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Gamay del Trasimeno: il Grenache dell’Umbria a caccia di identità

Gamay del Trasimeno il Grenache dell'Umbria a caccia di identità. Il nome del vitigno confonde (pure) i vivai. E i turisti chiedono bianchi e rosati

Si respira aria di vino a Castiglione del Lago. La cittadina di 15 mila abitanti, a metà tra Montepulciano e Perugia, su un promontorio che si affaccia sulla sponda occidentale del Lago Trasimeno, offre decine di soluzioni per gli enoturisti di passaggio tra la Toscana e l’Umbria.

Via Vittorio Emanuele, in pieno centro storico, è un brulicare di enoteche, wine bar, ristoranti e gastronomie. Il vento trasporta profumi che invitano alla sosta, in questo inizio d’estate anticipato che ha investito il Centro Italia.

Tra gli avventori – soprattutto turisti europei, provenienti da Germania e Olanda – vanno per la maggiore bianchi e rosati. Eppure, è il Gamay del Trasimeno il vino sul quale ha deciso di puntare il Consorzio di Tutela Vini Colli del Trasimeno. Non senza difficoltà e mezze contraddizioni.

Lo storytelling dell’ente, incentrato sulla suggestione della “dolce vita” lungo le sponde del lago, nel binomio enogastronomia-turismo, non coinvolge il rosso locale. Basta dare un’occhiata al video promozionale in loop sulla home page del sito web ufficiale del Consorzio (versione desktop) per rendersi conto che l’immagine veicolata è quasi esclusivamente legata ai vini bianchi.

MENO DI 21 ETTARI DI GAMAY DEL TRASIMENO: UNA CHICCA

I soli 20,84 ettari di Gamay del Trasimeno registrati (dato ufficiale relativo alla vendemmia 2021) non offrono un’immagine realistica della storicità del vitigno nella zona, riscoperto solo di recente. La varietà, che nulla ha a che fare con il Gamay francese (si tratta piuttosto del più diffuso Grenache) è arrivata in quest’angolo della provincia di Perugia nel 1.400.

A portalo con sé, dalla Spagna, è stata Eleonora Alarcòn y Mendoza, in seguito al matrimonio con il duca di Castiglione del Lago, Fulvio Della Corgna, discendente del celebre condottiero Ascanio Della Corgna. Grenache, che nella zona di Castiglione del Lago assunse nel tempo il nome, tuttora controverso, di Gamay del Trasimeno.

ANNATA 2021
ETTARI RIVENDICATI A DOC
Denominazione ettari
COLLI DEL TRASIMENO BIANCO 32,24
COLLI DEL TRASIMENO BIANCO VIN SANTO 0,24
COLLI DEL TRASIMENO CABERNET SAUVIGNON 1,84
COLLI DEL TRASIMENO GAMAY 20,84
COLLI DEL TRASIMENO GRECHETTO 14,29
COLLI DEL TRASIMENO MERLOT 4,73
COLLI DEL TRASIMENO ROSATO 2,43
COLLI DEL TRASIMENO ROSSO 95,55
COLLI DEL TRASIMENO SPUMANTE METODO CLASSICO 6,54
COLLI DEL TRASIMENO SPUMANTE METODO CLASSICO ROSE’ 1,72
   
Totale 180,43
GAMAY DEL TRASIMENO E GAMAY FRANCESE: CONFUSIONE (ANCHE) NEI VIVAI

«Da sempre impiantato ad alberello – spiega Camillo Angeli, vicepresidente del Consorzio e rappresentante di cantina del Trasimeno Duca della Corgna –  il Trasimeno Gamay veniva chiamato dalle vecchie generazioni “Vitigno Francese”, assimilandolo erroneamente al vitigno utilizzato per il Beaujolais, anziché a quello della famiglia della Granache, come Garnacha, Cannonau, Alicante».

L’errore continua a persistere, rimanendo catalogato come clone “091 Gamay“. Tanto che alcuni vivai, ancora oggi, alla richiesta di “Gamay del Trasimeno” da parte di produttori perugini intenzionati a impiantare questa varietà, consegnano il Gamay francese.

Questo è uno dei grandi problemi che dobbiamo assolutamente risolvere, come Consorzio. Un fraintendimento che dà luogo, anche nel calice, a difformità non indifferenti dal punto di vista organolettico, al palato di degustatori attenti».

Il lavoro sul Gamay del Trasimeno inizia nel 2008. Le cantine locali, sulla spinta della cooperativa Duca della Corgna, cercano di valorizzare il vitigno, investendo anche nella ricerca. Diversi studi hanno coinvolto l’Università di Perugia, con l’obiettivo di catalogare, sul territorio, le vecchie viti “indigene”, per creare appeal attorno al Trasimeno Gamay (noto anche come Gamay Perugino).

Le sponde occidentali del lago umbro sono comunque lontane dal poter essere considerate, anche lontanamente, una “succursale” della Sardegna. Lo stile del “Cannonau” locale non è ancora definito. E tra i calici dell’Anteprima Vini Colli Trasimeno 2022, andata in scena lunedì 30 maggio, brillano pochi esemplari di Gamay del Trasimeno.

I MIGLIORI GAMAY DEL TRASIMENO ALL’ANTERPIMA 2022

A fare da traino è certamente l’interpretazione della cooperativa Duca della Corgna (le uve di 200 soci sono affidate al noto enologo Lorenzo Landi), dal “Divina Villa” al “cru” Poggio Petroso. Madrevite, la cantina del direttore del Consorzio, Nicola Chiucchiurlotto, è l’azienda che ha dato una spinta innovativa alla denominazione, proiettandola (non senza fatica) verso nuovi orizzonti.

Moderna e golosa l’espressione del Trasimeno Doc Gamay del Trasimeno 2021 “Opra”, grazie all’affinamento di 10 mesi in cemento: un nettare illuminante per il territorio. Più strutturata, sempre nella gamma di Madrevite, la Riserva “C’osa”, vendemmia 2019 (6 mesi in cemento, 12 mesi in botti grandi da 10 hl, poi cemento e ulteriori 6 mesi in bottiglia prima della commercializzazione).

Molto centrato anche il Trasimeno Gamay Doc 2020 di Pucciarella (l’enologo è Riccardo Cotarella) tra le ultime aziende ad aver investito nella riscoperta del Gamay del Trasimeno. Evidente l’occhio al gusto del consumatore moderno, più attento a freschezza e primari che a potenza, struttura e terziari.

Apprezzabile, in una denominazione e in un Consorzio caratterizzato da evidenti “lavori in corso”, anche l’approccio della cantina La Querciolana di Panicale (PG). Convince il leggiadro Gamay di Boldrino 2020, quanto il più profondo Gamay Trasimeno Doc Riserva Camporso 2019, alla seconda prova, dopo l’esordio con l’annata 2018.

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Anteprima Vini Trasimeno: esordio a maggio 2022

Nuovo appuntamento in Umbria riservato alla stampa specializzata nazionale e internazionale e agli operatori del settore. Si tratta dell’Anteprima Vini Trasimeno, in programma domenica 29 e lunedì 30 maggio a Castiglione del Lago. Protagonisti il Trasimeno Gamay, il Grechetto e i vini rosati del territorio.

La prima edizione dell’evento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Doc Colli del Trasimeno e dalla Strada del Vino Colli del Trasimeno si inserisce nel programma di Umbria in Anteprima. Seguirà di pochi giorni l’Anteprima Sagrantino di Montefalco 2022.

La preview verrà inaugurata ai Ruderi della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo – Rocca del Leone. a Castiglione del Lago domenica 29 maggio alle 19.30. Lunedì la vera e propria Anteprima, dalle 10 alle 18 a Palazzo della Corgna. Per accreditarsi occorre compilare il modulo sul sito del Consorzio, disponibile a breve.

L’ESORDIO DELL’ANTEPRIMA VINI TRASIMENO

«Siamo particolarmente felici di poter organizzare quest’anno la prima edizione della nostra Anteprima – dichiara Emanuele Bizzi, recentemente riconfermato alla presidenza del Consorzio Tutela Vini Doc Colli del Trasimeno -. Sarà l’occasione per far conoscere a giornalisti, operatori e appassionati la regione Umbria, cuore verde d’Italia, e i vini che vengono prodotti nell’area intorno al lago Trasimeno».

Al centro dell’Anteprima 2022, grazie anche a una masterclass dedicata in programma lunedì 30 maggio alle ore 10, il Trasimeno Gamay. Un vitigno a bacca rossa introdotto in questa zona già a partire dal XVI secolo, nel periodo di dominazione spagnola nell’Italia centro-meridionale conseguente alla pace di Chateau-Chambrésis del 1559.

IL GAMAY DEL TRASIMENO

Si tratta della punta di diamante della Doc Colli del Trasimeno. Il Trasimeno Gamay fa parte della famiglia della Grenache (o garnacha, in spagnolo) ed è lo stesso vitigno conosciuto in Sardegna come cannonau, in Liguria come Granaccia e come Tai Rosso dei Colli Berici in Veneto.

Fin dal suo arrivo nel territorio umbro è stato coltivato con la tecnica ad alberello, di origine francese, e non con la tecnica a “vite maritata”, molto più comune nell’area del Trasimeno e utilizzata già dall’epoca degli etruschi.

Per questo motivo ha preso erroneamente il nome di Gamay, vitigno francese allevato ad alberello e utilizzato per la produzione del vino Beaujolais, proveniente dall’omonima regione.

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Gamay del Trasimeno Doc 2016 “C’osa”, Madrevite

Ci sono legami profondi rimasti inspiegabilmente nascosti, oscuri. Custoditi nelle pieghe dei libri di storia, più che tra le colonne di inchiostro delle pagine, lasciate in testamento ai posteri. È il caso del Gamay del Trasimeno, vitigno della famiglia dei Grenache, diverso da quello di Borgogna. Se ne ha notizia, in Umbria, dalla metà del XV secolo. Col Colli del Trasimeno Doc Gamay 2016 “C’osa” di Madrevite si fa pace coi libri e con la storia. Un’etichetta manifesto di un movimento in crescita, che va ben oltre il marketing. Nel segno della qualità.

LA DEGUSTAZIONE
Rosso rubino luminoso, trasparente, dall’unghia  che tende al rosato. Ampie lacrime segnano come graffi il petto del calice: unico segnale tangibile dei 15 gradi di percentuale d’alcol in volume, che al naso prima e al palato poi, paiono impercettibili e integrati al corredo.

Avvicinando il naso al calice, col passare dei minuti, si comprende la natura estremamente cangiante del nettare: “C’osa” gioca a regalare nuovi sentori ogni 2, 3 minuti. Fino a che la bottiglia svanisce, senza neppure accorgersene.

Il naso si apre sui fiori e sulla frutta. Percezioni ammalianti di rosa e di violetta, unite a croccanti ricordi di ribes e di lampone maturo, anticipano sbuffi leggeri di pepe nero. Giunge in un secondo momento l’agrume, che porta la mente dritta a certi Beaujolais della Moulin à Vent.

Mentre la spezia si fa sempre più viva, ecco avanzare sentori terziari di vaniglia bourbon e liquirizia dolce, così come note di brace e fondo di caffè. Non manca, nel Gamay del Trasimeno di Madrevite, la macchia mediterranea, concentrata tra l’alloro e il rosmarino.

L’assaggio è carico di aspettative, che non vengono deluse. Si evolve come il naso, dalla frutta ai terziari, fino a guadagnare ricordi vegetali. Dal succo alla leggera percezione tannica, in un quadro di perfetta armonia ed equilibrio. A fare da sottofondo, una venatura salina che da un lato tende il sorso, dall’altro rende irresistibile la beva.

Il Colli del Trasimeno Doc “C’Osa” 2016 di Madrevite è un vino moderno, sincero e unico, perfetto per un consumo a tutto pasto, specie se in abbinamento a pietanze a base di carne. Per la precisione dei sentori e l’intrinseca concettualità, si presta a un consumo in solitaria, prima del pasto, condito da chiacchiere e sorrisi. Un vino spensierato, che fa pensare.

LA VINIFICAZIONE
Si tratta dell’etichetta di punta della cantina umbra Madrevite. “C’Osa” 2016 è stato affinato un anno in barrique francesi di secondo passaggio. La commercializzazione è iniziata a 6 mesi dall’imbottigliamento, per consentire al nettare di stabilizzarsi e iniziare a trovare a il suo equilibrio.

A tre anni dalla vendemmia, ottenuta tramite un’attenta selezione delle uve Gamay del Trasimeno raccolte nei vigneti di proprietà della cantina, nell’areale di Castiglione del Lago (PG), il vino si presenta in una interessante fase di pienezza evolutiva.

Il nome Madrevite riprende quello dell’omonimo strumento che veniva usato dai vignaioli umbri per fissare l’usciolo, la porticina frontale delle botti di legno. Un legame con il passato che guida la famiglia Chiucchiurlotto da tre generazioni, a partire dal 2001.

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Vini al supermercato

Colli del Trasimeno Doc Grechetto 2015 Nuricante, Duca della Corgna

(4 / 5) Prodotto dal vitigno a bacca bianca simbolo della regione Umbria, il Colli del Trasimeno Doc Grechetto Nuricante Duca della Corgna, annata 2015, oggi sotto la nostra lente di ingrandimento, proviene da una zona tradizionalmente vocata alla viticoltura grazie al connubio territorio collinare e clima mite dato dalla presenza del lago Trasimeno.

LA DEGUSTAZIONE
Il Colli del Trasimeno Doc Grechetto Nuricante Duca della Corgna è giallo paglierino chiarissimo nella sfumatura con un profumo nitido ed invitante di fiori di campo e mela renetta. Nel sorso manifesta coerenza di aromi ed immediata piacevolezza.

La fermentazione in legno di parte del mosto gli regala buona struttura, ben integrata nell’armonia generale senza mascherare una sapidità e un’acidità scattante che accompagna la beva dal retrogusto ammandorlato.

Una bottiglia che conferma le potenzialità del Grechetto,  vino fragrante e godibile dal sorprendente bagaglio aromatico ed eccellente fruttato al palato. Versatile anche dal punto di vista dell’abbinamento, il Colli del Trasimeno Doc Grechetto Nuricante è ottimo con la cucina di mare a partire dagli antipasti, ma si accosta anche a preparazioni di carni bianche.

LA VINIFICAZIONE
Prodotto con uve Grechetto in purezza allevate a cordone speronato su colline ben esposte, non soggette ad eccessi termici,  ad un’altitudine tra il 250 e i 300 mt s.l.m. I terreni sono tendenzialmente sciolti con presenza di sabbie gialle, in parte con abbondante scheletro e presenza media di calcare. La vendemmia è manuale, parte del mosto viene fermentata in barrique.

Il progetto Duca della Corgna della Cantina Sociale Trasimeno nasce proprio per identificare vini di qualità tra cui il Nuricante che è uno di quelli di maggior pregio.

La Cantina Sociale del Trasimeno si trova a Castiglione del Lago, al confine tra Umbria e Toscana. Il borgo medioevale, tra i più belli d’Italia, sorge su un promontorio calcareo che si protende nel Lago Trasimeno, il più esteso dell’Italia centrale detto anche il ”mare chiuso” dell’Umbria.

Nata nel 1957 questa realtà cooperativa unisce 200 soci per circa 300 ettari con una produzione annua di circa 500.000 bottiglie.

Prezzo: 7,25 euro
Acquistato presso: Coop

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