Dal legno ai primari. Dalle (sovra) concentrazioni al frutto. Tenuta Castelbuono – Carapace è il volto più clamoroso del “nuovo corso” del Sagrantino di Montefalco e del Montefalco Rosso in Umbria. I vini umbri della famiglia Lunelli – ben più famosa per i Trento Doc Ferrari – sono cambiati in maniera drastica negli ultimi anni, spostando il paradigma enologico dai terziari alla freschezza: non più vini “pesanti”, “grassi” e molto tannici, a beneficio di eleganza e beva. Il tutto senza perdere di vista il varietale. Un segnale di attenzione ai mercati, che prediligono sempre più i rossi meno strutturati, al pari dei vini bianchi e degli spumanti. È quanto emerge in maniera netta dagli assaggi effettuati nei giorni scorsi “A Montefalco“, nuovo format studiato dal Consorzio Vini Montefalco e Spoleto e dall’agenzia di comunicazione Miriade & Partners, che prende il posto della storica “Anteprima Sagrantino“.
Un restyling dell’evento clou che richiama ogni anno, nella regione del centro Italia, un centinaio tra giornalisti e operatori del settore, per l’assaggio delle nuove annate dei vini locali. Il Sagrantino di Montefalco perde così la sua centralità – non in senso assoluto, ma relativo – per lasciare spazio soprattutto ai vini bianchi (in primis il Trebbiano Spoletino, ma anche il bistrattato Grechetto) e, in un certo senso, anche alle bollicine: dai pét-nat ai Metodo classico (chiedere per credere a Scacciadiavoli, passato in 20 anni da 2 a 80 mila bottiglie con ottimi risultati), che iniziano ad abbondare in zona. Del resto, nel 2023, i produttori di Sagrantino hanno dovuto fare i conti con pesanti cali delle vendite dei vini rossi di punta, in alcuni dei mercati principali.
È così che Tenuta Castelbuono – Carapace finisce per svettare tra i migliori assaggi dell’annata 2020 di Sagrantino di Montefalco, dentro e fuori dal calice. Il cambio di rotta stilistico della famiglia Lunelli in Umbria va infatti letto e interpretato come un segnale forte, da parte di una delle famiglie “forestiere” che ha deciso di investire in questo angolo di Umbria, sin dal 2001. Risale al 2012 l’apertura al pubblico dell’imponente cantina denominata “Carapace”, prima scultura al mondo «in cui si vive e si lavora», ad opera dell’artista Arnaldo Pomodoro.
Al netto della buona prova dei vini della famiglia Lunelli, il restyling di “Anteprima Sagrantino” porta con sé una diminuzione drastica dei campioni in degustazione – non solo per la mancanza delle “prove di botte” -. Solo 25 i Sagrantino di Montefalco Docg 2020 in degustazione, due i passiti. Diverso il discorso per il Montefalco Rosso Doc: solo 5 i 2022 (tra cui spicca ancora, appunto, Tenuta Castelbuono), 15 i 2021, 8 i 2020, 6 i 2019 e un 2018. I Montefalco Rosso Riserva Doc in degustazione in occasione de “A Montefalco” 2024 sono risultati solo 6, suddivisi in maniera equa tra 2021 e 2020.
I MIGLIORI SAGRANTINO 2020 E MONTEFALCO ROSSO 2022, 2021, 2020 E 2019
Nelle tre tipologie, oltre ai vini targati Lunelli, spicca l’ottima performance di Cantine Briziarelli, altra realtà che sembra aver deciso un alleggerimento del profilo dei propri rossi, senza dimenticare il varietale. Colpisce, in particolare, “Rosso Mattone” 2021 della casa vinicola fondata nel 2000 a Montefalco. Altra garanzia assoluta sono i vini di Arnaldo Caprai (“25 anni” e “Valdimaggio“, senza dimenticare il rapporto qualità prezzo dell’ottimo “Collepiano“) e Tabarrini (“Colle alle Macchie” e “Campo alla Cerqua” e il Rosso “Boccatone”).
L’ormai ex “presidente in ciabatte” lascia sbalorditi con “Il Bisbetico domato“, 100% Sagrantino di Montefalco che si conferma un faro per una denominazione che punta ad “alleggerire” il proprio profilo e a promuoversi sui mercati per la propria versatilità. superando l’ostacolo dei tannini. Molto bene anche i Sagrantino 2020 di Agricola Mevante, Antonelli, Goretti, Lungarotti, Romanelli, Scacciadiavoli e il “Vinum Dei” di Terre San Felice.
Tra i Montefalco Rosso 2021 spiccano, oltre ai già citati, il “Terrebianche” di Cesarini Sartori, Colpetrone, Tenuta Bellafonte con “Pomontino“, nonché – riecco – Terre di San Felice e Agricola Mevante (due aziende da tenere in ampia considerazione per il futuro). Tra i Montefalco Rosso 2020 ecco Fattoria Colsanto, ma è il solito Romanelli ad primeggiare con “Capo De Casa“. Tra i Montefalco Rosso 2019 la spunta “Giulio II” de Le Thadee, al pari di Perticaia.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
EDITORIALE – Fosse suo, il Sagrantino di Montefalco 2018 cotto, marmellatoso e ossidato che ha popolato in lungo e in largo i tasting in sala consiliare, saremmo tutti autorizzati a gridare allo scandalo. Ovvero al tentativo di far prevalere l’immagine sulla sostanza, nel solco triste e beffardo del marketing distorto dei tempi moderni.
Invece, il presidente in ciabatte Giampaolo Tabarrini, con la sua scelta di presentarsi alla stampa e al pubblico riunito ad Anteprima Montefalco 2022 uguale a se stesso, nonostante l’investitura pesante, da successore del (lui sì) presidente in camicia Filippo Antonelli, non fa altro che stressare, ancor più, il concetto di un’annata andata pressoché storta: la 2018 del Sagrantino.
Una di quelle vendemmie giudicate “così, così” dagli (onesti) produttori locali, che hanno dovuto fare “i conti” – sorpresi ma non troppo, voglio credere – con le (ben) “Quattro stelle” assegnate (invece) dall’annuale commissione di esperti chiamati a giudicare, prima della stampa di settore, nelle segrete stanze del perbenismo enologico italico, l’ultima annata del portentoso rosso umbro.
Fatto sta che Giampaolo Tabarrini che si presenta in ciabatte da mare alla presentazione ufficiale del Sagrantino di Montefalco 2018, tra politici locali di professione (loro sì, c’era pure il presidente della Regione Umbria) e ministri del vino del Bel paese, ha brillato più del Sagrantino di Montefalco stesso, durante i tasting in sala consiliare (25 e 26 maggio).
Quel che resta davvero della vendemmia 2018, di fatto, è un Tabarrini sempre più alieno a casa propria. Un presidente che interpreta e comunica il Sagrantino di Montefalco come nessun altro riesce a fare, attraverso vini che si raccontano molto più che con l’andamento della singola annata. Diventando fenomeno. Volesse Dio, a guardar bene, “regola”.
Se nel 2021, ad Anteprima Sagrantino 2017, le etichette di Tabarrini avevano segnato lo stacco tra l’orizzonte e il presente di Montefalco, ad Anteprima 2022, col Sagrantino 2018, il neo eletto presidente pare aver allargato il gap con molti dei conterranei. Segnando una linea di demarcazione ancora più netta.
Non che questo, immaginiamo, possa fare a lui (o a chiunque) davvero piacere. Soprattutto se a rimetterci, con l’annata 2018 del Sagrantino di Montefalco, sono produttori come Romanelli. Fino a ieri sulle orme del presidente in ciabatte; oggi vittime illustri, vien da dire, di un’annata davvero complicata per il vino rosso simbolo dell’Umbria.
In un quadro di generale delusione, alla faccia delle “Quattro stelle” che, per ammissione pubblica dello stesso Giampaolo Tabarrini, non sembrano convincere o, meglio, “consolare” neppure i diretti interessati (ovvero i locali produttori), qualcuno brilla ancora e qualcun altro sembra aver imbroccato una promettente via.
Chi si conferma, tra le voci fuori dal coro delle ossidazioni e delle “marmellate” del Sagrantino di Montefalco 2018, è certamente Bocale. Vini da assaggiare (tutti) i suoi: dal Rosso di Montefalco al Sagrantino, senza dimenticare l’ottimo Trebbiano Spoletino.
Consola, come la tela di Pelenope, la prestazione del giovane Pardi. Uno che è riuscito a mettere in campo, in quest’annata, tutto l’amore per la tensione acida e la freschezza inculcata negli anni di studi dalle parti di Conegliano. Insomma, non è tutto da buttare in quest’annata di Sagrantino di Montefalco confusa e sbattuta. Quella in cui certe ciabatte saranno ricordate più eleganti di certe camicie.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Mai sentito parlare della Vinopolitana? Non è una nuova fermata della metropolitana di Roma o Milano, ma la novità più succosa di Anteprima Sagrantino, l’annuale appuntamento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Montefalco per la stampa e gli operatori del settore. Quella in programma dal 25 al 26 maggio 2022 sarà infatti un’edizione ricca di novità, destinate (forse) a cambiare il corso delle Anteprime del vino italiano.
Mentre in Toscana denominazioni come il Brunello di Montalcino tentano ormai di defilarsi dal resto delle “Preview” regionali, l’Umbria si candida a diventare sempre più attrattiva per i professionisti italiani e internazionali. Giocando in squadra.
Le novità di Anteprima Sagrantino 2022 – in degustazione l’annata 2018 del grande rosso di Montefalco – sono infatti tre. La Vinopolitana, ovvero un servizio di navette a disposizione dei professionisti che prenderanno parte alle degustazioni, è “comandata” dall’innovativa App “Anteprima Sagrantino”, grazie alla quale gli ospiti del Consorzio hanno potuto programmare in anticipo tutti gli spostamenti sul territorio, tra cantine e banchi di assaggio.
La terza ed ultima novità riguarda, nel complesso, le denominazioni umbre. I quattro Consorzi di Tutela della regione hanno deciso di presentarsi alla stampa in un evento unitario, dando vita “Umbria in Anteprima“.
Un evento unico, che si articolerà in quattro tappe, una per ciascun Consorzio di Tutela che ha aderito all’iniziativa. Si inizia appunto con “Anteprima Sagrantino 2018”. Appuntamento, poi, ad Orvieto il poi, il 27 e il 28 maggio. Il 29 e 30 maggio spazio ai vini del Trasimeno ed il 31 focus sui vini di Torgiano.
«L’obiettivo – spiegano i Consorzi – è quello di posizionare il brand legato all’Umbria del vino in maniera ancora più incisiva, in particolare sui mercati internazionali. Offrendo l’immagine di un territorio fortemente identitario, ma in grado di esprimere una produzione vitivinicola variegata e di grande appeal».
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Tanta frutta ed esuberanza, abbinata nei migliori dei casi a una riequilibrante freschezza e balsamicità. Il Sagrantino di Montefalco 2017 si presenta all’Anteprima 2021 in una veste diversa da quella comune. Ovvero con una prontezza di beva maggiore rispetto ai canoni della Denominazione.
«Un’annata difficile – evidenzia Filippo Antonelli, presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco – a cui abbiamo assegnato 3 stelle su 5, pari a 88 centesimi. L’annata precedente, la 2016, era stata valutata 5 stelle, pari a 95/100»
Per noi produttori, la 2017 è stata un’annata drammatica. Non certo dal punto di vista qualitativo, bensì sotto il profilo quantitativo. Basi pensare che sono stati rivendicati 22 mila ettolitri, rispetto alla media di 40 mila.
Quasi un 50% di differenza, derivato non solo da una stagione calda e da una generale carenza di acqua, almeno sino alla seconda decade di settembre 2017, ma anche da una gelata primaverile».
Una vendemmia, in definitiva, molto simile alla 2003. «Con la differenza – precisa Antonelli – che siamo diventati molto più bravi in vigna, nell’arco dei 18 anni che separano le ultime due annate molto calde. L’esperienza maturata si è tradotta in un risultato di molto superiore al 2003».
L’assaggio alla cieca dei 44 campioni di Sagrantino di Montefalco 2017 conferma la visione di Antonelli. L’estate torrida di Montefalco si è trasferita dalla vigna al calice, col suo carico di frutta matura.
Un’annata sfidante, che mette in risalto le abilità agronomiche ed enologiche dei produttori della Denominazione. A preoccupare, piuttosto, è la presenza di qualche campione condizionato da agenti che, con il meteo, hanno poco a che fare.
I MIGLIORI SAGRANTINO DI MONTEFALCO 2017
Moretti Omero: 86/100 Frutto succoso, perfettamente maturo. Ricordi lontani di tamarindo, macchia mediterranea e mentuccia. In bocca conferma il suo carattere giocato su frutto, succosità e bevibilità. Tannini che lavorano bene, nel contesto di un sorso di buona prontezza e godibilità.
Fattoria le Mura Saracene – Goretti: 87/100
Naso ampio, esuberante. Mora di rovo in gran evidenza in un quadro che, per pienezza, sfiora i canoni dell’aromaticità. Con l’ossigenazione, il frutto si fa sotto spirito, tra la fragolina di bosco e la ciliegia. Tannino che risponde piuttosto bene alla sollecitazione glicerica. Vino in netta evoluzione positiva.
Tenute Baldo: 89/100
Rosso rubino mediamente trasparente. Al naso risulta profondo e balsamico, andando ben oltre le note fruttate pronte. Vira su ricordi di amarena, erbe aromatiche e chiodo di garofano. In bocca è elegante, strutturato ma fine, molto gastronomico e territoriale.
Antonelli San Marco: 91/100
Sagrantino di Montefalco di un rosso rubino mediamente trasparente. Al naso una buona componente balsamico vegetale affianca il frutto pieno, di perfetta maturità. Ciliegia, fragola, mentuccia, un tocco di mora di rovo. In bocca una buona morbidezza in ingresso, seguita poi da una riequilibrante fase fresco acida. Tannino presente, elegante. Buona persistenza. Ottima gastronomicità ed equilibrio. Naso cambia poi su verde e fieno.
Terre de la Custodia: 87/100
Vino giocato sulla prontezza di beva: frutto pieno ma non strabordante, buona freschezza ed equilibrio tattile.
Agricola Mevante: 91/100
Naso e bocca interessanti per prontezza e, al contempo, prospettiva. Particolarmente apprezzabile la pienezza del frutto, tra succosità e croccantezza. Bene anche la componente vegetale e balsamica. Incuriosisce la nota d’arancia rossa, tra il succo e la buccia, che in bocca conferisce freschezza. Tannino elegante, di prospettiva.
Tudernum “Fidenzio”: 88/100
Prontezza e grande bevibilità, tra frutto e note balsamiche.
Colpetrone – Tenute del Cerro “Memoira”: 90/100
Bella presenza al naso, mentre la palato si potrebbe chiede un po’ più della semplice piacevolezza del frutto. In realtà, dopo un centro bocca sull’altalena delle morbidezze, il nettare torna teso, pieno e fresco, anche grazie a un apporto non sbavato dei terziari. Vino con ottime prospettive di ulteriore crescita, in un’annata difficile da cogliere nel pieno come quella del Sagrantino di Montefalco 2017.
Terre de’ Trinci: 86/100
Un Sagrantino fresco e sanguigno, su chiare note di arancia rossa e venature ematiche. In bocca tannino sostanzialmente pronto. L’ottimo lavoro in vigna, per centrare l’epoca di raccolta in un’annata calda, si traduce in un nettare di pronta beva. Un rosso agile e schietto, che sulla via della semplificazione ha perso un po’ di tipicità.
Valdangius “Fortunato”: 88/100
Vino carico, nel colore e nei profumi. Fiori, frutta, una buona componente vegetale, balsamica. Nota quasi di inchiostro e di arancia rossa. In bocca un’esplosione di frutta (ciliegia, fragolina di bosco, lampone) ben corroborata dalla freschezza e da un tannino ben calibrato. Pronto e di prospettiva.
Lungarotti: 87/100
Color rubino dai riflessi granati, luminoso, per questo Sagrantino di Montefalco 2017. Bella componete di frutto al naso, che al naso vira sullo stramaturo. Vino al momento molto shakerato, ma di buona prospettiva.
Tenuta Colfalco: 90/100
Naso elegante e bocca che si divide tra frutto e note vegetali eleganti. Apprezzabile anche al palato la vena vegetale e di arancia rossa, su tannino piuttosto elegante. Vino che ha bisogno di tempo per amalgamarsi, ma che lascia intravedere un’ottima visione d’insieme.
Montioni: 90/100
Bel naso elegante, su frutto preciso, millimetrico in termini di maturità ed espressione (tra i più notevoli della degustazione). Non mancano venature balsamiche e un tocco di spezie dolci. Il palato conferma le aspettative: ottima prontezza, tannino dolce e freschezza. Manca solo il graffio finale: quel po’ di carattere in più, per il salto assoluto di “categoria”.
Colle Ciocco: 85/100
Vino che convince più al naso che al palato, con le sue note quasi aromatiche di frutta nera, come una netta mora di rovo. In bocca scivola via sull’esuberanza del frutto e dell’alcol, su tinte di liquirizia.
Pardi: 87/100
Colore piuttosto carico e note che portano alle more e ai frutti di bosco. Vino emblema della prontezza di beva della vendemmia 2017. La speranza è che il futuro affinamento in bottiglia integri bene le note di legno.
Perticaia: 92/100
Uno dei “nasi” più convincenti in assoluto della degustazione, tra frutto rosso di bosco, una tipicissima nota di mora di rovo e nette venature talcate. Il legno è presente sia al naso che al palato, ma è ben controbilanciato dalla “matericità” del frutto. A rendere elegante il profilo di questo Sagrantino è anche la spinta fresco acida, ben abbinata a profondità di spezia e balsamicità. Vino pronto e di prospettiva.
Terre di San Felice: 87/100
Vino che si apre col passare dei minuti nel calice, regalando un naso ampio, più in profondità che sulla larghezza del frutto. Note nette di sottobosco, fogliame primaverile bagnato, origano, accenni di liquirizia dolce e chiodo di garofano. In bocca una vena balsamica che non appesantisce il sorso, anzi conferisce freschezza. Tannino tipico, in fase di integrazione. Buono oggi, ancora meglio domani.
Benedetti&Grigi: 87/100
Succosità, tannino in fase di integrazione, accenni balsamici e resinosi. Vino destinato ad amalgamarsi presto e dare soddisfazioni nel medio periodo.
Bocale: 95/100
Naso ampio, pieno, su frutto ed erbe aromatiche: splendido, stacca gran parte dei campioni in degustazione. Variegata alternanza di note: si passa da una ciliegia matura, molto precisa, a una mora di rovo densa, tipicissima. Pregevole anche la trama balsamica, che si allunga dal naso al palato, al retro olfattivo. Il tutto con un tannino in camicia e di prospettiva. Uno dei migliori Sagrantino di Montefalco 2017 all’Anteprima 2021.
Tenuta di Saragano “Saragano”: senza voto
Naso non pulitissimo, che spinge sullo fondo un bel frutto. La vena succosa si conferma al palato, sempre in secondo piano rispetto a note vegetali e balsamiche al momento disordinate. Campione in affinamento, certamente da rivalutare nei prossimi mesi.
Plani Arche “Apoca”: 87/100
Bel naso ampio, su un frutto piuttosto preciso, ampio, che con l’ossigenazione si fa sotto spirito. Tannino chiaramente in fase di integrazione per un campione in punta di piedi. Con un tocco in più di materia, al palato, sarebbe stato ancora più apprezzabile.
Luca di Tomaso: 95/100
Vino decisamente sulla strada giusta. Un campione di botte che rivela un frutto succoso, pieno, di rara concentrazione e pulizia nell’intero contesto dell’Anteprima 2021 del Sagrantino. Tannino che si sta vestendo a festa, tra i tratti che denotano prospettiva, carattere e tipicità, al lavoro su un frutto polposo e su una bella trama balsamica, profonda. Vino risultato di un lavoro certosino, tanto in vigna quanto in cantina.
Di Filippo “Etnico”: 89/100
Rosso carico. Al naso frutta piena, come ciliegia e lamponi, ma anche vene speziate, sia calde (quasi opulente) che mentolate, fresche, preziose. Super frutto e tannino di prospettiva, con le due fasi (dura e morbida) abbinate molto bene. Vino che nel tempo avrà grandissima godibilità ed equilibrio.
Tenuta Bellafonte “Collenottolo”: 93/100
Colore rubino mediamente trasparente per questo Sagrantino di Montefalco 2017. Naso su erbe officinali, mentuccia, liquirizia dolce. Al palato una buona componente fruttata viene riequilibrata da acidità e balsamicità. Tannini dolci, quasi sospesi, ad asciugare l’esuberanza del frutto.
Romanelli “Terra cupa”: 94/100
Bel compromesso tra fiori, frutto pieno, balsamicità e legno in integrazione. Vino piuttosto pronto, alcol ben integrato, che conferisce ulteriore piacevolezza. Buona rappresentazione del vitigno in una versione molto godibile e vera. Lettura autentica dell’annata, sia in vigna che in vinificazione.
Plani Arche: 85/100
Vino estremamente pronto sul fronte del tannino e del frutto, al momento in fase di assestamento.
Di Filippo: 91/100
Estrema tipicità, su tutti i fronti. Ma soprattutto uno sguardo fedele sull’annata, gestita in vigna (ancor più che in cantina) in maniera ottimale. Il frutto pieno scalpita sotto la coltre balsamica e speziata. Tannino di prospettiva, graffiante il giusto. Darà soddisfazioni.
Ilaria Cocco “Phosano”: difettato (5 bottiglie), senza voto
Fattoria Colsanto: 85/100
Vino condizionato dal legno, tanto in bocca quanto al naso. Chiude su vaniglia e caffe, tra i più netti dell’Anteprima, assieme al Sagrantino del Carapace. Poca espressività territoriale.
Moretti Omero “Vignalunga”: 84/100
Vino che non spicca in termini di pulizia e ordine.
Arnaldo Caprai “Valdimaggio”: 91/100
Vino pieno, dal frutto colto in maniera ineccepibile. Abbina la prontezza di beva dell’annata 2017 ad ottime prospettive di affinamento. Guarda certamente ai mercati internazionali, per il lavoro molto sapiente compiuto in vinificazione su tannini e tostature dei legni.
Adanti “Arquata”: 84/100
Altro vino che si rivela piuttosto morbido, nonostante la presenza di un tannino vivo. In fase di assestamento al momento, troverà un maggiore equilibrio a partire dai prossimi mesi.
Le Cimate: 86/100
Frutto grondante di succo, tannino elegante in fase di integrazione. Prospettiva media.
Scacciadiavoli: 88/100
Al naso note di arancia rossa, ematiche, oltre ai tipici frutti della Denominazione. Palato austero il giusto, bella prospettiva. Vino certamente giocato sull’eleganza più che sulla potenza, senza rinunciare alla tipicità.
Tenuta Castelbuono Lunelli “Carapace”: 85/100
Vino piuttosto commerciale, condizionato da un legno che copre l’espressione, l’integrità e l’interezza del varietale. Avrà comunque apprezzamento sicuro in precisi mercati internazionali.
Tenuta Alzatura: 88/100
Naso sul frutto pieno, cosi come il palato. Tannino vivo, che una volta disteso (nel tempo) servirà ad asciugare la materia e l’espansività della componente fruttata.
La Veneranda: 84/100
Vino color rubino, unghia granata. Naso pieno, su frutto ed erbe fresche. Frutto succoso, vena di agrume (sanguinella) sui consueti sentori rossi (ciliegia, piccolo sottobosco). Manca un po’ di materia in bocca, in una bocca dalla vena ossidativa.
Arnaldo Caprai “Collepiano”: 89/100
Bel rosso rubino. Al naso tanta frutta, dalla mora alla fragolina di bosco, dal lampone alla ciliegia. Apporto del legno garbato. Tannini eleganti. Nel complesso, un vino che si rivela piuttosto tipico, di pronta beva.
Terre di San Felice, Vinum Dei: 89/100
Colore rosso carico. Bella speziatura nera e vegetale fresco, talcato e mentolato. Pian piano esce il frutto, dolce, pieno, carico, succoso. Aspettative pienamente confermate al palato, di ottima corrispondenza. Tannino già integrato, buona freschezza a controbilanciare l’alcol. Campione molto buono oggi, prospettive medie.
Fattoria Colleallodole: 93/100
Naso fluido, succoso, materico, in continua evoluzione nel calice. Ottima precisione delle note fruttate, piene, grondanti di succo. Bella componente vegetale elegante, mentolata, talcata. In bocca si conferma un vino pieno, altrettanto in evoluzione, connotato da un’ottima precisione del frutto e da una gran freschezza.
Tabarrini “Colle Grimaldesco”: 94/100
Colore carico, poco trasparente. Naso più balsamico che fruttato al momento, vino che ha bisogno di tempo per aprirsi nel calice e parlare di sé. C’e un bell’agrume rosso (tra il succo e la buccia) sulle note di ciliegia e di frutti di bosco. In bocca abbina l’austerità elegante del tannino e di venature sapide alla gran pulizia del frutto. Chiude asciutto, in cravatta. Vino di assoluta prospettiva.
Tabarrini “Colle alle Macchie”: 93/100
Frutto gagliardo, pieno, succoso. Elegantissima speziatura e nota vegetale balsamica. Tannino di prospettiva, che asciuga la polpa. Vino delizioso, giocato al palato su un profilo elegante, sussurrato.
Fattoria Colleallodole “Colleallodole”: 94/100
Colore pieno. Naso bocca carichi di materia, di frutto, di presenza. Tannino elegante a lavorarci sopra. Bella corrispondenza naso bocca anche sulle note balsamiche e fresche, uso del legno esemplare, aggiunge complessità con note di fondo di caffè. Vino di assoluta prospettiva che ha solo bisogno di tempo per esprimersi, anche in allungo, su altissimi livelli. 94
Tabarrini “Campo alla Cerqua”: 97/100
Il campione numero 44, l’ultimo della batteria di Sagrantino di Montefalco 2017 degustato alla cieca, si rivela essere quello del vignaiolo alieno Giampaolo Tabarrini. A carte scoperte non sorprende che sia proprio lui ad aver centrato un vino così in un’annata calda come la 2017, che pare invece frutto di una vendemmia come la 2016, fresca dalle parti di Montefalco.
Il voto sopra le righe, assegnato durante la blind, è dovuto a questo. Campo alla Cerqua 2017 è un capolavoro di precisione che comincia dalla vigna e si trasferisce in cantina. Esemplare eleganza e pienezza, stratificazione, frutto, balsamicità, equilibrio e potenziale. È nelle annate difficili che si giudicano i fenomeni.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Dato il protrarsi dell’emergenza Covid-19 la settima edizione di Anteprima Sagrantino, evento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, seguirà una doppia modalità: tasting in presenza dal 7 al 9 giugno a Montefalco (Perugia) per la stampa nazionale e internazionale presente in Italia e degustazioni “a distanza”, con la spedizione di campioni rappresentativi delle caratteristiche dell’annata nelle varie denominazioni, e per la stampa residente all’estero.
Cuore dell’evento sarnno gli assaggi di Montefalco Sagrantino Docg 2017 secco e passito e delle annate in commercio di Montefalco Bianco Doc, Montefalco Grechetto Doc, Spoleto Doc Trebbiano Spoletino, Spoleto Doc, Trebbiano Spoletino Superiore, Montefalco Rosso Doc, Montefalco Rosso Doc Riserva.
Martedì 8 giugno, presso il Complesso museale San Francesco, si terrà la presentazione dell’etichetta celebrativa vincitrice del concorso “Etichetta d’autore 2017“. Prevista inoltre la finale del “Gran Premio del Sagrantino“, concorso nazionale per sommelier Ais dedicato a degustazioni, abbinamenti, carte dei vini e tutto quello che riguarda la corretta comunicazione del Sagrantino all’interno di un ristorante.
Si continuerà, inoltre, lungo il percorso avviato con successo lo scorso anno con l’introduzione di nuovi criteri per la valutazione dell’annata. Anche quest’anno, infatti, la valutazione sull’annata sarà espressa in centesimi, sistema che va ad approfondire i singoli parametri che compongono il giudizio complessivo.
Continuerà anche il lavoro cominciato lo scorso anno con la nomina di una Commissione esterna composta da giornalisti e sommelier di rilievo nazionale ed internazionale per ottenere un giudizio quanto più articolato e puntuale possibile, che affiancherà la Commissione tecnica nell’esame della nuova annata. Non scomparirà, però, la valutazione in stelle, che andrà a comporre il borsino delle vecchie annate.
Infine, cresce sempre di più l’interesse verso le denominazioni dei territori di Montefalco e Spoleto anche tra gli operatori di settore; date le limitazioni attualmente in vigore, sono allo studio novità dedicate agli addetti ai lavori, con iniziative esclusive da tenersi nei prossimi mesi.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Dal 22 al 24 maggio 2021 si terrà a Montefalco (Pg) Anteprima Sagrantino, evento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Montefalco e dedicato alla stampa specializzata, agli operatori e, da quest’anno, anche al pubblico di appassionati. I tasting vedranno in assaggio, oltre ai Montefalco Sagrantino Docg 2017 secco e passito, anche i vini appartenenti alle denominazioni Montefalco Doc e Spoleto Doc delle cantine partecipanti.
La fase di emergenza sanitaria ha determinato lo slittamento dell’evento, abitualmente calendarizzata nel mese di febbraio, per consentire di svolgere l’iniziativa in piena sicurezza e attraverso modalità di partecipazione diretta per stampa, operatori e pubblico.
Nel corso delle tre giornate dell’evento come di consueto si fornirà un quadro esauriente sulla nuova annata ma anche delle capacità evolutive del Montefalco Sagrantino Docg, con il tradizionale banco d’assaggio dei produttori ed attraverso visite in cantina e iniziative collaterali.
Anche quest’anno, la valutazione sull’annata sarà espressa in centesimi, sistema che va ad approfondire i singoli parametri che compongono il giudizio complessivo, da parte di una Commissione esterna composta da giornalisti e sommelier di rilievo nazionale ed internazionale, che affiancherà quella tecnica nell’esame della nuova annata.
Una scelta che conferma la volontà del Consorzio Tutela Vini Montefalco di aprirsi alla valutazione di esperti di grande rilievo, tra i principali rappresentanti del segmento stampa e operatori, per ottenere un giudizio quanto più articolato e puntuale possibile. Non scomparirà, però, la valutazione in stelle, che andrà a comporre il borsino delle vecchie annate.
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Dal nuovo logo del Consorzio alla prova del calice, passando per la “formula” della degustazione, aperta per la prima volta ai vini bianchi. Mai così ricca di novità l’Anteprima Sagrantino, andata in scena lunedì 24 e martedì 25 febbraio in Umbria. Protagonista la vendemmia 2016 del Montefalco Sagrantino Docg 2016 secco e passito, oltre a Montefalco Rosso Doc (2013/2018), Montefalco Rosso Doc Riserva (2014/2017), Montefalco Bianco Doc (2018-2019), Montefalco Grechetto Doc (2018-2019) e agli altri bianchi rientrati di recente sotto l’egida del Consorzio Tutela Vini Montefalco: Spoleto Doc Trebbiano Spoletino (2018-2019) e Spoleto Doc Trebbiano Spoletino Superiore (2017).
Dagli assaggi traspare lo “sguardo dritto verso il futuro” dei produttori che hanno preso parte ad Anteprima Sagrantino 2016. Nei calici tante interpretazioni, più o meno convincenti, di una modernità stilistica che non vuole “tralasciare radici e storia”.
Cifra riassunta nel restyling del logo consortile affidato a Michela Bastianelli, con l’obiettivo di “conservare e rafforzare l’identità dell’ente, attraverso una veste grafica contemporanea”. Il tutto riassunto nella fierezza del falco, animale scelto per comunicare la solidità e affidabilità di un ente che si pone grandi obiettivi per il futuro.
Il primo è certamente quello di continuare sul percorso di affermazione di un Sagrantino godibile sin dai primi 4-5 anni dalla vendemmia, a dispetto delle grandi “concentrazioni” del passato. Il lavoro sul tannino di aziende simbolo del territorio come Arnaldo Caprai la dice lunga sull’argomento.
Un fenomeno che avvicina l’Umbria al Veneto, coi produttori di Amarone della Valpolicella impegnati da anni nella stessa direzione, sul loro vino “da appassimento”. Tra le sfide delle aziende associate al Consorzio anche la consacrazione dell’anima bianchista, col Grechetto che si conferma su buoni livelli all’Anteprima, nella media.
È ancora tutta da scrivere, invece, la storia del Trebbiano Spoletino. Impossibile, al momento, tracciarne un profilo univoco, tra macerazioni più o meno spinte e la possibilità di ascriverlo – da un minimo del 50% fino alla vinificazione in purezza – anche nel Montefalco Bianco (come ha fatto Tenuta Alzatura con “Aria di Casa“).
“La vera forza del Trebbiano Spoletino è proprio questa, la diversità”, dice senza mezzi termini a WineMag.it Devis Romanelli. “Andranno piuttosto risolti i problemi dell’imbottigliamento fuori zona – continua il vignaiolo di Colle San Clemente – dal momento che il percorso per l’ottenimento delle deroghe è lungo e insidioso”.
Godono comunque di buona salute i vini di Montefalco, che rappresentano il 16,7% della produzione di vino in Umbria. Posizione dominata in particolare da Montefalco Sagrantino Docg (6,3%) e Montefalco Doc (10,4%).
Non a caso, la superficie di vigneto iscritta a Docg ha visto un incremento significativo dal 1992 al 2018, pasando da 66 ettari a 760 ettari. Dal 2000 ad oggi la produzione del Sagrantino è quasi triplicata: da 660 mila a circa 1.5 milioni di bottiglie.
Sul territorio operano 164 viticoltori e 75 imbottigliatori, sempre più interessati anche alla produzione di Sagrantino Passito, aumentata del 17% nel 2019, rispetto all’anno precedente (7% del totale della Docg).
Interessante la crescita dei bianchi, che rappresentano il 10% della Doc: 8% Montefalco Grechetto e 2% Montefalco Bianco. Vini, quelli perugini, che registrano tassi di export del 35%, con Stati Uniti (13%), Germania (5%), Giappone (3%), Inghilterra (3%), Svizzera (3%), Cina (3%), che si dividono i primi gradini del podio, seguiti da altri 40 Paesi nel mondo.
BIANCHI E ROSSI: I MIGLIORI ASSAGGI ALL’ANTEPRIMA SAGRANTINO 2016
Montefalco Bianco Doc 2018 Scacciadiavoli: 90/100 Vino che gioca sulla larghezza, più che sulla verticalità. Frutto preciso e bella salinità su note burrose.
Montefalco Bianco Doc 2018 “Aria di Casa”, Tenuta Alzatura: 91/100 Naso complesso, tra fiori di campo e richiami esotici, di frutta a polpa bianca e gialla. Non mancano ricordi di nocciola, derivanti dal legno. Gran salinità e freschezza su ritorni cremosi. Vino di prospettiva.
Montefalco Grechetto Doc 2018 “Nido del falco”, Vignabaldo Group (Broccatelli Galli): 90/100 Direttamente dalla linea “Selezioni”, un Grechetto a dir poco sorprendente. Naso complesso, tra il frutto esotico e i freschissimi ricordi di mentuccia, finocchietto, anice e salvia. Al palato un bel frutto, pieno, polposo, supportato da mineralità e freschezza. Ottima la persistenza.
Montefalco Grechetto Doc 2019, Colle Ciocco – Agricola Spacchetti: 89/100 Una interpretazione ben riuscita, che nobilita il vitigno nel suo impiego a tavola: un vino di gran gastronomicità.
Montefalco Grechetto Doc 2019, Scacciadiavoli: 88/100 Bella materia al sorso, polpa, succo. Non disdegnerà qualche mese in più sulle spalle.
Trebbiano Spoletino Spoleto Doc 2018 “Anteprima Tonda” 2018, Antonelli: 93/100 Giallo dorato, anice, finocchietto, frutto. Gran materia al palato, lungo, corrispondente, sale dosato sul frutto. Un bianco che, come pochi, riesce a coniugare percezioni marine a ricordi “montani”.
Trebbiano Spoletino Spoleto Doc 2018 “Trebium”, Antonelli: 91/100 Tra le espressioni più schiette di Trebbiano Spoletino dell’Anteprima Sagrantino 2016: portabandiera del vitigno, utile a comprenderne le ottime doti “immediate” e quelle d’allungo.
Trebbiano Spoletino Spoleto Doc 2018, Terre di San Felice: 91/100 Sorso pieno, di struttura, eppure cremoso: ottimo compromesso tra durezze e morbidezze. Sale, frutto, materia. Giovanissimo.
Trebbiano Spoletino Spoleto Doc Superiore 2017, Le Cimate: 89/100 Vino che ha tutto. Bella l’espressione del frutto, pieno e carnoso, sulla mineralità. Vino di gran gastronomicità.
Montefalco Rosso Doc 2018, Agricola Mevante: 89/100 Gran prova sul frutto, per un vino che troverà la sua migliore forma solo dopo essersi stiracchiato per bene in bottiglia, al termine dell’ulteriore (necessario) affinamento. Etichetta, però, su cui scommettere sin d’ora.
Montefalco Rosso Doc 2017, Montioni: 90/100 Vino profumatissimo e dalla gran beva. Sorprende appunto al palato, per la capacità di coniugare una gran presenza e un tannino di prospettiva a una freschezza assoluta, che chiama un sorso dopo l’altro, oltre all’abbinamento con i piatti della migliore tradizione locale e italiana.
Montefalco Rosso Doc 2017, Fongoli: 89/100 Gran lavoro sui primari e sulla maturità del tannino. Ne risulta un vino gradevolissimo, tutto frutto (preciso), materia, succo. Uno di quei rossi da bere col secchio, capaci di rispecchiare l’anima gentile di un territorio tendenzialmente ruvido, grazie a una grande capacità agronomica ed enologica.
Montefalco Rosso Doc 2017, Arnaldo Caprai: 88/100 Gran bel naso complesso, tra frutto maturo e radice, talco, mentuccia. In bocca una gran scorrevolezza, tutt’altro che banale. Tannino elegante e di prospettiva.
Montefalco Rosso Doc 2016, Fattoria Colleallodole – Milziade Antano: 91/100 Naso molto intrigante, tra frutto succosissimo e accenni goudron. Ottima corrispondenza gusto olfattiva per una beva piena, su un frutto precisissimo. Tannino disteso ma ancora in grado di dire la sua nel sorso, prima di una chiusura vagamente salina. Complessità ed eleganza.
Montefalco Rosso Doc 2016, Romanelli: 89/100 Grandissimo lavoro sul tannino, di estrema eleganza. Allungo sul frutto, succosissimo. Ritorni goudron e liquirizia in chiusura. Beva instancabile.
Montefalco Rosso Doc 2016 “Boccatone”, Tabarrini: 90/100 Bel naso, tutto sull’espressività assoluta del frutto, rinvigorito dalla spezia. In bocca un tannino fitto, elegante. Nettare capace di abbinare una certa robustezza a una gran freschezza e bevibilità. Gastronomico.
Montefalco Rosso Riserva Doc 2016, Fattoria Colleallodole – Milziade Antano: 92/100 Vino di gran pienezza, importante, godibile oggi ma di prospettiva. Frutto maturo, succoso (amarena, prugna) tannino in integrazione, elegantissimo. Bei ritorni speziati, in chiusura, su un allungo fresco.
Montefalco Sagrantino Docg 2016 2016 “Colle alla Cerqua”, Tabarrini: 95/100 Chicca assoluta dell’intera Denominazione. Naso e palato si litigano le lodi su un frutto carnoso, tutto da mordere e succhiare. Non viene assolutamente meno l’eleganza, tratteggiata da una certa mineralità e ancor più da un tannino pregevolissimo. Ritorni speziati in un allungo di gran persistenza.
Montefalco Sagrantino Docg 2016, Romanelli: 92/100 Splendida interpretazione, a cavallo fra tradizione e modernità. Un Sagrantino pieno ed elegante: frutto di grandissima precisione, così come il tannino. Fresca e lunga la chiusura.
Montefalco Sagrantino Docg 2016 “Valdimaggio”, Arnaldo Caprai: 91/100 Naso suadente, tutto su un frutto preciso, tra la ciliegia, il lampone e la fragolina, oltre a sbuffi speziati, preziosi. Ottima la corrispondenza gusto olfattiva. In bocca gran pienezza, ma soprattutto un tannino di estrema eleganza.
Montefalco Sagrantino Passito Docg 2016, Il Torrione: 94/100 Parola d’ordine “equilibrio” per questo splendido passito, unico a rientrare tra le nostre menzioni: freschezza da vendere sull’esplosività e concentrazione del frutto. Persistenza infinita.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
MONTEFALCO – “Al fine di permettervi di godere al meglio, nella piena sicurezza, l’evento Anteprima Sagrantino, organizzato dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, inviamo in allegato un modulo da firmare (disponibile anche cartaceo presso il Consorzio Tutela Vini Montefalco) come da richiesta del Comune di Montefalco (PG) in via precauzionale, sulla base delle ultime disposizioni varate dal Consiglio dei Ministri (ordinanza https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/02/22/20A01220/sg ). Grazie per la collaborazione”. È quanto si legge in una mail invitata a tutti i giornalisti che da oggi, domenica 23 febbraio 2020, a martedì 25 febbraio 2020, parteciperanno al programma di Anteprima Sagrantino 2020. Il Consorzio di Tutela umbro recepisce così le disposizione del Ministero, per evitare la propagazione del Coronavirus (Covid-19). Riportiamo di seguito la missiva.
“Il sottoscritto……….
Dichiara di non aver avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva COVID-19 (comunemente conosciuta come Coronavirus)
di aver avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva COVID-19 (comunemente conosciuta come Corona Virus) indicare eventualmente da quanti giorni___________
di non aver, negli ultimi quattordici giorni, fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate dall’epidemia (malattia infettiva diffusiva COVID-19), come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanita’, e in tutte le altre aree interessate dall’epidemia (malattia infettiva diffusiva COVID-19) come indicate dall’Organizzazione mondiale della sanità e dai comuni italiani del pari interessati dall’epidemia (malattia infettiva diffusiva COVID-19)
di aver, negli ultimi quattordici giorni, fatto ingresso in Italia con provenienza da o dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate dall’epidemia (malattia infettiva diffusiva COVID-19), come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanita’, e in tutte le altre aree interessate dall’epidemia (malattia infettiva diffusiva COVID-19) come indicate dall’Organizzazione mondiale della sanità e provenire o essere residente in comuni italiani del pari interessati dall’epidemia (malattia infettiva diffusiva Covid-19)
In caso di risposta positiva (di aver) indicare di seguito nel dettaglio la data di ingresso nel
territorio del Comune e le strutture a cui si è avuto accesso: ___________
Dichiaro di essere informato che, i dati personali raccolti vengono trattati dall’Autorità competente per motivi di interesse pubblico, ai sensi del regolamento (UE) 2016/679, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di protezione dei dati personali, ivi incluse quelle relative al segreto professionale, e in relazione al contesto emergenziale in atto. (luogo e data) ________ – Il/la dichiarante_______”.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
MONTEFALCO – Diversi ma uguali. Un bianco e un rosso capaci di esprimere, come pochi vini sanno fare, territorialità e longevità. Sono il Sagrantino di Montefalco e il Trebbiano Spoletino, oggi protagonisti di un brindisi speciale in Umbria, a coronamento dell’aggiunta della Doc Spoleto alle Denominazioni rappresentate e tutelate dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, come anticipato da WineMag.it a febbraio 2019. Una scelta approvata all’unanimità dall’assemblea straordinaria dei soci, nel mese di luglio 2019.
L’appuntamento è alle ore 16, nella Sala Consiliare del Comune di Montefalco. Interverranno il sindaco Luigi Titta, la dirigente del Servizio Turismo della Regione Umbria, Antonella Tiranti, il presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, Filippo Antonelli, e i rappresentanti delle cantine associate.
Per l’occasione sarà presentato “Smell and Smile“, cortometraggio dedicato a Montefalco e ai suoi vini presentato alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia. Un corto composto da tre storie – una ambientata al Nord, una al Meridione ed una terza al Centro Italia – utili a compiere un vero e proprio viaggio tra i luoghi del Sagrantino, i paesaggi di Montefalco e le cantine.
Un progetto curato da “A’bout de film” con la collaborazione del Consorzio Tutela Vini Montefalco e dalla Regione Umbria, la cui sceneggiatura è stata curata dal pluripremiato Giuseppe Gandini. Oltre al brindisi per le nozze tra il Sagrantino e i vini di Montefalco con il Trebbiano Spoletino, l’iniziativa del pomeriggio sarà l’occasione per fare il punto su Anteprima Sagrantino 2016.
La presentazione della nuova annata di Montefalco Sagrantino Docg agli operatori e alla stampa specializzata proveniente da tutto il mondo è in programma il 24 e il 25 febbraio 2020, a Montefalco. Un evento che vedrà appunto protagonista, per la prima volta, anche il Trebbiano Spoletino.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Il Montefalco Sagrantino Docg 2016, ultima annata del grande rosso dell’Umbria, si presenterà in Anteprima agli operatori e alla stampa specializzata proveniente da tutto il mondo il 24 e 25 febbraio 2020 a Montefalco (Perugia). Con una grande novità: l’annata 2016 sarà all’attenzione della stampa ad “Anteprima Sagrantino”, consueto evento promosso a inizio anno dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, assieme agli altri vini del territorio, compresi i bianchi.
Due giorni in cui i vini di Montefalco si racconteranno in tutti i loro aspetti, dal tasting alle visite in cantina, fino alle Masterclass. Con l’obiettivo di fornire a stampa e operatori un quadro esaustivo sulla nuova annata, sulle capacità evolutive del Montefalco Sagrantino Docg e sulle caratteristiche delle altre tipologie.
Tante le novità in programma, a partire dall’ampliamento del tasting, che quest’anno vedrà in assaggio, oltre ai Montefalco Sagrantino Docg 2016 secco e passito, anche Montefalco Rosso Doc 2018, Montefalco Rosso Doc Riserva 2017, Montefalco Bianco Doc, Montefalco Grechetto Doc, Spoleto Trebbiano Spoletino Doc.
Protagonisti anche altri bianchi delle cantine partecipanti, nell’ottica di restituire una panoramica completa dell’indiscussa peculiarità e straordinaria longevità dei vini prodotti in un territorio unico al mondo per storia, cultura, paesaggio, che vanta varietà autoctone di grande valore.
Oltre ai grandi rossi, Sagrantino in primis, ma anche Montefalco Rosso e Montefalco Rosso Riserva, si proporranno dunque in assaggio anche i vini bianchi, che stanno riscuotendo un successo sempre maggiore, tra cui anche la Doc Spoleto, dal luglio scorso rappresentata e tutelata dal Consorzio Tutela Vini Montefalco.
Nel 2020 – commenta il presidente Filippo Antonelli, presidente – Anteprima Sagrantino presenterà l’ampliamento delle denominazioni tutelate dal nostro Consorzio con l’introduzione della Doc Spoleto che completa la gamma di produzioni che fanno riferimento a quello che resta un territorio d’eccezione sotto il profilo vitivinicolo”.
“Ovviamente abbiamo anche delle belle conferme, come le iniziative che rientrano nella nostra Anteprima, che ne completano ed arricchiscono l’offerta, diventate ormai appuntamenti fissi di un programma”.
Anno dopo anno – continua Antonelli (nella foto sotto) – Anteprima Sagrantino vuole essere sempre più interessante, ricco e soprattutto utile per il nostro tessuto imprenditoriale, per i tanti operatori che guardano a noi con interesse, per la stampa specializzata che è per noi interlocutore privilegiato, voce dei nostri vini, strumento importante per veicolare la nostra qualità e le nostre emozioni in bottiglia”.
Cresce anche lo spazio dedicato agli operatori: presso il Chiostro Sant’Agostino sarà allestito il banco d’assaggio dei vini di Montefalco, con un percorso degustazione riservato a giornalisti ed operatori in cui le cantine presenteranno Montefalco Sagrantino Docg 2016 secco e passito, Montefalco Rosso Doc 2018, Montefalco Rosso Doc Riserva 2017.
Ma anche Montefalco Bianco Doc, Montefalco Grechetto Doc, Spoleto Trebbiano Spoletino Doc e altri bianchi delle cantine aderenti, oltre a Montefalco Doc e Montefalco Sagrantino Docg delle annate in commercio. Inoltre, sempre per stampa e operatori, in programma anche Masterclass, eventi in cantina, appuntamenti tematici e degustazioni guidate.
In programma anche la 12esima edizione del concorso “Gran Premio del Sagrantino“, nella quale sommelier da tutta Italia si disputeranno le ambite Borse di Studio in una finale pubblica in cui Sommelier professionisti si sfideranno tra degustazioni, abbinamenti, carte dei vini e tutto quanto riguarda la corretta comunicazione del Montefalco Sagrantino Docg all’interno di un ristorante.
Alle 17, presso il Complesso Museale San Francesco, si presenterà l’annata 2016 di Montefalco Sagrantino Docg e la vendemmia 2019; uno spazio speciale sarà dedicato alla presentazione della nuova immagine del Consorzio Tutela Vini Montefalco.
Continua anche l’iniziativa “Etichetta d’Autore“, concorso rivolto a giovani fumettisti, italiani e stranieri, che operano sul territorio nazionale: l’opera vincente diventerà l’etichetta celebrativa dell’annata 2016 del Montefalco Sagrantino Docg e sarà premiata nell’ambito di Anteprima Sagrantino.
“È sempre con grande emozione che annunciamo la nuova edizione di Anteprima Sagrantino – dichiara Filippo Antonelli – perché per ogni annata rappresenta un evento spartiacque, un momento di passaggio che definisce i contorni del nostro lavoro, quello già fatto e quello che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi sul piano della promozione e della valorizzazione dei nostri vini, del nostro territorio e delle nostre eccellenze”.
“Ogni anno – continua Antonelli – arricchiamo l’Anteprima di novità e lo facciamo con l’intento di rendere la rassegna quanto più aderente alle esigenze del comparto e quindi delle aziende, sia sotto il profilo della comunicazione che della commercializzazione. Far conoscere sempre di più le nostre denominazioni nel mondo – conclude Antonelli – è infatti fondamentale per la crescita di questo settore”.
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MONTEFALCO – Cornice splendida e vini dall’ottimo livello medio all’Anteprima 2019. La prova del calice parla chiaro: è una bella vendemmia, la 2015, per il Sagrantino di MontefalcoDocg secco e passito.
La massima espressione del vino umbro in passerella nella mattinata di ieri, per la stampa e per gli operatori del settore, nella stupenda sala consiliare del Municipio di Montefalco (PG), con il puntuale servizio dei sommelier Ais.
Al chiostro Sant’Agostino la presentazione delle nuove annate a cura dei rappresentanti delle 36 cantine aderenti all’annuale Anteprima. Si è trattato solo dell’esordio della kermesse, che prosegue oggi e domani, dalle 9.30 alle 16 al Municipio e dalle 10 alle 16 al Chiostro Sant’Agostino.
LA VENDEMMIA 2015
L’andamento meteo della vendemmia 2015, nel complesso, è stato giudicato ottimale dai tecnici del Consorzio di Tutela ViniMontefalco. Dopo un inverno piovoso, la primavera è stata piuttosto ventilata e ha fatto registrare un’elevata irradiazione solare.
L’estate asciutta, calda e soleggiata ha reso facile il controllo della malattie, facilitando gli interventi dei vignaioli. Le sufficienti piogge tra settembre e ottobre hanno regalato uve equilibrate e di perfetta maturità, anche grazie alla poca umidità.
La 2015 sarà dunque ricordata come “una vendemmia fantastica dal punto di vista qualitativo, con produzione quantitativamente nella media”. Le uve sono arrivate in cantina sanissime, con ottime concentrazioni zuccherine e maturità fenoliche: la base giusta per vini strutturati e complessi, equilibrati, fini e dal giusto apporto aromatico.
I MIGLIORI ASSAGGI DI SAGRANTINO SECCO
Di seguito i migliori assaggi risultati dalla degustazione alla cieca svolta nella mattinata di ieri, suddivisi tra etichette ormai prossime all’immissione in commercio (dopo aver superato l’esame della commissione tecnica), campioni in affinamento in bottiglia (non ancora in commercio) e campioni prelevati da botte.
ETICHETTE ORMAI PROSSIME AD ESSERE MESSE IN COMMERCIO
1) Sagrantino di Montefalco Docg, Romanelli: 90/100
Naso-bocca molto eleganti. Naso profondo, sottobosco nero. Vena erbacea. Frutto (oseremmo dire) da Pinot Nero, con apprezzabile nota “foxy“. Una volpe, appunto, in mezzo all’erba. Palato che rivela inoltre venature balsamiche. Buona verticalità nonostante il frutto succoso, che con l’ossigenazione sfora nell’agrume. Un Sagrantino bello oggi e, al contempo, di gran prospettiva.
2) Sagrantino di Montefalco Docg, Tenute Lunelli – Castelbuono: 89/100
Naso giocato su un frutto di bosco molto preciso, ma anche note di caffè. In bocca grandissima bevibilità, anche se tannino e freschezza mantengono il sorso verticale. Il frutto tende al maturo, ma è tutt’altro che sgarbato o opulento. Così come sono piacevoli i ritorni vegetali e speziati, in un retro olfattivo lungo. Un Sagrantino giocato sull’equilibrio tra frutto, struttura e freschezza. Tra vecchio e nuovo stile. Antesignano.
3) Sagrantino di Montefalco Docg “Collenottolo”, Tenuta Bellafonte: 88/100
Radice di liquirizia, frutto rosso maturo. Brace. Elegantissimo e di prospettiva, quando l’alcol sarà ancora più integrato al resto del corredo. Ottima corrispondenza gusto-olfattiva. Bel frutto, tannino di prospettiva, chiusura che evolve dal frutto alla liquirizia, con ritorni fumè.
Menzione: Sagrantino di Montefalco Docg “Medeo”, Romanelli, 88/100
Due su due per questa cantina simbolo di Montefalco. Alcol e frutto ben integrati. Vino ancora giovanissimo, ma con buonissime prospettive di evoluzione. Il vetro lo renderà grande.
CAMPIONI IN AFFINAMENTO IN BOTTIGLIA
1) Sagrantino di Montefalco Docg, Fattoria Colleallodole – Milziade Antano: 92/100
Struttura e freschezza sono i punti forti, specie in un retro olfattivo che si fa balsamico. Vino di rustica eleganza. Tipicissimo. Didattico, nella sua rappresentatività del territorio. Tannino di gran prospettiva. Considerando anche le altre componenti, vino destinato a fare tantissima “strada”.
2) Sagrantino di Montefalco Docg, Antonelli: 90/100
Colore carico, naso di frutto sotto spirito (lampone). Eppure buona componente verde: radice di liquirizia, rabarbaro. Speziatura “dolce” che ricorda per certi versi il cumino. Bel palato, gran prospettiva. Frutto, struttura, tannino, sapidità. Chiusura tendente al balsamico, mentuccia. Molto tipico e complesso.
3) Sagrantino di Montefalco Docg, Tenuta ColFalco – Agricola Ruggeri G.: 89/100
Molta spezia, ma delicata, pulita. Tocchi fruttati tendenti al maturo. Cacao che poi si ritrova anche in bocca, unito a una buona venatura sapida e a un tannino vivo. Vino da aspettare nel calice, per i positivi effetti dell’ossigenazione sul corredo olfattivo: compaiono note d’agrumi e un rabarbaro netto. Sentore che torna anche in chiusura di bocca, sotto forma di un amaro non sgradevole. Vino Stupendo già oggi.
Menzione: Sagrantino di Montefalco Docg, La Veneranda: 88/100
Fumo, brace, spezia, bell’apporto verde, liquirizia, sale. Ha bisogno di ossigeno questo Sagrantino per esprimersi e tirare fuori tutto quello che ha da dare. In bocca ottima corrispondenza. Ben fatto e preciso in tutte le sue “fasi”, che paiono avviate verso l’ottimale amalgama. Un rosso potente, connotato da freschezza ed eleganza.
CAMPIONI IN AFFINAMENTO IN BOTTE 1) Sagrantino di Montefalco Docg, Tabarrini, “Colle alle Macchie”: 92/100
Naso su spezia e liquirizia. Esce poi un filo di ciliegia, tendente al maturo, ma anche un delicato sentore di oliva nera conciata. In bocca il tannino rileva quanto si tratti di un vino di gran prospettiva. Di fatto lo completano un bel frutto, oltre a note di liquirizia già avvertite al naso. Utilizzo ottimale del legno.
2) Sagrantino di Montefalco Docg “Sacrantino”, Pardi: 90/100
Frutto e buon apporto minerale. Ciliegia e venatura salina preziosa. Non manca la freschezza, data da una mentuccia netta, oltre che da una radice di liquirizia che si ritrova nel retro olfattivo. Ha davvero tutto questo Sagrantino, già (quasi) in equilibrio. Altro utilizzo sapiente del legno, in un rapporto ben calibrato tra pronta beva e allungo.
3) Sagrantino di Montefalco Docg Fattoria Colsanto: 89/100
Naso che, dopo iniziale riduzione, tende al verde e al terroso: terra bagnata, di sottobosco. Il frutto c’è, preciso, non esplosivo: si esprime sul lampone, sulla fragolina. Rintocchi speziati e salini, ma anche balsamici, mentuccia, china, cera d’api e brace. Radice di liquirizia, rabarbaro anticipano un frutto che si fa sempre più largo al palato, con l’ossigenazione. Chiusura salina e balsamica netta, con tannino presente ma non disturbante. Tra i campioni “pronti” e di prospettiva più complessi all’Anteprima 2019 di Montefalco.
Menzione: Sagrantino di Montefalco Docg “Fidenzio”, Tudernum: 88/100 Fondo di caffè e risvolti terrosi al naso. Terziari di cioccolato, ma anche un bel frutto. Tannino dosato, ma di prospettiva per un medio allungo. Chiusura su frutta come il lampone appena maturo, corroborato da sbuffi speziati e balsamici (menta).
I MIGLIORI ASSAGGI DI SAGRANTINO PASSITO
1) Sagrantino di Montefalco Docg Passito, Tenuta Rocca di Fabbri: 89/100 Liquirizia netta al naso, oltre alla prugna. Profondo. In bocca buon equilibrio tra freschezza e zucchero. Buona corrispondenza gusto-olfattiva.
2) Sagrantino di Montefalco Docg Passito, Dionigi: 88/100
Bella freschezza, oltre al tannino (atteso). Campione in affinamento in vetro, dunque non ancora in commercio, ma dalle ottime prospettive.
3) Sagrantino di Montefalco Docg Passito, Tenute Lunelli – Castelbuono: 88/100
Il naso più vicino alla versione ferma, con rabarbaro e rosa, agrume candito, sbuffi di zenzero. In bocca già piuttosto equilibrato, corrispondente. Buoni auspici per il passito del Carapace.
Menzione: Sagrantino di Montefalco Docg Passito, Pardi: 87/100 Campione da botte, ottime prospettive per quanto già riesce a raccontare nel calice.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Montefalco – Nuovo marchio green per il Gruppo Lungarotti, con la certificazione assegnata in questi giorni dal ministero dell’Ambiente per il progetto VIVA – La Sostenibilità nella vitivinicoltura in Italia.
All’azienda agricola Lungarotti, che ha aderito in modo volontario al progetto, è stata riconosciuta una corretta gestione sostenibile della propria organizzazione per tutti e 4 gli indicatori previsti dal disciplinare (territorio, aria, vigneto e acqua) dopo una serie di verifiche iniziate circa 2 anni fa.
“L’impegno per un maggior rispetto verso il nostro ambiente – ha detto Chiara Lungarotti, amministratore delegato del Gruppo umbro in apertura di Anteprima Sagrantino 2015 al via oggi a Montefalco – è un atto responsabile doveroso, oltre che un investimento, anche in ottica di competitività commerciale, per il futuro”. Lungarotti è la nona organizzazione italiana a conseguire la certificazione VIVA e la prima in Umbria.
LA CANTINA, VALORI E OBIETTIVI Lungarotti vanta 250 ettari di vigneto (tra la tenuta di Torgiano e quella di Montefalco, quest’ultima a produzione certificata biologica) per una produzione di circa 2,5 mln di bottiglie di vino l’anno.
Tra i valori fondanti e costitutivi del Gruppo (attivo anche nell’enoturismo e in altre produzioni agricole), la ormai trentennale ricerca della qualità all’insegna dell’ecosostenibilità lungo tutto il processo produttivo: dalle tecniche di viticoltura sostenibile – con le capannine meteo, il controllo meccanico delle erbe infestanti, la gestione intelligente delle risorse idriche e la concimazione organica -, al progetto Meteowine – realizzato con l’Università di Perugia -, alla viticultura biologica della tenuta di Montefalco, al progetto biomasse Energia dalla vite, dove l’energia rinnovabile è alimentata grazie al riutilizzo della potatura della vite.
Nella primavera del 2018, è stato installato un impianto fotovoltaico sulla copertura degli edifici aziendali per un’estensione di circa 1320 mq che a regime arriverà a coprire il 40% dei fabbisogni di energia elettrica.
Il progetto pilota VIVA, voluto dal ministero dell’Ambiente per lo specifico settore del vino, fornisce alle aziende uno strumento di diagnosi degli impatti del prodotto enologico, e allo stesso tempo un mezzo di garanzia e trasparenza al consumatore.
L’obiettivo è ottenere uno standard di gestione sostenibile del settore vitivinicolo misurabile e accreditato che sia un riferimento univoco per le produzioni italiane e un biglietto da visita per i prodotti made in Italy sui mercati internazionali
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
MONTEFALCO –Dopo quattro secoli di storia e 25 anni da DOCG, il Sagrantino sfiora quota 2 milioni di bottiglie e si conferma tra i capofila di un settore, quello vitivinicolo, che rappresenta una delle più importanti filiere produttive della regione Umbria.
Inizia sotto i migliori auspici la quarta edizione di Anteprima Sagrantino, che vedrà 200 esperti del settore raggiungere Montefalco da 20 Paesi differenti il 19 e 20 febbraio.
Obiettivo: scoprire le 36 aziende aderenti all’evento e degustare le 180 etichette in degustazione, sul mercato in questo 2018. Una Denominazione, quella di Montefalco e del suo vino principe, il Sagrantino, che viene rappresentata anche dalla Grande distribuzione organizzata. Ecco dunque le migliori etichette in circolazione al supermercato.
Nei 13mila ettari destinati all’allevamento della vite, ovvero l’1,9% del dato nazionale, convivono ben 21 denominazioni di origine: due delle quali, la DOCG Sagrantino e la DOC Montefalco, nei soli mille ettari vitati che abbracciano l’intero territorio del Comune di Montefalco e parte dei territori di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria, tutti nella provincia di Perugia.
Stando alle stime del Consorzio Tutela Vini Montefalco, che riunisce 231 soci di cui 60 cantine, il 16,7% della produzione di vino in Umbria è costituita proprio dalle denominazioni Montefalco (6,3% di Montefalco Sagrantino DOCG e 10,4% di Montefalco DOC) per un totale di 5 milioni di bottiglie prodotte nel 2016.
“Numeri che parlano chiaro sulla qualità e l’impegno produttivo del nostro territorio e sulla crescita continua e costante di tutto il sistema Sagrantino – spiega Amilcare Pambuffetti, Presidente del Consorzio – Nel 2000 erano appena 660mila le bottiglie con denominazione Montefalco. Numero triplicato nel 2016 con una produzione di 1,8 milioni circa”.
Produzione destinata, nel 2017, per il 30% al mercato nazionale e per il 70% all’export. Tra i principali importatori Stati Uniti (26%), Germania (10%) e Cina (8%). In seconda battuta Svizzera (4%), Inghilterra(5%), Danimarca (2%), Giappone (4.5%), Canada (4%), Olanda (4%), Belgio (4%) insieme ad altri 30 mercati. Saranno gli esperti da questi Paesi, dunque, i primi a pronunciarsi sull’annata 2014, in presentazione nei prossimi giorni.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
MONTEFALCO – Il 19 e 20 febbraio, a Montefalco, avrà luogo il quarto appuntamento con Anteprima Sagrantino, evento del Consorzio Tutela Vini Montefalco rivolto a stampa e operatori del settore chiamati a misurarsi con l’annata 2014 del Montefalco Sagrantino DOCG.
“Quella del 2014 fu una vendemmia tecnicamente molto impegnativa – spiega Amilcare Pambuffetti, presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco -. L’estate piovosa e fredda mise a dura prova i produttori, chiamati ad operare una selezione scrupolosa delle uve raccolte. Dal punto di vista qualitativo e quantitativo, però, il risultato fu soddisfacente soprattutto per il Sagrantino, grazie alla maturazione più tardiva. Ci aspettiamo che l’annata 2014 sia caratterizzata da un buon equilibrio, vedremo cosa ci diranno i vini”.
In occasione della prima edizione di Anteprima Sagrantino, si riconobbe che la preparazione tecnica degli enologi del territorio e i modelli montefalchesi di scienza applicata alla vigna rappresentarono un valore aggiunto nella gestione agronomica di una vendemmia così complessa.
La manifestazione, dunque, rivelerà alla stampa e agli operatori di settore il livello qualitativo e le stelle conquistate dall’annata 2014.
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