Categorie
Food Lifestyle & Travel

Classifica città italiane con maggiori rincari sul cibo: Caltanissetta è in testa

La città italiana in cui si sono verificati i maggiori rincari sul cibo, un po’ a sorpresa, è Caltanissetta, in Sicilia: +6,4% su base annua, due volte e mezzo la media italiana, pari a +2,6%, città già in testa alla classifica di aprile con +5,7%. Lo rivela l’Unione italiana consumatori, che ha stilato la lista delle città più care d’Italia dopo il lockdown da Coronavirus.

Al secondo posto, come lo scorso mese, Trieste, (+5,1%, era +5,3%) e al terzo Avellino e Trapani (+4,7% per entrambe). Le più risparmiose Siena, +0,2%, la città più virtuosa anche in aprile, a pari merito con Arezzo e Modena (+0,2%), segue al secondo posto Bologna (+0,3%) e al terzo Reggio Emilia (+0,4%).

Per quanto riguarda le regioni, il cibo più caro, in termini di aumento dei prezzi, si trova in Basilicata, +3,9%. Seguono Umbria, Lazio e Calabria (+3,4% per tutte), al terzo posto Campania e Sicilia (+3,3%). La regione migliore, l’Emilia Romagna, con un rialzo dei prodotti alimentari dello 0,9 per cento, poi Valle d’Aosta (+1,5%) e al terzo posto Veneto (+1,9%).

“Le disparità così ampie tra una città e l’altra, da +6,4% a +0,2%, in alcuni anche all’interno della stessa regione, possono avere varie motivazioni, ma la spiegazione più probabile è che, approfittando della ridotta mobilità del consumatore e, quindi, della minore possibilità di scelta, molti esercizi hanno alzato i prezzi e questo è stato maggiormente possibile in quelle città dove c’è minore concorrenza e non ci sono abbastanza forme distributive”, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori

Laddove il consumatore, invece, ha più alternative, tra ipermercati, supermercati, discount, negozi di vicinato, mercati, i rialzi, mediamente, sono stati più contenuti. Non è un caso se l’Antitrust proprio sui prezzi alimentari ha aperto un’indagine preistruttoria”.

Insomma, mentre l’Italia, per via del lockdown, è teoricamente in deflazione, con un’inflazione pari nel mese di maggio a -0,2%, il cibo, il solo realmente acquistabile anche prima della riapertura generale dei negozi, subisce rincari pesanti del 2,6%, con una maggior spesa annua di 145 euro per una famiglia media, 195 per una coppia con 2 figli, 175 per una coppia con 1 figlio, 95 per un pensionato con più di 65 anni.

Solo 4 regioni (Campania +0,5%, Umbria +0,2%, Trentino +0,1%  e Sicilia +0,1%) e 13 città sulle 70 monitorate dall’Unione italiana consumatori registrano un’inflazione positiva, per quanto molto bassa (record per Grosseto, con +0,8%, seguita da Napoli con +0,7%). Ma per il cibo i rincari sono decisamente molto più alti, oltre che differenti a seconda della città.

Ecco perché l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, dove il cibo (prodotti alimentari e bevande analcoliche) è più rincarato, elaborando i dati Istat dell’inflazione di maggio.

Categorie
a tutto volume

Si è spento a 66 anni Francesco Claudio Averna

È morto ieri, giovedì 9 gennaio, a Milano Francesco Claudio Averna. Noto per la sua gentilezza l’imprenditore di Caltanissetta, 66 anni, era l’ex presidente della Fratelli Averna Spa, società produttrice del famoso amaro, che aveva gestito assieme al cugino Francesco Rosario fino al 2014.

Ricoverato all’Istituto Tumori per una malattia che non gli ha dato scampo fu insignito nel 2012 dal Quirinale dell’onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica Italiana. Lascia la moglie Francesca e la figlia Alessandra.

I funerali verranno celebrati lunedì 13 gennaio a Caltanissetta. Francesco Claudio, soprannominato in gioventù “Il Duca“, come presidente oltre che componente della famiglia ha contribuito a far diventare l’amaro icona di successo in Italia e nel mondo. Indimenticabile lo slogan “il gusto pieno della vita“.

L’AZIENDA
Ceduta al Gruppo Campari nel 2014 la storia imprenditoriale della famiglia Averna comincia nel 1854. A Caltanissetta Salvatore Averna, commerciante di tessuti, riceve dal frate cappuccino Fra’ Girolamo, amico personale, una ricetta segreta a base di erbe, radici e agrumi.

Nel 1868 Salvatore realizza — in piccolo — un amaro da far degustare, la sera, agli ospiti di casa Averna, a villa Xiboli. È il figlio Francesco a dedicarsi alla produzione dell’amaro su vasta scala e nel 1921 Anna Maria Averna, moglie di Francesco ed uno dei primi esempi di donna imprenditrice in Italia, prende le redini dell’ azienda.

Con la terza generazione — grazie ai quattro figli di Francesco e Anna Maria, Salvatore, Paolo, Emilio e Michele — arriva il successo e nel 1958 viene creata dalla famiglia la “Fratelli Averna Spa”.

Nel 1968 arriva la notorietà a livello mondiale anche grazie ad alcune azzeccate campagne pubblicitarie, l’ultime vede nei panni di Don Salvatore l’attore hollywoodiano Andy Garcia.

Categorie
news

Operazione Grano Sicuro: sequestrate 436 tonnellate in Sicilia

CALTANISSETTA – I Carabinieri della Tutela Agroalimentare di Messina, in collaborazione con personale dell’Asl, hanno sequestrato 436 tonnellate di grano in provincia di Caltanissetta, per la carenza di sicurezza alimentare e sanitaria. Il valore è di circa 90 mila euro,.

Nel corso della verifica, nell’area di stoccaggio dell’azienda cerealicola, è stata riscontrata la presenza di escrementi e di numerosi piccioni.

Si tratta solo di uno dei controlli straordinari nella filiera agroalimentare previsti nell’ambito dell’Operazione Grano Sicuro. Nel mirino dei carabinieri la sicurezza alimentare nel comparto cerealicolo.

Nel corso del corrente anno i 5 reparti dislocati sul territorio nazionale (Torino, Parma, Roma, Salerno e Messina) hanno sequestrato 2.926 tonnellate di grano in cattivo stato di conservazione o detenuto in magazzini non registrati, per un valore complessivo di circa 600 mila euro. Contestando illeciti amministrativi per diverse migliaia di euro.

Categorie
Vini al supermercato

Corvo Rosso Igt Terre Siciliane 2014, Duca di Salaparuta

(3,5 / 5) Nero d’Avola, Nerello Mascalese e Pignatello, noto anche come Perricone. Duca di Salaparuta, gruppo che riunisce tre marchi storici della “sicilianità” come Corvo, Florio e la stessa Duca di Salaparuta, produce con questi tre vitigni uno dei vini più noti dell’intera isola, commercializzati in grande distribuzione: il Corvo Rosso Igt Terre Siciliane. Sotto la lente di ingrandimento di vinialsupermercato.it, la vendemmia 2014.

LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, il vino si presenta di un rosso rubino brillante, di moderata trasparenza, con riflessi tendenti al granato. Al naso si rivela di buona complessità. Nuovi sentori fanno capolino col passare dei minuti, grazie all’ossigenazione. Si passa da subitanee percezioni di fiori di mandorlo e frutta rossa (marasca), a più profondi richiami a spezie leggere, sino a piacevoli tinte vegetali di carruba.

Al palato, il Corvo Rosso Igt Terre Siciliane Duca di Salaparuta gioca tutto sulle morbidezze e sulla facilità della beva. Da quello che viene definito dallo stesso produttore “un vino quotidiano”, non ci si può aspettare di meglio. E invece questo rosso siculo riesce ad andare oltre: il blend funziona, è ben equilibrato. La terra fa il resto.

Alle note semplici e avvolgenti di frutta rossa (di nuovo marasca) fa da contraltare una sapidità che chiama il sorso successivo: asciutto, moderatamente caldo, piacevolmente vinoso e, soprattutto, di sufficiente persistenza. Il Nero d’Avola che fa da base costituisce l’ossatura del vino, la sua struttura. A Nerello Mascalese e Pignatello-Perricone il compito di impreziosirla, assieme al legno della botte grande in cui matura il Corvo Rosso. Interessante vino a tutto pasto, tutt’altro che banale per la fascia prezzo in cui si posiziona, si presta ad accompagnare grigliate di carne, arrosti e formaggi di media stagionatura. A una temperatura di servizio di 16-18 gradi.

LA VINIFICAZIONE
E’ nei terreni più vocati alla viticoltura della Sicilia che affondano le radici i vitigni del Corvo Rosso, cullati da un microclima ideale. Siamo nella zona centro orientale, tra le province di Agrigento e Caltanissetta, a un’altezza che varia tra i 50 e i 350 metri sul livello del mare. La terra è di tipo misto, ma con percentuali considerevoli di calcare attivo. L’allevamento è condotto da Duca di Salaparuta col metodo della controspalliera e dell’alberello, con una densità di ceppi per ettaro medio-alta, pari a circa 4 mila piante. La vendemmia è manuale e, a seconda delle annate, avviene dalla seconda settimana di settembre alla prima settimana di ottobre.

La fermentazione del Corvo Rosso è affidata al metodo tradizionale, con macerazione sulle bucce per un periodo che può variare dai 6 agli 8 giorni. Seguono svinatura, pressatura soffice e fermentazione malolattica: un passaggio fondamentale, quest’ultimo, per garantire maggiore piacevolezza alla futura beva con la trasformazione dell’acido malico in acido lattico. Corvo rosso Terre Siciliane Igt Duca di Salaparuta matura poi per almeno 10 mesi in grandi botti di quercia e, successivamente, in tini di cemento vetrificato. Prima della commercializzazione, questo rosso di Sicilia affina in bottiglia per altri 2 mesi, a temperatura controllata. Viene prodotto dal 1824, anno di fondazione di un marchio di cui è divenuto il simbolo.

Prezzo pieno: 5,89 euro
Acquistato presso: Iper Coop

Exit mobile version