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Sequestrate a Cerignola 955 bottiglie contraffatte di Moët & Chandon e Rum Don Papa (VIDEO)

Non c’è pace per Moët & Chandon. Tra le 955 bottiglie contraffatte scoperte dalla Guardia di Finanza di Foggia a Cerignola figurano anche quelle della nota maison di Champagne. Ben conosciuto anche il brand di Rum Don Papa, a sua volta finito nella rete dei finanzieri. Il sequestro compiuto all’inizio della settimana a Cerignola è avvenuto a un anno e mezzo dall’ultima scoperta di Moët & Chandon contraffatto in Italia. Nel dicembre 2020, infatti, i finanzieri di Napoli hanno rinvenuto 1400 litri di Cuvée Imperial “tarocca” a San Giuseppe Vesuviano.

Il Tribunale di Foggia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due soggetti, operanti nel settore della rivendita all’ingrosso e al dettaglio di bevande alcoliche.

FALSO MOËT & CHANDON E DON PAPA A CERIGNOLA

I due imprenditori sono indagati per ricettazione, sottrazione all’accertamento ed al pagamento dell’accisa sulle bevande alcoliche, uso di contrassegni di Stato contraffatti, commercio di sostanze alimentari contraffatte ed adulterate ed autoriciclaggio, con contestazione per entrambi della qualità di delinquenti abituali e professionali.

Per un anno gli indagati non potranno esercitare qualsiasi attività imprenditoriale avente per oggetto il commercio di prodotti alimentari. Il tutto in seguito al sequestro preventivo di 955 bottiglie, tra cui quelle dei noti brand Moët & Chandon e Rum Don Papa, avvenuto della sede operativa della ditta di Cerignola.

Nella rete dei finanzieri anche altri prodotti alcolici miscelati con additivi chimici altamente dannosi per la salute umana, imbottigliati con marchi contraffatti di note case produttrici del settore e sigillati con contrassegni di Stato falsi. Tra la merce contraffatta anche alcuni preparati alcolici per cocktail e bevande alcoliche di largo consumo, in totale evasione di imposta (accisa).

Falso Champagne Moet & Chandon Imperial a Napoli (VIDEO)

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200 litri di “Olio extravergine 100% italiano” nel bagagliaio: ma l’etichetta è falsa

CASERTA – La Guardia di Finanza ha sequestrato a Gricignano di Aversa (CE), circa 200 litri di “Olio extravergine di oliva 100% italiano” privo di ogni tracciabilità, contenuto in lattine e bottiglie di vetro riportanti sull’etichetta dati falsi circa l’impresa produttrice, in realtà inesistente. La merce era nel bagagliaio di un’autovettura condotta da un 30enne residente a Cerignola, in provincia di Foggia, in Puglia.

I finanzieri, insospettiti dalle modalità di trasporto e di vendita del prodotto e dalle limitate indicazioni riportate nell’etichetta, hanno esteso gli accertamenti sulla provenienza dell’olio. È stato così accertato che l’azienda produttrice indicata in etichetta, un oleificio di Bari, era in realtà inesistente.

La società distributrice riportata nei documenti di trasporto era invece un’impresa della zona di Cerignola, la cui attività risultava cessata da oltre due anni, dopo essere stata gestita da un soggetto “nullatenente”.

Sulla testa del 30enne alla guida dell’auto, risultato titolare di un’impresa commerciale della provincia di Foggia, gravavano inoltre svariati precedenti di polizia per truffa e reati connessi alla falsificazione di prodotti agroalimentari.

L’uomo è stato deferito alla Procura della Repubblica di Napoli Nord, per il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Ora rischia la reclusione fino a due anni e una multa pari a 20 mila euro.

Secondo gli inquirenti, l’ipotesi più accreditata è che il prodotto rinvenuto, sottoposto a sequestro per le necessarie analisi di laboratorio, non abbia neanche le qualità organolettiche dichiarate.

Il sospetto è che sia stato etichettato come “Olio extravergine 100% italiano” per trarre in inganno i consumatori finali, convinti di acquistare un prodotto di alta qualità, proveniente dalla molitura di olive pregiate della Puglia.

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Nero di Troia Nature Rosè, Mille Ceppi e Parco Marano: assaggi di Puglia

Pensi alla Puglia del vino e si materializzano Primitivo e Negroamaro. In realtà, nel Tacco d’Italia, c’è un altro vitigno che merita grande attenzione: il Nero di Troia. Ne abbiamo assaggiati tre, in vendita in enoteca.

Lo spumante metodo classico Brut Nature Rosè 2013 di Alberto Longo, il Puglia Igt 2014 “Mille Ceppi” di Michele Biancardi e il Castel del Monte Doc 2014 “Parco Marano” di Giancarlo Ceci.

Autoctono pugliese, il Nero di Troia deve il suo nome alla cospicua presenza di polifenoli, composti che determinano il colore del vino. Talmente presenti da colorare di “nero” il vino ottenuto dall’uva di Troia. Tante, però, le differenze nei tre assaggi. Ecco i dettagli.

Spumante metodo classico Brut Nature Rosè 2013, Alberto Longo
Il colore invitante è il primo elemento che colpisce chi si accinge alla degustazione di questo spumante. Un rosa intenso, luminoso, spezzato come un fulmine da un perlage fine e persistente. Un ricordo tutt’altro che malinconico della vividezza cromatica dell’Uva di Troia.

Al naso, immediata la croccantezza del ribes, del melograno e della ciliegia. Sentori che ritroviamo anche in un palato fin da subito gustoso, tattile. Sembra di masticarla quella frutta, che s’impreziosisce nel finale di percezioni minerali, iodiche.

Il risultato è il perfetto equilibrio in uno spumante dal sorso mai troppo morbido o troppo acido. Il Rosè del compromesso. Quello che in pochi, in Puglia, sanno fare così bene. Un Bru Nature dritto, conciso, autentico. Bravo Longo, vero e proprio vanto enologico della città di Lucera (Foggia).

Nero di Troia Puglia Igt 2014 “Mille Ceppi”, Michele Biancardi
Ci spostiamo più a sud, a Cerignola. Restiamo dunque in Daunia. Il produttore consiglia un consumo precoce di questa etichetta: “Berla subito”. Noi arriviamo tardi (vendemmia 2014). E sarà forse per questo che “Mille Ceppi” non ci entusiasma appieno.

Intendiamoci: nessun difetto, il vino ha retto benissimo la guerra col tempo, è perfetto, privo di qualsivoglia difetto. Michele Biancardi lo produce da una selezione accurata dei migliori ceppi del suo Nero di Troia, affinati 8 mesi in anfore di terracotta.

L’effetto ricercato non è quello delle ossidazioni alla “georgiana”, anzi. Biancardi punta tutto sulla freschezza del “frutto”, tipica del vitigno.

L’anfora serve dunque a non snaturare il vino e a favorire una perfetta elevazione del varietale. Di fatto, a quattro anni dalla vendemmia, è “solo” il frutto che resta.

Oltre a una percezione zuccherina degna dei vini “commerciali”. Un prodotto che, certo, accontenta appieno chi cerca palati “morbidi” e facilità di beva. Ma bisogna poterselo permettere (costo attorno ai 20 euro).

Castel del Monte Doc 2014 “Parco Marano”, Giancarlo Ceci
Cambiamo provincia, rotta verso Sud. Ci fermiamo ad Andria, più esattamente in Contrada Sant’Agostino, per il racconto del Nero di Troia di Giancarlo Ceci.

Piccola premessa: questa cantina, all’ottava generazione, ci ha già convinto ampiamente al Merano Wine Festival 2017 (pur non risultando tra i migliori assaggi assoluti).

L’azienda di Giancarlo Ceci è Agrinatura e opera in regime biologico dal 1988. Nel 2011 il grande passo verso il biodinamico. Braccio destro di Ceci è l’affermato enologo Lorenzo Landi.

“Parco Marano”, a differenza dei precedenti, compie un passaggio in barrique di rovere francese (14 mesi), prima di un ulteriore affinamento in acciaio e in bottiglia. Il risultato è un Nero di Troia complesso ma sottile.

Il legno, utilizzato in maniera magistrale, non “uccide” il varietale. Anzi. Al naso si esaltano i sentori “terrosi” che costituiscono il fil rouge dell’intera produzione di Giancarlo Ceci. Un altro “vino vero” questo “Parco Marano”, frutto di una Puglia che ha tantissimo da dare all’enologia italiana. Anche in genuina purezza.

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Vini al supermercato

Nero di Troia Rosé Igp Puglia 2016, Torre Quarto Cantine

(3,5 / 5) Un buon rosato nel rapporto qualità prezzo. Parliamo del Nero di Troia Igp Puglia 2016 di Torre Quarto Cantine. Il vino si presenta nel calice di colore cerasuolo compatto. All’olfatto sprigiona profumi essenzialmente floreali (violetta, rosa, fiore del cappero) seguiti da delicate note fruttate, con un rimando alla ciliegia, colore del vino.

Al gusto rispecchia le aspettative della sua giovane età (vendemmia 2016). Si presenta moderatamente strutturato, tutto sommato abbastanza fresco e sapido.

Il rosé Nero di Troia Igp 2016 di Torre Quarto Cantine si abbina con il cacciucco di pesce e, in generale, con piatti leggeri dove vi è la presenza del pomodoro. Per questo è un vino consigliabile con la pizza Margherita. La tempeatura di servizio aggirarsi tra i 10 e i 12 gradi.

LA VINIFICAZIONE
Ottenuto al 100& da uve Nero di Troia, il rosé di Torre Quarto destinato alla grande distribuzione è vinificato in maniera tradizionale, per l’ottenimento di un rosato. La fase più delicata è il breve contatto del mosto con le bucce, a seguito della pigiadiraspatura.

Un’azienda storica, Torre Quarto, che ha sulle spalle i mutamenti del mondo del vino di Puglia. Non è certo un mistero che i mosti pugliesi, per lungo tempo, abbiano contribuito a migliorare i vini del nord Italia e francesi, creando alcuni veri e propri blasoni dell’enologia mondiale.

Torre Quarto, sita in Cerignola, non fa eccezione. Le uve di questa cantina per anni hanno preso la via della strada ferrata, per raggiungere le aziende vitivinicole del nord.

Grazie agli enormi passi scientifici che fatti nelle scuole agrarie della Puglia, all’ammodernamento dei sistemi di vinificazione e alla coscienza del grande potenziale enoico locale, i viticoltori pugliesi hanno iniziato a vinificare le proprie uve all’interno dei confini regionali. Con grandi risultati.

L’ azienda Torre Quarto è una delle innumerevoli realtà pugliesi che hanno puntato sulla territorialità, sulla qualità di tutti i processi produttivi, sin dalla vigna. Con una cura maniacale del vigneto, allevato a spalliera, con potatura guyot. L’azienda registra basse rese produttive, principalmente di uve autoctone (Primitivo, Negramaro, Uva di Troia), ma non disdegna anche vitigni internazionali come lo Chardonnay.

Prezzo: 3,80 euro
Acquistato presso: Famila

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