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RICETTA Papaccelle ripiene al vino cotto

Il piatto che vi racconto oggi arriva dall’Irpinia e combina insieme il vino cotto e dei particolari peperoni detti “papaccelle”. Cosa sono le papaccelle?

Sono dei tipici peperoni campani, costoluti, dalle dimensioni ridotte e dalla forma schiacciata. Sono carnosi e dolci e sotto aceto si conservano benissimo.

L’altro ingrediente importantissimo è il vino cotto, una riduzione che si ottiene cuocendo a fuoco lento e per tante ore il mosto. Eccovi quindi la ricetta.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE
5 papaccelle sotto aceto; 30 ml circa di vino cotto; 3 acciughe sotto sale; una manciata di pinoli e uvetta; un ciuffetto di prezzemolo; mezzo spicchio di aglio; 300 gr di mollica di pane raffermo; 30 gr circa di olio extravergine di oliva; una patata; un pizzico di sale; olio di arachidi.

LA PREPARAZIONE
Prima di tutto, ripuliamo le acciughe dal sale e riduciamoli a pezzetti. Poi priviamo le papaccelle dei semi e passiamole sotto acqua corrente fredda per qualche minuto.

A questo punto prepariamo il ripieno con la mollica, le acciughe , i pinoli, l’uvetta, il prezzemolo tritato, la puntina d’aglio e l’olio extravergine.

Farcite le papaccelle, ricopriamole con una fetta sottile  di patata e poi adagiamole in padella antiaderente con già l’olio di arachidi caldo.  A questo punto dobbiamo farle friggere, ma rigirandole spesso.

Quando la fetta di patata risulterà morbida, versiamo sulle papaccelle il vino cotto e lasciamo insaporire per qualche minuto. Se necessario, aggiungiamo del sale.

Vi consiglio di gustare questi particolari peperoni, il giorno seguente la preparazione. Vedrete che saranno ancora più buoni. Non mi resta che augurarvi buon appetito!

Vino in abbinamento: Ischia Doc Biancolella 2016, Pietratorcia

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Vini al supermercato

Ischia Doc Biancolella 2016, Pietratorcia

(4 / 5) Chi è stato in vacanza sull’isola verde lo sa. “Ad Ischia, si mangia, si beve e si fischia”. Questo è il motto locale che si esplicita in tre attività gioiose. Ed è con gioia, ma sempre con oggettività che ci approcciamo alla degustazione del primo vino ischitano su vinialsuper.

Sotto la nostra lente di ingrandimento un bianco, Ischia Doc Biancolella, annata 2016 dell’azienda agricola Pietratorcia di Forio, località dalla quale si godono anche tramonti spettacolari.

La Doc Ischia è stata una delle prime riconosciute in Italia nel 1966. La zona di produzione si limita ai quasi 40 km del perimetro dell’isola più grande del golfo di Napoli e il disciplinare prevede regole rigidissime a tutela della qualità del prodotto con rese inferiori ai 90/100 q.li per ettaro/3kg per ceppo.

LA DEGUSTAZIONE
L’Ischia Doc Biancolella di Pietratorcia si presenta giallo paglierino, luminoso, trasparente e limpido. Molto interessante al naso dove risulta intenso. Se di primo acchito sono l’albicocca, la pesca e il melone i protagonisti, scavando sotto il frutto arriva anche la dolcezza del fiore di sambuco su un letto di macchia mediterranea.

Ma è al palato che l’Ischia Doc Biancolella sfodera una inaspettata stoffa offrendo un sorso seducente, morbido ed eccezionalmente fresco. Scriveva Seneca:”Ogni piacere ha il suo momento culminante quando sta per finire” e così, proprio sul finale, come la cometa di Halley lascia una scia sapida “marina” che colpisce e affonda.

Filosofia a parte, il giudizio su questo vino si può sintentizzare con un informale “va giù che è un piacere”ed il tutto ad un ottimo rapporto qualità prezzo. Perfetto come aperitivo, il Biancolella va servito a 10 gradi e si sposa a piatti a base di pesce. Da apprezzare anche con un sautè di maruzzielli servito con delle freselle napoletane.

LA VINIFICAZIONE
Prodotto con uve Biancolella in purezza allevate a Forio d’Ischia.  I terreni, prevalentemente sabbiosi sono formati da detriti del tufo verde del monte Epomeo. I vigneti, a terrazzamenti sono esposti prevalentemente ad Ovest. Le vigne sono allevate a spalliera con potatura a guyot. L’altezza da terra del filo di banchina è di 60cm, quella della vegetazione 110cm.

La distanza fra le piante è di 100cm e fra i filari 130-160cm a seconda della larghezza della terrazza.  La raccolta avviene generalmente a fine settembre inizio ottobre. Le uve raccolte in piccole cassettine vengono diraspate e poste in macerazione in serbatoi di acciaio alla temperatura di10°C per 12 ore per  favorire l’estrazione dalle bucce delle caratteristiche aromatiche varietali.

La massa poi viene pressata ed il mosto fermenta in serbatoi di acciaio a temperatura controllata di circa 18°C. Finita la fermentazione il vino viene  sfecciato. Il prodotto resta in acciaio sulle fecce fini per almeno 3mesi per poi essere filtrato ed imbottigliato per la fine di marzo.

Pietratorcia nasce dall’unione di tre famiglie: Iacono, Regine e Verde. Sono otto gli ettari di proprietà curati in microzone altamente vocate ed impiantate con vitigni come Biancolella, Forastera, Viogner, Uva Rilla, Fiano, Greco, Aglianico, Piedirosso, Guarnaccia e Syrah. L’azienda vanta per la sua equipe un percorso di formazione tecnica all’Istituto di San Michele all’Adige con l’obiettivo di realizzare produzioni di prestigio volte a ridare lustro alla viticultura ischitana.

Prezzo: 6,90 euro
Acquistato presso: Conad

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