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degustati da noi vini#02

Sudtirol Alto Adige Doc Riserva Lagrein 2021 Taber, Cantina Bolzano

Sudtirol Alto Adige Doc Riserva Lagrein 2021 Taber, Cantina Bolzano
Dalla Guida Top 100 Migliori Vini italiani 2025 di Winemag: Sudtirol Alto Adige Doc Riserva Lagrein 2021 Taber, Cantina Bolzano (14%).

Fiore: 8.5
Frutto: 9
Spezie, erbe: 9
Freschezza: 8.5
Tannino: 7.5
Sapidità: 8
Percezione alcolica: 6
Armonia complessiva: 9.5
Facilità di beva: 7
A tavola: 9.5
Quando lo bevo: subito / oltre 3 anni

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Südtirol Alto Adige Doc Bianco 2020 Laven Bio, Cantina Bolzano

Alte aspirazioni per il Südtirol Alto Adige Doc Bianco 2020 Laven Bio di Cantina Bolzano. Il nuovo vino di casa Kellerei Bozen, riservato al mercato Horeca, punta a esaltare la lava vulcanica da cui ha avuto origine la piastra porfirica bolzanina. Il nome “Laven” non è infatti un caso.

«Il porfido bolzanino – spiega Cantina Bolzano – è una testimonianza, rossa fiammante, dell’energia vulcanica che l’ha creata. Il magma raffreddato e cristallizzato è stato portato in superficie dalla profondità della terra. Il susseguirsi delle eruzioni ha modellato la conca bolzanina e le colline circostanti, come da un maestro artigiano».

Una storia baciata dalle radici delle piante di Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Grigio, le tre varietà scelte per la prima “edizione” di Laven Bio 2020. «Il nostro nuovo vino bianco biologico racconta questo sottosuolo speciale, su cui crescono le viti. Unisce le tre varietà di punta dell’Alto Adige, allevate a Guyot sui terreni porfirici intorno a Bolzano e sul Renon, a 600 metri sul livello del mare».

Le uve maturano alla luce del sole del sud, prima di essere raccolte a mano e pressate in modo molto delicato. Fermentazione alcolica e malolattica si compiono sulle fecce fini. L’affinamento avviene  in contenitori di cemento, rovere (Pyramid) e acciaio.

Le scelte dell’enologo Stefan Filippi e del management di Cantina Bolzano – alla presidenza Michael Bradlwarter e alla direzione Klaus Sparer – sono tutte volte a conferire un carattere unico alla nuova release. «Una cuvée – spiegano all’unisono – che nella sua naturalezza biologica ricorda le origini di Bolzano. Allo stesso tempo, è un vino molto contemporaneo».

LAVEN BIO, LA DEGUSTAZIONE

Südtirol Alto Adige Doc Bianco 2020 Laven Bio, Cantina Bolzano

Il vino si presenta nel calice di un giallo paglierino, con riflessi verdolini. Al naso è intenso ed elegante, su note molto precise di frutta esotica. Spiccano un’ananas e una papaia di perfetta maturità, per la parte polposa. La croccantezza è tutta appannaggio delle note di mela gialla, pera e pesca nettarina.

Sottofondo vanigliato, con uno sbuffo prezioso di pepe bianco che danza sulle venature minerali, pietrose. Al sorso abbina amabilmente le parti “dure” – freschezza e percezione salina, iodica – a quelle “morbide”, della frutta matura. Un gioco che accompagna tutta la beva: dall’ingresso di bocca, fruttato e salino, alla chiusura, fresca ed elegante. Perfetta la corrispondenza delle note, tra naso e palato.

Il nuovo vino bianco Laven Bio 2020 di Cantina Bolzano si abbina alla perfezione a piatti come zuppe di pesce, insalate e preparazioni a base di verdure. La buona struttura del bianco consente anche il food pairing con formaggi di media stagionatura. Importante la temperatura di servizio, attorno ai 12 gradi centigradi.

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Südtirol Alto Adige Doc St. Magdalener 2019 “Moar”, Cantina Bolzano

Parola d’ordine “matrimonio”. Schiava e Lagrein, due dei vitigni simbolo dell’Alto Adige, si combinano alla perfezione nel Südtirol Alto Adige Doc St. Magdalener 2019 “Moar” di Cantina Bolzano. Un vino che è risultato dell’esclusiva di posizione, età delle viti e conduzione attenta del vigneto, nella zona classica di produzione del Santa Maddalena.

LA DEGUSTAZIONE
Il “naso” di Moar si esprime generoso ed elegante, su note floreali e fruttate. Spiccano violetta, ciliegia e mora, abbinate a note meno mature di fragoline di bosco e ribes. In sottofondo, voluttuosi sbuffi di tabacco dolce e cioccolato. Un quadro morbido e setoso, dotato al contempo di una eccellente tensione.

Un St. Magdalener che conferma il suo equilibrio anche al palato, nel segno della corrispondenza gusto-olfattiva. Ritorni di frutta matura (ciliegia, mora) ben controbilanciati dalla freschezza e da pregevoli accenti salini. Uno di quei vini che, a tavola, finiscono in un batter d’occhio.

Perfetto l’abbinamento con piatti della tradizione dell’Alto Adige, come la Carne Salada. In generale “Moar” 2019 fa il paio con la carne, dai primi ai secondi di media elaborazione. Da provare sulle tagliatelle con ragù di selvaggina, carni affumicate, canederli, speck, pizza, pasta e formaggi di media stagionatura.

LA VINIFICAZIONE
La zona di produzione è quella classica del St. Magdalener, sui pendii a nord di Bolzano. Schiava e Lagrein affondano le radici in terreni ghiaiosi. La vendemmia ha inizio a metà ottobre. Le uve, attentamente selezionate, seguono la tradizionale vinificazione in rosso.

Terminata la fermentazione, il vino atto a divenire “Moar” affina in grandi botti di rovere, per proseguire con l’affinamento in bottiglia che precede la commercializzazione. Certamente uno dei vini simbolo di Cantina Bolzano.

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Südtirol Alto Adige Doc Lagrein Riserva 2017 Taber, Cantina Bolzano

Il Südtirol Alto Adige Doc Lagrein RiservaTaber” è uno dei vini simbolo di Cantina Bolzano, ma non solo. È anche un’etichetta capace di rappresentare appieno le punte di qualità del Lagrein altoatesino, un vino amato e conosciuto in tutto il mondo. Sotto la lente di ingrandimento, la vendemmia 2017.

LA DEGUSTAZIONE
Il segreto di Taber? Il suo equilibrio, fuori e dentro al calice. Risulta di fatto un vino tipico, capace tuttavia di incontrare, con le sue caratteristiche e i suoi 4 grammi circa di residuo zuccherino, anche il gusto internazionale. Un bilanciamento che si ripercuote nelle note di degustazione, all’insegna dell’armonia.

Nel calice, il vino si presenta di un rosso purpureo, ancora molto giovane nonostante i 4 anni sulle spalle. Una Riserva, dunque, molto longeva, che si rivela perfettamente integra anche al naso, con note di frutta matura a bacca nera (mora) e rossa (ciliegia).

Un vino particolarmente indicato per chi ama i frutti di bosco, che qui ritroverà – sia al naso che al palato – in una veste intrigante, ben avvolti in un manto tanto fresco (netti i ricordi di mentuccia selvatica) quanto speziato (polvere di cacao, fondo di caffè, caramellina mou e vaniglia).

Il sorso denota un’ottima lunghezza e persistenza, all’insegna del gioco tra le note fruttate, la bilanciante acidità e i rintocchi salini, che donano nerbo alla beva.

I tannini setosi consentono peraltro di servire il Lagrein Riserva Taber a una temperatura non sempre adatta ai vini rossi: provare per credere a 14-15 gradi, per coglierne le sfumature più “dissetanti”. L’abbinamento perfetto?

Oltre ad essere apprezzabile da solo o in compagnia di un buon libro, il rosso simbolo di Cantina Bolzano sposa armonicamente i piatti a base di carne, dai primi ai secondi, così come i saporiti formaggi stagionati. Ottimi risultati, per esempio, con una bistecca di cervo. Buono oggi Taber, ma con ottime prospettive di ulteriore, positivo affinamento.

LA VINIFICAZIONE
Coltivato nella zona di Bolzano, il Lagrein è uno dei vitigni di punta dell’Alto Adige. È una varietà autoctona dalla quale i produttori altoatesini sanno ricavare un vino di grande carattere, in grado di distinguersi.

Le notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte, assieme ai terreni alluvionali sabbiosi e sciolti, consentono a Cantina Bolzano di centrare l’obiettivo. Non a caso, per il Lagrein Riserva Taber vengono utilizzate soltanto uve accuratamente selezionate.

La zona di produzione, nello specifico, è quella di Gries, dove la “Winery al Cubo” di Bolzano può contare su vigneti con piante di oltre 80 anni, a un’altezza di 250 metri sul livello del mare.

La vendemmia viene condotta generalmente da fine settembre a metà ottobre. La vinificazione prevede la fermentazione in botti di legno e l’affinamento per circa un anno in barrique francesi, alternate alle botti grandi.

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La Cantina delle famiglie di Bolzano, nel cubo della città

La cantina delle famiglie di Bolzano, nel cubo della città. Così ama definirsi Cantina Bolzano (Kellerei Bozen) nell’abbracciare sotto al proprio tetto i 223 soci viticoltori. Sono loro i protagonisti di una storia segnata sempre dallo stesso obiettivo: produrre e commercializzare i migliori vini dell’Alto Adige. In particolar modo, gli autoctoni Lagrein e Santa Maddalena (St. Magdalener).

Storie di famiglie diverse per origine e consuetudini, accomunate dalla passione per la viticoltura e dalla ricerca della miglior qualità possibile. Ma Cantina Bolzano è oggi diventata anche un simbolo della cultura vitivinicola della città altoatesina. Merito del nuovo e inconfondibile edificio a forma di cubo, che svetta sotto la montagna, nel quartiere di San Maurizio.

Un segnale chiaro della tradizione che si rinnova per inseguire nuovi traguardi di eccellenza, suggellati dalla produzione di vini premiati e riconosciuti non solo in Alto Adige e in Italia, ma anche a livello internazionale.

IL VINO COME RACCONTO DELLE FAMIGLIE

Cantina Bolzano è la cantina delle famiglie nel cubo della città perché i masi, le tenute, i vigneti arrampicati su ripidi pendii o a fondovalle parlano da soli. Raccontando la storia di chi, da decenni, con passione e dedizione al lavoro, si impegna a coltivare le quindici varietà di uve che portano alla creazione di vini dall’inconfondibile carattere regionale.

I 223 soci viticoltori, tanto di dinastia nobile quanto di origine contadina, hanno tramandato di generazione in generazione la passione per la coltivazione dei vigneti. sono accomunati dalla passione per la viticoltura e da un obiettivo preciso: produrre vino di qualità nel rispetto della natura che quella qualità rende possibile.

La cantina delle famiglie, dunque. Come quella di Hannes e Gottfried Plattner del Maso Huck am Bach. Un nome con un passato nella storia di Bolzano e una specialità: la coltivazione su viti vecchie oltre sessant’anni delle uve destinate al vino Santa Maddalena.

Proprio come la famiglia Falser di Maso Moar, che ha fatto del vino Santa Maddalena la sua missione. Ma ci sono anche aziende gestite da giovani sotto al tetto accogliente di Cantina Bolzano. È il caso di Hanno Mayr, che produce il suo Gewürztraminer in attesa di convertire l’intero vigneto al biologico.

Karl e Armin Platter del Maso Mock, già menzionato sulle mappe topografiche nel 1275, hanno dato ulteriore impulso alla propria missione impiantando un vigneto di Sauvignon su un pendio a 500 metri sul livello del mare, dove l’escursione termica e l’ottima esposizione regalano uve eccellenti, sin dagli anni Settanta.

UNA COLLABORAZIONE DI QUALITÀ

C’è poi la nobile famiglia degli Eyrl, che a Gries produce le uve Lagrein nella tenuta dell’omonimo quartiere che circonda Bolzano. Merlot, Gewürztraminer e Sauvignon Blanc sono invece le uve coltivate da Graf Huyn.

Un’azienda particolarmente attenta al rispetto della natura, tanto da aver trasformato alcuni vecchi macchinari, che oggi vengono alimentati da un impianto fotovoltaico.

Tra lo Sciliar e il Catinaccio, nel Giardino delle Rose, crescono le uve del Maso Baumann, famoso non solo per il Pinot Grigio e Pinot Bianco, ma anche per gli Schlutzkrapfen – le mezzelune ripiene solitamente di spinaci e ricotta, simili ad agnolotti – che si possono gustare nella rinomata osteria contadina.

Aziende familiari dunque, quelle di Cantina Bolzano, che producono vini premiati a livello nazionale e internazionale. Il risultato di un’idea tanto semplice quanto affascinante: valorizzare la qualità dell’uva e non la quantità.

«Perché il vitigno ha le sue peculiarità ed esigenze, che un buon enologo deve sapere riconoscere», spiega il winemaker Stephan Filippi (nella foto, sopra) che all’interno della grande famiglia di Cantina Bolzano ha dato vita nel 1988 al “Progetto Qualità“. Un disegno trasformato in un caposaldo.

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Cantina Bolzano: la winery “al cubo” dell’Alto Adige

Sono 223 i soci viticoltori protagonisti di Cantina Bolzano, una realtà che dalla sua fondazione persegue lo stesso obiettivo: produrre e commercializzare i migliori vini dell’Alto Adige, in particolare gli autoctoni Lagrein e Santa Maddalena.

Una “winery” che è divenuta simbolo della città, ancor più dalla realizzazione del cubo, la struttura che la contraddistingue e la rende riconoscibile tra mille, a livello internazionale. L’unica parte visibile di un nuovo edificio produttivo perfettamente integrato nella natura, ai piedi delle montagne del quartiere San Maurizio di Bolzano.

“La tradizione che si rinnova, per inseguire nuovi traguardi di eccellenza”, come amano sintetizzare all’unisono il presidente Michael Bradlwarter, il direttore Klaus Sparer e l’enologo Stephan Filippi.

UNA STORIA DI OLTRE UN SECOLO

La storia di Cantina Bolzano inizia nel 1908, quando 30 viticoltori del quartiere bolzanino di Gries decisero di fondare una cooperativa vinicola con lo scopo di vinificare uno dei vitigni più importanti della zona: l’autoctono Lagrein.

Qualche anno dopo, nel 1930 viene fondata da 18 viticoltori un’altra piccola cooperativa a Santa Maddalena, all’interno della quale i soci riuscirono a produrre da uve Schiava un vino di grande pregio: il Santa Maddalena.

Dalla fusione di queste piccole realtà vinicole nel 2001 nasce Cantina Bolzano, la cantina di produttori che si fa portavoce delle due varietà autoctone principi della zona: il Lagrein e il Santa Maddalena.

Di pari passo alle due realtà riunite sotto il nome di Cantina Bolzano, cresce anche il numero di soci, ad oggi 224, e si rende necessario unificare anche fisicamente le due sedi produttive. Nel 2015 viene posata la prima pietra della nuova cantina nel quartiere di San Maurizio alle porte della città di Bolzano.

L’edificio produttivo, costruito rispettando i più moderni principi di sostenibilità, viene completato nel 2018 quando per la prima volta le uve vengono consegnate e lavorate all’interno della nuova cantina.

LA “NUOVA” CANTINA BOLZANO

Il nuovo sito produttivo è perfettamente integrato nella superficie collinare circostante. Grazie alla sua strutturazione su 5 livelli, sfrutta la gravità per realizzare il processo di lavorazione a caduta dell’uva.

L’edificio unisce i principi di funzionalità e valorizzazione del vino a quelli di ecosostenibilità e tutela del paesaggio. Cantina Bolzano è infatti la prima cantina produttori certificata CasaClimaWine®.

Lo stabile è costruito sotto il livello del terreno ed è coperto in superficie da terrazze coperte da vigneti, per mimetizzare totalmente la struttura. L’unica costruzione in superficie è la parte centrale, dominata dal cubo che è diventato il simbolo della nuova Cantina Bolzano, anche grazie ai “filamenti” che ricordano una foglia di vite.

L’aumento dello spazio di lavoro con il nuovo stabilimento ha permesso di valorizzare maggiormente le caratteristiche delle selezioni. I vari “Cru” sono infatti lavorati in serbatoi separati per esaltare al meglio le proprietà di ciascuna zona di produzione.

CANTINA BOLZANO IN SINTESI

  • Fondazione: 1908 Cantina di Gries, 1930 Santa Maddalena, 2001 fusione in Cantina Bolzano, 2018 trasferimento nella nuova sede di San Maurizio
  • Posizione & territorio: Bolzano e dintorni. La zona vinicola di Bolzano è una delle principali aree vinicole della regione. I terreni di fondovalle sono ben ventilati, caratterizzati da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte e beneficiano della vicinanza ai fiumi Adige e Isarco. Qui le uve, che crescono sui pendii ai piedi delle Dolomiti ad un’altitudine che va dai 200 ai 1000m. s.l.m., acquisiscono caratteristiche d’eccellenza. Ne sono esempio i due vini di punta della regione vinicola: Lagrein e Santa Maddalena (Schiava).
  • Modello aziendale: Cooperativa di produttori
  • Direttore: Klaus Sparer
  • Presidente: Michael Bradlwarter
  • Enologo: Stephan Filippi
  • Soci: 224
  • Superficie vitata: 340 ettari
  • Impianto: sistema a pergola per alcuni vigneti di Santa Maddalena; sistema a spalliera per la maggior parte dei vigneti.
  • Vitigni: Lagrein, Schiava/Santa Maddalena, Cabernet, Merlot, Pinot Nero, Pinot Bianco, Sauvignon, Chardonnay, Gewürztraminer, Pinot Grigio, Sylvaner, Müller Thurgau, Kerner, Riesling, Moscato Rosa, Moscato Giallo.
  • Terreni: sui versanti terreni prevalentemente sabbiosi, a fondovalle terreni alluvionali.
  • Produzione: 3 milioni di bottiglie
  • Export: ca. 20%
  • Fatturato: 20 milioni di euro
  • Vini più rappresentativi: TABER Lagrein, PRESTIGE Lagrein, BARON CARL EYRL Lagrein, HUCK AM BACH Santa Maddalena, MUMELTER Cabernet, Pinot Nero Riserva, SIEBENEICH Merlot, MAURITIUS Lagrein-Merlot, MOCK Sauvignon; DELLAGO Pinot Bianco, KLEINSTEIN Chardonnay, VINALIA Moscato Giallo, ROSIS Moscato Rosa.
  • Hospitality: visite guidate in cantina con successiva degustazione.
  • Visite guidate: per gruppi privati su richiesta
  • Info e contatti:
    Cantina Bolzano
    Via San Maurizio, 36
    39100 Bolzano (BZ), Italia
    +39 0471 27 09 09
    info@cantinabolzano.com
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Tappo a vite scelta eroica per i produttori: la ristorazione italiana è sugherocentrica

Nell’Italia che riconosce la viticoltura eroica per Decreto solo nel 2020 – la notizia è del primo luglio – si parla forse ancora troppo poco di “tappatura eroica” dei vini: quella col tappo a vite. Lo “screwcap” non è gradito al mondo della ristorazione italiana, ancorata su un’ormai anacronistica posizione sugherocentrica, che condanna (o elegge) ad “eroi” i produttori più sfidanti.

Nella preistoria che imbrattata le carte dei vini di mezzo Paese, il progresso enologico si tiene stretta la sua capitale italiana. È l’Alto Adige, che coi suoi grandi vini bianchi e rossi prova a prendere per le orecchie lo Stivale. Mostrando questa volta la strada maestra che porta al tappo a vite, in alternativa al sughero. Anche per i vini da lungo affinamento.

Il Consorzio Vini Alto Adige ha infatti organizzato ieri una masterclass a sei voci: Cantina Kaltern, Cantina Valle Isarco e Cantina Bolzano per la chiusura “tradizionale”; Falkenstein, Tiefenbrunner e Franz Haas per il tappo a vite. Altrettanti i vini, attorno ai quali è stato animato il dibattito.

Cantina Kaltern Pinot Bianco Quintessenz 2018 sughero
Falkenstein Val Venosta Riesling 2017 vite
Cantina Valle Isarco Valle Isarco Kerner Aristos 2018 sughero
Tiefenbrunner Sauvignon Blanc Turmhof 2017 vite
Franz Haas Pinot Nero 2017 vite
Cantina Bolzano Lagrein Riserva Taber 2015 sughero

Tra gli interventi più significativi quello di Christof Tiefenbrunner (nella foto sotto) pioniere del tappo a vite in Alto Adige. Una scelta adottata sin dal 2007 sul Pinot Grigio destinato all’export, allargata al vino top di gamma dall’anno successivo, “per dare il messaggio che è una tappatura adatta anche a vini di altissima qualità”.

Vendere il Feldmarschall col tappo a vite non è mai stato un problema – ha evidenziato il numero uno di Tiefenbrunner Schlosskellerei – trattandosi di un Müller-Thurgau unico, un marchio. Ma quando abbiamo messo il tappo a vite su altri prodotti abbiamo riscontrato un calo delle vendite del 20%. Negli anni abbiamo sostituito i ristoranti contrari allo screwcap con altri, invece favorevoli”.

Le resistenze sono diminuite, ma non ancora superate. “Questo metodo di tappatura dei vini resta una scelta difficile – ha precisato Tiefenbrunner – ci sono ancora ristoranti che non vogliono vedere il tappo a vite. Negli ultimi 3 anni è più accettato, anche perché consente ai ristoranti di tenere una bottiglia aperta una settimana e ci sono vantaggi anche sul fronte dei solfiti, praticamente dimezzati“.

Significativo anche l’intervento di Andrea Moser, enologo di Kellerei Kaltern: “La nostra cantina – ha dichiarato – ha scelto il tappo a vite soprattutto per i mercati che lo accettano di buon grado. Ma non posso che evidenziare un concetto: il 60-70% degli enologi ormai stufi dei problemi connessi al sughero, non più legati al classico ‘sentore di tappo‘, riconoscibile facilmente dalla maggior parte dei consumatori”.

“Il vero guaio – ha evidenziato Moser – sono le microcessioni di tca, diosmine, pirazine e tannini amari, che portano il consumatore meno esperto a dire che quel vino non è buono, per via di deviazioni olfattive che non attribuisce al tappo, ma al produttore!”.

Il tappo di sughero resta l’ideale, ma il punto è: quanto ce n’è ancora e quanto siamo disposti a pagare per averlo, dal momento che un buon tappo costa 1,20-1,30 euro al pezzo, incidendo troppo sul prezzo finale del vino? Salendo di prezzo non esiste comunque la garanzia assoluta di consegnare al calice il vino come lo abbiamo imbottigliato”.

Dall’altra parte della “bottiglia”, il sommelier Fis Eros Teboni: “Quello del tappo a vite è un argomento sempre attuale e moderno. Ma l’Alto Adige, grazie alla grandissima grandissima varietà di vini bianchi e rossi, atti o meno ai lunghi affinamenti, può fare davvero da portabandiera dei metodi più innovativi di tappatura. Col tappo a vite si perde un po’ di romanticismo nel ‘rito della stappatura’, ma si guadagna nel calice, da godere in compagnia”.

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Cantina Bolzano, breccia nel Vinmonopolet: la Norvegia è la nuova frontiera

BOLZANO – L’ultima mossa di Cantina Bolzano? L’ingresso nel mercato della Norvegia, che opera in regime di Monopolio con “Vinmonopolet“. L’azienda altoatesina si è fatta trovare pronta ad affrontare un procedimento diverso da quello di altri mercati. Più tortuoso, ma in grado di offrire ottime garanzie. Una conquista che torna utile alla luce della pandemia Covid-19.

“Abbiamo iniziato a sviluppare i nostri anticorpi per affrontare Coronavirus prima dell’emergenza – chiosa Klaus Sparer, Amministratore Delegato di Cantina Bolzano – grazie alla diversificazione in termini di canali di vendita e mercati. L’ultima mossa è l’ingresso nel mercato monopolistico della Norvegia”.

La cooperativa altoatesina porta così a 21 i Paesi del mondo alla voce “export”. I vini saranno reperibili nei quasi 300 negozi statali che portano il nome “Vinmonopolet”, come previsto dalle normative locali riferite a tutte le bevande alcoliche con una gradazione alcolica superiore al 4,75%.

“Entrare in questo mercato – sottolinea Sparer – è una grande opportunità non solo per noi come azienda vinicola, ma per tutto l’Alto Adige. Grazie alla presenza dei nostri vini, il nome Alto Adige sarà portato all’attenzione di un nuovo e interessante target turistico. In questo senso, i nostri vini possono essere visti come ambasciatori del territorio”.

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degustati da noi vini#02

Südtirol Alto Adige Doc Lagrein Riserva 2016 Grieser, Cantina Bolzano


(5 / 5) Fa parte della “Prestige Line” di Cantina Bolzano – Kellerei Bozen il Südtirol Alto Adige Doc Lagrein Riserva 2016 Grieser. Non è un nome di fantasia, bensì la menzione geografica di una delle aree più vocate per il Lagrein dell’Alto Adige: Gries-San Quirino, una delle cinque circoscrizioni di Bolzano, la seconda per estensione e la più popolata.

LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, il Lagrein Riserva Grieser si presenta di un rosso rubino intenso, impenetrabile, con unghia violacea. Al naso salgono immediatamente richiami netti ai frutti di bosco come i mirtilli e le more, ma anche di ciliegia nera e prugna matura.

Un’impronta marcatamente fruttata, intensa, cui fanno eco ricordi di vaniglia e cioccolato bianco, assieme a leggere spolverate di spezia e di resina. Un naso decisamente invitante e preciso nella sua abbondanza e ricchezza di sentori.

La stessa che poi si ritrova al palato, dove il Lagrein Riserva Grieser di Cantina Bolzano riesce ancora a stupire. Perfetta la corrispondenza gusto olfattiva, che si arricchisce di un elemento fondamentale e premiante: una gran freschezza, che dona il perfetto equilibrio a un sorso che, altrimenti, sarebbe stato solo grasso e banale.

La frutta, golosa e succosa, unita a un tannino morbido e setoso, si fa quasi masticare mentre i richiami salini e balsamici accompagnano verso un retro olfattivo lungo, altrettanto preciso ed efficace nella sua capacità di chiamare il sorso successivo.

Un vino perfetto da bere oggi, ma che può essere tranquillamente lasciato in cantina per svariati anni, ad affinare ancora. Oggi si presta in abbinamento a primi e secondi ricchi di sugo di pomodoro, come la carne alla pizzaiola, ma riesce a sostenere senza problemi anche piatti ben più strutturati come la selvaggina. Ottimo anche con i formaggi stagionati.

LA VINIFICAZIONE
Si tratta di un’etichetta ottenuta al 100% da uve Lagrein, tra le varietà più preziose e tipiche di Bolzano e dell’Alto Adige. I terreni, nella zona di Gries, sono di tipo alluvionale e sabbioso. La vendemmia avviene a metà ottobre.

Le uve del Lagrein Riserva Grieser fermentano in botti di legno e affinano per circa un anno in barrique di rovere francese e botti grandi. Cantina Bolzano è una cooperativa nata nel 1908 dall’unione di 30 viticoltori locali. Nel 1930 si uniscono a questo folto gruppo altri 18 produttori della collina di Santa Maddalena. Oggi Kellerei Bozen è una realtà che riunisce 220 famiglie.

La nuova struttura, inaugurata il 5 aprile 2019 in via San Maurizio 36 a Bolzano, è costata 35 milioni di euro, ricavati in gran parte dalla vendita delle due vecchie cantine. Un edificio interamente scavato nella montagna, il cui impatto ambientale è ridotto al minimo.

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Cantina Bolzano: inaugurato il nuovo polo produttivo


BOLZANO –
Diciotto anni per diventare grande e dirlo al mondo. Cantina Bolzano ha scelto il 2019 per inaugurare la nuova cantina. Un progetto che sancisce la definitiva fusione tra le cantine di Gries e Santa Maddalena, avvenuto formalmente nel 2001, interessando oltre 220 soci.

La nuova struttura, inaugurata ieri in via San Maurizio 36 a Bolzano, è costata 35 milioni di euro, ricavati in gran parte dalla vendita delle vecchie cantine. Un edificio interamente ricavato nella montagna, il cui impatto ambientale è certificato CasaClima Wine.

Non aumenterà il numero di bottiglie prodotte, ma la qualità. E il merito va agli investimenti nelle strumentazioni, frutto di una visione che accompagna le fasi della produzione, dal vigneto alla cantina.

Cinque livelli che sfruttano la forza di gravità per risparmiare energia nella produzione di vino. Le uve vengono conferite al piano più alto, visibile dall’esterno della struttura, per poi essere convogliate verso la parte sottostante.

Una cantina che guarda anche all’enoturismo, con una sala degustazione dedicata e un wine shop destinato ai winelovers internazionali, che potranno usufruire di speciali tour tra i vigneti controllati da Cantina Bolzano.

Trecentoquaranta ettari complessivi, soggetti da diversi anni a controlli diretti da parte della cantina presieduta da Michael Bradlwarter, diretta da Klaus Sparer e affidata dall’enologo Stephan Filippi.

“L’obiettivo – spiegano i dirigenti di Cantina Bolzano – è quello di alzare il livello qualitativo della produzione, di vendemmia in vendemmia, garantendo al contempo il giusto compenso ai soci viticoltori”.

La “specialità della casa” sono vitigni come il Lagrein, la Schiava e il Santa Maddalena, ma anche varietà internazionali come il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Pinot Bianco, lo Chardonnay, senza dimenticare il Gewürztraminer e il Sauvignon Blanc. Tutti allevati nelle zone più vocate di Bolzano, che ora potranno godere della marcia in più offerta dalla nuova cantina.

Non mancano le sperimentazioni sulle nuove varietà resistenti alle malattie fungine, i cosidetti “Piwi”. Cantina Bolzano sta studiando diverse uve da oltre 10 anni, con prove di vinificazione che sin ora non hanno dato i risultati sperati.

Ma il segno che si tratti del futuro è attorno alla nuova cantina, dove è stato impiantato un vigneto a terrazza di Cabernet Cortis, non destinato alla vinificazione.

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Approfondimenti

Cantina Bolzano: “Progetto Qualità” a gonfie vele

I 220 soci viticoltori sono i protagonisti della produzione vinicola che ha reso Cantina Bolzano un riferimento per l’Alto Adige.

Con l’obiettivo di produrre vini di eccellenza, nel 1988 è nato il Progetto Qualità, un programma di valorizzazione dei vigneti che ogni anno permette alla cantina di ricevere riconoscimenti nazionali ed internazionali.

“Ogni vitigno, ha le proprie peculiarità ma soprattutto delle esigenze che dobbiamo rispettare se vogliamo ottenere delle uve di qualità superiore”. Le parole dell’enologo Stephan Filippi esprimono la filosofia produttiva di Cantina Bolzano: rispetto e valorizzazione dei vitigni per ottenere uve eccellenti e produrre vini esemplari.

Con questo obiettivo 30 anni fa si è dato vita al Progetto Qualità, un programma che segue tutte le fasi di produzione, con uno speciale riguardo al lavoro in vigna. Nato per la realizzazione del Lagrein Riserva Taber il progetto è stato ampliato fino ad includere la produzione di tutta la linea delle Riserve e della linea dei Cru.

I DETTAGLI
Il progetto coinvolge 83 viticoltori, proprietari di 118 ettari di vigneti che rispondono a rigidi standard di qualità in termini di posizione, terreni, densità d’impianto ed età delle vigne.

Anche le rese devono essere molto basse per garantire una maggiore qualità: si parte da una resa massima di 70 ettolitri/ettaro per arrivare ai 49 ettolitri/ettaro richiesti per la produzione di Cabernet e Pinot nero.

I viticoltori si riuniscono periodicamente in focus group guidati dall’enologo Filippi e da una commissione di tecnici. Durante gli incontri si discute l’avanzamento del progetto, si tirano le fila e si valutano i risultati degli anni precedenti delineando anche gli obiettivi per il futuro.

“Assieme ai soci, degustiamo i vini dei diversi produttori dell’Alto Adige e di altre zone di produzione per capire dove siamo posizionati e come possiamo migliorare. Sono momenti di grande formazione e crescita”, continua Filippi.

Lo staff tecnico della cantina supporta in modo continuativo i soci, con sopralluoghi in vigneto per verificare l’andamento della produzione e monitorare il raggiungimento degli obiettivi. Il vino buono si fa in vigna ma anche vendemmia e vinificazione seguono delle regole ben precise: le uve vengono selezionate, raccolte e vinificate delicatamente per rispettare le caratteristiche di ciascun vitigno.

Il Progetto Qualità verrà perfezionato anche grazie al aumento dello spazio di lavoro previsto nel nuovo edificio produttivo che consentirà di valorizzare maggiormente le caratteristiche delle selezioni e di lavorare i vari Cru in serbatoi separati.

Un elemento distintivo della Cantina Produttori di Bolzano e un grande punto di forza per il Progetto Qualità, risiede nel fatto che l’80% dei soci si dedica in modo esclusivo alla cura dei vigneti e alla produzione di uva.

Sono agricoltori che coltivano 350 ettari di vigneto tra i 200 e i 900 metri di altitudine, dediti alla viticultura da generazioni, e questo profondo legame con la terra si riflette sicuramente nella qualità dei vini.

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Dal 2019 nuovo sito per la Cantina Bolzano certificato CasaClimaWine

E’ partito il countdown per Cantina Bolzano che tra un anno esatto, in occasione del Vinitaly 2019, inaugurerà la nuova sede. Il nuovo sito produttivo sarà la prima cantina produttori certificata CasaClimaWine® e diventerà la più innovativa costruzione interrata dell’intero arco alpino.

Si stanno concludendo in questi giorni gli ultimi lavori strutturali per la costruzione della nuova Cantina Bolzano, che sarà operativa già dalla vendemmia 2018 quando le uve saranno interamente consegnate e lavorate nella nuova sede.

LA NUOVA SEDE
Il nuovo edificio produttivo è strutturato su 5 livelli che permettono di sfruttare la forza di gravità per la produzione di vino, garantendo una considerevole ottimizzazione energetica e la preservazione della qualità delle uve. 

L’intero edificio produttivo è costruito sotto il livello del terreno ed è coperto in superficie da grandi terrazze che ospiteranno i vigneti pensili con le Dolomiti a fare da sfondo.

E’ stata già ultimata anche la costruzione del grande cubo in vetro che, una volta ricoperto dalle foglie di vite stilizzate, diventerà il simbolo della nuova Cantina Bolzano nonché l’unico elemento visibile fuori terra dell’intera costruzione.

L’importante operazione di trasferimento di tutte le Attrezzature presenti nella vecchia sede di Piazza Gries, avrà luogo nei prossimi mesi per garantire la piena operatività del nuovo sito già a partire dal prossimo autunno.

 “Siamo molto soddisfatti dei lavori, i tempi previsti sono stati rispettati e già da inizio luglio gli uffici della nuova sede saranno operativi. La vendemmia 2018 si svolgerà interamente nella nuova cantina e da ottobre anche la linea d’imbottigliamento sarà attiva”. Riporta Stephan Filippi, enologo di Cantina Bolzano. 

Mancano quindi 365 giorni all’inaugurazione ufficiale prevista in occasione di Vinitaly 2019, quando clienti e appassionati di vino potranno finalmente visitare l’innovativa cantina, costruita secondo i più moderni principi di sostenibilità.

VINITALY 2018
Per degustare i vini non servirà però aspettare un anno intero: Cantina Bolzano sarà presente dal 15 al 18 aprile 2018 alla 52esima edizione di Vinitaly presso il Pad 6 Stand B2.

Durante la kermesse vinicola i visitatori avranno la possibilità di degustare anche lo Chardonnay Doc Riserva 2015 e il Sauvignon Doc Riserva 2015, vini che hanno ottenuto eccellenti punteggi nelle guide più prestigiose a livello nazionale ed internazionale.

LA CANTINA DI BOLZANO
Cantina Bolzano è la cantina urbana della città di Bolzano, realtà storica del territorio altoatesino che riunisce in sé le produzioni proveniente da tutti gli appezzamenti cittadini.

L’impegno quotidiano è quello di produrre vini di alta qualità e dal carattere regionale rispettando la tradizione ma utilizzando allo stesso tempo procedure moderne e know-how tecnico all’avanguardia, mirando a soddisfare i più alti standard di qualità.

Dai vitigni autoctoni della zona di Bolzano nascono i due vini immagine della cantina: Santa Maddalena e Lagrein. Il nuovo sito produttivo della Cantina Bolzano sorgerà alle porte della città, nella zona di San Maurizio, sarà la più innovativa costruzione interrata dell’intero arco alpino e la prima cantina produttori certificata CasaClimaWine®.

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news ed eventi

Cantina Bolzano: nuovo sito produttivo “green” su 5 livelli

BOLZANO – Sarà ultimato entro la vendemmia 2018 il nuovo sito produttivo di Cantina Bolzano. Un edificio all’insegna del “green”. Riunirà in sé tutta la produzione, in località San Maurizio, alle porte del capoluogo dell’Alto Adige.

“Un immobile – assicura Cantina Bolzano in una nota – perfettamente integrato nella superficie collinare circostante, che sfrutterà la pendenza del suolo per realizzare il processo di lavorazione a caduta dell’uva e sarà la prima cantina cooperativa ad avere la certificazione CasaClimaWine®”.

Si tratta di “un progetto all’avanguardia, che unisce i principi di funzionalità e valorizzazione del vino a quelli di ecosostenibilità e tutela del paesaggio”.

L’UVA IN CADUTA LIBERA
Il nuovo edificio produttivo è strutturato su 5 livelli che permettono di sfruttare l’altezza per la produzione di vino. L’area di consegna è situata nel punto interrato più alto dell’edificio, in modo da assicurare una temperatura costante.

La maggior parte dell’uva viene consegnata in bins, che possono essere scaricati nei magazzini di stoccaggio interrati, dove la temperatura è naturalmente bassa o, al bisogno, in celle frigorifere. L’uva scende poi al livello inferiore tramite degli scivoli: qui le uve bianche vengono pigiate, pressate e proseguono poi verso i serbatoi d’acciaio dove avviene la fermentazione.

Le uve rosse invece, dopo la pigiatura, passano attraverso dei nastri direttamente in tini o in serbatoi d’acciaio di 1m x1m, le dimensioni ideali per permettere un maggiore contatto del mosto con le bucce e con i componenti presenti negli acini. I vini rossi vengono rimontati con il metodo del délestage con ridotto uso di pompe.

La lavorazione di tutte le uve avviene con la massima delicatezza per rispettare la consistenza della buccia. La cantina di affinamento è situata al piano interrato più basso, dove la temperatura è ideale e ospiterà botti da 5 mila litri, barrique e tonneaux, in cui verranno affinati per la maggior parte vini rossi, ma anche bianchi importanti.

L’aumento dello spazio di lavoro con il nuovo stabilimento, permetterà inoltre di valorizzare maggiormente le caratteristiche delle selezioni: i vari Cru saranno infatti lavorati in serbatoi separati per esaltare al meglio le proprietà di ciascuna zona di produzione.

“UN’OPERA SIMBOLO PER BOLZANO”
“La nuova Cantina Bolzano – evidenziano i titolari – darà la possibilità ai visitatori di fare tour guidati nella struttura. La grande terrazza panoramica permetterà di osservare i vigneti terrazzati con le Dolomiti sullo sfondo”.

Sarà possibile vedere la cantina di affinamento situata nel piano più interrato dell’edificio produttivo dove il vino riposa in botti, barrique e tonneaux.

L’enoteca sarà aperta ai visitatori che vorranno conoscere da vicino il lavoro della più grande cantina urbana dell’intero arco alpino.

L’intero edificio produttivo, i cui lavori sono già terminati, è costruito sotto il livello del terreno ed è coperto in superficie da terrazze dove verranno piantati dei vigneti, in modo da mimetizzare totalmente la struttura. L’unico edificio in superficie sarà la parte centrale.

Un prisma “che diventerà il simbolo della nuova Cantina Bolzano e che ricorda nel suo aspetto una foglia di vite”. In Italia, neppure troppo lontano dall’Alto Adige, una struttura simile si trova in Valpolicella: è Zýmē di Celestino Gaspari, allievo ed erede di Quintarelli.

La struttura del prisma sarà di vetro e lo strato esterno verrà costituito da foglie di vite stilizzate realizzate in lamiera traforata di alluminio color bronzo. 

LA PRIMA COOPERATIVA CERTIFICATA CASACLIMAWINE
Il nuovo edificio è in costruzione su una superficie agricola di circa 20 mila metri quadrati ed è stato costruito seguendo principi di sostenibilità all’avanguardia. Per rispondere ai requisiti di controllo della temperatura, che viene mantenuta costante tutto l’anno tra i 14°e i 16°, l’isolamento a cappotto è stato fatto in tutte le aree vicine alla superficie, il soffitto e le pareti laterali della cantina sono isolate fino ad una profondità di tre metri.

La ventilazione degli ambienti sotterranei è garantita da un sistema a quattro pozzi di ventilazione con aperture controllabili che sono regolate in funzione della temperatura interna ed esterna: è possibile sfruttare l'”effetto camino” e mantenere la ventilazione senza ventilatori ausiliari quindi con nessun consumo di energia elettrica.

L’energia termica necessaria per il processo di riscaldamento dell’acqua si ottiene grazie a un impianto a pellet completamente autonomo, supportato in caso di guasto da una caldaia a gas. L’acqua refrigerata necessaria per il raffreddamento di ambienti e serbatoi viene prodotta con moderni chiller a CO2.

Il calore scartato dalla produzione di freddo e di aria compressa, viene utilizzato per la produzione di acqua calda, riducendo del 45% il consumo energetico per la sua produzione. Negli spazi di lavoro e di accoglienza saranno garantiti un alto comfort microclimatico e acustico, accompagnati da un’elevata qualità dell’aria e da un uso ottimale della luce naturale. La nuova Cantina Bolzano sarà la prima cantina cooperativa ad ottenere la certificazione CasaClimaWine®.

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