Iper La grande i, una delle più importanti realtà nel panorama nazionale della Grande Distribuzione Organizzata – presenta BellaFresca, la birra alla spina (e in bottiglia) di produzione propria. Prodotta negli impianti presenti dal 2016 negli store di Seriate e Monza Maestoso, BellaFresca è disponibile in tutti i punti di somministrazione Iper.
Può accompagnare pizza, hamburger, primi, secondi e insalate. La birra firmata Iper La grande i è prodotta con materie prime selezionate, non è pastorizzata né microfiltrata ed è disponibile in quattro ricette.
LA GOLDEN BELLAFRESCA
Birra chiara e di facile bevuta in stile inglese. Una generosa luppolatura le conferisce aromi tipici di fiori e erbe. Una nota di crosta di pane donata dai malti rende il finale morbido. Gradazione 4.6%.
LA BLANCHE BELLAFRESCA
Birra opalescente dal sapore dolce, speziato e lievemente acidulo. La schiuma è bianca, compatta e generosa. Il coriandolo e le bucce d’arancia aggiungono una nota agrumata che rende la bevuta rinfrescante. Gradazione 4.3%.
LA APA BELLAFRESCA
Birra ramata dalla schiuma tenue. I luppoli le conferiscono un aroma agrumato e tropicale. Il gusto dei malti caramellati bilancia la decisa luppolatura e lascia un retrogusto finale piacevole e persistente. Gradazione 4.8%.
LA BOCK BELLAFRESCA
Birra color rubino, orientata verso i sapori dolci dei malti tostati e caramellati. La schiuma è abbondante, persistente e color crema. La gradazione alcolica importante è sostenuta da un corpo pieno e da un sapore deciso. Gradazione 5.9%.
CUOZZO: «UN PROGETTO AMBIZIOSO»
La produzione di BellaFresca rappresenta un nuovo traguardo per l’insegna. La produzione propria di Iper, da anni concentrata sulla proposta gastronomica, si allarga al segmento beverage.
«È un progetto ambizioso – commenta Ivano Cuozzo, Direttore produzioni, somministrazioni e ristorazione Iper La grande i – che rafforza il nostro posizionamento di produttori e non solo di distributori, nostra vocazione da quasi 50 anni, con quattro ricette di birra pensate per soddisfare ma anche sorprendere i nostri clienti».
Oltre alla birra alla spina di produzione propria, sono disponibili anche quattro varianti di BellaFresca in bottiglia, a marchio Iper. Sono in formato da 33 cl e vendute singolarmente.
Vini al supermercato è la rubrica dedicata al vino in vendita nelle maggiori insegne di supermercati presenti in Italia. Nella Gdo viene venduta la maggior percentuale di vino italiano. Qui potrai trovare recensioni, punteggi e opinioni sui migliori vini in vendita nella Grande distribuzione organizzata, valutati con cognizione di causa, spirito critico costruttivo e l’indipendenza editoriale che ci caratterizza. Inoltre, una rubrica sempre aggiornata sui migliori vini in promozione presenti sui volantini delle offerte delle maggiori insegne di supermercati italiani. Vini al Supermercato è la guida autorevole ai vini in vendita in Gdo, con una pubblicazione annuale delle migliori etichette degustate alla cieca dalla nostra redazione. Seguici anche su Facebook ed Instagram. Sostieni la nostra testata giornalistica indipendente con una donazione a questo link.
Giovani, preparate e desiderose di dimostrare il loro valore “sul campo”. Ovvero nel calice. Sono loro, le giovani winemaker che hanno girato il mondo per tornare a casa, il volto più fresco e promettente del Villányi Franc. Stelle che hanno brillato sul palcoscenico della Franc&Franc International Wine Conference 2021, andata in scena il 19 e 20 novembre nel sud dell’Ungheria, patria dei vini rossi ottenuti da Cabernet Franc in purezza (340 ettari complessivi).
Un unicum nel panorama internazionale. Tanto che l’evento ha convogliato a Villány circa 200 professionisti internazionali del settore. Nel confronto con i vini magiari protagonista anche l’Italia, con il Costa Toscana IgpCabernet Franc 2017 di Duemani, cantina biodinamica di Riparbella (Pisa) guidata da Elena Celli e Luca d’Attoma (tra le più acclamate dal parterre).
La profezia di Michael Broadbent, critico di Decanter che, nel 2000, comprese le potenzialità del vitigno bordolese nel particolare microclima ungherese, sembra oggi tingersi di rosa. Levando di dosso, ai vini Villányi Franc, quel filo di “polvere” del classicismo e quel comun denominatore legato a poderosità e grassezza, conseguenza dei lunghi affinamenti in legno piccolo (spesso nuovo) e delle alte percentuali d’alcol in volume.
IL FUTURO DI VILLÀNYI
La svolta attuale porta il nome di giovani winemaker come Zsófia Kövesdi (a destra, nella foto di copertina) in forza a Jammertal Wine Estate. Enologa dalle idee chiare e di grande determinazione, è tornata in Ungheria «per lasciare il segno» dopo gli studi in Francia (Montpellier e Bordeaux) e la pratica in Australia, California e Portogallo. Riuscendo, addirittura, a tirare fuori dal cestello uno Chardonnay coi fiocchi (“Ars Poetica” 2020, che sa di Borgogna e di Australia, in “salsa” magiara), in una terra di rossi (90/100 al Villányi Franc 2016).
In rampa di lancio anche la giovanissima Pálma Koch (a sinistra, nella foto di copertina). Dopo l’esperienza poco più che ventenne a Stellenbosch, in Sudafrica, ha trovato il modo di coniugare il buono del “Nuovo mondo” con gli insegnamenti e l’esperienza pluriennale del padre Csaba Koch (già di per sé allergico a terziari troppo opprimenti). Il suo primo vino, un Syrah di grande dinamicità, con al centro l’autentica espressione varietale e primaria, fa ben sperare per il futuro percorso sul Cabernet Franc.
Non solo donne all’orizzonte del Villányi Franc. Accanto a monoliti e pionieri come Bock (in maturazione in botte nuove annate coi fiocchi, a rimarcare un cambio di passo che sa di consapevolezza del presente), Gere Attila Pincészete (strepitoso l’Ördögárok-dűlő 2017, 93/100) e Csányi Pincészet (promettente Kopár 2017, 91/100) si stanno affacciando nuove realtà. Tutte con le carte in regola per affermarsi. Ed entrare nell’Olimpo del Cabernet Franc internazionale.
VILLÁNYI FRANC, DIÓSVISZLÓ TERROIR SPECIALE
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È il caso di Ruppert Borház, che l’anno prossimo compirà 20 anni di attività. Ventisette ettari vocati alle varietà a bacca rossa, nella sottozona più promettente di Villányi, in termini di terroir: Diósviszló, ai confini occidentali della denominazione protetta. Il Franc di Ákos Ruppert (92/100) abbina in maniera magistrale concentrazione e freschezza. Frutto, balsamicità, spezie e terziari.
Tratti che distinguono anche il rosso iconico Super Premium di Koch (91/100) ottenuto dal vigneto Imre-völgydűlő che domina il borgo di Diósviszló, 737 abitanti. Tra i mostri sacri della regione vinicola di Villányi si iscrive anche qualche imprenditore straniero. Quella di Evelyne ed Erhard Heumann è una storia d’amore che porta la coppia ad investire in una cantina in Ungheria, dalle rispettive madrepatrie (Svizzera e Germania).
Heumann Pincészet nasce con l’intento di essere un hobby. Ma a quasi trent’anni da quel 1995, è ormai qualcosa di ben più definito. Ossessionati dalla qualità, Evelyne ed Erhard sono giunti al compimento del loro progetto sul Cabernet Franc con una straordinaria annata del loro vino bandiera, Trinitás Villányi Franc 2016.
Un successo bissato dalla vendemmia 2017, appena entrata in commercio (93/100). Guarda caso, ecco rispuntare Diósviszló nel blend (vigneto Nagyhegy), accanto a Vokány (vigna Trinitás).
Tra i vini più interessanti della Franc&Franc International Wine Conference 2021 anche il Cabernet Franc 2019 di Rácz Miklós Tamás (93/100). Inutile chiedere da dove provengano le uve. Ma l’onnipresente terroir di Diósviszló qui si mostra in una veste croccante, estremamente concreta, speziata. Eppure piena e gastronomica.
Succosità da vendere e uno dei varietali del vitigno meglio espressi della denominazione, per un vino giocato sull’eleganza, che ha tanta vita davanti. La prova provata che il Villányi Franc merita un posto d’onore, d’ora in avanti, sulle tavole di esperti e winelover internazionali.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
CORREGGIO – Veroni, storico produttore di salumi, a 95 anni dalla fondazione entra oggi nel mondo della birra in collaborazione con il Birrificio Lambrate, produttore milanese tra i precursori in Italia della birra indipendente artigianale.
Tre gli stili disponibili – Pils, Ipa, Bock – del nuovo brand Toladolsa, termine dialettale emiliano che invita gli italiani a prendere la vita con dolcezza (tola-dolsa) dopo le difficoltà di questo ultimo periodo, disponibili in lattina.
“Abbiamo voluto scegliere un partner che si distingue per la scelta di materie prime naturali e di alta qualità, nonché per i metodi di lavorazione che preservano le proprietà organolettiche e il tipico sapore aromatico della birra non filtrata e non pastorizzata”, commenta Marco Fattori, responsabile vendite NT Italia di Veroni.
Abbiamo optato per un formato non usuale forse per le birre artigianali, quello in lattina di alluminio, perché volevamo poter preservare al massimo la qualità del nostro prodotto e sfruttare a pieno la nostra catena del freddo che può consegnare a oltre 5000 punti vendita al dettaglio in tutta Italia”.
La lattina di alluminio sta incontrando sempre più l’approvazione degli esperti e degli appassionati della birra artigianale per numerosi motivi: la pellicola neutra che riveste l’interno assicura il mantenimento delle proprietà organolettiche, mentre la protezione totale dai raggi Uv e dalla luce e l’assenza di ossigeno data dalla chiusura ermetica migliorano la conservazione del prodotto.
Il pack, oltre ad essere ecosostenibile, è facilmente trasportabile e immagazzinabile e favorisce un raffreddamento più rapido della birra. Sfruttando inoltre la catena del freddo già attiva per i prodotti salumi Veroni, Toladolsa arriva direttamente nei punti vendita fresca e senza aver subito sbalzi termici, garantendo ancora di più la qualità del prodotto.
Dal 2015 il trend della birra è in forte aumento in Italia che nel 2019 ha registrato un aumento del 3,3% rispetto allo 0,8% della birra commerciale. Le donne sono diventate le nuove consumatrici di birra (in Italia il 70% la beve abitualmente mentre gli uomini sono il 77%), clienti attente, che cercano varietà e vogliono scoprire nuovi gusti. Con il suo design accattivante, la birra Toladolsa punta alla generazione dei più giovani, ai Millennials e alla generazione Z.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Dal 7 al 9 aprile torna il FrankenBierFest, giunto alla terza edizione. Nella splendida cornice della Limonaia di Villa Torlonia di Roma, si terrà l’ormai consueto appuntamento dedicato alla tradizione birraria della Franconia, la regione tedesca nota per avere la più alta concentrazione di birrifici al mondo.
Le birre, che proverranno dai suoi migliori birrifici di tradizione familiare, dalla produzione talvolta limitatissima e quasi esclusivamente locale, saranno scelte accuratamente da Manuele Colonna, grande conoscitore della scena francone.
L’evento, organizzato da Publigiovane Eventi e Ma Che Siete Venuti a Fà, sarà l’occasione per conoscere da vicino questa forte tradizione birraria, in modo completo e approfondito.
Nella Limonaia verranno collocati numerosi banchi, il cui allestimento sarà a cura di Tecnofrigo Service, dove potrete trovare rarità ed eccellenze brassicole, molte servite direttamente dalle tradizionali botticelle a caduta. E, come di consueto, proprio l’apertura di una di esse decreterà l’inizio del festival in grande stile.
La Franconia, situata nel nord della Baviera, in Germania, è famosa per ospitare il maggior numero di birrifici per chilometro quadrato al mondo e ha nella città di Bamberga il suo cuore pulsante. Le birre arriveranno direttamente dalla loro terra d’origine in tutta la loro unicità e rarità: prodotti fortemente caratterizzati che rispecchiano un territorio che in gran parte è rimasto inalterato, fedele alle sue origini e alla sua storia.
Per un lungo weekend avrete l’occasione unica di degustare, in compagnia dei birrai presenti, prodotti di difficile reperibilità al di fuori dei loro confini: Kellerbier, Rauchbier, Bock e alcune proposte innovative, da parte dei nuovi sperimentatori della scena brassicola francone.
A tutti i partecipanti verrà fornita una guida alle birre e ai birrifici presenti e, a scelta, il bicchiere tradizionale o il boccale tipico della Franconia in ceramica, entrambi celebrativi della manifestazione.
Oltre ai birrai, saranno presenti alcune autorità franconi, esperti degustatori di fama internazionale e sarà allestita una mostra fotografica sull’argomento, curata da Michael James, beer traveller di fama mondiale. Inoltre sarà presentato il libro “Birra in Franconia”, edito da Publigiovane e scritto da Manuele Colonna. Un viaggio attraverso le esperienze, gli ambienti, i tour, gli aneddoti, tutti rigorosamente di stampo birrario, vissuti dall’autore nei suoi continui e lunghi viaggi in terra francone.
L’offerta gastronomica sarà in linea con l’evento. L’ingresso all’area sarà libero, ma per partecipare alla manifestazione occorrerà cambiare i gettoni alle casse. Per il primo cambio si potrà scegliere tra due opzioni: la prima al costo di 5 euro (comprensiva di bicchiere celebrativo + guida ai birrifici e alle birre in degustazione + 1 gettone); la seconda, al costo di 10 euro (comprensiva di boccale in ceramica celebrativo + guida ai birrifici e alle birre in degustazione + 1 gettone).
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Quattrocentocinquanta espositori tra cantine e aziende produttrici di attrezzature professionali e commerciali di prodotti alimentari. Questo e molto altro è stata Cosmofood, manifestazione svoltasi dal 12 al 15 novembre a Vicenza, di cui vinialsupermercato.it è stata partner. Un pubblico di 42 mila persone ha è stato coinvolto in un ricco programma di oltre cento eventi e corsi semi professionali. Senza dimenticare degustazioni e seminari con ospiti illustri del mondo del food, come Ernst Knam.
Ma partiamo nel nostro raccontò tra le varie aziende di vino e non, addentrandoci nel mondo della birra. Due le realtà degne di nota tra quelle “industriali” e “garage”: il birrificio Engel e Tum. Il birrificio Engel, naturalmente di nazionalità tedesca, ha una produzione industriale che definiremmo “limitata”: la grande richiesta di questa birra di qualità ne limita la disponibilità. Un birrificio molto ricercato e in crescita, che sfodera interessanti Pils, Bock, Hell, oltre alla pluripremiata Gold.
L’azienda agricola Tum, di provenienza piemontese, più precisamente di Cavour, in provincia di Torino, si presenta con una base birra molto chiara e acida, sulla tendenza di birre antiche. Ma con un concetto giovanile e versatile: miscelare questa birra con vari sciroppi e aromatizzazioni.
Finito questo piccolo passaggio nel mondo delle birre ci avviciniamo naturalmente a ciò che più cattura il nostro interesse: il vino e i suoi produttori. Un viaggio che non poteva che iniziare da una bollicina, tra le più rappresentative della regione ospitante, il Veneto. Ci troviamo nello stand dell’azienda San Gregorio in Valdobbiadene, che produce Prosecco e non solo da generazioni. Un’azienda che ben si distingue con una sorpresa di ottima fattura. Una Docg ferma, ai più sconosciuta: la denominazione Prosecco Tranquillo, vino 100% Glera che si presenta al naso con tutte le caratteristiche olfattive di un Prosecco, ma che esalta la parte gustativa spesso celata, nel Prosecco “tradizionale”, dalla carica invasiva di anidride carbonica.
Superata la parte delle bollicine Charmat, ci avviciniamo a una delle bollicine italiane più in voga del momento: quella Franciacorta. Anche qui, ecco la sorpresa: quella di un’azienda che propone un ‘Metodo Solera’ per la produzione dei propri vini. Parliamo di Riva di Franciacorta. Naturalmente produttori delle varie declinazioni di Franciacorta, ben si fa apprezzare il Satén.
Ci spostiamo poi nel cuore dell’enologia italiana. Siamo in Umbria per conoscere la storia del Montefalco Sagrantino e delle cantine Rialto. Una realtà attiva dagli anni Cinquanta, che con passione coltiva non un vitigno ma una pianta definita ‘Sacra’, il Sagrantino appunto, capace di dare vita a una versione passita tradizionale, per poi essere “trasformata” anche nella classica versione secca.
Il viaggio enologico prosegue poi in Calabria, regione sempre poco citata, ma che produce ottime varietà, incontrando iGreco: azienda di qualità, si è fatta conoscere e premiare per i propri vini sul palcoscenico nazionale. Originaria di Cariati, in provincia di Cosenza, si presenta con diverse etichette tra cui spiccano alcuni spumanti di Greco bianco e Gaglioppo, oltre alle declinazioni classiche di bianco fermo di Greco e Nero di Calabria. Questa interessante azienda calabrese produce anche una versione di Gaglioppo che entra nel marchio WRT- Wine Researcher Team, un protocollo di vini con un regime rivolto alla naturalezza e alla chimica ridotta all’osso, sia in vigna che cantina.
Concludiamo il nostro tour al cospetto di sua maestà, l’Amarone. Vino della tradizione veneta, ma vinialsupermercato.it ama stupire. Segnalando questa volta un’azienda con uno sguardo rivolto al futuro di questo vino. Parliamo de Le Calendre, produttori in Valpolicella che si rendono protagonisti di un concetto di vino fresco e moderno, ma allo stesso tempo con la voglia di riscoprire vitigni antichi, che possono differenziare la produzione. Una riscoperta che punta a integrare uvaggi come la Corbina, la Croatina e la Turchetta, vinificati in cemento vetrificato e sottoposti a leggeri filtraggi, solo nel pre imbottigliamento.
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