alto Adige Doc “Kössler”: 6,99 euro (5 / 5)
Müller Thurgau Doc, St. Michael Eppan (San Michele Appiano): 8,70 euro (5 / 5)


Volantino Carrefour Express, dal 28 maggio al 9 giugno
Roero Araldica Colle Rosa: 4,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Muller Thurgau Cavit: 3,49 euro (3,5 / 5)

Prosecco Valdobbiadene Carpenè Malvolti: 6,99 euro (5 / 5)
Pinot Grigio o Chardonnay Mezzacorona: 3,99 euro (3,5 / 5)

Pecorino Igt Spinelli: 2,99 euro (4 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Doc Spinelli: 2,99 euro (4 / 5)

Rosso Doc di Valtellina Nera: 5,89 euro (4 / 5)
Chianti Docg Sorelli: 2,99 euro (3 / 5)

Corvo bianco o rosso Duca di Salaparuta: 4,29 euro (3,5 / 5)
Nero d’Avola o Grillo Settesoli: 3,99 euro (3,5 / 5)
Rosso di Montalcino Doc Tenuta Friggiali: 9,79 euro (5 / 5)


Volantino Coop, dal 28 maggio al 10 giugno
Colli Piacentini Gutturnio Valtidone: 2,19 euro (3,5 / 5)
Colli Piacentini Bonarda Valtidone: 2,19 euro (3,5 / 5)


Volantino Conad, dal 27 maggio all’8 giugno – “Sconti fino al 50%”
Lugana Collo Lungo Dop Visconti: 5,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Rosè Brut Borgo dai Morars: 4,79 euro (3,5 / 5)
Cabernet Sauvignon Montaia Rubicone: 3,98 euro (3,5 / 5)


Volantino Conad, dal 28 maggio all’7 giugno – “Tutto al Costo”
Vernaccia di San Gimignano Docg Bufferia: 3,49 euro (3 / 5)
Spumante Rosè Brut Borgo dai Morars: 3,99 uro (3 / 5)

Vini dell’Umbria Duca Odoardo: 2,25 euro (3 / 5)
Chianti Docg Cecchi: 3,99 euro (3,5 / 5)


Volantino Crai dal 28 maggio al 10 giugno
Nessun vino da segnalare


Volantino Despar, dal 28 maggio al 17 giugno – “1+1 gratis”
Prosecco Treviso Doc Santa Bona: 4,79 euro (3 / 5)
Dolcetto Piemonte Sant’Andrea: 2,29 euro (3 / 5)


Volantino Esselunga, dal 28 maggio al 10 giugno
Spumante Brut Gancia: 2,69 euro (3,5 / 5)
Chardonnay Garda Cantina di Soave: 1,99 euro (3 / 5)

Alto Adige Doc Sauvignon Cantina di Bolzano: 7,90 euro (5 / 5)
Locorotondo Villa Mottura: 2,89 euro (3,5 / 5)

Saraceno Rosato Conti Zecca: 2,33 euro (3 / 5)
Grillo o Syrah Nadaria: 1,92 euro (3,5 / 5)

Lago di Caldaro Cantina di Caldaro: 4,17 euro (4,5 / 5)
Bonarda o Gutturnio Viticoltori Arquatesi: 1,94 euro (3 / 5)

Rosso dei Poderi di Ghiaccioforte, Baroni Pizzini: 5,24 euro (5 / 5)
Montefalco Rosso Vignabaldo: 3,70 euro (3,5 / 5)


Volantino Eurospin, dal 25 maggio al 7 giugno
Rosè, Chardonnay, Verduzzo Veneto Igt: 1,29 euro (2,5 / 5)


Volantino Famila Superstore dal 28 maggio al 10 giugno
Antica Vinicola Broni Bonarda Oltrepo’ Pavese: 2,59 euro (3 / 5)
Barbera d’Asti Docg Duca Aleramo: 2,49 euro (3 / 5)

Colli Piacentini Gutturnio 4 Valli: 2,28 euro (3 / 5)
Dolcetto Langhe Barone Stabilini: 2,99 euro (3 / 5)

Piemonte Chardonnay Barone Stabilini: 2,99 euro (3 / 5)
Colli Piacentini Ortrugo Vicobarone: 1,99 euro (3,5 / 5)


Volantino Iper Famila Galassia, dal 4 al 17 giugno
Nessun vino da segnalare

Volantino Iper Famila Galassia, dal 4 al 17 giugno – “Speciale Sapori Regionali”
Barbera del Monferrato Doc Barone Stabilini: 2,98 euro (3 / 5)
Piemonte Doc Chardonnay Barone Stabilini: 2,99euro (3 / 5)

Colli Piacentini Ortrugo Vicobarone: 1,99 euro (3,5 / 5)
Barbera d’Asti Docg Terre da Vino: 3,59 euro (3,5 / 5)

Cortese Alto Monferrato Duchessa Lia: 2,99 euro (3 / 5)
Colli Piacentini Ortrugo Valtidone: 2,29 euro (3,5 / 5)


Volantino Gulliver, dal 4 al 17 giugno
Valdobbiadene Docg Prosecco Marca Oro Valdo: 3,99 euro (3,5 / 5)
Sicilia Doc Inzolia Settesoli: 3,49 euro (3,5 / 5)
Sicilia Doc Syrah Settesoli: 3,49 euro (3,5 / 5)


Volantino Il Gigante, dal 4 giugno al 17 giugno – “50×50”
Chianti Docg Vecchia Cantina di Montepulciano: 2,29 euro (3,5 / 5)
Valdobbiadene Superiore Docg Prosecco Superiore Docg Porta Leone Millesimato Extra Dry: 4,99 euro (3,5 / 5)

Lambrusco di Sorbara / Grasparossa o Castelvetro Chiarli: 2,69 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Treviso Coste Petrai: 3,99 euro (3,5 / 5)

Sicilia Doc Inzolia Settesoli: 3,49 euro (3,5 / 5)
Sicilia Doc Syrah Settesoli: 3,49 euro (3,5 / 5)
Bardolino Doc/Chiaretto o Soave Doc Cantine Pasqua: 2,89 euro (3,5 / 5)

Volantino Il Gigante dal 21 maggio al 28 giugno – “La Carta dei vini”
Pignoletto frizzante Modena Doc Villa Cialdini Chiarli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Brut Millesimato Vecchia Modena: 3,49 euro (3,5 / 5)

Lambrusco Grasparossa Doc Il Baluardo Chiarli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Lounge Astoria: 3,79 euro (3,5 / 5)

Cortese Monferrato Casalese Doc Barlet Cantina Produttori del Monferrato: 3,39 euro (4 / 5)
Grignolino Monferrato Casalese Doc Barlet Cantina Produttori del Monferrato: 3,39 euro (4 / 5)

Erbaluce di Caluso Docg Serchè Produttori del Monferrato: 3,49 euro (4 / 5)
Barbera Monferrato Sup. Docg Serchè Produttori del Monferrato: 3,99 euro (4 / 5)

Ortrugo Colli Piacentini Frizzante Doc Piani Castellani: 2,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Ortrugo Doc Piani Castellani: 4,59 euro (3,5 / 5)

Malvasia Dolce Frizzante Doc Piani Castellani: 2,99 euro (3,5 / 5)
Gutturnio Frizzante Doc Colli Piacentini Piani Castellani: 2,89 euro (3,5 / 5)

Grillo Sicilia Doc Fazio: 2,99 euro (3,5 / 5)
Nero d’Avola Sicilia Doc Fazio: 2,99 euro (3,5 / 5)

Gutturnio Frizzante Doc Colli Piacentini Dante 45: 2,99 euro (3,5 / 5)
Ortrugo Frizzante Doc Colli Piacentini Dante 45: 2,89 euro (3,5 / 5)

Verdicchio dei Castelli di Jesi Monte Schiavo Villa Le Querce: 2,99 euro (3,5 / 5)
Bianco Vergine della Valdichiana Doc Vecchia Cantina di Montepulciano: 2,79 euro (3,5 / 5)

Rosso di Montepulciano Doc Vecchia Cantina di Montepulciano: 2,79 euro (3,5 / 5)
Nobile di Montepulciano Docg Vecchia Cantina di Montepulciano: 5,49 euro (3,5 / 5)
Sangiovese Rosato Igt Vecchia Cantina:2,79 euro (3 / 5)

Ribolla Gialla Igt Borgo dei Vassalli: 4,99 euro (3,5 / 5)
Sauvignon Blanc Isonzo Doc Borgo dei Vassalli; 4,99 euro (3,5 / 5)

Viogner Sicilia Doc Gurgò Cantine Paolini: 3,79 euro (5 / 5)
Nero d’Avola Sicilia Doc Gurgò Cantine Paolini: 3,79 euro (3,5 / 5)

Pecorino Igt Terre di Chieti Sinello: 3,79 euro (3,5 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Riserva Sinello: 3,89 euro (3,5 / 5)

Valpolicella Ripasso Doc Pagus Bisano: 6,99 euro (4,5 / 5)
Chiaretto Bardolino Doc Pagus Bisano: 2,99 euro (4 / 5)

Nebbiolo d’Alba Doc Produttori di Portacomaro: 4,99 euro (4,5 / 5)
Roero Arneis Docg Produttori di Portacomaro: 4,99 euro (4,5 / 5)

Chianti Docg Il Masso: 2,99 euro (3 / 5)
Cabernet, Merlot, Shiraz Asiotus: 3,69 euro (3,5 / 5)

Roscio Amerino Rosso Igp Castello delle Regine: 3,89 euro (3,5 / 5)
Bianco d’Ameria Igp Castello delle Regine: 3,89 euro (3,5 / 5)

Pecorino Igt Colline Pescaresi Tenuta del Priore: 3,59 euro (3,5 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Doc Tenuta il Priore: 3,59 euro (3,5 / 5)

Vermentino di Toscana Igt Fattoria Il Palagio: 4,19 euro (4 / 5)
Passerina Marche Igt Tenuta De Angelis: 4,79 euro (3,5 / 5)

Greco di Tufo Docg Uttieri: 4,99 euro (3,5 / 5)
Trentino Doc Gewurztraminer Astoria: 6,19 euro (3,5 / 5)

Albana Romagna Docg Azienda Agricola Branchini: 5,45 euro (4 / 5)
Sangiovese Romagna Superiore Dop Azienda Agricola Branchini: 5,45 euro (4 / 5)

Vermentino di Sardegna Doc Cala dei Mori: 4,39 euro (3,5 / 5)
Lugana Doc La Ghironda Fraccaroli: 6,29 euro (4 / 5)

Chiaretto Garda Classico Doc Vigne di Gema: 6,29 euro (4 / 5)
Prosecco Millesimato Doc Treviso Le Contesse: 3,99 euro (3 / 5)

Spumante Cuvèe Millesimato Extra Dry Coste Petrai: 3,29 euro (3 / 5)
Spumante Asti Docg Gancia: 3,79 euro (3,5 / 5)

Spumante Brut Alta Langa Metodo Classico SanSilvestro: 7,99  (4,5 / 5)
Dolcetto Alba Doc SanSilvestro: 3,89 euro (3,5 / 5)
Barbera d’Alba Doc SanSilvestro: 3,89 euro usr 3.5]

Moscato d’Asti Docg Icardi: 4,89 euro (5 / 5)
Barbaresco Docg Icardi: 9,59 euro (5 / 5)

Chianti Docg Piandaccoli: 4,99 euro (5 / 5)
Lambrusco Emilia Igt Senzatempo Riunite: 2,99 euro (3,5 / 5)

Cabernet Toscana Igt Colle al Sasso Famiglia Petracchi: 3,85 euro (3,5 / 5)
Merlot Toscana Igt Colle al Sasso Famiglia Petracchi: 3,59 euro (3,5 / 5)

Primitivo di Manduria Doc Selezione Luigi Guarini: 4,99 euro (3,5 / 5)
Brunello di Montalcino Docg Campone Frescobaldi: 14,39 euro (5 / 5)

Rosso di Montalcino Doc Poggio Salvi:8,39 euro (5 / 5)
Spanna Doc Il Massoroccato: 4,99 euro (4 / 5)


Volantino Iper, dal 25 maggio al 7 giugno
Chianti Docg o Buongoverno Igt Piccini: 2,49 euro (4 / 5)
Trentino Doc Gewurztraminer Mezzacorona: 4,99 euro (3,5 / 5)

Cannonau, Vermentino di Sardegna o Rosato Cala Rosa Pedres: 3,89 euro (3 / 5)
Valdobbiadene Prosecco Rive di Colbertaldo Ca Val: 6,90 euro (3,5 / 5)

Orvieto Classico Bigi: 2,79 euro (3,5 / 5)
Montepulciano o Cerasuolo d’Abruzzo Dop Sistina Citra: 2,99 euro (3,5 / 5)

Spumante Aragosta Brut Santa Maria La Palma: 3,39 euro (3 / 5)
Prosecco Doc Gasparetto: 2,99 euro (3 / 5)

Sauvignon, Cabernet, Ribolla Gialla o Traminer Villa Folini: 4,99 euro (3 / 5)
Aglianico o Falanghina del Sannio Dop Feudi: 3,99 euro (3,5 / 5)

Volantino Iper, dal 5 giugno al 14 giugno – “La Grande Dolcezza”
Prosecco Doc, Ribolla Gialla o Cuvèe Rosè Villa Folini: 3,99 euro (3,5 / 5)
Custoza Doc, Bardolino Doc o Soave Doc Cadis: 2,99 euro (3,5 / 5)

Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Fazi Battaglia: 3,49 euro (5 / 5)
Passerina Igt Fazi Battaglia: 3,49 euro (3,5 / 5)

Lambrusco Modena Doc Corte Rosa, Chiarli: 1,99 euro (3,5 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo, Cerasuolo o Pecorino Igt Bio Natum Agriverde: 3,49 euro (3,5 / 5)

Vermentino di Sardegna Doc Brut Cantina Pedres: 4,79 euro (3,5 / 5)
Vermentino di Gallura Docg Sangusta Pedres: 4,79 euro (4 / 5)

Barbera Doc Appassimento San Silvestro: 4,45 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Extra Dry I Magredi Valdo: 3,99 euro (3,5 / 5)

Lugana Doc Il Penacin Grandi Vigne: 5,95 euro (4 / 5)
Morellino di Scansano Docg La Fagnina Grandi Vigne: 4,69 euro (3,5 / 5)


Volantino Iperal, dal 27 maggio al 9 giugno
Prosecco Treviso Mionetto: 6,79 euro (3,5 / 5)
Spumante Mionetto Rosè / White: 6,49 euro (3,5 / 5)

Vini Magnosella Pedres: 3,79 euro (3 / 5)
Vini assortiti Il Gaggio: 1,55 euro (3 / 5)

Vini Villa Mura assortiti: 2,99 euro (3 / 5)
Chianti Docg Riserva Oro Piccini: 3,99 euro (5 / 5)

Orvieto Classico Piccini: 3,99 euro (3,5 / 5)
Bonarda e Barbera Linea Tralci Montù: 2,99 euro (3,5 / 5)


Volantino Ipercoop, dal 4 giugno al 17 giugno
Barbera del Monferrato o Dolcetto d’Acqui Capetta: 3,20 euro (3 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Doc Loggia del Sole: 1,97 euro (3 / 5)
Prosecco Doc, Zonin: 3,99 euro (3,5 / 5)



Volantino Lidl dall’ 8 giugno al 14 giugno
Negroamaro Salento Igp: 1,49 euro (3 / 5)
Ruchè di Castagnole Monferrato: 4,99 euro (3,5 / 5)
Lugana Dop: 4,49 euro (3,5 / 5)


Volantino Pam, dall’11 al 24 giugno
Chianti Docg Rifugio del Vescovo: 2,90 euro (3 / 5)
Müller Thurgau o Chardonnay Mastri Vernacoli Cavit: 3,99 euro (3,5 / 5)
Valdobbiadene Docg Prosecco Le Calleselle: 3,99 euro (3 / 5)

Volantino Pam, dal 28 maggio al 10 giugno
Collio Doc Gotis Furlanis Pinot Grigio, Sauvignon, Ribolla o Chardonnay Cantina Produttori di Cormons: 3,49 euro (4 / 5)
Spumante Brut Ribolla Gialla Gotis Furlanis Cantina Produttori di Cormons: 3,99 euro (4 / 5)
Vini Citra assortiti: 1,99 euro (3,5 / 5)


Penny Market, dal 4 al 10 giugno
Grillo Bio Rocche di Issu: 2,29 euro (3 / 5)
Chianti Docg: 1,89 euro (2,5 / 5)
Solopaca Doc bianco/rosso: 1,49 (2,5 / 5)



Volantino Simply Market, dal 4 al 17 giugno
Vermentino di Sardegna Doc, Sella & Mosca: 4,99 euro (3,5 / 5)
Primitivo di Manduria Doc, Marcianti: 3,49 euro (3 / 5)

Valpolicella Ripasso Doc Araia, Cantina di Soave: 4,99 euro (3,5 / 5)
Chianti Classico Docg, Cecchi: 5,49 euro (3,5 / 5)


Volantino Tigros dal 27 maggio al 9 giugno
Chianti Docg Antica Sala Sensi: 1,99 euro (3 / 5)
Barbera d’Asti, Dolcetto Monferrato Doc Conti Buneis: 2 pezzi 5,98 euro (3,5 / 5)

Ortrugo, Gutturnio Castelli del Duca: 2,69 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Zonin: 3,29 euro (3,5 / 5)
Vini Grigolli Müller Thurgau, Marzemino o Merlot Trentino: 3,39 euro (3,5 / 5)

Syrah rosè Igt o Nero d’Avola / Syrah Doc  Settesoli: 3,39 euro (3,5 / 5)
Ribolla Gialla Brut La Gioiosa: 3,99 euro (3 / 5)

Lambrusco Marcello Oro Ariola: 4,49 euro (3,5 / 5)
Lugana Doc Ca Maiol: 6,90 euro (4,5 / 5)


Volantino Unes/U2, dal 27 maggio al 9 giugno
Prosecco Mionetto: 6,99 euro (3,5 / 5)
Chardonnay Santa Margherita: 3,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Rosè Le Bollè: 2,99 euro (3 / 5)

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degustati da noi vini#02

Gamay del Trasimeno Doc 2016 “C’osa”, Madrevite

Ci sono legami profondi rimasti inspiegabilmente nascosti, oscuri. Custoditi nelle pieghe dei libri di storia, più che tra le colonne di inchiostro delle pagine, lasciate in testamento ai posteri. È il caso del Gamay del Trasimeno, vitigno della famiglia dei Grenache, diverso da quello di Borgogna. Se ne ha notizia, in Umbria, dalla metà del XV secolo. Col Colli del Trasimeno Doc Gamay 2016 “C’osa” di Madrevite si fa pace coi libri e con la storia. Un’etichetta manifesto di un movimento in crescita, che va ben oltre il marketing. Nel segno della qualità.

LA DEGUSTAZIONE
Rosso rubino luminoso, trasparente, dall’unghia  che tende al rosato. Ampie lacrime segnano come graffi il petto del calice: unico segnale tangibile dei 15 gradi di percentuale d’alcol in volume, che al naso prima e al palato poi, paiono impercettibili e integrati al corredo.

Avvicinando il naso al calice, col passare dei minuti, si comprende la natura estremamente cangiante del nettare: “C’osa” gioca a regalare nuovi sentori ogni 2, 3 minuti. Fino a che la bottiglia svanisce, senza neppure accorgersene.

Il naso si apre sui fiori e sulla frutta. Percezioni ammalianti di rosa e di violetta, unite a croccanti ricordi di ribes e di lampone maturo, anticipano sbuffi leggeri di pepe nero. Giunge in un secondo momento l’agrume, che porta la mente dritta a certi Beaujolais della Moulin à Vent.

Mentre la spezia si fa sempre più viva, ecco avanzare sentori terziari di vaniglia bourbon e liquirizia dolce, così come note di brace e fondo di caffè. Non manca, nel Gamay del Trasimeno di Madrevite, la macchia mediterranea, concentrata tra l’alloro e il rosmarino.

L’assaggio è carico di aspettative, che non vengono deluse. Si evolve come il naso, dalla frutta ai terziari, fino a guadagnare ricordi vegetali. Dal succo alla leggera percezione tannica, in un quadro di perfetta armonia ed equilibrio. A fare da sottofondo, una venatura salina che da un lato tende il sorso, dall’altro rende irresistibile la beva.

Il Colli del Trasimeno Doc “C’Osa” 2016 di Madrevite è un vino moderno, sincero e unico, perfetto per un consumo a tutto pasto, specie se in abbinamento a pietanze a base di carne. Per la precisione dei sentori e l’intrinseca concettualità, si presta a un consumo in solitaria, prima del pasto, condito da chiacchiere e sorrisi. Un vino spensierato, che fa pensare.

LA VINIFICAZIONE
Si tratta dell’etichetta di punta della cantina umbra Madrevite. “C’Osa” 2016 è stato affinato un anno in barrique francesi di secondo passaggio. La commercializzazione è iniziata a 6 mesi dall’imbottigliamento, per consentire al nettare di stabilizzarsi e iniziare a trovare a il suo equilibrio.

A tre anni dalla vendemmia, ottenuta tramite un’attenta selezione delle uve Gamay del Trasimeno raccolte nei vigneti di proprietà della cantina, nell’areale di Castiglione del Lago (PG), il vino si presenta in una interessante fase di pienezza evolutiva.

Il nome Madrevite riprende quello dell’omonimo strumento che veniva usato dai vignaioli umbri per fissare l’usciolo, la porticina frontale delle botti di legno. Un legame con il passato che guida la famiglia Chiucchiurlotto da tre generazioni, a partire dal 2001.

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Vini al supermercato

Franciacorta Docg Saten Brut, Castel Faglia

(4 / 5)Da Esselunga, un buon Franciacorta Saten Brut. Lo produce l’azienda agricola Castel Faglia di Cazzago San Martino, in provincia di Brescia. Ottenuto esclusivamente da uve Chardonnay, reca sull’etichetta la scritta “Saten”, che indica la presenza di una bollicina non “aggressiva” (pressione in bottiglia inferiore ai 5 bar) e di una spuma “cremosa”. Nel calice, il Franciacorta Docg Saten Brut Castel Faglia si presenta d’un bel giallo paglierino con riflessi dorati. Il perlage è fine e persistente. Al naso, buona intensità e schiettezza. Flebili note di crosta di pane lasciano spazio a più concreti sentori fruttati, che richiamano soprattutto la pesca bianca e la scorza del lime. Quest’ultima risulta sempre più presente nel calice, col passare dei minuti. La ritroviamo anche al palato, assieme alla pesca bianca matura, in un contorno del tutto secco (Brut) e lievemente astringente, Buona freschezza, accostata da una leggera sapidità. Il perlage, come nelle attese, risulta delicato sul palato e si dissolve in bocca regalando una percezione setosa. Un Franciacorta Docg Saten Brut equilibrato, intenso e fine anche nel retro olfattivo, dove risulta sufficientemente persistente. Spumante da bere giovane questo Castel Faglia, pur prestandosi per caratteristiche a un minimo affinamento ulteriore in bottiglia (leggere sulla contro etichetta la data della sboccatura, in questo caso ottobre 2015). Perfetto come aperitivo, può accompagnare degnamente piatti di pesce o di carne bianca. Da provare con il pollo ruspante al limone. Temperatura di servizio rigorosa: dai 4 ai 6 gradi per assaporarlo al meglio.

LA VINIFICAZIONE
Il Franciacorta Docg Saten Brut Castel Faglia è ottenuto dalla vinificazione dello Chardonnay allevato sul territorio di Calino di Cazzago San Marino, nel cuore della Franciacorta, tra i Comuni di Borgonato ed Erbusco. Un terroir di origine morenica recente. La raccolta delle uve avviene a partire dalla seconda metà del mese di agosto. Gli acini, come vuole la tradizione spumantistica, vengono colti a maturazione non ancora ultimata. Una raccolta che, all’azienda agricola Castel Faglia avviene manualmente, in piccole cassette. Segue una pressatura soffice dello Chardonnay, una fermentazione primaria a temperatura controllata in acciaio e una seconda fermentazione (Metodo Classico) in bottiglia. Prima di essere commercializzato, il Franciacorta Docg Saten Brut Castel Faglia affina per ulteriori 24 mesi. L’azienda prende nome dal castello dell’antico proprietario Faglia, situato su una collina di origine morenica a 300 metri sul livello del mare, dalle cui pendici si distendono vigneti in parte a gradoni.

Prezzo: 12,85 euro
Acquistato presso: Esselunga

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