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Birra: gusto e piacere che non conosce stagioni

Birra: gusto e piacere che non conosce stagioni

La birra si afferma come una bevanda capace di accompagnare i piccoli piaceri quotidiani tipici del periodo invernale. Un lusso accessibile ed un complemento per e le tavole delle festività. Sono queste alcune delle evidenze emerse dall’ultima indagine condotta da BVA Doxa per il Centro Informazione Birra (CIB) di AssoBirra.
Una fotografia periodica sul mondo birrario italiano attraverso lo sguardo dei consumatori, dei principali player della filiera birraria e della stessa AssoBirra. Analisi che accende i riflettori sul ruolo della birra nel trend del “soft pleasure” durante la stagione invernale.

LA RISCOPERTA DEI PICCOLI PIACERI INVERNALI

La casa è il luogo preferito dagli italiani (86%) per godersi i propri momenti di comfort e relax. Attività come guardare la TV (70%), rilassarsi sul divano (65%) o concedersi una doccia calda (62%) sono tra le preferite per ritrovare sensazioni e serenità. La Gen Z si distingue per la capacità di ritagliarsi più frequentemente momenti dedicati ai “soft pleasure”, fino a 4 volte a settimana.

Il contatto con la natura è un altro elemento apprezzato, con circa il 40% degli intervistati che dichiara di trovare piacere nelle passeggiate all’aperto o nei momenti contemplativi accanto al camino. Le generazioni si mostrano in sintonia anche sul valore della condivisione. Il 63% che vive questi momenti in compagnia del partner o di amici, in particolare i Millennials (68%), mentre quasi la metà degli intervistati preferisce dedicarsi a questi rituali in solitudine.

COME LA BIRRA ARRICCHISCE L’INVERNO DEGLI ITALIANI

La scelta di una bevanda per accompagnare i momenti di relax invernale è una costante per quasi tutti gli italiani. Il 90% degli intervistati che dichiara di consumare regolarmente bevande calde o fredde durante i propri “soft pleasure”. Tra le preferenze spiccano tisane (64%), cioccolata calda (63%) e tè (62%). Tra le bevande moderatamente alcoliche la birra si distingue come protagonista, scelta da circa la metà degli intervistati (48%), superando il vino (46%).

Anche nel contesto invernale la birra si conferma dunque un alleato apprezzato per la sua capacità di esaltare ogni esperienza e in grado di ridefinire il concetto di bevanda per tutte le stagioni. Quasi 1 italiano su 3 (29%) trova la birra particolarmente appagante nei momenti di relax casalingo. Tra le generazioni, Millennials e Gen X (48% complessivamente) associano la birra a momenti di relax e convivialità.

«La Gen Z, invece – sempre secondo la ricerca – la interpreta in chiave più dinamica e ne apprezza la versatilità (39%), percependola come una bevanda ideale per arricchire attività creative come cucinare, decorare per le feste o organizzare serate di intrattenimento». «Questa edizione mette in luce un tema chiave: la destagionalizzazione del consumo – dichiara Andrea Bagnolini, Direttore Generale di AssoBirra -. La birra non è legata a un solo periodo dell’anno, ma si integra nei piaceri di ogni stagione, riflettendo la ricca cultura gastronomica del nostro Paese».

BIRRA, INVERNO E FOOD PAIRING

Accompagnare i piccoli piaceri invernali con il consumo di alimenti è una pratica diffusa e condivisa tra le generazioni. Millennials e Gen Z dimostrano una maggiore propensione a ritagliarsi momenti di piacere durante la settimana, rispettivamente con l’83% e l’80%. In questo contesto, circa un terzo degli intervistati considera la birra un elemento fondamentale per arricchire l’esperienza. Tra i cibi più scelti dai consumatori per accompagnare la birra emergono i salumi (51%) insieme con le focacce (51%), seguite da tartine o bruschette (47%) e formaggi stagionati o freschi (41%). Questi alimenti trovano nella birra un complemento capace di arricchire ogni occasione culinaria, grazie alla sua versatilità e al suo carattere conviviale.

«La cucina italiana, con la sua autenticità e raffinatezza, trova nella birra un elemento chiave – spiega Rocco Pozzulo, Presidente della Federazione Italiana Cuochi – Durante le festività natalizie, la birra esalta dessert come il panettone e il cioccolato fondente, ma può anche diventare protagonista in cucina, ad esempio nelle ganache o in preparazioni salate. Penso agli abbinamenti con frutta secca tostata, cioccolato fondente o dolci tipici natalizi, che si sposano perfettamente con birre chiare o ambrate. Un dessert che amo preparare combina birra bock, nocciole del Piemonte e tartufo bianchetto per un’esplosione di gusto».

«Il crescente interesse per il food pairing – sottolinea Bagnolini – evidenzia consumatori sempre più consapevoli, che la vedono non solo come una bevanda, ma come un mezzo per esplorare sapori e creare connessioni autentiche. Questo ruolo unico la rende protagonista sia dei momenti più intimi che delle celebrazioni festive, valorizzando il piacere dello stare insieme tutto l’anno».

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Birra protagonista a tavola, la ricerca: «Italiani a caccia dell’abbinamento gourmet»

Il connubio tra birra e cibo è sempre più apprezzato dagli italiani, pronti a sperimentare abbinamenti anche inediti e sempre più gourmet tra la “bionda più amata” e nuovi piatti. Una tendenza in linea con le abitudini alimentari di un Paese per il quale cibo e bevande sono un piacere fondamentale. E l’attenzione alla propria alimentazione, senza rinunciare al gusto, è centrale.»

È così anche per la Generazione Z che, oltre ad essere incline a provare cibi nuovi abbinandoli alla birra, è quella che predilige maggiormente alimenti e bevande più leggeri e la cui produzione è sostenibile e tracciabile.

Sono queste, in sintesi, le principali evidenze che emergono dall’indagine condotta da BVA Doxa per il Centro Informazione Birra (CIB) di AssoBirra, la fotografia periodica sul mondo birrario italiano attraverso lo sguardo dei consumatori, dei principali player della filiera birraria e della stessa AssoBirra. Un appuntamento fisso che, in questa edizione, accende i riflettori sul legame indissolubile tra gli italiani, il cibo e le bevande.

SPERIMENTARE, CHE PASSIONE

Per la maggior parte degli intervistati da BVA Doxa per il CIB di AssoBirra, il cibo e le bevande sono un piacere da condividere: l’88% dei beer lover parla delle proprie preferenze con coetanei e amici, scambiandosi anche suggerimenti e consigli su nuovi possibili assaggi (84%).

All’81% degli intervistati, infatti, piace provare nuovi cibi insieme a bevande come la birra. In altre parole, è tanta la voglia di cimentarsi in una nuova concezione del cosiddetto food pairing che tiene conto anche della birra.

Nel concreto, le preferenze a tavola degli intervistati convergono ad oggi sull’intramontabile accoppiata pizza e birra (90%), seguita dall’accostamento con hamburger (59%), taglieri per la degustazione di salumi e formaggio (47%), carne o pesce (37%), primi piatti (27%) e cibi healthy come insalatone, bowl e verdure (20%).

Ma se si rivolge lo sguardo al futuro, la fotografia cambia radicalmente. Infatti, a domanda specifica sui cibi che vorrebbero gustare insieme alla birra in futuro, gli italiani si dicono interessati a sperimentare in primis accostamenti tra la “bionda” e piatti gourmet (24%) e, per quanto riguarda i giovani, cibo etnico (24%) e sushi o, la moda del momento, i poké (24%).

BIRRA PROTAGONISTA AI PASTI

In questo contesto, la birra rafforza anche il proprio ruolo sulle tavole degli italiani. Secondo i dati di BVA Doxa per AssoBirra, infatti, i momenti di consumo della birra durante i pasti sono in aumento a giugno 2022 rispetto a luglio 2021, soprattutto durante la cena (74%), l’aperitivo (31%) e il pranzo (25%), sempre all’insegna della moderazione.

La conferma arriva anche da Filippo Saporito, Presidente di Jre – Jeunes Restaurateurs Italy, l’associazione internazionale di giovani ristoratori e chef under 42, che quest’anno spegne 39 candeline e che promuove l’alta cucina italiana attraverso formazione, charity e valorizzazione dei nuovi e giovani talenti.

L’abbinamento del menu degustazione con le bevande è sempre più importante e curato. Non solo vino, ma anche caffè, tisane, tè e naturalmente birre. Mi piace l’idea della scoperta.

Vengo da una generazione in cui si cercava di sdoganare il concetto dell’abbinamento birra e piatti della cucina italiana, in questi anni l’approccio è completamente cambiato perché abbiamo avuto la possibilità di conoscere il mondo della birra nelle sue peculiarità».

«Ormai – aggiunge Saporito – trovare una carta della birra o una scelta di birra nella carta dei vini è consuetudine. Quanto agli stili alimentari, stiamo assistendo a una grande riscoperta e valorizzazione dei cibi che arrivano dal mondo vegetale, con una maggiore sensibilità anche verso l’aspetto etico. In tal senso, lo “spreco” rappresenta un danno dal punto di vista etico e un problema da quello economico. Per questo, in cucina, si deve riuscire a utilizzare tutta la materia prima acquistata».

FOCUS GEN Z

L’indagine BVA Doxa per AssoBirra ha voluto poi tracciare il profilo di immagine della birra e scoperto che la bevanda da pasto per eccellenza piace davvero a tutti. Quanto ai giovani, il primo driver di scelta della birra è legato al mondo ricco di grande varietà., con tante tipologie e birre speciali da scoprire (32%).

A seguire il sapore inconfondibile (31%), il buon rapporto qualità-prezzo (32%), la bassa gradazione alcolica (21%) e i formati che ne consentono un consumo moderato (20%). Motivazioni che non sorprendono perché “Z” è la generazione più attenta a un’alimentazione equilibrata e anche sensibile ai profili di sostenibilità dei cibi e delle bevande che consuma.

La maggior parte dei rappresentanti della Gen Z intervistati da BVA Doxa è completamente d’accordo o d’accordo con le seguenti affermazioni: “Scelgo prodotti di aziende attente alla salvaguardia del pianeta” (80%), e “Bevande e cibi la cui tracciabilità è nota” (75%), “La cui produzione è sostenibile (80%)”, così come il packaging (77%).

«Come dimostrano le evidenze del CIB – commenta Andrea Bagnolini, Direttore generale di AssoBirra – negli anni, la birra ha fatto breccia nel cuore delle generazioni più giovani, confermandosi una bevanda che non ha età o distinzioni di genere. La grande attenzione della Gen Z verso la sostenibilità a 360 gradi rappresenta un forte stimolo a proseguire nel necessario percorso verso la transizione ecologica, pilastro della strategia associativa di AssoBirra».

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Donne e birra: sempre più italiane innamorate della bionda

Secondo l’indagine condotta da BVA Doxa per il Centro Informazione Birra (Cib) di AssoBirra, 2 donne su 3 consumano birra. Il 53% lo fa almeno 2-3 volte alla settimana e l’85% almeno 1 volta a settimana.

«Quella tra donne e birra è una storia d’amore millenaria. Si racconta che la birra sia nata grazie a una donna ed è risaputo che, storicamente, siano state proprio le donne ad occuparsi della sua produzione, un’attività prevalentemente domestica fino a tre secoli fa. Dal nostro Cib emerge come, ancora oggi, la relazione sia molto forte e la passione sia ancora accesa», commenta Andrea Bagnolini, Direttore Generale di AssoBirra.

Dalla ricerca emerge che la birra è sempre più amata dalle beer lover italiane per una caratteristica distintiva, la moderazione. Secondo le intervistate, infatti, è apprezzabile che la birra abbia una bassa gradazione alcolica (51%). Inoltre, la bevanda piace sempre più anche perché rappresenta un momento di piacere (72%) e per il suo gusto inconfondibile (69%).

Aspetti in parte condivisi anche dalle non consumatrici che riconoscono alla birra soprattutto la possibilità di un consumo moderato e il richiamo alla convivialità. Quanto alle abitudini, la cena è diventata il momento preferito per il consumo dalla maggior parte delle intervistate (59%).

Una preferenza che sottolinea nuovamente il ruolo di bevanda da pasto della birra. Tuttavia, c’è anche chi preferisce la birra per un “dopo cena”, a casa o fuori casa, con familiari e amici (17%) o per un aperitivo (11%).

CRESCE LA POPOLARITÀ DELLE BIRRE ANALCOLICHE

Tra la popolazione femminile cresce sempre di più la popolarità della birra analcolica. Secondo la ricerca BVA Doxa, il 30% delle intervistate – consumatrici e non – conosce bene la birra analcolica (è il 37% nel caso delle consumatrici abituali di birra) e il 67% ne ha sentito parlare.

Il driver che guida la crescita della popolarità della birra analcolica è il fatto che possa “essere bevuta in qualsiasi momento della giornata” (50%). Il 54% delle beer lover dichiarano che “certamente” o “probabilmente” berranno birra analcolica.

Infine, una curiosità: se poste di fronte a una scelta, le non consumatrici di birra si dichiarano più propense a consumare la birra “classica”, piuttosto che la sua versione low o zero alcol.

IMPRENDITORIA FEMMINILE NEL SETTORE BIRRARIO

Il legame tra donne e birra non si limita soltanto ai consumi, ma abbraccia anche altri ambiti, come quello del lavoro. Oltre il 70% delle intervistate da BVA Doxa considera l’aumentata presenza delle donne nel settore una risorsa importante. Secondo le appassionate di birra “le donne riescono a trovare nuove idee e sono uno stimolo per il settore” (45%).

«Da comprimarie, relegate al servizio della birra nel fuoricasa e ad ambiti amministrativi nei birrifici, le donne in questi anni hanno progressivamente conquistato nuovi spazi. O meglio, si sono riappropriate di spazi che avevano ricoperto anticamente, oltretutto con ottimi risultati», commenta Elvira Ackermann, presidente dell’Associazione Le Donne della Birra.

«Grazie soprattutto alla crescente diffusione dei birrifici artigianali, le donne hanno iniziato a impegnarsi nel settore a livello produttivo. Stanno conquistando ruoli decisionali e imprimendo nuovi corsi alla produzione della birra artigianale italiana. Nell’ambito del servizio, sono comparse le biersommelièr. Anche a livello di comunicazione, le giornaliste che si occupano di birre sono aumentate», conclude la Ackermann.

«Il ruolo delle donne all’interno del settore birrario è fondamentale, soprattutto in ottica di ripartenza dopo le difficoltà degli ultimi 18 mesi. La strada è ancora lunga e come AssoBirra ne siamo consapevoli ma uno dei nostri obiettivi, in linea con il PNRR, è proprio quello di supportare l’imprenditoria al femminile nel settore», aggiunge Andrea Bagnolini.

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La birra preferita dagli italiani? Quella sostenibile e con ingredienti naturali

Cresce sempre più l’attenzione degli italiani nei confronti della qualità dei prodotti della tavola. Per ben 8 connazionali su 10 il binomio alimentazione sana e piacere per il cibo e per le bevande è fondamentale. Un consumatore su due si informa su ciò che mangia e beve, prediligendo cibi e bevande genuini (54%) di cui si conoscono le proprietà nutrizionali (49%).

Non fa eccezione la birra, scelta da un italiano su due per i suoi ingredienti semplici e naturali e per la varietà di tipologie e gusti che offre. Vengono tra l’altro predilette aziende impegnate nella salvaguardia del pianeta. A farlo sono soprattutto i giovani, precisamente la fascia di età tra i 25 e i 34 anni (ben il 54%).

LO STUDIO DI ASSOBIRRA

Sono queste, in sintesi, alcune delle evidenze dell’indagine condotta da Bva Doxa per il Centro Informazione Birra (Cib) di AssoBirra. Una fotografia periodica sul mondo birrario italiano, attraverso lo sguardo dei consumatori, dei principali player della filiera birraria e della stessa AssoBirra.

«La birra – dichiara Andrea Bagnolini, Direttore Generale di AssoBirra – risponde perfettamente ai bisogni del consumatore italiano. Quella degli italiani per la birra è una passione che cresce e si rafforza, legandosi a doppio filo a un insieme di valori in cui la birra è percepita: autentica, genuina e irrinunciabile durante i momenti di relax e condivisione, oltre che versatile e bevanda da pasto».

FRESCHEZZA, GUSTO, RELAX E GIOIA DI STARE INSIEME

Bva Doxa ha chiesto agli italiani di evocare alcune immagini legate alla birra. Per il campione intervistato , birra vuol dire “sole, campo di grano, giornata, montagna, brezza“. Per altri, la birra è “una vacanza in una sorsata” e dunque ricorda “la riva, il mare, la spiaggia e il tramonto”.

La birra è descritta come “l’ingrediente per stare bene in compagnia” con parole come “serata, amico, insieme, tavola”. Inoltre nel 47% dei casi viene descritta come “fresca” e come “gustosa” nel 30%.

Di birra ce n’è per tutti i gusti, come le preferenze degli italiani che, infatti, spaziano tra le varie caratteristiche, in particolare quando si parla di gusto: il 52% degli intervistati lo preferisce leggero, soprattutto le donne (56%) e i giovani nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni (60%), mentre il restante 48% predilige un gusto intenso.

SOSTENIBILITÀ E SICUREZZA ALIMENTARE

Continua a crescere l’interesse degli italiani per la sostenibilità a tutto tondo. Secondo il parere degli intervistati da il processo produttivo avviene in modo controllato e sicuro, attraverso l’impiego di materie prime di alta qualità e nel rispetto della tradizione di ciascuna tipologia di birra.

Una filiera, quella della birra, che genera un valore compreso tra i 240 e i 270 milioni di euro e coinvolge tra le 32 e le 35 mila aziende agricole in tutto il Paese ed è dunque un asset strategico per l’agricoltura italiana che deve essere oggi più che mai valorizzato e tutelato attraverso misure che ne incentivino la produzione.

«Le prospettive di sviluppo della filiera dell’orzo da birra sono positive, e lo saranno ancor di più, se si riuscirà a strutturare delle filiere anche a declinazione geografica ben definita – conferma Francesco Postorino, Direttore Generale di Confagricoltura – Il bilancio di autosufficienza registra una crescita rilevante dal 60 al 70% negli ultimi 10 anni».

PAROLA ALLA FILIERA

«Si potrebbe utilizzare un supporto economico finalizzato alla realizzazione di contratti di filiera tra produttori di orzo, birrifici e malterie – prosegue Postorino – nonché specifiche misure nei singoli piani di sviluppo rurale delle Regioni. A partire da queste si potrebbero poi individuare le singole realtà più competitive e definire modalità di sostegno di progettualità di distretto agroindustriale vero e proprio».

Il Direttore Generale di Confagricoltura auspica una connessione tra la produzione birraria e quella agricola che vede come una preziosa opportunità di mercato «a condizione – ha aggiunto – che agli imprenditori agricoli venga riconosciuta una parte del valore aggiunto creato dalla provenienza nazionale delle materie prime».

Della stessa opinione AssoBirra: «Da tempo – sostiene Bagnolini – abbiamo instaurato un dialogo proattivo con tutti i player perché siamo convinti che, in un momento come quello attuale che vede il Paese alle prese con la gestione dell’uscita da un’emergenza sociale ed economica senza precedenti, diventi imprescindibile mettere a punto le azioni di sistema che consentano di promuovere e valorizzare le filiere».

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Gli italiani e la birra: sempre più acquisti da asporto durante il lockdown

Più della metà degli italiani ha acquistato birra anche da asporto, sia in questa seconda fase dell’emergenza sanitaria da Covid-19 che durante il primo lockdown nazionale, da punti vendita vicino casa e soprattutto da locali, bar e pizzerie. Una piccola azione concreta che per oltre 9 italiani su 10 è utile a sostenere le realtà imprenditoriali locali alle prese con il calo dei consumi dovuto ai provvedimenti per il contenimento della pandemia.

È il dato più evidente che emerge dalla terza edizione del Centro Informazione Birra (Cib) di AssoBirra, appuntamento trimestrale che fotografa la situazione e il cambiamento nel mondo birra, reso possibile grazie all’ascolto di più voci: quella degli italiani, dei brand del settore, della filiera e di AssoBirra, in collaborazione con la società di ricerche di mercato Bva Doxa.

Ancora una volta, si conferma indissolubile il legame tra gli italiani e la birra che non solo non rinunciano a questa bevanda da pasto ormai diventata consuetudine sulle nostre tavole, ma sono disposti a fare ciò che è loro possibile, ad esempio acquistando birra e cibo da asporto, per dare il proprio sostegno alle realtà imprenditoriali del settore in più grave difficoltà”, commenta Andrea Bagnolini, Direttore Generale di AssoBirra.

“In vista del Natale poi – prosegue il Direttore Bagnolini – la ricerca condotta da Bva Doxa restituisce ancora una volta l’immagine della birra quale sinonimo di convivialità. Il 60% degli italiani, infatti, considera importante regalare birra per le feste”.

La convivenza con la pandemia ha avuto un impatto senza precedenti sulle abitudini di consumo degli italiani anche in relazione al consumo di birra, è così per il 44% degli intervistati da Bva Doxa soprattutto per quel che concerne il fuori casa (per il 75% del totale campione), conseguenza inevitabile delle chiusure pressoché totali dei punti di consumo adottate su base regionale in questa seconda fase della pandemia.

Misure che hanno avuto conseguenze drammatiche sul piano economico, come testimoniano anche i dati del Centro Studi della Fipe: le perdite stimate per le migliaia di imprese Made in Italy dell’Horeca potrebbero arrivare a superare quota 33 miliardi di euro a fine 2020.

Di pari passo alle nuove modalità di consumo, sono cambiate anche le abitudini di acquisto della birra. Nonostante il supermercato resti il luogo elettivo di acquisto di questa bevanda da pasto (87%), una buona notizia c’è: cresce la percentuale di italiani che ha acquistato birra in qualsiasi punto vendita vicino casa (23%), dai piccoli negozi di quartiere (15%), dai bar di fiducia (11%) o da ristoranti sempre diversi (10%).

È in linea con i valori registrati durante il primo lockdown, invece, la percentuale di acquisto online tramite siti e-commerce delle principali catene di distribuzione ma anche dei piccoli produttori, che si attesta al 10%. A domanda specifica poi, il 52% degli italiani risponde di aver acquistato birra da asporto in questi mesi. Per oltre 9 connazionali su 10, si tratta di un’azione concreta per supportare le realtà locali, anche e soprattutto le più piccole, alle prese con una vera e propria débâcle.

Di queste, sempre secondo le dichiarazioni degli intervistati, il 53% ha dovuto riorganizzare la propria attività con consegne a domicilio mentre il 66% si limita a seguire gli orari di chiusura indicati dai provvedimenti per l’emergenza Covid-19. Il 5%, invece, ha purtroppo chiuso definitivamente.

Seppur estremamente prezioso, il supporto degli italiani al mondo birra non basta ad attutire il contraccolpo pesantissimo che l’intera filiera sta subendo a causa della crisi sanitaria in corso. A pagarne le spesa più salata non è soltanto il canale Horeca ma tutta la filiera agroalimentare, in particolare in quei settori nei quali proprio la birra gioca un ruolo di primo piano.

È il caso di quello alberghiero e termale che, nonostante il grande impegno e gli importanti investimenti per mettere in sicurezza le strutture, ha visto comunque uno stop pressoché totale dell’attività, dovuto alle gravi limitazioni alla mobilità e alla sospensione di fiere, congressi e successivamente eventi e convegni. Seppur nessun decreto legislativo abbia mai disposto la chiusura effettiva degli alberghi.

A fronte del nostro grande sforzo e impegno ad offrire ai (pochi) ospiti la possibilità di un soggiorno in sicurezza nel pieno rispetto delle norme previste e di rigidi protocolli di sicurezza – commenta Barbara Maria Casillo, Direttore Generale di Confindustria Alberghi – abbiamo comunque registrato una perdita di fatturato che a fine anno sarà stata di oltre l’80% sui risultati 2019″.

“Eppure – dice ancora Casillo – sono stati disposti aiuti economici che potranno coprire meno del 10% del totale ammanco. Settori analoghi al nostro in altri paesi europei hanno già ricevuto aiuti in forma di liquidità che arrivano a colmare anche il 70% delle perdite; un vulnus che il settore rischia di portarsi sulle spalle anche nei prossimi anni quando, alla ripresa, dovrà tornare a competere sui mercati internazionali”.

Infatti il settore stima una ripartenza graduale non prima del secondo semestre del 2021, con numeri più sostanziali e significativi in arrivo soltanto nel 2022. In questo contesto, la produzione birraria italiana è un’importante opportunità per far conoscere al pubblico locale e internazionale le eccellenze del territorio e le più belle e storiche destinazioni d’Italia.

“La birra è un prodotto che, in un lasso di tempo relativamente breve, è entrato a far parte della cultura enogastronomica italiana e che per questo ha davanti a sé ancora un potenziale di crescita importante. Il fattore culturale, infatti, può spingere il settore ben oltre l’attività di produzione diventando un vero e proprio attrattore turistico”, sottolinea il Direttore Casillo.

“La birra – conclude Casillo – diventa un ulteriore elemento che incrementa l’offerta del Food&Beverage alberghiero. Come Confindustria Alberghi, riteniamo importante sostenere e mantenere costanti le sinergie tra associazioni per promuovere e mantenere alto il livello del bello e buono del Paese”.

Dello stesso parere AssoBirra che nel corso del 2020 ha tradotto in una serie di azioni concrete il proprio impegno a supporto dell’intera filiera birraria e non solo con l’obiettivo di fare squadra e non disperdere quanto costruito negli anni da tutti quei settori oggi strategici per l’economia nazionale. In particolare la birra, la cui ricchezza generata si attesta a quasi 10 miliardi di euro al 2019 e che occupa oltre 144.000 lavoratori lungo tutta la filiera; parliamo dello 0,53% del Pil nazionale.

“In questi mesi – commenta Andrea Bagnolini – abbiamo lavorato con forza per dialogare proattivamente con Governo, Istituzioni e Associazioni di categoria con l’obiettivo di salvaguardare le centinaia di imprese del settore birra che sono un valore inestimabile del tessuto imprenditoriale del nostro Paese. In particolare, abbiamo chiesto misure concrete a supporto della filiera, quali una riduzione delle accise che gravano ingiustificatamente sulla birra e il riconoscimento di un credito d’imposta per i punti di consumo”.

“E allo stesso tempo abbiamo fatto squadra con le Associazioni di categoria che rappresentano altri settori, alla birra collegati e come noi altrettanto colpiti dall’emergenza Covid-19. Siamo convinti che soltanto un’azione congiunta di sistema potrà consentire di non disperdere l’enorme patrimonio di questo settore”, conclude Bagnolini.

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CIB-Assobirra: si rafforza il legame tra gli italiani e la birra

Nove italiani su 10 hanno acquistato birra nell’ultimo mese, attestandone il ruolo di bevanda principalmente da pasto. Sono queste le principali evidenze della seconda edizione del Centro Informazione Birra, la fotografia trimestrale del mondo birra, targata AssoBirra in collaborazione con la società di ricerche BVA Doxa, che ha come obiettivo quello di offrire una panoramica aggiornata e completa del settore birrario italiano.

In epoca di Covid-19, quindi si rafforza il legame tra gli italiani e la birra, nonostante il drastico cambiamento delle abitudini di consumo imposto dall’emergenza sanitaria in corso. E così è stato anche durante il periodo estivo che, dopo mesi di duro lockdown, sembrava aver regalato una boccata d’ossigeno ai player della filiera birraria e agli italiani stessi che, per una finestra di tempo, si sono potuti riconnettere alle abitudini che caratterizzavano la vita prima della pandemia.

Secondo l’indagine di BVA Doxa in casa o fuori casa alla birra non si rinuncia ed anche se resta forte l’abbinamento con la pizza (è così per il 94% degli intervistati), la “bionda” è sempre più al centro anche di degustazioni in abbinamento a cibi come formaggi (69%), aperitivi prima di pranzo o cena (66%) o in accompagnamento a piatti tra i più diversi della cucina mediterranea (66%).

La birra, inoltre, si conferma sinonimo di convivialità. Per l’86% degli italiani la birra è adatta a qualsiasi occasione e favorisce la socializzazione. Il gusto rimane il principale driver di scelta (38%) in particolare per la metà dei giovani dai 25 ai 34 anni (48%), seguito dal legame della birra con la tradizione (22%) e dalla connessione che ha con il territorio (16%).

I CANALI DI ACQUISTO
La Gdo si conferma il canale preferito per gli italiani che ritengono importante vedere fisicamente il prodotto prima di comprarlo. A maggior ragione alla luce delle ultime restrizioni sulla chiusura anticipata o totale dei punti di consumo fuori casa. Di fronte allo scaffale, crescono consapevolezza e attenzione nella scelta: la metà degli intervistati sceglie la birra in base al colore (55%), alla provenienza (47%), alle caratteristiche (37%) e allo stile (30%).

In uno scenario in cui il ricorso al digitale si fa sempre più forte anche alla luce dell’evoluzione della crisi sanitaria, cresce il numero di italiani che acquistano birra online (19%). Di questi, 1 su 4 dichiara di aver iniziato ad utilizzare il canale e-commerce proprio durante il primo lockdown. Tra i vantaggi dell’acquisto in rete, la possibilità di informarsi più approfonditamente (69%) e di lasciarsi ispirare da più varietà di birra presenti nelle vetrine virtuali (43%).

PAROLA ALLA FILIERA
A dispetto dell’amore degli italiani per la birra, l’intera filiera sta subendo un contraccolpo pesantissimo a causa della crisi sanitaria in corso. Tanto più che le recenti restrizioni decise a livello nazionale e territoriale hanno di fatto azzerato le possibilità di consumo fuori casa. Mettendo seriamente a rischio gli oltre 5,7 miliardi di euro di valore condiviso generato dalla birra e che sono da ricondursi all’horeca, su un totale di 8 miliardi di euro al 2018. Sul piatto anche 144.000 posti di lavoro da proteggere.

Ma non c’è solo l’horeca a soffrire, lo fa anche l’intera rete distributiva; una categoria fondamentale che svolge un compito decisivo per la filiera agroalimentare italiana. “L’allentamento delle misure imposte dall’emergenza Covid-19 in estate sembrava aver regalato una boccata d’ossigeno al settore, ma non è stato così per tutti. I distributori, ad esempio, hanno continuato ad accumulare perdite nelle grandi città” afferma Dino Di Marino, Direttore Generale di Italgrob.

Temo – prosegue Di Marino – che la seconda ondata andrà a debilitare del tutto il sistema horeca. Un’analisi di TradeLab che prende in considerazione questo secondo semi lockdown con l’Italia divisa in fasce, stima una perdita del mercato di circa 35 miliardi.

In questo scenario – dice ancora il Direttore – la birra gioca un ruolo vitale perché per i distributori del beverage vale circa il 40% del fatturato. Parafrasando il dato di TradeLab, quindi, anche il mercato della birra nella distribuzione nel comparto horeca potrebbe sprofondare del 45%. Se poi il lockdown dovesse diventare nazionale, il tracollo sarebbe totale”.

“La ripartenza non sarà semplice: occorrono piani di rilancio eccezionali e interventi strutturali. In altre parole: un grande sforzo collettivo, con le istituzioni in prima linea. Come Italgrob – conclude Di Marino – auspichiamo un coinvolgimento di tutti gli attori della filiera, anche perché soltanto con piani e progetti comuni potremmo intercettare le risorse del Recovery Fund e indirizzarle laddove servono realmente”.

“Ad esempio, condividiamo pienamente il lavoro portato avanti da AssoBirra per richiedere una riduzione delle accise sulla birra: siamo convinti che potrebbe senz’altro essere uno degli strumenti da mettere in campo per sostenere il canale horeca e incentivare, al contempo, anche il consumatore finale”.

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AssoBirra lancia il “Centro Informazione Birra”

AssoBirra lancia oggi, in concomitanza con la Giornata Internazionale della Birra, il Centro Informazione Birra (Cib). Con cadenza trimestrale, il Cib racconterà in presa diretta come sta cambiando il mondo birra e come stanno agendo i player di mercato per affrontare al meglio il cosiddetto new normal.

Come AssoBirra crediamo che oggi sia fondamentale poter supportare il comparto offrendo anche degli strumenti concreti che aiutino a comprendere le insidie ma anche le opportunità che si celano nel nuovo contesto in cui viviamo – afferma Andrea Bagnolini, Direttore Generale di AssoBirra – Ed è questo intento che lanciamo il Centro Informazione Birra che auspichiamo diventi uno strumento su cui impostare la strategia per la ripartenza”.

“Non solo. Attraverso il Cib ascolteremo i nostri consumatori e daremo voce ai player della filiera perché solo un’azione congiunta potrà consentirci di raggiungere gli obiettivi”.

Una panoramica resa possibile grazie a un ascolto attento di più voci, quella degli italiani in collaborazione con la società di ricerche Bva Doxa, dei brand, della filiera e, naturalmente, della stessa AssoBirra.

Per gli italiani la birra è principalmente una bevanda da pasto. E l’ha dimostrato anche in piena emergenza sanitaria da Covid-19. Durante il lockdown per un italiano su quattro la birra è stata al centro delle occasioni di consumo a casa e, virtualmente, con amici e parenti a distanza, soprattutto per il target tra i 25 e i 44 anni pari al 34% degli intervistati.

Con una evidenza su tutte: secondo il 37% degli intervistati la birra ha contribuito a mantenere ben saldi i rapporti con gli altri anche nei momenti più bui della pandemia. Non solo. Per un italiano su quattro c’è stato un incremento nei consumi relativo ai momenti di condivisione.

A guidare i consumi di birra dei più resta il gusto (per il 60% degli intervistati), ma anche il fatto che si tratti di “una bevanda che unisce” (22%) e che permette di concedersi “momenti speciali” (24%).

Per molti poi il lockdown è stato anche l’occasione perfetta per sperimentare in primis nuove tipologie di birra (28%) ma anche nuove modalità di consumo (14%). E una volta tornati alla normalità, seppure con le dovute cautele, gli italiani hanno confermato il loro amore per la “birra con gli amici2. Chi nei locali di sempre (43%) e chi soltanto in quelli all’aperto (38%) favorendo la ripresa in fase di riapertura delle attività commerciali post lockdown.

L’IMPEGNO DEI BRAND E ‘ASCOLTO DELLA RETE
Durante il periodo di emergenza, numerosi brand del settore birrario hanno messo a segno iniziative volte a trasmettere un messaggio di vicinanza ai propri consumatori. La ricerca Bva Doxa mette in luce chiaramente il grado di apprezzamento nei confronti di queste iniziative, giudicate utili dal 57% degli intervistati e addirittura “emozionanti” da ben il 16% degli italiani.

E il percepito positivo emerge anche dall’ascolto del dialogo della rete associato al mondo birra nel periodo tra aprile e giugno 2020 su fonti online (social network, siti di news, blog e forum). La comunicazione delle iniziative, infatti, è diventata argomento chiave di commento tra gli utenti che hanno accolto positivamente le innumerevoli iniziative di solidarietà messe a segno dai brand durante il periodo di lockdown.

LA PAROLA ALLA FILIERA
Molto è stato fatto, ma molto c’è ancora da fare. Ne è convinto Luciano Sbraga, Direttore del Centro Studi di Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi e primo ospite del Centro Informazione Birra di AssoBirra. Perché per costruire una panoramica completa dello scenario attuale, l’ascolto dei player della filiera diventa un asset fondamentale.

“Senza misure di sostegno che accompagnino le imprese del settore dei pubblici esercizi verso una traversata che immaginiamo ancora lunga, sarà difficile per molte di esse sopravvivere – suggerisce Sbraga – Occorrono misure di sostegno sul versante del lavoro, una riduzione dei canoni di locazione e lo spostamento delle scadenze fiscali. Oltre alla necessità di misure di stimolo della domanda e strumenti simili ai bonus vacanze per incentivare i consumi nella ristorazione”.

L’IMPEGNO TARGATO ASSOBIRRA
L’impegno di AssoBirra a supporto del comparto alle prese con le sfide post pandemia si traduce in una serie di azioni concrete. Obiettivo: non disperdere il patrimonio costruito negli anni dal mondo birra, la cui ricchezza generata ammonta a oltre 9 miliardi di euro al 2018, pari allo 0,52% del Pil.

Si parla di un settore che, in Italia, occupa oltre 144.000 lavoratori lungo tutta la filiera. E che, pertanto, anche in ottica di ripartenza dell’economia, può giocare un ruolo chiave.

La ricerca targata Bva Doxa restituisce un quadro in cui gli italiani sono rimasti fedeli alla birra e, anzi, l’hanno riconosciuta come un elemento con cui ritagliarsi momenti di convivialità in compagnia di amici e parenti, seppur virtuali – aggiunge Bagnolini – ci colpisce anche l’alto grado di apprezzamento delle iniziative messe in campo dai player del mondo birrario per affrontare l’emergenza Covid-19″.

“Parliamo – prosegue – di un trend assolutamente positivo e in controtendenza con i risultati raggiunti generalmente dalle comunicazioni di taglio pubblicitario. Ciò dimostra che i brand sono riusciti fin da subito a interpretare correttamente il contesto in forte mutamento e rispondere quindi con azioni ponderate e mirate ai vari target”.

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