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”Sideways in viaggio con Jack” versione Langhe è quasi realtà

A distanza di dodici anni dall’uscita del famoso film ”Sideways, in viaggio con Jack”  potrebbe arrivare la versione italiana. A realizzare il film potrebbe essere Paolo Damilano, timoniere della omonima cantina di La Morra inseme al fratello Mario e al cugino Guido. Damilano è uno dei 101 produttori selezionato per OperaWine, l’evento che sabato 9 aprile aprirà il Vinitaly di Verona, nonché presidente di Film Commission Torino Piemonte la fondazione che ha portato nella regione più di 900 set grazie a incentivi e sconti fiscali. L’imprenditore ha annunciato l’idea di acquistare i diritti per realizzare una versione europea del film con un possibile produzione italo cinese ed anche una fiction sulle Langhe. ”Il vino è un essere vivente. Amo immaginare l’anno in cui sono cresciute le uve di un vino. Se c’era un bel sole…Se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve. Se è un vino d’annata, penso a quante di loro sono morte. Mi piace che il vino continui ad evolversi. Mi piace pensare che se apro una bottiglia oggi, avrà un gusto diverso da quello che avrebbe se l’aprissi un altro giorno. Perché una bottiglia di vino è un qualcosa che ha vita. Ed è…in costante evoluzione e acquista complessità. Finchè raggiunge l’apice…”. Una delle frasi più celebri tratte da quel film, addirittura utilizzata nei corsi per sommelier per provare a spiegare cos’è il vino.  Il Pinot Nero, ossessione di Miles, potrebbe diventare un Barolo. Già all’epoca dell’uscita del film che ebbe un enorme successo, si registrarono aumenti delle vendite di Pinot nero e incremento dell’enoturismo in California, Tiziana Frescobaldi dell’omonima cantina aveva dichiarato che era un film che sarebbe stato possibile realizzare anche in Toscana, Piemonte o Sicilia. Un’opportunità considerata allora persa che oggi potrà realizzarsi tra le dolci colline delle Langhe.
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Dal 41 bis al vino: a Pianosa arrivano le vigne del Marchese Frescobaldi

Le Cantine del Marchese Frescobaldi svilupperanno un  progetto enologico di utilità sociale sull’isola di Pianosa. Il progetto prevede il nuovo impianto di un vigneto di circa 50 ettari di cui una parte coltivata in via sperimentale, in collaborazione con l’Università di Pisa, per la conservazione e la valutazione di vitigni autoctoni. Circa 15 ettari saranno invece impiantati ad uve Ansonica, Vermentino, Trebbiano, Moscato, Sangiovese ed Aleatico, che, considerati i tempi di messa in resa delle vigne, vinificazione ed affinamento potranno sviluppare le prime bottiglie fra circa 5 anni. Saranno i detenuti del carcere di Porto Azzurro, attualmente in regime di semilibertà e sotto l’occhio vigile di quattro guardie carcerarie ad occuparsi dei vigneti. I 17 detenuti sono già attualmente responsabili delle gestione dell’albergo e del ristorante presente sull’isola ricavato tra le mure dell’ex carcere oltre ad occuparsi di servizi di manutenzione ambientale coordinati dalla cooperativa San Giacomo.  L’isola di Pianosa ha una superficie di circa 10 km quadrati e da anni si valutano progetti di riconversione di quella che fu colonia penale dal 1856 e che durante l’epoca fascista fu  prigione di Sandro Pertini, incarcerato per motivi politici. Dal 1968 carcere di massima sicurezza destinato a esponenti mafiosi e di organizzazioni terroristiche ha cessato definitivamente l’attività nel 2011. Nel 2008 l’Associazione Isola di Pianosa ha ottenuto l’approvazione di un progetto per un milione di euro destinato alla realizzazione di 14 ettari di vitigni, alla ristrutturazione delle cantine di Pianosa, con l’affinamento e l’imbottigliamento sull’isola, oltre all’acquisto di un parco macchine e di attrezzature enologiche per la vinificazione. Le Cantine Frescobaldi non sono nuove a queste iniziative, già sull’isola di Gorgona, in collaborazione con l’Istituto penale dell’isola più piccola dell’arcipelago toscano hanno dato vita, ad un piccolo vigneto di un ettaro, dal quale si produce il vino ”Gorgona”, pregiatissimo vino bianco da uve di Vermentino e Ansonica.
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