Categorie
visite in cantina

Cantina La Marchesa: la Daunia nel vino

È sempre piacevole tornare a Cantina La Marchesa, a Lucera (FG) strada provinciale n°8 al km 1. Sarà per la genuina schiettezza di Sergio, per il sorriso aperto e disponibile di Marika, per la calorosa accoglienza che sempre sanno riservare ai propri ospiti, per la grande pulizia dei vini, per la ruvida bellezza del territorio. Sarà per tutto questo e forse altro ma appena varcata la soglia della masseria ci si sente subito accolti in un mondo in bilico fra la tradizione ed il contemporaneo.

Il progetto di una cantina nasce alcuni decenni fa e si concretizza via via negli anni fino a diventare ciò che è oggi. Una cantina guidata da Sergio Lucio Grasso, il “vignaiolo”, e dalla moglie Marika Maggi, l’anima commerciale e “social”. Quindici ettari, tutti a meno di 300 metri dalla sede per poter essere costantemente presenti in vigneto.

Ed è così che Sergio vive il suo lavoro e la sua passione, costantemente a contatto con le sue viti. Spesso si sente dire che “il vino buono nasce in vigna”, ed è vero, ma quando guardi Sergio negli occhi capisci quanto questo possa essere vissuto con passione ed orgoglio, di cuore e di pancia. È vulcanico, incontenibile ed un poco rustico ma dalle sue parole emerge vivido l’amore per la terra e per questo tratto di Daunia ai piedi del Gargano, proprio sotto il castello di Lucera.

Non ti parla di sentori nel vino, di profumi o scorrevolezza nel bicchiere, no. Lui ti parla di viti, di terreno, di pioggia o siccità. Ti parla dell’annata e ti suggerisce (e ti serve) quest’annata o quella (anche se non l’ha ancora etichettata) perché vuole farti sentire la differenza, perché vuole renderti partecipe del suo mondo.

Si apprende così che la coltivazione avviene nel totale rispetto delle viti, applicando preventivamente tecniche di confusione sessuale per scongiurare il rischio di parassiti. Un’azienda “bio” senza mai aver cercato alcuna certificazione in tal senso.

Raccolta particellare in cassetta e selezione delle uve anche a nastro chiudono il ciclo di coltivazione della materia prima. Nero di Troia, Montepulciano, Fiano e Bombino Bianco che danno vita alla gamma di vini della Cantina che degustiamo guidati da Marika.

LA DEGUSTAZIONE
Igt Daunia, “Il Quadrello”. 100% Bombino Bianco, pressatura soffice, affinamento in inox. Giallo paglierino carco e luminoso, al naso è intenso con profumi floreali ed erbacei ed una bella nota di mandorla. In bocca è fresco, morbido e di buona sapidità. Nel retro olfattivo troviamo una buona corrispondenza ai profumi sentiti al naso. Sufficientemente persistente.

Igt Daunia, “Il Capriccio della Marchesa”. 100% Fiano, pigiatura soffice in pressa di piccola portata, fermentazione a 14° in barrique di rovere da 225 litri e maturazione sulle fecce fini. Un vino fortemente voluto da Marika, grande amante dei bianchi strutturati da invecchiamento. Il risultato è un vino giallo dorato, cristallino e trasparente. Il naso ha note evolute e complesse, ricco di frutta matura, frutta esotica e miele con una nota agrumata. In bocca è morbido e sostenuto da una viva acidità. Molto persistente. Un vino che non disdegna di essere dimenticato qualche tempo in cantina.

Igt Daunia, “Il Melograno”. Sola uva di Troia per questo rosato dal colore cerasuolo intenso e brillante. Profumi di frutti rossi come ciliegia, lampone e ribes ed una vena floreale. Fresco in bocca e di buona sapidità. Un rosato che non si fa dimenticare facilmente.

Cacc’e Mmitte di Lucera Doc. Uvaggio tradizionale (Nero di Troia, Montepulciano e Bombino), malolattica in inox ed affinamento di 6 mesi in tonneaux per questo vino rosso rubino con riflessi violacei. Profumo intenso di frutti rossi, macchia mediterranea e terziari di liquirizia. In bocca è armonico con tannini presenti e ben integrati nel sorso. Lunga persistenza.

Igt Daunia Nero di Troia, “Il Nerone”. 100% Nero di Troia, malolattica in inox ed affinamento di 12 mesi in barrique. Rosso rubino intenso. Complesso al naso con profumi di frutti rossi, confettura di ciliegie, spezie (pepe nero in evidenza), cacao amaro ed un tocco di tabacco. Armonico in bocca, morbido, con tannini setosi e buona acidità. Un vino fine ed elegante dalla lunga persistenza.

Categorie
news ed eventi

Neve in vigna al Sud? Una “manna” per le cantine (foto gallery)

Neve, ghiaccio, gelate. Hanno fatto il giro del mondo le immagini delle condizioni meteorologiche del Sud Italia, in questi giorni sotto la morsa del freddo record. Da anni non si ricordavano nevicate di tale portata, capaci di creare non pochi disagi nei piccoli borghi, ma anche nelle città e sulle vie di comunicazione. Il meteo non ha fatto sconti neppure a Puglia e Molise, come al resto dell’Italia del vino del Sud.

Le peggiori condizioni si sono verificate, per motivi logistici, in Molise. Cantine isolate dalla mancanza di fornitura di corrente elettrica, soprattutto. Ma il mal tempo non ha risparmiato nemmeno l’alta Murgia, con problemi anche qui di isolamento.

Partendo da nord, è emblematico quanto racconta il direttore della cantina Valtappino, Luciano Cirucci, che parla di “una nevicata record” che ha generato “dubbi sullo stato attuale delle vigne, in quanto le strade per raggiungerle sono impraticabili e coperte da oltre un metro di neve”. “Una stima dei danni – continua Cirucci – non è ancora possibile, ma vedendo il lato positivo la pianta è in uno stato vegetativo dormiente, quindi non dovrebbero esserci ingenti danni”.

Situazione nettamente migliore invece nel Foggiano, dove abbiamo intervistato Marika Maggi e Giovanni Losito, responsabili delle rispettive cantine La Marchesa di Lucera – produttori di Cacc’e mmitte e di Catine Losito – Terre del Gargano. Entrambi confermano che “non ci saranno interventi particolari dopo il gelo polare di questi giorni”. “Tranne qualche piccolo problema di condutture esplose per il gelo”, di buon grado hanno visto queste sporadiche nevicate, in quanto “migliorative per lo stato di salute delle piante e garanzia di risorse idriche”.

NEVE? NO PROBLEM
La neve, sempre secondo i produttori, avrebbe la funzione di “sanificare le piante, riducendo la possibilità di attacchi patogeni endemici al naturale risveglio vegetativo, in primavera”. I viticoltori, addirittura, non nascondo “fiducia in uno stato di salute migliore delle uve nella prossima vendemmia”. Allo stesso tempo, “solo in primavera sarà possibile constatare eventuali danni attualmente invisibili”.

Proseguendo sul nostro percorso arriviamo sui Colli della Murgia. Il quadro è quello dipinto dalle cantine Colli della Murgia e L’archetipo. Entrambi confermano “una condizione di disagio con cantine isolate e qualche ritardo nella tabella di marcia, come imbottigliamenti e altre operazioni di ordinaria amministrazione”. Saverio Pepe di Colli della Murgia parla di “disagio logistico”. Ma, come i colleghi de L’Archetipo, conferma che “questi 70 centimetri di neve probabilmente saranno propedeutiche per un annata qualitativamente migliore”.

Insomma: la neve al Sud Italia, dal punto di vista enologico, non può che far sperare in una vendemmia 2017 all’insegna della qualità. Da secoli, infatti, le cantine che operano a ridosso delle montagne appenniniche e alpine si trovano ad affrontare nevicate molto più abbondanti e frequenti di quelle vissute al Sud. Senza per questo registrare cali drastici nella produzione di vini di qualità.

Categorie
vini#1

Cacc’e Mmitte della Marchesa Doc 2012, Cantina La Marchesa

Alzi la mano chi conosce la Doc Cacc’e Mmitte di Lucera. E adesso giurate. Si chiama così una tra le Denominazione di origine controllata meno conosciute della Puglia e, forse, dell’Italia intera. Prodotta nella città di Lucera, in provincia di Foggia, è una delle tipologie di vino più antiche della regione. Non a caso Cacc’e Mmitt si è sempre fatta apprezzare per l’alta qualità dei suoi vini che possono fregiarsi del suo nome, all’interno del territorio pugliese. Ne è una riprova l’amore dell’imperatore Federico II di Svevia per questo territorio e per i suoi prodotti. Sotto la lente di ingrandimento di vinialsupermercato.it finisce così il Cacc’e MMitte della Cantina La Marchesa, vendemmia 2012. Un blend di Nero di Troia, Montepulciano e Bombino Bianco. Il vino si presenta di un rosso rubino, con riflessi violacei e mostra una buona vivacità e scorrevolezza. Al naso esprime il profumo di viole, vaniglia e sottobosco. I frutti rossi primeggiano all’interno del calice: nello specifico ribes e mora. Durante l’analisi gustativa riconosciamo la buona tannicità di questo vino. Un tannino non esattamente morbido, che regala tuttavia una piacevole sensazione di astringenza, tutt’altro che fastidiosa. Seguono note di amarane sciroppate, prugne, more e gelsi, accompagnati da leggeri sentori balsamici e liquirizia. Un mix che conferisce una buona persistenza. L’abbinamento perfetto per questo rosso potente sono i ragù di carne, le carni rosse in generale e la selvaggina.
LA VINIFICAZIONE
La vinificazione del Cacc’e Mmitte di Lucera Doc 2012 di Cantina La Marchesa prevede che la vendemmia delle varietà Montepulciano e Bombino Bianco avvenga agli inizi di settembre. Quella del Nero di Troia, invece, si protrae sino alla fine del mese di ottobre. Le piante che hanno un’età media di 20 anni crescono su un terreno argilloso e ricco di minerali, conferendo uve sane e ricche. La fermentazione alcolica avviene per 10 giorni sulle vinacce a una temperatura controllata tra i 22 e i 24 gradi. La fermentazione malolattica avviene in acciaio Inox, per una durata di 15 giorni. Il vino matura poi per tre mesi in acciaio e completa il suo processo di affinamento in tonneau per 8 mesi. Segue una maturazione in bottiglia per altri 8 mesi, prima della commercializzazione. Cantina La Marchesa produce ogni anno circa 10 mila bottiglie di questa etichetta.
Exit mobile version