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Malghe in Fermento e #siamovignaioli: i formaggi incontrano i vignaioli del Trentino

TRENTO – Dal 7 al 9 novembre, Palazzo Roccabruna darà spazio a due eccellenze locali: il formaggio garantito dal marchio “Trentino di Malga”, protagonista di Malghe in fermento, e i vini dei vignaioli del Trentino, al centro dell’evento di degustazione #SiamoVignaioli.

Oltre a mantener vivo un patrimonio di saperi e sapori, le malghe contribuiscono alla tutela dell’ambiente ed integrano l’economia montana in aree a rischio di marginalizzazione. I formaggi d’alpeggio in degustazione da domani a Trento sono l’espressione più diretta di questo impegno.

La montagna è il leitmotiv che collega “Malghe in fermento” all’altro tema della manifestazione, quello enologico, che sarà declinato sabato 9 novembre, dalle 16.00 alle 22.00, sempre a Palazzo Roccabruna.

In degustazione i vini dei vignaioli del Trentino, frutto di un rapporto intenso fra l’uomo e la montagna che dura da generazioni. In molti casi sono una sfida ai pendii, l’espressione di una viticoltura coraggiosa chiamata a fare i conti con la complessità di un territorio impervio.

Oltre alla possibilità di accostarsi alle etichette di oltre trenta vignaioli trentini, l’iniziativa consentirà di scoprire anche sedici aziende del Collio friulano e sloveno (Brda), splendido territorio a cavallo dei confini tra l’Italia e la Slovenia.

Ad un banco di degustazione dedicato ai vini autoctoni del Collio (Friulano, Malvasia Istriana, Ribolla Gialla), saranno affiancati spazi tematici con i vini dei Vignaioli del Trentino. Largo quindi agli spumanti metodo classico e metodo ancestrale, ai bianchi e ai rossi autoctoni, ai vini da varietà internazionali, alle varietà Piwi. Oltre cento etichette, per soddisfare la curiosità di tutti gli appassionati e per conoscere a fondo due territori d’eccellenza. Sempre il 9 novembre al piano nobile di Palazzo Roccabruna si rinsalderà il legame fra malghe e vini. In abbinamento alle specialità casearie d’alpeggio a marchio “Trentino di malga” sarà possibile degustare in via esclusiva il Trentino Doc Vino Santo. Alle ore 17.30, presso la Sala Conte di Luna il regista Michele Trentini presenterà il documentario “Latte Nostro” (Italia, 2018, 80′), che racconta l’esperienza dei caseifici turnari, una delle più antiche forme di cooperazione agro-alimentare in Italia. Il film – presentato alla 68^ edizione del Trento Film Festival – mette in primo piano animali, allevatori, pastori e casari che contribuiscono alla realizzazione di straordinari formaggi a latte crudo: dal formaggio di Turnaria di Campolessi (Friuli) al Casolét di Peio.

Sarà presente Daniele Caserotti, casaro del Caseificio turnario di Pejo, premiato a Cheese – Slow Food con il “premio internazionale di resistenza casearia”. Sempre il 9 novembre, dalle 20, Palazzo Roccabruna offrirà la possibilità di partecipare al laboratorio del gusto “Trentino di malga e Trentino Doc Vino Santo.

Un matrimonio che sfida il tempo”, in cui saranno proposti 5 formaggi stagionati da 2 a 5 anni e 5 vini santi invecchiati da 13 a 24 anni. Appuntamenti, questi, che inseriscono in un percorso avviato dal 2005 da Palazzo Roccabruna, volto alla tutela e valorizzazione delle specialità di malga.

Un cammino che ha visto la collaborazione fra casari e tecnici della Fondazione Mach con l’introduzione nel processo di caseificazione di fermenti lattici autoctoni (Progetto Fermalga).

La consacrazione del progetto è arrivata con la realizzazione di un disciplinare di produzione e di un marchio, “Trentino di malga”, voluti dalla Camera di Commercio di Trento, per garantire l’origine d’alpeggio dei formaggi.


ELENCO DEI PRODUTTORI DI MALGA
Tassulla (Valli del Noce); Senage Bolentina (Valli del Noce); Mondent (Valli del Noce); Pellizzano (Valli del Noce); Preghena (Valli del Noce); Villar (Valli del Noce); Fratte (Valli del Noce); Cercen (Valli del Noce); Cloz (Valli del Noce); Fondo (Valli del Noce); Strino (Valli del Noce)

E ancora: Tovre (Valli del Noce); Cavallara (Valsugana); Setteselle (Valsugana); Montagna Granda (Valsugana); Zochi (Valsugana); Trenca (Valsugana); Valfontane (Valsugana); Stramaiolo (Valsugana); Colo (Valsugana); Casa Pinello (Valsugana); Cenone di Sopra (Valsugana); Palù (Valsugana).

ELENCO DELLE CANTINE DI #SIAMOVIGNAIOLI
De Tarczal, Balter, Bellaveder, Bongiovanni, Casimiro Poli, Castel Noarna, Cavic, Cesconi, Cobelli, Comai, Devigili, Donati, El Zeremia, F. Poli, Fontana, Foradori, Furletti, G. Poli, Grigolli, Klinger, La Cadalora, Le Fontanelle, Martinelli, Maso Furli, Maxentia, Moser, Pisoni, Pojer e Sandri, Pravis, Resom, Villa Persani, Zanotelli, Zeni.

CANTINE DEL COLLIO E DEL BRDA
Il Carpino, Terre Del Faet, Raccaro, Vosca, Bolzicco Fausta, Keber Edi, Blazic, Korsic, mentre quella del Brda saranno Medot, Ferdinand, Edi Simčič, Marjan Simčič, Zanut, Dolfo, Ščurek, Erzetič.

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Klet Brda, la cooperativa slovena che fa incetta di premi al Mondial des Vins Extrêmes

TORINO – Difficile da pronunciare, facilissima da bere. E’ Klet Brda, cooperativa vinicola della Slovenia che ha fatto incetta di premi al Mondial des Vins Extrêmes 2018. Sette le medaglie consegnate ieri dal Cervim al direttore Silvan Peršolja, in occasione della cerimonia di premiazione avvenuta a Palazzo Madama, in centro Torino.

Tra i riconoscimenti spicca la Gran Medaglia d’oro al Zgp Goriska Brda Merlot 2013 “Bagueri“. Medaglia d’oro per il Zgp Goriska Brda Cabernet Sauvignon 2016 “Quercus” e per un altro rosso, il Zgp Goriska Brda Pinot Nero 2016 “Krasno“.

Tra i bianchi di Klet Brda che hanno convinto a giura del Mondial des Vins Extrêmes 2018 c’è la Zgp Goriska Brda Rebula 2014 “Krasno”. Premiati anche due vini da dessert: Zgp Goriska Brda 2013 “Markiz” (blend 80% Rebula, 20% Chardonnay) e Zgp Goriska Brda Muskat 2017 “Peneci” (spumante base Moscato Giallo).

“Siamo una cooperativa di oltre 400 famiglie di viticoltori del Collio sloveno – ha spiegato il direttore direttore Silvan Peršolja alla consegna del premio – di cui solo 30 vivono esclusivamente di viticoltura. Per tutti gli altri si tratta di un’attività secondaria, portata avanti da generazioni”.

“Quello che ci preme sottolineare – ha aggiunto Peršolja – è che il nostro combustibile non è tanto l’economia generata dal vigneto, bensì la passione che ci guida ogni giorno. La viticoltura eroica, per noi, è una missione”.

La media si aggira attorno ai due o tre ettari di terreni per famiglia, situati perlopiù su versanti ripidi, lavorabili solo mano e senza l’ausilio di grandi macchinari. Difficoltà che non impediscono a Klet Brda di risultare il maggiore produttore ed esportatore di vino della Slovenia.

E convincono tutti i vini premiati al Mondial des Vins Extrêmes 2018. Il fil rouge che li lega è quello dell’eleganza e della centralità del frutto: vini croccanti e verticali che non stancano mai.

In particolare, tra i rossi, colpiscono il Cabernet Sauvignon 2016 “Quercus” e il Pinot Nero 2016 “Krasno”. Ottimo anche il vino da meditazione “Markiz”, blend Rebula-Chardonnay vendemmia 2013. Da provare.

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