Categorie
news news ed eventi

Valpolicella, Bertani in vendita? La risposta della cantina


Valpolicella Bertani in vendita La risposta della cantina ceo angelini wines and estates alberto lusini
Circola da alcune settimane, in Valpolicella, la voce che il colosso Bertani sia di nuovo in vendita. Sullo sfondo c’è la presunta trattativa in corso tra la proprietà, ovvero il Gruppo Angelini, e Recordati Spa, che potrebbe portare alla creazione di un grande polo italiano del farmaco. Un’operazione che, sempre secondo gli insistenti rumors, potrebbe determinare il futuro di Bertani e delle altre cantine controllate da Angelini. I nuovi partner non vedrebbero con favore il ramo vitivinicolo, suggerendo all’attuale proprietà di vendere per finalizzare l’accordo.

«La famiglia – fa sapere a Winemag il direttore generale di Angelini Wines & Estates, Alberto Lusini – ha approvato 8 milioni di investimenti in Hospitality e vigneti, nei prossimi tre anni. Nelle ultime settimane si è parlato anche di un possibile accordo con un altro gruppo farmaceutico. Sono rumors, ovviamente, trattandosi di trattative confidenziali e dall’esito non confermato». Bertani si è aggiunta nel 2011 alle realtà agricole e vitivinicole di Tenimenti Angelini, che già contavano le toscane Val di Suga, Tenuta Trerose, San Leonino, la friulana Cantina Puiatti.

L’ultimo investimento nel vino del noto gruppo farmaceutico è del 2015, con l’ingresso della marchigiana Fazi Battaglia, regina del Verdicchio dei Castelli di Jesi. Molto più recente il passaggio da Bertani Domains ad Angelini Wines & Estates, che risale solo al 2022. «Un nuovo capitolo della storia – commentava il gruppo – nel segno del rinnovato impegno della famiglia, che prende forza grazie ai valori che ispirano da sempre Angelini Industries, legati al concetto di prendersi cura». In definitiva? Bertani in vendita in Valpolicella o nelle altre zone è solo un rumors della zona. https://www.angeliniwinesandestates.com/. Il territorio è un elemento fondamentale e distintivo per le tenute. I nostri vini sono l’espressione più autentica delle diverse aree produttive, coerenti sia per stile sia per vitigni coltivati alla personalità che il genius loci esprime.

Categorie
news news ed eventi

“Verdicchiogate”, Fazi Battaglia sul caso Moncaro: «Un danno per tutto il territorio»


Dal caso Moncaro al Verdicchiogate, in un batter di ciglia. La crisi profonda del colosso marchigiano ha fatto rumore in Italia e all’estero, aprendo più di un interrogativo sullo stato di salute delle cooperative vitivinicole del Bel Paese. Ancor più, i riflettori si sono accesi su uno straordinario vitigno, che stenta ad essere valorizzato a dovere: il Verdicchio dei Castelli di Jesi. A distanza di un mese dal via libera al concordato preventivo da parte del nuovo Cda di Terre Cortesi Moncaro e in seguito alla misura dello stoccaggio della Doc varata dall’Istituto Marchigiano Tutela Vini (Imt), ad alzare la voce sulla crisi del vino simbolo delle Marche è Alberto Lusini, amministratore delegato di Angelini Wines and Estates. Si tratta del gruppo farmaceutico che controlla la storica azienda Fazi Battaglia di Ancona, fondata nel 1949. L’intervista esclusiva rilasciata a winemag.it.

Inquadriamo innanzitutto la portata della crisi di Moncaro, sulla base dei numeri dell’azienda marchigiana del Gruppo Angelini

Fazi Battaglia controlla 120 ettari vitati nella denominazione dei Castelli di Jesi. Altri 800 ettari nelle Marche sono dedicati a seminativo. Fatturiamo attualmente 3,5 milioni di euro nel business del vino. Angelini Wines and Estates è un’unica azienda agricola Iap – Imprenditore agricolo professionale. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi rappresenta oltre l’85% della produzione.

La crisi di Moncaro vi ha colto di sorpresa?

Purtroppo, la crisi di Moncaro non è una sorpresa per chi lavora nella denominazione. Ma è comunque un danno per tutto il territorio. Con Moncaro abbiamo sempre avuto relazioni commerciali, soprattutto come nostro cliente dello sfuso che non dedichiamo al marchio Fazi Battaglia o Tenute San Sisto.

Quali sono le ripercussioni della crisi sullo storico marchio Fazi Battaglia?

La nostra produzione con 120 ettari è praticamente tutta in estate. Pertanto, le ripercussioni maggiori si sentiranno sul prezzo degli sfusi, qualora si innestasse una speculazione. Speriamo non avvenga, dato che la mancanza di acqua nel Verdicchio ha generato un’annata 2024 estremamente scarsa. Il Verdicchio ha bisogno di riposizionamento a scaffale nel segmento Gdo e di certo non di iniziative opportunistiche.

Il danno è già ben evidente o andrà ad acuirsi ulteriormente nel lungo termine? Come state correndo al riparo?

Il Verdicchio ha ottime potenzialità qualitative, buona base produttiva e una storia consolidata. Fazi Battaglia ha appena preso il miglior punteggio a Mundus Vini 2024 – Summer Tasting, con il Titulus Verdicchio. Siamo stati nominati “Cantina dell’anno” delle Marche. Noi ci crediamo, così come ci credono altre cantine famose (tra queste Umani Ronchi e Garofoli) e una serie di piccoli produttori di qualità.

Una buona notizia è sicuramente l’investimento di Veronesi/Signorvino in Villa Bucci. Speriamo in una forte strategia ed investimento del Consorzio e della Regione Marche nella denominazione, come driver turistico internazionale. Da alcuni anni, e con pareri non sempre allineati, il Consorzio sta percorrendo un percorso virtuoso di valorizzazione e semplificazione del disciplinare per trasmettere al consumatore i giusti messaggi.

Ovviamente il suo riferimento è all’Imt, l’Istituto Marchigiano Tutela Vini. Siete concordi con la misura dello stoccaggio del Verdicchio dei Castelli di Jesi?

È una misura a tutela del riallineamento della domanda/offerta e di natura provvisoria, tra l’altro adottata da altri Consorzi quest’anno. Ma riteniamo che l’annata 2024 sia stata naturalmente scarsa e quindi questa misura dovrebbe essere pleonastica.

Così come concepito attualmente, il “sistema Verdicchio” è un sistema “sostenibile” per le aziende?

Il Verdicchio ha bisogno di essere valorizzato per permettere di remunerare tutta la filiera. Vediamo ancora dei prezzi a scaffale troppo bassi che non premiano la qualità del prodotto. Senza un forte riposizionamento, un prezzo svilente non permette al consumatore la giusta valutazione. Non vediamo correlazione attualmente tra prezzo e valore del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Qual è la vostra “ricetta” per il futuro del Verdicchio?

Stiamo cercando soluzioni distributive che ci aiutino a valorizzare il Verdicchio come il bianco dell’Adriatico e uno dei migliori bianchi italiani. Come per altre denominazioni, un’azienda non ha, da sola, la forza per modificare un posizionamento e servirà maggiore condivisione con i produttori e i viticoltori della zona. Il marchio Fazi Battaglia ci permette un prezzo a scaffale storicamente di circa un euro superiore alla concorrenza. Conosciamo i costi di produzione e penso che 75 anni di storia ci permettano di conoscere bene le potenzialità ancora inespresse della varietà.

Categorie
Vini al supermercato

Venezia Giulia Igt Ribolla Gialla 2016, Puiatti

(3,5 / 5) Di mezzo cestello più bassa la valutazione per la Ribolla Gialla Venezia Giulia Igt annata 2016 di Puiatti: prezzo a scaffale “alto” rispetto a quanto riesca a esprimere, poi, il calice. Impresa difficile trovare, ad oggi, una Ribolla davvero emozionante sul lineare dei vini della Gdo. Ma vinialsuper non demorde.

LA DEGUSTAZIONE
La Ribolla Gialla Venezia Giulia Igt 2016 di Puiatti veste il calice giallo paglierino chiaro, con riflessi verdolini.

Un naso schietto, leggero e semplice si delinea tra nespola, pesca noce, note citrine e fiori di tiglio.
Di ingresso morbido al palato, la Ribolla Gialla Venezia Giulia Igt di Puiatti risulta gradevole al gusto grazie alla nota agrumata che gli conferisce una buona freschezza accompagnata da una leggera sapidità.

Equilibrata, senza stonature ha un retrogusto “amarognolo” di discreta persistenza. Di “amaro” però resta anche la sensazione di non essere completamente soddisfatti. “Dove vien meno l’interesse, vien meno anche la memoria” scriveva Goethe e così anche questo vino finisce sulla lista dei vini degustati e “passati”.

LA VINIFICAZIONE
Prodotto con uve 100% Ribolla. Puiatti Vigneti si trova a Romans d’Isonzo, in provincia di Gorizia. Nata nel 1967, dal 2010 fa parte del gruppo Tenimenti Angelini. Lo stile di vinificazione dell’azienda si sviluppa in quattro “NO”: no all’utilizzo di legno per garantire la pura essenza del vitigno, no alla surmaturazione per mantenere basse gradazioni alcoliche, no alla macerazione per assicurare un carattere fresco e pulito e no ad ossidazioni per avere fragranza e freschezza.

Prezzo pieno: 8,90 euro
Acquistato presso: Coop

Categorie
Vini al supermercato

Rosso di Montalcino Doc 2013, Val di Suga

(4 / 5)Un vino potente, caldo, asciutto. È il Rosso di Montalcino Doc 2013 della cantina Val di Suga Srl Grezzana, azienda vitivinicola del colosso Bertani Domains Srl (Tenimenti Angelini) che opera appunto anche nel Comune della provincia di Siena dove è consentita da disciplinare la produzione di questo noto vino italiano. Nel calice, il Rosso di Montalcino Val di Suga si presenta di un rosso rubino intenso, con riflessi violacei. Il naso è un incendio: una vera e propria invasione dei tipici sentori del Montalcino. Si avvertono la particolare vena legnosa, nonché i richiami ai piccoli frutti di bosco e alla ciliegia. Timida anche qualche nota di mandorla, che avvolge il naso e smorza piacevolmente gli altri sentori, addolcendo l’esperienza olfattiva. Al palato, il Rosso di Montalcino Val di Suga conferma l’antipasto offerto al naso, proponendosi come uno dei rossi tipici senesi più potenti e di qualità in commercio nella grande distribuzione italiana (leggi qui la recensione di un altro Montalcino). Alla buona tannicità, che fa presagire la possibilità di conservare ancora qualche mese l’annata 2013 senza stapparla, si accostano le note di ciliegia e frutti di bosco e more sotto spirito. Grande corpo, grande equilibrio, grande carattere. Perfetto l’abbinamento con i piatti della tradizione toscana, ma anche a primi piatti con ragù e secondi di carne, bianca e rossa (meglio però il maiale o il vitello).
Il Rosso di Montalcino Val di Suga è uno dei prodotti di punta nella Gdo del gruppo Angelini-Bertani, che in quattro diverse regioni d’Italiana detiene 350 ettari di vigneti per un totale di 500 ettari di terreni. Il giro d’affari nel 2013 ammonta a circa 20 milioni di euro di fatturato tra Belpaese ed estero, con 3 milioni di bottiglie smerciate. Tra gli obiettivi del gruppo Bertani, quello di produrre in Toscana vini con l’utilizzo in purezza del Sangiovese, senza l’utilizzo sempre più frequente di altri uvaggi, su tutti Cabernet e Merlot.
Prezzo pieno: 10 euro
Acquistato presso: Esselunga
Exit mobile version