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Puglia, svuotati i silos di due cantine: scatta la gara di solidarietà a San Severo

SAN SEVERO – Ammonterebbe a circa 1,5 milioni di euro il danno provocato all’Antica Cantina di San Severo, cooperativa dell’omonimo paese della provincia di Foggia, nel nord della Puglia. Nel corso della notte di domenica, ignoti avrebbero aperto i bocchettoni di 15 silos, riversando a terra 25 mila ettolitri di vino. Nel mirino anche la cantina Torre Vini Srl di Torremaggiore (FG), colpita la notte precedente: quella tra sabato 19 e domenica 20 ottobre.

Il sindaco del Comune foggiano, Emilio Di Pumpo, racconta che “sconosciuti hanno manomesso le valvole di sfiato e i bocchettoni di 3/4 silos, facendo disperdere circa 15mila ettolitri di mosto”.

“Siamo di fronte ad un’azienda molto giovane sorta cinque anni fa – afferma ancora Di Pumpo -. I proprietari, due fratelli tra i 35 e i 40 anni, sono sotto choc”. Intanto, la popolazione di San Severo si mobilita per le 300 famiglie colpite dal vile gesto.

Il sindaco della cittadina, Francesco Miglio, ha chiamato a raccolta gli abitanti nel piazzale dell’Antica Cantina. Appuntamento per mercoledì 23 ottobre, alle ore 19: “Cerchiamo di esserci tutti – commenta Miglio – per acquistare una bottiglia a testa”.

“Un gesto di solidarietà e un forte segnale di sostegno – aggiunge il primo cittadino – ‘alla salute’ dell’Antica Cantina, per reagire a questo schiaffo alla gente perbene ed operosa di San Severo”. Dietro ai due episodi potrebbe infatti celarsi la malavita organizzata.

Per domani mattina è infatti convocato in Prefettura, a Foggia, una riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in cui verranno prese misure nei confronti dei due attentati. Non è la prima volta, del resto, che una cantina in Italia subisce intimidazioni attraverso lo sversamento del vino dalle cisterne.

L’ultimo episodio simile, in ordine cronologico, è avvenuto in Lombardia nel dicembre del 2016. Ancora ignoti gli autori del danno subito dalla storica cantina Conte Vistarino di Villa Fornace, in provincia di Pavia.

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Oltrepò Pavese, “buongiorno” un cazzo. Attentato della mafia alle Cantine Vistarino

Ci sono parole che vanno pesate. E altre che vanno usate. Una volta per tutte. Con coraggio e amore per la verità. “Mafia”, per esempio. Usiamola. Usiamola, oggi, domani e fino a che sarà necessario, in Oltrepò Pavese. Fino a che questo cancro sarà estirpato. Usiamo la parola “mafia” a pochi giri di lancette d’orologio dall’ultimo, vergognoso attentato che vede come teatro questa straordinaria terra del vino, martoriata con cadenza spaventosa da scandali che fanno a botte col buonsenso. La notte scorsa, personaggi ancora ignoti si sono introdotti nella Tenuta Conte di Vistarino, in frazione Scorsoletta 82 a Pietra de’ Giorgi, Comune di mille anime a mezzora da Pavia .

L’allarme – non è ancora chiaro perché – non sarebbe suonato. Una volta raggiunte le vasche dei vini bianchi in maturazione (soprattutto Pinot Grigio e Riesling), gli ignoti bastardi hanno aperto i rubinetti. Sversando per terra 5.300 ettolitri di quello che sarebbe diventato vino pregiato. “Un danno da mezzo milione di euro”, come precisa la contessa Ottavia Giorgi di Vistarino sulle colonne del Corriere. Immediata la denuncia alla Questura di Pavia, che ora indaga per dare un volto e un nome ai mafiosi. Già, i mafiosi. Perché di questo si tratta. E’ la mafia dei colletti bianchi, quella che opera a Pavia e provincia. Così come a Milano. Quella che non t’ammazza. Ma prova a distruggerti la vita. Cancellando i tuoi sogni. Ottavia Giorgi di Vistarino, a dispetto delle nobili origini, è una che si sporca le mani di terra da quando è nata.

Una che in Gdo presenta una Bonarda Doc a 6,50 euro. Alla faccia di chi la ‘spaccia’ ai buyer dei supermercati – assetati di affari a misura di pallet – per un prezzo alla clientela inferiore ai 2 euro. Nobile, sì. Ma d’animo, prima che di conto corrente. Una che sui social posta solo foto del suo orgoglio: i suoi vini, frutto di una filosofia impostata sulla rigorosa qualità, più che sui numeri.

Una che, solo lo scorso 29 novembre, aveva fotografato due bianchi Conte Vistarino commentando con un solenne “bere bianco”. E che, il giorno prima, 28 novembre, quasi profeticamente, aveva scritto: “Tra i migliori regali di Natale c’è sempre il vino: meglio un ottimo Charmat lungo che un inutile metodo classico giovane (cit. Ottavia Vistarino)”. Chissà che la pressione dei “nemici” della sua azienda cominciasse già a starle stretta…

Quel che conta, ora, sono i fatti. Sono le reazioni. Quelle ufficiali. Quelle che, forse, arriveranno dai consorzi. E quelle che noi proponiamo alla Gdo intera: via dagli scaffali tutti i vini dell’Oltrepò Pavese sotto i 3,50 euro. Via tutto. Pulizia. Bonarda, Chardonnay, Sangue di Giuda, Pinot Grigio. Pinot Nero vinificato in bianco. Repulisti. Solo così, la mafia dell’Oltrepò – che opera anche nel canale Horeca, non credete… – sarà sconfitta. L’Oltrepò merita di più. Merita gente come i Vistarino. Come i Bagnoli o i Marazzi. Come i Maga. Come i Quaquarini. Gente come i Cribellati e i Percivalle, o i Fiamberti. Per citarne solo alcuni.

Gente appassionata. Gente che ama l’Oltrepò Pavese. Gente che, questa sì, contro questi mafiosi di merda, combatterebbe in prima linea. Ogni giorno. Se solo gli fossero dati gli strumenti per farlo. Anche mentre si fa attendere una presa di posizione ufficiale del Consorzio di Tutela Vini dell’Oltrepò Pavese sull’attentato. Magari sui social tanto cari ai massimi esponenti, distratti da inutili ed egocentrici “buongiorno” a una nazione che, dell’Oltrepò Pavese, continua a registrare solo gli scandali.

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