Categorie
degustati da noi news news ed eventi vini#02

Anteprima Amarone 2016: meglio le “prove di botte” delle bottiglie. Ed è un bene

VERONA – Diciotto vini già in bottiglia e trentasei “prove di botte”, ancora in affinamento. Questi i numeri di Anteprima Amarone 2016, l’annuale kermesse che ha visto protagonista il rosso simbolo della Valpolicella nella giornata di ieri, sabato 1 febbraio.

Dopo l’esordio con la stampa, il Palazzo della Gran Guardia apre oggi al pubblico di appassionati, dalle 10:00 alle 20:00. Si potrà degustare l’ultima annata immettibile per legge in commercio, la 2016 per l’appunto.

La prova del calice dimostra quanto l’Amarone della Valpolicella sia una Denominazione in profonda trasformazione, che non ha ancora trovato un’uniformità stilistica definitiva. I tanti tentativi di alleggerire il sorso, per venire incontro ai desiderata dei nuovi consumatori, non vanno sempre a buon fine.

Dall’analisi dei 54 campioni in degustazione emerge una buona percentuale di vini scheletrici, senza materia. Vini che si perdono al naso e scivolano via troppo in fretta, al palato. Il tentativo esasperato di mettere “a dieta” l’Amarone ha effetti devastanti su alcuni dei vini della vendemmia 2016.

In questo quadro poco consolante, c’è ancora chi riesce a fare grandi Amaroni, capaci di abbinare materia, frutto, succosità e freschezza, senza sforare nelle esuberanze delle confetture o nelle penitenze monastiche delle strutture. Vini, questi, che convincono parlando pressoché al futuro.

Già, perché ad Anteprima Amarone 2016 sono proprio le “prove di botte” a raccontare le cose più belle, immaginandone le prospettive. Un buon segno se si considera qual è la dimensione cui aspira l’Amarone, pur nella fase di riassestamento della Denominazione.

Ovvero restare un vino rosso da lungo affinamento, capace di regalare emozioni a distanza di molti anni dalla vendemmia. Di seguito i migliori assaggi e tutti i punteggi assegnati da WineMag.it in occasione della degustazione alla cieca.

1. Accordini Stefano, Classico “Acinatico” (bottiglia): 88/100
2. Albino Armani, Classico (botte): 85/100
3. Aldegheri, Classico (botte): 88/100
4. Bennati (bottiglia): 86/100
5. Bertani, Valpantena (bottiglia): 87/100
6. Bolla, Classico (botte): 85/100
7. Bottega, “Il Vino degli Dei”: 85/100
8. Brolo Dei Giusti Soc. Agr. (botte): 91/100
9. Cà Dei Frati, “Pietro dal Cero” (botte): 90/100
10. Ca’ Rugate, “Punta 470” (botte): 84/100
11. Camerani Marinella, “Botte 65 – Vigneto Adalia” (botte): 91/100
12. Campagnola Giuseppe, Classico “Vigneti Vallata di Marano”: 87/100
13. Cantina Valpantena Verona, Valpantena “Torre del Falasco” (botte): 88/100
14. Clementi, Classico (botte): 90/100
15. Corte Figaretto, Valpantena “Brolo del Figaretto” (botte): 90/100
16. Costa Arènte, Valpantena (botte): 84/100
17. Dal Cero in Valpolicella (botte): 90/100
18. F.lli Degani, Classico (bottiglia): 89/100

19. Domini Veneti by Cantina Valpolicella Negrar, Classico (bottiglia): 85/100
20. Falezze di Luca Anselmi (bottiglia): 85/100
21. Fasoli Gino, “Alteo” (botte): 85/100
22. Fattori (botte): 88/100
23. Gamba, Classico “Campedel” (botte): 86/100
24. Giovanni Ederle (bottiglia): 88/100
25. I Tamasotti (botte): 93/100
26. Ilatium Morini, “Campo Leon” (botte): 85/100
27. La Collina Dei Ciliegi, Valpantena (bottiglia): 86/100
28. Lavagnoli (bottiglia): 85/100
29. Le Bignele, Classico (botte): 83/100
30. Le Guaite Di Noemi (botte): 93/100
31. Monte Del Frà, Classico “Tenuta Lena di Mezzo” (bottiglia): 89/100
32. Monteci, Classico (botte): 92/100
33. Cantine Giacomo Montresor, Classico “Capitel della Crosara” (botte): 90/100
34. Novaia, Classico “Corte Vaona” (botte): 89/100
35. Pasqua Vigneti e Cantine (botte): 89/100
36. Riondo – Collis (botte): 88/100

37. Roccolo Grassi (bottiglia): 88/100
38. Santa Sofia, Classico (botte): 87/100
39. Santi, Classico “Santico” (botte): 86/100
40. Sartori, Classico “Reius” (botte): 92/100
41. Secondo Marco, Classico (botte): 94/100
42. Selùn di Marconi Luigi, Classico “Fiori del Pastello” (botte): 88/100
43. Tenuta Chiccheri (bottiglia): 84/100
44. Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani, Classico Riserva (botte): 90/100
45. Tinazzi, “Ca’ de’ Rocchi – La Bastia” (bottiglia): 89/100
46. Valentina Cubi, Classico “Morar” (botte): 84/100
47. Vigna ‘800, Classico (botte): 91/100
48. Vigneti Di Ettore, Classico (bottiglia): 87/100
49. Villa Rinaldi, “Corpus” (botte): 83/100
50. Villa San Carlo (botte): 88/100
51. Zanoni Pietro (botte): 84/100
52. Zeni 1870, Classico “Vigne Alte” (bottiglia): 88/100
53. Zýmē di Celestino Gaspari, Classico (botte): 91/100
54: F.lli Degani, Classico “La Rosta” (bottiglia): 82/100

IL COMMENTO DEL CONSORZIO
Per Andrea Sartori, presidente del Consorzio Tutela vini Valpolicella: “Archiviamo un’edizione che ha sancito, tra le altre cose, il successo di vendite dello scorso anno sia all’estero che in Italia”.

“Guardiamo al 2020 consapevoli di poter contare su un’eccellente nuova annata – continua il massimo rappresentante dell’ente veronese – ma anche preoccupati per il moltiplicarsi di incognite sulle principali piazze internazionali. Servirà per questo intensificare gli sforzi e le professionalità con l’obiettivo di monitorare e ascoltare sempre di più i mercati e le tendenze dei consumi globali”.

Per il direttore del Consorzio Tutela vini Valpolicella, Olga Bussinello: “In questa ottica, anche il Consorzio lavorerà ancora di più sull’osservazione delle dinamiche socioeconomiche del territorio per combinare nel migliore dei modi le caratteristiche produttive con quelle dell’offerta. Il protocollo d’intesa che faremo a breve con Avepa va in questa direzione e ci fornirà un outlook importante e aggiornato per le politiche di filiera da adottare in Valpolicella”.

[URIS id=45072]

Categorie
Approfondimenti

Vino, Amarone: parlano gli esperti dell’export

VERONA. In Germania i consumi sono trainati principalmente dalle donne, da sempre target fedele all’Amarone. Negli Stati Uniti, al netto dello spauracchio dei dazi aggiuntivi si andranno sempre più affermando i vini strutturati e premium. In Canada i consumi non tengono i ritmi delle importazioni ma l’Amarone resta a segno più. Nel Regno Unito si dovrà fare attenzione ai rossi della Napa Valley, agli Shiraz australiani e si dovrà lavorare più online sui privati di alta fascia.

È il quadro illustrato da importatori e distributori oggi a Verona al convegno internazionale dedicato ai principali mercati di sbocco organizzato dal Consorzio tutela vini Valpolicella in vista dell’Anteprima Amarone 2016, al via domani.

Sotto la lente, presente e futuro di 4 top mercati (Germania, Stati Uniti, Regno Unito e Canada) che insieme sommano quasi il 50% sul totale export del Re della Valpolicella. I trend dei consumi forniscono un quadro in chiaroscuro su presente e futuro del vino italiano, più confortante invece quello della Valpolicella.

È il caso del Canada, Paese con monopolio, dove – per Serge Lévêque, distributore di vini premium per Longo Since 1961 – a fronte di una crescita delle importazioni dal Belpaese (+6%, fonte dogane), nel 2019 si è riscontrato un gap del 5,2% sui volumi richiesti dalla distribuzione. Va meglio però con l’Amarone, che tiene a +0,5% grazie a un confortante +5,4% in Quebec.

Nel Regno Unito – rileva Troy Christensen, ceo del distributore inglese Enotria&Coe – calano i volumi consumati ma aumenta il valore, sia dell’off che dell’on-trade, per una spesa complessiva che sfiora gli 11 miliardi di sterline. Anche qui le difficoltà non mancano, a partire dalla disaffezione dei giovani per il vino fino alla concorrenza low cost del Nuovo Mondo produttivo, cui contrapporre la forza del brand, l’alta ristorazione e il commercio on-line con big spender privati.

Nel mercato tedesco, il principale per l’Amarone, secondo il direttore dell’importatore Jacques’ Wein-Depot GmbH Kathy Feron, a guidare i consumi sono le donne (il 62% beve vino) contro i maschi (56%). Il consumo pro-capite, in particolare di vini stranieri (55%), è di 38 litri l’anno contro i 34 degli uomini.

Infine gli Stati Uniti, al secondo posto tra i top buyer del grande rosso. Qui per Derek Blackburn, direttore marketing dell’azienda di importazione e distribuzione Frederick Wildman & Sons, la crescita dei consumi, al netto dei dazi, si prospetta bassa per l’anno in corso (fino all’1%). Ma il principale mercato al mondo per import di vino registrerà in futuro un aumento della domanda di vini strutturati, rossi e di fascia alta: una richiesta che somiglia molto al profilo dell’Amarone.

Ad Anteprima Amarone (1-2 febbraio Palazzo della Gran Guardia) in primo piano l’annata 2016 presentata dal ricercatore del Crea-Ve Diego Tomasi e lo stato di salute delle grandi denominazioni con il convegno “Dal vigneto al mercato: l’Amarone e l’identità del vino italiano” (ore 11).

Tra i relatori, dopo i saluti del Sindaco di Verona, Federico Sboarina, gli interventi del presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, Andrea Sartori; il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, il videocollegamento con coordinatore S&D alla commissione Agricoltura dell’Europarlamento, Paolo de Castro e il videomessaggio del ministro alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova. Le conclusioni saranno affidate all’assessore all’Agricoltura, Giuseppe Pan.

Categorie
Approfondimenti

Vino: in Valpolicella la rivoluzione green dell’Amarone

VERONA – Il colore simbolo è quello del rosso Amarone, ma nei 19 comuni della Doc Valpolicella si fa sempre più largo il verde, quello della sostenibilità.

È quanto emerge – alla vigilia di Anteprima Amarone – dalle rilevazioni di Avepa (l’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura), che registra una repentina rivoluzione verde nelle aree enologiche simbolo del veronese.

In pochi anni (dal 2012 a fine 2019) il biologico in vigna è infatti cresciuto del 152% in termini di superficie, con un’impennata solo nell’ultimo anno di circa il 14% a fronte di una media nazionale ferma nel 2019 a +1%. “Una tendenza bio – ha detto il direttore del Consorzio tutela vini Valpolicella, Olga Bussinello – cominciata forse un po’ tardi ma che ora non accenna a rallentare, se si considera che anche gli ettari in conversione sono cresciuti nell’ultimo anno del 10,5%”.

Ma a trainare i vigneti green in Valpolicella è soprattutto il progetto RRR (Riduci, Risparmia, Rispetta), la certificazione voluta per le aziende dal Consorzio a tutela dell’ambiente, che prevede l’adozione di tecniche innovative in vigneto ma anche la sostenibilità sociale e la tutela del paesaggio. Anche qui la crescita è in doppia cifra: +31% gli ettari RRR dall’inizio della certificazione, il 2017, a oggi.

Complessivamente, rileva Avepa, in un’area di poco meno di 8.300 ettari Dop, poco meno di 1/4 sono green o lo stanno per diventare ufficialmente dopo il periodo in conversione (dati Sian, Avepa, Consorzio Valpolicella).

Anteprima Amarone 2016 (Verona, Palazzo della Gran Guardia, 1-2 febbraio) vedrà protagonista una delle annate più promettenti degli ultimi anni per il Re di un territorio che vanta un giro d’affari da circa 600 milioni di euro l’anno, per oltre la metà ascrivibile alle vendite del Grande Rosso.

L’economia dell’Amarone nei 19 comuni della Valpolicella è portata avanti da un microcosmo di 2.273 produttori di uve e 272 aziende imbottigliatrici con 373 fruttai destinati all’appassimento – la tecnica enologica candidata a rientrare sotto la protezione Unesco – per un giro d’affari che, secondo l’indagine interna svolta da Nomisma Wine Monitor, nel 2019 sfiora i 345 milioni di euro. Circa 15 milioni le nuove bottiglie di Amarone che entreranno in commercio quest’anno.

Tra le iniziative del Consorzio in tema di monitoraggio, è in arrivo anche la stipula di un protocollo d’intesa con Avepa per la creazione dell’ “Osservatorio Valpolicella“. Un outlook che consentirà di tenere sotto controllo le dinamiche socioeconomiche della filiera.

Categorie
news news ed eventi

Anteprima Amarone 2016: in vetrina il grande rosso di 53 cantine della Valpolicella

VERONA – Conto alla rovescia iniziato per Anteprima Amarone 2016, in programma sabato 1 e domenica 2 febbraio 2020 a Verona, come di consueto al Palazzo della Gran Guardia di piazza Bra, 1. Saranno 53 le cantine della Valpolicella protagoniste di un’Anteprima che si preannuncia interessante nel percorso del grande rosso veneto, che sta cercando una nuova identità sul mercato, senza perdere il contatto con le radici.

I calici dovrebbero confermare le impressioni lasciate dai 69 campioni dell’Anteprima 2015: una rassegna, quella dello scorso anno, segnata dalla ricerca di una maggiore facilità di beva, nel segno del gusto dei consumatori internazionali. Un Amarone, in sostanza, più “fresco” e “immediato”.

Cosa aspettarsi dalla vendemmia 2016? I tecnici del Consorzio di Tutela definiscono l’annata “nella norma”, con una abbondante allegagione in tutti gli areali per tutte le cultivar e con la maturazione tecnico-fenologica che si è raggiunta senza difficoltà.

Sabato 1 febbraio sarà la giornata riservata alla stampa e alle autorità. Aprirà le danze, alle 9.30, l’accredito dei produttori, seguito da quello della stampa e delle autorità, previsto per le 10. Alle 11, nella sala Convegni della Gran Guardia, la conferenza utile alla presentazione della vendemmia 2016, a cura di Diego Tomasi, del Crea-Ve.

Dal vigneto al mercato: l’Amarone e l’identità del vino italiano” è la conversazione sulle prospettive e sulle sfide dell’Amarone: intervengono il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, il presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Andrea Sartori e il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella. Modera Andrea Andreoli, direttore di Telenuovo.

Il banco di degustazione riservato alla stampa sarà aperto dalle 10 alle 17, con servizio a cura dei sommelier Ais del Veneto, nella Sala Polifunzionale. Il banco di degustazione dell’Amarone 2016 con i produttori aprirà invece alle 12.30 e sarà attivo fino alle 17. Domenica 2 febbraio la giornata aperta al pubblico, dalle 10 alle 20, previo acquisto del biglietto sul sito web istituzionale dell’evento.

Anteprima Amarone è un evento a cadenza annuale organizzato e promosso dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella. La manifestazione, giunta ormai alla 17esima edizione, è considerata la punta di diamante degli appuntamenti con la Denominazione veronese. Vede infatti come protagonista esclusivo il “Grande Rosso della Valpolicella”.

Nata alla fine degli anni Novanta, Anteprima Amarone propone ufficialmente a stampa, operatori e appassionati l’annata che entra in commercio, ma non solo. Cinquantatré produttori racconteranno in questo 2020 il loro Amarone della Valpolicella 2016 e un’annata storica a scelta.Ad accompagnare gli assaggi ci saranno le delizie a cura del Ristorante Nicolis.

LE AZIENDE PARTECIPANTI

1. Accordini Stefano 2. Albino Armani 3. Aldegheri 4. Bennati 5. Bertani 6. Bolla 7. Bottega 8. Brolo Dei Giusti Soc. Agr. 9. Cà Dei Frati 10. Ca’ Rugate 11.Camerani Marinella 12. Campagnola Giuseppe 13. Cantina Valpantena Verona 14. Clementi

15. Corte Figaretto 16. Costa Arènte 17. Dal Cero In Valpolicella 18. F.Lli Degani 19. Domini Veneti By Cantina Valpolicella Negrar 20. Falezze Di Luca Anselmi 21. Fasoli Gino 22. Fattori 23. Gamba 24. Giovanni Ederle

25. I Tamasotti 26. Ilatium Morini 27. La Collina Dei Ciliegi 28. Lavagnoli 29. Le Bignele 30. Le Guaite Di Noemi 31. Monte Del Frà 32. Monteci 33. Cantine Giacomo Montresor 34. Novaia 35. Pasqua Vigneti E Cantine 36. Riondo – Collis 37. Roccolo Grassi 38. Santa Sofia 39. Santi 40. Sartori 41. Secondo Marco

42. Selùn Di Marconi Luigi 43. Tenuta Chiccheri 44. Tenuta Santa Maria Di Gaetano Bertani 45. Tinazzi 46. Valentina Cubi 47. Vigna ‘800 48. Vigneti Di Ettore 49. Villa Rinaldi 50. Villa San Carlo 51. Zanoni Pietro 52. Zeni 1870 53. Zýmē di Celestino Gaspari.

Exit mobile version