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Migliori Amarone 2020 ad Opera Prima 2025

Migliori Amarone 2020 amarone opera prima 2025
Migliori Amarone 2020 amarone opera prima 2025. Non c’è vino in Italia che si stia interrogando sul proprio futuro come l’Amarone della Valpolicella. Ne è una riprova l’annata 2020, presentata a Verona in occasione dell’anteprima Amarone Opera Prima 2025. Tra qualche difficoltà di mercato e tentativi di riposizionamento in chiave gourmet, una buona parte dei produttori sembra essersi messa alle spalle le sovra-concentrazioni. Virando su vini dall’alcol più integrato e dal profilo meno opulento. Favorendo così, nelle migliori interpretazioni di quella che abbiamo definito negli anni scorsi “Amarone Revolution“, la leggiadria di beva ben gradita dai consumatori moderni.

L’ANNATA 2020 DELL’AMARONE DELLA VALPOLICELLA

L’annata 2020 non sarà comunque tra quelle da ricordare tra le migliori per tutti i produttori. L’andamento climatico è risultato difforme tra le varie zone, in maniera ancora più marcata tra collina e zone pianeggianti, colpite dalla grandine. Determinante anche la riduzione della resa produttiva (del 20%) voluta dal Consorzio guidato da Christian Marchesini. Più in generale, gli Amarone 2020 presentati ad Amarone Opera Prima 2025 si possono dividere in almeno tre macro-sezioni.

La prima riguarda quelli capaci di condensare l’essenza di un vino che prevede una componente da appassimento (data dalla messa a riposo delle uve), in una veste fresca, già godibile e di assoluta prospettiva in termini di affinamento. Sono questi i migliori Amarone 2020 individuati durante il tasting. All’opposto ci sono Amaroni troppo esili, condizionati dal legno perché incapaci di reggerlo, in termini di struttura. Vini lontani dal concetto della denominazione, stilisticamente arresi alle sirene dei mercati e privi di anima, oltre che si storia.

In mezzo ci sono Amaroni – tanti, per la verità – che issano sul veliero della Valpolicella, in navigazione in acque mosse in tempi di crisi per i vini rossi, la bandiera del “Work in progress“, color speranza, ovvero consapevolezza. Etichette che trovano conforto in una buona freschezza e, dunque, nell’agilità di beva. Ma a cui manca quel filo di polpa e di ricchezza in più che ci si deve aspettare da un vino che prevede una componente di appassimento. In qualche caso, è in questa macro-sezione che si identificano chiusure leggermente amaricanti e tannini un po’ ruvidi. Di seguito i migliori Amarone 2020.

MIGLIORI AMARONE 2020 AD AMARONE OPERA PRIMA 2025

CANTINA VINO ANNO ALCOL DESCRIZIONE E PUNTEGGIO IN CENTESIMI
MONTE CASTELON Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 16% Frutto ben espresso al naso, una ciliegia ben matura. Sottofondo speziato caldo, con venature balsamiche. Sorso molto fresco, reso piacevole da una nota sapida che accompagna tutto il sorso. Appassimento integrato nel quadro. Un Amarone in perfetta sintonia con la gamma aziendale, tutta di altissimo livello. Monte Castelon è la cantina rilevazione di Amarone Opera Prima 2025. 95/100
TERRE DI LEONE Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 Generosa polpa rossa che si fa largo con l’ossigenazione, dopo un primo naso leggermente contratto. Erbe aromatiche in sottofondo, ancor più delle spezie, un tocco pepato. In bocca si conferma polposo e sfodera una gran freschezza, dal centro bocca all’allungo. Altro gran bel campione. 95/100
SAN CASSIANO Amarone della Valpolicella Docg 2020 16% Vino in evoluzione, mostra tinte verdi al naso, che virano sul balsamico con l’ossigenazione. Note che trovano conferme al palato, dal bel frutto croccante che sgomita per farsi largo sul palco. Alcol da integrarsi. 89/100
CANTINE DI VERONA Amarone della Valpolicella Docg Torre del Falasco 2020 15,5% Bella mora di rovo a delineare un naso sul frutto e su una bella balsamicità. Gran freschezza al palato, a sostenere la polpa. Vino già piuttosto godibile, con l’alcol che si integrerà ulteriormente. 90/100
VALENTINA CUBI Amarone della Valpolicella Docg Classico Morar 2020 16% Primo naso sulle erbe aromatiche e sul frutto rosso, di maturità ottimale. Perfetta corrispondenza naso-bocca, su una bella trama tannica e salina che accompagna il sorso fino alla chiusura. Dopo qualche prova altalenante, che la 2020 sia l’annata della riscossa? 93/100
CORTE CAVEDINI Amarone della Valpolicella Docg 2020 16,5% Naso aperto sul frutto. Bella spezia e balsamicità. Palato un po’ contratto al momento, tannino ruggente. Polpa e struttura non mancano: si farà. SV
SORÍPA Amarone della Valpolicella Docg 2020 Frutto e balsamicità, un tocco di liquirizia. Al palato ottima agilità di beva, con l’appassimento ben gestito. Buona freschezza e leggera sapidità in chiusura. Bello “da bere”. 92/100
MARILISA ALLEGRINI – VILLA DELLA TORRE Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 Colore meno carico rispetto ad altri campioni. Bel naso sul frutto, di buona concentrazione. Elegantissima speziatura. Palato polposo, ricco, strutturato, tra frutto e balsamicità. Alcol al momento leggermente fuori dal coro, ma che si integrerà col tempo, viste le spalle larghe. 94/100
MONTECI Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 15,5% Gran bel frutto naso-bocca (mora e marasca), venature balsamiche a renderlo ancora più stratificato. Ottima la beva, nonostante un tannino che potrà meglio integrarsi. 92/100
TORRE DI TERZOLAN Amarone della Valpolicella Docg 2020 16,5% Naso più cupo rispetto ad altri campioni, sul frutto scuro e sulla spezia. Al palato rivela un’ottimale concentrazione. Appassimento gestito divinamente. Gran freschezza e prospettiva, a segnare il passo tra beva e longevità. 95/100
FLATIO Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 16% Naso leggiadro, più sul frutto croccante che sulle note da “messa a riposo”. In bocca materico, autentico. Bella vena salina che accompagna balsamicità e concentrazione del frutto. Finale lungo, asciutto, che invoglia la beva. 92/100
TEZZA VITICOLTORI IN VALPANTENA Amarone della Valpolicella Docg Valpantena 2020 16% Gran concentrazione di colore. Primo naso balsamico, speziato, a cui non manca la componente fruttata, altrettanto intensa, viva, dinamica. Bel vino in prospettiva. 92/100
PICCOLI Amarone della Valpolicella Docg La Parte 2020 Gran purezza del frutto al primo naso, che invoglia all’assaggio per precisione e croccantezza: mora, ciliegia, piccoli frutti rossi, avvolti in una balsamicità golosa e in un corredo di spezie calde. Una precisione che si conferma al palato, giustamente concentrato e scorrevole, in termini di beva. Tannini e freschezza da Amarone capace di affrontare la sfida con le lancette dell’orologio. 95/100
LAVAGNOLI Amarone della Valpolicella Docg 2020 17% SV
BRONZATO Amarone della Valpolicella Docg 2020 Bel colore luminoso, da cui si libera un frutto croccante e una bella balsamicità. In bocca risulta al momento un po’ contratto, ma lasciato “respirare” si apre e mostra muscoli e prospettiva. 92/100
CA’ LA BIONDA Amarone della Valpolicella Docg Classico Ravazzol 2020 16% Colore splendido, luminoso. Naso su leggera venatura fenolica, intrigante sul frutto rosso pienamente maturo. Gran piacevolezza di beva al palato, di ottimale concentrazione e dal tannino di prospettiva. Balsamicità in chiusura, a rendere il sorso fresco e ancora più goloso. Gran persistenza. Vino in divenire, verso grandi orizzonti. 95/100
ZÝME DI CELESTINO GASPARI Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 Frutto di gran concentrazione, vena sapida ad accompagnarlo insieme alla freschezza, sino alla lunga chiusura. Gran struttura, a cui dare tempo. Sarà grande. 94/100
ANTICHE TERRE VENETE Amarone della Valpolicella Docg Baorna 2020 15% Già godibilissimo, senza stravolgere il concetto di Amarone e regalandone una veste immediata, tra freschezza e ottimale concentrazione. 89/100
MARCHI Amarone della Valpolicella Docg 2020 15,5% Naso che si divide tra il frutto rosso e scuro di gran concentrazione. Corrispondenza perfetta al palato, su leggera vena sapida, che accompagna sino alla chiusura. Tannini che si integreranno meglio, insieme all’alcol. Buona prospettiva. 91/100
ALBINO ARMANI NEL VINO DAL 1607 Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva Cuslanus 2020 Frutto, balsamicità, spezia calda al naso. Gran beva e freschezza al palato, per un Amarone già godibilissimo, la cui cifra stilistica è la precisione. 93/100
FATTORI Amarone della Valpolicella Docg Riserva 2020 Ciliegia croccante, piena, succosa. Anche al palato una gran piacevolezza di beva sul frutto, sorretto da freschezza, tannino di prospettiva e sapidità. Gran bell’esempio della nuova corrente dell’Amarone. 93/100
MONTE DEL FRÀ Amarone della Valpolicella Docg Classico Tenuta Lena di Mezzo 2020 15,5% Balsamicità che esplode al naso sul frutto rosso croccante. Al palato agilità e profondità, tra frutto che si conferma di corretta concentrazione e ricordi di liquirizia dolce. 93/100
FASOLI GINO Amarone della Valpolicella Docg Alteo 2020 17,5% SV
GERARDO CESARI Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 15% Frutto, balsamicità, spezia, gran beva. Ottima persistenza. Immediato e di prospettiva. 90/100
FATTORI Amarone della Valpolicella Docg Col de la Bastia 2020 Naso equilibrato tra frutto e balsamicità. Gran beva, evidenziata da una concentrazione non esasperata. 91/100
CORTE FIGARETTO Amarone della Valpolicella Docg Valpantena Musa del Figaretto 2020 16,5% Naso tra i più eleganti e stratificati, anche se in fase di evoluzione. Freschezza, balsamicità dolce, spezia, tannino che si integrerà meglio. Vino che si colloca a cavallo fra tradizione e rivoluzione. 94/100
MANARA Amarone della Valpolicella Docg Classico Corte Manara 2020 16% Vino sulla beva, a cui manca però profondità. 89/100
SANTI Amarone della Valpolicella Docg Carlo Santi 2020 16% SV
BOLLA Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva Le Origini 2020 15,5% SV
ROCCA SVEVA Amarone della Valpolicella Docg Riserva 2020 15% SV
LA DAMA Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 SV
CONTRADA PALUI Amarone della Valpolicella Docg 2020 16% Siamo nel cuore dell’Amarone Revolution, con la cantina Rivelazione della Guida Winemag 2024. I canoni della splendida Val Squaranto esasperati (in positivo) nell’interpretazione dei suoli di Hans Karl Pichler. Sapidità, tensione acida e gestione ottimale dell’appassimento, in un quadro che abbina piacevolezza estrema e beva “da borraccia”. Un Amarone insieme profondo ed etereo. 95/100
MARION Amarone della Valpolicella Docg 2020 16% Frutto pieno, freschezza, tocco balsamico di liquirizia. Tannino e sapidità al palato, in un quadro di perfetta corrispondenza gusto olfattiva. Allungo sul frutto, piacevolissimo in termini di beva, senza rinunciare a struttura, complessità e stratificazione. Gran bella scoperta: tra i Migliori Amarone 2020 all’anteprima 2025. 93/100
ZENI 1870 Amarone della Valpolicella Docg Classico Vignealte 2020 16% Frutto, balsamicità, spezie orientali. Vino che ha tutto per risultare affascinante e chiamare un sorso dopo l’altro, in assoluta leggiadria e senso dei tempi moderni. 93/100
FALEZZE DI LUCA ANSELMI Amarone della Valpolicella Docg Riserva 2020 16,5% Bella concentrazione di frutto, dal primo naso al retro olfattivo. Tannino di prospettiva, balsamicità e potenza. Senza perdere di vista l’eleganza. 94/100
VIGNETI DI ETTORE Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 16% Colpisce per il bilanciamento perfetto tra note di frutta a polpa rossa e scura, mature, e la gran freschezza e sapidità. Il risultato è un sorso dinamico, stratificato, ricco, potente ma elegante. Si lascia già bere con una certa agilità ma è nel tempo che troverà l’equilibrio perfetto. 95/100
DOMINI VENETI Amarone della Valpolicella Docg Classico Collezione Pruviniano – Maran 2020 15,5% Pronto e di buona prospettiva, spazia dal naso al palato su ricordi di frutta sotto spirito (ciliegie), prugne e spezie. L’alcol si integrerà meglio, rendendo il sorso ancora più bilanciato.  90/100
LA COLLINA DEI CILIEGI Amarone della Valpolicella Docg 2020 15% Bel naso sul frutto croccante, sulla balsamicità e sulla spezia calda. Fresco e sapido al palato, di gran beva. 92/100
ACCORDINI IGINO WINERY Amarone della Valpolicella Docg Classico Le Bessole 2020 16% Bel floreale di rosa, viola, molto più netto che in altri campioni. Frutto rosso (ciliegia), di ottimale concentrazione e finezza. Gran beva, nel segno di una concentrazione ottimamente gestita e di un alcol per nulla disturbante. Vena sapida ad accompagnare il piacevolissimo finale. 93/100
CA’ RUGATE Amarone della Valpolicella Docg Punta 470 2020 15% Molto piacevole e concreto, dal naso al palato, su ricordi di ciliegia croccante, in un tutt’uno con sapidità e balsamicità. Liquirizia salata in chiusura, a conferma di una piacevolezza di beva estrema. 93/100
SABAINI Amarone della Valpolicella Docg 2020 15,5% SV
MASSIMAGO Amarone della Valpolicella Docg Conte Gastone 2020 16% Naso delizioso, sul frutto e sulla profondità delle note speziate, rinvigorite da un tocco fenolico accattivante. Al palato una gran concentrazione, nel segno di un frutto preciso, golosissimo. Finale sapido, persistenza da campione. 95/100
CANTINE GIACOMO MONTRESOR Amarone della Valpolicella Docg 2020 15% Amarone che ha tutto: un appassimento gestito benissimo, una freschezza ottimale e tannini integrati per lasciarsi bere senza troppi fronzoli. 93/100
CORTE FIGARETTO Amarone della Valpolicella Docg Valpantena Brolo del Figaretto 2020 16,5% Note ematiche, ferrose, di arancia rossa, accanto a ciliegia e mora di rovo. Balsamicità e spezia calda, ad avvolgere la frutta. Palato dal frutto che si conferma avvolgente, sferzato da una freschezza viva. Allungo sapido. Un Amarone golosissimo. 94/100
TENUTA SANTA MARIA VALVERDE Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 Tra i migliori Amaroni 2020 anche quello di Tenuta Santa Maria Valverde, nel segno di una gran eleganza, tra naso e palato. Intensamente sapido, si snoda su ricordi terrosi, combinati con frutta a polpa rossa e scura, perfettamente matura. Delizioso il gioco tra polpa e tannino. Vino già godibilissimo, con ampie prospettive. 95/100
MONTETONDO Amarone della Valpolicella Docg 2020 16% SV
LE GUAITE DI NOEMI Amarone della Valpolicella Docg 2020 Consueta nota di peperone verde, pepe, che contraddistingue gli Amaroni de Le Guaite. Vino che fa un passo avanti determinante rispetto al passato, in termini di “prontezza” e beva. 93/100
MONTEZOVO Amarone della Valpolicella Docg 2020 16% Spezia elegantissima sul frutto, gran bella concentrazione. Vino verticale e al contempo “largo”, dal bilanciamento esemplare. Chiude asciutto, sapido e sul frutto, tale da richiamare il sorso successivo. 94/100
VIGNA ‘800 Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva Virgo Moron 2020 Tra i campioni di botte più promettenti. SV
FARINA Amarone della Valpolicella Docg Classico Famiglia Farina 2020 16% Arancia rossa al naso, oltre a una certa concentrazione data dalle note d’appassimento. Anche in bocca si conferma slanciatissimo sul frutto, sull’acidità, tanto da lasciarsi già bere agilmente. Amarone che si inserisce nella nuova scia, fra tradizione e rivoluzione. 93/100
AZIENDA AGRICOLA BOSCAINI CARLO Amarone della Valpolicella Docg Classico S. Giorgio 2020 16% Naso un po’ contratto in apertura, che si apre piano sulla frutta. In bocca bella verticalità, frutto croccante, appassimento ben gestito. 90/100
ACCORDINI STEFANO Amarone della Valpolicella Docg Classico Acinatico 2020 16% Naso elegantissimo, sul frutto puro, concentrato e pieno, che non sbava nella confettura. Splendido al palato, elegante e concentrato, lunghissimo nella persistenza: sorso largo e al contempo teso, con tannini di prospettiva. È l’Amarone 2020 da portare a casa da Amarone Opera Prima 2025. 96/100
CAMPAGNOLA Amarone della Valpolicella Docg Classico Giuseppe Campagnola 2020 15,5% SV
FAMIGLIA FURIA Amarone della Valpolicella Docg 2020 16% SV
LA COLLINA DEI CILIEGI Amarone della Valpolicella Docg Ciliegio 2020 15,5% Beva, concentrazione, profondità, prospettiva. 93/100
ILATIUM MORINI Amarone della Valpolicella Docg Léon 2020 Legno in fase di integrazione al naso, per un Amarone che si rivela in generale molto strutturato e di prospettiva assoluta: è tra i campioni da attendere maggiormente nel quadro dell’intera anteprima 2025. Bella chiusura balsamica, mentolata, talcata, in pieno bilanciamento con frutto e venature sapide. 94/100
ALBINO ARMANI NEL VINO DAL 1607 Amarone della Valpolicella Docg Classico Albino Armani 2020 Ottima interpretazione in termini di eleganza e prospettiva. Già una gran beva, ma vino con vista sul futuro. 93/100
BOTTEGA Amarone della Valpolicella Docg Il vino degli Dei 2020 16% SV
VILLA CANESTRARI Amarone della Valpolicella Docg Riserva Plenum 2020 Bella vena fresco-sapida sull’appassimento. Allungo dolce, balsamico. Alcol che meglio si integrerà col tempo. Un Amarone golosissimo, da scoprire. 92/100
PASQUA VIGNETI E CANTINE Amarone della Valpolicella Docg Famiglia Pasqua 2020 SV
TENUTA SANTA MARIA DI GAETANO BERTANI Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva 2020 Freschezza e prospettiva. Vino di assoluta contemporaneità, come direbbero gli inglesi. Gran precisione sul frutto, tra croccantezza e pienezza ed eleganza sulla speziatura che ricorda liquirizia e pepe nero. Alcol che si integrerà meglio in un quadro già degno di nota, che abbina freschezza (dunque beva) e stratificazione (per l’abbinamento). 95/100
SARTORI DI VERONA Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva Corte Bra’ 2020 15,5% Sempre una certezza Sartori, tra le aziende che possono contare (anche) sui grandi numeri, in Valpolicella. Frutto giustamente concentrato, balsamicità, tannino integrato e di prospettiva. Già molto godibile. 92/100
BENAZZOLI amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 Ottima precisione del frutto, pienamente maturo e ben sorretto dalla freschezza, dall’ingresso alla chiusura. Altro campione bello da “bere”. 91/100
CORTE SAIBANTE Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 16% Denso, materico, con buoni margini di evoluzione positiva. Una maggiore precisione sulla maturità del frutto avrebbe reso il sorso più elegante. 89/100
ROCCOLO CALLISTO Amarone della Valpolicella Docg 2020 Bel rubino, mediamente penetrabile alla vista. Splendida balsamicità al naso, di liquirizia fusa, su cui gioca un frutto rosso (ciliegia) perfettamente maturo, di quelli che è cosa buona e giusta definire “croccante”. Sapido in allungo, è l’espressione fresca e già per certi versi “pronta”, di un Amarone moderno: già godibile e al contempo di assoluta prospettiva. Tra i migliori Amarone 2020 c’è anche quello di Roccolo Callisto, realtà da tenere in grandissima considerazione per il futuro, su tutta la gamma. 94/100
CA’ DEI FRATI Amarone della Valpolicella Docg Pietro Dal Cero 2020 SV
CORTE CANELLA Amarone della Valpolicella Docg La Cura 2020 17% Tanta balsamicità e un filo d’alcol di troppo, al primo naso. I punti sono 17 ed è pressoché inevitabile che non sia così. Ma il punto è che questo Amarone ha davvero tutto per riuscire a integrare, nel corredo, quest’abbondanza. La concentrazione degli aromi, oltre all’alcol, suggerisce l’adozione di una stilistica tradizionale, più che innovativa. Una scelta che sposta in là nel tempo il momento corretto per iniziare a pensare di stappare questa bottiglia. Con estrema fiducia. 93/100
FRATELLI BARANA Amarone della Valpolicella Docg 2020 16,5% Concentrazione, freschezza. Sapidità, balsamicità. Un Amarone che prende alla gola, per l’ottimo equilibrio tra opulenza e freschezza già raggiunto. 92/100
CANTINE BERTANI Amarone della Valpolicella Docg Valpantena 2020 15,5% Campione mancante
SANTA SOFIA Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 15,5% Gran eleganza, giocata tra precisione e purezza assoluta del frutto, sapidità e spezia. 95/100
ROCCOLO GRASSI Amarone della Valpolicella Docg 2020 16% Concentrazione splendida del frutto. Gran corpo e struttura, a bilanciare la vena glicerica. Tannini in fase di integrazione, ma di grandissima prospettiva. Chiusura balsamica, di ottima persistenza aromatica. Quello di Roccolo Grassi è un Amarone da manuale, solo all’inizio di un’evoluzione che si prospetta ottimale. 95/100
SECONDO MARCO Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 16% Tanta freschezza e prospettiva anche per l’Amarone di Secondo Marco, in scia con la nuova stilistica della denominazione, senza perdere di vista la tradizione. 94/100
BENNATI Amarone della Valpolicella Docg 2020 15% Frutto, concentrazione, legno in fase di integrazione. 89/100
TENUTE SALVATERRA Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 16,5% Bel gioco tra frutto e tannino, polpa e acidità (freschezza). Ha bisogno di tempo. 89/100
COSTA ARÈNTE Amarone della Valpolicella Docg Valpantena 2020 Prugna disidratata, amarena sotto spirito, un tannino che si mostra piuttosto spavaldo e in fase di integrazione. Ricco, strutturato e balsamico, da attendere con fiducia. 92/100
DOMINI VENETI Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 15,5% Amarone che ha tutto: concentrazione, tensione fresco-acida, larghezza e balsamicità. Pronto e di buona prospettiva. 90/100
CARLO ALBERTO Amarone della Valpolicella Docg 2020 17% SV

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Buona fortuna, Amarone


EDITORIALE – Esco da Amarone Opera prima 2025 frastornato. Come un pugile suonato sul ring. Colpa dell’alcol? Nemmeno per idea. La questione è ben più seria. Agli auguri al Consorzio Vini Valpolicella, che in questa edizione dell’anteprima (2020, migliori assaggi presto online su Winemag) compie 100 anni, s’aggiungono quelli – d’obbligo, di buona fortuna – a una denominazione che sembra volersi ancor più isolare, al posto di tornare ad essere nel calice di tutti. A preoccupare è la via per il futuro dell’Amarone indicata dal vicepresidente del Consorzio Andrea Lonardi, sintetizzata nel claim (parole sue): «Less shelf, more wine list».

Tradotto: «Meno scaffale (del supermercato, ndr), più carte vini (dei ristoranti, ndr)». Un frase, quella proferita di fronte al pubblico di addetti ai lavori internazionali giunti a Verona per assistere ad Amarone Opera Prima 2025 (31 gennaio-1 febbraio), con cui Lonardi ribadisce convinzioni messe nero su bianco più ampiamente il 28 gennaio, in un’intervista rilasciata al Corriere (e mai smentita).

IL FUTURO DELL’AMARONE? SEMPRE MENO AMARONE

Testualmente: «L’Amarone ha tenuto (nel 2024, ndr) perché sono diminuiti un po’ i prezzi: in futuro però non dovrà puntare sulla grande distribuzione come quest’anno, ma consolidarsi come il vino delle occasioni speciali, che entra nelle carte dei vini dei ristoranti. Si deve andare verso una contrazione dei volumi e un cambio del canale di vendita. Perché se l’Amarone, il vino più prestigioso dell’area, perde troppo valore ne risente tutta la Valpolicella. Spinto negli anni Novanta e Duemila da un’esplosione commerciale enorme, soprattutto all’estero, che però ne ha influenzato lo stile, oggi deve andare verso una forma più edonistica».

«FINE WINE, GASTRONOMICO ED EDONISTICO»

In sintesi, secondo Lonardi: bisogna produrre meno Amarone, farlo pagare di più. Ed «elevarlo alla categoria dei “fine wine”, più adatti al consumo gastronomico». Per fare questo, «occorre un Amarone più edonistico». Parole in parte condivisibili, se solo Andrea Lonardi parlasse da master of wine (quale è), o da Ceo di Villa della Torre, per conto di Marilisa Allegrini. Il problema è che Andrea Lonardi è il vicepresidente del Consorzio Vini Valpolicella. Un ente che, fino a prova contraria, è di tutti i soci, non solo dei piccoli-medi produttori: più di 2400 aziende, tra le quali figurano imbottigliatori e cooperative dalle quali dipende la stabilità dell’intera denominazione. E la sopravvivenza dei circa 8600 ettari attuali.

L’AMARONE DEL FUTURO: SOLO PER PAPERONI

In Valpolicella c’è chi va ancora più dritto al nocciolo della questione. E, nell’approcciarsi al tema del futuro del re dei vini rossi veneti, ne fa, addirittura, una questione di reddito. È quanto emerge dall’analisi commissionata dal Consorzio a Unione italiana vini. Secondo cui: «L’Amarone non dovrà snaturare se stesso ma avere ben chiari i propri obiettivi di posizionamento di vino icona, presso un pubblico principalmente composto da consumatori in età matura e un reddito saldamente superiore ai 100 mila dollari».

«In sintesi – secondo il responsabile dell’Osservatorio Uiv, Carlo Flamini – l’Amarone dovrà proporre al mondo un proprio “cocktail”, fatto di aree produttive e diverse vallate (con o senza sottozona riconosciuta ufficialmente?! ndr), del brand Verona, di stile e coerenza per un metodo atto a divenire esso stesso espressione di territorio». Una ricetta tranchant, sotto tutti i profili, quella dettata dal Consorzio Valpolicella nello spegnere le proprie 100 candeline: sempre meno Amarone, solo per ricchi ed edonisti. Frastornati auguri: buona fortuna, Amarone.

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Valpolicella Superiore: un vino rosso sempre più trendy


Una produzione di oltre 61 milioni di bottiglie nel 2023 tra Valpolicella, Valpolicella Ripasso, Amarone e Recioto destinate per il 60% all’export in 87 Paesi del mondo. È l’istantanea del Consorzio vini Valpolicella – 8.617 ettari su 19 comuni che, dalle colline, si estendono fino a Verona; 2.200 viticoltori, 316 imbottigliatori e 6 cantine sociali – che oggi, nell’ambito di “Venezia Superiore”, che oggi ha presentato il focus socioeconomico della principale denominazione Rossa del Veneto. Il dossier di 40 pagine fotografa l’evoluzione del vigneto in Valpolicella, con un fatturato di 600 milioni di euro l’anno.

Servito fresco in abbinamento al pesce: red carpet a Venezia per il Valpolicella Superiore

«In un momento sfidante come quello attuale, soprattutto per i vini Rossi – ha commentato in conferenza stampa il presidente dell’ente di tutela vini Valpolicella, Christian Marchesini – è importante infatti monitorare non solo i mercati ma anche la capacità di risposta e di adattamento del territorio e dei produttori. In questo contesto, il dossier è uno strumento strategico di analisi e di lettura delle tendenze, a partire da quella che coinvolge proprio il vino di territorio per antonomasia, il Valpolicella Superiore, che grazie alla sua versatilità sta scalando nuove quote di mercato».

Protagonista dell’evento “Venezia Superiore”, il Valpolicella si sta rivelando il vino ‘trendy’ della denominazione veronese anche sui mercati internazionali che valgono il 61% delle vendite, con Canada (39%) e Usa (15%) in testa alla classifica dell’export. Nel primo semestre di quest’anno il Valpolicella, che si candida a conquistare i giovani winelover della generazione meno incline al consumo di vino di sempre, ha raggiunto una produzione di quasi 9,5milioni di bottiglie (+0,4% rispetto allo stesso periodo del 2023), un dato sostanzialmente in linea con quello pre-pandemico del 2019.

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Valpolicella: volano domanda e valore, calano le giacenze

Vola il mercato dei vini della Valpolicella, con gli imbottigliamenti in crescita in doppia cifra come pure il prezzo medio delle uve e dello sfuso. Una chiusura di anno da ricordare, che rischia però di trasformarsi in agrodolce a causa dell’aumento senza precedenti delle materie prime legate alla produzione e alla commercializzazione del vino.

È il quadro tracciato dal Consorzio vini Valpolicella con l’analisi degli ultimi dati di filiera. Dati che restituiscono una denominazione in piena salute ma minacciata da una congiuntura che rischia di provocare distorsioni di mercato.

I DATI DELLA CRESCITA

Secondo il Consorzio, gli imbottigliamenti complessivi per l’immissione del prodotto sul mercato sono cresciuti del 16% nei primi 10 mesi di quest’anno rispetto al pari periodo 2020. È l’Amarone a fare la parte del leone (+30,2%, l’equivalente di 15 milioni di bottiglie nei primi 10 mesi dell’anno). Seguono il Valpolicella Ripasso a +14,7% e il Valpolicella a +7,1%.

Un exploit che ha determinato un calo netto delle giacenze di quasi 100 mila ettolitri pari a circa 13 milioni di bottiglie, di cui la metà afferenti ad Amarone e Recioto. Un combinato disposto che, complice anche una vendemmia eccellente, ha fatto lievitare nell’ultimo anno il prezzo medio dello sfuso di Amarone di oltre il 20% e del 13% il Doc atto a Ripasso.

Negli ultimi anni la Doc Valpolicella, denominazione che conta in 19 comuni 8398 ettari per 1677 soci, ha operato scelte contenitive. In particolare sulle rese e attraverso il blocco degli impianti. Il giro d’affari complessivo al consumo supera i 600 milioni di euro.

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Matteo Tedeschi nuovo direttore del Consorzio Vini Valpolicella

Matteo Tedeschi è il nuovo direttore del Consorzio Vini Valpolicella. Veronese, laureato in Scienze forestali ed ambientali, Matteo Tedeschi (classe 1978) ha maturato una lunga esperienza ricoprendo incarichi pubblici di rilievo.

Dal 2003 è attivo presso il Servizio forestale regionale di Verona. Dal 2005 e fino all’incarico al Consorzio Vini Valpolicella, anche in Avepa, l’Agenzia Veneta per i pagamenti.

«Si tratta di un profilo altamente qualificato e specializzato che ha trovato piena coesione nel Consiglio di amministrazione dell’ente», commenta il presidente del Consorzio veronese, Christian Marchesini.

«Oltre alle competenze tecniche – aggiunge – Matteo Tedeschi vanta una profonda conoscenza della denominazione e delle specificità delle aziende che la compongono. Un valore aggiunto e indispensabile per perseguire gli obiettivi del Consorzio, sempre più orientato alla qualità e alla sostenibilità, anche economica, della Valpolicella».

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Consorzio Valpolicella: nasce il primo comitato giovani

Con la prima convocazione ufficiale presso Villa Brenzoni- Bassani, è nato ufficialmente il 20 luglio scorso il primo comitato giovani del Consorzio Vini Valpolicella. A comporlo, 27 candidati dai curriculum che spaziano dalla sfera enologica, all’ambito internazionale e dell’accoglienza in azienda. Tra loro anche molte quote rosa, un terzo dei partecipanti.

«Il gruppo, che diventerà in futuro un organo consultivo della Governance con una modifica dello statuto, ha l’importante obiettivo – spiega Christian Marchesini, presidente del Consorzio – di apportare innovazione in primis, grazie ad una visione dinamica e aperta, ma confidiamo sia anche capace di cooperare insieme al nostro CdA, relativamente a temi caldi per la Doc, come la sostenibilità, la corretta segmentazione dei vini della Valpolicella e la promozione».

A coordinare sarà Davide Manara, classe ’91, che rappresenterà anche i giovani del Consorzio Vini Valpolicella in Federdoc.

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Guerra dell’Amarone: Le Famiglie Storiche replicano al Consorzio Vini Valpolicella

VERONA – “Leggendo il comunicato stampa diramato dal Consorzio Vini Valpolicella immediatamente dopo la nostra conferenza stampa, sento la necessità di fare alcune precisazioni”. Inizia così la nota firmata dal referente delle Famiglie Storiche dell’Amarone, Alberto Zenato., in merito alla bocciatura dell’ipotesi di donare al Consorzio gli oltre 160 mila euro necessari per pubblicare su due quotidiani la sentenza avversa alle Famiglie.

“Vorrei sottolineare che ciò che ci contrappone (involontariamente) al Consorzio è un giudizio di natura esclusivamente civile – scrive Zenato – nel quale non è parte il Ministero. Un giudizio che le Famiglie hanno subìto su iniziativa del Consorzio”.

“Ricordo anzi – prosegue – che il Ministero stesso ha più volte auspicato la fine di ogni contenzioso e, ad onor del vero, rammento che quando il Ministero ci ha chiesto di partecipare ad un tavolo di confronto noi abbiamo accettato senza riserva, mentre il Consorzio non si è presentato”.

Desidero chiarire che ogni causa civile si può sempre e in ogni momento risolvere con un accordo stragiudiziale: nessun provvedimento giudiziale civile è sottratto alla volontà delle parti ed anzi è subordinato ad essa”.

“Nella lettera che avevamo inviato al Consorzio il 19 dicembre scorso – continua Zenato – avevamo tra le altre cose dato la disponibilità di rientrare (a discrezione di ciascuna singola azienda de Le Famiglie Storiche) all’interno della compagine del Consorzio stesso. Abbiamo fatto proposte costruttive proprio per chiudere la querelle, mettendo gli stessi soci del Consorzio nelle condizioni di ridurre le spese del contenzioso legale che gravano anche sui bilanci dell’ente di tutela”.

Per ultimo – ha concluso Zenato – ribadisco che non ci siamo mai sottratti dal dare esecuzione alle varie sentenze, tant’è che abbiamo spontaneamente già tre anni fa modificato il nostro nome ed eliminato dalle bottiglie il bollino delle allora ‘Famiglie dell’Amarone d’Arte“, e intendiamo continuare a rispettare le indicazioni di legge”.

Il presidente ribadisce quindi che Le Famiglie Storiche mettono a disposizione del Consorzio Valpolicella la somma superiore ai 160 mila euro per finalità più utili rispetto alla pubblicazione sui quotidiani che risulta essere “superata e priva di utilità pratica”.

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Consorzio Valpolicella: esclusivo tasting all’Institute of Directors di Londra

 

 

SANT’AMBROGIO di VALPOLICELLA (VR) – Per il secondo anno consecutivo il Consorzio Vini Valpolicella sceglie l’Institute of Directors, al 116 di Pall Mall a Londra per il suo evento esclusivo nel Regno Unito. A condurre la masterclass dell’11 dicembre sarà Peter McCombie, Master of Wine da 25 anni e uno dei massimi esperti di vino italiano nel mondo. A seguire, un Walk Around Tasting con 12 aziende del territorio.

“Il Regno Unito si conferma piazza strategica per i vini rossi dop del Veneto – spiega Olga Bussinello, direttore del Consorzio – dove la Valpolicella incide per il 70%, con il primo semestre 2019 che ha segnato un +16,2% a valore sull’anno scorso e un +36,6% a volume. Il secondo Paese al mondo per import enologico, ritaglia inoltre un’importante fetta del suo paniere all’Amarone della Valpolicella, che qui fa arrivare l’11% dell’export totale del grande rosso veneto”.

Si arresta, invece, dopo diversi anni la corsa del vino italiano negli UK, a causa della decisa frenata nei primi 8 mesi di quest’anno degli sparkling (-9,1%). Nonostante ciò, in rialzo le performance dei vini fermi negli UK, che nei primi 8 mesi dell’anno siglano un +2,8% (fonte: Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor).

Le aziende che partecipano all’evento di Londra: Bertani, Costa Arènte, Cristiana Bettili Wines, Fumanelli, Latium Morini, Le Guaite di Noemi, Montresor, Pietro Zanoni, Roccolo Grassi, San Rustico, Sartori di Verona, Trabucchi.

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I consorzi Valpolicella e Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore a Zurigo


Il Consorzio Tutela Vini Valpolicella rinnova per il secondo anno consecutivo la sua collaborazione con il Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Il 14 ottobre, presso il Papiersaal di Zurigo, in Svizzera, andrà in scena un Walk Around Tasting B2B e B2C dedicato ad operatori della stampa, trade e pubblico selezionato.

Nel corso dell’evento verranno anche organizzati dei seminari guidati dal giornalista Christian Eder, destinati ai vini di entrambi i Consorzi.

“La Svizzera – spiega Olga Bussinello, direttore del Consorzio Vini Valpolicella – è un mercato storico per il vino italiano, aumentato del 14% dal 2013 ad oggi e per i vini della Valpolicella. L’agroalimentare del Bel Paese è in costante crescita, registrando a fine 2018 oltre 1.6 miliardi di euro, secondo soltanto ai tedeschi, a conferma di un grande apprezzamento verso la qualità dei prodotti a marchio Made in Italy”.

Inizio dei lavori con la masterclass “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore – uno spumante con 50 anni di storia dal territorio Patrimonio dell’Umanità UNESCO” e a continuare “Le molteplici espressioni della Valpolicella, patria di grandi vini rossi”, dove i protagonisti assoluti saranno Valpolicella DOC, Valpolicella Superiore DOC, Ripasso DOC e Amarone della Valpolicella DOCG. 

Le aziende che parteciperanno a Zurigo
Cà dei Maghi, Cantina di Soave, Clementi, Corte Cavedini, Costa Arènte, Federica Rigoni Stern, I Campi di Flavio Prà, Cantine Riondo, Sartori di Verona, Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani.

Le aziende che parteciperanno al Banco Mescita istituzionale
Cà dei Frati, Cantina Valpantena Verona, Clementi, Franchini Agricola, Lavarini, Massimago, Novaia, Pasqua Vigneti e Cantine

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Il Consorizio Vini Valpolicella fa il suo esordio a Wine Prague

SANT’AMBROGIO DI V.LLA, 27 maggio 2019 – Debutto del Consorzio Vini Valpolicella alla manifestazione internazionale della capitale Ceca, Wine Prague (28-30 maggio 2019), con una collettiva di 11 aziende del territorio. Oltre al calendario di degustazioni, in programma anche la masterclass “Valpolicella region and its distinctive wines: Valpolicella Superiore DOC, Valpolicella Ripasso DOC, Amarone della Valpolicella DOCG”, condotta dal giornalista e Valpolicella Wine Specialist, Michal Setka.

“L’investimento iniziato qualche anno fa in Repubblica Ceca sta portando importanti risultati – spiega il direttore del Consorzio Vini Valpolicella, Olga Bussinello – infatti, l’anno scorso la denominazione ha segnato un aumento di circa il 25% (2018 sul 2017). Un balzo in avanti che consolida il trend di crescita di oltre il 30% registrato nell’ultimo quinquennio 2013-2018. Inoltre, Praga si conferma come hub fondamentale, oltre che vetrina principale, dell’est-Europa.”

La rassegna, nata nel 2015, è diventata l’appuntamento enoico più importante della Repubblica Ceca, Paese in cui il vino italiano occupa il primo posto tra i prodotti importati, con una quota di mercato che supera il 30% e con un costante aumento di interesse da parte di operatori del settore e consumatori verso i vini di qualità. La repubblica Ceca si conferma tra i Paesi dell’Est Europa a maggior tasso di crescita. La domanda di vino importato negli ultimi 5 anni è infatti cresciuta in valore di quasi il 20%, a 215 milioni di euro, mentre ancora meglio ha fatto l’Italia con un incremento del 29% nello stesso periodo, e un valore complessivo che nel 2018 si è avvicinato ai 50 milioni di euro (fonte: eleborazioni osservatorio Vinitaly – Nomisma).

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Riparte il Valpolicella 50 Anniversary Tour

Ai nastri di partenza il Valpolicella 50 Anniversary Tour. Dal 20 settembre al 3 ottobre, infatti, il Consorzio Valpolicella farà tappa in tre delle principali capitali dell’est-Europa: Praga (20 settembre – Parnas Restaurant), Varsavia (26 settembre – Le Regina Hotel) e Kiev (3 ottobre – Hyatt Regency Hotel). Obiettivo: incrementare il posizionamento della Doc, coniugando educazione e promozione.

“Quella dell’Est Europa – spiega Olga Bussinello, direttore del Consorzio Vini Valpolicella – è una delle aree con maggior tasso di crescita della domanda di vino nel mondo e per molti versi meno problematica rispetto ai mercati asiatici”.

“Un supporto all’internazionalizzazione della Doc – conclude Bussinello – che confidiamo possa arrivare anche dai nostri Valpolicella wine specialist: è il caso di Michal Setka, fondatore del magazine ceco Wine & Degustation, che a Praga condurrà una degustazione in veste di specialista della nostra denominazione”.

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