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Terre Siciliane Igt Nero d’Avola e Frappato Irmàna 2015, Corvo

(4 / 5) Un rosso davvero piacevole e “atipico” figlio del matrimonio tra due vitigni tradizionali siciliani, Nero d’Avola e Frappato, uvaggi di cui è composta anche l’ unica Docg della regione, il Cerasuolo di Vittoria.

Sotto la lente di ingrandimento di vinialsuper il Terre Siciliane Igt Nero d’Avola e Frappato Irmàna vendemmia 2015 di Corvo, etichetta numericamente importante e ben distribuita in grande distribuzione, da sud (in questo caso) a nord.

LA DEGUSTAZIONE
Di colore rosso rubino il Terre Siciliane Igt Irmàna di Corvo è un vino di media densità. Il naso, elegante e fine è impostato principalmente sul frutto con evidenti note di marasca, mora e fragola, delicate note floreali e sbuffi vegetali.

La piacevolezza olfattiva è totalmente confermata al palato. Un ingresso soffice e suadente avvolge la bocca  ed è lì che torna e ritorna la marasca. Il sorso è solcato da una scia semi aromatica di maraschino.

Un’esplosione di frutta, che si propaga come il succo di una caramella ripiena una volta masticata. Una buona freschezza stimolante, abbinata ad una gradazione leggera (12,5%) e ad un corpo non “pesante”  sono le caratteristiche che fanno del Terre Siciliane Igt Irmàna un buon compagno in tavola.

Una bevuta lieve che con un buon rapporto qualità prezzo allieta la pesantezza (talvolta) della quotidianità. In cucina si può accostare a piatti di pesce saporito, pasta, carni bianche complesse o rosse semplici e formaggi mediamente stagionati.

LA VINIFICAZIONE
Il Terre Siciliane Igt Irmàna di Corvo è ottenuto da uve Nero d’Avola provenienti da vigneti siti in Sicilia sud-occidentale e uve Frappato allevate nella provincia di Agrigento su terreni misti tendenti al calcareo con il sistema a contro spalliera.

Le uve, raccolte a mano a perfetta maturazione vengono vinificate tradizionalmente con macerazione sule bucce (tre giorni il Frappato e sei giorni il Nero d’Avola) e con assemblaggio a malolattica effettuata.

Successivamente il vino matura almeno cinque mesi in cemento vetrificato e affina per ulteriori due mesi in bottiglia in cantina alla temperatura di 12°-16°. Corvo è un marchio storico siciliiano facente parte del gruppo Duca di Salaparuta , il primo gruppo vitivinicolo dell’isola di proprietà di Illva Saronno Holding.

Prezzo: 5,95 euro
Acquistato presso: Bennet

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Vino novello 2016, produzione in caduta libera

E’ il primo vino della vendemmia, ma non fa (più) impazzire gli italiani. E’ un trend destinato a peggiorare di anno in anno quello della produzione e della vendita del “vino novello”. Reperibile anche nei supermercati italiani dal 30 ottobre, come da disposizione del Ministero delle Politiche agricole, si colloca quest’anno sul minimo storico di appena 2 milioni di bottiglie. Il deblocage, per la vendemmia 2016, è stato anticipato di quasi tre settimane rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese, in vendita solo a partire dal 17 novembre. La produzione del vino novello in Italia è iniziata verso la metà degli anni ’70, in risposta ai vignaioli francesi della zona di produzione del Beaoujolais. I ‘cugini’, per superare una stasi di mercato, misero sul mercato il Beaoujolais nouveau, volto a rivalorizzare il vino da uve Gamay meno pregiate della Borgogna meridionale. In Italia il vino novello ha avuto una rapida espansione, come evidenzia il fatto che dieci anni fa si producevano ben 17 milioni di bottiglie made in Italy.

LE RAGIONI DEL CROLLO
“Ironia della sorte – evidenzia Coldiretti – a mancare quest’autunno saranno anche le castagne italiane, con il crollo del raccolto che si è verificato in Campania, la prima regione produttrice, dove si prevede un taglio fino al 90%, ma cali sono segnalati in tutto il Meridione mentre una leggera ripresa dei raccolti si stima al Nord, però, con alcune zone critiche a causa della siccità”.

All’origine del calo della produzione nazionale di vino novello, c’è una serie di fattori, a partire dalla limitata conservabilità, che ne consiglia il consumo nell’arco dei prossimi 6 mesi fino alla tecnica di produzione, la macerazione carbonica, che è più costosa di circa il 20% rispetto a quelle tradizionali. Ma sopratutto, come spiega la Coldiretti, “gli stessi vitigni che negli anni passati rappresentavano la base del novello vengono oggi spesso utilizzati per produrre vini ugualmente giovani, ideali per gli aperitivi, ma che non presentano problemi di durata”. Il ‘vino da bere giovane’ deve le sue caratteristiche al metodo di vinificazione utilizzato, che è stato messo a punto dal ricercatore francese Flanzy ed è fondato sulla macerazione carbonica. Leggero, con bassa gradazione (11 gradi) e bouquet aromatico, il novello viene consumato soprattutto in abbinamento con i prodotti autunnali come le caldarroste.

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Colomba Platino terre siciliane Igt, Duca di Salaparuta

(5 / 5) C’è un motivo se un vino viene prodotto ininterrottamente dal 1959. Nel caso del Colomba Platino di Duca di Salaparuta, la ragione non è da ricercare solamente nel vitigno utilizzato: l’Insolia, il più antico della Sicilia. La freschezza e l’unicità di questa bottiglia nel panorama della grande distribuzione organizzata italiana, oltre all’ottimo rapporto qualità-prezzo, rende questo vino una scommessa da poter giocare a occhi chiusi, quando si è alla ricerca di un abbinamento perfetto (e di classe) a portate di pesce, crostacei, frutti di mare. Di colore giallo paglierino, si presenta al naso molto ben strutturato ed elegante, con decisi sentori di agrumi. Un vino che si conferma molto fruttato anche all’assaggio: di nuovo limoni, arance e una punta di nocciola nel finale. Lungo, deciso, fresco e persistente. Piacevolmente astringente. Elegante, insomma, come già detto. In particolare, si tratta di una indicazione geografica tipica ottenuta nella splendida zona della provincia di Agrigento, tra Ribera e Cattolica, dove si alternano macchie di vegetazione selvatica, campi di frumento, uliveti e terreni di un bianco calcareo, dove affondano le loro radici le terrazze di vigneti Insolia, degradanti verso il mare. La vendemmia avviene in maniera manuale nel mese di settembre. Le uve vengono pressate molto delicatamente e in seguito fatte fermentare a 16-17 gradi, per circa 15 giorni. Per poi subire un lungo contatto con i lieviti, prima della maturazione a temperatura controllata sino a primavera, per favorire l’illimpidamento naturale. Altri due mesi in bottiglia e il Colomba Platino di Duca di Salaparuta è pronto per essere consumato, non più “vecchio” di due anni (la bottiglia degustata è dell’annata 2013). Il Gruppo Duca di Salaparuta riunisce tre brand storici che rappresentano la Sicilia e l’Italia nel mondo: Corvo e Duca di Salaparuta, nati nel 1824, e Florio nato nel 1833. Acquisite dalla Illva Saronno Holding e riunite in un’unica realtà, le due Aziende storiche costituiscono il primo gruppo vitivinicolo privato dell’isola che si prefigge lo scopo di “raccontare la storia e la terra attraverso luoghi suggestivi come le Tenute e le storiche Cantine”.

Prezzo pieno: 7,99 euro
Acquistato presso: Il Gigante

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