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Andreas Kofler confermato presidente del Consorzio Vini Alto Adige

Andreas Kofler confermato presidente del Consorzio Vini Alto Adige consiglio di amministrazione

FOTONOTIZIA – Andreas Kofler è stato confermato presidente del Consorzio Vini Alto Adige e resterà in carica per un altro mandato, della durata di 3 anni. Il neoeletto consiglio di amministrazione ha riassegnato che la vicepresidenza a Martin Foradori.

Andreas Kofler, Klaus Pardatscher, Georg Eyrl, Philipp Plattner e Oscar Lorandi rappresenteranno il Consorzio per le cantine cooperative nel Consiglio di amministrazione del Consorzio. Martin Foradori, Alois Clemens Lageder e Peter Zemmer sono stati riconfermati rappresentanti delle Tenute dell’Alto Adige. Per i Vignaioli dell’Alto Adige, riconfermato Stefan Vaja che sarà per la prima volta affiancato da Hannes Andergassen.

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I migliori Kerner dell’Alto Adige: crescono ettari e popolarità

Cresce al ritmo di 2 ettari all’anno la superficie vitata del Kerner, in Alto Adige. Nell’ultimo quinquennio, il vitigno nato in Germania dall’incrocio fra Trollinger (Schiava Grossa) e Riesling renano, ormai di casa nel Südtirol, è riuscito a conquistare sempre più spazio nelle scelte dei produttori altoatesini, spinte dall’apprezzamento crescente del mercato italiano ed estero.

A premiare il Kerner è l’essenza di vitigno di montagna, capace di incarnare lo spirito “alpino” dei vini dell’Alto Adige. I 114,76 ettari di vigneti censiti nel 2021 (erano 104,42 nel 2018) sono infatti dislocati tra i 500 e i 900 metri sul livello del mare.

«Il Kerner – commenta Andreas Kofler, presidente del Consorzio vini Alto Adige – sta diventando una varietà dell’Alto Adige sempre più nota. Riflette il nostro territorio e, in particolare, le zone di maggiore altitudine della viticoltura altoatesina. Mi riferisco in particolare alla Valle Isarco, così come ai vigneti che superano i 700 metri, in altre zone vinicole dell’Alto Adige».

È una varietà che cattura sempre più l’attenzione dei winelovers e che quindi viene piantata dai nostri viticoltori, anche per il vantaggio di poter piantare il Kerner nelle zone più alte.

I risultati sono sempre ottimali: vini dai grandi profumi, dalla bella acidità e freschezza. Nettari dal profilo non troppo complicato, che anche per questo piacciono tanto ai consumatori».

La produzione complessiva si assesta oggi sulle 200 mila bottiglie. Di queste, il 73% resta sul suolo nazionale (di cui il 33% in Alto Adige), mentre il 26% è destinato all’export. Tra i mercati principali gli Stati Uniti (20%), seguiti da Germania, Belgio e Svizzera.

Produzione effettiva 2021
Denominazione Superficie
rivendicata
ettari
uva q.li vino hl
Alto Adige Kerner 23,96 1.813 1.258
Alto Adige Kerner riserva 1,72 151 105
Alto Adige Kerner 25,68 1.964 1.363
Südtirol Eisacktaler (Valle Isarco) Kerner 66,55 5.840 4.071
Alto Adige Valle Isarco Kerner passito 1,08 86 33
Alto Adige Valle Isarco Kerner riserva 8,98 506 354
Alto Adige Valle Isarco Kerner 76,61 6.432 4.457
Alto Adige Valle Venosta Kerner 1,02 80 54
Mitterberg Kerner 0,63 109 79
Vigneti delle Dolomiti Kerner 2,66 283 243
TOTALE 271,06 18.090 13.465
I MIGLIORI KERNER DELL’ALTO ADIGE

I Kerner dell’Alto Adige si confermano a ottimi livelli qualitativi anche in occasione del tasting di winemag.it, che ha interessato 26 etichette. Grande prevalenza di produttori della Valle Isarco, terra d’elezione del vitigno e vera nuova frontiera dei vini dell’Alto Adige.

La stilistica dei Kerner altoatesini è piuttosto omogenea. Si tratta di vini bianchi molto profumati, dalla spiccata freschezza e mineralità. Fiori bianchi e frutto esotico accompagnano dal naso al finale, rendendo il Kerner un ottimo vino in alternativa al Riesling o al Gewürztraminer.

Il residuo zuccherino presente nella stragrande maggioranza dei vini varia da poco meno di 2 g/l sino ai più canonici 4 g/l. Pochi i Kerner del tutto secchi, così come quelli con residui superiori ai 6-7 grammi litro.

Una caratteristica, quella del residuo zuccherino, che aiuta a controbilanciare le importanti acidità, superiori in media ai 6 punti (in alcuni casi anche i 7). Di seguito le note di degustazioni dei 26 Kerner oggetto della degustazione di winemag.it.

VINO VENDEMMIA CANTINA ALCOL PREZZO MEDIO ALTITUDINE VIGNETO
1 Südtirol Alto Adige Valle Isarco Doc Kerner 2021 Tenuta Bessererhof – Otmar Mair 14,50% 14,50 euro 810 / 900
Giallo paglierino. Naso elegante, su note floreali fresche e minerali. È proprio la vena minerale il driver del sorso, ben sostenuta dalla frutta a polpa gialla, perfettamente matura. Vino che, anche al palato, si conferma elegante e di prospettiva.
2 Südtirol Alto Adige Doc Kerner “Puntsheit” 2021 Cantina Bolzano 14% 14 euro 600 / 800
Giallo paglierino. Al naso le note tipiche del vitigno: frutto giallo, esotico, polposo, vena fresco-minerale e ricordi vegetali, tra la buccia d’agrume e la mentuccia. Ottima corrispondenza gusto olfattiva, per un vino che premia beva e agilità. Chiusura sapida e fresca, che invita al sorso successivo.
3 Vigneti delle Dolomiti Igt “Lahn” 2021 Castelfeder 13,50% 14,50 euro 850
Giallo paglierino intenso, al pari del naso. Naso e palato tra i più aromatici della batteria: gran pienezza delle note fruttate, esotiche (netto il melone), ben rieqilibrate dalla freschezza e dalla vella vena minerale. Vino semplice, che premia la beva, senza rinunciare all’abbinabilità a tavola.
4 Südtirol Alto Adige Valle Isarco Doc Kerner 2021 Cantina Valle Isarco 14% 12,50 euro 650 / 970
Giallo paglierino. Al naso il tipico profilo diviso tra frutta e mineralità. Vino che presenta un profilo giovane e di prospettiva: la freschezza domina sul frutto, così come l’alcol, al sorso.
5 Südtirol Alto Adige Valle Isarco Doc Kerner “Aristos” 2020 Cantina Valle Isarco 14% 17,20 euro 800/ 970
Giallo paglierino, riflessi verdolini. Elegante al naso, nello stiracchiarsi di un frutto polposo e aromatico, sulla mineralità. Sorso corrispondente, su una gran espressività della componente fruttata. Componente minerale a fare da contraltare, unita a una spalla acidità che conferisce slancio e prospettiva al sorso.
6 Südtirol Alto Adige Valle Isarco Doc Kerner “Sabiona” 2019 Cantina Valle Isarco 14.5% 31 euro 630 / 680
Giallo paglierino, riflessi verdolini. Al naso è complesso, stratificato. Apre su generosi richiami fruttati, avvolti dalle note date dall’affinamento in legno. Si avvertono distintamente mela e pesca, polpose, su un sottofondo di marzapane e crema pasticcera. Non mancano netti richiami minerali, che si ripresentano ancora più evidenti in un palato di perfetta corrispondenza. Allungo sapido, fresco. Ultima parola al bell’abbraccio tra frutta matura e terziari. Un’interpretazione unica del Kerner, che dimostra così di essere una varietà versatile, capace di dare (anche) vini di struttura, adatti ad abbinamenti importanti a tavola.
7 Südtiroler Alto Adige Doc Kerner 2021 Tenuta Mayr-Unterganzner 14.5% 13,50 euro
Giallo paglierino, leggermente velato. Naso intenso, sul frutto esotico, così come su mentuccia e note minerali. Palato teso, freschissimo, frutta, mineralità e ritorni di mentuccia. Gran beva, nonostante i 14,5% che potrebbero spaventare, in realtà perfettamente integrati.
8 Südtiroler Alto Adige Doc Kerner “Karneid” 2021 Franz Gojer – Glögglhof des Florian Gojer 14% 13 euro 600 / 730
Giallo paglierino, riflessi verdolini. Al naso fiori, frutta, profilo minerale. Netto il sambuco, accanto alla nettarina. Gran carattere al palato: freschezza e frutto ben amalgamati, a giocarsi il ruolo di protagonisti sulla spina dorsale sapida. Vino con ottime prospettive di migliorare ulteriormente nel tempo.
9 Südtirol Alto Adige Valle Isarco Doc Kerner “Gall” 2021 Tenuta Griesserhof 14% 17 euro
Tappo a vite. Giallo paglierino, vaghi riflessi verdolini. Naso che si divide equamente tra ricordi erbacei e fruttati, composti, stuzzicati da note agrumate. Ottima corrispondenza in un palato di gran tensione, tendenzialmente asciutto per la componente minerale, ben bilanciata dall’alcol. Un Kerner tipico, golosissimo e gastronomico.
10 Südtirol Alto Adige Valle Isarco Doc Kerner “Carned” 2021 Kellerei – Cantina Kaltern 14% 14,40 euro 700
Giallo paglierino leggermente velato, vaghi riflessi verdolini. Naso e bocca in perfetta corrispondenza, golosi: all’olfatto invita, al palato si conferma. Domina il frutto, maturo, esotico, senza rinunciare al tipico slancio fresco e minerale. Chiusura mentolata, quasi balsamica. Vino giovane, di prospettiva.
11 Südtirol Alto Adige Val Venosta Doc Kerner (Vinschgau) 2021 Kellerei Meran – Cantina Merano 14% 15,50 euro 600
Giallo paglierino, riflessi verdolini. Al naso una buona stratificazione, tra note di frutta matura, sambuco e mentuccia e venature minerali. Il palato si articola su note corrispondenti. Ingresso di bocca tendenzialmente morbido, sul frutto esotico maturo; progressione su freschezza e mineralità, prima di un finale balsamico, ricco, si potrebbe dire potente. Vino giovane, di ottima prospettiva. Ottimo rapporto qualità prezzo.
12 Südtirol Alto Adige Doc Kerner “Graf” 2021 Kellerei Merano – Cantina Merano 14% 14 euro 500 / 650
Giallo paglierino, riflessi verdolini. Al naso frutta e note verdi, tra la buccia d’arancia e l’erba appena sfalciata, ad accompagnare ricordi di pesca gialla. Teso, fresco e minerale dall’ingresso alla chiusura, al palato. Vino semplice, che fa dell’agilità di beva il suo punto di forza.
13 Vigneti delle Dolomiti Igt Kerner “Auròna” 2015 Landesweingut Laimburg – Cantina Laimburg 14.5% 22,60 euro 500
Fermentazione sulle vinacce per 10 giorni, invecchiamento per 12 mesi in tonneau. Si tratta di uno dei due “orange” in degustazione, nonché del vino con più anni sulle spalle. Alla vista, “Auròna” si presenta di un giallo dorato carico. Al naso importante apporto del legno, con ricordi netti di caramella mou e tostatatura d’orzo. Il frutto è giallo, molto maturo. Nuances erbacee, mentolate, stuzzicano l’olfatto conferendogli maggior nerbo. Perfetta corrispondenza gusto olfattiva. Vino che regala un sorso morbido, sinuoso, con riequilibranti venature fresco-saline che ne elevano il tasso di gastronomicità. Un nettare che mostra il volto più “corpulento” del Kerner.
14 Südtirol Alto Adige Doc Kerner “Fels” 2021 Nals Margreid 14% 12,50 euro 500 / 750
Giallo paglierino. Naso intrigante, “spesso”, sulle note fruttate polpose. Abbina come pochi, nel panel, una vena fresco-acida e una mineralità riequilibrante. Non eccelle in stratificazione e complessità al palato, ma la beva è straordinariamente lineare ed equilibrata. Chiuse asciutto, su accenti mentolati già avvertiti al naso. Ottima interpretazione del vitigno.
15 Südtirol Alto Adige Valle Isarco Doc Kerner 2021 Weingut – Tenuta Strasserhof 13.5% 14,20 euro 750
Giallo paglierino. Un Kerner giocato, sia al naso sia al palato, sulla piacevolezza e immediatezza delle note fruttate, arricchite da una vibrante mineralità. Un nettare che esalta le componenti tipiche del vitigno, premiando piacevolezza e leggerezza del sorso.
16 Südtiroler Alto Adige Doc Kerner “Luxs” 2021 Weingut Niklas 13.5% 11,70 euro 460 / 510
Giallo paglierino, velato, riflessi verdolini. Naso tra i più profondi e stratificati del panel, che di si conferma anche al palato. Note di agrumi, ma anche di melone bianco, pesca gialla, oltre a mentuccia e venature iodiche. Allungo sapido a fare da spina dorsale al sorso, senza rinunciare alla polpa. Bell’allungo sapido, fresco, che invita al sorso successivo. Rapporto qualità prezzo invidiabilissimo, considerate le prospettive del nettare.
17 Südtiroler Alto Adige Doc Kerner Riserva “Mondevinum Libellula” 2018 Weingut Niklas 14.5% 18,50 euro 460 / 550
Vino che si presenta nel calice di un bel giallo intenso, dai riflessi dorati. Al naso una gran concentrazione del frutto, principalmente a polpa gialla. Richiami speziati riportano la mente al ginger, così come al pepe bianco. Importante la componente verde di buccia di agrume, che gioca con la ricchezza del frutto esotico. Chiusura asciutta, che invoglia il sorso successivo. Un’interpretazione unica del Kerner.
18 Mitterberg Igt Kerner “Without” 2019 Weingut Niklas 15% 29 euro 590
Macerazione sulle bucce per questo orange senza solfiti di cui sono state prodotte solo 533 bottiglie nel 2019. Fermentazione spontanea e nessun filtraggio prima dell’imbottigliamento per le uve colte ben mature. Altro Kerner di gran concentrazione per quanto riguarda la componente fruttata, che si arricchisce delle nuances tipiche dei vini che maturano a contatto con l’ossigeno, sulle bucce. Netta la buccia d’arancia e di zenzero candito, su tutte. Un quadro omogeneo e intrigante che si riflette anche al palato, dove le generose note fruttate e l’importante vena glicerica vengono riequlibrate da una componente tannica misurata. Un’altra interpretazione unica del vitigno.
19 Südtirol Alto Adige Doc Kerner 2021 Weingut Tauber 13.5% 15,80 euro 670 / 780
Giallo paglierino. Sia al naso che al palato, uno dei Kerner più giocati sulle note agrumate mature, oltre al consueto frutto esotico a polpa gialla di perfetta maturità, alla sapidità e alle venature balsamiche, mentolate. Beva agile, piuttosto semplice. Chiusura sapida, fresca.
20 Südtirol Alto Adige Valle Isarco Doc Kerner “Praepositus” 2020 Abbazia di Novacella 14% 16,80 euro
Giallo paglierino. Naso suadente, cremoso eppure teso, su note d’agrume e mentuccia, su sottofondo minerale. Perfetta corrispondenza al palato: ingresso fresco ma disteso, su una perfetta maturità della frutta a polpa gialla. Chiude asciutto, agrumato, sapido. Beva agile e buon gradiente di gastronomicità.
21 Südtirol Alto Adige Valle Isarco Dop Kerner 2021 Ebner 14.5%
Giallo paglierino. Al naso è elegante, con note floreali e fruttate esotiche, accompagnate da ricordi minerali. Sorso tendenzialmente morbido in ingresso, sul frutto e sulla spinta glicerica. Centro bocca e chiusura fresche e tese, prima di una chiusura su generosi ritorni di frutta a polpa gialla. Buon allungo fresco-sapido, gentile.
22 Südtirol Alto Adige Doc Kerner 2021 Kellerei Cantina Kurtatsch 13.5% 12,90 euro 800
Giallo paglierino, riflessi verdolini. Naso delicato, floreale, con note di frutta esotica a polpa gialla. Vino semplice, tutto giocato sul fruttato. Chiusura minerale, fresca, equilibrata.
23 Südtirol Alto Adige Valle Isarco Doc Kerner 2021 Taschlerhof – Peter Wachtler 14% 15,70 euro
Giallo paglierino. Al naso è piuttosto intenso, sul frutto. Sorso cremoso, su ritorni di frutta a polpa gialla e bianca. Chiusura fresca, su venature sapide. Vino gastronomico.
24 Südtiroler Alto Adige Doc Kerner 2021 Unterhofer Thomas 14% 12,80 euro
Giallo paglierino luminoso. Al naso particolarmente intrigante: frutto, freschezza mentolata, profilo minerale. Si conferma tale al palato, con le durezze ben accompagnate dalla generosità polposa del frutto e dalla freschezza. Chiusura asciutta, su cui lavorare per aumentare la piacevolezza della beva.
25 Vigneti delle Dolomiti Igt Kerner 2021 Fronthof 14%
Giallo paglierino. Naso suadente, su un’espressione del frutto cremosa, quasi burrosa. Non mancando i ricordi “green”, d’erbe di montagna e buccia d’agrume. Al palato una perfetta corrispondenza. Ottima beva, agile ma tutt’altro che banale. Chiusura asciutta, tendente a un amaricante che invita il sorso successivo.
26 Südtirol Alto Adige Valle Isarco Doc Kerner 2021 Köfererhof 13.5% 15 euro 650
Giallo paglierino, riflessi verdolini. Al naso note agrumate, floreali e minerali, oltre al frutto esotico. Sorso che abbina una buona morbidezza alla consueta tensione assicurata dal Kerner. Chiude asciutto, teso, agrumato e polposo. Vino da godersi al calice o in abbinamento, anche a tutto pasto.

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Andreas Kofler (Cantina Kurtatsch) è il nuovo presidente del Consorzio Vini Alto Adige

Andreas Kofler, presidente della Cantina Kurtatsch, è stato designato presidente del Consorzio Vini Alto Adige, in occasione della prima riunione del nuovo Consiglio di amministrazione. Martin Foradori, della Tenuta J. Hofstätter di Termeno, è stato confermato vicepresidente. Kofler subentra a Maximilian Niedermayr, che non si è ricandidato e che a causa del Coronavirus ha ricoperto la carica di presidente per un periodo più lungo di quanto originariamente previsto

«Negli ultimi anni Niedermayr ha svolto un lavoro di sviluppo estremamente prezioso per il Consorzio e, con l’Agenda della sostenibilità 2030, ha tracciato il cammino del settore vinicolo altoatesino verso il futuro. Egli, inoltre, in questo periodo tanto difficile per il settore vinicolo, ha reso il Consorzio un vero e proprio pilastro», ha dichiarato il neo presidente ringraziando il suo predecessore.

Oltre al superamento della crisi causata dalla pandemia, quali priorità per i prossimi anni Kofler indica la definizione e l’ulteriore sviluppo delle delimitazioni territoriali e un rafforzamento delle vendite sul mercato nazionale e delle esportazioni, grazie a un ulteriore miglioramento dell’immagine del vino dell’Alto Adige.

«Ciò include anche un’ulteriore messa a fuoco dell’identità del vino dell’Alto Adige nonché il consolidamento del nostro ruolo di produttori di vini rossi di pregio e di migliore regione d’Italia per i vini bianchi, comunicando il tutto con più efficacia anche a livello internazionale», sottolinea il nuovo presidente.

«Il Consorzio continuerà anche a definire il quadro generale per uno sviluppo sostenibile e di alta qualità delle aziende vinicole altoatesine di ogni ordine di grandezza – spiega Kofler – Siamo pur sempre la piattaforma centrale per tutti coloro che hanno un ruolo nella viticoltura e nel settore vinicolo».

Kofler, che si definisce “amante del vino”, non è solo frutticoltore e viticoltore a Cortaccia, ma lavora anche come docente presso la scuola professionale Laimburg e, da sette anni, gestisce la Cantina Kurtatsch in qualità di presidente. Per tre anni, inoltre, ha presieduto il Consorzio delle Cantine Altoatesine ed è membro del Consiglio di amministrazione del Consorzio Vini da sei anni.

Come vice di Andreas Kofler è stato rieletto Martin Foradori, che ricopre la carica di vicepresidente fin dalla fondazione del Consorzio nel 2007 ed è presidente dell’associazione Tenute dell’Alto Adige. «Tra i prodotti agricoli dell’Alto Adige il vino è quello con l’immagine più sostenibile – dichiara Foradori – Questo dimostra che abbiamo già raggiunto importanti risultati, i quali però non ci devono far dormire sugli allori. In fin dei conti siamo solo all’inizio di un entusiasmante percorso di crescita».

Oltre a Kofler e a Foradori sono stati rieletti nel Consiglio di amministrazione Hannes Baumgartner (Strasserhof), Michael Bradlwarter (Cantina Bolzano), Christian Sinn (Cantina Kaltern) e Peter Zemmer (Tenuta Peter Zemmer). Georg Eyrl (Cantina Terlano), Clemens Lageder (Tenuta Alois Lageder), Klaus Pardatscher (Cantina Produttori San Michele Appiano) e Stefan Vaja (Tenuta Glassier) sono invece i quattro nuovi membri dell’organo associativo.

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Alto Adige Wine Summit 2019, tutti d’accordo: “Meglio la zonazione dei Piwi”


BOLZANO –
Il futuro della viticoltura altoatesina è nella zonazione, nella mappatura del microclima dei singoli vigneti e nella ricerca di nuovi terreni “in alta quota“. Tutti strumenti utili a contrastare i cambiamenti climatici. È quanto emerso dal convegno inaugurale dell’Alto Adige Wine Summit 2019, venerdì 6 settembre al NOI Techpark di Bolzano.

Una kermesse che si conclude oggi a mezzogiorno, dopo aver raccolto nella provincia autonoma circa 150 professionisti e opinion leader del settore vitivinicolo provenienti da 16 Paesi del mondo, per un focus sulla produzione altoatesina che ha interessato un totale di 58 produttori.

Inattesa, tuttavia, la timidezza sul fronte dei Piwi, le varietà resistenti agli attacchi fungini, di cui proprio l’Alto Adige è culla italiana. Emblematico, al convegno, l’intervento del presidente del Consorzio di Tutela Vini, Maximilian Niedermayr, che ricopre anche il ruolo di presidente della cantina cooperativa Colterenzio.

“Il progetto di zonazione del territorio – ha evidenziato Niedermayr – ci ha impegnato in maniera assidua negli ultimi anni, ma vogliamo fare un ulteriore passo avanti, indicando quali sono i vitigni migliori da allevare all’interno di ognuna delle 86 aree identificate“.

Non solo. “Nel futuro pensiamo di consentire di produrre solo vini da singole varietà in questi ‘cru’ – ha aggiunto Niedermayr –proibendo i blend al fine di caratterizzarli in maniera chiara e univoca. Contestualmente sarà abbassata la resa per ettaro all’interno dei disciplinari Doc. Attendiamo ancora le autorizzazioni definitive, ma siamo fiduciosi”.

A fare eco al presidente del Consorzio, un produttore affermato come Martin Foradori: “Il palcoscenico su cui recitare in futuro come Alto Adige non è certo quello del Pinot grigio o della Schiava da 2,50 euro”.

“Noi produttori – ha sottolineato ancora il vignaiolo – dobbiamo ricordare le nostre specificità ed fare una ‘fuga in avanti’. Il giusto collegamento tra specifico vitigno e specifico vigneto è la via corretta da percorrere. Non abbiamo necessità di introdurre nuovi vitigni, ma di rendere più congeniali quelli che già ci sono“.

Andreas Kofler, giovane e dinamico presidente che sta contribuendo a proiettare Cantina Cortaccia (Kurtatsch) in una dimensione internazionale e volta alla qualità assoluta, non ha nascosto di essere d’accordo con il collega produttore.

Sono convinto che la produzione viticola dell’Alto Adige sia al bivio – ha detto Kofler – negli ultimi 30 anni abbiamo fatto tanta strada, ma adesso dobbiamo tirare i remi in barca. Qualcuno nega i cambiamenti climatici, ma noi produttori di vino li abbiamo sotto gli occhi giorno per giorno e vediamo come incidono sulle uve che vendemmiamo”.

“Dovremo adeguare in tal senso anche le scelte sui vitigni. I Piwi – ha proseguito Andreas Kofler – potrebbero essere una soluzione, ma le barbatelle piantate da pochi anni non assicurano una produzione eccellente in poco tempo”.

“Dobbiamo ancora fare esperienza e commettere errori per dirci pronti sul fronte delle varietà resistenti. Ecco perché stiamo puntando tutto, come cooperativa, sulla mappatura e sulla zonazione dei vigneti dei nostri soci conferitori, nell’ottica di restituire il meglio di ogni terreno nel calice”, ha concluso Kofler.

Magdalena Pratzner di Tenuta Falkenstein ha ribadito il concetto: “Mio nonno diceva sempre che il vino si fa in campagna, non in cantina. Fondamentale, dunque, approfondire il discorso della zonazione, tenendo bene a mente che conta più di qualsiasi altra cosa la varietà giusta nella giusta area di produzione”.

PAROLA AI RICERCATORI
A confermare in maniera emblematica le parole dei produttori anche Barbara Raifer, intervenuta al convegno dell’Alto Adige Wine Summit 2019 in qualità di responsabile del settore Viticoltura del Centro di Sperimentazione Laimburg di Ora (Bolzano).

“In realtà – ha dichiarato – i nuovi vitigni Piwi sono un tema piuttosto limitato. Varietà come Traminer o Pinot nero hanno almeno mille anni di storia in Alto Adige. La necessità di proseguire sul tema delle ‘resistenze’ c’è, ma possiamo migliorare moltissimo la nostra produzione anche con altre azioni”.

Quali? “Il nostro centro di ricerca – ha risposto Raifer – fornisce a tutti i viticoltori che intendono impiantare un nuovo vigneto tutti gli strumenti per comprendere qual è la varietà migliore per l’appezzamento prescelto. Ci stiamo inoltre impegnando a fornire dettagliate descrizioni microclimatiche”.

“Una soluzione – ha proseguito la ricercatrice – potrebbe essere l’alta quota, ma l’ombra condiziona molto la produzione del vino. A quote maggiori sono pochi i terreni di qualità, che godono della necessaria irradiazione solare durante la giornata”.

I numeri snocciolati dagli esperti durante il convegno parlano chiaro. Considerando tutte le superfici inutilizzate o attualmente allevate a meleto e potenzialmente riconvertibili, gli ettari a disposizione della viticoltura del futuro dell’Alto Adige sono 8000.

La cifra più realistica si aggira dunque attorno ai 4000 ettari di nuovi impianti, tenendo conto anche le nuove aree “in quota”, tra i 700 e i 1000 metri di altezza sul livello del mare. “Salire in quota con la viticoltura comporta rischi – ha però ammonito Barbara Raifer – e non è poi detto che tutto ciò che di negativo prevedono i climatologici si avvererà”.

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