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Aristos Zero Pas Dosé è il primo Metodo classico della Valle Isarco

Aristos Zero Pas Dosé è il primo Metodo classico della Valle Isarco
È prodotto con uve Sylvaner il rpimo Metodo classico della Valle Isarco. La novità della subregione da scoprire dell’Alto Adige è firmata Cantina Valle Isarco, la più giovane realtà cooperativa vinicola regionale, da sempre votata alla valorizzazione dei vitigni a bacca bianca Kerner e Sylvaner. In questo solco si inserisce l’ultimo arrivato, Aristos Zero Pas Dosé, Metodo Classico 100% Sylvaner. Il millesimo di debutto è il 2019, con una tiratura di (sole) 800 bottiglie. Per le annate 2020 e 2021 la cantina ha alzato il tiro a 1800 bottiglie, puntando ancora più in alto nel 2022, anno in cui la produzione è aumentata a quota 3500 bottiglie.

L’obiettivo finale di Kellerei Eisacktal , cooperativa che ha sede a Chiusa (Bolzano), sono le 5 mila unità per ogni annata. «La Valle Isarco – spiega il direttore generale della cantina, Armin Gratl – è un territorio di vini fermi. Ma il Sylvaner, che per noi è una varietà molto importante, che fuori dall’Alto Adige è ancora poco conosciuta. Così, abbiamo pensato di creare una quarta etichetta dedicata al nostro Sylvaner, che accontentasse il trend mainstream delle bollicine e anche la nostra forza vendite. Una chance interessante, ovviamente solo se il risultato fosse stato di alta qualità».

ECCO ARISTOS PAS DOSÉ DI CANTINA VALLE ISARCO

«Per questo – continua Gratl – Aristos Pas Dosé nasce dopo una sperimentazione iniziata nel 2018. Sarebbe stato facile fare un Metodo Classico utilizzando come uve lo Chardonnay, ma noi puntavamo con questo progetto a valorizzare e dare visibilità ai nostri vitigni autoctoni. Il Sylvaner è perfetto per la spumantizzazione, a differenza del Kerner.

«Abbiamo selezionato la vigna – conclude il direttore generale di Cantina Valle Isarco – nonché il momento della vendemmia ideale per fare un base spumante e capito tutto il percorso da fare per spumantizzare al meglio. Abbiamo scelto la versione non dosata perché volevamo mettere in bottiglia tutta l’espressività di questo vitigno, senza “alterazioni” del dosaggio». L’ennesimo progetto che guarda al futuro per una cooperativa che, secondo le prime stime, festeggerà il 2023 con un fatturato di 15 punti superiore al record già raggiunto nella gestione 2021, pari a 6,3 milioni di euro.

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Alto Adige Valle Isarco Doc Kerner 2021 “Aristos”, Cantina Valle Isarco

L’Alto Adige Valle Isarco Doc Kerner 2021Aristos” di Cantina Valle Isarco è uno de presenti nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023 di winemag.it. Alla vista si presenta di un colore giallo paglierino, con riflessi verdolini.

Vino che mostra le potenzialità del vitigno e la sua grande chance nel parterre dei vini bianchi italiani ed internazionali. Pienezza del frutto, verticalità, freschezza: il Kerner ha tutto per diventare un trend. E Valle Isarco è una cantina che lo interpreta in maniera esemplare.

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Pinot Nero come il Kerner in Valle Isarco: caccia ai vigneti di alta quota

Mentre gongola per i dati positivi dell’anno fiscale chiuso il 31 agosto 2022 (+23% sul 2021 e +20% sull’anno record, 2019) Cantina Valle Isarco si interroga sul futuro del Pinot Nero. Il direttore generale Armin Gratl non ha dubbi: seguirà la strada del Kerner, vitigno-vino che, più degli altri, ha consentito alla più giovane cooperativa vinicola dell’Alto Adige di passare da 6,3 a 7,6 milioni di euro di fatturato tra il 2021 e il 2022 (nel 2014 erano appena 4,3).

Il Kerner è infatti il vino più venduto da Cantina Valle Isarco (Kellerei Eisacktal), per un totale fra le varie linee “Classica”, “Aristos” e “Sabiona” di 240 mila bottiglie. A seguire Sylvaner, Gewürztraminer, Müller Thurgau e Grüner Veltliner. A breve la nuova sfida per la cooperativa di Chiusa (BZ): il lancio di un Pinot Nero che pare destinato a seguire i dettami di successo del Kerner.

«Abbiamo un territorio meraviglioso – commenta Armin Gratl – che ci dona vini unici per sapore, aroma e profumo. Quindi è giusto puntare su di esso, valorizzandolo. Il nuovo Pinot Nero della linea top di gamma Aristos, che sarà sul mercato da ottobre 2022, è interpretato da un territorio di montagna come il nostro, quindi diverso dal classico stile altoatesino a cui siamo abituati».

AIL NUOVO PINOT NERO ARISTOS DI CANTINA VALLE ISARCO

I migliori Kerner dell’Alto Adige: crescono ettari e popolarità

Crediamo che i cambiamenti climatici costringeranno a trovare nuovi territori vinicoli anche per questo vitigno, alzando la quota. Qui il Valle Isarco, certo, le altitudini non mancano. Questo, comunque, resta un prodotto di nicchia, i nostri portabandiera resteranno sempre Kerner e Sylvaner».

Il Pinot Nero Aristos, annata 2020, è prodotto in sole 2 mila bottiglie. Andrà a rimpolpare, nelle speranze di Cantina Valle Isarco, le vendite di una cooperativa che fattura per l’85% in Italia (per la metà in Alto Adige e il restante nelle altre regioni italiane) e il 15% all’estero.

Una realtà focalizzata sul canale Horeca, con eccezione della quota regionale destinata alla Gdo, per un totale dell’8% del fatturato complessivo. «Il risultato altamente performante del 2022 – sottolinea Gratl – è frutto di una crescita in tutti i settori, che ha portato alla vendita di 1.050.000 bottiglie». Nel 2021 erano state 900 mila.

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Alto Adige Doc Valle Isarco Grüner Veltliner 2019 “Aristos”, Eisacktaler Kellerei

È Cantina Valle Isarco, Eisacktaler Kellerei, a regalare con “Aristos” una versione ricca ed elegante del Grüner Veltliner. Vitigno molto diffuso in Austria ma che ha trovato nelle pieghe e nelle sfumature della Valle Isarco il suo territorio d’elezione su suolo italiano.

LA DEGUSTAZIONE

L’Alto Adige Doc Valle Isarco Grüner Veltliner “Aristos” 2019 veste il calice col suo color giallo paglierino. IL naso regala belle note tropicali, soprattutto mango. Grandissimo equilibrio e grandissima freschezza.

Chiusura salina contornata da agrume ed albicocca non matura. Uno dei cosiddetti “vini verticali”, affilati come lame, in grado di mostrare appieno il prezioso terroir della Valle Isarco, in Alto Adige.

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Che vino regalare per la Festa della Mamma del 9 maggio? Sei consigli dalla Top 100

A caccia di vini per la Festa della Mamma del 9 Maggio? I nostri consigli si concentrano sulle etichette premiate dalla Guida Top 100 Migliori vini italiani 2021 di WineMag.it, in particolare su due spumanti Metodo classico da Emilia Romagna e Campania, due bianchi da Alto Adige e Piemonte, un rosso dalla piccola Doc Capriano del Colle (Brescia, Lombardia) e un Marsala Vergine d’annata 1995.

  • Vsq Metodo classico 2016 Rosato “Il Pigro”, Romagnoli
    Un petalo di rosa colora il calice. Delicatezza anche al naso, con note di piccoli e precisissimi frutti rossi. Tocco di agrumi. Al momento, il miglior spumante metodo classico della gamma di Romagnoli, non ultimo per la finezza del perlage. Un’etichetta che alza l’asticella degli Champenoise prodotti in provincia di Piacenza, zona che sta trovando anno dopo anno il proprio equilibrio.
  • Vsq Metodo classico 2017 Caprettone “Pietrafumante”, Casa Setaro
    Il calice si tinge di un giallo paglierino dai riflessi dorati. Il vino è da premio, dall’ingresso alla lunga chiusura. Un percorso arrotolato attorno a un agrume delizioso. Il resto è freschezza, salinità, pienezza. Spensieratezza e gastronomicità.
  • Alto Adige Doc Valle Isarco Grüner Veltliner 2019 “Aristos”, Eisacktaler Kellerei
    Giallo paglierino. Naso che regala belle note tropicali, soprattutto mango. Grandissimo equilibrio e grandissima freschezza. Chiusura salina, contornata da agrume ed albicocca appena matura. Uno dei cosiddetti “vini verticali”, affilati come lame, in grado di mostrare appieno il prezioso terroir della Valle Isarco, in Alto Adige. Un vino perfetto per una Festa della Mamma di carattere.
  • Colli Tortonesi Doc Derthona Timorasso 2018 “Grue”, Pomodolce
    Giallo paglierino, riflessi dorati. Bel naso talcato. Frutta matura, macchia mediterranea e mentuccia a donare freschezza. Alcol presente, che deve integrarsi, ma non disturba. Palato pieno, freschezza assoluta con ritorni di frutta matura. Lunghissimo.
  • Lombardia Capriano del Colle Doc Marzemino 2019 “Berzamì”, Lazzari
    Rosso rubino tendente al trasparente. Bellissimo frutto, preciso. Ammalianti note di fiori, soprattutto di viola. In bocca bella freschezza, con ritorni di spezia. Ottima declinazione del vitigno.
  • Marsala Vergine Riserva Doc 1995 “La Villa Araba”, Martinez
    Non c’è Festa della Mamma senza un grande vino “dolce”. In questo caso, un pezzo di storia di Marsala nel calice, in tutti i sensi. La cantina di Carlo Martinez è uno degli emblemi della grandezza eterna della città del vino della Sicilia, che con questa etichetta tiene alta la bandiera di una denominazione sciaguratamente snobbata (e maltrattata). Peraltro, rapporto qualità prezzo eccezionale per “La Villa Araba”.
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Isaras rosato Vigneti delle Dolomiti Igt 2014, Eisacktaler Kellerei

Ottimo rapporto qualità prezzo per Isaras Rosato Vigneti delle Dolomiti Igt 2014 della cantina Eisacktaler Kellerei, Cantina Valle Isarco. All’esame visivo si presenta di un rosa tenue ciliegia appena matura, di buona limpidezza.

Al naso evidenzia a primo impatto una nota persistente di idrocarburi, note di marzapane e fragole. In bocca, questo rosato è molto elegante, dotato di una sostenta freschezza e acidità, e sfodera la mineralità tipica dei vini del proprio territorio.

Il tutto bilanciato comunque dalla morbidezza conferita dal grado alcolico: un equilibrio non facile da trovare in un rosato. Una volta deglutito regala ritorni di frutti di bosco, molto piacevoli.

Pronta la vendemmia 2014, che è possibile degustare come ottimo aperitivo, oltre ad accompagnare alla perfezione piatti di pesce, crostacei e portate di verdura cotta.

LA VINIFICAZIONE
Isaras Rosato Vigneti delle Dolomiti Igt nasce dal bland tra gli uvaggi Zweigelt, Blauburgunder (Pinot Nero) e uva Portoghese. I vigneti della Cantina Valle Isarco sono collocati a un’altitudine che varia tra i 400 e i 650 metri sul livello del mare.

I terreni in cui affondano le radici le piante sono di ghiaiosi, contenenti diorite e quarzofillite, ricchi di scheletro. La vinificazione prevede lavorazione e pigiatura delicata, fermentazione a temperatura controllata e maturazione sulle fecce nobili in serbatoi in acciaio inox. Nessuna fermentazione malolattica.

Eisacktaler Kellerei è la più giovane cooperativa vitivinicola dell’Alto Adige, sorta in una zona tradizionalmente vocata alla viticoltura come la Valle Isarco e già affermatasi a livello internazionale per la qualità della sua produzione.

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