Asolo Prosecco da record: nel 2024 sono state certificate 30 milioni di bottiglie. Le stime sono del Consorzio Vini Asolo Montello, che tutela la denominazione. Un risultato che non è solo una pietra miliare numerica, ma rappresenta anche un significativo progresso qualitativo per una denominazione che sta acquisendo sempre più valore nel panorama enologico internazionale. «Siamo orgogliosi del traguardo raggiunto – afferma il presidente del Consorzio, Michele Noal -. La dedizione delle aziende ha permesso all’Asolo Prosecco di conquistare l’attenzione della critica nazionale e internazionale, che ha riconosciuto il valore del prodotto con ottimi punteggi. Questo successo è frutto di strategie di promozione e investimenti mirati sulla qualità e sul territorio».
STATI UNITI PRINICPALE MERCATO DELL’ASOLO PROSECCO
Uno dei pilastri del successo è il consolidamento sui mercati esteri. Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato d’esportazione, ma si registra un crescente interesse in Asia, in particolare in Giappone. «I nostri vini – continua Noal – Raccontano al mondo un luogo unico, un territorio di cui siamo fieri ambasciatori. Attraverso il calice abbiamo la possibilità di far conoscere il borgo di Asolo e il suo fascino, le meravigliose colline che lo circondano e le eccellenze enogastronomiche dei nostri luoghi. Sono le terre del Canova e del Palladio, nell’Abbazia di S. Eustachio Giovanni Della Casa scrisse il Galateo. Qui nascono anche i vini rossi del Montello e la Recantina, varietà coltivata localmente da secoli e salvata dall’estinzione grazie a un lungo lavoro di ricerca»
IL FUTURO DELL’ASOLO PROSECCO
Il 2024 sarà ricordato come l’anno del record di 30 milioni di bottiglie di Asolo Prosecco. Ma è stato anche un anno di cambiamenti interni per il Consorzio, con il rinnovo delle cariche istituzionali e la creazione di tre Commissioni dedicate a temi agronomici, tecnico-giuridici e promozionali. Con uno sguardo fiducioso al 2025, il Consorzio annuncia una partecipazione strategica ai principali eventi di settore: Vinitaly, Vinexpo, ProWein. Confermato il ritorno negli Stati Uniti. Non meno importante sarà l’intensificazione delle attività di tutela internazionale delle denominazioni. Infine, previste iniziative di formazione degli operatori enogastronomici e turistici. «Vogliamo agire con sempre maggiore incisività nella vigilanza e nella protezione – annuncia il presidente Noal – rafforzando il valore della nostra denominazione nel panorama mondiale».
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
EDITORIALE – Tre cloni, uno dei quali iscritto al registro nazionale delle varietà di vite: pecolo / peduncolo scuro, pecolo / peduncolo rosso e Forner. Quest’ultimo porta il cognome della famiglia alla guida della cantina Pat del Colmèl ed è oggi autorizzato, grazie al lavoro compiuto sul Dna. Si parla della Recantina del Montello Asolo. Coltivata dalla notte dei tempi in provincia di Treviso, è uno dei vitigni autoctoni italiani per certi versi più misteriosi e ancora poco “sondati” dai produttori. Una varietà tutta da scoprire, anche dai winelovers.
Definita da Giacomo Agostinetti «una delle migliori coltivate nel trevigiano», in Cento e dieci ricordi che fanno il buon fattor di villa (1679), la Recantina Forner è iscritta al Registro nazionale delle varietà di vite e rientra nella Doc Montello – Colli Asolani. Come ricorda Veneto Agricoltura, le Recantine (il plurale non è un refuso) sono «un gruppo di vitigni citati sin dal Seicento come “Recantina”, “Recardina” o “Recandina”, nella zona del Piave».
Circa un secolo dopo, nella memoria presentata all’Accademia Agraria degli Aspiranti di Conegliano, Domenico Zambenedetti consiglia «la Recaldina tra le varietà da piantare sulle colline» della zona. Chiarita l’identità ampelografica del vitigno, il compito dei viticoltori è oggi altrettanto arduo: dare un’identità ai vini ottenuti da Recantina.
IL FUTURO DELLA RECANTINA DEL MONTELLO ASOLO
Una varietà, come chiariscono gli assaggi di 7 vini prodotti da altrettante cantine aderenti al Consorzio Tutela Vini Asolo Montello (evento Rosso Bordò, Treviso, domenica 16 ottobre 2022), capace di leggere molto bene suolo e microclima, oltre a risentire delle scelte agronomiche ed enologiche compiute dai singoli produttori.
Le opportunità di valorizzazione della Recantina in un territorio come quello del Montello – in cui è prevalente la produzione di vini rossi strutturati, ottenuti da varietà del taglio bordolese – potrebbero essere ricercate nell’esaltazione della freschezza e del bel corredo dei primari del vitigno, tra frutto e spezia, senza ricorrere a sovra-estrazioni e vinificazioni in legno che andrebbero a sovrapporsi alla stilistica dei bordolesi del territorio.
Interessante e visionaria, in questo senso, la scelta dell’enologa toscana Graziana Grassini di vinificare la Recantina in anfora, proprio per esaltare le caratteristiche appena descritte. In questo senso, il vitigno autoctono potrebbe diventare un asso nella manica dei produttori locali, capace di trainare le vendite degli altri vini del Montello sul modello (e la visione altrettanto recente) del Piedirosso in Campania.
Montello Asolo Recantina 2021, Bresolin Bio Rubino piuttosto profondo. Naso intenso, preciso, su frutta matura tendente alla confettura, soprattutto nera, ma anche rossa. Bella speziatura elegante, che disegna un profilo quasi balsamico. Al palato più teso di quanto avesse fatto presagire il naso. Una freschezza su cui giocano ritorni di frutta matura, ancora una volta più a polpa rossa che scura. Bel finale lungo, pieno, piacevolmente sapido, che invita alla beva. Vino giovane, all’inizio di un buon percorso di crescita.
Montello Asolo Recantina 2021 “Cento Orizzonti”, Tenuta d’Asolo Progress Country & Wine House
Rubino meno carico del precedente, luminoso. Più polpa scura che rossa (ribes), a tratteggiare il ricordo della mora di rovo matura. Elegante speziatura. Al palato il vino entra e si sviluppa sull’acidità. Chiude su leggeri marcatori amari e sapidi. Si tratta della prima prova della cantina, che ha acquistato le uve per dar vita alla nuova etichetta.
Montello Asolo Recantina 2020, Ida Agnoletti
Si torna su un colore rubino più carico. Tocco di selvatico sul frutto, ancora una volta più maturo al naso che al palato. Acidità piuttosto spinta al palato e chiusura su leggero fenolico, oltre al sapido. Il vino, al momento dell’assaggio, è in bottiglia da appena 3 mesi e mostra evidenti segnali della fase giovanile, cui dare fiducia. Sull’etichetta della bottiglia, un rospo stilizzato: nella migliore delle ipotesi diventerà un principe.
Montello Asolo Recantina 2020, Commendator Pozzobon Rosalio
Rubino piuttosto intenso. Naso dal frutto più maturo della batteria di 7 vini. Ancora mora di rovo ma, questa volta, frutta a polpa scura e a polpa rossa si equivalgono al naso, senza dominare l’una sull’altra. Bel palato teso, fresco. Confermata al palato l’acidità tipica del vitigno, ben assistita da una materia polposa. Tannino in cravatta, pur in fase di integrazione. Golosa venatura sapidità che accompagna e distende il nettare, dall’ingresso alla chiusura. Vino giovanissimo, di sicuro interesse in prospettiva.
Montello Asolo Recantina 2020, Sartor Emilio
Altro vino dal colore pieno. Fiori di viola, speziatura intensa, frutto scuro (prugna), più che rosso (ciliegia). Leggero tocco di polvere di caffè che si accosta alla componente erbacea. Al palato acidità evidente, piuttosto ben avvolta e amalgamata da polpa e vena glicerica. Componente fenolica e amara controllata. Tannino dolce, ben disteso ma non arrendevole. È stata imbottigliata ad agosto 2021, più strutturato e ancora più strutturato il 2022.
Montello Asolo Recantina 2018 “Augusto”, Giusti Wine
Colore rubino mediamente intenso. Naso piuttosto condizionato dall’affinamento in legno, che soffoca il varietale. La classica nota di polvere di caffè, qui vira sulla caramella mou. Un naso decisamente “dolce”, tipico dell’espressione di vini destinati al cosiddetto “gusto internazionale”, nonché una delle poche etichette di Recantina presenti anche in Gdo, fuori dai confini del Veneto, in particolare sugli scaffali di Iper, La grande i. Ingresso piuttosto morbido e centro bocca equilibrato, connotato da una gran piacevolezza. Accenti balsamici in chiusura che, assieme a ricordi sapidi, chiamano il sorso successivo. Penultima annata di questo vino, prima dell’avvento della winemaker Graziana Grassini presso la cantina di Nervesa della Battaglia (TV).
Montello Asolo Recantina 2016, Pat del Colmèl
Colore rubino intenso. Naso che condensa divinamente tutte le anime della Recantina, dal frutto fresco e carnoso (rosso e nero) alla speziatura; dalla polvere di caffè, tipica del varietale del vitigno, allo svolgimento – preciso – di acidità e tannino. Al palato, dopo un po’ di ossigenazione, il vino cambia e lascia spazio a note non avvertite negli altri calici. Si aggiunge alla componente fruttata l’agrume rosso: una bella sanguinella, avvertibile dal principio alla chiusura di sorso. Senza dubbio la miglior espressione di Recantina della batteria, a dimostrazione che il vitigno necessiti di essere compreso e, solo in seguito, addomesticato da chi lo produce. A Pat del Colmèl, la prima annata, risale addirittura al 2008.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
I presidenti dei tre Consorzi di Tutela dell’Universo Prosecco hanno ufficializzato oggi l’apertura di un «tavolo di confronto che ha come immediato obiettivo la stesura di una carta di valori comuni». Una sorta di protocollo che definisca «percorsi e azioni condivise». E che dia seguito «al rapporto di cooperazione già felicemente avviato con l’esperienza di Sistema Prosecco».
Nove le parole chiave che definiscono gli intenti dell’accordo: Territori, Comunità, Identità, Rispetto, Etica, Integrazione, Futuro, Ricerca e Italianità. «Una base di partenza importante per un progetto importante – hanno spiegato i tre presidenti – che ribadisce la precisa volontà delle nostre tre realtà di portare avanti un discorso comune che abbia, come obiettivo finale, sempre quello di promuovere e divulgare la cultura del Prosecco in Italia e nel mondo».
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Tenuta Amadio è ormai da considerare un punto di riferimento assoluto nella produzione del Prosecco Superiore Docg di Asolo. Lo dimostra la costanza qualitativa della gamma di vini di Simone Rech, che conta solo gemme. All’apice, l’Asolo Prosecco Superiore Docg Extra Brut 2020. Uno degli spumanti della Guida Top 100 Migliori vini italiani 2022 di WineMag.it.
TENUTA AMADIO: PUNTO DI RIFERIMENTO PER L’ASOLO PROSECCO
Giallo paglierino, riflessi verdolini. Al naso sfodera veli di lievito su un cesto d’agrumi, fiori e frutta tipica della Glera. Palato corrispondente, che si sviluppa come un bocciolo pronto a schiudersi, dalla tensione dell’agrume alla morbidezza della pera. Passando per una vena erbacea, simil-balsamica, mentolata.
L’Asolo Prosecco Superiore Docg Extra Brut 2020 chiude asciutto, sapido, su una complessità che rasenta quella d’un Metodo classico. Etichetta che nobilita le punte d’eccellenza assoluta del Prosecco Superiore asolano. Una denominazione che, non a caso, cresce e si afferma sui mercati, di anno in anno.
DOVE NASCE L’EXTRA BRUT DI SIMONE RECH
Glera in purezza per l’Asolo Prosecco Superiore Docg Extra Brut 2020 di Tenuta Amadio. Per l’esattezza, le uve crescono su vecchie viti, nei vigneti in località Castelli di Monfumo, in provincia di Treviso. L’altezza media è di 200 metri sul livello del mare.
La resa per ettaro è di 135 quintali, garantita anche da pendii collinari soleggiati e ben ventilati. Il terreno è di tipo marnoso-argilloso, con un substrato profondo, ricco di minerali e sostanza organica.
La vendemmia delle uve che danno vita all’Asolo Prosecco Superiore Docg Extra Brut 2020 di Tenuta Amadio viene compiuta a mano, nell’ultima decade di settembre. Dopo la pressatura soffice a temperatura controllata e in assenza di ossigeno, la massa fermenta e affina in acciaio per almeno 4 mesi. La spumantizzazione avviene in autoclave per circa 50 giorni, con sosta sui lieviti.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Torna la rubrica sui migliori vini in promozione al supermercato. Poche emozioni ma buone, da cogliere al volo. Su tutte, è un piacere per il portafogli vedere il Verdicchio dei Castelli di Jesi di Pievalta a 5,39 euro, sul volantino diEsselunga. Chi non esce dai punti vendita dell’insegna milanese con (almeno) due carrelli pieni è un astemio.
Bene anche Carrefour, con i vini toscani della Collezione Oro firmata da Piccini. Buona prova anche per Coop, che annovera ben 3 vini in promozione da 5 cestelli della spesa, il massimo della valutazione di Vinialsuper.
Si tratta del Rosso Di Montepulciano Doc della Vecchia Cantina (già nella nostra Guida Migliori vini al supermercato 2022), del Nero d’Avola Sicilia Doc di Cantine Settesoli (altro vino premiato nell’annuale rassegna di Vinialsuper) e del terzetto bianco-rosso-rosé di un’altra cantina siciliana, Planeta.
Capitolo a parte per i Supermercati Il Gigante: 65 vini in promozione fino al 3 ottobre con il consueto inserto denominato “Carta dei Vini”: qui l’approfondimento.
PROSECCO: DA IPER LA GRANDE I UNA GRANDE NEW ENTRY
Una metà di settembre 2021 che riserva sorprese anche sul fronte degli spumanti, con l’esordio nella Grande distribuzione di una cantina pluripremiata dalla Guida Top 100 Migliori vini italiani di WineMag.it, l’altra testata del nostro network riservata ai vini in vendita nell’Horeca (enoteche, ristoranti, hotellerie).
Il riferimento è a Tenuta Amadio, cantina di Monfumo (TV) guidata dal giovane enologo Simone Rech, che sbarca con i suoi ottimi Asolo Prosecco Superiore Docg da Iper, La grande i. Tradotto: altri due carrelli da riempire, per soli 5,99 euro (uno per il Brut, l’altro per l’Extra Dry).
Ottimo lavoro del buyer e applausi dalla nostra redazione per questo colpo di vinomercato. Rech è un fuoriclasse dell’Asolo e del mondo del Prosecco, in generale. Sempre da Iper, La grande i e da Iperal, da non perdere i vini di Notte Rossa in offerta.
Due “5 cestelli su 5” anche per Pam Panorama e Tigros, tra bollicine, vini bianchi e vini rossi. Da registrare anche il solito “piattume” nella corsia del vino dell’insegna di supermercati Bennet.
Volantino Bennet fino al 29 settembre
La Cacciatora Cabernet Veneto Igt: 1,80 euro (2 / 5)
Rocca Del Doge Prosecco Doc: 2,90 euro (3 / 5)
Tenimenti Civa, Spumante Ribolla Gialla/ Prosecco Millesimato: 3,90 euro (4 / 5)
Volantino fino al 27 settembre
Nero d’Avola / Grillo Sicilia Doc Le Morre: 2,49 euro (3 / 5)
Chiarli, Lambrusco Grasparossa Di Castelvetro (3,5 / 5)
La Cacciatora Montepulciano D’Abruzzo: 2,59 euro (2,5 / 5)
Vini Piccini Collezione Oro: 3,99 euro (5 / 5)
Vini Sicilia Le Morre: 2,49 euro (3 / 5)
Tralcio antico Bio Montepulciano D’Abruzzo Doc: 3,49 euro (3 / 5)
Galassi Montepulciano D’abruzzo Doc: 2,99 euro (3,5 / 5)
Vini Notte Rossa: 3,99 euro (5 / 5)
Bottega Ripasso Della Valpolicella Doc Superiore: 9,99 euro (3,5 / 5)
Volantino Conad Ipermercato fino al 20 settembre
Gutturnio frizzante Doc, Vicobarone: 2,89 euro (3 / 5)
Borgo Dai Morars Prosecco Spumante Extra Dry Doc: 4,69 euro (3,5 / 5) Conad Lambrusco Dell’Emilia Igt Dolce: 1,79 euro (3 / 5)
Da Morars Cabernet Sauvignon Grave Doc: 3,59 euro (3 / 5)
Vini Igt Pavia, Maggi: 6 bottiglie 9,90 euro (0,5 / 5)
Volantino Coop superstore fino al 29 settembre
Vini frizzanti Maschio: 2,40 (3 / 5)
Dolcetto d’Alba Terre da Vino: 3,19 euro (3 / 5)
La Gioiosa Spumante Prosecco Valdorbiadene Superiore Docg Extra Dry: 4,89 euro (3,5 / 5)
Mionetto Spumante Proseccò Rose Doc Millesimato: 6,99 euro (3,5 / 5)
Vecchia Cantina Rosso Di Montepulciano Doc: 2,99 euro (5 / 5)
Barbera d’Asti Docg (1,5 l): 50% (2,5 / 5)
Etna Rosso Barone di Bernaj: 4,19 euro (3 / 5)
Nero d’Avola Sicilia Doc, Cantine Settesoli: 2,99 euro (5 / 5)
Vini Sicilia Doc Bianco / Rosso / Rosé, Planeta: 5,90 euro (5 / 5)
Volantino Esselunga fino al 29 settembre
Mionetto Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry: 5,59 euro (3,5 / 5)
Fiano Strangolagalli: 3,80 euro (4,5 / 5)
Verdicchio dei Castelli di Jesi Tre Ripe, Pievalta: 5,39 euro (5 / 5)
Vini Romae, San Marco: 3,98 euro (4 / 5)
Antica Tindari Nero D’avola / Inzolia: 3,59 euro (3,5 / 5)
Villa Di Monte Chianti Docg: 2,49 euro (3 / 5)
Banfi Col Di Sasso Sangiovese Syrah: 3,49 euro (4 / 5)
Cantina Morellino Di Scansano – Morellino Di Scansano: 3,95 (3,5 / 5)
Cantine Due Palme, Salento Primitivo Rosso: 3,54 (3,5 / 5)
Frascati Pietra Porzia: 2,98 (3,5 / 5)
Volantino Iper, La grande i fino al 26 settembre
Prosecco Superiore Valdobbiadene Docg, Gasparetto: 3,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Extra Dry Villa degli Olmi: 3,29 euro (3,5 / 5)
Spumante Blanc de Blancs Terre Nardini: 2,99 euro (3 / 5)
Asolo Prosecco Superiore Brut / Extra Dry Tenuta Amadio: 5,99 euro (5 / 5)
Barbera o Gavi San Silvestro: 4,49 euro (3,5 / 5)
Nebbiolo d’Alba Duchessa Lia: 5,99 euro (3,5 / 5)
Sangue di Giuda / Riesling Crobara: 2,29 (3 / 5)
Ribolla Gialla Spumante Miazzi: 2 pezzi 5,99 euro (2,5 / 5)
Vini Cantina Valtidone: 1,99 euro (3,5 / 5)
Valpolicella Classico Superiore Doc La Sorte: 4,49 euro (3,5 / 5)
Groppello / Chiaretto Scolari: 3,99 euro (3,5 / 5)
Vini Borgo Canedo: 2,95 euro (3 / 5)
Vini Igp I Feudi: 2,39 (3 / 5)
Vini Sicilia I Cavalieri: 2,99 euro (3,5 / 5)
Morellino di Scansano Docg Melandrino, Piccini: 4,99 euro (5 / 5)
Vini Notte Rossa: 5,49 euro (5 / 5)
Vini Sicilia Duca di Salaparuta: 6,99 euro (3,5 / 5)
Montefalco Rosso Doc Tenuta Ermelinda: 4,90 euro (3,5 / 5)
Chianti Docg, Piccini: 2,49 euro (3,5 / 5)
Vini Terre Petralia (5 litri, 2 pezzi): 11,99 euro (2,5 / 5)
Vermentino Aragosta / frizzante / rosé, Cantina Santa Maria La Palma: 3,99 euro (3 / 5)
Vini Campo della Maestà: 4,99 euro (3,5 / 5)
Vini Trentino Doc Mastri Vernacoli, Cavit: 2,99 euro (3,5 / 5)
Vini Castelborgo (1,5 litri): 2,99 euro (2,5 / 5)
Vini Turà Trevenezie: 1,99 euro (3 / 5)
Vini Vigne del Colle: 1,49 euro (3 / 5)
Volantino Iperal fino al 28 settembre
Setanera Doc Montepulciano D’Abruzzo: 1.79 euro (2,5 / 5) Rose Dei Filari Vini Frizzanti: 1.59 euro (2,5 / 5) Freschello Vino Bianco: 1.29 euro (3 / 5)
Li Nibarj Vermentino Di Gallura Docg: 3.79 euro (3,5 / 5)
Chianti Docg, Cecchi: 3,49 euro (4 / 5)
Vini Natale Verga: 3,29 euro (2,5 / 5)
Maschio Prosecco Spago Vino Frizzante: 3.99 euro (3,5 / 5)
Vini Vie del Canto: -30% (2,5 / 5)
Vini Zonin: 3,69 euro (3,5 / 5)
Vini Notte Rossa: 3,99 euro (5 / 5)
Villa Sandi Asolo Prosecco Docg La Gioiosa: 4,99 euro (3,5 / 5)
Vini Doc Il Picchio: 3,49 euro (3 / 5)
Arco Delle Rose Pignoletto Doc Bianco Frizzante: 2.99 euro (3 / 5) Il Baluardo Lambrusco Doc: 2.99 euro (5 / 5) La Gioiosa Prosecco Spago: 5.19 euro (3,5 / 5)
Volantino IperCoop fino al 22 settembre – Sottocosto
Prosecco Doc / Ribolla spumante, Villa Folini: 3,29 euro (3 / 5)
Cantina Vicobarone Gutturnio Vino Frizzante: 1, 85 euro (3 / 5)
Rocca Ventosa Montepulciano D’Abruzzo Doc: 1.99 euro (3 / 5)
Poggio Mandrina Barbera Asti Docg: 2.97 euro (3,5 / 5)
Volantino Pam Panorama fino al 22 settembre
Verdicchio Dei Castelli Di Jesi Doc: 1,99 euro (2,5 / 5)
Chianti Docg, Piccini: 3,99 euro (3,5 / 5)
Asolo Prosecco Spumante Superiore Docg Extra Dry, Rive Della Chiesa: 4,99 euro (5 / 5)
Pinot Nero Trentino Doc Mastri Vernacoli, Cavit: 4,99 euro (3,5 / 5)
Valpolicella Ripasso Doc La Sogara: 6.99 euro (4 / 5)
Cabernet Sauvignon Tre Venezie Igt, Alberigo: 2.49 euro (3 / 5)
Vino Bianco Bacchor: 1.19 euro (0,5 / 5) Grillo Di Sicilia Igp Trinacria, Birgi: 1.89 euro (2,5 / 5) Refosco Veneto Igt Colle Dei Cipressi: 1.99 euro [3]
Chianti Docg Collezione Gold, Sensi: 2.19 euro (2,5 / 5) La Cacciatora Merlot Veneto Igt: 1.99 euro (1 / 5) Bigi, Vini Doc Orvieto: 2.99 euro (3,5 / 5)
Astoria, Spumante Ribolla Gialla: 3.49 euro (3,5 / 5)
Frescobaldi, Rèmole Rosso Toscana Igt: 3.99 euro (4,5 / 5)
Vipra rosa o bianca, Bigi: 3,99 euro (4 / 5)
Corvo Glicine. Duca di Salaparuta: 4.19 euro (3,5 / 5)
Vini Friuli Colli Orientali Doc, Tenimenti Civa: 4.99 euro (4 / 5)
Vignaioli Del Morellino, Vermentino Di Toscana Igt: 5.49 euro (5 / 5)
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
No all’Asolo Prosecco Rosé. A chiudere le porte alla nuova tipologia sono i Produttori del Territorio dell’Asolo Prosecco Docg, tramite una lettera aperta alle Istituzioni competenti, nazionali e territoriali. L’obiettivo è scongiurare la modifica del disciplinare della Docg Asolo, utile a introdurre una versione Rosé. Una tipologia al momento a disposizione dei produttori della Doc Prosecco.
La modifica, secondo quanto riferiscono i produttori locali, sarebbe stata approvata dal Consorzio Asolo Montello nell’assemblea del 30 giugno 2021 «nonostante il voto contrario dei 2/3 dei soci partecipanti». Un provvedimento che l’ente avrebbe dunque deciso di non comunicare alla stampa, come invece avviene di consueto per tutte le novità del Consorzio.
«Ha infatti prevalso – spiegano i produttori – il peso ponderale di votanti, basato sul numero di bottiglie prodotte, e non l’effettiva rappresentatività numerica dei soci». Si tratterebbe dell’ennesimo punto a favore di chi, come Fivi, chiede la revisione dei meccanismi di rappresentanza all’interno dei Consorzi del vino italiano.
«OPERAZIONE COMMERCIALE» Secondo i firmatari l’operazione non aggiunge valore alla Denominazione e rischia di tradursi in un’iniziativa meramente commerciale che appiattisce la Docg Asolo ai grandi numeri della Doc. Si genererebbe inoltre confusione nel consumatore, vanificando tutti gli sforzi profusi sino ad oggi per far comprendere la differenza tra Docg e Doc.
I Produttori ribadiscono che, anche in un’ottica di attenzione al mercato, la predilezione dei volumi e dei numeri a scapito della qualità e dell’eccellenza possa rivelarsi una scelta scarsamente strategica, nel medio e nel lungo periodo.
Contestano inoltre la modalità in cui è stato trattato questo importante argomento, senza una discussione preventiva e senza che siano state convocate delle riunioni tra le associazioni di categoria e produttori. Infine l’ipotesi comporta la necessità dell’impianto di nuovi vigneti con un forte impatto sul territorio e sul paesaggio, nonché sul tessuto sociale.
LA LETTERA
All’Ill.mo ministro del Mipaaf Sen. Stefano Patuanelli
Al Sottosegretario al Mipaaf con delega alle funzioni relative alla filiera Vitivinicola Sen. Gian Marco Centinaio
Al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia
All’Assessore all’Agricoltura delle Regione Veneto Federico Caner
Alla Direzione Agroalimentare Regione Veneto Alberto Zannol
Al Presidente Comitato Nazionale Vini DOP Michele Zanardo
Al Presidente della Coldiretti Veneto Daniele Salvagno
Al Presidente della Coldiretti Treviso Giorgio Polegato
Al Presidente di Confagricoltura Veneto Lodovico Giustiniani
Al Presidente di Confagricoltura Veneto Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi
Presidente della CIA Veneto Gianmichele Passarini
Oggetto: Contrarietà alla proposta di introduzione della tipologia “Asolo Prosecco Rosè Docg”
Facendo seguito all’assemblea del Consorzio Asolo Montello, svoltasi in data 30 giugno 2021, in occasione della quale è stata votata la proposta d’introduzione della tipologia “Asolo Prosecco Rosé” nel disciplinare della Docg Asolo, a nome di un consistente gruppo di produttori del territorio, desideriamo ribadire la nostra netta contrarietà nei confronti di un’operazione che è stata votata in senso contrario dai 2/3 dei soci partecipanti all’assemblea.
Tale operazione infatti non predilige l’identità e la qualità delle vigne, né aggiunge valore a quella che è ormai diventata una delle principali denominazioni spumantistiche d’Italia, ma rischia piuttosto di tradursi in un’iniziativa meramente commerciale che appiattisce la Docg Asolo ai grandi numeri della Doc, ingenerando una notevole confusione anche e soprattutto nel consumatore, vanificando tutti gli sforzi profusi sino ad oggi per far comprendere la differenza tra Docg e Doc.
Riteniamo che questa discutibile iniziativa non tenga alcun conto della storicità della nostra denominazione, grazie alla quale ci è stata riconosciuta la menzione di Prosecco Docg Superiore e che davvero ci permette di esibire con orgoglio un valore che è il fiore all’occhiello delle nostre aziende e delle nostre vigne.
Vi preghiamo di tenere presente che il progetto “Asolo Prosecco Rosé Docg” non sarebbe neanche lontanamente rappresentativo del nostro territorio, considerata la scarsità di vigne di pinot nero.
In uno scenario di mercato che è sempre più consapevole e attento all’autenticità, questa nuova categoria mina la credibilità stessa di ciò che abbiamo faticosamente costruito e andrebbe a tradire in un certo qual modo il patto di fiducia che ci lega ai nostri consumatori, che da sempre accogliamo e accompagniamo per mano alla scoperta del nostro territorio, che è ricco e unico, con tutte le sue specificità che ne costituiscono un valore essenziale e inestimabile.
Tornando alla votazione del 30 giugno scorso, riteniamo del tutto incongruo che a prevalere sia stato il peso ponderale di votanti (per il quale si è tenuto conto del numero di bottiglie prodotte), a scapito della valutazione dell’effettiva rappresentatività numerica dei soci.
Ribadiamo che, anche in un’ottica di attenzione al mercato, la predilezione dei volumi e dei numeri a scapito della qualità e dell’eccellenza, possa rivelarsi una scelta scarsamente strategica, nel medio e nel lungo periodo.
Contestiamo inoltre la modalità in cui è stato trattato questo importante argomento, senza una discussione preventiva e senza che siano state convocate delle riunioni tra le associazioni di categoria e produttori.
In conclusione siamo contrari a questo progetto sulla base di questi elementi che ribadiamo:
2/3 dell’assemblea ha votato contro questa mozione denotando un forte rischio di spaccatura all’interno del consorzio;
Mancanza di storicità e di tradizione in questo progetto;
Non è stato avviato un iter di discussione condiviso prima dell’assemblea consortile;
Questa ipotesi comporta la necessità dell’impianto di nuovi vigneti con un forte impatto sul territorio e sul paesaggio, nonché sul tessuto sociale.
Nella certezza che vogliate appoggiare questa nostra istanza, anche in virtù di una lungimiranza già ampiamente testimoniataci, contiamo su una Vostra attenta disamina e rimaniamo in attesa di un Vostro riscontro.
Cordiali saluti,
Enol. Franco Dalla Rosa (Portavoce Aziende contrarie all’Asolo Prosecco Docg Rosé)
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Sono state oltre 135 le azioni legali portate avanti dai Consorzi di Tutela del Sistema Prosecco nel 2020. Decine i Paesi coinvolti nei vari continenti, nel nome della protezione del nome Prosecco in Italia e all’estero.
Nato nel 2014 grazie alla volontà dei tre Consorzi che rappresentano il “Mondo Prosecco” (Consorzio di Tutela della Doc Prosecco, Consorzio di Tutela della Docg Conegliano Valdobbiadene Prosecco e Consorzio di Tutela della Docg Asolo Prosecco), Sistema Prosecco ha implementato nel corso degli anni il numero di attività legali e le strategie volte alla difesa della notorietà del Prosecco, delle realtà che lo rappresentano e dei consumatori di tutto il mondo.
In poco più di un lustro la società è riuscita a creare una fitta rete di collaborazioni con le autorità nazionali ed estere, siglando anche importanti protocolli ad hoc, soprattutto in quei Paesi dove si è verificato il maggior numero dei problemi concernenti la protezione.
Se è vero che il successo di un prodotto si misura anche dal numero delle imitazioni che lo riguardano – spiega Stefano Zanette, Presidente di Sistema Prosecco – non possiamo non sottolineare come il Prosecco sia una delle denominazioni più imitate al mondo. Per questo prendiamo molto sul serio la nostra mission e lavoriamo, giorno dopo giorno, per intensificare i nostri strumenti di difesa”.
Ed è un vero e proprio fuoco di sbarramento quello che Sistema Prosecco utilizza per disinnescare le centinaia di frodi rilevate, grazie anche alle segnalazioni dei produttori e dei consumatori, necessario supporto a tutta una serie di capillari attività di controllo. Ogni anno, per esempio, viene delegata una società specializzata nei controlli presso punti vendita, bar e ristoranti di diversi Paesi europei ed extraeuropei.
È stato attivato un servizio di sorveglianza sui marchi che agisce a livello globale e che segnala, quasi in tempo reale, depositi di marchi che possano creare fraintendimenti con la parola “Prosecco”. E, mai come in questo momento, Sistema Prosecco vigila anche su tutto quello che concerne l’e-commerce con un quotidiano controllo sulle maggiori piattaforme di vendita on line.
Ma rispetto ai primi anni di attività, Sistema Prosecco in questo 2020, anno per molti versi anomalo, ha riscontrato nuovi pericoli che si vanno ad aggiungere a quelli già esistenti. Se la contraffazione pura e semplice segna una battuta d’arresto, in buona parte dovuta anche al buon lavoro svolto, prende sempre più piede il fenomeno dell’evocazione, con dei progetti ben studiati, spesso border line con quanto le leggi concedono.
Ma anche su questo fronte rispondiamo colpo su colpo – prosegue Zanette – e negli ultimi mesi abbiamo ottenuto degli importanti pronunciamenti legali a nostro favore che determinano fondamentali precedenti giurisprudenziali che certamente ci saranno utili nell’affrontare situazioni analoghe in futuro.
Questo nell’ottica di consolidare la protezione del nome Prosecco anche per contrapporre lo sfruttamento della reputazione delle nostre Denominazioni nelle etichette di svariati prodotti, dai saponi, ai cioccolatini, dai cosmetici fino addirittura a prodotti che appartengono alla sfera sessuale”.
Imperativo per il 2021 è quindi quello di non abbassare la guardia per far fronte ai continui attacchi cui è sottoposto quello che ormai tutti considerano uno dei simboli del Made in Italy.
“Il nome Prosecco è ormai da tempo un patrimonio del nostro Paese – conclude il Presidente Zanette – e noi sentiamo forte la responsabilità di difenderlo e tutelarlo in tutti i modi e con tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione”.
“Quindi – annuncia – continueremo a batterci su tutti i fronti e approfittiamo di questo momento di consuntivo per lanciare un appello ai consumatori di tutto il mondo. Aiutateci nella nostra missione verificando che il prodotto che vi viene venduto sia autentico Prosecco e, soprattutto, segnalateci tutti i casi che possano apparire dubbi”.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Cinque spumanti per Natale dalla Top 100 Migliori vini italiani 2021 di WineMag.it, la Guida Vini edita dalla nostra testata indipendente, grazie a un rigoroso blind tasting.
Alta Langa Docg Brut 2014 “Cuvée Leonora”, Cascina Bretta Rossa
Un vero e proprio vino di terroir, ottenuto da uve Pinot Nero e Chardonnay, allevate a 400 metri sul livello del mare. Giallo paglierino, riflessi dorati. Perlage fine e persistente. Note di frutta matura, mineralità calcarea, piacevole freschezza. Armonico in bocca, chiude su una leggera vena amaricante.
Vsq Metodo classico Nature “Ugo Botti”, Tenuta la Vigna
Guarda un po’ che succede (di molto bello, s’intende) a un passo dalla Franciacorta. Lo Champenoise di Tenuta la Vigna si presenta di un giallo paglierino con rifessi dorati. Perlage molto fine e molto persistente. Nota di pasticcera classica dello Chardonnay, a far da sottofondo ad agrumi e frutti perfettamente maturi. Chiusura su sale e liquirizia netta. Bello il profilo calcareo, che regala un sorso asciutto. Una perla, in una gamma più che mai completa.
Vsq Metodo classico Blanc de Blancs Extra Brut, Monsupello
La maison dell’Oltrepò pavese tiene alta la bandiera del territorio con uno Champenoise di pura classe, ottenuto da uve Chardonnay in purezza. Giallo paglierino, riflessi dorati. Perlage molto fine e molto persistente. Al naso tocco di liqueur, poi gelsomino, frutto maturo, esotico. Centro bocca salino e cremoso, dritto e freschissimo. Gran chiusura su note di crema pasticcera.
Lessini Durello Doc Riserva 2016 Pas Dosè, Dal Maso
Non sbaglia un colpo la cantina Dal Maso, che ha scelto di scendere in campo nella sfida degli spumanti Metodo classico base Durella. Carattere ed estrema gastronomicità per questo spumante che racconta bene l’annata.
Asolo Prosecco Superiore Docg 2019 Extra Brut, Tenuta Amadio Rech Simone
Uno spumante di grandissima stoffa, ottenuto da vecchie viti. Perlage fine e molto persistente. Naso burroso, tocco di lievito e note di ananas, banana, papaia. Ingresso di bocca minerale, per poi ritornare su un frutto pienissimo e perfettamente maturo anche nel lungo finale, fresco e preciso. Il perlage ‘lavora’ benissimo sulla frutta matura, conferendo cremosità assoluta. La gemma in una gamma completa, di altissimo livello. Azienda da tenere in assoluta considerazione nel panorama di Asolo e del Prosecco Superiore.
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Ermenegildo Giusti, imprenditore italo canadese titolare di Giusti Wine a Nervesa della Battaglia (TV), ha deciso di affidare all’enologa Graziana Grassini, la produzione dell’Asolo Prosecco Superiore e di alcuni vini rossi del Montello. L’obiettivo, spiega, e far parlare a queste etichette “la lingua del mondo”.
“Ho scelto Graziana perché unisce grazia femminile, determinazione toscana e sensibilità internazionale. Il mio sogno è che questo angolo di Paradiso, il Montello, diventi un riferimento mondiale”, sottolinea Giusti.
Graziana Grassini avrà a disposizione il meglio, per centrare l’obiettivo. Non ultima, una cantina ipogea di recente costruzione, a Nervesa della Battaglia. Un progetto da 20 milioni di euro, che si affianca all’acquisto di ulteriori 100 ettari di vigneto., nella zona dell’Asolo Montello.
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“Asolo” è sinonimo di “Prosecco“, ma non vale l’opposto. Un connubio inscindibile quello tra la cittadina inserita tra i Borghi più belli d’Italia e il nome della Denominazione spumantistica veneta. Lo attesta il 32% dei consumatori italiani di spumanti e vini frizzanti, che non sarebbe più disposto a bere l’Asolo Prosecco se il nome del borgo apparisse privo della specificazione “Prosecco”. Solo il 22% continuerebbe a sceglierlo. Al contrario, ben l’84% del campione è disponibile a bere un vino che si chiami “Asolo Prosecco“.
I dati, presentati in mattinata in una conferenza stampa digital, costituiscono il nodo centrale dell’indagine Bva Doxa commissionata nel 2019 dal Consorzio dell’Asolo Prosecco su una platea di mille persone residenti nel Nord Ovest e nel Nord Est d’Italia. Un risultato che condiziona le scelte future dell’ente, che intende riposizionarsi sul mercato “come una sorta di ‘cru’ del Prosecco“. Docg, s’intende.
“I dati della ricerca – spiega Ugo Zamperoni, presidente del Consorzio – confermano che accostare la parola Prosecco al nome di Asolo rafforza l’identità territoriale della denominazione, già fortemente radicata. L’Asolo Prosecco infatti è piena espressione del territorio, è cultura, è storia”.
“In quest’ottica – continua Zamperoni – abbiamo creato anche un nuovo payoff, ‘È tutta un’altra Storia‘, che mira a sottolineare il legame delle bollicine con la città che dona loro il nome e con il suo inestimabile valore culturale”.
Pronta anche una nuova immagine coordinata (nella foto). Nel marchio della denominazione sono rappresentate la Rocca, da sempre simbolo del borgo di Asolo. Immancabili i profili delle colline su cui nasce l’Asolo Prosecco.
I colori riprendono quelli dorati del vino e delle facciate delle antiche dimore del centro storico asolano. Tra le novità del Consorzio, anche l’ingresso di Angelo Peretti, in qualità di consulente per la comunicazione.
La zona di produzione dell’Asolo Prosecco si trova in provincia di Treviso, ai piedi del Monte Grappa, sulle alte colline a occidente del Piave, a ridosso delle Dolomiti e del Montello. L’area si estende per 18 Comuni attorno ad Asolo.
Una denominazione più che mai in salute, che a dicembre 2019 ha toccato la cifra record di 17 milioni di bottiglie. Bene anche i dati a disposizione del Consorzio dall’inizio del 2020, con un + 22% al 30 aprile, rispetto al primo quadrimestre 2019, per un totale di 4 milioni di bottiglie.
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“Accessibilità e forte radicamento territoriale”. Queste, secondo Ugo Zamperoni, le ragioni per le quali l’Asolo Prosecco ha chiuso il primo trimestre del 2020 con un incremento di vendite del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2019. La più piccola delle tre denominazioni del mondo del Prosecco da gennaio a marzo ha collocato sul mercato 4 milioni di bottiglie contro i 3,6 milioni della chiusura trimestrale dell’anno scorso.
“Ovviamente – commenta il presidente del Consorzio Asolo Prosecco – alla luce del difficile contesto che stiamo vivendo, restiamo estremamente cauti nella valutazione delle dinamiche commerciali tuttavia i dati della nostra denominazione sembrano sottolineare che il consumatore fa sempre maggiore affidamento sulle caratteristiche tipiche dell’Asolo Prosecco”.
Le stesse che avrebbero consentito di chiudere il 2019 alla storica quota di 17 milioni di bottiglie vendute, con una crescita del 35% rispetto ai 12,6 milioni del 2018. “Insomma, pur con tutta la prudenza del caso, si conferma la crescita della fiducia del mercato nei nostri confronti”, chiosa Zamperoni.
Che l’identificazione territoriale sia uno degli elementi cardine dell’Asolo Prosecco lo conferma una ricerca condotta alla fine dello scorso anno da Bva Doxa per conto del Consorzio di tutela, nella quale si evidenzia una sostanziale coincidenza tra la quota di popolazione italiana che conosce la cittadina di Asolo (26%) con quella dei consumatori di spumanti che hanno già avuto occasione di bere l’Asolo Prosecco (22%).
“La crescita della denominazione – sottolinea Zamperoni – ci dice che probabilmente si è avvicinata all’Asolo Prosecco anche una parte di quel 23% di consumatori che avevano affermato di conoscere la nostra denominazione, ma di non averne ancora provato i vini al momento dell’intervista”.
Ben il 72% dei consumatori di Asolo Prosecco pensa che sia “un vino ideale per l’aperitivo”. Un’abitudine che evidentemente non è venuta a mancare neppure tra le mura domestiche nei tempi dell’emergenza Covid-19.
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La marcia dell’Asolo Prosecco Supeiore non si ferma e vola verso i 15 milioni di bottiglie, nei primi nove mesi del 2019 le vendite sono aumentate del 23% rispetto a quelle dell’anno precedente. Nello stesso arco di tempo sono state collocate sul mercato circa 12 milioni di bottiglie, di fatto quasi quanto in tutto il 2018, che aveva chiuso l’anno a quota 12,6 milioni. “Investire sulla propria identità territoriale è la scelta migliore che si possa fare nel mondo del vino”, dichiara Ugo Zamperoni, presidente del Consorzio di Tutela dell’Asolo Prosecco.
“Noi abbiamo investito sull’identità di un Prosecco Superiore che esprima il carattere delle colline di uno dei borghi più belli d’Italia, Asolo, e ora raccogliamo i risultati”, continua il numero uno del Consorzio, insidiatosi dopo le dimissioni di Armando Serena.
Le aspettative sono di una crescita costante: “Abbiamo visto un’accelerazione nei tre mesi estivi – sottolinea Zamperoni – durante i quali abbiamo certificato 4,7 milioni di bottiglie contro la media di 3,5 milioni dei due trimestri precedenti”.
“E pensare che ci era sembrato già un successo senza precedenti – ammette il neo presidente del Consorzio – aver superato per la prima volta i 3 milioni di bottiglie nel trimestre estivo del 2018. Ovviamente nei numeri siamo lontani dalle altre denominazioni del Prosecco, ma non essendoci motivi per ipotizzare dei rallentamenti da qui alla fine dell’anno, prevediamo comunque di sfondare per la prima volta entro fine 2019 la quota di 15 milioni di bottiglie“.
Un dato senza precedenti. “Per la nostra viticoltura collinare – commenta Zamperoni – rappresenta un volume importante e che costituisce anche un chiaro segnale di emancipazione del nostro Asolo Prosecco nell’offerta degli spumanti italiani di pregio”.
Dai mercati, del resto, stanno arrivando “segnali di attenzione molto incoraggianti nei confronti della nostra denominazione e della nostra identità collinare e noi a questa ci teniamo tantissimo, perché la consideriamo il nostro vero patrimonio”.
LA VENDEMMIA 2019
A vendemmia 2019 appena conclusa, Zamperoni traccia anche le prime considerazioni sull’annata: “Il risultato dell’investimento fatto dai nostri viticoltori sulla capacità di leggere e interpretare il territorio e gli andamenti stagionali lo si è toccato con mano soprattutto quest’anno”.
L’avvio della stagione viticola era stato infatti estremamente complicato. Arrivando da un inverno molto secco, il clima è evoluto in una primavera tra le più difficili degli ultimi anni: di fatto, l’estate è esplosa praticamente senza una vera traccia di primavera.
“Ma è proprio qui che si è rivelata vincente l’esperienza della nostra filiera – sottolinea Zamperoni – e dunque, pur nella complessità dell’annata, abbiamo saputo portare in cantina delle uve dotate di caratteristiche addirittura al di sopra dei canoni qualitativi consueti, il che ci fa pensare che possa proseguire la marcia spedita imboccata dall’Asolo Prosecco nel 2019″.
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Fa parte della collezione “Serenitatis Asolo” l’Asolo Prosecco Docg Colfondo “ll Brutto”, ultima etichetta di Montelvini. “Un modo per celebrare il lato più esclusivo e raffinato delle nostre bollicine”, spiega la casa vinicola di Volpago del Montello (TV).
Prodotto in quantità limitate (solo 2.500 bottiglie), “Il Brutto” è un vino non filtrato – o meglio #nofilter, per citare l’hashtag prescelto dalla cantina per la campagna di comunicazione – rifermentato in bottiglia secondo la tradizione tipica delle colline trevigiane. I lieviti si depositano sul fondo, senza essere rimossi.
Si può quindi scegliere di consumare questo Prosecco anche dopo aver agitato la bottiglia, per mescolare il nettare coi depositi, assolutamente commestibili e digeribili. Oppure versarlo con delicatezza, preservando una certa limpidezza.
LA DEGUSTAZIONE
“Il Brutto” di Montelvini si presenta nel calice di un giallo paglierino velato, per via del mancato filtraggio. Anche al naso risulta più che mai caratteristico. Le note di lievito sono piuttosto in evidenza, ma non coprono il bouquet floreale e gli aromi tipici della Glera, che riescono comunque a esprimersi.
All’assaggio, “Il Brutto” conferma tutte le impressioni giovanili del naso. Di nuovo le note di crosta di pane, seguite dalla frutta a polpa bianca e gialla. Chiude leggermente amaricante e su preziosi accenni salini, che invitano al sorso successivo. Una beva agile ma non banale, che potrà guadagnare ulteriore complessità col passare dei mesi.
LA VINIFICAZIONE
“Il Brutto” viene imbottigliato da Montelvini la settimana di Pasqua per iniziare, con il naturale aumento della temperatura stagionale, il processo di rifermentazione in bottiglia. L’uso dei solfiti è limitato e i pochissimi zuccheri residuali (2g/lt) garantiscono al vitigno di esprimersi appieno.
“È un vino vivo, sincero e in divenire – afferma Alberto Serena, ad di Montelvini – perché cambia nel corso dell’anno, evolvendosi. Ogni bottiglia è diversa e ci invita a ricercare nel bicchiere le peculiarità dei nostri territori e delle persone che lo hanno creato”.
LA CANTINA
Il Gruppo Montelvini e la famglia Serena possono vantare 138 anni di storia nella produzione di vini di qualità. Il 2018 è stato molto positivo per l’azienda, che è passata dai 19,16 milioni del 2016 a 24 milioni, di cui 6,5 milioni dall’export.
Sono 5,1 i milioni di bottiglie vendute nel mondo. All’estero i principali mercati restano il Giappone, gli Stati Uniti e la Russia. L’azienda coltiva direttamente circa 35 ettari di proprietà, divisi in quattro tenute.
Si tratta di Le Zuitere, che circonda la sede di Montelvini, Fontana Masorin a un’altitudine di 3 mila metri sul crinale del Montello, Presa IX, alle falde del colle e Ca’ Cornaro, alle pendici del Monte Grappa.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
ASOLO – Da vigneto abbandonato a “Vigneto ritrovato” il passo è breve, ad Asolo. Montelvini, l’azienda dell’ex presidente del Consorzio Tutela Vini Asolo Montello, Armando Serena, ha inaugurato nel weekend la fase conclusiva del progetto “Vigneto ritrovato”.
Si tratta di un terreno di 3 mila metri di proprietà della famiglia Contarini, che ad Asolo fece edificare nel 1558 quella che oggi è conosciuta come “Villa degli Armeni”. È su Villa Contarini e sul celebre giardino all’italiana di Villa De Mattia di Asolo che si affaccia il “Vigneto ritrovato”, dimenticato per oltre 60 anni.
TRE ANNI DI STUDI
Il recupero è stato avviato nel 2017, nel segno di tre parole care a Montelvini: “Ricerca, biodiversità e territorio”. Già censito dalle mappe napoleoniche, il “Vigneto ritrovato” ha restituito alla luce settanta viti, di cui solo una decina in perfetto stato fitosanitario.
Le analisi del Crea-Ve (Centro di Ricerca per la Viticoltura e l’Enologia) hanno consentito di individuare un clone di Glera tipico dell’area, praticamente scomparso negli anni perché poco produttivo.
Grazie al pool di agronomi ed enologi è stato preparato il terreno per mettere a dimora le barbatelle e dare il via alla propagazione. L’uva darà vita a una vera e propria etichetta del “cru”, in commercio dal 2023.
Nello specifico, il clone è l’Isv Va8, “selezione di Glera di origine asolana – evidenziano i tecnici – che presenta caratteristiche qualitative interessanti e tipicamente rappresentative del territorio”. Sono state rinvenute inoltre piante di Friulano (ex Tocai) e Verdea, tipica dell’Oltrepò pavese e del Milanese (San Colombano).
“Quello del Vigneto Ritrovato è un progetto che ha richiesto tempo, risorse e dedizione”, sottolinea Alberto Serena, che ha dato il via al progetto fresco dell’incarico da amministratore delegato di Montelvini, come successore del padre Armando.
“Ogni scelta e ogni azione è stata calibrata con attenzione, mantenendo il delicato equilibrio tra paesaggio, enologia, storia e territorio”. Il vino di Asolo, del resto, era noto già ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia per la sua qualità. I vini provenienti dalla cittadina erano i più pagati e ricercati dell’area di Treviso.
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ASOLO – Rilassato, disteso. Pieno di attenzioni per i suoi collaboratori, tra cui il vice Franco dalla Rosa. Appariva così, all’ultimo Asolo Wine Tasting, all’inizio di maggio, Armando Serena. Poi, lo shock. Attraverso un comunicato stampa, il presidente del Consorzio Vini Asolo Montello ha ufficializzato le dimissioni.
“Una decisione – spiega oggi a WineMag.it – presa da mesi e già comunicata al Cda da tempo”. Il divorzio, infatti, sarà formalizzato il prossimo 4 giugno. Una data scelta da Serena per mettere gli ultimi puntini sulle “i” al proprio mandato. Tra questi Vinexpo 2019, che si conclude oggi a Bordeaux. Un evento a cui ha voluto partecipare da presidente.
“Ho dovuto anticipare la comunicazione per via delle voci sempre più insistenti che cominciavano a circolare nell’ambiente”, spiega. A 75 anni e al terzo mandato alla guida del Consorzio Vini Asolo Montello, Serena lascia “senza rimpianti“.
IL COMMENTO
“Una decisione difficile – commenta – perché questo ruolo mi ha sempre coinvolto molto. Ho addirittura lasciato la direzione della Cantina Montelvini ai miei figli per dedicarmi anima e corpo a questo ruolo. Le dimissioni non sono state una decisione semplice, ma necessaria”.
Cosa è successo? “Nulla di particolare – risponde Armando Serena – nessun episodio specifico. Io e il Cda abbiamo sempre avuto gli stessi obiettivi e finalità, ma a un certo punto è venuto meno il feeling e l’umanità. E’ più che altro una questione di sensibilità diverse, tra esseri umani. Mi sentivo a disagio a rimanere in quel contesto”.
Non è dato a sapersi di che tipo di “sensibilità” parli Serena. Ma non è escluso si tratti di “sensibilità ambientale” o paesaggistica. Gli ettari a vigneto dell’Asolo Montello, pur essendo raddoppiati dal 2011 al 2018 – da poco più di 827 ettari agli attuali 1.991 – rappresentando meno del 9% dell’area globale del Consorzio, di oltre 23 mila ettari.
Con il vigneto è cresciuta anche la produzione. Serena, di fatto, lascia dopo aver traghettato la Denominazione verso il raddoppio della produzione, passata da meno di 5 milioni a più di 10 milioni di bottiglie. Altra importante decisione è stata quella di introdurre la tipologia Extra Brut per l’Asolo Prosecco Superiore.
La modifica del disciplinare entrata in vigore nel 2018, ha inoltre benedetto la versione Brut Nature dell’Asolo Prosecco Superiore “sui lieviti”. Lasciando ai produttori la possibilità di indicare in etichetta la dicitura “Asolo Prosecco Superiore Docg” o la più semplice “Asolo Docg”.
Non solo. Serena ha svolto il proprio incarico mettendo a disposizione del Consorzio una segretaria, spesata dall’azienda di famiglia. Per tre anni non ha percepito rimborsi. Fino agli ultmi 14 mesi, quando gli è stato riconosciuto un indennizzo mensile.
“Non appena avrò individuato un campo d’azione – annuncia – restituirò al territorio l’ammontare di tutto il denaro percepito per il ruolo di presidente, in modo che questo si riversi interamente sul territorio di Asolo”.
Nella foto, Armando Serena (a destra) con il vice presidente del Consorzio Franco dalla Rosa e la sommelier Ais Alessia Paulon
IL FUTURO DI SERENA
Già chiare le intenzioni di Serena per il futuro. “Due mesi dopo aver comunicato la mia intenzione al Cda del Consorzio, ovvero verso febbraio – sono stato contattato dal gruppo Assindustria Veneto Centro. Trattandosi della più importante associazione nazionale dopo quella di Milano e avendo ancora una gran voglia di fare, ho accettato”.
Armando Serena ricoprirà il ruolo di presidente, al posto dell’uscente Ivo Nardi. Entrerà in carica il 6 giugno 2019. Tra i compiti, quello di accompagnare l’associazione di imprenditori delle province di Padova e Treviso verso l’individuazione di una futura guida, giovane e dinamica.
Sarà in sostanza un tutor, dall’alto dell’esperienza maturata con Montelvini e alla guida del Consorzio di Tutela Vini Asolo Montello. “Ho già individuato i nomi dei miei tre vicepresidenti – annuncia Serena – che non rivelo solo perché ancora manca l’investitura ufficiale. Uno si occuperà di distillati. Il secondo di biologico. Il terzo è un esperto di vini venduti in cisterna”.
“Credo e spero che le relazioni maturate negli ultimi 7 anni e in quelli precedenti con Montelvini mi diano la possibilità di lavorare bene anche nel nuovo incarico – conclude Serena – facendo gruppo per centrare gli obiettivi. Del resto ho ancora una gran voglia di fare e gli attestati di stima arrivati in questi giorni mi danno grande energia”.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
ASOLO – Ebbene sì, “da avere in cantina”. Chi crede che il Prosecco non possa diventare più buono col tempo trascorso in bottiglia, evidentemente non ha mai assaggiato un Asolo Prosecco Superiore Docg. Chiaro che non stiamo parlando di un Metodo classico.
Ma all’Asolo Wine Tasting 2019, in programma dalle 10 alle 19 di quest’oggi al Palazzo Beltramini di Asolo (TV), ci sarà l’occasione di testare diverse annate di una delle “bollicine” venete più pregiate, nelle sue diverse sfumature.
Chi predilige vini morbidi potrà scegliere la versione Extra Dry o Dry, con residui zuccherini tendenzialmente compresi tra i 14 e i 25 grammi per litro. Chi invece preferisce spumanti più verticali potrà dirigersi senza indugio sulla versione Brut (dai 7 ai 12 grammi per litro).
Ancor più diretti gli Extra Brut (da 0 a 6 grammi litri di residuo zuccherino) o i Col Fondo (da 0 a 2 g/l), connotati dal tipico lievito in vista sul fondo della bottiglia.
Di seguito i migliori dieci Asolo Prosecco Superiore Docg risultati dalla degustazione alla cieca di WineMag.it su 49 campioni complessivi, suddivisi per tipologia. Non mancheranno i vini rossi del Montello Colli Asolani, di cui abbiamo parlato qui. Da non perdere quello prodotti con la rara uva Recantina, autoctona della zona di Asolo.
COL FONDO
1) Asolo Prosecco Superiore Docg Col Fondo 2016 “Il Brutto”, Montelvini: 89/100 Giallo paglierino carico. Naso profondo e fresco, che sfiora il balsamico. Si apre su tinte erbacee che ricordano la radice di liquirizia e il fieno bagnato. Un vino in continua evoluzione nel calice, tanto da arrivare a ricordi di cera d’api a diversi minuti dal servizio.
Un naso complesso, dunque, che evidenzia come il vino stesso sia in continua, positiva evoluzione. In bocca denota una bella struttura, giocata su una freschezza invidiabile in ingresso, che poi lascia spazio a un frutto preciso in centro bocca. Il tutto prima di una chiusura salina preziosa, unita a ricordi di radice di liquirizia già avvertiti al naso.
EXTRA BRUT
2) Asolo Prosecco Superiore Docg Extra Brut Biologico 2018 “Benny”, Bresolin: 89/100
Tra i campioni più completi in assoluto degustati all’interno della Denominazione asolana. In bocca sfodera una ottima freschezza, con leggeri richiami di mentuccia che si accostano a percezioni fruttate molto precise. L’allungo è sulla frutta a polpa gialla, sostenuta da una vena salina che chiama il sorso successivo. Beva che non stanca mai.
3) Asolo Prosecco Superiore Docg Extra Brut 2018, Giusti: 89/100 Uno spumante che fa dell’equilibrio e dell’eleganza le sue armi vincenti, senza rinunciare a una bevibilità straordinaria. Risulta infatti molto ben equilibrato in tutte le sue fasi, in un gioco prezioso tra frutto tendente al maturo e struttura resa dal terroir. Al palato sorprende, in particolare, per il retro olfattivo serioso, leggermente speziato (pepe bianco). Certamente tra gli Asolo Prosecco più complessi della Denominazione.
4) Asolo Prosecco Superiore Docg Extra Brut 2017 “Iaya”, Meridiana: 87/100 Tra gli spumanti più gastronomici in assaggio. Naso suadente, su ricordi di macchia mediterranea – rosmarino, alloro – oltre al frutto tendente al maturo (pesca e pera, tipiche della Denominazione). Bel palato che si distingue per l’apprezzabile verticalità in ingresso. Si allarga in centro bocca, senza scomporsi. Chiusura salina, precisa.
BRUT
5) Asolo Prosecco Superiore Docg Brut 2018 “Duse”, Pat del Colmèl: 88/100 Uno spumante connotato da un bel corpo, oltre da che da una gran freschezza al palato. Uno di quei calici che non stanca mai, per l’equilibrio tra tutte le sue componenti. Sorprende, ancora prima, per la complessità al naso, giocata tra note dure, gessose – che ricordano la pietra bagnata – e il frutto suadente, polposo, esotico. In bocca si ritrova lo stesso filo conduttore, in un gioco di perfetta corrispondenza impreziosita da una chiusura di sipario salina, elegante.
6) Asolo Prosecco Superiore Docg Brut 2018, La Caneva dei Biasio: 86/100 Tra i più tipici ed equilibrati tra i Brut della Denominazione (tipologia che, in verità, ad Asolo non brilla). Bella spinta minerale al naso, che gioca con la frutta matura ma non sgarbata. In bocca la mineralità trova conferma assoluta. Chiuse tipico, su note pulite di mandorla amara. Migliorerà certamente col passare dei mesi.
EXTRA DRY
7) Asolo Prosecco Superiore Docg Extra Dry 2018 “57”, La Montelliana: 87/100 Classico vino “a gradoni”, connotato da fasi gusto-olfattive che devono ancora integrarsi tra loro alla perfezione. Piace e convince perché è giovanissimo e le sue componenti non potranno che amalgamarsi meglio col passare dei mesi, creando un quadro coraggioso per la tipologia Extra Dry.
Uno spumante, di fatto, che non gioca sulla piacevolezza commerciale data dai 17 grammi/litro di residuo zuccherino, cercando nelle durezze date dalla mineralità l’equilibrio perfetto. Lo raggiungerà col passare dei mesi.
8) Asolo Prosecco Superiore Docg Extra Dry 2018, Pat del Colmèl: 86/100 Altro calice che fa dell’essenzialità il suo punto di forza. Il frutto è pulito e tutt’altro che esasperato, pur nella sua maturità. La vena minerale è un corredo preziosissimo per il raggiungimento di un buon equilibrio gusto olfattivo. Un altro spumante a cui farà bene il tempo, che finirà di amalgamare i sentori di lisi alla bella venatura citrina avvertibile – in particolar modo – nel retro olfattivo.
DRY
9) Asolo Prosecco Superiore Docg Dry 2018 “Collina 48”, Bedin: 87/100 Al naso, oltre al frutto, rari richiami alla macchia mediterranea avvertiti in un altro paio di campioni presenti in batteria. Fresco già al naso, coi suoi richiami mentolati e di salvia. In bocca la vena minerale affianca la frutta tendente al maturo: è così che convince, nel senso dell’equilibrio.
10) Asolo Prosecco Superiore Docg Dry 2018, Pat del Colmèl: 86/100 Altro campione che riesce a coniugare una gran freschezza alle note fruttate tendenti al maturo, piuttosto tipiche della tipologia Dry. Sorprende per la chiusura vagamente speziata, che conferisce ulteriore freschezza e carattere al sorso, assieme ai richiami salini.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
ASOLO – Un bianco e un rosso per domani. Per diversificare l’offerta – già consolidata – di bollicine. E cavalcare l’onda della riscoperta degli autoctoni, viste le crescenti richieste di un mercato sempre più attento alla tipicità. Così il Consorzio Vini Asolo Montello punta tutto su Recantina e Rabiosa. Le due uve affiancheranno l’ormai affermato AsoloProsecco Superiore Docg nel futuro delle Denominazioni di questo prezioso angolo di Veneto.
Se il percorso della Recantina è già avviato, con il riconoscimento all’interno della Doc Montello Colli Asolani, per la Rabiosa (o “Rabbiosa”) il percorso è appena iniziato. La riscoperta di quella che viene considerata la “cugina” della Durella dei Monti Lessini – con la quale condivide la spiccata acidità, distinguendosi per il maggiore apporto zuccherino e alcolico – è ancora in cantiere.
Le caratteristiche organolettiche, unite all’ottima resistenza alle muffe, rendono la Rabiosa un’uva estremamente interessante per i produttori locali, costretti a fare i conti con i cambiamenti climatici. Se le prove di vinificazione delle prime due cantine andranno a buon fine, il Consorzio avvierà l’iter per l’iscrizione nell’elenco dei vitigni della Doc.
Due carte preziose nella manica del presidente del Consorzio, Armando Serena, che ieri ha condotto assieme al suo vice Franco dalla Rosa una masterclass sui rossi dell’Asolo Montello. Quattro assaggi di Recantina – oggi allevata da una decina di aziende per un totale di 10 ettari, in terreni magri prediletti da questa varietà – e 6 di Montello Rosso Docg, ottenuto dall’ormai storico uvaggio di Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.
“Varietà internazionali – ha ricordato Serena – che si sono perfettamente adattate al microclima locale, tanto da poter essere ormai considerate anch’esse autoctone. Se fino a un po’ di anni fa quello di Asolo era il Prosecco segreto, perché nessuno lo conosceva, oggi questa zona può offrire ai consumatori anche dei rossi unici”.
Per scoprirle c’è Asolo Wine Tasting 2019, in programma domani, domenica 5 maggio, dalle 10 alle 19 a Palazzo Beltramini di Asolo (TV). In degustazione anche alcune eccellenze gastronomiche locali, con La Fucina del Gusto.
LA DEGUSTAZIONE
Recantina Montello e Colli Asolani Doc 2017, Sagrevit: 83/100 Cantina tra le più giovani della Denominazione. Colore rubino, mediamente trasparente. Frutto di bosco, ribes al naso, assieme a richiami vegetali netti. In bocca la struttura non è particolarmente accentuata. Un vino semplice, tutto sommato elegante. La gioventù dell’impianto gioca un ruolo determinante. Un patrimonio che non potrà che migliorare, di vendemmia in vendemmia.
Recantina Montello e Colli Asolani Doc 2017, Ida Agnoletti: 85/100
Rosso rubino intenso, riflessi violacei. Naso sul sottobosco, ma senza il verde che ha contraddistinto l’assaggio precedente. Il frutto ne guadagna in eleganza, sia al naso che al palato, dove in particolare mostra una buona pulizia. Il tannino non è spigoloso e la parte delle durezze spetta a una spezia che ricorda il pepe. Buona bevibilità, data appunto dalla bella freschezza apportata dalla spezia, specie nel retro olfattivo.
Recantina Montello e Colli Asolani Doc 2016, Giusti: 86/100 Si cresce in qualità, a riprova che il vitigno non teme affatto i giri di lancette in bottiglia. Rosso rubino tendente al violaceo. Oltre al frutto, profondo, di bosco, note terziari da caramella mou.
In bocca una bella vena salina che tende al salmastro, ma anche al torbato. Le note fresche al palato vengono attenuate dalla vinificazione in legno, che arrotonda il sorso. Bello l’equilibrio tra le componenti.
Recantina Montello e Colli Asolani Doc 2015, Pat del Colmèl: 91/100
Voto alto, per le ottime prospettive future di questa etichetta. Rosso rubino con riflessi violacei. Note di legno molto più integrate e meno invasive rispetto al precedente assaggio: la percezione è sia fresca (mentuccia) che calda (mou, fumo di pipa dolce), in un pregevole gioco che mette il naso sull’altalena.
Non manca la classica frutta di sottobosco. E’ la Recantina più tannica della batteria, ma anche quella che garantisce la maggiore pienezza al palato, nel rincorrersi tra frutto e sale. Vino giovane, come detto, che maturerà alla grande e troverà il suo perfetto equilibrio una volta assorbita la vena amaricante del tannino, in evidenza in chiusura.
Montello Rosso Docg 2016, Ida Agnoletti: 86/100
Siamo a Selva del Montello, quindi alla base del Montello. Terreno ricco di scheletro, ben drenato e caldo. Vino con buon apporto di frutto (ciliegia netta, prugna, ribes) e caratterizzato da una spezia accesa. In bocca non esplosivo, lineare, tannino piuttosto pastoso e in fase giovanile. Ottima freschezza. Vino che, al momento, guadagna in equilibrio e in eleganza nel retro olfattivo.
Montello Rosso Docg 2015, Martignago: 85/100 Ci spostiamo nel Comune di Maser, in un’area piuttosto calda, molto soleggiata, nota per la coltivazione delle ciliegie. Il vino risulta meno strutturato e fresco del precedente, più sul frutto, specie al naso. Chiude su un tannino meno evidente, ma presente, che si somma alla consueta venatura salina.
Montello Rosso Docg 2015, Le Terre: 82/100 La zona è quella di Onigo. Il naso evidenzia una spinta aromatica intensa, caratterizzata da evidenti richiami di ciliegia sotto spirito. In bocca meno evidente. L’alcol è presente e importante, non ancora supportato da una struttura all’altezza. Chiusura salina meno accentuata, che lascia spazio a una nota mentolata.
Montello Docg 2015 “Campo del Prà”, Sartor Emilio: 91/100 Azienda storica del comprensorio, situata nella zona posta davanti al Montello, tra le più vocate. Naso di frutto rosso molto preciso, caratteristico. Un Cabernet che si fa sentire col suo verde che tende più alla radice (di liquirizia) che al raspo.
Completano il quadro richiami di sciroppo di amarena e ricordi leggeri di miele. Il palato è inatteso: bella verticalità, richiami di spezia, frutto preciso in termini di maturità. Tannino vivo, in fase di distensione. Bello ritrovare in chiusura note di liquirizia e rabarbaro. Un vino che chiama il piatto: gran gastronomicità.
Montello Docg 2013 “Zuiter”, Montelvini: 84/100 Ciliegia netta, matura. Vaniglia. Vino che scorre bene in bocca ma senza lasciare il segno, giocato com’è sulle sole morbidezze. Poco complesso, si riaccende solo in chiusura, dove sfodera una buona freschezza.
Montello Docg 2015 “Umberto Primo”, Giusti (anteprima): 85/100 Nota di tabacco al naso, oltre alla classica nota di ciliegia. Nervoso, scalpitante, ancora molto giovane soprattutto per il tannino. Non ancora armonico al palato, ma è giusto che sia così: vino pensato per l’allungo, dunque da aspettare. Coraggioso.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
ASOLO – Il Consorzio Vini Asolo Montello si prepara per l’ottava edizione dell’Asolo Wine Tasting 2019, il banco d’assaggio in programma domenica 5 maggio, dalle 10.00 alle 19.00 a Palazzo Beltramini, cuore della cittadina della provincia di Treviso annoverata tra i Borghi più belli d’Italia.
In degustazione ci sarà l’Asolo Prosecco Superiore Docg nelle sue diverse versioni, alcune uniche nel panorama del Prosecco come l’Extra Brut, oltre al Col Fondo, il Prosecco rifermentato in bottiglia e senza sboccatura, come da tradizione di queste zone.
Nello stesso weekend la cittadina trevigiana ospiterà anche Fucina del Gusto, rassegna gastronomica dedicata alle eccellenze locali, che con Asolo Wine Tasting ha in comune la volontà di valorizzare il territorio e i suoi prodotti.
Proprio in un’ottica gastronomica, spazio anche ai rossi del territorio come la Recantina Doc, vitigno praticamente scomparso all’inizio del Novecento e recuperato grazie a un lavoro di ricerca seguito dal Consorzio, e il Montello Docg, ottenuto dal classico taglio tra Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon.
Tutti vitigni internazionali, che in questi luoghi assumono un’identità ben precisa. Vini che nascono in luoghi in cui è tutelata la biodiversità, dove la vite e altre coltivazioni convivono con boschi e fonti d’acqua, disegnando un paesaggio unico.
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I numeri del Consorzio Vini Asolo Montello continuano a crescere, confermando il trend positivo. Nel 2018 sono state oltre 12 milioni le bottiglie consortili di Asolo Prosecco Superiore DOCG prodotte e immesse nel mercato.
Anche le piccole produzioni locali sono aumentate. Dal 2014 ad oggi quella di Montello DOCG è passata da 3 mila a 51 mila bottiglie, raddoppiando il dato del 2017.
L’incremento della produzione non ha comunque modificato il paesaggio unico dei Colli di Asolo e del Montello, conservandone le peculiarità.
La superficie vitata, che comprende sia i vigneti a bacca bianca che quelli a bacca rossa, è pari a poco più di 2.100 ettari e rappresenta solo il 9 per cento dell’intera superficie dell’Asolo Montello.
“Quelli registrati nel 2018 sono dei risultati che ci danno grande soddisfazione – spiega Armando Serena, Presidente del Consorzio Vini Asolo Montello – la crescita costante dell’Asolo Prosecco Superiore DOCG ribadisce che il nostro vino è apprezzato dal mercato sia nazionale che internazionale”.
“Per il Consorzio, però – conclude Serena – è altrettanto fondamentale la tutela dell’ambiente e del territorio e la promozione delle varietà storiche che vi si trovano, come Cabernet e Merlot, uvaggio alla base del Montello DOCG”.
Nata nel 2009, quella dell’Asolo Prosecco Superiore DOCG è la Denominazione meno estesa delle tre votate al Prosecco, ma è l’unica che può definire la tipologia Extra Brut nelle bottiglie prodotte con la DOCG.
La DOCG Montello è nata nel 2011 per valorizzare l’alta qualità di questo vino e della zona in cui viene prodotto. Il Montello DOCG è ottenuto dal classico taglio tra Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon con vitigni internazionali, che in questi luoghi assumono un’identità ben precisa.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Elvio Forato, direttore ed enologo della Cantina Sociale Beato Bartolomeo da Breganze è il nuovo presidente del Consorzio di Tutela vini Doc Breganze. Succede a Plinio Bonollo, rimasto in carica per sei anni, che resta nel consiglio con la carica di vice presidente.
Il Consiglio del Consorzio Tutela Vini D.O.C. Breganze ha voluto fare una scelta più tecnica con la nomina di Forato a Presidente, scegliendo una persona che conosca non solo il territorio ma anche le leggi e il sistema vino negli aspetti più specifici.
Elvio Forato, nato ad Asolo nel 1962, si è diplomato nel 1982 alla scuola enologica di Conegliano. Dopo un’esperienza alla Cantina Sociale Montelliana, ha accumulato esperienza nell’Oltrepò Pavese dove ha appreso metodi e segreti della lavorazione degli spumanti sia metodo classico che charmat. Dal 2001 si sposta a Breganze dove diventa enologo della Beato Bartolomeo (680 soci, 590 ettari coltivati in totale, 70000 quintali di uva conferita). Dal 2006 ne è anche direttore generale.
“Ringrazio il Consiglio del Consorzio per la fiducia che mi ha concesso e il mio predecessore Plinio Bonollo per l’ottimo lavoro svolto in questi anni – dichiara Elvio Forato – Il mio impegno per i prossimi anni è sicuramente quello di proseguire nella rivalutazione della D.O.C. Breganze, del nostro territorio e dei vini che ne nascono. Tanto è già stato fatto finora, ma dobbiamo ulteriormente rimboccarci le maniche e lavorare insieme perchè questo nostro territorio così vocato ottenga il giusto riconoscimento a livello nazionale e internazionale. Ci tengo a ricordare che la nostra è stata la prima D.O.C. del vicentino, riconosciuta fin dal 1969”.
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A pochi giorni dal Vinitaly Armando Serena è stato riconfermato Presidente del Consorzio Vini Asolo Montello per i prossimi tre anni, un riconoscimento per l’ottimo lavoro svolto nei precedenti mandati.
Il vicepresidente che affiancherà Serena nella conduzione del Consorzio rimane Franco dalla Rosa. Gli altri consiglieri d’amministrazione sono: Silvia Costa, Paolo Liberali, Dario Toffoli, Mattia Bernardi, Franco Dalla Rosa, Giovanni Ciet, Simone Morlin e Ugo Zamperoni.
“Arrivare a Vinitaly 2018 nuovamente come Presidente – spiega Armando Serena – è una doppia soddisfazione. Sarà l’occasione per festeggiare con i soci il traguardo dei 10 milioni di bottiglie, ma anche un nuovo punto di partenza per i progetti dei prossimi tre anni. L’obiettivo sarà infatti di incrementare la diffusione e conoscenza dell’Asolo Prosecco Superiore DOCG, ma sempre nel un pieno rispetto del nostro territorio, senza sminuire la sua integrità paesaggistica. Tra gli obiettivi primari del nuovo Consiglio ci saranno infatti la tutela e la valorizzazione dei colli di Asolo e del Montello, in grado di donare al nostro Asolo Prosecco Superiore DOCG delle caratteristiche uniche, grazie alle quali sta ottenendo un riscontro estremamente positivo sia in Italia che all’estero.”
Dal 15 al 18 aprile 2018 il Consorzio sarà presente a Vinitaly 2018 per la prima volta in due differenti postazioni: al Padiglione 8 Stand I2-I3 e nello spazio Universo Prosecco, al Padiglione 4 Stand B4, assieme al Consorzio Conegliano Valdobbiadene e al Consorzio Prosecco DOC.
Tre le masterclass che si terranno nello stand dell’Asolo Montello e che vogliono mettere in luce le peculiarità della sua produzione.
Domenica 15 alle ore 14.00 il primo appuntamento con Il gioco della bottiglia, una degustazione alla cieca di Asolo Prosecco Superiore DOCG sul tema della percepibilità del residuo zuccherino. Quello del Consorzio Asolo Montello, infatti, è un vino caratterizzato da grande struttura e sapidità, che si esprime molto bene anche nelle versioni più secche.
Lunedì 16 alle 14.00, invece, un tasting guidato per scoprire il l’Extra Brut, classificazione utilizzabile solo per le bottiglie dell’Asolo Prosecco Superiore DOCG. Martedì 17, sempre alle 14.00, Non solo Prosecco, un viaggio alla scoperta degli altri vini della Denominazione.
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Il Consorzio Vini Asolo Montello si prepara per la settimana edizione dell’Asolo Wine Tasting, in programma domenica 6 maggio 2018 a Palazzo Beltramini, nel cuore del borgo di Asolo (TV).
Novità di quest’anno sono le tre degustazioni guidate dai sommelier di Ais Veneto e dedicate alle diverse tipologie di Asolo Prosecco Superiore Docg, ai vini rossi Doc e Docg del Consorzio, all’Incrocio Manzoni e alla Recantina.
IL PROGRAMMA Dalle 10.00 alle 19.00 saranno aperti al pubblico i banchi d’assaggio con i vini del Consorzio. Ad ospitare le tre masterclass sarà la Sala Gialla di Palazzo Beltramini. Alle 11.00 la prima degustazione, che sarà interamente dedicata all’Asolo Prosecco Superiore Docg, presentato nelle sue diverse declinazioni, in particolare l’Extra Brut. La denominazione Asolo Montello è infatti l’unica tra le Denominazioni del Prosecco che può rivendicare la tipologia Extra Brut nelle bottiglie prodotte.
Il Consorzio Vini Asolo Montello, che quest’anno ha superato l’obiettivo dei 10 milioni di bottiglie, non è però solo Asolo Prosecco Superiore Docg. Nel pomeriggio saranno presentate due degustazioni dedicate agli altri vini prodotti nella zona. Alle 16.00 l’attenzione sarà rivolta alla Recantina, all’Incrocio Manzoni e al Colfondo, che dal prossimo anno si chiamerà Asolo Prosecco Superiore Docg sui lieviti, mentre alle 17.30 ci sarà una degustazione dedicata ai vini rossi Doc e Docg del Consorzio.
Nello stesso weekend il borgo trevigiano ospiterà anche la dodicesima rassegna di Fucina del Gusto, rassegna gastronomica dedicata alle eccellenze locali, che con Asolo Wine Tasting ha in comune la volontà di valorizzare il territorio dell’Asolo Montello e i suoi prodotti. Il costo dell’entrata al banco d’assaggio sarà di 10 € comprensivo di tasca e bicchiere souvenir.
Maggiori informazioni sul sito www.asolomontello.it
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L’Assemblea dei soci del Consorzio Vini Asolo Montello ha approvato il bilancio 2017, confermando che nell’ultimo anno sono stati superati i 10 milioni di bottiglie consortili, sfiorando gli 11.
Un dato che dà grande soddisfazione, se si pensa che negli ultimi due anni la produzione è più che raddoppiata, visto che che nel 2015 il dato era di poco superiore ai 5 milioni.
Durante l’assemblea è stato evidenziato inoltre come, dal 2011 ad oggi, le superfici dell’Asolo Montello siano passate da poco più di 827 ettari agli attuali 1.991. Una crescita importante, oltre il 70%, ma non invasiva: gli ettari a vigneto, (meno del 9% dell’area globale del Consorzio di oltre 23.000 ettari) non sminuiscono la sua integrità paesaggistica.
“Superare le dieci milioni di bottiglie – spiega Armando Serena, Presidente del Consorzio Vini Asolo Montello – è un obiettivo in cui abbiamo fortemente creduto e per cui abbiamo lavorato molto negli ultimi anni. Questa veloce crescita la dobbiamo in particolar modo al nostro Prosecco DOCG, un prodotto di grande qualità che sta ricevendo molti apprezzamenti anche dall’estero”.
Negli ultimi anni la tendenza del mercato è quella di ridurre i grammi di zucchero nell’Extra Dry, che spesso necessita di alti gradi zuccherini per esprimersi al meglio. “L’Asolo Prosecco Superiore DOCG, invece – precisa Serena – è un vino caratterizzato da grande struttura e sapidità, derivanti dal suo terroir. Questo gli permette di reggere bene in bocca anche nelle versioni più secche e di essere perfettamente in linea con le richieste dei consumatori”.
Una crescita che va di pari passo con la qualità. Quella dell’Asolo Montello, la denominazione meno estesa delle tre votate al Prosecco, è l’unica che può definire la tipologia Extra Brut nelle bottiglie prodotte con la DOCG e, grazie alla modifica del disciplinare che dovrebbe entrare in vigore nel 2018, l’Asolo Prosecco Superiore DOCG sui lieviti potrà essere prodotto nella versione Brut Nature o relativi sinonimi.
Con la convalida delle modifiche i produttori potranno inoltre scegliere se applicare in etichetta la dicitura di Asolo Prosecco Superiore DOCG o la più semplice Asolo DOCG, legando ancora di più il vino alla sua zona di produzione.
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MONTEBELLUNA – L’anno del Consorzio Vini Asolo Montello si chiude con importanti novità nell’ambito dei disciplinari. L’Assemblea dei soci ha infatti approvato alcune variazioni riguardanti le denominazioni della DOC Montello-Colli Asolani e della DOCG Asolo Prosecco.
La prima novità riguarda l’etichettatura dell’Asolo Prosecco Superiore DOCG. A partire dal prossimo anno i produttori potranno scegliere se apporre sui loro prodotti la dicitura di Asolo Prosecco Superiore DOCG o la più semplice Asolo DOCG. Un modo per legare ancora di più il vino con la zona di produzione e con la città dei cento orizzonti.
Aria di cambiamento anche per l’Asolo Prosecco DOCG “Colfondo”, che dal prossimo anno cambierà il suo nome in Asolo Prosecco Superiore DOCG sui lieviti e potrà essere prodotto nella versione Brut Nature o relativi sinonimi.
L’altra importante modifica riguarda invece la DOC Montello-Colli Asolani, che abbrevia la sua denominazione sostituendo la dicitura “Colli Asolani” con quella di “Asolo”. Il marchio di Denominazione di Origine Controllata potrà quindi essere riportato sulle etichette delle bottiglie come DOC Asolo Montello o, a discrezione, DOC Montello Asolo.
Le modifiche sono attualmente in fase di approvazione da parte della Regione. La successiva convalida da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali è prevista nel corso del prossimo anno, in modo che le variazioni siano attuative già dalla vendemmia 2018.
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Non si arresta la vendita delle Prosecco Gummies, nonostante le rassicurazioni del Consorzio Prosecco Doc. Le caramelle a forma di orsetto al gusto Prosecco sono tuttora in vendita nel Regno Unito, in una catena di grandi magazzini con base a Londra. Ma c’è di più. La casa produttrice, il negozio di dolciumi londinese SugarSin, letteralmente “Peccato di zucchero”, assicura che “entro primavera sarà in grado di spedirle in tutta Europa”. Per far luce sull’ennesimo scandalo che riguarda le bollicine venete è bastata un’email, inviata da vinialsupermercato.it a SugarSin, fingendoci un ingenuo cliente interessato all’acquisto delle Prosecco Gummies (vedi foto sotto). “Buongiorno – scriviamo – vorremmo sapere quanto Prosecco c’è nelle vostre caramelle? E’ il vero Prosecco italiano o è inglese? Perché le caramelle non sono alcoliche, se contengono Prosecco? Grazie molte”. Sugar Sin abbocca all’amo. E ci risponde così, pochi minuti fa: “Ciao Davide, grazie per l’email. Le caramelle sono fatte con vero Prosecco italiano, però l’alcol evapora durante la fase di produzione. Produciamo queste caramelle in Germania. Cordiali saluti, Josefin”. Le caramelle in questione risultano tuttavia attualmente out of stock, ovvero terminate, sul sito Internet SugarSin. Un effetto del sequestro effettuato da parte di Scotland Yard? Forse. Le forze dell’ordine inglesi si sarebbero mosse, secondo quanto riferisce l’ufficio stampa del Consorzio Prosecco Doc, già sul finire dello scorso anno, “in seguito alla segnalazione dei tre consorzi del Prosecco, in concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico italiano, Interpol, Europol e Agenzia Internazionale delle Dogane”. Eppure, la risposta di SugarSin è di tutt’altro tenore. “We are aiming to have new stock – assicura sempre la diligente Josefin – in within the next two weeks”. Ovvero: “La merce sarà nuovamente a disposizione entro le prossime due settimane”. “At the moment we only ship within the Uk but are hoping to include the rest of Europe later this spring. Would you like me to email you once this is in place?”. Tradotto: “Al momento le spediamo solo nel Regno Unito, ma speriamo di includere il resto dell’Europa entro la prossima primavera”. Che dire? Il mercato del Made in Italy tarocco, funziona. Eccome. A suon di 6,50 sterline a pacchetto. Spedizione esclusa.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
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