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Donald Trump, dazi sul vino europeo del 200%: le reazioni italiane

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Donald Trump, dazi sul vino europeo del 200% le reazioni italiane
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump minaccia di imporre dazi del 200% su vino, Champagne e alcolici europei. Lo fa attraverso un “tweet”, o meglio su Truth Social , il social network americano creato della Trump Media & Technology Group. Le nuove “tariffs”, spiega il Tycoon, sarebbero una
risposta alla decisione dell’Unione Europea di introdurre dazi del 50% sugli alcolici statunitensi, in particolare sul whiskey, in ritorsione contro i dazi Usa del 25% su acciaio e alluminio. Francia e UE hanno annunciato una decisa opposizione. I mercati azionari soffrono per l’escalation della guerra commerciale, mentre l’industria statunitense degli alcolici teme gravi perdite economiche. Nelle scorse settimane, come annunciato da Winemag, erano stati gli stessi importatori americani di vini esteri a dare il via a una raccolta firme per fermare possibili, nuovi dazi di Trump. https://x.com/realdonaldtrump

Possibili dazi vino Trump: raccolta firme dei distributori negli Usa

LE REAZIONI ITALIANE ALLA MINACCIA DI DAZI SUL VINO EUROPEO

Numerosi esperti avvertono che l’escalation potrebbe portare a un blocco totale dell’importazione dei vini europei negli Stati Uniti. Intanto, le minacce di Donald Trump di applicare dazi del 200% sul vino europeo scatenano forti reazioni nel settore. Ignacio Sánchez Recarte, segretario generale del Comité Vins – CEEV, sottolinea il rischio di una «devastante» perdita, dato che gli Usa rappresentano il 27% delle esportazioni Ue. Coldiretti e Filiera Italia parlano di «misura estrema» che comprometterebbe un mercato italiano da 1,94 miliardi di euro. Mettendo, tra l’altro, in difficoltà tutta la filiera, dai produttori ai consumatori americani. Confagricoltura chiede una «negoziazione urgente», mentre Confcooperative e Consorzio Valpolicella invocano interventi diplomatici immediati. «Siamo al sonno della ragione, che genera mostri – commenta il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi -. Speriamo in un pronto risveglio da questo incubo, perché il vino è il simbolo dell’amicizia tra i due popoli».

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Bertani-Famiglie Storiche, parla il Ceo Lusini: «Perché siamo usciti dal Consorzio»


C’è molto di non ancora detto nella decisione di Bertani di entrare nelle Famiglie Storiche e uscire dal Consorzio Vini Valpolicella. La disdetta ufficiale non è comunque ancora avvenuta, stando a quanto riferito dallo staff di Christian Marchesini. A chiarire meglio i contorni della vicenda, in un’intervista esclusiva rilasciata a Winemag, è Alberto Lusini, Ceo di Angelini Wines & Estates, il gruppo farmaceutico alla guida della cantina di Grezzana (Verona).https://www.bertani.net/it/chi-siamo/

Perché Bertani ha deciso di uscire dal Consorzio Valpolicella e di aderire alle Famiglie Storiche?

Bertani aderisce alle iniziative delle Famiglie Storiche con l’intento di unire le forze nella promozione e nella comunicazione con le cantine più iconiche del territorio. La partecipazione al Consorzio rimane per la parte Erga omnes, ma non può rimanere sulla parte promozionale.

Ciò equivale a dire che uscite dal Consorzio…

Certo. Non avremmo potuto aderire alle Famiglie Storiche senza uscire dal Consorzio Valpolicella. Prima di questa decisione, aderivamo al Consorzio da tantissimi anni, tanto da non riuscire a risalire all’anno esatto, secondo una veloce ricerca effettuata.

Cosa non va nel Consorzio Valpolicella? Al momento del raggiungimento dell’accordo tra Famiglie e Consorzio, nel 2023, si era parlato di adesione a progettualità comuni, sul fronte promozionale. Non è così?

L’adesione ai programmi promozionali delle Famiglie Storiche, al momento, è alternativo a quella del Consorzio. In un momento complesso per il mondo del vino la comunicazione è fondamentale. Occorre fare sistema con aziende che hanno obiettivi simili ai nostri e presenza sulle carte vini di tutto il mondo. Una logica di qualità a difesa del territorio.

Dunque c’è qualcosa che non va…

La decisione di Bertani di uscire dal Consorzio e aderire alle Famiglie Storiche non è per nulla una polemica contro qualcosa. Certo che, parlando di ristorazione e vini premium, parliamo una lingua comune a quella delle Famiglie. La nostra è stata solo una scelta coerente.

Parole che sembrano ricordare quelle espresse dal vicepresidente del Consorzio, Andrea Lonardi, durante Amarone Opera Prima 2025…

Non direi. La nostra è più una scelta per “affinità elettiva” con le Famiglie Storiche, che per mancanza di condivisione della programmazione del Consorzio. Parliamo con il mondo cooperativo e speriamo che nel giro di qualche tempo si costruiscano dei ponti e non dei muri.

Un’aspettativa molto ottimistica, non crede? Non sarebbe meglio parlare di convivenza impossibile per le Famiglie Storiche in Consorzio, nonostante l’apertura – anzi, sarebbe meglio di meglio parlare di aspettative – del presidente Christian Marchesini?

Non sono così negativo. Ma ci vorrà del tempo e menti aperte. Associazioni di produttori e Consorzi convivono altrove. E, anzi, dialogano.

Possibile, dunque, prevedere un ruolo di Bertani da “ponte” tra Famiglie Storiche e Consorzio Valpolicella?

Non vogliamo fare “da ponte”. Speriamo solo che le posizioni si avvicinino e mettano da parte quello che è successo con le cause legali. Non desideriamo alcuna polemica. Alla Valpolicella serve serietà, non polemiche. Servirà del tempo e spero faccia bene alla Denominazione.

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Svolta in Valpolicella: Marilisa Allegrini entra in Consorzio con Villa della Torre


Lady Amarone, Marilisa Allegrini, ha deciso di entrare nel Consorzio Vini Valpolicella con Villa della Torre. Quello della cantina gioiello di Fumane (Verona) è l’ingresso più “pesante” tra le 51 aziende che, nell’arco del 2024, hanno deciso di unirsi all’ente presieduto da Christian Marchesini. Un grande segnale di coesione del territorio. E un sigillo al lavoro compiuto da un Cda che sta lasciando grande spazio ai giovani della Valpolicella. Convincendo, così, anche figure emblematiche del territorio. Marilisa Allegrini è tra queste. Con Villa della Torre, cantina veneta del gruppo che include anche Poggio al Tesoro (Bolgheri) e San Polo (Montalcino), sarà presente alla collettiva di Amarone Opera Prima 2025, nell’anno del centenario del Consorzio Vini Valpolicella.

In un’intervista esclusiva rilasciata a Winemag, Lady Amarone chiarisce come «nell’entrata nel Consorzio di Villa Della Torre c’è una motivazione strategica». «Insieme con il nostro Ceo Andrea Lonardi (già vicepresidente del Consorzio Valpolicella, ndr) – spiega Marilisa Allegrini – crediamo che, nei prossimi anni, le aziende della Valpolicella debbano lavorare coese. Oggi la Valpolicella deve affrontare un momento di rivalutazione e rielaborazione strategica. E deve farlo in gruppo ed in un organo sovrano come quello del Consorzio, che lavora per la tutela e la promozione della denominazione». Maggiori dettagli sul progetto saranno forniti prima di Vinitaly 2025, in occasione di una conferenza stampa – in trasferta, a Milano – che vedrà protagonista anche il futuro dei 25 ettari di Villa della Torre, di cui 10 nel comune di Pozzolengo e 15 in Valpolicella, nel comune di Fumane.

VILLA DELLA TORRE NEL CONSORZIO VALPOLICELLA: «UN PASSO PER I NOSTRI GIOVANI»

La particolare congiuntura dei vini rossi sul mercato italiano ed estero interessa in prima battuta la famiglia Allegrini-Mastella. «Sempre con Andrea Lonardi, che lavora nel nostro gruppo da maggio – riferisce l’imprenditrice – stiamo ragionando molto sullo stile che i nostri vini devono avere. L’obiettivo è rinnovare stilisticamente i vini della Valpolicella. Farlo all’interno del Consorzio, significa anche avere la possibilità di dialogare e confrontarsi con le altre aziende».

Villa Della Torre, oltre ad essere un’azienda vitivinicola e la sede di rappresentanza del Gruppo Marilisa Allegrini, è anche uno splendido monumento del Rinascimento Italiano. Uno dei luoghi più antichi della Valpolicella. «Crediamo quindi che sia un importante veicolo – precisa Lady Amarone – per la promozione dei nostri vini e per la promozione turistica di tutta la Valpolicella e dei suoi vini. Il nostro gruppo di lavoro si caratterizza per essere molto giovane, con un’età media sotto i trent’anni. Questa visione collima con quella del consorzio della Valpolicella, unico in Italia ad avere un gruppo giovani nel quale vorrei che la nostra squadra potesse iniziare un percorso di confronto e stimolo». https://www.villadellatorre.it/it

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Amarone Opera Prima 2025: preview annata 2020 e 100 anni del Consorzio Valpolicella

Si preannuncia un’edizione memorabile per Amarone Opera Prima 2025, l’evento organizzato dal Consorzio Vini Valpolicella, in programma dal 31 gennaio al 2 febbraio 2025 presso il Palazzo della Gran Guardia di Verona. Con 74 cantine partecipanti e ben 106 giornalisti accreditati provenienti da 26 nazioni, l’iniziativa vedrà il debutto dell’annata 2020 dell’Amarone della Valpolicella. Tutto nel segno di un importante traguardo: i 100 anni del Consorzio Vini Valpolicella, uno degli enti più rappresentativi del Made in Italy enologico nel mondo.

«In questa speciale edizione – sottolinea il presidente Christian Marchesini – Amarone Opera Prima guarda al futuro e, in particolare, ai nuovi margini di potenziale crescita della denominazione in uno scenario evolutivo accelerato, che ci impone un cambio di paradigma fondato su strategie e approcci rinnovati. Un impegno che ci vede sempre più attivi sul fronte della promozione e che le aziende stanno premiando sia in termini di partecipazione record all’evento che di adesioni al Consorzio, con 51 nuovi associati nel 2024».

AD AMARONE OPERA PRIMA 2025 DEBUTTA L’AMARONE 2020

Fulcro dell’evento sarà il debutto ufficiale dell’annata 2020 dell’Amarone, protagonista delle degustazioni tecniche e ai banchi d’assaggio. L’Amarone, simbolo della Valpolicella, si conferma icona della tradizione vinicola italiana, pronta a consolidare il suo posizionamento sui mercati internazionali. L’evento si aprirà venerdì 31 gennaio, con una giornata riservata alla stampa specializzata. Spiccano due masterclass: “Amarone: iconic of fine dining in the world’s 50”, guidata dall’esperto JC Viens, che presenterà una selezione di Amarone presenti nelle carte vini dei 50 migliori ristoranti del mondo (ore 10:30); “La memoria del tempo, un viaggio tra le annate storiche di Amarone”, curata dal MW Andrea Lonardi, vicepresidente del Consorzio (ore 15:00).

AMARONE OPERA PRIMA 2025, INGRESSO PUBBLICO E OPERATORI

A rendere ancor più esclusiva la giornata, il pranzo stellato firmato dallo chef Giancarlo Perbellini al Teatro Filarmonico. Sabato 1° febbraio, l’attenzione si sposterà sul focus “Valpolicella: 100 anni tra passato e futuro della denominazione”, con interventi di Christian Marchesini, presidente del Consorzio e Carlo Flamini dell’Osservatorio del vino di Unione Italiana Vini. Seguirà l’inedito spettacolo teatrale “Amarone, epopea in Valpolicella”, scritto e interpretato da Andrea Pennacchi. Dalle ore 12:30, via alle degustazioni ai banchi dei produttori, che dalle 16:00 apriranno le porte anche agli amanti dell’Amarone. Domenica 2 febbraio, l’evento sarà dedicato agli operatori del settore, con degustazioni aperte dalle ore 10:00 alle 17:00. L’ultima giornata di Amarone Opera Prima 2025 si concluderà con un aperitivo tematico: “Valpolicella: freschezza e creatività nel calice”, a cura del Gruppo Giovani del Consorzio.

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Il Consorzio Valpolicella accelera sulla transizione “green”

La Valpolicella punta a fare della “sostenibilità” una delle parole chiave del futuro della denominazione accelerando sul fronte green. Solo nell’ultimo anno, infatti, è aumentata del 12% la superficie certificata RRR (Riduci, Risparmia, Rispetta), il progetto di sostenibilità ambientale, economica e sociale dal vigneto alla cantina del Consorzio vini Valpolicella, arrivando così a totalizzare ad oggi 1210 ettari sul territorio.

Una certificazione, quella targata RRR, che ha l’effetto di spingere il vigneto della prima Dop di vini rossi del Veneto anche verso il biologico, che ora conta su 430 ettari certificati (+14% sul 2019 e raddoppiati rispetto al 2018) e su ulteriori 436 ettari attualmente in fase di conversione bio.

«Le politiche messe in campo dal Consorzio negli ultimi anni hanno avuto il merito di favorire la svolta green della denominazione – commenta Christian Marchesini, presidente del Consorzio vini Valpolicella – che oggi osserva non solo l’incremento degli ettari vitati sostenibili ma anche delle aziende certificate RRR passate da 82 nel 2018 alle 142 di oggi, segnando un +73%».

«La sostenibilità ambientale – aggiunge Marchesini – non è solo un valore del Consorzio, che ha anche modificato i disciplinari di produzione inserendo prodotti fitosanitari a basso o nullo impatto ambientale secondo le rilevazioni scientifiche moderne, ma anche un driver strategico sui mercati internazionali, dove continua a crescere la domanda di vini sostenibili e bio».

«Il percorso tracciato – conclude il presidente – ci consentirà di potenziare il posizionamento dei vini della Valpolicella e di sostenere al contempo le aziende nelle sfide legate al cambiamento climatico».

E proprio le conseguenze del cambiamento climatico sui vini di metodo e su quelli di territorio saranno il fil rouge delle tre sessioni di digital tasting nella prima giornata della Valpolicella annual conference (26 e 27 febbraio), l’evento live ideato dal Consorzio a cui hanno già aderito operatori e stampa da 26 paesi target (Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Emirati Arabi, Estonia, Germania, Giappone, Grecia, Hong Kong, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Singapore, Spagna, Svezia, Ucraina, UK, Francia, USA, Svizzera e Ungheria).

Sono quasi 8.400 gli ettari vitati nei 19 comuni della Doc veronese Valpolicella. Nella provincia leader in Italia per export di vino, sono 2.273 i produttori di uve e 272 le aziende imbottigliatrici. Nel 2019 sono state prodotte circa 64 milioni di bottiglie, il giro d’affari medio complessivo è di circa 600 mln di euro annui di cui 350 mln stimati solo per l’Amarone.

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