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“Vendemmia verde con risarcimento”: la filiera del vino scrive ancora a Bellanova

ROMA – “Uso dell’alcol di emergenza, distillazione controllata, vendemmia verde con risarcimento al viticoltore e ammasso privato”. Queste le richieste che la filiera del vino intende portare all’attenzione del Ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali, Teresa Bellanova, per superare lo stallo del comparto generato da Covid-19. Ecco dunque la terza lettera indirizzata al governo da Confagricoltura, Cia, Alleanza delle Cooperative Italiane, Copagri, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi.

È attesa da giorni anche una risposta di Bellanova alla proposta avanzata da WineMag.it in merito a un potenziale “soccorso” della Gdo al settore Horeca, con la mediazione del Ministero, per stilare un “Patto sul vino di qualità” nella Grande distribuzione organizzata. Un’idea che piace a Coldiretti nazionale e che gode del favore del segretario generale di Unione italiana vini (Uiv), Paolo Castelletti.

Patto sul vino di qualità, sì di Unione italiana vini a storico accordo Gdo-Horeca

Le nuove richieste delle associazioni di filiera convergono con quelle contenute nel Piano Salva Vigneti di Coldiretti, nonché sulla proposta di Assodistil relativa alla distillazione volontaria. Un’ipotesi, quest’ultima, ormai al vaglio del Mipaaf, come confermato proprio ieri da Bellanova.

“Per il settore vitivinicolo – ha annunciato il ministro – stiamo valutando un intervento per la distillazione volontaria. La priorità è utilizzare i fondi Ocm, chiedendo l’attivazione della misura distillazione di crisi a livello Ue”.

“Prima però – ha aggiunto Bellanova – occorre verificare quante risorse dell’Ocm non saranno spese entro il 15 ottobre 2020. Nel caso l’intervento non dovesse essere sufficiente proporremo nel DL una misura specifica integrativa”.

La crisi del settore del vino al cospetto di Covid-19, del resto, unisce in un unico coro piccoli e grandi produttori. Lo dimostrano i recenti appelli a Bruxelles della Confédération européenne des vignerons indépendants (Cevi, a cui per l’Italia aderisce Fivi) e dell’European Federation of Origin Wines (Efow).

LE PROPOSTE DELLA FILIERA

“In questo momento la priorità è garantire liquidità, fondamentale per la sopravvivenza dell’impresa e dei suoi dipendenti, in attesa della ripartenza delle attività economiche”, ribadiscono le organizzazioni dopo la prima lettera in materia di misure economiche e fiscali a sostegno della liquidità delle imprese e la seconda sulla concessione di proroghe nella tempistica delle domande Ocm e di deroghe nell’esecuzione dei programmi, investimenti e promozione.

Le proposte riguardano il sostegno del mondo agricolo e vitivinicolo in particolare per il quale la filiera chiede l’avvio di un confronto immediato con l’obiettivo di individuare al più presto una strategia di sostegno e rilancio del settore, uno dei comparti agricoli più rilevanti per l’economia italiana.

Nello specifico, sono quattro le ipotesi avanzate dal mondo del vino per far fronte all’impatto dell’emergenza sul mercato vitivinicolo, in particolare nel segmento on-trade e nella vendita diretta in cantina, caratterizzato da una riduzione delle vendite.

La prima proposta riguarda l’uso dell’alcol per l’emergenza con l’opportunità per i produttori vinicoli di destinare vino da tavola in giacenza alla distillazione, al fine di ricavarne alcol ad uso medicale, a disposizione della Protezione Civile.

Le distillerie si dovrebbero fare carico del prelievo del prodotto, del trasporto e della distillazione. Resta inteso che, in questa catena, nessun anello dovrà conseguire un profitto. A ciò si aggiunge la necessità di fissare una misura di distillazione per far fronte alle giacenze e alla potenziale mancanza di capienza nelle cantine per le uve e i mosti per la prossima vendemmia.

Le organizzazioni ritengono però che debbano essere poste alcune specifiche condizioni per l’attivazione che, innanzitutto, “deve restare volontaria e non obbligatoria“. “Inoltre dovrà essere finanziata da adeguate risorse economiche, preferibilmente all’interno di un nuovo budget di emergenza per il settore a livello europeo”.

Con l’obiettivo, spiega la filiera del vino italiano, “di porre rimedio allo shock di mercato e alle conseguenze patite dai produttori, evitando distorsioni nel segmento dell’alcol uso bocca“.

Allo stesso tempo, “la misura della distillazione dovrà essere seguita, già a partire dalla prossima campagna vitivinicola, da una modifica delle disposizioni nazionali in materia di rese massime di uva per ettaro per i vini non a indicazione geografica, che tenga tuttavia conto delle diverse specificità produttive territoriali.

VENDEMMIA VERDE CON RISARCIMENTO

Tra le proposte più significative avanzate dalla filiera del vino a sostegno del settore agricolo c’è anche la misura della vendemmia verde. La filiera auspica che la misura possa essere attivata dalle regioni, con l’obiettivo di ridurre la produzione per la successiva campagna vendemmiale e che il Ministero proceda a una rimodulazione dell’attuale dotazione del Pns.

“In via generale – spiega la filiera – lo strumento della vendemmia verde, è destinato all’eliminazione del prodotto mentre si potrebbe esplorare la possibilità di introdurre una nuova misura transitoria destinata alla riduzione volontaria delle rese con un risarcimento al viticoltore o procedere con una modifica della misura stessa”.

“Data la mancanza di forza lavoro nella fase dell’anno nella quale la vendemmia verde è normalmente attivata (mese di giugno), il mondo del vino chiede inoltre lo spostamento del calendario, dando la possibilità di esercitarla anche nel mese di luglio”, continuano le associazioni nella terza lettera inviata alla ministra Teresa Bellanova.

L’ultima richiesta della filiera riguarda invece la possibilità, per alcune produzioni vitivinicole temporaneamente eccedenti o con difficoltà di sbocco sul mercato, di ricorrere all’ammasso privato per una parte del quantitativo in giacenza.

Questa misura, che piace appunto anche ai vigneron europei della Cevi, “potrebbe essere di supporto per alcune produzioni da invecchiamento che non troverebbero subito mercato nei mesi estivi quando auspicabilmente potrebbe riaprire il canale Horeca“.

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Coronavirus, la filiera del vino italiano chiede un “piano strategico nazionale e Ue”

Per il mondo del vino italiano è necessario prevedere un “Piano Strategico di sostegno all’export vitivinicolo nazionale articolato su missioni di settore, piani di comunicazione integrata sui mercati internazionali più ricettivi” e “misure straordinarie promozionali e di sostegno alla domanda di vino sia per il mercato estero che interno, da strutturare con testimonial, opinion leader e ‘ambasciatori’ a livello nazionale ed internazionale, oltre che iniziative volte a garantire liquidità alle imprese e snellimento burocratico”.

Queste le richieste contenute nella lettera indirizzata alla Ministra delle politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova, dalla filiera del vino italiano, che riunisce le principali organizzazioni del settore Confagricoltura, CIA, Copagri, Alleanza delle Cooperative Italiane, Unione italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi.

Nero su bianco le difficoltà che il mondo vitivinicolo sta vivendo in relazione alla “grave crisi determinata dalla diffusione di Coronavirus”. Avanzate appunto al Governo alcune “proposte per mitigare i danni subiti dal comparto”.

In vista del prossimo Consiglio dei Ministri dell’agricoltura a Bruxelles, le proposte si muovono, con la richiesta di elaborare una strategia comune di sostegno straordinario al comparto agroalimentare insieme agli altri partner europei.

Per il settore vitivinicolo, secondo la filiera, “si deve partire con una forte iniezione di flessibilità nelle misure già esistenti, tra cui il sistema delle autorizzazioni per gli impianti viticoli, la ristrutturazione dei vigneti, investimenti e promozione per liberare risorse a favore del settore in modo che possa dare, anche in questo momento di difficoltà, un contributo per il sostegno ed il rilancio dell’economia nazionale”.

A livello nazionale la filiera ha avanzato alla Ministra Bellanova la convocazione del tavolo vino perché operi come “cabina di regia del settore per le iniziative urgenti di supporto”.

Il perdurare dell’emergenza Coronavirus Covid-19 in Italia e la sua diffusione a livello globale “determina una situazione di rilevante difficoltà per l’inevitabile contrazione dei consumi, per la chiusura dei pubblici esercizi, per la sempre più complessa logistica che rallenta qualsiasi tipo di pianificazione delle attività, anche di promozione sui mercati internazionali”, fa notare la filiera del vino italiano alla ministra Bellanova.

A ciò si aggiunge la mancata ricezione negli alberghi, agriturismi e nella ristorazione, che ha sottratto un naturale sbocco per le produzioni nazionali, nonché un validissimo supporto promozionale dei vini italiani verso gli acquirenti nazionali e stranieri”.

“Il perdurare dell’emergenza Covid-19 in Italia e la crescente diffusione a livello globale dell’epidemia – concludono le maggiori associazioni di rappresentanza del sistema vino italiano – rischia di creare quindi un eccesso di giacenza di prodotti in cantina a ridosso della prossima campagna vendemmiale e rende particolarmente incerto il contesto, rallentando qualsiasi tipo di pianificazione delle azioni di promozione nei mercati internazionali”.

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La filiera del vino sull’onda di Centinaio (un anno dopo): “Serve una cabina di regia”

Torna in voga la necessità di una “cabina di regia” per la filiera del vino italiano. Quella che chiedeva (al proprio Governo?) il ministro Gian Marco Centinaio, circa un anno fa, a margine della ProWein di Düsseldorf. Una richiesta caduta nel vuoto – assieme al penultimo esecutivo – e oggi ripresa a pieni polmoni dai rappresentanti dei produttori, in occasione del “Tavolo del vino” con la Ministra Teresa Bellanova (succeduta appunto, tra le polemiche, a Centinaio).

“Instabilità geopolitiche, guerre commerciali, dazi e Brexit – evidenziano i membri della filiera del vino italiano – hanno forti ripercussioni sulle esportazioni vinicole. È fondamentale avviare una vera e propria ‘cabina di regia’ tra istituzioni e filiera del vino, luogo di confronto per avviare un prezioso gioco di squadra ed individuare opportune strategie per un settore che è ambasciatore nel mondo del Made in Italy“.

A parlare, oggi, sono dunque i presidenti delle organizzazioni più autorevoli del settore. Dall’Alleanza delle Cooperative agroalimentari ad Assoenologi. Passando per CIA Agricoltori, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini e Unione Italiana Vini.

“Abbiamo apprezzato l’approccio pragmatico e la disponibilità espressa dalla Ministra Bellanova ad un confronto diretto e costruttivo – si legge ancora in una nota congiunta della filiera – i produttori intendono essere al fianco delle istituzioni e da queste si aspettano un reciproco sostegno anche su tutta una serie di delicati temi da affrontare nei prossimi mesi”.

Il riferimento è “alla nuova politica agricola comune, alla semplificazione degli adempimenti burocratici, all’evoluzione dei modelli di commercializzazione, all’attenzione alla sostenibilità, al vino come parte integrante della dieta mediterranea, al suo consumo responsabile e alle nuove sfide legate all’etichettatura”.

“Ci auguriamo – aggiungono i rappresentanti della filiera del vino – che la cabina di regia possa essere operativa in tempi rapidi, con obiettivi chiari e scadenze definite, coinvolgendo i soggetti maggiormente rappresentativi delle imprese attive in vigna, in cantina e sui mercati”.

Le organizzazioni agricole e settoriali, da vari anni hanno attivato un tavolo di analisi e proposte che ha consentito di “raggiungere importanti traguardi come il Testo Unico del Vino”. “La richiesta, ora – hanno concluso i presidenti – è di avere presto tutti i decreti applicativi entro Vinitaly 2020, la fiera in programma a Verona dal 19 al 22 aprile prossimi, collaborando all’obiettivo comune della crescita in reputazione e valore”.

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Vendemmia 2019: la Toscana si scopre terra di rosati


“Un’annata che già si preannuncia ottima, con un aumento della produzione stimata tra il 3 e il 5% e una crescita a due cifre su produzione inedite per la Toscana, come i rosati“. Queste le previsioni di Confagricoltura Toscana in merito alla vendemmia 2019.

La produzione complessiva regionale dovrebbe assestarsi sui 2,2 milioni di ettolitri. Ma la novità del 2019 è la crescita riscontrata nei rosé: un aumento consistente, pari a circa il 10%.

“Bene anche i vini spumanti – evidenzia Francesco Colpizzi, presidente della federazione Vitivinicoltura di Confagricoltura Toscana – grazie ai continui investimenti delle nostre aziende. Riscontriamo innovazioni nelle cantine sul processo e sul prodotto, azioni che consentono di competere sotto il profilo qualitativo con altre regione dalla tradizione più lunga”.

Sul fronte dei prezzi, il livello si mantiene pressoché stabile. “Alcune Denominazioni – rileva Colpizzi – hanno ritenuto  opportuno fare delle politiche di contenimento della produzione. La vera incognita si gioca sui mercati internazionali“.

Vedremo cosa accadrà con la Brexit – aggiunge il numero uno di Confagricoltura Toscana – il Regno Unito è un mercato rilevante e di certo ci saranno ripercussioni sulle nostre esportazioni”.

Incerto anche il futuro Oltreoceano: “Abbiamo gli occhi puntati sulle politiche statunitensi. Bisognerà vedere cosa accadrà in termini di dazi, se è una decisione seria o solo minacce”.

LA RICHIESTA ALLA REGIONE
Da qui la richiesta alla Regione Toscana. “Dobbiamo lavorare a nuove politiche di promozione – è l’appello del presidente della federazione Vitivinicoltura di Confagricoltura Toscana – non bastano solo investimenti sulle innovazioni, azioni che le nostre aziende stanno svolgendo con sacrificio e sforzo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti”.

“Serve anche un’attività armoniosa, analitica, compiuta e coerente sulle politiche di promozione – conclude Colpizzi – rivolta sia ai  mercati internazionali che a quello nazionale. Chiediamo una maggiore attenzione alle politiche promozionali, l’Amministrazione regionale è molto sensibile e siamo certi che riusciremo a costruire un percorso efficace”.

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Oltrepò, guerra di nervi: il Consorzio scarica tutto sulla vecchia dirigenza


TORRAZZA COSTE –
Guerra di nervi in Oltrepò pavese. Il Consorzio di Tutela Vini ha diramato pochi minuti fa un comunicato stampa in cui “brinda ai lavori dell’Assemblea ordinaria e straordinaria svoltasi oggi presso il Centro Riccagioia, sua sede amministrativa e operativa a Torrazza Coste (PV)”.

Nei giorni scorsi, come annunciato in esclusiva da WineMag.it, altre quattro aziende hanno annunciato l’uscita dall’ente. E il Consorzio tace su questo punto. Fa lo stesso l’assessore Fabio Rolfi, prestando pericolosamente il fianco a una dirigenza (quella attuale) che non gode a livello locale di un credito assoluto. Almeno tra produttori che negli ultimi decenni hanno portato per l’Italia e per il mondo il nome dell’Oltrepò pavese: Conte Vistarino su tutti.

L’ASSEMBLEA
All’ordine del giorno di oggi la modifica dello Statuto del Consorzio, che ha deliberato su proposta dell’Assemblea di aumentare a 21 i consiglieri del CDA (conditio sine qua non dettata da Fabiano Giorgi, numero uno del Distretto dei Vini di qualità, per rientrare nel Consorzio: anche questa notizia data in esclusiva da WineMag.it).

Il Consorzio la definisce “evoluzione di un agreement fra Consorzio, Distretto e altri operatori della filiera vitivinicola dell’Oltrepò”. “Un numero che si allarga per dare voce alle nuove aziende che entrano o rientrano nel Consorzio: in termini tecnici si è modificato l’art. 16 dello Statuto”, evidenzia la nota stampa.

E’ stato poi approvato il Bilancio consuntivo 2018 e il Bilancio preventivo 2019. “Contestualmente all’approvazione del Consuntivo – recita il comunicato – l’Assemblea propone e approva di procedere con l’azione di responsabilità per i fatti avvenuti precedentemente e che hanno gravemente danneggiato l’operatività, la liquidità e l’immagine del Consorzio”.

Il riferimento, come conferma telefonicamente l’ufficio stampa del Consorzio, è all’operato di Michele Rotti ed Emanuele Bottiroli, rispettivamente ex presidente e direttore del Consorzio di Tutela. In particolare, a Bottiroli è stato dato il benservito dalla nuova dirigenza e sono in corso diversi procedimenti legali per stabilirne le responsabilità effettive. Un Bottiroli che, al momento, non rilascia dichiarazioni e preferisce non chiarire la sua posizione.

Il Consorzio di Tutela ha poi “registrato e confermato l’entrata nella compagine consortile di aziende di valore qualitativo e di rappresentatività quali: il Club Buttafuoco Storico, Cantine Giorgi, la Agriamo Agricola Srl, l’azienda Maggi Francesco e la Tenuta Elisabeth”.

I COMMENTI
“L’Assemblea del Consorzio, approvando il Bilancio consuntivo del 2018 – commenta il presidente del Consorzio Oltrepò Luigi Gatti – volta pagina all’insegna della trasparenza, della chiarezza e lo fa sottolineando una netta rottura con il passato, proponendo un nuovo modus operandi di fatto iniziato da qualche mese con il lavoro del CDA e dello staff del Consorzio che ringrazio per avere operato con serietà, con pazienza e professionalità anche in momenti complicati e tesi. Sono molto soddisfatto e ritengo che il Consorzio sia pronto ad affrontare tutte le sfide di rilancio del Territorio Oltrepò”.

“L’approvazione del Bilancio preventivo è stata preceduta dalla presentazione delle principali iniziative e attività di promozione che il Consorzio ha intrapreso per l’anno 2019. Attività che traggono spunto dai lavori che i Tavoli di Denominazione . continua Gatti – hanno elaborato e presentato al CDA del Consorzio stesso, con il coordinamento di Ersaf – Regione Lombardia”.

“Fra questi una fondamentale operazione di comunicazione con il brand consortile Armonie d’Oltrepò, pianificata come partner ufficiali della Carovana Pubblicitaria del Giro d’Italia che sarà annunciata, dopo una prima presentazione a Vinitaly, martedì 7 maggio alle ore 11,30 al Centro della Stampa Estera di Milano alla presenza dell’assessore regionale Fabio Rolfi e di importanti testimonial, brand ambassador dell’Oltrepò”.

Interviene anche Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi:  “Siamo a una svolta decisiva per l’Oltrepò. Il progetto della Regione e del consorzio si rafforza e acquisisce ulteriore valore grazie a continue adesioni”.

“Continueremo a lavorare con il consorzio e con le associazioni di categoria, che ringrazio per la condivisione del percorso, per dare a questo straordinario territorio una voce unica e autorevole al fine di sfruttare al meglio le sue potenzialità e sprigionare tutte le sue energie”:

“Ora si deve lavorare per consolidare l’erga omnes su tutte le denominazioni, sulla comunicazione e sulla promozione delle bottiglie, puntando sulla qualità del vino e sul legame indissolubile con il territorio”, conclude Rolfi.

Il presidente di Terre d’Oltrepò, Andrea Giorgi, nel corso dell’Assemblea odierna ha voluto ribadire con forza che è giunto il momento per il Consorzio di prendere le distanze dalle precedenti situazioni scomode e ha dichiarato che saranno contrastate da: “Azioni di responsabilità nei confronti della precedente gestione. Nonostante il bilancio sia stato chiuso in attivo – dichiara Giorgi – pesa la situazione che si è venuta a creare con la vecchia dirigenza in quanto alcune scelte trascorse hanno portato ad una grave perdita. Avevamo bisogno di un necessario chiarimento, non solo nei confronti dei soci del Consorzio ma anche nei confronti dell’intero territorio”.

LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA
Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri
apprezzano l’allargamento del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Tutela Vini da 15 a 21 membri. Tutte le sigle sindacali della provincia di Pavia sottolineano come l’entrata nel CdA del Consorzio di realtà importanti (come il Club del Buttafuoco Storico e diverse aziende del Distretto, tra cui i suoi massimi rappresentanti) sia un passo in avanti sulla strada del rilancio di tutto l’Oltrepò Pavese.

“Importante anche il fatto che il Consorzio mantenga l’erga omnes per il Pinot Grigio, per il Pinot Nero e per il Sangue di Giuda, insieme anche al coinvolgimento delle categorie istituzionali e dei Comuni di appartenenza delle cantine e delle aziende agricole. Questo potrà essere un utile partenariato per realizzare costanti iniziative di promozione dei prodotti e del territorio, con una visione di coinvolgimento di attività correlate”.

Un ringraziamento particolare da parte di tutte le Organizzazioni professionali agricole – continua la nota stampa – va all’Assessore all’agricoltura, alimentazione e sistemi verdi di Regione Lombardia Fabio Rolfi, per il concreto progetto di rilancio messo in campo e per il lavoro portato avanti in questi mesi”.

“Condividiamo quanto sottolineato dall’Assessore Rolfi – evidenziano ancora Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri – il quale invita alla stretta collaborazione di tutte le componenti di settore e di rappresentanza per avviare il cammino di rinnovamento che inizia dal Consorzio e passa attraverso la redditività delle aziende, sostenute dalla gestione condivisa delle scelte territoriali”.

L’Assessore Rolfi, sottolineano ancora le Organizzazioni sindacali, “si è impegnato per la ripresa dell’Oltrepò Pavese, territorio vitivinicolo e agronomico di grande storia che deve dare di sé un’immagine nuova, per una comunicazione efficace che ne rappresenti il suo grande valore anche dal punto di vista economico”.

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Artisti Divini: in concorso le etichette d’autore di 18 cantine

VERONA – C’è un motivo in più per visitare la Galleria delle Regioni nello spazio di Confagricoltura al Vinitaly (HALL D – Stand E2-E3/F2-F3): la possibilità di scoprire alcune etichette d’autore realizzate da artisti chiamati dalle aziende associate per valorizzare le proprie bottiglie e degustare i vini delle bottiglie “griffate” al wine bar confederale.

Si tratta di vini d’alta gamma, preziosi già all’origine, identificativi dei vari territori e delle storie che compongono il mosaico enoico italiano.

In considerazione anche dell’interesse che un’etichetta è in grado di suscitare, al punto da diventare spesso determinante nella scelta di un vino, ConfagricolturaReale Mutua hanno ideato, in occasione di Vinitaly, il contest “Artisti diVini”, riservato alle maison che hanno deciso di affidare la realizzazione di un’etichetta a un artista affermato o emergente. Un modo in più per esaltare il connubio tra agricoltura e arte, valori portanti della cultura italiana nel mondo.

Il pubblico, in visita alla Galleria delle Regioni, potrà scegliere l’etichetta preferita tra quelle selezionate, votandola su un tablet. L’opera vincitrice del concorso sarà premiata nel corso della cerimonia in programma nello stand di Confagricoltura, insieme a Reale Mutua, martedì 9 aprile alle ore 17.

“Con questo contest – afferma il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – valorizziamo i nostri prodotti anche attraverso le varie forme di arte e avviciniamo il pubblico ad apprezzare la storia e la cultura che si celano dietro a un calice di vino. Molte nostre aziende vantano un impegno importante in questa direzione e noi intendiamo celebrarlo in modo gradevole e fruibile per il pubblico del Vinitaly”.

“Reale Mutua, da sempre parte integrante del sistema culturale nazionale, conferma ancora una volta in modo concreto e tangibile la propria vicinanza al territorio, e in questo caso al mondo vitivinicolo – afferma Michele Quaglia, direttore commerciale e brand di Gruppo Reale Mutua -. Crediamo infatti che sostenere attivamente progetti come questo sia importante per supportare la cultura e l’arte in tutte le sue molteplici forme, anche le più peculiari come quella figurativa sulle etichette del vino”.

Le etichette in concorso provengono dalle aziende: Arnaldo Caprai, Buccia Nera, Cantina Kaltern, Castello Banfi, Castello di Gabiano, Castello di Luzzano, La Masserie, Locci Zuddas Antonio, Manaresi, Milanti Gentile, Nittardi, San Salvatore 1988, Tenuta Tenaglia, Tenute di Fraternita, Villa Picta, Villa Spinosa, Vitivinicola Alberto Loi, Tasca D’Almerita.

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Associazone Dimore Storiche Italiane a Vinitaly

VERONA – Adsi, Associazione Dimore Storiche Italiane, rinnova anche per questa edizione la sua presenza al Vinitaly, in programma dal 7 al 10 aprile, con un numero crescente di soci: saranno infatti 70 (64 nel 2018 e 55 nel 2017) le cantine storiche presenti alla manifestazione, a cui corrisponde una produzione annua pari a 40 milioni di bottiglie e 35mila ettari di paesaggio intatto. Cantine e dimore che rappresentano realtà di grande rilievo culturale, un esempio di come sia possibile coniugare la tutela del paesaggio con la produzione di vini di alta qualità e con l’offerta di un turismo esperienziale che consenta di vivere la straordinaria bellezza della campagna italiana.

Novità di questa edizione è la collaborazione tra l’Associazione Dimore Storiche Italiane e Confagricoltura che lunedì 8 aprile, dalle 12 alle 13 presso lo stand della Confederazione – in concomitanza con la visita dei membri della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati descriveranno insieme la costante ricerca della migliore espressione delle tipicità del territorio nella produzione vitivinicola. L’evento sarà seguito da una degustazione dedicata di vini provenienti dai vitigni autoctoni dei Soci. L’Associazione sarà direttamente presente a Vinitaly con uno stand collettivo ubicato nel Padiglione 10 (Stand P5), nella galleria fra il Piemonte e la Toscana, con l’obiettivo di sottolineare ancora una volta il ruolo che le dimore storiche hanno non solo nella ricerca del patrimonio storico -architettonico italiano, ma anche nella tutela e nella salvaguardia del paesaggio rurale.

“Ancora una volta la nostra Associazione – dichiara il Presidente Gaddo della Gherardesca – grazie all’impegno concreto dei proprietari il suo ruolo primario ed insostituibile non solo nella conservazione e fruizione del patrimonio culturale del Paese, ma anche nel contributo costante e crescente al benessere economico della comunità rurale. I vitigni autoctoni, da cui provengono le produzioni delle nostre aziende, riflettono l’identità di un territorio e le sue peculiarità, e sono quindi garanzia di qualità, eccellenza e tradizione.”

Le cantine storiche presenti aVinitaly sono tutte aperte alle visite, su prenotazione, e in molti casi sono collegate o in vicinanza di dimore d’epoca (listate in www.dimorestoricheitaliane.it) che offrono diverse tipologie di ospitalità, consentendo così aglioperatori eappassionati della cultura del vino di visitare luoghi di grande fascino, in cui numerose generazioni hanno lasciato la propria impronta.

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Vino, Organizzazioni filiera chiedono incontro al ministro Centinaio

Una lettera firmata da tutti i presidenti delle Organizzazioni di filiera del vino (Confagricoltura, CIA, ACI agroalimentare, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc, Assoenologi), per chiedere con urgenza a Gian Marco Centinaio, neo-Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, “un incontro per condividere le sfide e discutere delle impellenze che il mondo del vino italiano si troverà ad affrontare nei prossimi mesi”.

“Un’occasione – spiega Uiv in una nota – per confrontarsi e portare sul tavolo istituzionale le priorità d’azione che la filiera del vino ritiene necessarie e a questo punto irrevocabili. Un incontro che negli auspici delle organizzazioni dovrà dare il via ad un dialogo costante e proficuo con il nuovo governo”.

TESTO UNICO E COMITATO NAZIONALE VINI
Le urgenze “maggiormente sentite e non più prorogabili per il mondo del vino italiano” riguardano principalmente i decreti di attuazione del Testo Unico, provvedimenti necessari per implementare le semplificazioni e innovazioni introdotte dalla legge quadro entrata in vigore nel 2017.

La filiera, in particolare, chiede che quest’armonizzazione legislativa sia messa all’ordine del giorno dei lavori del Ministero, soprattutto per via degli effetti che questo insieme di provvedimenti può avere in materia di controlli e certificazione delle DOP/IGP, di anticontraffazione e di schedario viticolo.

Un altro aspetto cruciale e prioritario per le organizzazioni riguarda la nomina da parte del Ministro del nuovo Comitato Nazionale dei Vini DOP/IGP. Questo organo è infatti indispensabile sia per approvare le modifiche dei disciplinari delle denominazioni e delle indicazioni geografiche sia per riconoscerne di nuove.

“Atti, questi – ricorda l’Unione italiana vini – spesso decisivi per modulare la produzione nazionale in funzione delle richieste di un mercato in continua evoluzione che richiede un sempre più rapido adeguamento delle leggi e delle discipline per continuare ad essere competitivi a livello internazionale”.

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Assoenologi: 72° congresso nazionale sul tema della viticoltura sostenibile

Sarà il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina ad aprire il 72° Congresso nazionale dell’Associazione enologi enotecnici italiani (Assoenologi), in programma dal 17 al 19 novembre alla Leopolda di Firenze.

Sarà il congresso della “sostenibilità a tutto tondo”. Un tema unico, affrontato da diversi punti di vista, per fare chiarezza su una parola sulla bocca di tutti, ma di cui spesso non si comprende appieno il significato.

Dopo il ministro e la prolusione del presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, alla cerimonia inaugurale interverranno numerosi rappresentanti di istituzioni locali, nazionali e internazionali. Ai saluti del sindaco di Firenze, Dario Nardella, dell’assessore regionale all’Agricoltura Marco Remaschi, del coordinatore degli assessori regionali Leonardo Di Gioia, e dell’assessore al turismo, fiere e congressi, Anna Paola Concia, faranno seguito gli interventi dei vertici delle più importanti organizzazioni di filiera.

Ovvero Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, Secondo Scanavino, presidente della Cia. Sandro Boscaini, presidente di Federvini, annuncerà il recente accordo fatto con Assoenologi per migliorare i servizi alle Imprese attraverso la professionalità degli Enologi.

Sarà quindi la volta di Gaetano Marzotto e Claudio Marenzi, rispettivamente past president e presidente di Pitti Immagine, e del presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi. Seguirà l’intervento del presidente della locale sede di Assoenologi Ivangiorgio Tarzariol. Saranno presenti inoltre Alessandra Ricci, amministratore delegato della Simest e Donatella Carmi Bartolozzi, vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, quali partner istituzionali del congresso, insieme a Banca Cr Firenze e Federvini.

Nell’ambito della serata la consegna del Premio Assoenologi Versini del valore di 7.500 euro a Daniela Fracassetti, dell’Università di Milano per il lavoro “Il gusto di luce nel vino bianco: meccanismi di formazione e prevenzione” e la consegna degli attestati di “Soci Onorari” di Assoenologi a Maurizio Martina, Dario Nardella, Marco Remaschi, Anna Paola Concia e Gaetano Marzotto, “per la professionalità, la passione e l’impegno profusi in azioni e progetti dedicati alla valorizzazione del settore vitivinicolo” e quale “segno di riconoscimento per la concreta e personale attenzione data alla associazione nazionale di categoria dei tecnici vitivinicoli”.

TEMA UNICO: LA SOSTENIBILITA’
Tra il pomeriggio di venerdì 17 e le mattine di sabato 18 e domenica 19 novembre, si alterneranno sul palco undici relatori. “Fra carbon footprint, riduzione degli input e tutela del paesaggio e della biodiversità – dice Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi (nella foto) – il tema della sostenibilità alimenta pareri discordi. Per cui è un argomento sul quale si avverte la necessità di fare chiarezza. Essere ‘sostenibili’ significa lavorare per sottrazione, riducendo l’emissione del gas serra e, unitamente, razionalizzare il consumo d’acqua e di agrofarmaci”.

“Il termine si coniuga perfettamente all’ecosistema e all’ambiente – continua Cotarella – ma è anche un modus operandi che si estende, in senso più globale, anche all’ambito economico, sociale e soprattutto culturale, essendo tutti questi elementi strettamente correlati e interdipendenti”.

A dipanare questa aggrovigliata matassa, sulla quale c’è poca uniformità di vedute, sono stati chiamati, per la parte viticola, Ruggero Mazzilli, fondatore di Spevis, Stazione sperimentale per la viticoltura sostenibile, il francese Nicolas Joly, della Coullè de Serrant, che segue i principi steineriani della biodinamica e Steve Matthiasson, enologo della Napa Valley, coautore del “Codice di condotta sostenibile”, il manuale standard per la viticoltura sostenibile in California.

Raffaele Borriello, direttore di Ismea, indicherà la via della sostenibilità economica attraverso la conoscenza dei dati del mercato. Alla coordinatrice del Settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative Italiane Agroalimentare, Ruenza Santandrea si è chiesto invece di parlare di sostenibilità della cooperazione, mentre all’editore Andrea Zanfi, autore di numerosi libri sul vino e i suoi territori, di comunicazione, fra la sostenibilità della cultura e del sociale.

Oscar Farinetti, presidente di Eataly, racconterà la propria esperienza imprenditoriale, mentre Renzo Cotarella, enologo amministratore delegato di Marchesi Antinori, ci parlerà della scelta sostenibile in cantina e dei relativi costi. Attilio Scienza affronterà poi il tema della genetica e del suo contributo sostenibile, parlando dei nuovi portinnesti resistenti alle malattie e alla siccità, in particolare l’M4, che si è rivelato nettamente superiore ai portinnesti noti da tempo, confermando le sperimentazioni preliminari fatte negli anni precedenti.

L’ANTEPRIMA
In anteprima assoluta al 72° Congresso di Assoenologi, Stefano Vaccari, capo Dipartimento dell’Icqrf del Mipaaf, presenterà i primi dati della Cantina Italia forniti dai registri telematici, con lo scopo di “offrire agli operatori una prima, sommaria serie di dati da valutare più nella prospettiva delle potenzialità del registro in termini conoscitivi”.

Nella prima sessione dei lavori che anticipa la cerimonia inaugurale di venerdì 17 novembre il presidente di Equitalia, Riccardo Ricci Curbastro presenterà il progetto di Certificazione della filiera vitivinicola quali soggetti sostenibili.

Alterneranno i lavori congressuali alcune degustazioni dei vini più rappresentativi del territorio, con un focus particolare su Sassicaia e Tignanello, alla presenza dei marchesi Piero Antinori e Nicolò Incisa della Rocchetta, che nell’occasione riceveranno l’attestato di Soci Onorari di Assoenologi.

Paese ospite di questa edizione congressuale il Portogallo, a cui sarà dedicata una specifica sessione, con analisi sensoriali di alcuni dei vini più blasonati. Presenti due gradi enologi portoghesi: Jose Maria Soares Franco, di Portugal Ramos, e David Guimaraens, della Taylor’s Fladgate.

In programma anche un concerto “Omaggio al Vino”, di cantanti e pianisti dell’Accademia del Maggio Fiorentino, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio e una ricca serata di gala condotta da Bruno Vespa, con la straordinaria partecipazione di Carlo Conti e Peppino di Capri.

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Roma-Verona: le partite di Fivi, dalla Camera al Vinitaly

Saranno 115 i vignaioli aderenti alla Fivi che dal 9 al 12 aprile esporranno al Vinitaly, nell’area collettiva riservata all’associazione all’interno del padiglione 8. Mentre fervono i preparativi per l’appuntamento annuale di Verona, è a Roma che si gioca la partita più importante.

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti ha di fatto espresso la sua “preoccupazione per l’ormai imminente termine del periodo sperimentale del registro telematico“. “Uno strumento utile – commenta la presidente Matilde Poggi – ma che al momento sta creando non pochi problemi, soprattutto ai piccoli produttori“.

Rappresentata dalla presidente Matilde Poggi nell’audizione del 29 marzo della Commissione Agricoltura della Camera, assieme a Agrinsieme (Confagricoltura, CIA, Copagri, Alleanza delle cooperative italiane-agroalimentare), Coldiretti, UeCoop e Unci e delle associazioni Assoenologi, Asso-Odc, Federdoc, Federvini e Unione Italiana Vini (UIV), la Fivi ha portato avanti le istanze dei vignaioli indipendenti e ha chiesto nuovamente l’esenzione dall’utilizzo del registro informatico per le aziende che producano meno di 300 ettolitri di vino all’anno.

Matilde Poggi chiede comunque che “il sistema vada a regime solo quando gli enti certificatori delle Doc saranno in linea con il Sian, affinché i vignaioli non siano obbligati a fare la medesima comunicazione due volte”. L’audizione è stata anche l’occasione per porre l’attenzione su un altro tema caro a Fivi: la richiesta di modifica dei criteri di rappresentatività all’interno dei Consorzi di tutela. “C’è stata una positiva apertura da parte di tutti – dichiara la presidente Poggi – sulla necessità di rivedere una legge che di fatto rende non scalabili le maggioranze dei Consorzi. Questo ci lascia ben sperare per il futuro”.

FIVI AL VINITALY 2017
Dalle stanze della “politiche” a quelle del vino, il passo è breve. Un banco informativo dell’associazione (stand B desk 1) sarà a disposizione dei visitatori in occasione del prossimo Vinitaly. Un luogo di aggiornamento “sulle ultime battaglie portate avanti dalla Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti”. Ma ci sarà spazio anche per le prossime iniziative, come il Mercato dei Vini di Roma (13-14 maggio 2017).

“Anche quest’anno – sottolinea Matilde Poggi – gli stand a nostra disposizione sono andati a ruba. Il successo dello spazio collettivo Fivi a Vinitaly è la testimonianza di come i vignaioli che vi aderiscono si sentano parte di una grande famiglia dove si sta bene e si lavora per obiettivi comuni. Il solo rammarico è che non abbiamo potuto esaudire tutte le richieste”. L’Area FIVI è al Padiglione 8, stand B8/B9, C8/C9, D8/D9, E8/E9.

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Viticoltura: Torrevento (Bari) ospita Enovitis in Campo

Al via domani all’azienda Torrevento di Corato, Bari, l’undicesima edizione 2016 di Enovitis in Campo, organizzato da Unione Italiana Vini e Veronafiere-Fieragricola. Due giorni di eventi, convegni, incontri e prove in campo (domani dalle 9 alle 18 e sabato dalle 9 alle 15), dedicati in particolare alla promozione delle tecnologie per la viticoltura e l’olivicoltura, due eccellenze del territorio pugliese. Le aziende espositrici sono oltre 140, con un incremento del 40% rispetto al 2015. Tra i focus di Enovitis in Campo 2016 merita attenzione la viticoltura di precisione, chiave di volta per un’agricoltura più verde e sostenibile sia sul piano ambientale che sociale e, soprattutto, economico. “Si tratta della terza edizione in cui Enovitis in Campo si sviluppa grazie alla partnership tra Fieragricola e Unione Italiana Vini – dichiara il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – ed è il secondo anno consecutivo che viene individuata una regione del Sud: l’anno scorso la Sicilia, quest’anno la Puglia, due grandi vetrine del vino italiano, che si sono sviluppate notevolmente in termini di qualità negli ultimi anni, grazie anche all’entusiasmo degli operatori e alla risposta del mercato. Le tecnologie nella fase di coltivazione e le buone pratiche sostenibili in campo fanno parte del percorso di crescita della vitivinicoltura del Sud e seguono un percorso ideale con Fieragricola di Verona, che nell’ultima edizione di febbraio ha dedicato particolare attenzione proprio a sostenibilità e innovazione”.

Enovitis in Campo nella due giorni di Corato premierà le aziende che si sono distinte in tema di sostenibilità e sicurezza. Nove i premi assegnati: due “Technological Innovation Award” e sette “New Technology”, assegnati dal Comitato tecnico-scientifico del concorso. Sul versante della convegnistica, di rilievo il convegno organizzato dall’Anga (Giovani Agricoltori di Confagricoltura) sul “Programma di sviluppo rurale 2014-2020 e Ismea: opportunità per i giovani agricoltori”, in programma domani alle 16 nella sala conferenze dell’azienda vitivinicola Torrevento. Fra i relatori, Leonardo Di Gioia (assessore all’Agricoltura di Regione Puglia), Rocco Caliandro (presidente di Anga Puglia), Donato Rossi (presidente di Confagricoltura Puglia), Gianluca Nardone (direttore del Dipartimento Agricoltura e responsabile dell’Autorità di gestione del Psr Puglia), Giuseppe D’Onghia (dirigente del Dipartimento Agricoltura); modererà il dibattito il tecnico di Confagricoltura Puglia, Gianni Porcelli.

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