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Igt Terre Siciliane Syrah Rosé 2020, Settesoli

Il volto “rosa” di Cantine Settesoli è il Terre Siciliane Syrah Rosé 2020. Un rosato con cui la cooperativa di Menfi esalta il volto più fresco di un’uva internazionale a bacca rossa molto diffusa in Sicilia. Reperibile in svariate catene di supermercati, brilla per l’ottimo rapporto qualità prezzo. Figura peraltro tra i Migliori vini al supermercato 2022 di Vinialsuper.

LA DEGUSTAZIONE

Nel calice, il Terre Siciliane Syrah Rosé 2020 di Cantine Settesoli si presenta di un rosa tenute, luminoso. Al naso piacevoli sentori di ciliegia matura e piccoli frutti rossi di bosco. Un quadro fragrante e delicato, anche grazie ai ricordi di fiori di gelso.

La corrispondenza gusto olfattiva è perfetta. Il sorso, accompagnato da una vibrante freschezza, è tutto giocato sui ritorni fruttati di ciliegia, ribes e lampone. Accenno salino prima del finale asciutto e altrettanto fresco.

Il Syrah Rosé 2020 di Settesoli accompagna alla perfezione i piatti della cucina italiana, a tutto pasto. Offre grandi soddisfazioni con zuppe di pesce, formaggi erborinati e pizza.

L’ABBINAMENTO SICILIANO CON LA SCIVATA

L’abbinamento territoriale suggerito da Cantine Settesoli è con la sciavata. Si tratta di un piatto povero povero che le donne siciliane preparavano in attesa del ritorno a casa degli uomini, dai campi.

Una via di mezzo tra pizza e focaccia, arricchita da ingredienti come acciughe, cipolle e formaggio caciocavallo. Grazie alle sue caratteristiche, il Syrah Rosé 2020 di Cantine Settesoli è apprezzato anche all’estero. È presente in ben 30 Paesi, tra cui Svizzera, Germania, Stati Uniti e Giappone.

Prezzo: 5,50 euro
Reperibile presso: tutte le maggiori insegne, tranne Esselunga

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Cantine Settesoli: Giuseppe Bursi riconfermato presidente

Giuseppe Bursi, già presidente di Cantine Settesoli per il triennio 2017-2020, è stato nuovamente confermato dell’Assemblea dei Soci alla guida dell’azienda vitivinicola siciliana. Resterà in carica fino a dicembre 2023.

Su un numero complessivo di soci aventi diritto di voto pari a 1584, i votanti effettivi sono stati 960. Il presidente uscente si è aggiudicato 700 preferenze, seguito da uno dei due vicepresidenti in carica, Antonino Scirica, con 656 voti, e da Giuseppe Antonio Bilà con 642 preferenze.

Nonostante la pesantissima situazione pandemica – afferma Giuseppe Bursi – il piano di azione messo in atto dal Consiglio di Amministrazione ha permesso di poter affrontare questa crisi. Il nostro obiettivo è stato e sarà quello di dare riconoscibilità e valore ai marchi aziendali Settesoli, Mandrarossa e Inycon, costruendo una familiarità con i brand e facilitando le dinamiche di vendita».

«Saremo fedeli ai quattro presupposti fondamentali che hanno orientato le nostre scelte in questo passato triennio, e che si sono rivelate vincenti: sostenibilità e rispetto per l’ambiente, eccellenza, accessibilità, importanza della coltivazione biologica dei vigneti».

L’efficacia di questo approccio è confermata dai dati di bilancio (1 luglio 2019 – 30 giugno 2020) presentati all’Assemblea dei Soci, periodo nel quale i dati di vendita di Cantine Settesoli registrano un consolidamento del fatturato dei brand aziendali nei canali della distribuzione organizzata, con un incremento costante del prezzo medio rispetto all’anno precedente.

Gli effetti della pandemia da Covid 19 hanno di contro bloccato le vendite nel canale Horeca sia in Italia che nel mondo con una riduzione del fatturato da marzo a giugno 2020. Le perdite sono state arginate con le vendite on line e con l’utilizzo di piattaforme e-commerce per la commercializzazione in Italia e nel resto del mondo.

«L’azienda – continua Bursi – sta focalizzando le proprie risorse ed il proprio impegno per cogliere tutte le opportunità offerte dal buon andamento delle vendite nel canale Off Trade sia in Italia che all’estero, in particolare nel mercato dei vini biologici e dei vini di alta qualità. Siamo infatti convinti che queste attività ci garantiscano una migliore allocazione della produzione ed un più adeguato riconoscimento del valore alle uve conferite dai soci».

«Per raggiungere questi risultati – conclude – il management dovrà rimanere fedele al proprio percorso, che deve puntare a tre obiettivi principali: il rafforzamento della competitività, cercando di conquistare nuove posizioni di mercato a prezzi più remunerativi; il controllo della dinamica dei costi aziendali, attuando più incisivi processi di razionalizzazione delle spese di gestione; la continuità nell’orientamento dei nuovi piani varietali, al fine di raggiungere un giusto equilibrio tra esigenza produttive e remunerazione riconosciute dal mercato».

La rielezione di Giuseppe Bursi è un importante segno di apprezzamento, nel segno di una continuità manageriale che ha portato importanti risultati sotto il profilo gestionale, economico e d’immagine per l’azienda che, fondata nel 1958, raggruppa oggi 6000 ettari di vigneto gestiti da 2000 soci che coltivano 34 varietà di uve nazionali ed internazionali.

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Francesco Tiralongo è il nuovo Amministratore Delegato di Baglio di Pianetto

È Francesco Tiralongo, 53 anni, di cui oltre una ventina trascorsi nel settore vinicolo, il nuovo Amministratore Delegato di Baglio di Pianetto, la cantina siciliana della famiglia Marzotto proprietaria di 160 ettari, di cui 110 già in produzione, tra Santa Cristina Gela e Noto, per una produzione annuale di circa 750 mila bottiglie ed un fatturato di oltre 3 milioni di euro.

Dopo aver ricoperto ruoli apicali in importanti realtà vinicole, tra cui Marchesi de’Frescobaldi, Mionetto, Donnafugata e recentemente Cantine Settesoli, Tiralongo approda al timone di Baglio di Pianetto succedendo a Renato De Bartoli.

“Ciò che mi ha spinto ad accettare questa nuova sfida – spiega Francesco Tiralongo – è la filosofia aziendale che da sempre è alla base di Baglio di Pianetto: un’idea di qualità e valorizzazione del territorio ispiratrice di questo progetto sin dall’inizio. Mi affascinano le sue potenzialità, ancor più in una fase in cui è possibile fare cose nuove e dove esiste la concreta prospettiva di accompagnare la proprietà a proseguire sul percorso avviato dal Conte Marzotto oltre venti anni fa”.

“Chi sta portando avanti questo progetto – prosegue Tiralongo – lo sta facendo con la medesima determinazione e con la stessa attenzione che si presta a quelle imprese cariche di passione e di amore familiare: mi riferisco in particolare alla figlia Dominique, che ha saputo raccogliere il testimone del padre in modo energico e deciso, operando in piena continuità con l’indimenticata caparbia del fondatore. Gli stimoli che trovo in questo incarico sono forti e autentici. Non a caso, in Baglio di Pianetto riconosco gli ideali e i valori di attaccamento a un territorio, nonché l’obiettivo di continuare a fare qualità nel segno della sostenibilità”.

Riferendosi poi alle sue prime iniziative da neo Amministratore Delegato, Tiralongo precisa come 0rganizzazione e marketing sono i due ambiti su cui ha sempre focalizzato il proprio il mio percorso professionale. “Inizierò a conoscere una ad una le persone che fanno, tutti i giorni, l’azienda, con lo scopo di metterle nelle condizioni migliori per dare il meglio di sé grazie a un’ottimizzazione dei processi”, sottolinea il neo Ad.

“Gli ultimi cinque anni con Renato De Bartoli – aggiunge Dominique Marzotto, presidente di Baglio di Pianetto – ci hanno permesso di raggiungere risultati importanti. A nome dell’intero consiglio d’amministrazione esprimiamo quindi soddisfazione e gratitudine per il grande lavoro svolto. Allo stesso tempo, siamo pienamente fiduciosi nel passaggio di testimone: l’auspicio è di proseguire nel percorso di crescita di una solida realtà come è Baglio di Pianetto, certi di poter confermare le ottime performance produttive e di cogliere a breve ulteriori soddisfazioni”.

“Con Francesco Tiralongo – conclude la presidente – di cui apprezziamo da tempo personalità e competenza, abbiamo subito trovato una perfetta sintonia. In lui abbiamo individuato le qualità umane e professionali giuste per poter proseguire nella continuità dell’eccellente percorso svolto in passato e per affrontare le sfide di un settore complesso come quello del vino, che sta vivendo una fase di profonda trasformazione, così come tutto il resto del mondo in cui viviamo”.

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Vini al supermercato

Settesoli Collezione, l’autoctono sposa l’internazionale. Da Penny il Perricone Isoletta


Non si chiamano a caso “Settesoli Collezione” i due vini di Cantine Settesoli. La cantina di Menfi propone sugli scaffali dei supermercati il riuscitissimo matrimonio tra due varietà autoctone siciliane e due internazionali. Si tratta di Collezione Bianco, ottenuto da uve Grillo e Chardonnay e Collezione Rosso, blend di Nero d’Avola e Syrah. Due vini top di gamma, nel vasto assortimento riservato alla Gdo. Ma le novità in casa Settesoli non finiscono qui. In esclusiva per Penny Market, la cooperativa di Menfi ha dato vita al Perricone “Isoletta”, vino ottenuto dall’omonima varietà autoctona siciliana.

La linea di vini Settesoli Collezione è ottenuta, come suggerisce appunto il nome, dalla “selezione” delle migliori uve autoctone e internazionali vinificate in blend. Dopo una maturazione lenta e costante, le uve Grillo e Chardonnay vengono raccolte in periodi differenti: ad inizio agosto lo Chardonnay, tra l’ultima settimana di agosto e la prima decade di settembre il Grillo.

Collezione Rosso è invece un blend che, in casa Settesoli, viene definito “Caldo come il vento di Scirocco“: un vino che racchiude, in perfetto equilibrio, gli aromi fruttati dell’autoctono Nero d’Avola e il tocco di spezia e freschezza dell’internazionale Syrah.

Ma è il Perricone “Isoletta” l’ultimo nato in ordine cronologico, prodotto in esclusiva per i supermercati Penny Market. Un vino, dunque, reperibile in tutta Italia grazie alla capillare distribuzione dei punti vendita dell’insegna.

LA DEGUSTAZIONE


(5 / 5) Sicilia Doc Grillo Chardonnay 2019 “Collezione”, Cantine Settesoli

Giallo paglierino luminoso. Al naso l’eleganza dello Charodnnay e il frutto esotico e la mineralità del Grillo. Naso prevalentemente agrumato, con richiami tropicali di papaia e ananas perfettamente maturo.

Sorso altrettanto elegante e fresco, in cui le note di frutta giocano con la mineralità. Vino di grande gastronomicità, accompagna piatti a base di pesce (prime e seconde portate) oltre ai formaggi freschi, non stagionati.

VINIFICAZIONE
I vigneti di Grillo prediligono suoli a medio impasto; quelli di Chardonnay i suoli argillosi. L’allevamento a controspalliera e la potatura a guyot consentono il massimo controllo sulla qualità e la resa delle uve.

La fermentazione avviene in silos di acciaio, a temperatura controllata. Sempre in acciaio l’affinamento. Prima dell’immissione in commercio, Collezione Bianco Settesoli riposa in bottiglia per almeno 4 mesi.

Prezzo: 6,49 euro
Acquistabile presso: Carrefour, Conad



(4,5 / 5) Sicilia Doc Nero d’Avola Syrah 2018 “Collezione”, Cantine Settesoli 2018

Rosso rubino mediamente trasparente. Al naso i tipici frutti rossi delle due varietà, così come tipiche sono le spezie. Non mancano richiami a erbe mediterranee e a piante come la carruba, che contribuiscono a rendere ancora più complesso l’olfatto, sino a sfiorare percezioni umami.

Il sorso del blend Nero d’Avola Syrah Collezione Settesoli è fresco, prettamente giocato sulla frutta rossa matura, che ben si combina con la mineralità. In chiusura, bel connubio tra le note pepate e la frutta perfettamente matura. Un vino perfetto a tavola, dai primi piatti ricchi di ragù alle grigliate di carne, passando per i formaggi di media stagionatura.

VINIFICAZIONE
I vigneti di Nero d’Avola prediligono i suoli calcarei: le uve vengono raccolte tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre; i vigneti di Syrah prediligono invece i suoli sabbiosi: le uve vengono raccolte tra la fine di agosto e l’inizio di settembre.

L’allevamento a controspalliera e la potatura a guyot, come nel caso di Grillo e Chardonnay, consentono il controllo sulla qualità e sulla resa delle uve. La fermentazione avviene in silos di acciaio, a temperature controllata. Lo stesso vale per l’affinamento. Il vino riposa poi in bottiglia per 6 mesi, prima della commercializzazione.

Prezzo: 6,49 euro
Acquistabile presso: Carrefour, Conad



(4,5 / 5) Terre Siciliane Igt Perricone 2019 “Isoletta”, Cantine Settesoli

Rosso rubino luminoso, nel calice, per il prezioso autoctono siciliano. Al naso tanta frutta, perfettamente matura: lampone, fragolina, ribes. Pregevole, ancora una volta, il connubio con la macchia mediterranea e con sentori floreali come la rosa e la viola. Al palato il Perricone “Isoletta” risulta morbido e suadente, nel suo incedere fruttato.

Mostra comunque un’ottima freschezza, capace di invogliare il sorso successivo. In chiusura, un tocco salino che contribuisce a rendere la beva instancabile. Un Perricone che accompagna la cucina a tutto pasto, su piatti non troppo elaborati. Da provare in accompagnamento a brodetti di pesce, in alternativa al vino bianco.

VINIFICAZIONE
Il Perricone è un vitigno tipico dell’area mediterranea che predilige suoli argillosi e a medio impasto. I suoi grappoli sono di media grandezza, dalla forma cilindrico-conica allunga. Gli acini sono rotondi, dal colore blu scuro. Le uve di “Isoletta” vengono raccolte tra fine agosto e inizio settembre e vinificate in serbatoi di acciaio inossidabile.

Prezzo: 2,19 euro
Acquistabile presso: Penny Market

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Approfondimenti

Diego Planeta, il ricordo di Bursi: “Rappresenta la storia di Cantine Settesoli”

“Cantine Settesoli perde certamente una figura carismatica ed un capitolo importante della sua storia, perché Diego Planeta rappresenta la storia di questa cantina”. Così Giuseppe Bursi, presidente di Cantine Settesoli, in merito alla scomparsa a 80 anni di Diego Planeta, fondatore della cantina di Menfi.

“I suoi insegnamenti e la sua lungimiranza – continua Bursi – sono le radici e la traccia del nostro futuro.Grazie alla sua guida ed alla sua lungimiranza, in questo lembo di costa di Sicilia oggi c’è una storia unica da raccontare, fatta di uomini, di vigneti e di idee”.

Questa è la nostra storia, la storia di Cantine Settesoli, una comunità di 2 mila viticoltori che ogni giorno da oltre 60 anni si prende cura di un meraviglioso vigneto di 6 mila ettari, difendendone la biodiversità e producendo vini distintivi dal carattere unico, distribuiti in oltre 45 paesi nel mondo.

Senza la sua visione, le 5 mila famiglie del Distretto delle Terre Sicane non avrebbero contribuito e sostenuto e reso possibile quella metamorfosi.

Diego Planeta – continua Bursi – soleva dire che di tutte le sue creature Cantine Settesoli era la più amata, e dopo aver tradotto le enormi potenzialità del territorio in azienda feconda, investendo, sperimentando e innovando insieme agli uomini ed alle donne della comunità, dopo aver dimostrato che anche grande è bello e può produrre qualità, nel 2011 aveva fatto quello che definiva un “passo di lato”.

“Proprio come un buon padre di famiglia, che ad un certo punto lascia il proprio figlio camminare da solo e viaggiare per il mondo. I risultati oggi raggiunti sono frutto di due elementi: la coesione della compagine sociale, la solidità dell’impostazione gestionale che guarda sempre più alla qualità ed all’internazionalizzazione, la consapevolezza che bisogna lavorare duro per costruire e garantire reddito ai viticoltori”, conclude il presidente di Cantine Settesoli.

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Sicilia, addio a Diego Planeta, fondatore di Settesoli. Lunedì i funerali a Menfi

Diego Planeta si è spento ieri all’età di 80 anni. Lo storico fondatore di Cantine Settesoli si trovava nella sua Menfi, comune della Provincia di Agrigento che lunedì 21 settembre ospiterà i funerali.

Nato a Palermo nel 1940, Diego Planeta ha curato dal 1960 l’amministrazione delle aziende di famiglia, impegnate da diverse generazioni in attività agricole nelle province di Agrigento, Ragusa e Siracusa.

Nel 1958 ha conseguito il diploma in viticoltura ed enologia e nel 1960 ha lasciato gli studi universitari per occuparsi dei centinaia di ettari di proprietà. Col pallino delle varietà autoctone, trasforma vigneti e oliveti e avvia la produzione di vini e olio di alta qualità, esportati in oltre 30 paesi.

Nel 1964 ha partecipato alla costituzione di Cantine Settesoli, di cui è diventato presidente nel 1972. Negli anni Sessanta, Settanta e Duemila è stato presidente dell’Unione Provinciale Agricoltori di Agrigento.

Nel 1967 ha costituito a Vittoria la SIS, società per azioni che opera nel campo dei servizi per l’agricoltura, specializzata nelle attività di protezione e disinfestazione dei suoli. L’azienda, oggi presente sull’intero territorio nazionale, è attiva anche in produzioni specializzate, oltre che nella fornitura di assistenza tecnica per la produzione agricola e di servizi di marketing.

Dal 1985 al 1992 è stato presidente dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino, di cui ha rivoluzionato l’assetto strutturale e organizzativo. Componente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino e del Consiglio della Confederazione Italiana della Vite e del Vino, dal 2001 ha ricoperto il mandato di vice-presidente di Assovini Sicilia.

Dal 2002 ha fatto parte del Consiglio Scientifico di Agrinnova (Università di Torino) e dal 2003 della Società Italiana di Economia Agro-Alimentare (Università di Parma). Per il contribuito al processo di internazionalizzazione della Sicilia, nel 2003 è stato insignito del Premio Florio, oltre alla nomina a cavaliere del lavoro.

A compimento di una straordinaria carriera nel mondo dell’agricoltura, nel 2004 è stato nominato membro aggregato dell’Accademia dei Georgofili e gli è stata conferita la laurea honoris causa in scienze agrarie dall’Università di Palermo.

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Vini al supermercato

Sicilia Doc Grillo e Nero d’Avola Bio Vegan, Cantine Settesoli

Settesoli Bio è una linea di vini che nasce dall’accurata selezione di uve coltivate secondo pratiche di agricoltura biologica e vinificate nel rispetto delle normative europee. Grazie al perfetto microclima mediterraneo, qui in Sicilia, preservare gli equilibri presenti in natura e custodirne l’essenza, è naturale!”.

Erika Palminteri, Brand Manager di Cantine Settesoli, sintetizza così il progetto che vede protagoniste – per ora – le due uve simbolo della Doc Sicilia: Grillo e Nero d’Avola.

Le due etichette confermano l’attenzione per l’ambiente della cantina di Menfi (AG), enfatizzata dal recente conseguimento della certificazione VIVA – “La Sostenibilità della Vitivinicoltura in Italia”, da parte del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

LA DEGUSTAZIONE

(4,5 / 5) Sicilia Doc Grillo Bio Vegan, Cantine Settesoli
Dal calice, che si tinge di un giallo paglierino luminoso, si sollevano preziose note floreali di zagara, uno dei fiori simbolo dell’isola, oltre a ricordi di macchia mediterranea. Profumi di “terra” ma anche di mare in questo bianco che è capace di portare in tavola la Sicilia, a un prezzo davvero interessante.

Il sorso è pieno, fresco, agrumato: la frutta, perfettamente matura, gioca con una percezione salina che invoglia la beva. Un vino che non teme temperature più alte di quella consona per il servizio (attorno ai 12°). Perfetto l’abbinamento di questo Grillo a tutto pasto, in particolare con antipasti e primi piatti leggeri.

Il Grillo Bio Vegan Settesoli cresce su terreni sabbiosi e calcarei, con una densità d’impianto di 4.500 piante per ettaro e una produzione media di 90 quintali per ettaro. Le uve vengono raccolte tra l’ultima settimana di agosto e la prima decade di settembre e vinificate in solo acciaio, al fine di preservarne gli aromi.

(4,5 / 5) Sicilia Doc Nero d’Avola Bio Vegan, Cantine Settesoli
Rosso rubino pieno e luminoso, tipico del vitigno. Il naso mostra le due marce del Nero d’Avola, le due sfaccettature che hanno reso così popolare il vitigno-vino siciliano. C’è tutta la precisione del frutto, con l’amarena facilmente distinguibile accanto alla mora matura e a un tocco di prugna.

Ma non manca un tocco erbaceo, che conferisce nerbo alle note di frutta a bacca rossa e nera. Al palato, di fatto, l’ingresso rivela proprio questi ricordi di erbe mediterranee, prima di lasciare spazio a un sorso fruttato, reso elegante da ritorni di spezie nere che giocano con la succosità del nettare.

Vino “serioso”, autentico, semplice ma tutt’altro che banale, perfetto a tutto pasto e in accostamento con piatti della tradizione siciliana, come la Pasta alla Norma. Perfetto anche con antipasti a base di salumi, primi con sugo e ragù e formaggi semi stagionati.

Il Nero d’Avola Bio Settesoli cresce su terreni a medio impasto e calcarei, con una densità d’impianto di 4.500 piante per ettaro e una produzione media di 90 quintali per ettaro. Le uve vengono raccolte tra fine agosto e metà settembre e vinificate in solo acciaio.

Prezzo: 5,49 euro euro
Acquistabile presso: Coop, Conad


***DISCLAIMER: L’articolo è stato richiesto a Vinialsupermercato.it da Cantine Settesoli ma è stato redatto in totale autonomia dalla nostra testata giornalistica, nel rispetto dei lettori e a garanzia dell’imparzialità che caratterizza i nostri giudizi***

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Settesoli sbarca sull’Etna con Mandrarossa: bianco e rosso sul mercato nel 2020

MENFI – C’è una nuova protagonista sull’Etna. È Settesoli, che nel 2020 metterà sul mercato i primi due vini vulcanici firmati col brand top di gamma Mandrarossa. Uve e cantina sono in affitto, ma lo staff è quello della cooperativa di Menfi (AG) che pensa anche a una nuova linea di vini biologici.

“Stiamo facendo quello che tante altre aziende hanno fatto – commenta Giuseppe Bursi, presidente di Cantine Settesoli – ovvero cimentarci in questa splendida zona della Sicilia che è l’Etna. Grazie alla storia e alla struttura della nostra azienda possiamo indagare altri territori e metterci alla prova“.

“L’idea – spiega Bursi – è di fare un lavoro fatto bene, con etica. Abbiamo affittato un’azienda ma il vino lo facciamo noi, come sempre. Questo ci servirà per dimostrare che sappiamo proporre etichette di livello, che andranno ad affiancarsi a quelle già presenti nella linea Mandrarossa”.

Circa 20 mila le bottiglie a denominazione Etna Doc che saranno immesse sul mercato nel 2020. In particolare, i vigneti si trovano sul versante nord ovest del vulcano. Settesoli ha sottoscritto un contratto di affitto di una cantina con i suoi vigneti.

Uve Carricante per il bianco – l’annata 2017 farà l’esordio a Vinitaly 2020 – e Nerello Mascalese per il rosso, dell’annata 2016. “Facciamo le cose che riteniamo giusto fare e proviamo a proporle in maniera corretta, attraverso le storie che siamo abituati a raccontare”, sottolinea Bursi che rivendica “le azioni volte all’aumento dei prezzi delle uve pagate ai soci durante quest’ultima vendemmia”.

Scelte utili anche a rinforzare il brand Mandrarossa, festeggiato di recente con il rilancio di un’etichetta storica come “Feudo dei fiori“, un bianco da uve Vermentino, Chardonnay e Sauvignon di Menfi. Ma c’è di più.

È infatti in progetto la costruzione di una cantina ad hoc per il brand top di gamma che Bursi non esita a definire “gioiellino”. Un investimento da un milione di euro per la realizzazione di una sala degustazione immersa tra i vigneti, vista mare, e di una barricaia. Il taglio del nastro è previsto a maggio 2020.

Alla partecipata assemblea dei soci della cooperativa, che opera dal 1958 e che coltiva la più ampia varietà di uve in Sicilia, è stato annunciato anche il lancio della nuova linea di vini biologici Settesoli. Si chiamerà “Jummare” e sarà in vendita nella grande distribuzione organizzata, ovvero sugli scaffali dei supermercati.

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Vendemmia in Sicilia: calo del 30% medio e ottima qualità

Il primo mese di vendemmia per la Doc Sicilia conferma le previsioni iniziali: c’è un calo medio di circa il 30% di quantità di uva raccolta e una qualità che i coltivatori del “vigneto Sicilia” definiscono ottima. I primi vitigni a bacca bianca vendemmiati, dal Pinot Grigio allo Chardonnay, dal Grillo al Lucido, presentano tutti la stessa caratteristica: alla diminuzione del quantitativo corrispondono uve mature e profumate, con un corredo aromatico di prim’ordine.

Le stime lasciano prevedere, per la vendemmia 2019, una produzione totale in Sicilia di meno di 4 milioni di ettolitri di vino. Anche i vitigni a bacca nera continuano la loro maturazione grazie alle favorevoli condizioni climatiche. Il punto sulla vendemmia offre un resoconto omogeneo dalle province dell’isola dove in molti casi le attività di raccolta sono iniziate ad agosto con una decina di giorni di ritardo rispetto al 2018.

Filippo Paladino, vicepresidente della Doc Sicilia, fa il primo bilancio della campagna di raccolta nel Trapanese e nell’Agrigentino: “la vendemmia iniziata con la raccolta del Pinot Grigio registrava una tendenza del 40% di quantità in meno rispetto al 2018. Gli altri vitigni vendemmiati, il Viognier, il Merlot, hanno visto una riduzione del 30-35% come media.”

“Un dato è certo – prosegue Palasdino – poiché la vendemmia dura fino ad ottobre, per poter tracciare un bilancio è comunque necessario aspettare che la vendemmia sia terminata. Possiamo dire fin d’ora che il ritardo di dieci giorni con cui è iniziata la vendemmia per certi aspetti è stato positivo, le piante hanno potuto accumulare sostanze aromatiche e prevediamo vini molto profumati. Tutto lascia prevedere che il bilancio finale sarà in linea con quanto stiamo registrando finora”.

Giuseppe Monteleone, presidente della Cantina Birgi di Marsala: “la qualità delle uve fin qui raccolte è buona, e facciamo riferimento principalmente al Grillo, uno dei vitigni che insieme al Catarratto e all’Inzolia rappresentano il 70 per cento della nostra produzione. Il calo del raccolto sarà complessivamente del 30 per cento, ma le vigne sono in ottime condizioni dato che il clima freddo tra aprile e maggio ha consentito di evitare il rischio che le vigne fossero colpite da malattie. Le nostre vigne si estendono dalla zona costiera tra la Riserva dello Stagnone di Marsala a Marausa, fino al comprensorio interno della diga Rubino, e ovunque le condizioni sono nella norma. Dalle prime verifiche anche le uve di Nero d’Avola stanno maturando molto bene”.

Filippo Buttafuoco, agronomo di Cantine Settesoli: “abbiamo una qualità eccellente delle uve, e un calo quantitativo che ancora non possiamo concretizzare ma che potrebbe variare dal 10 al 25 per cento. I nostri vigneti sono nella zona di Menfi e hanno caratteristiche molto differenti: ci sono vigne coltivate in riva al mare e su colline a 400 metri di altezza, 32 cultivar diverse, cinque tipi di suoli differenti con modalità di irrigazione che variano.”

“Ecco perché potremo – continua Buttafuoco – tirare un bilancio sulla resa quantitativa solo a fine vendemmia. Il clima è stato favorevole e ciò non favorisce lo sviluppo di eventuali malattie. In più sappiamo che i nostri viticoltori coltivano le vigne con grande attenzione per conferire solo uva sana e non correre il rischio di vedersi declassato il prodotto con una conseguente remunerazione inferiore”.

Giovanni Greco, presidente di CVA, Viticultori Associati Canicattì: “anche nell’agrigentino e nel nisseno la vendemmia è stata avviata con il ritardo di una decina di giorni registrato in altre parti dell’isola. In vigna c’è meno uva – il calo prevedibile è del 15-20% per i 350 soci con vigneti principalmente ad Agrigento, Campobello di Licata, Naro, Castrofilippo- ma la qualità è davvero eccelsa. Ho visto tante vendemmie, ma questa del 2019 si presenta con tutti i crismi e le giuste premesse. Le uve hanno una buona acidità e il grado zuccherino è quello necessario per ottimi bianchi. Anche le uve rosse, se le temperature si manterranno in buone condizioni, daranno ottimi risultati”.

Gian Marco Iannello dell’azienda Occhipinti di Vittoria: “l’annata si preannuncia con una qualità in linea rispetto alle precedenti e uve in ottima salute. Qui nel Ragusano i tempi di maturazione delle piante sono regolari: intorno al 10 settembre è previsto come ogni anno l’inizio della raccolta delle uve bianche di Moscato e Albanello, mentre per le uve rosse di Frappato e Nero d’Avola, che compongono il restante 80 per cento dei nostri vigneti, l’inizio della raccolta è prevista intorno al 20 settembre.”

Vito Rappa, agronomo azienda LiberaTerra: “abbiamo terreni in diverse zone della Sicilia occidentale e molti sono concentrati nell’alto Belice, tra Corleone, San Giuseppe Jato, Monreale, e fino al Trapanese. Nei diversi vigneti c’è una grande difformità nella maturazione delle uve, con una qualità migliore rispetto allo scorso anno. Le uve sono sane e la maturazione ha un po’ risentito del passaggio repentino dalle temperature fredde e dal clima piovoso di primavera al caldo degli ultimi due mesi. Le piogge di questi ultimi giorni non hanno provocato scompensi. Le rese del Grillo, il vitigno che abbiamo già vendemmiato, parlano di un calo del 20 per cento rispetto allo scorso anno”.

Ruggero Vasari azienda della provincia di Messina: “quest’estate calda e asciutta ci consegna uve sanissime. Siamo un’azienda biologica di Santa Lucia del Mela, nel Messinese, sono stati necessari pochi interventi per prevenire eventuali malattie come la peronospera: dal punto di vista sanitario, quindi, le uve sono ottime. La resa quantitativa è buona, anche in relazione ai vigneti più vecchi che sono in produzione da decenni. Insomma, il bilancio è positivo”.

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Al via la vendemmia a Menfi e in Sicilia

È iniziata lunedì 5 Agosto la vendemmia in Sicilia. In particolare è a Menfi, in provincia di Agrigento, che si raccolgono tra i primi grappoli in assoluto in Italia. Qualche giorno di ritardo rispetto agli anni precedenti per l’annata fresca che ha portato le uve ad una maturazione graduale.

Si apprestano alla vendemmia la cantina di Marilena Barbera che nel primo giorno di pre-raccolta ha già preparato i suoi lieviti e Planeta che dovrà attendere ancora qualche giorno a causa di un ritardo nelle fasi fenologiche.

I 2 mila soci della Cantina Settesoli invece hanno già cominciato a raccogliere il Pinot Grigio.

I primi grappoli, uve bianche per la produzione di vini aromatici e spumanti sono perà stati già tagliati in Calabria, lo scorso 25 Luglio. Anticipo in deroga che si è reso necessario per la maturazione precoce di alcuni vitigni. Ma uve sane dappertutto e in buona quantità, nonostante il leggero calo rispetto lo scorso anno come comunicato da Coldiretti Calabria.

Qualità eccellente anche in Sicilia secondo Francesco Ferreri, Presidente Regionale di Coldiretti, malgrado la riduzione della produzione di circa il 10% come stimato durante l’inizio della vendemmia, a Salemi, nell’azienda di Massimo Cassarà.

IL PUNTO DEL CONSORZIO DI TUTELA VINI DOC SICILIA
“Una vendemmia che inizia con un ritardo medio di 8-10 giorni rispetto allo scorso anno, con condizioni che variano poco da provincia a provincia e che lasciano prevedere un raccolto inferiore in termini quantitativi ma di ottima qualità. Il nostro principio è che è preferibile fare un buon vino che produrre troppo a scapito della qualità”.

Cosi Antonio Rallo, presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia, fa il punto sull’avvio della campagna di raccolta delle uve nell’isola. “Una primavera fredda e piovosa su tutta la Sicilia ha fatto slittare il momento in cui i 7.500 viticoltori della denominazione Doc Sicilia – con oltre 20 mila ettari di vigneti rivendicati – hanno iniziato la raccolta delle uve. Da Trapani a Caltanissetta, da Palermo alle zone di Agrigento e Ragusa fino al Messinese, la vendemmia ha avuto inizio lunedì 5”.

“Nel 2018 la Sicilia ha prodotto 4,4 milioni di ettolitri di vino e la stima del 2019 si colloca nella forbice tra 4,3 e 4,6 milioni di ettolitri” ha spiegato il presidente Rallo. “Siamo sotto i 5 milioni di ettolitri di media degli ultimi anni.”

Previsioni positive anche per Filippo Paladino, Vice Presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia.

“La qualità delle uve è ottima, e le previsioni meteo attuali ci consentono di essere ottimisti. Presumiamo di chiudere la vendemmia, che nei nostri vigneti in provincia di Trapani, Palermo, Agrigento e Caltanissetta dura fino ad ottobre, con un leggero calo medio della produzione rispetto ad una annata normale. Ciò a causa delle condizioni climatiche registrate nel periodo della fioritura della vigna. Qualitativamente quindi sarà una buona annata: il primo test sulle uve Pinot grigio ci dice che le uve hanno tutte le caratteristiche per ottenere buoni vini”.

“Prevediamo un raccolto di ottima qualità nei vigneti in provincia di Trapani, con un calo della quantità a causa dei forti venti e delle piogge cadute durante la fioritura delle piante che hanno colpito le infiorescenze diminuendo il numero degli acini. Le nostre cantine puntano sulla produzione di vini di qualità, quindi non riteniamo una cosa negativa un diradamento naturale della produzione. Le uve di Grillo sono abbondanti e di buona qualità, il Nero d’Avola è su standard soddisfacenti”, ha aggiunto Gaspare Baiata, del Cda della Doc Sicilia.

“I nostri vigneti sono in massima parte in provincia di Trapani, abbiamo soci che coltivano anche nell’Agrigentino e nel Palermitano. Anche noi abbiamo iniziato la vendemmia del Pinot Grigio con uno slittamento di una settimana rispetto allo scorso anno. Il monitoraggio delle uve ci offre un panorama di buona qualità con un calo di circa il 20 per cento di quantità. Stime che per noi sono positive”, ha affermato Damiano Fici, del Cda.

“Qui nel Nisseno abbiamo avuto condizioni climatiche buone e l’uva ha avuto uno sviluppo perfetto. Non ci sono preoccupazioni particolari e prevediamo un raccolto in linea con la precedente vendemmia che è stata ottima, specie per le uve rosse”, ha spiegato invece Salvatore  Vitale, anch’egli membro del Cda.

PAROLA AI PRODUTTORI
“Quest’anno abbiamo notato un’annata particolare con un inizio di autunno piovoso, un inverno con piogge normali ma con un abbassamento della temperatura al di sotto della media delle annate precedenti, inferiore almeno fino a metà giugno, caratteristiche che hanno provocato un rallentamento delle fasi fenologiche della pianta”, ha dichiarato Filippo Buttafuoco, responsabile delle Cantine Settesoli confermando però che la previsione ad oggi è quella di un’annata eccellente che non ha sofferto di malattie.

Grazie alle particolari condizioni metereologiche, atmosferiche ed un vento progressivo che non ha portato l’afa dello scirocco e abbandonato l’umidità, nella cantina di Marilena Babera non si è reso necessario l’utilizzo di zolfo per i trattamenti.  Le vigne sono state “coccolate”solo con alghe marine.

Francesco Cucurullo, titolare di un’azienda in provincia di Caltanissetta:

“Prevediamo una buona vendemmia. I sopralluoghi nelle nostre vigne del Nisseno ci consentono di dire che c’è un ritardo di dieci giorni per l’inizio della raccolta e che dal punto di vista fitosanitario le piante sono in perfetta salute. Alcune uve bianche hanno avuto una maturazione precoce. Per i rossi, in particolar modo il Nero d’Avola, è tutto nella norma. Il caldo di questi ultimi giorni non ha portato particolari conseguenze alle vigne, anche perché, nelle colline del Nisseno, l’escursione termica è forte e ciò aiuta le piante a crescere rigogliose e in salute. Prevediamo una buona qualità delle uve e un decremento di quantità tra il 10 e il 20 per cento delle uve rosse rispetto alla media. Il bilancio, ovviamente, dipenderà dalle condizioni climatiche delle prossime tre settimane. Ma le previsioni sono incoraggianti”.

Nino Di Marco, titolare di azienda nel Siracusano:

“Nel Siracusano registriamo una settimana di ritardo sulla maturazione delle uve rosse: è una tempistica che si accompagna ad una qualità eccellente dei grappoli. Prevediamo un lieve aumento della produzione, e questo credo varrà anche per la vendemmia delle uve bianche che inizierà la prossima settimana”.

La vendemmia in Sicilia proseguirà per un centinaio di giorni, fino ad arrivare all’Etna. Intanto sono arrivate anche le stime ufficiali, su scala nazionale di Coldiretti. Come si stanno preparando alla vendemmia le altre regioni? Ve ne parliamo qui, con il nostro viaggio virtuale da Nord a Sud.

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Terre Sicane e Monreale: il nuovo Eldorado della viticoltura (e dell’enoturismo) in Sicilia


A ovest, Marsala. A est, l’Etna. Giù, ancora più a sud, Avola col suo famoso “Nero”. Se avessero una maglia da indossare, le Terre Sicane avrebbero quella del gregario. Lontane dalle rotte più battute dagli enoturisti in Sicilia, si estendono a ragnatela nella provincia di Agrigento. E poi su, fino a lambire Contessa Entellina: unico Comune palermitano di quello che, in realtà, è considerato un triangolo d’oro della viticoltura siciliana.

Per scoprirlo basta leggere l’etichetta dei vini che giungono nei ristoranti di mezza Italia. Non si parla di “Terre Sicane” ma di “Sicilia”, brand più spendibile sui mercati (anche internazionali). La provenienza delle uve, però, è proprio questa. Un’area di circa 20 mila ettari, in cui le varietà autoctone giocano un ruolo fondamentale.

A Grillo, Inzolia (noto anche come Insolia o Ansonica), Grecanico, Catarratto e Nero d’Avola sono state affiancate nel corso dei decenni varietà internazionali come Chardonnay, Viognier, Cabernet Sauvignon, Syrah e Merlot. Perfetto il loro acclimatamento nel particolare microclima delle Terre Sicane.

E come in un gioco di prestigio dai risvolti mistici, esoterici, chiunque passi di qui avrebbe voglia di mettere le radici. Già, perché oltre agli orizzonti sterminati e selvaggi, rotti solo da vigneti, agrumeti, uliveti e strisce di asfalto che paiono disegnate con la matita dall’uomo, ci sono le spiagge del “Menfishire“.

Così sono state ribattezzate le coste del Golfo di Menfi, che sembrano fare a gara l’una con altra per la corona di “più bella”, a suon di granelli dorati o ciottoli bianchi come il latte. Angoli di paradiso protetti dalle forme dolci delle colline. Non è un caso che l’Unesco abbia voluto dichiarare l’Itinerario Arabo Normanno – poco lontano da queste meraviglie – “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

Si parla di monumenti. Di cattedrali, di piazze. Di palazzi e di chiostri. Di ponti e di cappelle, visitabili tra Palermo, Cefalù e Monreale. Tutte realizzate nello stile nato dall’incontro della cultura arabo-musulmana con quella normanno-cattolica.

Luoghi che sembrano ispirati dalla natura incontaminata che regna tutt’oggi attorno alle costruzioni dell’uomo. In un gioco profondo a compiacere Dio, che passa dallo stretto legame con la terra. Ed è proprio in uno dei centri più attivi dell’Itinerario Arabo-Normanno, Monreale, che si concentra una delle nuove frontiere del vino siciliano.

Il gruppo di viticoltori che si riunisce attorno al Consorzio sta dando nuova linfa alla Denominazione. Al punto che, in occasione di Sicilia en Primeur 2019 (qui i migliori assaggi assoluti), otto cantine hanno presentato alla stampa le loro etichette e le prospettive future del territorio.

La Doc Monreale è piccola (appena 50 mila bottiglie potenziali) ma con le idee chiare. Solo Catarratto e Insolia per i bianchi, Perricone e Nero d’Avola per i rossi, con la possibilità di realizzare anche vini spumanti. Un giusto coronamento, quello enologico, all’arte che si respira in ogni angolo di Monreale.

LE CANTINE E I MIGLIORI ASSAGGI


ALESSANDRO DI CAMPOREALE – C.da Mandranova Camporeale (PA)

Una famiglia impegnata in viticoltura sin dai primi del 900, che vede nei fratelli Rosolino, Antonino e Natale, affiancati dai figli Anna, Benedetto (nella foto) e Benedetto, gli artefici di una rivoluzione produttiva centrata sul vigneto e sulle buone pratiche enologiche.

Una viticoltura di alta collina, attenta al rispetto del territorio, che dà vita a vini freschi, eleganti e piacevolmente equilibrati. Vini che nascono in vigna, tra i filari, e dalla passione delle persone che li conducono. Da Alessandro di Camporeale le nuove generazioni riscoprono l’orgoglio della propria identità, condividendo un progetto produttivo che ha solide radici storiche.

  • Metodo classico 2016 (anteprima)
    Prima prova di spumantizzazione per Alessandro di Camporeale, con la varietà Catarratto (varietà extralucido): 24 mesi sui lieviti (l’obiettivo è di arrivare a 36), tiraggio 03/2017, dosaggio zero. Buccia di limone, accenni di pepe bianco e di zenzero, risvolti erbacei pregevoli al naso. Ingresso di bocca verticale, citrico. Centro palato salino e chiusura su ritorni agrumati. Una buona prova.
  • Bianco Doc Sicilia Catarratto “Vigna di Mandranova”
    Bianco con grandi capacità di migliorare nel tempo, come dimostra l’assaggio di diverse annate. In questo caso il biotipo di Catarratto è il Lucido. Colpisce per la capacità di essere al contempo verticale e largo, nel gioco tra note fruttate e minerali saline.
  • Rosso Doc Sicilia Syrah “Kaid”
    Senza dubbio il rosso più rappresentativo della cantina. In generale, tra i migliori Syrah in commercio in Sicilia. Vino buono giovane, ma che mostra ottime capacità di affinamento, come dimostra la vendemmia 2012, in stato di grazia. Un Syrah potente, fresco, connotato da note fruttate di gran precisione e tannini eleganti.



CANTINA TENUTA RAPITALÀ – C.da Rapitalà Camporeale (PA)

Nel 1968 Hugues Bernard conte de la Gatinais, nato in Francia nel 1940, sposa Gigi Guarrasi, discendente di una grande famiglia palermitana. Con lei si impegna in una appassionante e coraggiosa avventura: la ricostruzione con criteri moderni della cantina distrutta dal terremoto della Valle del Belice.

La più grande attenzione del conte de la Gatinais viene dedicata alla riconversione varietale e colturale dei vigneti. Già trent’anni fa in Sicilia vengono affiancati ai vitigni autoctoni i grandi vitigni francesi. L’opera iniziata da Hugues de la Gatinais e dalla moglie viene portata avanti dal figlio Laurent (nella foto) con la stessa cura e la stessa passione.

La tenuta (parte del patrimonio del Gruppo italiano vini, Giv) oggi si estende per 225 ettari nel territorio che da Camporeale declina verso Alcamo, su dolci colline fra i 300 e i 600 metri. Una terra dove si alternano argille e sabbie.

La perfetta esposizione e la composizione del suolo la rendono ideale per la coltivazione dei vitigni più pregiati. Dopo la vendemmia, le più moderne tecniche di vinificazione consentono di realizzare vini eccellenti, dalle fasce destinate alla Gdo a quelle premium.

  • Terre Siciliane Igt Chardonnay 2016 “Grand Cru”
    Dodici mesi circa di barrique per questo Chardonnay emblema della filosofia della famiglia fondatrice. Un vino che guarda alla Francia e alla Borgogna, con estrema eleganza. Vino di grande gastronomicità.
  • Vendemmia Tardiva Alcamo Doc 2016 “Cielo Dalcamo”
    Tra i vini “dolci” dal miglior rapporto qualità prezzo in Sicilia. Note di frutta matura e residuo zuccherino importante (150 g/l) per questo blend di Catarratto e Sauvignon Blanc, ben compensate dalla freschezza. Pregevole chiusura, su ritorni di liquirizia e zafferano.



BAGLIO DI PIANETTO – Via Francia Loc. Pianetto,  Santa Cristina Gela (PA)

I primi vent’anni di Baglio di Pianetto raccontano la storia di una grande caccia al tesoro. A Santa Cristina Gela, nella tenuta di Pianetto, e nella Val di Noto, nella Tenuta Baroni, il Conte Paolo Marzotto è riuscito a realizzare vini capaci di esaltare due terroir siciliani diversi e unici, attraverso il savoir faire dei grandi chateaux francesi.

Nel 2016 Baglio di Pianetto ha completato la conversione in biologico di tutti i 160 ettari di vigneti delle tenute, con lo scopo di migliorare ulteriormente la qualità dei propri vini e di garantire una produzione in linea con le richieste dei consumatori di tutto il mondo, sempre più preparati ed esigenti.

Oggi Baglio di Pianetto è una realtà produttiva completa e attiva anche sul versante dell’ospitalità e dell’enoturismo. Con L’Agrirelais – a pochi chilometri da Palermo – l’eno appassionato può vivere un’esperienza a tutto tondo, dove vino, buona tavola e quiete concorrono a definire il profilo d’eccellenza voluto dalla famiglia Marzotto.

  • Monreale Doc Bianco 2018 “Murriali”
    Esordio nella Doc Monreale per Baglio di Pianetto. Naso connotato da una impronta minerale netta, unita a una vena floreale. In bocca conferma sapidità e freschezza. Un vino che si presta a un affinamento medio lungo.
  • Riserva Bianco Sicilia 2016 “Via Francia”
    Viognier in purezza, vendemmiato in due passaggi: uno per garantire la freschezza, l’altro per dare al vino rotondità e piacevolezza. Un risultato ottenuto nel calice in maniera ineccepibile.



FEUDO ARANCIO – C.da Portella-Misilbesi Sambuca di Sicilia (AG)

E’ sorta nel 2001, nel territorio di Sambuca di Sicilia (AG), la prima tenuta siciliana del gruppo trentino Mezzacorona. Assai ricca di storia e di fascino, l’azienda si estende per 280 ettari (240 dei quali vitati) attorno ad un meraviglioso baglio che ospita la cantina.

Nel 2003 si è aggiunta la tenuta di Acate (RG) che conta 690 ettari, di cui 450 vitati, e un caseggiato rurale del 1600 che tuttora riflette i fasti della nobiltà dell’epoca. Le uve, in particolare Nero d’Avola e Grillo, vengono coltivate e vinificate mediante tecniche e tecnologie ecosostenibili e all’avanguardia.

Uve che regalano vini di alta qualità a tutti i livelli (sia Gdo che Horeca) capaci di portare i colori e i profumi della Sicilia in 60 paesi del mondo. La sfida per il futuro? I vini senza solfiti aggiunti, con la prima etichetta di Nero d’Avola già in cantiere.

  • Sicilia Doc Riserva 2015 “Hedonis”
    Vigneti a Sambuca per questa Riserva di Nero d’Avola di Feudo Arancio potente, corposa ma al contempo fine ed elegante, anche grazie a un sapiente utilizzo del legno. Alle note di confettura di prugna e frutti di bosco si accosta una vena sapida e fresca. Chiusura su un tannino che parla di futuro. Solo 8 mila bottiglie: una chicca.
  • Igt Terre Siciliane Bianco Passito 2015 “Hekate”
    Zibibbo (Moscato d’Alessandria), Insolia e Grillo per questo vino dolce ottenuto tramite appassimento naturale in pianta. Convince al palato, dove sfodera una consistenza tattile che ben riequilibra l’abbondante residuo zuccherino (120 g/l). Perfetto per accompagnare i formaggi.


MANDRAROSSA (CANTINE SETTESOLI) – SS 115 Menfi (AG)

Cantine Settesoli è una comunità di viticoltori siciliani, un autentico distretto del vino nella provincia di Agrigento: tra Menfi, Montevago e Santa Margherita di Belice. Fondata nel 1958 a Menfi, oggi conta 2 mila soci, una superficie vitata di 6 mila ettari, 32 cultivar in produzione, tre stabilimenti enologici dedicati alla vinificazione.

Oggi Settesoli esporta quasi il 70% della sua produzione in oltre 40 paesi esteri. Mandrarossa ne è il fiore all’occhiello. O meglio “la figlia”, per dirlo con le parole del presidente Giuseppe Bursi. Interessa 500 dei 6 mila ettari complessivi di Settesoli.

Il brand top di gamma si distingue per il suo carattere innovativo e moderno, anche nelle etichette che strizzano l’occhio all’arte. I vigneti crescono lungo la costa sud occidentale della Sicilia, a Menfi. I vigneti crescono su colline caratterizzate da 5 tipologie di suoli e diverse esposizioni.

  • Grecanico Dorato 2018 “Costadune”
    Naso di mandarino maturo, completato da una vena sapida e fresca, mentolata (timo). Perfetta corrispondenza al palato. Un vino che fa della facilità di beva il suo punto di forza, senza scadere nel banale.
  • Bianco Sicilia Doc 2017 “Bertolino Soprano” e Rosso Sicilia Doc 2016 “Terre del Sommacco”
    Suoli 100% calcarei per le ultime due etichette top di gamma di Mandrarossa: si tratta dei “Vini di Contrada”. Un Grillo e un Nero d’Avola in purezza, frutto di un particolare microterroir. “Bertolino soprano” è bianco fresco, diretto, senza fronzoli. Così anche “Terre del Sommacco”. Un rosso contraddistinto da una buona verticalità e da note fruttate croccanti.


CENTOPASSI – Contrada Don Tomasi, San Cipirello (PA)

Centopassi è l’anima vitivinicola delle cooperative Libera Terra che coltivano terre confiscate alla mafia in Sicilia. Le vigne sono distribuite nell’Alto Belice corleonese e i suoi vini raccontano la diversità di ogni vigna, dei suoli che le contraddistinguono e dei vitigni che di volta in volta ne esaltano le caratteristiche.

Scenari aperti, incontaminati, con formazioni di origine calcarea che spuntano come megaliti sull’altopiano di Corleone, dall’altitudine media elevata, rendono questo angolo di Mediterraneo il luogo ideale per la crescita ottimale della vite.

Le escursioni termiche, i venti, la composizione del terreno, la simbiosi raggiunta con i vitigni selezionati, portano il terroir nel calice. L’obiettivo di Centopassi è l’eleganza, la freschezza, la massima bevibilità dei vini.

  • Grillo 2017 “Rocce di Pietra Longa”
    Uve provenienti dal Comune di Monreale. Naso d’agrumi ingentiliti da una vena leggera di miele e verbena. Mineralità spiccata che in bocca diventa salina. Un Grillo a due marce, in perfetto equilibrio tra loro: quella dura, verticale e salina; e quella rotonda, fruttata.
  • Terre Siciliane Igt 2017 “Cimento di Perricone”
    Gran tipicità per questa etichetta manifesto del Perricone siciliano. Al naso le note tipiche di piccoli frutti di bosco, con accenni selvatici. In bocca la giusta ruvidezza e tannicità, prima di una chiusura leggermente amaricante. Un vino che disegna una Sicilia rustica, diversa da quella degli altri rossi più noti.

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Approfondimenti

VinoVip al Forte: summit di grandi nomi alla Capannina

FORTE DEI MARMI – Dalle Alpi dolomitiche alle Apuane, ovvero da Cortina al litorale di Forte dei Marmi. La storica rivista enologica italiana Civiltà del bere si prepara al lancio di un nuovo evento originale e raffinato. La ventennale manifestazione VinoVip, che riunisce a Cortina d’Ampezzo negli anni “dispari” i grandi nomi dell’enologia e produttori emergenti, nell’estate 2018 approda sul lido del Forte.

VinoVip ospita in Versilia il Gotha della produzione enologica italiana, con aziende vitivinicole top, tra grandi firme (i Protagonisti alla Capannina di Franceschi) e una selezione di “Challenger”, le nuove Sfide italiane.

VinoVip non è solo una degustazione, ma una giornata di confronto durante la quale si danno appuntamento nomi di fama internazionale, in una delle mete turistiche più amate.

L’evento culminerà con un wine tasting alla Capannina di Franceschi, luogo di culto profano e simbolo dell’estate italiana, che per la prima volta ospiterà una degustazione di vini pregiati. Il Comune di Forte dei Marmi ha accolto con entusiasmo l’idea di un’edizione di VinoVip al Forte.

“Forte dei Marmi – ha dichiarato il sindaco Bruno Murzi – è una realtà unica a livello nazionale: in un territorio di appena 9 km quadrati troviamo ben quattro ristoranti stellati che sono un vanto per la città e per l’amministrazione comunale, che li ha recentemente insigniti con un premio. Anche in virtù di questo, sono particolarmente felice di poter ospitare VinoVip, un prestigioso evento a completamento della tradizione di eccellenza dell’arte culinaria di Forte dei Marmi”.

IL PROGRAMMA
La giornata del 18 giugno si aprirà con il convegno, di estremo interesse per i professionisti e i cultori del grande vino: “Wine&Money, prospettiva globale”, introdotto dall’economista divulgatore americano Mike Veseth, fondatore della fortunata newsletter The Wine Economist. Il convegno sarà diviso in quattro tempi, ciascuno dei quali prevede un apripista che inquadrerà l’argomento, seguito poi dagli interventi degli imprenditori protagonisti di VinoVip. I temi (e gli apripista) sono:
1. “Le sfide dell’Italia enoica”. Introduce Angelo Gaja
2. “Le rotte del vino globale”. Introduce Denis Pantini di Nomisma
3. “Imprese da gestire”. Introduce Ettore Nicoletto, amministratore delegato di Santa Margherita Gruppo Vinicolo
4. “Punti di forza, di debolezza, opportunità e rischi del Sistema Italia”. Introduce Piero Mastroberardino.

Al termine del convegno sarà annunciato il vincitore della quinta edizione del Premio Pino Khail “per la valorizzazione del vino italiano”, in precedenza conferito a Lucio Caputo, Lucio Tasca, Piero Antinori e Pio Boffa (Pio Cesare).

Seguirà la presentazione del libro “Manuale di conversazione vinicola” scritto dal decano dei giornalisti del vino, Cesare Pillon, entrambi presso la storica Fondazione Villa Bertelli.

Chiude l’evento il Grand Tasting della Capannina (dalle 18 alle 22) con i 52 Protagonisti di VinoVip al Forte 2018: sarà l’occasione per assaggiare i vini delle aziende che hanno scritto la storia di uno dei prodotti simbolo del made in Italy.

E alla Capannina non può mancare la migliore musica, con una “play list” ideata dal sound sommelier Paolo Scarpellini, collaboratore di Civiltà del bere, che abbinerà brani musicali alle etichette presentate, uno per ciascun produttore vinicolo protagonista.

“Da tempo desideravamo trovare un’alternativa ‘marittima’ al nostro fortunatissimo VinoVip Cortina – ha dichiarato Alessandro Torcoli, editore e direttore della rivista – evento di punta di Civiltà del bere da 20 anni. Abbiamo finalmente trovato in Forte dei Marmi il luogo ideale. Le affinità tra le due località di villeggiatura sono molte: eleganza, esclusività, qualità, fama internazionale”.

VinoVip al Forte si avvale del servizio dei sommelier di Ais Toscana. “Siamo da sempre con entusiasmo e professionalità al fianco dei principali eventi di promozione e diffusione della cultura del bere”, afferma il presidente Ais Toscana Osvaldo Baroncelli.

“Una manifestazione così importante come VinoVip – continua – che dalle Dolomiti approda in Versilia, nella nostra regione che ha nel Dna la cultura enologica, è un grande appuntamento di confronto per gli addetti ai lavori e di degustazione per i wine lovers”.

“È un contesto unico – conclude Baroncelli – e siamo onorati di collaborare a questo evento di Civiltà dal bere, la più longeva rivista di settore, nonché oggi importante network di comunicazione sul vino”. A VinoVip al Forte saranno presenti alcune tra le aziende più blasonate d’Italia.

LE CANTINE PRESENTI A VINOVIP AL FORTE
Marchesi Antinori, Tenuta Artimino, Guido Berlucchi, Bertani Domains, Bisol, Bortolomiol, Bottega, Castello di Querceto, Conte Vistarino, Famiglia Cotarella, Cleto Chiarli, Cuvage, Dievole, Domini Castellare di Castellina, Cantine Due Palme, Livio Felluga, Cantine Ferrari, Feudi di San Gregorio, Ambrogio e Giovanni Folonari, La Vis.

E ancora: Librandi, Marchesi di Barolo, Masciarelli, Masi Agricola, Mastroberardino, Mezzacorona, Pasqua, Petra, Pio Cesare, Planeta, Rocca delle Macìe, Ruggeri, Tenuta San Guido, Tenuta Santa Caterina, Santa Margherita Gruppo Vinicolo, Cantine Settesoli, Tasca d’Almerita.

Infine: Tenuta di Trinoro/Passopisciaro, Tommasi Family Estates, Torre Rosazza, Umani Ronchi, Velenosi, Villa Matilde, Vite Colte, Zenato. I challenger: Eleva, La Viarte, Monteverro, Poggio Cagnano, PuntoZero, Siddura, Tenuta di Fiorano.

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news ed eventi

A Menfi dal 17 al 19 Giugno torna Inycon, la festa del vino

Menfi è vino: 7 mila ettari di terreno vitato, il 40 per cento dell’export di tutta la produzione vinicola dell’isola, una tradizione vitivinicola millenaria. Inycon, la festa del vino, torna, a Menfi, nel weekend dal 17 al 19 giugno 2016 per la ventunesima edizione. Quest’anno la manifestazione si pone come clou di una programmazione di eventi che coinvolgono complessi il territorio di Menfi lungo il corso di tre stagioni: le Stagioni del Gusto. La programmazione, inserita nel Calendario regionale delle manifestazioni di grande richiamo turistico della Regione Siciliana, mira a promuovere il territorio di Menfi e le sue risorse paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche, aumentando l’attrattività dell’area in primavera e autunno e potenziando l’offerta di intrattenimento nella stagione estiva. La ventunesima edizione di Inycon, organizzata dal Comune di Menfi, Cantine Settesoli, SI.S.TE.MA. Vino e Strada del Vino delle Terre Sicane, avrà, come da tradizione, nel vino locale, eccellenza del territorio, il suo perno tematico.  La tre giorni si dipanerà seguendo un serrato avvicendarsi di eventi. I Wine Tasting, rivolti ad un pubblico enologicamente qualificato, si terranno a Casa Planeta. Saranno l’occasione, per le case vinicole locali, di presentare le proprie novità produttive. I Dialoghi del Vino, coordinati da Giacomo Pilati, porteranno a Menfi scrittori di fama che intratterranno il pubblico con la presentazione delle loro ultime opere letterarie. Protagonisti dei dialoghi di quest’anno saranno Katia Ricciarelli, Simonetta Agnello Hornby ed Antonio Caprarica. Gli splendidi cortili di Via della Vittoria si trasformeranno in Cortili del gusto. Gli allestimenti saranno affidati ai produttori locali ed ai Comuni del Belìce e delle Terre Sicane per far degustare le loro eccellenze gastronomiche in un’atmosfera emozionale e dall’alto valore artistico. I Percorsi del gusto, organizzati lungo la via Garibaldi, sono stati pensati come un viaggio fra i sapori dei territori siciliani. Le serate di Inycon saranno animate dagli Showine. La piazza Vittorio Emanuele si trasformerà in un elegante, gigantesco wine bar. Gli spettacoli sono stati pensati per coinvolgere, ogni sera, un pubblico differente. Presentatori e animatori delle tre serate saranno Fede & Tinto, icone storiche della manifestazione; insieme a loro, il conduttore menfitano, Giacomo Tarantino. Francesco Pensovecchio condurrà invece i talk show con i produttori di vino. Tanti gli ospiti degli Showine. La sera del 17 si esibirà il comico Roberto Lipari. Il 18 sul palco il gruppo Al Manzil. Il 19, serata conclusiva, il cantante Davide “Shorty” Sciortino accenderà la piazza fino al momento culminante, lo spettacolo multimediale “Sale della Terra”, di Francesco Bondì.

Programma

Venerdì 17 Giugno

10:00 Convegno sul progetto Magon, organizzato in collaborazione con la Strada del Vino delle Terre Sicane, a Casa Planeta

17:00 Wine Tasting, organizzato in collaborazione con la Strada del Vino delle Terre Sicane, all’Enoteca delle Terre Sicane

19:00 I Dialoghi del Vino, Katia Ricciarelli presenta, con Giacomo Pilati, il libro “Da donna a donna”, a Casa Planeta

Dalle 20 Tra sorsi di vino e cortili in festa, Degustazioni di vino e specialità gastronomiche delle Terre Sicane, Via della Vittoria

Dalle 20 Percorsi del Gusto, Itinerario gastronomico fra i sapori dei territori siciliani, Via Garibaldi

21:00 Lumiere, performance di live painting di Petra Trombini, Palazzo Tito

21:00 L’albero della vita, videomapping di Deep Sheet, Piazzetta San Giuseppe

Dalle 21 Showine, con Fede&Tinto e Giacomo Tarantino e la partecipazione di Francesco Pensovecchio. Intrattenimento, interviste e personaggi del mondo del vino. Ospiti: Roberto Lipari, Piazza Vittorio Emanuele.

 Sabato 18 Giugno

10:00 Prima edizione del Premio Terr@, in collaborazione con la LURSS e Banca Mediolanum, a Casa Planeta

17:00 Wine Tasting, organizzato in collaborazione con la Strada del Vino delle Terre Sicane, all’Enoteca delle Terre Sicane

19:00 I Dialoghi del Vino, Simonetta Agnello Hornby presenta, con Giacomo Pilati, il libro “Caffè Amaro”, a Casa Planeta

Dalle 20 Tra sorsi di vino e cortili in festa, Degustazioni di vino e specialità gastronomiche delle Terre Sicane, Via della Vittoria

Dalle 20 Percorsi del Gusto, Itinerario gastronomico fra i sapori dei territori siciliani, Via Garibaldi

21:00 Lumiere, performance di live painting di Petra Trombini, Palazzo Tito

21:00 L’albero della vita, videomapping di Deep Sheet, Piazzetta San Giuseppe

Dalle 21Showine, con Fede&Tinto e Giacomo Tarantino e la partecipazione di Francesco Pensovecchio. Intrattenimento, interviste e personaggi del mondo del vino. Ospiti: Al Manzil, Piazza Vittorio Emanuele.

Dalle 24 Dj Set, Piazza Vittorio Emanuele

Domenica 19 Giugno

10:00 Camminata fra gusto e storia, organizzata dai camminatori di Menfi lungo le vie della città.

17:00 Wine Tasting, in collaborazione con la Strada del Vino delle Terre Sicane, all’Enoteca delle Terre Sicane

19:00 I Dialoghi del Vino, Antonio Caprarica presenta, con Giacomo Pilati il libro “Intramontabile Elisabetta”, a Casa Planeta

Dalle 20 Tra sorsi di vino e cortili in festa, Degustazioni di vino e specialità gastronomiche delle Terre Sicane, Via della Vittoria

Dalle 20 Percorsi del Gusto, Itinerario gastronomico fra i sapori dei territori siciliani, Via Garibaldi

21:00 Lumiere, performance di live painting di Petra Trombini, Palazzo Tito

21:00 L’albero della vita, videomapping di Deep Sheet, Piazzetta San Giuseppe

Dalle 21 Showine, con Fede&Tinto e Giacomo Tarantino e la partecipazione di Francesco Pensovecchio. Intrattenimento, interviste e personaggi del mondo del vino. Ospiti: Davide “Shorty” Sciortino, Piazza Vittorio Emanuele.

23:00 “Sale della Terra”, spettacolo multimediale dedicato alle Stagioni. Ideato e diretto da Francesco Bondì

00:00 “I giochi di fuoco”

 

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Vini al supermercato

Sicilia Doc Syrah 2014, Cantine Settesoli

(3,5 / 5) “L’unione fa la forza”, proverbio che calza a pennello se parliamo delle Cantine Settesoli di Menfi e dei suoi 2000 viticultori. Ancora una volta, noi di vinialsupermercato.it ci troviamo a pescare tra i vini della sua linea Settesoli.

Dopo aver apprezzato Seligo 2013 questa volta la scelta è caduta su un rosso, Syrah Sicilia Doc Settesoli, vendemmia 2014.

LA DEGUSTAZIONE
Rosso rubino intenso con riflessi violacei, limpido e poco trasparente, al naso sprigiona sentori di frutta rossa matura e qualche nota speziata.

Di buon corpo, i 13% si fanno sentire, ma non sono invadenti. Il Syrah Sicilia Doc Settesoli è un vino rotondo, con tannini morbidi che lasciano al palato un finale persistente, piacevole e setoso.

Ottima scelta fatta quindi anche con il Syrah Sicilia Doc, che si abbina a primi piatti gustosi, formaggi semi stagionati e verdure grigliate.

LA VINIFICAZIONE
La Cantina Settesoli è presente in Gdo con una gamma di nove vitigni per soddisfare tutti i gusti e lo fa in una fascia prezzo ampiamente presidiata. Quando si sta nel mezzo le cose si possono fare mediamente male o mediamente bene, la Cantina Settesoli ha scelto di farlo mediamente “benissimo”.

Il Settesoli Syrah Sicilia Doc 2014, ha vinto la Medaglia di Bronzo all “International Wine Challenge” 2016, ennesimo riconoscimento per una realtà vincente in un territorio da sempre considerato difficile.

Uve 100% Syrah, provenienti da vitigni che godono per 200 giorni all’anno del sole della Sicilia, le uve vengono accuratamente raccolte tra fine agosto e i primi di settembre. La fermentazione avviene in silos di acciaio a temperatura controllata, l’affinamento in silos di acciaio e successivamente in bottiglia per almeno tre mesi.

Sul Syrah abbiamo già discusso in altri nostri post: noi siamo sempre alla ricerca di chicche. Lo sapevate che David Bowie ha disegnato per un progetto di beneficienza l’etichetta proprio di un Syrah, il Syrah 2012 di Vincente Gandia? Chissà se era tra i suoi vini preferiti, o se sia stato solo un caso. Dalla sua recente scomparsa le sue bottiglie sono introvabili, reliquie esaurite dai fan o investimenti per collezionisti. Il Syrah Sicilia Doc prodotto dalle cantine Settesoli, invece, lo potete trovare sempre disponibile su numerosi scaffali della grande distribuzione in Italia ad un ottimo rapporto qualità prezzo.

Prezzo pieno: 5,98 euro
Acquistato presso: Bennet

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