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Migliori Amarone 2020 ad Opera Prima 2025


Migliori Amarone 2020 amarone opera prima 2025. Non c’è vino in Italia che si stia interrogando sul proprio futuro come l’Amarone della Valpolicella. Ne è una riprova l’annata 2020, presentata a Verona in occasione dell’anteprima Amarone Opera Prima 2025. Tra qualche difficoltà di mercato e tentativi di riposizionamento in chiave gourmet, una buona parte dei produttori sembra essersi messa alle spalle le sovra-concentrazioni. Virando su vini dall’alcol più integrato e dal profilo meno opulento. Favorendo così, nelle migliori interpretazioni di quella che abbiamo definito negli anni scorsi “Amarone Revolution“, la leggiadria di beva ben gradita dai consumatori moderni.

L’ANNATA 2020 DELL’AMARONE DELLA VALPOLICELLA

L’annata 2020 non sarà comunque tra quelle da ricordare tra le migliori per tutti i produttori. L’andamento climatico è risultato difforme tra le varie zone, in maniera ancora più marcata tra collina e zone pianeggianti, colpite dalla grandine. Determinante anche la riduzione della resa produttiva (del 20%) voluta dal Consorzio guidato da Christian Marchesini. Più in generale, gli Amarone 2020 presentati ad Amarone Opera Prima 2025 si possono dividere in almeno tre macro-sezioni.

La prima riguarda quelli capaci di condensare l’essenza di un vino che prevede una componente da appassimento (data dalla messa a riposo delle uve), in una veste fresca, già godibile e di assoluta prospettiva in termini di affinamento. Sono questi i migliori Amarone 2020 individuati durante il tasting. All’opposto ci sono Amaroni troppo esili, condizionati dal legno perché incapaci di reggerlo, in termini di struttura. Vini lontani dal concetto della denominazione, stilisticamente arresi alle sirene dei mercati e privi di anima, oltre che si storia.

In mezzo ci sono Amaroni – tanti, per la verità – che issano sul veliero della Valpolicella, in navigazione in acque mosse in tempi di crisi per i vini rossi, la bandiera del “Work in progress“, color speranza, ovvero consapevolezza. Etichette che trovano conforto in una buona freschezza e, dunque, nell’agilità di beva. Ma a cui manca quel filo di polpa e di ricchezza in più che ci si deve aspettare da un vino che prevede una componente di appassimento. In qualche caso, è in questa macro-sezione che si identificano chiusure leggermente amaricanti e tannini un po’ ruvidi. Di seguito i migliori Amarone 2020.

MIGLIORI AMARONE 2020 AD AMARONE OPERA PRIMA 2025

CANTINA VINO ANNO ALCOL DESCRIZIONE E PUNTEGGIO IN CENTESIMI
MONTE CASTELON Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 16% Frutto ben espresso al naso, una ciliegia ben matura. Sottofondo speziato caldo, con venature balsamiche. Sorso molto fresco, reso piacevole da una nota sapida che accompagna tutto il sorso. Appassimento integrato nel quadro. Un Amarone in perfetta sintonia con la gamma aziendale, tutta di altissimo livello. Monte Castelon è la cantina rilevazione di Amarone Opera Prima 2025. 95/100
TERRE DI LEONE Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 Generosa polpa rossa che si fa largo con l’ossigenazione, dopo un primo naso leggermente contratto. Erbe aromatiche in sottofondo, ancor più delle spezie, un tocco pepato. In bocca si conferma polposo e sfodera una gran freschezza, dal centro bocca all’allungo. Altro gran bel campione. 95/100
SAN CASSIANO Amarone della Valpolicella Docg 2020 16% Vino in evoluzione, mostra tinte verdi al naso, che virano sul balsamico con l’ossigenazione. Note che trovano conferme al palato, dal bel frutto croccante che sgomita per farsi largo sul palco. Alcol da integrarsi. 89/100
CANTINE DI VERONA Amarone della Valpolicella Docg Torre del Falasco 2020 15,5% Bella mora di rovo a delineare un naso sul frutto e su una bella balsamicità. Gran freschezza al palato, a sostenere la polpa. Vino già piuttosto godibile, con l’alcol che si integrerà ulteriormente. 90/100
VALENTINA CUBI Amarone della Valpolicella Docg Classico Morar 2020 16% Primo naso sulle erbe aromatiche e sul frutto rosso, di maturità ottimale. Perfetta corrispondenza naso-bocca, su una bella trama tannica e salina che accompagna il sorso fino alla chiusura. Dopo qualche prova altalenante, che la 2020 sia l’annata della riscossa? 93/100
CORTE CAVEDINI Amarone della Valpolicella Docg 2020 16,5% Naso aperto sul frutto. Bella spezia e balsamicità. Palato un po’ contratto al momento, tannino ruggente. Polpa e struttura non mancano: si farà. SV
SORÍPA Amarone della Valpolicella Docg 2020 Frutto e balsamicità, un tocco di liquirizia. Al palato ottima agilità di beva, con l’appassimento ben gestito. Buona freschezza e leggera sapidità in chiusura. Bello “da bere”. 92/100
MARILISA ALLEGRINI – VILLA DELLA TORRE Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 Colore meno carico rispetto ad altri campioni. Bel naso sul frutto, di buona concentrazione. Elegantissima speziatura. Palato polposo, ricco, strutturato, tra frutto e balsamicità. Alcol al momento leggermente fuori dal coro, ma che si integrerà col tempo, viste le spalle larghe. 94/100
MONTECI Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 15,5% Gran bel frutto naso-bocca (mora e marasca), venature balsamiche a renderlo ancora più stratificato. Ottima la beva, nonostante un tannino che potrà meglio integrarsi. 92/100
TORRE DI TERZOLAN Amarone della Valpolicella Docg 2020 16,5% Naso più cupo rispetto ad altri campioni, sul frutto scuro e sulla spezia. Al palato rivela un’ottimale concentrazione. Appassimento gestito divinamente. Gran freschezza e prospettiva, a segnare il passo tra beva e longevità. 95/100
FLATIO Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 16% Naso leggiadro, più sul frutto croccante che sulle note da “messa a riposo”. In bocca materico, autentico. Bella vena salina che accompagna balsamicità e concentrazione del frutto. Finale lungo, asciutto, che invoglia la beva. 92/100
TEZZA VITICOLTORI IN VALPANTENA Amarone della Valpolicella Docg Valpantena 2020 16% Gran concentrazione di colore. Primo naso balsamico, speziato, a cui non manca la componente fruttata, altrettanto intensa, viva, dinamica. Bel vino in prospettiva. 92/100
PICCOLI Amarone della Valpolicella Docg La Parte 2020 Gran purezza del frutto al primo naso, che invoglia all’assaggio per precisione e croccantezza: mora, ciliegia, piccoli frutti rossi, avvolti in una balsamicità golosa e in un corredo di spezie calde. Una precisione che si conferma al palato, giustamente concentrato e scorrevole, in termini di beva. Tannini e freschezza da Amarone capace di affrontare la sfida con le lancette dell’orologio. 95/100
LAVAGNOLI Amarone della Valpolicella Docg 2020 17% SV
BRONZATO Amarone della Valpolicella Docg 2020 Bel colore luminoso, da cui si libera un frutto croccante e una bella balsamicità. In bocca risulta al momento un po’ contratto, ma lasciato “respirare” si apre e mostra muscoli e prospettiva. 92/100
CA’ LA BIONDA Amarone della Valpolicella Docg Classico Ravazzol 2020 16% Colore splendido, luminoso. Naso su leggera venatura fenolica, intrigante sul frutto rosso pienamente maturo. Gran piacevolezza di beva al palato, di ottimale concentrazione e dal tannino di prospettiva. Balsamicità in chiusura, a rendere il sorso fresco e ancora più goloso. Gran persistenza. Vino in divenire, verso grandi orizzonti. 95/100
ZÝME DI CELESTINO GASPARI Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 Frutto di gran concentrazione, vena sapida ad accompagnarlo insieme alla freschezza, sino alla lunga chiusura. Gran struttura, a cui dare tempo. Sarà grande. 94/100
ANTICHE TERRE VENETE Amarone della Valpolicella Docg Baorna 2020 15% Già godibilissimo, senza stravolgere il concetto di Amarone e regalandone una veste immediata, tra freschezza e ottimale concentrazione. 89/100
MARCHI Amarone della Valpolicella Docg 2020 15,5% Naso che si divide tra il frutto rosso e scuro di gran concentrazione. Corrispondenza perfetta al palato, su leggera vena sapida, che accompagna sino alla chiusura. Tannini che si integreranno meglio, insieme all’alcol. Buona prospettiva. 91/100
ALBINO ARMANI NEL VINO DAL 1607 Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva Cuslanus 2020 Frutto, balsamicità, spezia calda al naso. Gran beva e freschezza al palato, per un Amarone già godibilissimo, la cui cifra stilistica è la precisione. 93/100
FATTORI Amarone della Valpolicella Docg Riserva 2020 Ciliegia croccante, piena, succosa. Anche al palato una gran piacevolezza di beva sul frutto, sorretto da freschezza, tannino di prospettiva e sapidità. Gran bell’esempio della nuova corrente dell’Amarone. 93/100
MONTE DEL FRÀ Amarone della Valpolicella Docg Classico Tenuta Lena di Mezzo 2020 15,5% Balsamicità che esplode al naso sul frutto rosso croccante. Al palato agilità e profondità, tra frutto che si conferma di corretta concentrazione e ricordi di liquirizia dolce. 93/100
FASOLI GINO Amarone della Valpolicella Docg Alteo 2020 17,5% SV
GERARDO CESARI Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 15% Frutto, balsamicità, spezia, gran beva. Ottima persistenza. Immediato e di prospettiva. 90/100
FATTORI Amarone della Valpolicella Docg Col de la Bastia 2020 Naso equilibrato tra frutto e balsamicità. Gran beva, evidenziata da una concentrazione non esasperata. 91/100
CORTE FIGARETTO Amarone della Valpolicella Docg Valpantena Musa del Figaretto 2020 16,5% Naso tra i più eleganti e stratificati, anche se in fase di evoluzione. Freschezza, balsamicità dolce, spezia, tannino che si integrerà meglio. Vino che si colloca a cavallo fra tradizione e rivoluzione. 94/100
MANARA Amarone della Valpolicella Docg Classico Corte Manara 2020 16% Vino sulla beva, a cui manca però profondità. 89/100
SANTI Amarone della Valpolicella Docg Carlo Santi 2020 16% SV
BOLLA Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva Le Origini 2020 15,5% SV
ROCCA SVEVA Amarone della Valpolicella Docg Riserva 2020 15% SV
LA DAMA Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 SV
CONTRADA PALUI Amarone della Valpolicella Docg 2020 16% Siamo nel cuore dell’Amarone Revolution, con la cantina Rivelazione della Guida Winemag 2024. I canoni della splendida Val Squaranto esasperati (in positivo) nell’interpretazione dei suoli di Hans Karl Pichler. Sapidità, tensione acida e gestione ottimale dell’appassimento, in un quadro che abbina piacevolezza estrema e beva “da borraccia”. Un Amarone insieme profondo ed etereo. 95/100
MARION Amarone della Valpolicella Docg 2020 16% Frutto pieno, freschezza, tocco balsamico di liquirizia. Tannino e sapidità al palato, in un quadro di perfetta corrispondenza gusto olfattiva. Allungo sul frutto, piacevolissimo in termini di beva, senza rinunciare a struttura, complessità e stratificazione. Gran bella scoperta: tra i Migliori Amarone 2020 all’anteprima 2025. 93/100
ZENI 1870 Amarone della Valpolicella Docg Classico Vignealte 2020 16% Frutto, balsamicità, spezie orientali. Vino che ha tutto per risultare affascinante e chiamare un sorso dopo l’altro, in assoluta leggiadria e senso dei tempi moderni. 93/100
FALEZZE DI LUCA ANSELMI Amarone della Valpolicella Docg Riserva 2020 16,5% Bella concentrazione di frutto, dal primo naso al retro olfattivo. Tannino di prospettiva, balsamicità e potenza. Senza perdere di vista l’eleganza. 94/100
VIGNETI DI ETTORE Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 16% Colpisce per il bilanciamento perfetto tra note di frutta a polpa rossa e scura, mature, e la gran freschezza e sapidità. Il risultato è un sorso dinamico, stratificato, ricco, potente ma elegante. Si lascia già bere con una certa agilità ma è nel tempo che troverà l’equilibrio perfetto. 95/100
DOMINI VENETI Amarone della Valpolicella Docg Classico Collezione Pruviniano – Maran 2020 15,5% Pronto e di buona prospettiva, spazia dal naso al palato su ricordi di frutta sotto spirito (ciliegie), prugne e spezie. L’alcol si integrerà meglio, rendendo il sorso ancora più bilanciato.  90/100
LA COLLINA DEI CILIEGI Amarone della Valpolicella Docg 2020 15% Bel naso sul frutto croccante, sulla balsamicità e sulla spezia calda. Fresco e sapido al palato, di gran beva. 92/100
ACCORDINI IGINO WINERY Amarone della Valpolicella Docg Classico Le Bessole 2020 16% Bel floreale di rosa, viola, molto più netto che in altri campioni. Frutto rosso (ciliegia), di ottimale concentrazione e finezza. Gran beva, nel segno di una concentrazione ottimamente gestita e di un alcol per nulla disturbante. Vena sapida ad accompagnare il piacevolissimo finale. 93/100
CA’ RUGATE Amarone della Valpolicella Docg Punta 470 2020 15% Molto piacevole e concreto, dal naso al palato, su ricordi di ciliegia croccante, in un tutt’uno con sapidità e balsamicità. Liquirizia salata in chiusura, a conferma di una piacevolezza di beva estrema. 93/100
SABAINI Amarone della Valpolicella Docg 2020 15,5% SV
MASSIMAGO Amarone della Valpolicella Docg Conte Gastone 2020 16% Naso delizioso, sul frutto e sulla profondità delle note speziate, rinvigorite da un tocco fenolico accattivante. Al palato una gran concentrazione, nel segno di un frutto preciso, golosissimo. Finale sapido, persistenza da campione. 95/100
CANTINE GIACOMO MONTRESOR Amarone della Valpolicella Docg 2020 15% Amarone che ha tutto: un appassimento gestito benissimo, una freschezza ottimale e tannini integrati per lasciarsi bere senza troppi fronzoli. 93/100
CORTE FIGARETTO Amarone della Valpolicella Docg Valpantena Brolo del Figaretto 2020 16,5% Note ematiche, ferrose, di arancia rossa, accanto a ciliegia e mora di rovo. Balsamicità e spezia calda, ad avvolgere la frutta. Palato dal frutto che si conferma avvolgente, sferzato da una freschezza viva. Allungo sapido. Un Amarone golosissimo. 94/100
TENUTA SANTA MARIA VALVERDE Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 Tra i migliori Amaroni 2020 anche quello di Tenuta Santa Maria Valverde, nel segno di una gran eleganza, tra naso e palato. Intensamente sapido, si snoda su ricordi terrosi, combinati con frutta a polpa rossa e scura, perfettamente matura. Delizioso il gioco tra polpa e tannino. Vino già godibilissimo, con ampie prospettive. 95/100
MONTETONDO Amarone della Valpolicella Docg 2020 16% SV
LE GUAITE DI NOEMI Amarone della Valpolicella Docg 2020 Consueta nota di peperone verde, pepe, che contraddistingue gli Amaroni de Le Guaite. Vino che fa un passo avanti determinante rispetto al passato, in termini di “prontezza” e beva. 93/100
MONTEZOVO Amarone della Valpolicella Docg 2020 16% Spezia elegantissima sul frutto, gran bella concentrazione. Vino verticale e al contempo “largo”, dal bilanciamento esemplare. Chiude asciutto, sapido e sul frutto, tale da richiamare il sorso successivo. 94/100
VIGNA ‘800 Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva Virgo Moron 2020 Tra i campioni di botte più promettenti. SV
FARINA Amarone della Valpolicella Docg Classico Famiglia Farina 2020 16% Arancia rossa al naso, oltre a una certa concentrazione data dalle note d’appassimento. Anche in bocca si conferma slanciatissimo sul frutto, sull’acidità, tanto da lasciarsi già bere agilmente. Amarone che si inserisce nella nuova scia, fra tradizione e rivoluzione. 93/100
AZIENDA AGRICOLA BOSCAINI CARLO Amarone della Valpolicella Docg Classico S. Giorgio 2020 16% Naso un po’ contratto in apertura, che si apre piano sulla frutta. In bocca bella verticalità, frutto croccante, appassimento ben gestito. 90/100
ACCORDINI STEFANO Amarone della Valpolicella Docg Classico Acinatico 2020 16% Naso elegantissimo, sul frutto puro, concentrato e pieno, che non sbava nella confettura. Splendido al palato, elegante e concentrato, lunghissimo nella persistenza: sorso largo e al contempo teso, con tannini di prospettiva. È l’Amarone 2020 da portare a casa da Amarone Opera Prima 2025. 96/100
CAMPAGNOLA Amarone della Valpolicella Docg Classico Giuseppe Campagnola 2020 15,5% SV
FAMIGLIA FURIA Amarone della Valpolicella Docg 2020 16% SV
LA COLLINA DEI CILIEGI Amarone della Valpolicella Docg Ciliegio 2020 15,5% Beva, concentrazione, profondità, prospettiva. 93/100
ILATIUM MORINI Amarone della Valpolicella Docg Léon 2020 Legno in fase di integrazione al naso, per un Amarone che si rivela in generale molto strutturato e di prospettiva assoluta: è tra i campioni da attendere maggiormente nel quadro dell’intera anteprima 2025. Bella chiusura balsamica, mentolata, talcata, in pieno bilanciamento con frutto e venature sapide. 94/100
ALBINO ARMANI NEL VINO DAL 1607 Amarone della Valpolicella Docg Classico Albino Armani 2020 Ottima interpretazione in termini di eleganza e prospettiva. Già una gran beva, ma vino con vista sul futuro. 93/100
BOTTEGA Amarone della Valpolicella Docg Il vino degli Dei 2020 16% SV
VILLA CANESTRARI Amarone della Valpolicella Docg Riserva Plenum 2020 Bella vena fresco-sapida sull’appassimento. Allungo dolce, balsamico. Alcol che meglio si integrerà col tempo. Un Amarone golosissimo, da scoprire. 92/100
PASQUA VIGNETI E CANTINE Amarone della Valpolicella Docg Famiglia Pasqua 2020 SV
TENUTA SANTA MARIA DI GAETANO BERTANI Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva 2020 Freschezza e prospettiva. Vino di assoluta contemporaneità, come direbbero gli inglesi. Gran precisione sul frutto, tra croccantezza e pienezza ed eleganza sulla speziatura che ricorda liquirizia e pepe nero. Alcol che si integrerà meglio in un quadro già degno di nota, che abbina freschezza (dunque beva) e stratificazione (per l’abbinamento). 95/100
SARTORI DI VERONA Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva Corte Bra’ 2020 15,5% Sempre una certezza Sartori, tra le aziende che possono contare (anche) sui grandi numeri, in Valpolicella. Frutto giustamente concentrato, balsamicità, tannino integrato e di prospettiva. Già molto godibile. 92/100
BENAZZOLI amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 Ottima precisione del frutto, pienamente maturo e ben sorretto dalla freschezza, dall’ingresso alla chiusura. Altro campione bello da “bere”. 91/100
CORTE SAIBANTE Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 16% Denso, materico, con buoni margini di evoluzione positiva. Una maggiore precisione sulla maturità del frutto avrebbe reso il sorso più elegante. 89/100
ROCCOLO CALLISTO Amarone della Valpolicella Docg 2020 Bel rubino, mediamente penetrabile alla vista. Splendida balsamicità al naso, di liquirizia fusa, su cui gioca un frutto rosso (ciliegia) perfettamente maturo, di quelli che è cosa buona e giusta definire “croccante”. Sapido in allungo, è l’espressione fresca e già per certi versi “pronta”, di un Amarone moderno: già godibile e al contempo di assoluta prospettiva. Tra i migliori Amarone 2020 c’è anche quello di Roccolo Callisto, realtà da tenere in grandissima considerazione per il futuro, su tutta la gamma. 94/100
CA’ DEI FRATI Amarone della Valpolicella Docg Pietro Dal Cero 2020 SV
CORTE CANELLA Amarone della Valpolicella Docg La Cura 2020 17% Tanta balsamicità e un filo d’alcol di troppo, al primo naso. I punti sono 17 ed è pressoché inevitabile che non sia così. Ma il punto è che questo Amarone ha davvero tutto per riuscire a integrare, nel corredo, quest’abbondanza. La concentrazione degli aromi, oltre all’alcol, suggerisce l’adozione di una stilistica tradizionale, più che innovativa. Una scelta che sposta in là nel tempo il momento corretto per iniziare a pensare di stappare questa bottiglia. Con estrema fiducia. 93/100
FRATELLI BARANA Amarone della Valpolicella Docg 2020 16,5% Concentrazione, freschezza. Sapidità, balsamicità. Un Amarone che prende alla gola, per l’ottimo equilibrio tra opulenza e freschezza già raggiunto. 92/100
CANTINE BERTANI Amarone della Valpolicella Docg Valpantena 2020 15,5% Campione mancante
SANTA SOFIA Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 15,5% Gran eleganza, giocata tra precisione e purezza assoluta del frutto, sapidità e spezia. 95/100
ROCCOLO GRASSI Amarone della Valpolicella Docg 2020 16% Concentrazione splendida del frutto. Gran corpo e struttura, a bilanciare la vena glicerica. Tannini in fase di integrazione, ma di grandissima prospettiva. Chiusura balsamica, di ottima persistenza aromatica. Quello di Roccolo Grassi è un Amarone da manuale, solo all’inizio di un’evoluzione che si prospetta ottimale. 95/100
SECONDO MARCO Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 16% Tanta freschezza e prospettiva anche per l’Amarone di Secondo Marco, in scia con la nuova stilistica della denominazione, senza perdere di vista la tradizione. 94/100
BENNATI Amarone della Valpolicella Docg 2020 15% Frutto, concentrazione, legno in fase di integrazione. 89/100
TENUTE SALVATERRA Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 16,5% Bel gioco tra frutto e tannino, polpa e acidità (freschezza). Ha bisogno di tempo. 89/100
COSTA ARÈNTE Amarone della Valpolicella Docg Valpantena 2020 Prugna disidratata, amarena sotto spirito, un tannino che si mostra piuttosto spavaldo e in fase di integrazione. Ricco, strutturato e balsamico, da attendere con fiducia. 92/100
DOMINI VENETI Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020 15,5% Amarone che ha tutto: concentrazione, tensione fresco-acida, larghezza e balsamicità. Pronto e di buona prospettiva. 90/100
CARLO ALBERTO Amarone della Valpolicella Docg 2020 17% SV

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Buona fortuna, Amarone


EDITORIALE – Esco da Amarone Opera prima 2025 frastornato. Come un pugile suonato sul ring. Colpa dell’alcol? Nemmeno per idea. La questione è ben più seria. Agli auguri al Consorzio Vini Valpolicella, che in questa edizione dell’anteprima (2020, migliori assaggi presto online su Winemag) compie 100 anni, s’aggiungono quelli – d’obbligo, di buona fortuna – a una denominazione che sembra volersi ancor più isolare, al posto di tornare ad essere nel calice di tutti. A preoccupare è la via per il futuro dell’Amarone indicata dal vicepresidente del Consorzio Andrea Lonardi, sintetizzata nel claim (parole sue): «Less shelf, more wine list».

Tradotto: «Meno scaffale (del supermercato, ndr), più carte vini (dei ristoranti, ndr)». Un frase, quella proferita di fronte al pubblico di addetti ai lavori internazionali giunti a Verona per assistere ad Amarone Opera Prima 2025 (31 gennaio-1 febbraio), con cui Lonardi ribadisce convinzioni messe nero su bianco più ampiamente il 28 gennaio, in un’intervista rilasciata al Corriere (e mai smentita).

IL FUTURO DELL’AMARONE? SEMPRE MENO AMARONE

Testualmente: «L’Amarone ha tenuto (nel 2024, ndr) perché sono diminuiti un po’ i prezzi: in futuro però non dovrà puntare sulla grande distribuzione come quest’anno, ma consolidarsi come il vino delle occasioni speciali, che entra nelle carte dei vini dei ristoranti. Si deve andare verso una contrazione dei volumi e un cambio del canale di vendita. Perché se l’Amarone, il vino più prestigioso dell’area, perde troppo valore ne risente tutta la Valpolicella. Spinto negli anni Novanta e Duemila da un’esplosione commerciale enorme, soprattutto all’estero, che però ne ha influenzato lo stile, oggi deve andare verso una forma più edonistica».

«FINE WINE, GASTRONOMICO ED EDONISTICO»

In sintesi, secondo Lonardi: bisogna produrre meno Amarone, farlo pagare di più. Ed «elevarlo alla categoria dei “fine wine”, più adatti al consumo gastronomico». Per fare questo, «occorre un Amarone più edonistico». Parole in parte condivisibili, se solo Andrea Lonardi parlasse da master of wine (quale è), o da Ceo di Villa della Torre, per conto di Marilisa Allegrini. Il problema è che Andrea Lonardi è il vicepresidente del Consorzio Vini Valpolicella. Un ente che, fino a prova contraria, è di tutti i soci, non solo dei piccoli-medi produttori: più di 2400 aziende, tra le quali figurano imbottigliatori e cooperative dalle quali dipende la stabilità dell’intera denominazione. E la sopravvivenza dei circa 8600 ettari attuali.

L’AMARONE DEL FUTURO: SOLO PER PAPERONI

In Valpolicella c’è chi va ancora più dritto al nocciolo della questione. E, nell’approcciarsi al tema del futuro del re dei vini rossi veneti, ne fa, addirittura, una questione di reddito. È quanto emerge dall’analisi commissionata dal Consorzio a Unione italiana vini. Secondo cui: «L’Amarone non dovrà snaturare se stesso ma avere ben chiari i propri obiettivi di posizionamento di vino icona, presso un pubblico principalmente composto da consumatori in età matura e un reddito saldamente superiore ai 100 mila dollari».

«In sintesi – secondo il responsabile dell’Osservatorio Uiv, Carlo Flamini – l’Amarone dovrà proporre al mondo un proprio “cocktail”, fatto di aree produttive e diverse vallate (con o senza sottozona riconosciuta ufficialmente?! ndr), del brand Verona, di stile e coerenza per un metodo atto a divenire esso stesso espressione di territorio». Una ricetta tranchant, sotto tutti i profili, quella dettata dal Consorzio Valpolicella nello spegnere le proprie 100 candeline: sempre meno Amarone, solo per ricchi ed edonisti. Frastornati auguri: buona fortuna, Amarone.

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Amarone Opera Prima 2025: preview annata 2020 e 100 anni del Consorzio Valpolicella

Si preannuncia un’edizione memorabile per Amarone Opera Prima 2025, l’evento organizzato dal Consorzio Vini Valpolicella, in programma dal 31 gennaio al 2 febbraio 2025 presso il Palazzo della Gran Guardia di Verona. Con 74 cantine partecipanti e ben 106 giornalisti accreditati provenienti da 26 nazioni, l’iniziativa vedrà il debutto dell’annata 2020 dell’Amarone della Valpolicella. Tutto nel segno di un importante traguardo: i 100 anni del Consorzio Vini Valpolicella, uno degli enti più rappresentativi del Made in Italy enologico nel mondo.

«In questa speciale edizione – sottolinea il presidente Christian Marchesini – Amarone Opera Prima guarda al futuro e, in particolare, ai nuovi margini di potenziale crescita della denominazione in uno scenario evolutivo accelerato, che ci impone un cambio di paradigma fondato su strategie e approcci rinnovati. Un impegno che ci vede sempre più attivi sul fronte della promozione e che le aziende stanno premiando sia in termini di partecipazione record all’evento che di adesioni al Consorzio, con 51 nuovi associati nel 2024».

AD AMARONE OPERA PRIMA 2025 DEBUTTA L’AMARONE 2020

Fulcro dell’evento sarà il debutto ufficiale dell’annata 2020 dell’Amarone, protagonista delle degustazioni tecniche e ai banchi d’assaggio. L’Amarone, simbolo della Valpolicella, si conferma icona della tradizione vinicola italiana, pronta a consolidare il suo posizionamento sui mercati internazionali. L’evento si aprirà venerdì 31 gennaio, con una giornata riservata alla stampa specializzata. Spiccano due masterclass: “Amarone: iconic of fine dining in the world’s 50”, guidata dall’esperto JC Viens, che presenterà una selezione di Amarone presenti nelle carte vini dei 50 migliori ristoranti del mondo (ore 10:30); “La memoria del tempo, un viaggio tra le annate storiche di Amarone”, curata dal MW Andrea Lonardi, vicepresidente del Consorzio (ore 15:00).

AMARONE OPERA PRIMA 2025, INGRESSO PUBBLICO E OPERATORI

A rendere ancor più esclusiva la giornata, il pranzo stellato firmato dallo chef Giancarlo Perbellini al Teatro Filarmonico. Sabato 1° febbraio, l’attenzione si sposterà sul focus “Valpolicella: 100 anni tra passato e futuro della denominazione”, con interventi di Christian Marchesini, presidente del Consorzio e Carlo Flamini dell’Osservatorio del vino di Unione Italiana Vini. Seguirà l’inedito spettacolo teatrale “Amarone, epopea in Valpolicella”, scritto e interpretato da Andrea Pennacchi. Dalle ore 12:30, via alle degustazioni ai banchi dei produttori, che dalle 16:00 apriranno le porte anche agli amanti dell’Amarone. Domenica 2 febbraio, l’evento sarà dedicato agli operatori del settore, con degustazioni aperte dalle ore 10:00 alle 17:00. L’ultima giornata di Amarone Opera Prima 2025 si concluderà con un aperitivo tematico: “Valpolicella: freschezza e creatività nel calice”, a cura del Gruppo Giovani del Consorzio.

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Amarone Opera Prima 2023: i migliori dell’Anteprima 2018


Sessantasette campioni di Amarone 2018 in anteprima ad Amarone Opera Prima 2023. Tra i migliori degustati alla cieca nella giornata riservata alla stampa di settore, sabato 4 febbraio, spunta qualche nome nuovo, accanto a quello di cantine già note. L’anteprima dell’Amarone 2018 si dimostra sulla scia delle precedenti annate, con i produttori concentrati soprattutto nella gestione dell’alcol e dell’equilibrio, all’insegna di  una maggiore freschezza e “immediatezza” al Re dei vini della Valpolicella.

Una denominazione che continua così a convincere e raccogliere consensi a livello internazionale. Anche in un periodo di crisi come quello attuale, il volto “rossista” della provincia di Verona si conferma locomotiva del Made in Italy enoico, con l’Amarone capace di muovere un giro d’affari di 360 milioni di euro, sui 600 milioni di euro complessivi.

AMARONE OPERA PRIMA 2023: TUTTO ESAURITO A VERONA

Un successo certificato dall’annuncio della chiusura del dossier di candidatura della tecnica di messa a riposo delle uve della Valpolicella a patrimonio immateriale dell’Unesco, nonché dai numeri di Amarone Opera Prima, secondo anno del riposizionamento della consueta Anteprima Amarone.

All’evento del Consorzio vini Valpolicella dedicato al millesimo 2018 dell’iconico Rosso veronese hanno preso parte 300 giornalisti nazionali ed esteri (circa 100) da 20 Paesi e oltre 1500 winelovers che hanno affollato nel weekend il Palazzo della Gran Guardia di Verona.

AMARONE, UNA DENOMINAZIONE IN EQUILIBRIO

«Il 2021 – commenta Christian Marchesini, presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella – è stato un anno eccezionale sul piano delle vendite. Il 2022 è servito per consolidare la crescita, con risultati meno eclatanti ma comunque significativi».

«Lo testimoniano anche gli imbottigliamenti, che registrano un incremento del 12% rispetto al pre-Covid (2019) per un’annata commerciale che è stata comunque la seconda migliore del decennio, con oltre 17 milioni di bottiglie immesse sul mercato. La denominazione – conclude Marchesini – si conferma in equilibrio, grazie anche a una stabilizzazione finalmente raggiunta sul fronte della superficie vitata dopo il blocco degli impianti del 2019».

ANTEPRIMA AMARONE 2018: LA DEGUSTAZIONE

CANTINA VINO NOME / LINEA
ACCORDINI STEFANO Amarone della Valpolicella Docg Classico Acinatico
Color rubino granato, piuttosto penetrabile alla vista. Naso tutto sul frutto, goloso, ciliegia succosa, lampone. Tocco di spezia che conferisce balsamicità. In bocca risulta piuttosto potente, sull’alcol che deve ancora integrarsi, cosi come il legno (vaniglia, fondo di caffe). Un campione di gran stoffa, di sicura prospettiva.
ALBINO ARMANI Amarone della Valpolicella Docg Classico Albino Armani
Vino non ancora in commercio. Colore mediamente carico, penetrabile alla vista. Naso al momento più sulla spezia che sul frutto, pur presente. Un quadro olfattivo non esplosivo, delicato, che lascia spazio anche al florale. In bocca una buona morbidezza glicerica un’accennata potenza alcolica, su ritorni piacevolissimi di spezia. Vino che, stilisticamente, sembra guardare più alla freschezza e alla beva che alla concentrazione.
BENEDETTI CORTE ANTICA Amarone della Valpolicella Docg Classico
Campione di botte. Rubino penetrabile alla vista. Nota lattica di fondo. Si scorge già un bel profilo materico, di frutta polposa che scalpita per prendere il meritato posto sul palco. Bella speziatura, elegante. In bocca la nota lattica e alcolica ancora più evidente che al naso, ma si conferma un campione tipico, pur stilisticamente più “grasso” dei precedenti.
CASA VINICOLA BENNATI Amarone della Valpolicella Docg
Rubino granato piuttosto intenso. Naso giocato su una speziatura fresca, importante, che sfiora il balsamico. Mentuccia, noce moscata, un tocco leggero di chiodo di garofano e liquirizia dolce. L’ossigenazione porta con sé un bel frutto grondante di succo, golosissimo, pienamente maturo: ciliegia, su tutti, ma anche lampone e un tocco di ribes nero maturo. In bocca vena glicerica importante, ben sostenuta da una acidità piuttosto viva e diretta, che controbilancia un sorso di buona stratificazione. Tannini fitti, eleganti. Vino di buone promesse.
BERTANI Amarone della Valpolicella Docg Valpantena
Rubino piuttosto scarico. Naso di grande essenzialità ed eleganza, chiara impronta di uno stile che sta sempre più prendendo piede all’interno della denominazione. Tanto spazio alla componente floreale, che si accosta con eleganza a un frutto capace di raccontare la perfetta epoca di raccolta delle uve, elemento essenziale della stilistica. Ciliegia avvolta in un mantello goloso, quasi di zucchero filato, ravvivato da una speziatura che aggiunge nerbo ed eleganza a un naso già di per sé esemplare. In bocca non fa altro che confermare quanto avvertito al naso. Vino che si inserisce alla perfezione nella rivoluzione stilistica della denominazione, verso una maggiore freschezza e agilità di beva, senza pericolo di snaturare il grande rosso della Valpolicella.
BOLLA Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva Le Origini
Vino non ancora in commercio. Colore rosso granato piuttosto carico. Polpa succosa, rossa e nera, ciliegia e mora di rovo, al naso di questo Amarone che pare agli esordi di un buon percorso di crescita. Di buona eleganza la speziatura, pur in secondo piano rispetto alla centralità assoluta del frutto. In bocca tannini fitti, ben lavorati, riequilibrano una certa esuberanza glicerica e un frutto che vira su tinte leggermente più mature di quanto prospettato dal naso. Chiusura asciutta, che invita al sorso. Vino non particolarmente stratificato, di buona immediatezza.
BOSCAINI CARLO Amarone della Valpolicella Docg Classico S. Giorgio
Campione prelevato da botte. Colore tipico, mediamente carico. Al naso la spezia dolce “spinge” il frutto pienamente maturo, goloso. Vino che non abbonda in stratificazione, incentrato sulla piacevolezza. Sarà un Amarone 2018 piuttosto equilibrato, di immediata comprensione per il consumatore.
BOTTEGA Amarone della Valpolicella Docg Il Vino degli Dei
Mediamente carico, alla vista. Naso elegante, che abbina le componenti floreali, fruttate e speziate tipiche dell’Amarone. Queste ultime ricordano mentuccia e pepe bianco. In bocca protagonista la nota erbacea, fenolica, piuttosto integrata e in grado di riequilibrare un frutto piuttosto poderoso. Legno più marcato al palato che al naso, a rivelare le caratteristiche di un vino all’inizio del suo percorso. Ennesimo campione piuttosto immediato, che non nasconde tuttavia qualche spigolatura di troppo, specie al naso.
BRONZATO Amarone della Valpolicella Docg
Rubino granato piuttosto penetrabile alla vista. Bel frutto, molto preciso: emerge una ciliegia croccante, succosa. Speziatura altrettanto elegante, unita a una buona componente floreale. Ricordi leggerissimi di miele millefiori, in sottofondo, competano un quadro piuttosto morbido. In bocca ecco invece una verticalità quasi inattesa. Acidità vibrante e tannini fitti, a reggere una certa imponenza della componente glicerica e fruttata. Campione, quello della cantina di Montorio (VR) guidata da Massimo Bronzato, decisamente futuribile, nel segno della “revolution” che non perde di vista la tradizione.
CA’ BOTTA Amarone della Valpolicella Docg Cajo
Campione di botte. Color rubino-granato mediamente penetrabile alla vista. Al naso abbina il frutto goloso a una speziatura importante, che varia dal dolce al fresco, dal tabacco alla mentuccia. In bocca il tannino lavora bene sul frutto succoso, prima di una chiusura balsamica. Vino non particolarmente stratificato ma assolutamente tipico, all’inizio di un buon percorso di vita all’insegna della facilità di beva e di una certa piacevolezza.
CA’ DEI FRATI Amarone della Valpolicella Docg Pietro Dal Cero
Campione di botte. Colore piuttosto carico. Naso su frutta matura/matura più, avvolto in una speziatura dolce. Perfetta la corrispondenza gusto olfattiva, per un Amarone 2018 che si esprime deciso e rotondo, sulla piacevolezza. Chiusura asciutta, donata da un tannino presente ma perfettamente integrato. Vino goloso, senza troppi fronzoli, immediato.
CA’ DEL SETTE VINI Amarone della Valpolicella Docg 1944 M.C. – Linea Appassionante
Colore poco penetrabile alla vista, un rubino-granato piuttosto carico. Naso pieno, ricco, mediamente stratificato in tutte le sue componenti. In bocca risulta un Amarone 2018 equilibrato e tipico, in tutte le sue componenti. Dolcezza del frutto, spezia, floreale fresco regalano buona agilità di beva e prospettiva al nettare.
CÀ LA BIONDA Amarone della Valpolicella Docg Classico Ravazzòl
Colore mediamente carico. Naso piuttosto acerbo nella componente fruttata, che non cela risvolti fenolici. Ciliegia e lampone appena maturi anche al palato e tannino leggermente crudo, ammorbidito però dal legno e dalle note dettate dall’appassimento, tra i punti di forza di questo Amarone 2018. Anche l’alcol non risulta al momento perfettamente integrato. Vino a cui dare tempo e fiducia.
CAMERANI MARIELLA Amarone della Valpolicella Docg Adalia – Ruvaln
Vino biologico. Colore rubino-granato piuttosto penetrabile alla vista. Buona eleganza ed espressivit della componente fruttata e speziata, nonché di quella floreale, piuttosto marcata sulla violetta. In bocca entra fresco, per virare ben presto su un frutto abbondante, perfettamente maturo. Tannini che lavorano piuttosto bene sulla componente glicerica e fruttata, pur essendo al momento piuttosto vivi. Nel quadro complessivo, anche l’alcol andrà ad integrarsi meglio, nei prossimi mesi. Campione che denota una mano precisa, tanto in vigna quanto in cantina. Obbligatorio dar fiducia a questa etichetta.
CANTINA VALPANTENA Amarone della Valpolicella Docg Torre del Falesco
Colore mediamente carico. Naso su note di frutta polposa, a bacca rossa e nera, cosi cosi come sui terziari, piuttosto integrati. Speziatura elegante a ravvivare il quadro. Al palato entra poderoso, su una espressione molto golosa del frutto, ma vira presto su tannini che chiamano bottiglia, vetro, tempo. La prospettiva c’è tutta per un ottimo Amarone 2018, a cavallo tra la nuova stilistica che premia la freschezza e la tradizionale potenza della denominazione.
CANTINE RIONDO Amarone della Valpolicella Docg Casalforte
Colore rubino-granato piuttosto carico. Vino di buona corrispondenza naso-bocca, con entrambe le fasi giocate su un profilo goloso. A riequlinbrare la chiusura generosa, sul frutto e sulle note dettate dall’appassimento, un tannino fitto, piuttosto elegante. Vino semplice, immediato.
CASA SARTORI 1898 Amarone della Valpolicella Docg Classico Reius
Vino non ancora in commercio. Colore rubino-granato mediamente carico. Buona balsamicità e spezia scura sul frutto, pienamente maturo. In bocca sarà presto ancora più elegante, soprattutto perché il tempo riuscirà a combinare meglio il matrimonio tra l’abbondante espressione del frutto e la fresca componente speziata. Tannini piuttosto smussati lavorano, oltre che sulla generosa componente fruttata, anche sulle note morbide e tostate del legno (ricordi di fondo di caffè). Vino di buona prospettiva, che abbina una mano moderna ad un’anima più tradizionale.
GERARDO CESARI Amarone della Valpolicella Docg Classico
Vino che si presenta di un rubino-granato mediamente carico. Naso che cerca finezza ed eleganza, dal frutto alla spezia, dal tannino integrato all’alcolicità equilibrata. Risulta tuttavia più ricco al naso che al palato, nel segno di una caccia alla leggerezza portata forse troppo all’estremo.
CLEMENTI Amarone della Valpolicella Docg Classico
Campione di botte. Troppo presto per un giudizio complessivo, soprattutto per l’esuberanza tannica.
CORTE FIGARETTO Amarone della Valpolicella Docg Valpantena Brolo del Figaretto
Colore rubino-granato mediamente carico. Bella ciliegia di perfetta maturità al naso, croccate, unita a un lampone e a un ribes ben maturo. Piuttosto potente sotto il profilo alcolico, si ripresenta goloso e incentrato sul frutto al palato. Alla frutta risponde una buona freschezza e un tannino piuttosto fitto, ben lavorato. Vino che ha bisogno di bottiglia, come la gran parte dei campioni, ma che fa già intravedere la scelta stilistica e un’ottima mano in vigna e in cantina.
CORTE FIGARETTO Amarone della Valpolicella Docg Valpantena Gr..l
Altro campione dal colore rubino-granato mediamente carico. Componente alcolica evidente al naso, che sovrasta l’espressione di frutto e spezia. Anche al palato l’alcol fa capolino in maniera netta, ma è unito a una importante componente fruttata e a una tannicità elegante. Al momento, la veste precoce di un Amarone 2018 di grandissimo potenziale futuro.
COSTA ARÈNTE Amarone della Valpolicella Docg Valpantena
Vino non ancora in commercio. Colore mediamente carico. Naso che ha tutto ciò che ci si dovrebbe aspettare da un Amarone, tra frutto, spezia e nota dettata dall’appassimento. Tannini ben lavorati giocano sull’esuberanza glicerica e sull’espressione pienamente matura del frutto, tra la polpa rossa e quella nera. Lungo, ancora una volta su ricordi precisi ed eleganti dell’appassimento. Vino da attendere, che promette decisamente bene.
DOMÌNI VENETI (CANTINA VALPOLICELLA NEGRAR) Amarone della Valpolicella Docg Classico Or’Jago
Vino non ancora in commercio. Colore piuttosto carico. Goloso sin dal naso, tra floreale, frutto maturo (polpa rossa, ciliegia, ma anche nera, mora, ribes nero) spezia ed erbaceo (menta) e terziari che chiamano il vetro, per una più completa integrazione. Perfetta corrispondenza gusto-olfattiva, ma chiusura anticipata da un tannino relativamente asciutto. Da integrare meglio anche la componente alcolica.
FALEZZE DI LUCA ANSELMI Amarone della Valpolicella Docg
Campione di botte. Bel rubino-granato piuttosto penetrabile alla vista. Naso sul frutto (ciliegia) e sulle note golose dell’appassimento (uvetta), ben integrate con una speziatura e con ricordi freschi, di mentuccia. In bocca è un vero e proprio cavallo di razza. Tannini eleganti, pronti a riequilibrare una polpa e un succo imponente. Tra i campioni di botte più promettenti di Amarone 2018 ad Opera Prima 2023. 
FATTORI Amarone della Valpolicella Docg Col de la Bastia
Colore rubino-violaceo che ne denota la gioventù. Speziatura fresca in primo piano, unita a una bella componente fruttata, matura. Leggerissimi ricordi di mela rossa tagliata, sulla cilieigia e sul lampone. Quadro che si ripresenta perfettamente al palato. Vino di una certa immediatezza e semplicità, già piuttosto godibile.
FLATIO Amarone della Valpolicella Docg Classico
Campione di botte. Colore mediamente carico. Per la componente fruttata, più mora che ciliegia-amarena. Spezia e venatura fresca più presente al palato che al naso, per un Amarone 2018 che punta tutto su piacevolezza di beva ed equilibro, nonché su una certa prontezza. Campione da non perdere di vista, per la stilistica piuttosto innovativa.
I TAMASOTTI Amarone della Valpolicella Docg
Campione di botte. Colore piuttosto carico, alla vista. Vino in chiara fase di affinamento, con legno in gran vista che fa capolino sul frutto maturo, goloso. Ottimo lavoro tra vigna e cantina: altro campione da considerare tra i più promettenti per il futuro, oggi in maturazione in botte.
ACCORDINI IGINO Amarone della Valpolicella Docg Classico Le Bessole
Mediamente carico. Bel frutto goloso sui terziari in fase di integrazione. Perfetta corrispondenza gusto-olfattiva, per un Amarone 2018 piuttosto semplice da comprendere, senza fronzoli, immediato nel suo esser giocato principalmente sul frutto e sulla piacevolezza conferita dall’appassimento, bilanciata da una buona freschezza nel retro olfattivo. Una versione del Re dei vini della Valpolicella spensierata, ma tutt’altro che banale.
ILATIUM MORINI Amarone della Valpolicella Docg Leòn
Vino non ancora in commercio. Colore piuttosto impenetrabile, tra i più carichi di questa anteprima Amarone 2018. Al naso terziari e frutta matura, con predominanza dei primi sui secondi, al momento. Anche al palato si ripresentano i terziari, più del frutto. Vino da attendere.
LA COLLINA DEI CILIEGI Amarone della Valpolicella Docg
Rubino-granato mediamente carico, penetrabile alla vista. Naso che discosta da gran parte degli altri assaggi per i ricordi di tamarindo sulle classiche note fruttate dell’appassimento e dei primari delle uve. Componente speziata elegante, quasi sussurrata, sul fiore secco, di viola. In bocca rispetta le attese, tra frutto e leggera balsamicità in chiusura. Vino che va nella direzione dell’alleggerimento, con risultati che possono convincere o meno il consumatore.
LAVAGNOLI Amarone della Valpolicella Docg
Granato ben penetrabile, alla vista. Bel frutto goloso, rosso, al naso. In bocca si conferma giocato sul frutto, con i terziari e la spinta alcolica che chiamano un maggiore affinamento in bottiglia. Chiude su leggere note di brace. Vino di sicura prospettiva, nel segno di uno stile contemporaneo, che guarda maggiormente a freschezza e beva, senza nascondere l’espressione del terroir. Vino promettente, pensato e ben eseguito, quello della cantina di Pigozzo (VR).
LE GUAITE DI NOEMI Amarone della Valpolicella Docg
Campione di botte. Altro colore che spicca per profondità, tra i più impenetrabili di Amarone 2018 ad Opera Prima 2023. Naso e palato non giudicabili, per scompostezza del campione di botte.
LUCIANO ARDUINI Amarone della Valpolicella Docg Classico Simison
Vino non ancora in commercio. Colore molto carico, tendente al purpureo. Bella impronta netta dell’appassimento, ben controbilanciata da una balsamicità e da note floreali precise, elegantissime. In bocca il vino si ripresenta incentrato sull’appassimento, raccontando uve, territorio e approccio del produttore. Vino didattico, nel senso più nobile del termine, a cavallo tra la tradizione e il futuro. Un’etichetta capace di coniugare freschezza e polpa in maniera esemplare. Ottime prospettive future per questo Amarone 2018.
MANARA Amarone della Valpolicella Docg Classico Corte Manara
Colore mediamente carico. Naso e bocca raccontano un approccio sincero alla tecnica dell’appassimento e al vigneto, pur in un quadro al momento scomposto. Manca un filo di precisione e pulizia del gesto nell’esecuzione in cantina.
MASSIMAGO Amarone della Valpolicella Docg Conte Gastone
Vino biologico. Bel colore, rubino-granato penetrabile alla vista. Speziatura importante al naso, oltre alla componente fruttata. In bocca risulta elegante, con la freschezza a riequilibrare l’esuberaza del frutto già avvertito al naso. Bella finezza e allungo, su una Pai decisa e preziosa, che racconta tutta la tipicità dell’Amarone. Ottime le prospettive di questo vino.
MASSIMAGO Amarone della Valpolicella Docg
Campione di botte. Mediamente penetrabile il colore, alla vista. Nette note di appassimento, con l’uvetta in prima linea. Tannini vivi, in fase di integrazione, ben “pensati” per riequilibrare una componente glicerica importante e un frutto davvero ben maturo. Sarà un vino importante ma tutto sommato agile nella beva. Etichetta da monitorare.
MIZZON Amarone della Valpolicella Docg
Campione di botte. Naso e palato non giudicabili, per scompostezza del campione di botte.
MONTE CASTELON Amarone della Valpolicella Docg Classico
Bel colore rubino-granato. Floreale e frutto elegante al naso, con la componente speziata che invece risulta più presente al palato. Tannino un po’ asciutto e alcol al momento fuori dal quadro. Chiusura leggermente amaricate. Vino all’inizio del suo percorso, a cui dare bottiglia e tempo per un’auspicabile amalgama delle componenti.
MONTE DEL FRÀ Amarone della Valpolicella Docg Classico Tenuta Lena di Mezzo
Colore mediamente carico. Bella l’espressione del frutto, goloso, tra la polpa rossa e la scura, di bosco. In bocca piuttosto potente, ma equilibrato in tutte le sue componenti. Pregevole la chiusura balsamica, che vira sulla liquirizia. Tannino fitto, che ha bisogno di bottiglia per amalgamarsi completamente al quadro. Vino che rivela una componente sapida non presente in molti altri campioni, ma molto apprezzabile. Vino decisamente promettente.
MONTE ZOVO – FAMIGLIA COTTINI Amarone della Valpolicella Docg
Mediamente carico, il colore, alla vista. Elegantissima espressione della componente speziata, che gioca a riequilibrare con la sua balsamicità e freschezza l’esuberanza del frutto e delle note dettate dall’appassimento. Tannino fitto, in fase di integrazione. Tempo, parola d’ordine.
MONTECI Amarone della Valpolicella Docg Classico
Campione di botte. Teso, tannino vivo. Naso e palato non giudicabili, per scompostezza del campione di botte.
CANTINE GIACOMO MONTRESOR Amarone della Valpolicella Docg Satinato
Colore rosso-granato mediamente penetrabile alla vista. Naso e bocca dominati dal frutto, preciso, succoso. Campione che mostra una buona prontezza di beva, giocata sull’espressone genuina del frutto più che sulla stratificazione. Chiude fresco, leggermente balsamico, ammorbidito da terziari ben amalgamati. Gran piacevolezza, sin dagli esordi di una vita che si preanuncia lunga.
NOVAIA Amarone della Valpolicella Docg Classico Corte Vaona
Vino biologico, campione di botte. Naso e palato non giudicabili, per scompostezza del campione di botte.
PASQUA VIGNETI E CANTINE Amarone della Valpolicella Docg Famiglia Pasqua
Vino non ancora in commercio. Bel colore, mediamente carico. Tanta spezia nel corredo, di buona eleganza. Ravviva e conferisce nerbo a un frutto rosso goloso, espresso con grande precisione. In bocca si conferma un’etichetta espressione di quella che abbiamo ridefinito, lo scorso anno, “l’Amarone Revolution“. Al frutto perfettamente maturo, succoso, risponde una freschezza che riequilibra il sorso. Belli i ritorni della componente speziata nel retro olfattivo, per un Amarone 2018 che premia beva e prontezza. Unica pecca, la mancanza di un filo di concentrazione e di quel sentore di “appassimento” che non manca, anche nelle migliori espressioni della nuova generazione dell’Amarone.
ROCCA SVEVA (CANTINA DI SOAVE) Amarone della Valpolicella Docg Riserva
Vino non ancora in commercio. Colore mediamente carico. Vino che presenta una certa concentrazione, che si riflette in una centratura sul frutto e sul bilanciamento dell’equilibrio conferito dalla speziatura. In bocca più “largo” di quanto lasci presagire il naso. Legno che si deve integrare meglio, cosi come la componente alcolica. Vino agli esordi del suo percorso.
ROCCOLO GRASSI Amarone della Valpolicella Docg
Vino non ancora in commercio. Colore impenetrabile alla vista. Campione che dimostra di aver bisogno di tempo per una migliore amalgama delle varie componenti: tutte presenti, ma al momento alla rinfusa sul palco del calice. Obbligatorio dargli fiducia.
SALVATERRA Amarone della Valpolicella Docg Classico Save the land
Vino biologico. Colore mediamente carico alla vista. Naso e bocca su una buona corrispondenza gusto-olfattiva. Carente percezione dell’appassimento e tannino che risulta al momento un po’ ruvido. Componente alcolica leggermente “aggressiva”. Vino stilisticamente giovane, ma con spigoli da arrotondare. Altro vino a cui dare tempo: se lo merita.
SAN CASSIANO Amarone della Valpolicella Docg
Vino non ancora in commercio. Colore impenetrabile. Tanto legno, vaniglia, caramella mou e note lattiche. Vino senza troppi fronzoli, che guarda alla piacevolezza e all’immediatezza di beva, perdendo forse un po’ di vista la tipicità.
SAN RUSTICO Amarone della Valpolicella Docg Classico
Campione di botte che sembra rivelare un’impronta decisa verso il nuovo stile dell’Amarone, ma con un utilizzo del legno un po’ troppo aggressivo. Necessario, anche in questo caso, il tempo.
SANTA SOFIA Amarone della Valpolicella Docg Classico
Rubino-granato mediamente carico, alla vista. Bella prova, sotto ogni profilo: bilanciamento tra freschezza e frutto, con un tannino leggermente asciutto che dovrà integrarsi per dare equilibrio e beva. L’impressione sulla stilistica è quella di un Amarone 2018 da pasto, da beva, da conversazione.
SANTI Amarone della Valpolicella Docg Carlo Santi 1843
Campione di botte. Colore poco penetrabile. Gran potenza alcolica per questo campione, che abbina alla vena glicerica una freschezza riequilibrante e un tannino che chiama la bottiglia e un ulteriore affinamento. Momento non felicissimo, in generale, per un Amarone 2018 che tuttavia sembra avere tutto per poter regalare, nel tempo, un calice tipico, in tutte le sue componenti. Vino da aspettare.
SECONDO MARCO Amarone della Valpolicella Docg Classico
Campione di botte. Naso e palato non giudicabili, per scompostezza del campione di botte.
SELÙN DI MARCONI LUIGI Amarone della Valpolicella Docg Classico Fiori del Pastello
Una parola per descriverlo: splendido. Sin dal colore, non troppo carico. Al naso la chiara impronta dell’appassimento, avvolta in una speziatura elegantissima, fresca, che sfiora balsamico ed umami. In bocca perfetta corrispondenza e potenza alcolica riequilibrata dalla spezia fresca, scura, nonché dai ritorni mentolati, balsamici già avvertiti al naso. Il campione più sorprendente di Amarone 2018 ad Opera Prima 2023: una ventata di novità e di freschezza ad Anteprima Amarone 2018, sin da quel nome (“Fiori del Pastello”) che richiama la colorazione dei prati che accolgono i vigneti, tra i 400 e i 500 metri di altitudine, nella frazione Monte del Comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella.
TALESTRI Amarone della Valpolicella Docg Passione
Campione di botte. Naso e palato non giudicabili, per scompostezza del campione di botte.
TENUTA SANTA MARIA DI GAETANO BERTANI Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva
Campione di botte. Tannino vivo che potrebbe disturbare di primo acchito, ma ecco una gran bella polpa e una spezia elegantissima a riequilibrare il quadro complessivo, pur trattandosi di un campione all’inizio della sua vita. Senza dubbio il migliore e più promettente tra tutti i campioni di botte.
TENUTE FALEZZA Amarone della Valpolicella Docg
Mediamente carico il colore, alla vista. Vino al momento scomposto tra le componenti, non giudicabile.
TERRE DI LEONE Amarone della Valpolicella Docg Classico Il Re Pazzo
Campione prelevato da botte che si presenta alla vista di un rubino-granato mediamente penetrabile. Naso ampio, su frutto e sulla spezia, ciliegia e lampone golosi. In bocca molto promettente ed elegante. Bella polpa, succo, spezia e una certa balsamicità che, in chiusura, chiama il sorso successivo. Etichetta da annoverare tra le migliori del tasting, in termini di equilibrio attuale e prospettiva di crescita.
TEZZA – VITICOLTORI IN VALPANTENA Amarone della Valpolicella Docg Valpantena
Campione di botte. Rubino-granato, mediamente penetrabile. Bel mentolato sul frutto succoso, ciliegia e lampone. In sottofondo note di tostatura, dettate dall’affinamento in legno. In bocca golosissimo. Legno che si conferma in fase di integrazione ma ben gestito, con la polpa ben controbilanciata dalla freschezza e dagli accenti balsamici. Bel campione, in prospettiva.
TINAZZI Amarone della Valpolicella Docg Tenute Valleselle – Aureum Acinum
Colore piuttosto carico. Naso incentrato sul frutto, goloso, pienamente maturo, di polpa rossa ma anche scura per i richiami alla pruga e all uvetta dell appassimento. In bocca il nettare entra morbido, sul frutto goloso e di perfetta maturita, per poi lasciare spazio a una riequilibrante freschezza. Vino frutto di un lavoro sapiente, dalla vigna al fruttaio. Buona prospettiva.
TINAZZI Amarone della Valpolicella Docg Ca’ de’ Rocchi – La Bastia
Colore mediamente carico. Vino in divenire, da attendere: sarà goloso e di beva, nel bilanciamento tra modernità e tradizione.
TORRE DI TERZOLAN Amarone della Valpolicella Docg
Vino non ancora in commercio. Mediamente carico, alla vista. Balsamicità da vendere per questo campione, che abbina alla vena mentolata, quasi talcata, un frutto delizioso e una spezia dà nerbo al naso. Si riconferma tale al palato, in tutte le sue componenti. Un Amarone 2018 da presentare all’estero, per raccontare l’evoluzione in atto in Valpolicella: volto nobile, tipico eppure moderno di una denominazione di una denominazione che sta dimostrando di riuscire a rimanere legato alla tradizione, tanto quanto aggrappato ai nuovi canoni del bere vino rosso a livello internazionale.
VALENTINA CUBI Amarone della Valpolicella Docg Classico Morar
Vino biologico, campione di botte. Rubino-granato mediamente penetrabile alla vista. Campione agli esordi che promette già decisamente bene, per la precisa espressione del frutto e la riequilibrante balsamicità, nonché per la piacevolezza delle note dettate dall’appassimento. Tannino fitto ma già piuttosto elegante, pur in fase di integrazione, a riconferma della sicura prospettiva del nettare.
VIGNA ‘800 Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva Virgo Moron
Vino biologico, non ancora in commercio. Mediamente penetrabile. Bel naso giocato su una speziatura elegante, con note di liquirizia dolce che arricchiscono il quadro. Pregevole anche l’espressione del frutto, tra primari e appassimento. Uno dei campioni da annoverare tra i migliori in assoluto di Amarone Opera Prima 2023.
VIGNETI DI ETTORE Amarone della Valpolicella Docg Classico
Colore piuttosto carico. Naso bocca che rispecchiano la cromia, su note di frutto e terziari piuttosto grassi. Tannino vivo, in fase di integrazione. Vino a cui dare tempo.
VILLA SAN CARLO WINE Amarone della Valpolicella Docg
Campione di botte. Colore mediamente carico. Tannini vivi, piuttosto aggressivi, ma a differenza di altri questo campione dimostra di aver stoffa e stile, soprattutto sul fronte della purezza del frutto. Parole d’ordine, ancora una volta: tempo, attesa. Ripagheranno, c’è da scommetterci.
ZENI 1870 Amarone della Valpolicella Docg Classico Vigne Alte
Vino non ancora in commercio. Rubino-granato piuttosto impenetrabile. Colpisce e convince per la purezza assoluta del frutto, polposo, pieno, perfettamente maturo. Non manca il corredo floreale e speziato. Al palato si conferma un Amarone 2018 incentrato sul frutto, splendidamente controbilanciato da freschezza e spezia. Chiude su una leggera di burro salato. Vino non particolarmente stratificato e giocato su una certa abbondanza delle note dettate dall’affinamento in legno, conservando tuttavia un buon gradiente di tipicità.
ZÝMĒ Amarone della Valpolicella Docg Classico
Campione di botte. Vino al momento scomposto tra le componenti, non giudicabile.
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È iniziata l’Amarone revolution: come cambia (e cambierà) il Re dei vini della Valpolicella

EDITORIALE – L’obiettivo è talmente alto da costringere tutti a fare, prima, un passo indietro. L’Amarone revolution non è, e non sarà, qualcosa di cui vedremo i risultati – nel calice – domani. Almeno in larga scala. È, e sarà, un processo lento. Di cui oggi si iniziano a scorgere le (solide) fondamenta. Amarone Opera Prima, grande evento che ha accompagnato la presentazione in anteprima del millesimo 2017 del Re dei vini della Valpolicella, non passerà dunque alla storia come il punto d’arrivo. Piuttosto, come l’appuntamento che sancisce il (presumibile) giro di boa collettivo del gruppo di produttori legati al Consorzio.

La nuova direzione? Quella di un Amarone che resta, sì, “vino di metodo“. Ma si interroga, forse per la prima volta così profondamente, sui nuovi “gusti” del consumatore e sulle tendenze dell’alta cucina internazionale. Nonché sul “terroir”.

Ecco dunque che la tecnica dell’appassimento, prossima al riconoscimento a Patrimonio dell’Unesco, diventa un “mezzo” e smette di essere un “fine”. Giusto percepirne i sentori caratteristici, nel calice. Sbagliato rinunciare alla freschezza o, meglio, all’equilibrio.

Il tutto nel nome di un nuovo concetto di Amarone della Valpolicella, adatto ad accompagnare anche crostacei e pesce (ebbene sì, dalla capasanta all’anguilla). Scrollandosi di dosso la nomea di “vino da meditazione”, da abbinare necessariamente a piatti molto strutturati, di carne, oppure a un buon sigaro.

L’AMARONE A TAVOLA: ABBINAMENTI CON L’ALTA RISTORAZIONE

Esemplificativa, in tal senso, la riuscitissima masterclass condotta da Davide Scapin con i piatti (geniali) dello chef duestellato Nicola Portinari del ristorante La Peca di Lonigo (VI), nella giornata di apertura di Amarone Opera Prima.

I quattro stili di Amarone identificati per gli abbinamenti (fresco, “reciotato”, elegante / austero e potente), possono essere considerati solo a prima vista come un rischio di confondere (ulteriormente) il consumatore sul reale profilo dell’Amarone della Valpolicella (che, al momento, non è certo univoco).

A conti fatti, si tratta piuttosto di un colpo di scena (geniale) del Consorzio, per mostrare ai soci la via da seguire: quella di un Amarone che rinuncia alla pomposità, al residuo zuccherino sbilanciato, alle note di legno preponderanti.

Un “vino di metodo” che resti tale, ma riduca il gap (della bevibilità e dell’attaccamento a terroir e varietale, nonché dell’ampiezza del ventaglio del pairing) con il Valpolicella Rosso, vero cavallo di Troia della zona per irrompere nei mercati e tra i nuovi trend di consumo internazionale. In due parole, la strada verso l’Amarone revolution.

Un passo indietro, di fatto, mostrando stili differenti. Per indicare, sommessamente ma chiaramente, in punta di piedi ma dal palco istituzionale di Amarone Opera Prima, la stilistica da seguire, per non perdere il treno del mercato e dell’alta ristorazione, suggerita dal presidente del Consorzio, Christian Marchesini, come La Mecca dell’Amarone del futuro.

AMARONE E STORYTELLING

Un po’ meno centrati i vini scelti «in totale autonomia» da JC Viens per la seconda masterclass di Amarone Opera Prima. Scontroso e soprattutto poco giustificato e appagato dai calici l’invito, rivolto alla stampa dall’italian wine ambassador e wine educator, ad abbandonare le “grandi cantine” della denominazione per concentrarsi, invece, su «piccole realtà della Valpolicella che producono meno di 100 mila bottiglie» (poche bottiglie uguale qualità? Un retaggio del passato, ormai ampiamente sdoganato).

Quello che è mancato ad almeno quattro dei 6 vini in degustazione (per l’esattezza tre e e mezzo, come spiegherò più avanti) è proprio la luce in fondo al paventato baratro di quella che Viens ha definito «miopia» dei media: «Parlate di queste cantine – ha dichiarato, rivolgendosi alla platea di ospiti professionali di Amarone Opera Prima – o non farete altro che riprodurre e replicare una visione miope della Valpolicella ai vostri lettori». Tra i calici di Villa Spinosa, Romano Dal Forno, Ca’ la Bionda – Ravazzol, Le Guaite di Noemi, Vigneti di Ettore e Villa San Carlo, brillano (solo) i primi due.

DAL PASSATO IL FUTURO: VILLA SPINOSA E DAL FORNO

L’Amarone della Valpolicella Doc Classico 1998 Villa Spinosa (Negrar) è un concentrato di freschezza che non mostra neppure lontanamente lo scorrere delle lancette sotto al sughero. Quello che si libera dal vetro è un vino che parla, a fine anni Novanta, delle necessità e delle speranze di oggi della denominazione. Un vino già interprete dell’Amarone Revolution che sarà.

Fa lo stesso l’Amarone della Valpolicella Doc 2003 di Romano Dal Forno (vigneto Monte Lodoletta), pur con altri canoni e non essendo la bottiglia al top degli standard della cantina di Cellore d’Illasi (VR). Al consueto sorso profondo e materico risponde più il tannino che la freschezza, ma la figura finale è comunque centrata e, a sua volta, innovativa e caratteristica. E gli altri quattro calici?

Ancora troppo legati, nonostante il ricambio generazionale in corso e il numero “risicato” di bottiglie indicato da Viens come la panacea alla “miopia”, a uno stile che guarda più alla concentrazione e ai terziari che ai canoni dell’Amarone revolution (fa eccezione l’Amarone Ravazzol 2007 di Ca’ la Bionda, sbilanciato sull’acidità e scarno in centro bocca; la cantina, tuttavia, sembra aver trovato la quadra nelle annate più recenti, guidata da uno dei winemaker più appassionati della denominazione, Alessandro Castellani). La prova provata che lo storytelling non basta. A maggior ragione quando provano a convincerti che “storytelling” non è.

LA SORPRESA DI ANTEPRIMA AMARONE 2017 È NOVAIA

Che l’Amarone revolution sia iniziata, lo confermano anche alcuni calici in degustazione ad Anteprima Amarone 2017, domenica 19 giugno al Palazzo della Gran Guardia di Verona.

Il dettaglio di tutti i campioni sarà pubblicato nei prossimi giorni, ma vale la pena di spendere subito due parole sulla cantina che, realmente, quasi da “ousider”, ha sorpreso più di tutte con un Amarone finalmente pulito – rispetto ad altre annate – e decisamente “rivoluzionario”.

Il riferimento è a Novaia Organic Wines, capace di mettere nel calice un nettare davvero convincente, dal frutto alla struttura, al pari di alcuni nomi noti e garanzie della denominazione.

L’Amarone della Valpolicella Docg Classico 2017 “Corte Vaona” segna un grande passo avanti nella cifra stilistica della cantina di Marano di Valpolicella. Una realtà da sempre votata al “Bio”, tema caldo per la viticoltura italiana ed internazionale rimasto invece piuttosto ai margini di Amarone Opera Prima. La “Revolution” non potrà farne a meno.

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Enoturismo

L’Amarone per tutti i palati: quattro abbinamenti con la cucina internazionale

Quattro “stili” di Amarone, a illuminare la strada della nuova comunicazione del Re dei vini della Valpolicella: un vino capace di mettere d’accordo tutti, a tavola. Amarone Opera Prima si è aperta in mattinata con quattro abbinamenti stravaganti ma piuttosto centrati con piatti della cucina Mitteleuropea, del Sud Est Asiatico, del Nord Europa e di Usa e Canada.

Grandi protagonisti della masterclass condotta da Davide Scapin sono stati i piatti dello chef Nicola Portinari, bistellato del ristorante La Peca di Lonigo (VI).

«L’obiettivo – commenta il presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Christian Marchesini – è stato centrato pienamente. La versatilità dell’Amarone negli abbinamenti ci ha stupito e aiuta a capire che riusciamo a soddisfare tutti i palati. L’Amarone si lega sempre più all’alta ristorazione. Ed è questa la direzione in cui l’Amarone vuole andare nel prossimo futuro. Posso sbilanciarmi e dire che il futuro è positivo ed estremamente roseo».

L’AMARONE E I PIATTI DELLO CHEF NICOLA PORTINARI (LA PECA)

  • Nord Europa: capesante atlantiche arrosto, succo di crostacei, asparagi fermentati e carpaccio di cervo marinato. Per l’abbinamento si sceglie un Amarone di stile “fresco”, servito a una temperatura più bassa rispetto a quella canonica. Il “gioco” dell’abbinamento funziona su tutti i fronti, anche se l’asparago genera una leggera stonatura nel retro olfattivo.

  • Sud Est Asiatico: anguilla in forno di braci, anguria e angostura. Quello con l’Amarone di stile “Reciotato”, ovvero dalla tendenza dolce che ricorda il Recioto, è l’abbinamento più convincente della prima masteclass di Amarone Opera Prima. L’appassimento è protagonista del naso e del sorso, in cui si aggiunge la componente del residuo.Uno stile prevalente fino agli anni Novanta, in cui appassimenti marcati e residuo zucchero residuo percettibile la facevano da padroni. Elemento fondamentale del pairing è la presenza, nel piatto, dell’anguria disidratata, che si sposa con le note dolci del vino. L’angostura stuzzica invece la speziatura dolce, tanto quanto la laccatura dell’anguilla. Piatto capolavoro e abbinamento a dir poco delizioso.

  • Mitteleuropa: ravioli di bretzel, cavolo capuccio, cren, senape, succo di stinco concentrato. Il terzo abbinamento è con un Amarone definito “Austero”, anche se sarebbe meglio chiamarlo “Elegante”. Protagoniste le scelte del vigneron nell’affinamento e nella perfezione della materia prima vinificata. Poco spazio per note estrattive e concentrazione, decisamente in secondo piano.Oltre alle consuete note primarie delle uve dell’Amarone, ecco dunque richiami agrumati rossi che conferiscono tensione ed eleganza alla beva. L’abbinamento convince in progressione, dato che in ingresso è il piatto a vincere sul calice. Dal centro bocca, invece, il nettare si lega bene a un piatto che si racconta (anche) su tendenze umami. Pairing intrigante, intellettuale. Non certo per tutti.

  • Usa e Canada: cheek cherry pie. Quarto ed ultimo abbinamento con un Amarone di stile “potente”, chiaro sin dal naso. Il tortino presenta una farcitura di guancia di manzo, arricchita da ciliegie cotte, a richiamare il marcatore dei primari della Corvina. C’è del residuo zuccherino nel vino, inferiore comunque a quello dell’Amarone “Reciotato” precedente. Aiuta, nella riuscita dell’abbinamento, la presenza di cacao, che si lega alle note fruttate scure dell’Amarone. Pairing impegnativo, ma goloso.
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Amarone Opera Prima è già un successo: «Così la Valpolicella cambia volto»

Proporre la Valpolicella come territorio in grado di produrre eccellenti “vini di metodo” ed altrettanto eccellenti “vini di terroir“. Questo l’obiettivo di Amarone Opera Prima, grande evento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella, che ha preso avvio ieri con la cena di gala a Giardino Giusti di Verona. Un esordio in pompa magna, capace di raccogliere il plauso unanime della stampa internazionale, come dimostrano i pareri raccolti da winemag.it.

Si tratta dell’evoluzione (o meglio, rivoluzione) di “Anteprima Amarone”. Una nuovo modo di vivere l’annuale “En-Primeur” del grande vino rosso del Veneto. Mai così centrale il ruolo del Valpolicella Doc e del Valpolicella Doc Ripasso, accanto al protagonista indiscusso della kermesse, che resta l’Amarone della Valpolicella (in anteprima domani per la stampa il millesimo 2017, al Palazzo della Gran Guardia).

Sullo sfondo la città stessa di Verona, sempre più centrale nella comunicazione del “brand Amarone“. «Verona – ha ricordato il presidente del Consorzio, Christian Marchesini – può essere considerata l’hub della nostra Valpolicella. La città ha un vigneto urbano unico al mondo: ben 1.300 ettari sugli oltre 8.600 vitati complessivi della denominazione ricadono nel Comune di Verona».

Il clou sarà nel piatto. In programma al Palazzo Verità Poeta, a partire dalle 11.30 di questa mattina, due masterclass che vanno ben oltre la semplice degustazione e abbinamento.

Quattro piatti di altrettante aree di mercato (230 milioni di euro il valore del giro d’affari complessivo) saranno proposte agli addetti del settore «per rompere lo schema – spiega il Consorzio – che classifica l’Amarone come vino da meditazione, relegandolo ad accompagnare perlopiù portate a base di cacciagione o laboriosi stufati e arrosti».

AMARONE IN VIAGGIO CON I PIATTI DELLO CHEF NICOLA PORTINARI

Con la masterclass “Amarone 4wd, off the beaten track“, l’Amarone della Valpolicella affronterà «una vera e propria prova di stile». Sarà chiamato a confrontarsi con la cultura gastronomica di quattro macroregioni internazionali – Mitteleuropa, Sud Est Asiatico, Nord Europa, Usa e Canada – interpretate da Nicola Portinari, chef bistellato del ristorante La Peca di Lonigo (VI) che ha ideato la sfida con il Consorzio.

Per il Nord Europa saranno preparate capesante atlantiche arrosto con succo di crostacei, asparagi fermentati e carpaccio di cervo marinato. Per il Sud Est Asiatico: anguilla in forno di braci, anguria e angostura. Per l’area del Mitteleuropa: ravioli di bretzel, cavolo capuccio, cren, senape, succo di stinco concentrato. Infine, per Usa e Canada: cheek cherry pie.

La masterclass guidata dal critico gastronomico e wine expert Davide Scapin, contempla quindi quattro piatti, uno per ogni mercato, abbinati a una selezione (blind) di diverse espressioni di Amarone: fresco, “reciotato”, austero e potente.

È arrivato il momento di far emergere la versatilità dell’Amarone – spiega ancora il presidente del Consorzio Marchesini – e di liberarlo da un preconcetto che non tiene conto dell’evoluzione stilistica e poliedrica del nostro vino premium. Si tratta di un percorso che, senza rinunciare all’identità, intende valorizzare un cambiamento già in atto tra i produttori della Valpolicella».

«Siamo convinti che l’Amarone possa essere interpretato in maniera innovativa – aggiunge Marchesini – attraverso l’esplorazione di nuovi canoni del gusto. Un passaggio fondamentale per rispondere all’esigenza condivisa di riportare il settore Horeca, e in particolare l’alta ristorazione, al centro della nuova strategia di azione e di promozione del Consorzio».

Lo spettacolo finale della cena di gala di apertura di Amarone Opera Prima

L’ESCALATION MONDIALE DELL’AMARONE

La sessione per i 100 giornalisti (80 dall’estero) prosegue nel pomeriggio con la seconda masterclass “The boom generation: gli ultimi decenni dell’Amarone dalla sua escalation al successo mondiale“, condotta da JC Viens, italian wine ambassador e Wset educator.

Un tasting che guarda al futuro e alla new wave in Valpolicella dettata sia dal passaggio generazionale che da giovani aziende. In degustazione gli Amarone di 6 cantine con millesimi dal 1998 al 2016: Villa Spinosa (1998), Romano Dal Forno (2003), Cà La Bionda (2007), Le Guaite di Noemi (2010), Vigneti di Ettore (2012) e Villa San Carlo (2016).

Amarone Opera Prima continua poi domenica 19, al Palazzo della Gran Guardia, con la presentazione dell’annata 2017 e dell’indagine “Amarone: analisi di un’eccellenza italiana. Un confronto comparato in uno scenario di incertezza”, condotta da Banco BPM – Funzione Studi & Ricerche.

A seguire “Amarone e i miti dell’ospitalità veneta, tra storia e leggenda” (dalle ore 11), con gli interventi di Mauro Lorenzon, l’eclettico oste della Mascareta di Venezia, ora all’avvio di una nuova avventura professionale nella sua Enoiteca Guesteria sempre nella città lagunare.

Presente anche Giacomo Sacchetto, chef del ristorante La Cru di Romagnano (Grezzana – VR) una stella Michelin e Chiara Pavan, chef del Ristorante Venissa (1 stella Michelin). Dal pomeriggio (ore 16.00) spazio anche ai wine lover e agli operatori. A loro è riservata anche la giornata di lunedì 20 giugno.

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Amarone Opera Prima 2022: l’Anteprima del re della Valpolicella ha un nuovo volto

FOTONOTIZIA – Si terrà al Palazzo della Gran Guardia di Verona, domenica 19 e lunedì 20 giugno 2022, Amarone Opera Prima. Si tratta del riposizionamento di Anteprima Amarone, evento con cadenza annuale organizzato e promosso dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella.

La manifestazione, giunta nel 2020 alla 17esima edizione, è considerata la punta di diamante nel calendario della denominazione veronese. Vede infatti come protagonista esclusivo il “Grande Rosso della Valpolicella”.

Anteprima Amarone 2021 non è andata in scena a causa della pandemia, sostituita dall’evento digitale “Valpolicella Annual Conference“. Amarone Opera Prima è dunque il nuovo “volto” di Anteprima Amarone 2022.

La kermesse era in programma al Palazzo della Gran Guardia di Verona il 4 e 5 febbraio scorsi, ma è stata a sua volta posticipata a giugno. Lo slittamento è stato comunicato dal Consorzio a gennaio 2022. Oggi l’annuncio delle nuove date e del “restyling”. I dettagli dell’evento saranno comunicati dagli organizzatori nelle prossime ore.

Anteprima Amarone posticipata a giugno

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