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Il volume “Soave Terroir” premiato dall’Oiv

Il volume "Soave Terroir" premiato dall'Oiv

L’Oiv, Organizzazione internazionale della vigna e del vino, ha premiato “Soave Terroir” con la menzione d’onore. Il volume, voluto dell’ex direttore del Consorzio Aldo Lorenzoni e scritto a più mani con studiosi e ricercatori, è stato riconosciuto per la sua valenza scientifica. La pubblicazione sul terroir di Soave è inserita nelle 10 menzioni speciali, accanto ai 16 premi assegnati alle migliori opere letterarie del vino edite nel 2020.

«Un doppio obiettivo raggiunto per quest’opera – si legge tra le motivazioni alla base del premio a Soave Terroir – uno studio scientifico e un passo avanti per la valorizzazione della denominazione Soave, con una descrizione dettagliata dei terroirs». La cerimonia di premiazione si terrà il 17 dicembre 2021 a Bordeaux presso la Cité du Vin.

I 33 “Cru” del Soave spiegati bene (compresi i curiosi toponimi)

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Aldo Lorenzoni va in pensione: 22 anni di carriera nel vino in Veneto

Aldo Lorenzoni saluta la Casa del vino e dei suoi Consorzi e Strade dopo 22 anni al servizio di tutte le aziende socie e non e va in pensione. Enologo, classe 1958, ha contribuito negli anni allo sviluppo del mondo consortile veneto, progettando e implementando sia nuovi sistemi produttivi a denominazione (Arcole e Merlara), sia realizzando significative modifiche delle regole produttive.

Fare il bilancio di un percorso così ricco di stimoli e di risultati non è facile ma è certo che tutto il lavoro fatto è stato contraddistinto da innovazione e sguardo costante al futuro – dichiara Aldo Lorenzoni – In questi ultimi 20 anni di attività sono state, infatti, progettate e realizzate significative modifiche delle regole produttive, sono state attivate numerose campagne di valorizzazione delle Doc e rilanciata l’identità delle produzioni sulla base di una precisa attenzione ambientale ed importanti ed innovative azioni di ricerca”.

“Sin dal 2009 – prosegue – i Consorzi si sono velocemente e concretamente adeguati alle nuove regole. Abbiamo di fatto svuotato l’organigramma delle professionalità tecniche che avevano precedentemente operato per le attività di controllo in vigna ed in cantina ed abbiamo rigenerato la nostra professionalità per azioni di conoscenza, di comunicazione e ricerca delle dinamiche dei mercati e di valorizzazione della denominazione“.

LA VISIONE SOSTENIBILE DEL SOAVE
Sandro Gini, presidente del Consorzio Soave, parla dell’attività di Lorenzoni sul fronte della valorizzazione territoriale “a partire dallo sviluppo della zonazione viticola di tutto il comprensorio che oggi ci ha permesso di riconoscere le 33 Unità Geografiche Aggiuntive” nonché del percorso fatto dal Consorzio sul fronte della sostenibilità declinata in chiave di paesaggio e biodiversità.

Un percorso che ha portato a importanti riconoscimenti internazionali, prima come Primo Paesaggio Storico Rurale Italiano e successivamente come Patrimonio Agricolo Globale della Fao. Importante anche la creazione del marchio Volcanic Wines che riunisce i territori europei con suoli di matrice vulcanica e gli studi sulla longevità del Soave.

LA CRESCITA DEL LESSINI DURELLO
Nata nel 1987 la piccola denominazione del Lessini Durello ha avuto negli anni una crescita esponenziale, e si può dire che l’attività sia iniziata nel 1998, quando Aldo Lorenzoni ha preso in carico la direzione del Consorzio. Ha da subito creduto alla potenzialità di quest’uva e delle poche aziende che lo producevano (6 aziende per 50.000 bottiglie). Oggi i soci sono 35 e in questi anni il Consorzio ha sviluppato un clima di consapevolezza e fiducia.

ARCOLE, MERLARA E L’APPROCCIO GREEN
Lorenzoni ha contribuito fin dall’inizio alla nascita del Consorzio dell’Arcole che in pochi anni è cresciuta in maniera esponenziale quasi raddoppiando la potenzialità produttiva dai 2500 ettari iniziali così come a quella della Doc Merlara. A Lorenzoni inoltre il merito di aver stimolato i viticoltori a sviluppare un’agricoltura più sostenibile. In questo senso, due sono stati i progetti di ricerca, implementati negli ultimi anni come Risorsa e Green Vision che hanno portato a una consapevolezza importante in ottica di preservazione della risorsa acqua e l’aumento della biodiversità funzionale.

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Soave: “Da studio fertilità delle gemme una migliore gestione della Denominazione”

SOAVE – Scoprire in anticipo la fertilità delle gemme nel vigneto, per intervenire con potature “in grado di regolare la produzione secondo le esigenze di mercato e a tutela del reddito aziendale“. Questa l’ultima sfida del Consorzio del Soave, che ha presentato al Ministero delle Politiche Agricole i risultati di uno studio che consente “una più attenta gestione della Denominazione, anche in prospettiva delle sfide dell’attuale emergenza sanitaria”, Covid-19. Unica controindicazione: l’imprevedibilità del meteo.

Nelle gemme sono già custoditi i grappoli della vendemmia successiva e il loro numero varia di anno in anno, a seconda del clima, dell’età del vigneto e della fertilità del terreno stesso”. Le prime stime riguardano proprio la vendemmia 2020.

Secondo quanto riferito dal Consorzio, si prevede “una fertilità inferiore alla media, tra 1,2 e 1,3 (1,7 era stata la fertilità per la vendemmia 2018) e la produzione potrebbe essere ancora condizionata dal meteo nella fase di fioritura della Garganega“.

“Il nostro obiettivo – spiega Aldo Lorenzoni, Direttore del Consorzio del Soave – è quello di fornire al viticoltore strumenti, semplici, a basso impatto economico e efficaci per potere gestire al meglio il vigneto. Dal viticoltore parte la filiera e il suo ruolo e il suo lavoro è quindi fondamentale per potere prendere decisioni strategiche per l’intera denominazione”.

La tecnica su cui si basa la teoria prevede la raccolta, nel primi giorni di ottobre, di 20 tralci rappresentativi nel vigneto oggetto di studio, ovvero quelli che il potatore terrebbe come capo a frutto futuro.

Questi tralci vengono tagliati a talea e fatti germogliare in serra a una temperatura di 25 gradi. Dopo pochi giorni si possono contare i grappolini che si formano, potendo quindi prevedere agli inizi di novembre, prima della potatura, la produzione dell’annata successiva e anche il peso medio dei grappoli.

“Se si vede un potenziale produttivo sopra media – spiega il Consorzio del Soave – il viticoltore saprà che dovrà intervenire con tralci più corti o diradamenti più frequenti”. La sperimentazione, utile a fornire i primi dati ai produttori, è avvenuta in vigneti rappresentativi della denominazione posti in 9 Unità geografiche aggiuntive (Paradiso, Monte di Colognola, Tenda, Zoppega, Fittà, Foscarino, Castelcerino, Campagnola e Roncà – Monte Calvarina) delle cantine Collis Veneto Wine Group, Cantina di Soave e Cantina di Monteforte.

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GoVolcanic 2019: i vini vulcanici italiani convincono Budapest. I migliori assaggi

BUDAPEST – I vini vulcanici italiani sono ormai una categoria ben definita, riconoscibile anche all’estero. Un movimento capace di riunire i produttori di alcune delle aree vitivinicole più vocate del Belpaese, accomunate dal terroir vulcanico. La conferma è arrivata lo scorso weekend a Budapest con GoVolcanic 2019, prima edizione del summit che si candida a diventare uno degli appuntamenti chiave per i vini vulcanici internazionali, in Europa.

Sotto lo stesso tetto i vignaioli di Soave, Monti Lessini, Etna e Vulture, ospitati da 40 produttori ungheresi delle regioni di Mátra, Tokaj, Somló, Bükk, Balaton, Ménes e Szerémség. Presenti anche diversi vigneron di Isole Canarie, Azzorre, Slovenia, Israele, Francia (Auvergne) e Slovacchia (Tekov, Tekovského regiónu).

Abbiamo avviato la valorizzazione dei vini da suolo vulcanico ormai 10 anni fa – commenta Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave, nonché del Consorzio del Lessini Durello – ed è bello vedere che la nostra idea si sia sviluppata non solo in chiave nazionale, ma anche internazionale”.

“All’evento di Budapest faranno seguito summit in Francia e Germania – annuncia Lorenzoni – ma soprattutto siamo protagonisti come Lessini Durello, assieme al formaggio Monte Veronese e alla cantina Santo Wines di Santorini, del progetto ‘Gli eroi vulcanici d’Europa‘: una misura 1144 dell’Ue che coinvolge 6 Stati, in 3 anni. Momenti, questi, che trasformano i vini vulcanici in una vera e propria categoria”.

Buoni i riscontri in Ungheria, con 738 visitatori registrati in due giorni all’Holdudvar della Margitsziget, l’isola Margherita sul fiume Danubio, tra Buda e Pest. “Siamo entusiasti di aver generato l’interesse internazionale per questo evento – commenta l’organizzatrice Eva Cartwright – e speriamo di aver ispirato il pubblico a visitare di persona gli incredibili paesaggi da cui provengono questi vini vulcanici”.

La macchina organizzativa dell’edizione 2020 è già in moto: “La location sarà più grande – annuncia Cartwright – e accoglierà nello stesso edificio, oltre ai produttori di vino, anche quelli di alcune eccellenze gastronomiche locali. L’intento sarà sempre quello di giocare sul trinomio Vino-Cibo-Esperienza“.

I MIGLIORI ASSAGGI A GOVOLCANIC 2019

SPUMANTI
Lessini Durello spumante Brut “Vulcano”, Zambon: 90/100
La temperatura di servizio non aiuta al momento dell’assaggio, ma l’etichetta in questione è una vecchia conoscenza di WineMag.it. Un Metodo classico che sa abbinare al frutto polposo della Durella la verticalità ed essenzialità tipica dei vini vulcanici.

VINI BIANCHI
Tokaj 2017, Sanzon Rány: 94/100
Furmint, single cru: 6 grammi litro ammortizzati a dovere dall’impronta vulcanica del terreno. Naso che si presenta timido, su note di buccia d’agrumi, per poi esplodere (letteralmente) su frutta esotica, mandarino e macchia mediterranea. Leggera percezione talcata. Spettacolo puro al palato, nel gioco tra larghezza e verticalità, polpa e “vulcano”. Chiusura salina elegantissima, con ritorni leggeri di liquirizia.

Tokaji 2017, Homonna Attila: 93/100
Furmint e Hárslevelű. Minerale da vendere, sia al naso sia la palato. Le note di pietra bagnata si avvicendano col frutto. In bocca una gran verticalità, senza rinunciare ancora al frutto, in un quadro di perfetta corrispondenza gusto olfattiva che si arricchisce di accenni di macchia mediterranea. Splendido.

Soave Doc 2017 “Le Cervare”, Zambon: 92/100
Vino bocciato tre volte dalla commissione di degustazione della Doc, forse per l’utilizzo di lieviti indigeni poco standardizzanti. Eppure “Le Cervare” è uno dei Soave più tipici in circolazione, con le sue note agrumate e l’impronta vulcanica che si manifesta su pietra focaia e polvere da sparo, prima di una chiusura sulla mandorla amara.N

Nagy-Somlói Juhfark 2017, Somlói Apátsági Pince: 92/100

Juhfark è il nome del vitigno che corrisponde al Coda di pecora, autoctono della Campania. Evidente la matrice del terroir, affiancata da note di fiori secchi, agrumi e tè nero. Al palato ricordi di frutta secca e gran sapidità, che accompagna verso un finale lungo e corposo.

Rhine Riesling 2017 “Shop Stop”, Villa Sandahl: 91/100
Un Riesling renano prodotto nella zona del Balaton, in cui i 6 grammi litro di residuo aiutano a riequilibrare la gran verticalità e freschezza del vitigno. Tra i vini più “gastronomici” in degustazione a GoVolcanic 2019.

Olaszrizling Single vineyard 2017, Sabar: 90/100
Naso ampio, talcato, mentolato, agrumato. In bocca verticale, molto salato, in un quadro di apprezzabilissimo equilibrio. Gran bevibilità, tipica del vino semplice ma non banale, e ottima persistenza.

Vinho Branco Verdelho Ig Açores 2017 “Magma”, Adega Cooperativa dos Biscoitos: 90/100
La mano degli enologi Anselmo Mendes e Diogo Lopes è leggerissima in questo vino delle Canarie che rispetta al 100% il terroir vulcanico, senza alcun compromesso “di cantina”. Vino verticale e diretto, dalla gran beva.

VINI ROSSI

Cabernet Sauvignon Red Hills Lake Country 2017, Obsidian Ridge Vineyards: 95/100
Uno dei capolavori della viticoltura americana. Al 96% di Cabernet Sauvignon la cantina accosta un 2% di Petit Verdot e un 2% di Malbec. Il gioco fra terra, frutto e terziari incolla il naso al calice.

Dal muschio al sottobosco bagnato, passando per richiami minerali (la classica pietra bagnata), si passa ai frutti rossi e alla mora, prima di sfociare nella spezia. In bocca pieno, elegantissimo, verticale ma equilibrato, tra frutto, terziari. Il tannino è vivo e di prospettiva, ma non disturba. Il rosso che sbanca l’evento di Budapest.

Etna Doc Rosso 2012 “Millemetri”, Feudo Cavaliere: 93/100
Frutto rosso, agrume, mineralità, pietra bagnata e ricordi goudron. In bocca buona verticalità e gran eleganza. Ritorni di agrumi e frutta rossa anticipano una chiusura salina, lunga e precisa. Da provare anche il rosato di questa nobile cantina siciliana.

Do La Palma Vijariego negro, Viñarda: 92/100
Siamo alle Canarie, per un vino manifesto del terroir. Con questo Vijariego negro metti il naso sul vulcano e inspiri a pieni polmoni il “concetto”. Sintesi per il naso di questa etichetta che gioca su sentori di brace, minerali e di erbe, con buon apporto di polpa. In bocca dritto, stretto, fa salvare la parte minerale. Gran bevibilità.

Etna Rosso 2016 “Scalunera”, Torre Mora: 91/100
Frutto rosso croccante, erbe, liquirizia, radice, bella profondità e pulizia. Corrispondente e lungo. Bella prova sull’Etna quella di Torre Mora, la tenuta etnea del colosso toscano Piccini.

Bükki Zweigelt Mályi – Zúgó – dűló 2018 Organikus Szőlőbirtok és Pincészet, Sándor Zsolt: 89/100
Vino semplice, beverino, tutto frutto e terroir vulcanico. Gran facilità di beva e rispetto della tipicità dello Zweigelt.

VINI DOLCI
Recioto di Soave Docg Classico 2013, El Vegro: 94/100
Naso su goudron ed erbe aromatiche. Bocca dolce e tagliente. Un Recioto di Soave da incorniciare.

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Soave Versus, un format di successo per il grande bianco italiano

Un Soave Versus che ha messo in luce tutta la bellezza e la forza di un grande territorio vitivinicolo. Questo, al di là dei numeri che hanno visto comunque un bis delle presenze dello scorso anno, il messaggio che è uscito dalla manifestazione appena conclusa e che ha visto 48 cantine del territorio raccontarsi al numeroso pubblico accorso.

Un Soave Versus che ha vissuto dentro la città di Verona, grazie alle iniziative organizzate dai ristoranti ed enoteche della città e anche sui social con numerosissimi post, stories e foto di calici e sorrisi del pubblico.

Le 4 giornate di Soave Versus (compresa la prima dedicata ai più giovani) sono stati un evento praticamente non stop di 72 ore che ha coinvolto operatori, stampa specializzata, sommeliers e winelovers in una delle manifestazioni che riesce, con vari registri di linguaggio, a parlare a chiunque del Soave. Linguaggi non solo verbali ma anche sensoriali e in grado di essere anche trasversali, grazie alle incursioni nel mondo dell’arte, della cultura, del turismo enogastronomico.

Un Soave che ancora una volta ha dimostrato di essere un caleidoscopico mondo fatto di storie vere e originali che si trasmettono nel bicchiere. Interessantissimi i risultati che sono usciti dalla degustazione alla cieca di 55 Soave in commercio fatta con la stampa specializzata, che ha dimostrato come il tempo fa bene al Soave e che premia la scelta del Consorzio tutela di avere spostato l’anteprima di 4 mesi.

“Soave Versus si conferma essere una manifestazione molto amata dal pubblico che quest’anno si è dimostrato attento e professionale, forse più degli altri anni – dice Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave – dobbiamo ringraziare tutti coloro che in varie forme hanno collaborato con noi e in particolare il Banco BPM e la Camera di Commercio che ci appoggiano ogni anno e la Strada del Vino con i suoi chef che hanno instancabilmente deliziato i numerosi visitatori con le loro creazioni. La prossima edizione, che si terrà dal 5 al 7 settembre 2020, porterà grandi novità per le quali stiamo già lavorando”

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I 33 “Cru” del Soave spiegati bene (compresi i curiosi toponimi)


SOAVE –
Si chiamano tecnicamente “Unità geografiche aggiuntive“, abbreviato “Uga” – non fa mai troppo chic il “burocratese” – ma possono essere definiti, più comunemente, i Cru del Soave. Sono ben 33: Castelcerino, Colombara, Froscà, Fittà, Foscarino, Volpare, Tremenalto, Carbonare, Tenda, Corte Durlo, Rugate, Croce.

E ancora: Costalunga, Coste, Zoppega, Menini, Monte Grande, Ca’ del Vento, Castellaro, Pressoni, Broia, Brognoligo, Costalta, Paradiso, Costeggiola, Casarsa, Monte di Colognola, Campagnola, Pigno, Duello, Sengialta, Ponsarà, Roncà – Monte Calvarina.

Tutti in degustazione a Soave Versus…Preview 2018!, che si terrà al Palazzo della Gran Guardia di Verona il 2 settembre 2019. Tre giornate dedicate alla stampa di settore, che vi racconteremo su WineMag.it.

Oltre alla degustazione alla cieca della vendemmia 2018, è in programma un convegno di Assoenologi Veneto Occidentale, guidato da Riccardo Cottarella. Tema: l’andamento della vendemmia 2019, la prima con le Unità geografiche aggiuntive della Doc Soave.

Un percorso avviato nel primo decennio degli anni Duemila dall’allora presidente del Consorzio, Arturo Stocchetti, in collaborazione con il direttore – tuttora in carica – Aldo Lorenzoni.

Molto spesso – sottolinea proprio Lorenzoni – il solo nome del luogo da cui nasce un vino è sinonimo di qualità e basta da solo a fornire le necessarie garanzie al consumatore.

Già nel lontano passato il nome dei vini coincideva con il luogo di produzione. Ancora oggi sono avvantaggiati quei prodotti che si identificano saldamente con un’origine geografica: il vino Soave è tra questi”.


A Soave, alcune aree sono identificate come “cru” da decenni. Una lunga storia che va oltre la toponomastica. Che si concretizzata nei risultati enologici dei produttori della Denominazione, riconosciuti in tutto il mondo.

Recente, tutto sommato, l’approvazione definitiva delle Unità Geografiche Aggiuntive inserite nel 2017 nel disciplinare della Doc Soave, da parte del Comitato Vini del Ministero delle Politiche Agricole: il varo risale a maggio 2019.

I CRU DEL SOAVE (UGA) NEL DETTAGLIO

Le “Uga“, o meglio i Cru, sono distribuiti nell’intera area del Soave: 29 nella zona classica, 2 nei suoli scuri della Val d’Alpone e 3 nei suoli calcarei delle vallate a ovest. Le differenze tra le uve e i vini prodotti anche a poca distanza possono dunque avere un nome.

“Felici combinazioni di morfologia, pedologia e comportamento fisiologico del vigneto – come piace definirle ad Arturo Stocchetti – che garantiscono l’ottenimento di vini che hanno saputo costruirsi una reputazione di particolarità enologica, basata su un complesso organolettico specchio del sito di origine”.

Ecco dunque le particolarità di ogni Unità Geografiaca Aggiuntiva del Soave, dagli ettari complessivi alla dislocazione geografica e digitale (Google Earth), passando per l’altitudine dei cru e i loro curiosi toponomi – tra cui spiccano gli esilaranti Cazzo Bisso e Brogna: non ce ne vogliano i perbenisti, questa è toponomastica! – utili agli abitanti della zona a riconoscere gli areali.

Castelcerino

Ettari complessivi: 426,73
Ettari vitati: 229,34
Percentuale: 53,7
Posizione: Sommità e versante Esposizione: Sud, Sud-Est, Sud-Ovest
Altitudine: 110-380
Localizzazione Google Earth: 45° 27’ 45.30 N 11° 14’ 01.85 E
Fogli dei comuni interessati: Soave F1-2-3-4-5
Toponimi: F1 Dami, Zotti, Moggie, Danni, Casa Nuova Fanfarini, Calprea,Alberti, Scalette, Locato, Cerroni F2 Moggie, Calprea, Biasi,Fiorani, Fratta, Zotti, Ferraretta, Alberti, Calprea, Maddalene F3 Sponde, Cà Perfetto, Binaghi, Crearoli, Tamellini, Spiagola, Toresella, Tarente, Lavandaro, Crearolo, Pressi F4 Locato, Cerroni, Alberti, Binaghi, Tamellini, Lavandaro, Anguare, Cassetta, Lelli, Cercini, Lavanderia F5 Lavandaio, Lavandaro, Bosci, Piana, Caucciolo, Monteggioli, Schiavette, Letti/Leffi.

Sicuramente una tra le Unità Geografiche più significative della Denominazione (il nome deriva da Castrum Ecerini (1263) ma anche da Castelberto a cui è dedicata la parrocchiale, in passato questa frazione è stata anche comune).

Con la recente proposta questo comprensorio viene allargato, sempre comunque nell’ambito del Comune di Soave, fino a ricomprendere nell’area dei Colli Scaligeri anche la località Recoaretto con le contrade Pressi e Tamellini.

È l’Unità geografica che ha nel Soave Classico più ettari di vigna. Dal punto di vista pedologico possiamo considerare questa unità geografica una sintesi ideale del sistema Soave. Ad est verso Fittà si trovano suoli di origine vulcanica con matrice basaltica moderatamente ripidi sulle sommità ma anche con pendenze vertiginose nei versanti.

Le tessitura è franco-argillosa più limosa in superficie più argillosa in profondità. Le superfici ad ovest sono caratterizzate invece da pendenze tra il 10 e 30 % con suoli moderatamente profondi di chiara origine calcarea. La tessitura è franco-argillosa in profondità. Sono suoli estremamente calcarei e moderatamente alcalini.

Dal punto di vista climatico con la vicina frazione Fittà, Castelcerino si caratterizza per precipitazioni medie annuali sopra la media del territorio (oltre 1000 mm). Le temperature medie sono comunque miti e cosi anche le escursioni termiche giornaliere non sono tra le più elevate.

LE CANTINE DEL CRU
La Cantina di soave seleziona in quest’area le uve per il suo Soave Superiore Docg Castelcerino vinificato nello stabilimento di Rocca Sveva. L’azienda Coffele gestisce qui i suoi 20 ettari di vigneto.

Gli importanti lavori di stabilizzazione dei versanti hanno portato alla luce risorse geologiche e minerali da cui traggono giovamento i propri vini, in particolar modo il Soave classico “Cà Visco”.

L’altitudine più elevata (tra i 300 e i 400 mt slm) caratterizza invece il patrimonio viticolo dell’azienda Filippi. Vigne della Brà, Castelcerino e Monteseroni sono tre differenti interpretazioni di questo terroir. L’azienda Corte Adami, infine, ricava dalla Vigna della Corte, a oltre 350 metri di altitudine, un Soave di carattere e dall’ottimo potenziale evolutivo.


Fittà

Ettari complessivi: 190,43
Ettari vitati: 74,65
Percentuale: 39,2
Posizione: Sommità e versante
Esposizione: Sud, Est e Ovest
Altitudine: 64-325
Localizzazione Google Earth: 45° 27’ 26,42 N 11° 15’ 08,26 E
Fogli dei comuni interessati: Soave F6-9-12-13
Toponimi: F6 Meggiano, Porcara, Cavecchie Rompizocco, Camilla F9 Camille, Tremenalto, Monte Fondello F12 Becco, Lombelli, Costa, Tebaldi, Padelli, Casetta F13 Becco, Costa, Tebaldi, Casoni, Colombare, Rovaro.

E’ indubbiamente un’unità geografica caratterizzata dalla assoluta presenza di suoli di origine vulcanica. Sono suoli ripidi o molto ripidi moderatamente profondi con presenza di roccia basaltica fratturata nei primi 100 cm.

Tessitura fine con scheletro basaltico. Il pH è neutro o debolmente alcalino. La superficoe complessiva di questo areale è di 190 ettari ma vitato solo per 75, il rimanente sono boschi e scarpate caratterizzate da una notevole biodiversità vegetativa.

L’esposizione dei vigneti è rivolta soprattutto a sud, sud-ovest e le pendenze sono variabili passando dal 10% al 32%. Gli ultimi anni confermano questa come la zona più piovosa del Soave ed anche le temperature medie sono piuttosto sostenute. Molto probabilmente il toponimo deriva da terreni dati in affitto.

LE CANTINE DEL CRU
Qui ha sede l’azienda suavia che da anni ottiene importanti risultati vinificando le uve di questa zona. Il cru “Le rive” ha esposizione a Sud, si distingue per la forte personalità e la spiccata mineralità, oltre ad una buona propensione all’invecchiamento in bottiglia.

La Cantina di soave utilizza le uve selezionate nella collina a Nord-Est della frazione per produrre un Soave classico Fittà ricco di profumi e dalla vivace acidità, grazie alla naturale concentrazione che si ottiene in questa zona.


Tremenalto

Ettari complessivi: 107,23
Ettari vitati: 87,71
Percentuale: 81,8
Posizione: Versante Esposizione: Est e Nord Altitudine: 57-230
Localizzazione Google Earth: 45° 27’ 33.79 N 11° 16’ 27.67 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F1-2
Toponimi: F1 Frassine, Colombaretta, Castellaro Tremenalto, Castellaro, Vienega F2 Castellaro

Ci troviamo in comune di Monteforte d’Alpone e questa unità geografica delimita a Nord l’area del Soave Classico di questo comune. Il toponimo deriva probabilmente dalla parola “termine” infatti confina a nord con il comune di Montecchia di Crosara.

I suoli sono di origine vulcanica profondi e fertili dal colore bruno o comunque rosso scuro ma calcarei e scarsamente alcalini. Tutta la zona è caratterizzata da forti pendenze (20/35%) e l’esposizione è rivolta da nord a nordest. Ne escono vini di grande freschezza e bevibilità.

In annate particolarmente calde la zona trae giovamento dalle temperature più fresche che si registrano nel periodo estivo grazie alla brezza che proviene da nord attraversando l’alta valle dell’Alpone e scorrendo in particolare lungo questo versante.

LE CANTINE DEL CRU
In quest’area le Cantine di soave e Monteforte, oltre alle case vinicole lenotti e Fattori, selezionano alcuni vigneti per linee produttive di pregio. L’azienda Dama del rovere ottiene dai propri vigneti nell’area occidentale della zona il Soave classico tremenalto, di grande freschezza e bevibilità e dall’interessante potenziale di affinamento.

In annate particolarmente calde questa zona trae giovamento dalle temperature più fresche che si registrano nel periodo estivo, anche grazie ai venti che provengono da Nord attraverso l’alta val d’Alpone e che raggiungono costantemente questi versanti.


Corte Durlo

Ettari complessivi: 35,67 Ettari vitati: 30,35 Percentuale: 85,1 Posizione: Sommità e versante Esposizione: Sud e Nord Altitudine: 40-200
Localizzazione Google Earth: 45° 27’ 11.92 N 11° 16’ 52.92 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F3
Toponimi: Crosara, Caussola, Sorte, Batazzi Bosco, Capitello, Motti, Cà Prandi Giazzara del Ponte Sergente, Moschina

Questa unità geografica di fatto diventa un cuscinetto che da nord a sud separa le due unità geografiche di Brognoligo e Costalunga entrambe frazioni del comune di Monteforte d’Alpone. Il nome indica le storiche proprietà dei nobili Montanari acquisite all’inizio dell’800 dalla famiglia Durlo Domenico di Terrossa.

Sono presenti sia versanti che guardano a nord-est con pendenze anche molto significative al limite dell’eroico a versanti a sud, sud-ovest con pendenze più abbordabili del 15-25%. Il suolo è interamente costituito da substrati costituiti da roccia vulcanica (basalti e brecce basaltiche).

Anche qui domina il sistema di allevamento tradizionale a pergola a girapoggio anche se non mancano soprattutto nel versante nord esperienze di impianti a ritocchino coltivati a guyot.


Costalunga

Ettari complessivi: 88,76
Ettari vitati: 63,22
Percentuale: 64,5
Posizione: Sommità e versante Esposizione: Sud, Sud-Est, Nord-Est Altitudine: 40-140
Localizzazione Google Earth: 45° 27’ 15.13 N 11 ° 17’ 38.20 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F8-9-27 28-30-32
Toponimi: F8 Molinetto, Costalunga, Carassa F9 Cà Peraro, Bacco, Ceresare

La matrice basaltica è del tutto evidente in questa zona, muri a secco e materiali di costruzioni per case ed altri manufatti ne sono testimonianza palpabile. Qui le pendenze si fanno più attenuate si tratta di una lingua collinare che si getta nella vallata dell’Alpone puntando ad est.

Proprio da questa sua conformazione allungata prende origine questo toponimo. Costalunga è anche frazione del comune di Monteforte d’Alpone ed è da sempre punto di riferimento per tante aziende di qualità del territorio. I suoli sono piuttosto profondi con tessitura franco-argillosa limosa.

LE CANTINE DEL CRU
L’azienda i stefanini ricava dai propri vigneti a terrazza un Soave Superiore Monte di Fice davvero didattico nell’esprimere il patrimonio aromatico e gustativo estraibile da questi suoli altamente ricchi in basalto e tufo di origine vulcanica.

La vinificazione rispetta lo spettro aromatico primario, concedendo alla struttura un vantaggioso anno supplementare di affinamento. Ha la sua sede in quest’area l’azienda La Cappuccina, che propone un Soave san Brizio prodotto con le uve del vigneto adiacente alla cantina, in prossimità del fiume Alpone.

La scelta produttiva è orientata all’esaltazione del carattere sapido e pieno donato dalla ricchezza di questi suoli, la maturazione del vino prevede l’utilizzo del rovere.


Menini

Ettari complessivi: 38,05
Ettari vitati: 17,23
Percentuale: 45,3
Posizione: Versante Esposizione: Sud, Sud-Est Altitudine: 180-278
Localizzazione Google Earth: 45° 27’ 26.42 N 11° 14’ 39.54 E
Fogli dei comuni interessati: Soave F8
Toponimi: Lelli, Cercini, Menini, Monteggioli Bassa, Coste, Campagnola

Anche questa zona è caratterizzata da una doppia anima Pedologica. Ad est la componente basaltica è del tutto evidente con suoli più ripidi mentre nei versanti più ad ovest il substrato è chiaramente calcareo. Qui il suolo è moderatamente profondo con presenza di roccia calcarea compatta entro i 100 cm.

La tessitura è franco-argillosa in superficie e da franco-argillosa ad argillosa in profondità. I vigneti sono distribuiti negli areali più a nord di questa unità geografica mentre i versanti a sud più ripidi sono interessati da boschetti costituiti da varie specie vegetali.

LE CANTINE DEL CRU
L’azienda Le Mandolare investe da anni in questa zona che si affaccia sulla dorsale Nord-Sud della zona classica. Nei vini qui prodotti, i Soave classico Corte Menini e Il Roccolo, si riscontrano risultati davvero interessanti, soprattutto a livello di aromaticità e concentrazione.

L’altitudine media tra le più elevate della denominazione e le temperature fresche che si raggiungono durante la notte costituiscono uno dei caratteri distintivi di quest’areale.


Castellaro

Ettari complessivi: 32,03
Ettari vitati: 27,18
Percentuale: 84,9
Posizione: Sommità e versante Esposizione: Sud, Est, Ovest Altitudine: 140-260
Localizzazione Google Earth: 45° 27’ 21.62 N 11° 16’ 05.70 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F4
Toponimi: Anguane, Mezzavilla, Rugate Fondello, Castellaro

Questo cono vulcanico, situato a nord della zona classica è la più esplicita testimonianza di un territorio caratterizzato milioni di anni fa da un’intensa attività vulcanica. Presenta suoli con tessitura moderatamente fine.

Lo scheletro di origine basaltica è molto evidente. Il toponimo ha origine da insediamenti umani che affondano nella notte dei tempi. Potrebbe essere riferito ad un antico castello in rovina ma più probabilmente origina da “castellarium” ovvero il recinto periferico che caratterizzava una costruzione con palizzate.

Questi riferimenti valgono anche per altre analoghe situazioni non solo in Val d’Alpone ma anche in altre zone. Dal punto di vista climatico ci sono precipitazioni sopra la media della denominazione e le escursioni termiche non sono eccessive.

LE CANTINE DEL CRU
Valorizzato fin dagli anni ’70 con il marchio della Bolla, è oggi riproposto dalla Cantina di Monteforte che ha localizzato da anni in questa zona un cru su cui investire, il Vigneti di Castellaro, ricavato dalle uve di vigneti collocato in tutti i versanti del monte.

L’obiettivo è sfruttare appieno il grande potenziale di questa zona rinomata per l’altitudine, il suolo, la ventilazione. L’affinamento in rovere è una scelta coerente con la naturale concentrazione ottenibile in quest’areale tra i più suggestivi del Soave.


Brognoligo

Ettari complessivi: 65,64
Ettari vitati: 50,75
Percentuale: 75
Posizione: Versante Esposizione: Sud, Sud-Est Altitudine: 50-160
Localizzazione Google Earth: 45° 27’ 11.92 N 11° 16’ 52.92 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F5
Toponimi: Saiolle, Vaiola, Chiavica, Chiesa Fontana Nuova, Brognoligo, Fontanella Pradessar, Magnassuto

Sicuramente una delle zone più storiche del Soave Classico. Brognoligo rappresenta quasi un’identità a parte per l’ancestrale attenzione all’appassimento fino ad ottenere vini di grande concentrazione e complessità.

Anche qui pur essendo in presenza esclusiva di suoli di matrice basaltica ci troviamo di fronte a pendenze molto diverse. Andiamo da situazioni estreme con pendenze del 45% da viticoltura eroica dove tutte le operazioni devono essere fatte a mano a comprensori con pendenze più miti comunque coltivate con la classica pergola soavese.

Qui possiamo ancora trovare vigne centenarie allevate su Rupestris du Lot. La tessitura del suolo è mediamente argilloso-limoso con presenza di rocce basaltiche frantumate nel primo metro di profondità. Costruzioni e muri a secco testimoniano questa profonda anima vulcanica di Brognoligo.

Curiosa e misteriosa la storia del toponimo documentata per la prima volta in questa forma nel 1628. Molteplici nella storia le declinazioni (Brollanicus, Brognanici, Brognanigo, Brognanico).

Alcuni studiosi ne attribuiscono l’origine al nome personale latino Berollianus più il suffisso “icu”, senza paraltro escludere anche un’altra ipotesi ovvero l’influsso dal latino Prunea (prugna) declinata in dialetto veronese “Brogna”.

Questa pianta è in effetti in questo areale molto presente. Climaticamente la zona negli ultimi 20 anni è tra quelle meno piovose (sotto gli 800 mm annui) ed è tra le più sensibili ai fenomeni siccitosi.

LE CANTINE DEL CRU
Gli impianti a pergola dell’azienda Portinari sono collocati in un versante ripido contraddistinto da numerosi affioramenti rocciosi. Qui nasce il Soave classico ronchetto, un vino vivace nei profumi, caratterizzato da grande freschezza, sapidità e bevibilità.

Anche l’azienda Le Battistelle di Gelmino e Gloria Dal Bosco possiede in quest’area dei vigneti da cui trae origine il cru aziendale, che prende il nome dalla contrada omonima a pochi metri dalle vigne, in un versante di difficile lavorazione a causa delle pendenze sostenute.

Il risultato finale è il Soave classico Le Battistelle, dal carattere minerale e di buona complessità: una delle etichette imperdibili, al momento, nella Denominazione.


Costeggiola

Ettari complessivi: 160,26
Ettari vitati: 120,15
Percentuale: 74,73
Posizione: Sommità, versante Esposizione: Sud, Sud-Ovest Altitudine: 36-185
Localizzazione Google Earth: 45° 26’ 40.75 N 11° 13’ 42.32 E
Fogli dei comuni interessati: Soave F7-10-11
Toponimi: F7 Lavandaro, Giare, Ghiselle, Battocchi F10 Cerceni, Cercini, Battocchi, Catti Furbi, Siviero, Carniga, Carcera F11 Cercini, Campagnola, Catti, Mari Preare, Carniga

Costeggiola frazione di Soave si distingue dal punto di vista pedologico per l’origine calcarea molto evidente. Nelle parti più elevate dell’unità geografica troviamo suoli molto inclinati e moderatamente profondi per presenza di roccia calcarea compatta entro i 100 cm.

La tessitura è franco-argillosa in superficie ed argillosa in profondità. Nella parte più bassa dei versanti sono presenti invece depositi dello stesso materiale costituenti suoli ricchi e profondi. Anche qui la vite viene coltivata quasi sempre a pergola veronese con piccoli appezzamenti a girapoggio.

Non mancano comunque anche esperienze di vigneti coltivati con i diversi sistemi a parete. Dal punto di vista climatico gli ultimi 20 anni hanno riservato a quest’area precipitazioni medie molto elevate vicino ai 1000 mm di pioggia all’anno.

LE CANTINE DEL CRU
L’azienda Guerrieri Rizzardi da oltre 30 anni valorizza il cru Costeggiola. La natura calcarea del terreno è all’origine della sapidità distintiva del loro Soave classico. La selezione che l’azienda Tamellini effettua con le uve di questa zona è alla base di un Soave classico le Bine di Costiola di forte impatto e dalla grande personalità. La complessità dei suoli contribuisce ad aumentare il potenziale di longevità dei vini qui ottenuti.


Campagnola

Ettari complessivi: 44,42 Ettari vitati: 28,69 Percentuale: 64,6 Posizione: Sommità, versante Esposizione: Sud, Sud-Ovest Altitudine: 100-180 – CAMPAGNOLA
Localizzazione Google Earth: 45° 26’ 57.92 N 11° 14’ 17.30 E
Fogli dei comuni interessati: Soave F11
Toponimi: Cercini, Campagnola, Catti, Mari Preare, Carniga

Unità Geografica storica caratterizzata da suoli di origine chiaramente calcarea. Le pendenze sono più o meno accentuate passando dal 5/10% della sommità a 10/30% dei versanti.

La viticoltura ha un’impronta molto tradizionale con la pergola veronese a dominare il paesaggio anche se non mancano suggestive sistemazioni a parete per queste ideali terrazze che aprono la vista sulla cittadina di Soave e sui vigneti del Soave sia pianeggianti che collinari.

I suoli sono moderatamente profondi con presenze evidenti di roccia calcarea entro il metro di profondità con comune scheletro calcareo. La tessitura è franco-argillosa in superficie e più argillosa in profondità, il pH del suolo è moderatamente alcalino.

LE CANTINE DEL CRU
Molte le realtà produttive attive in quest’area, che da anni stanno riversando un grande impegno teso alla valorizzazione di questa zona dalla posizione incantevole.


Sengialta

Ettari complessivi: 31
Ettari vitati: 27,89
Percentuale: 90
Posizione: Versante Esposizione: Sud, Est Altitudine: 48-157
Localizzazione Google Earth: 45° 26’ 46.33 N 11° 14’ 41.38 E
Fogli dei comuni interessati: Soave F12
Toponimi: Campagnola, Becco, Lombelli, Costa Tebaldi, Padelli, Casetta

La zona di Sengialta la troviamo subito alla nostra destra quando la strada si impenna per salire verso Castelcerino partendo da Soave. Di fatto è attraversata dalla Faglia di Castelvero che divide le due anime del Soave, quella vulcanica e quella calcarea. Sengialta è l’Unità Geografica che porta già nel nome la sua specifica identità.

Pendenze importanti e suolo prevalentemente di origine vulcanica ne definiscono gli elementi più caratterizzanti (Sengia = sasso di basalto). Siamo nel cuore dell’area classica afferente al comune di Soave, qui i suoli sono moderatamente profondi, la roccia basaltica spesso affiora in superficie. La tessitura è argilloso limosa o anche franco-argilloso limosa. Sono suoli non calcarei o poco calcarei neutri o debolmente alcalini.

LE CANTINE DEL CRU
L’azienda Balestri Valda ha da anni individuato le grandi potenzialità di quest’area che vengono espresse nell’omonimo cru. Un carattere minerale derivante dalla forte presenza di “sengi”, ovvero sassi di basalto, che ricoprono i frequenti affioramenti calcarei, portatori a loro volta di grande vivacità aromatica nel Soave classico Vigneto Sengialta.


Colombara

Ettari complessivi: 92,82
Ettari vitati: 84,20
Percentuale: 90,7 Posizione: Versante Esposizione: Ovest Altitudine: 45-140
Localizzazione Google Earth: 45° 26’ 07.09 N 11° 15’ 06.18 E
Fogli dei comuni interessati: Soave F15-16-21
Toponimi: F15 Casetta, Colombare, Rovaro, Colombara F16 Casetta, Rovaro,Foscarino, Cà Visco, Tovi F21 Rovaro, Tovi, Praisoni,Bognolo Montebasso, Mondello,Pigno, Ponsara

Questa unità geografica fa sintesi di più sottozone storicamente individuate singolarmente. Di fatto disegna tutta la costa esposta a sud/ovest del comune di Soave che da Sengialta scende verso la cittadina medioevale.

Sono quasi 100 ettari di superficie totale quasi interamente vitata caratterizzata da suoli prevalentemente di origine vulcanica soprattutto nelle pendenze più ad est con alcuni affioramenti di chiara matrice calcarea prevalentemente a sud in località Mondello.

Nella parte a nord la tessitura è franco-argillosa con prevalenza di sedimenti di origine basaltica, le pendenze sono variabili ma possono arrivare oltre il 25%. Rocce calcaree compatte stratificate contraddistinguono invece la parte a sud, qui le pendenze sono più miti e variano del 5 al 15 %. Nella media sia la piovosità che le escursioni termiche e le temperature medie.

LE CANTINE DEL CRU
Tante le realtà operanti in quest’area, che stanno manifestando grande interesse per la sua valorizzazione. La zona è tra le più amene e promettenti dal punto di vista qualitativo, anche grazie alla complessità dei terreni e alla posizione favorevole.


Foscarino

Ettari complessivi: 149,00
Ettari vitati: 120,46
Percentuale: 80,9
Posizione: Sommità e versante Esposizione: Sud, Est e Ovest Altitudine: 80-289
Localizzazione Google Earth: 45° 26’ 23.15 N 11° 15’ 35.16 E
Fogli dei comuni interessati: Soave F10-11-17
Toponimi: F10 Cerceni, Cercini, Battocchi, Catti, Furbi, Siviero, Carniga, Carcera F11 Cercini, Campagnola, Catti, Mari, Preare, Carniga F17 Carbonare, Foscarino

Il nome del toponimo darebbe ragione dell’aspetto della zona con boschetti ricchi di vegetazione fitta e folta (Fuscus). Ma potrebbe anche dipendere dal luogo dove si tagliavano e prelevavano i pali per il sostegno di viti ed ortaggi.

Unità geografica tra le più conosciute di tutto il Soave Classico diviso tra il comune di Monteforte d’Alpone e Soave. Si tratta di 3 coni vulcanici: Foscarinetto che arriva a 282 mslm, la Boccara che raggiunge i 292 metri ed appunto il Monte Foscarino che sale fino a 295 metri slm.

Tutta l’area è caratterizzata da suoli di chiara matrice vulcanica molto inclinati moderatamente profondi con presenze di rocce basaltiche frantumate nel primo metro di profondità.

La tessitura è argilloso-limosa o franco-limosa con pH debolmente acidi e neutri. Precipitazioni, temperature ed escursioni termiche sono perfettamente in linea con le medie di tutta la denominazione quasi a rappresentarne la migliore sintesi.

LE CANTINE DEL CRU
Qui l’azienda Inama coltiva circa 16 ettari di vigneto. Il Vigneti di Foscarino è un Soave classico esemplare nell’espressione di tutti i caratteri minerali, estrattivi e di concentrazione di quest’area di origine vulcanica. La proprietà si estende a ventaglio da sotto la sommità sino a lambire la collina antistante a Sud.

Orientati verso Ovest, troviamo i due vigneti da cui l’azienda Montetondo ricava le proprie selezioni aziendali: il “Casette Foscarin” e il “Foscarin slavinus”. Impianti di moderna concezione in una microzona caratterizzata da evidenti tracce di colate laviche di periodi differenti che conferiscono spessore e struttura ai vini da qui ricavati.


Carbonare

Ettari complessivi: 51,97
Ettari vitati: 41,97
Percentuale: 80,8
Posizione: Versante Esposizione: Est, Nord-Est Altitudine: 120-280
Localizzazione Google Earth: 45° 26’ 55.18 N 11° 15’ 20.88 E
Fogli dei comuni interessati: Soave F14
Toponimi: Carbonera, Carbonare, Sella

Il toponimo deriva chiaramente da “carbone” materiale presumibilmente presente in zona, o forse un luogo ove si estraeva la lignite. Ma potrebbe più semplicemente essere un rimando al suolo molto scuro sicuramente tra quelli in cui la matrice vulcanica è assoluta.

I suoli sono moderatamente ripidi ma ci sono pendenze anche molto elevate. Sono comunque suoli profondi lavorabili fino a 60-70 cm senza scheletro o con scheletro molto scarso. Hanno una permeabilità bassa a drenaggio mediocre con una capacità d’acqua disponibile per le piante piuttosto scarsa.

L’esposizione è rivolta prevalentemente ad est, con un’altitudine media e buona ventilazione. Le temperature diurne sono inferiori alle medie. Il suolo si presenta discretamente integro ed omogeneo lungo il profilo esplorabile delle radici.

LE CANTINE DEL CRU
Situati in una zona fresca e frequentemente ventilata, i vecchi impianti a pergola utilizzati dall’azienda Suavia garantiscono produzioni equilibrate e naturalmente concentrate a livello di aromi ed estratti.

Il Monte Carbonare è un Soave classico dall’eccezionale impatto olfattivo, sapido e persistente al gusto, altamente identificativo di questo territorio. Le Battistelle produce qui il “Roccolo del Durlo”, un eccezionale cru, di grande espressività e di notevole struttura, ricavato da vigneti a pergola di oltre 40 anni, equilibrati ed ottimamente esposti.


Rugate

Ettari complessivi: 47,74
Ettari vitati: 42,62
Percentuale: 89,3
Posizione: Versante Esposizione: Sud Altitudine: 70-218
Localizzazione Google Earth: 45° 27’ 01.94 N 11° 15’ 52.27 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F4
Toponimi: Anguane, Mezzavilla, Rugate Fondello, Castellaro

Si tratta forse dell’anfiteatro vitato più suggestivo dell’area classica. Areale dalla forma morbida ed avvolgente, ha esposizioni prevalenti a sud/est e nord/est a seconda delle diverse coste. Il nome sembra comunque derivare dall’aspetto rugoso delle rocce che la contraddistinguono.

Il suolo è completamente di origine vulcanica sistemato a ciglioni o piccoli terrazzamenti sostenuti anche da muri a secco. Il terreno è moderatamente profondo con tessitura argillosa in superficie e più limosa in profondità.

Il clima ha parametri medi per quanto riguarda precipitazioni e temperature, nota caratteristica di questa zona è la buona ventilazione per tutto il periodo estivo. Buona anche la componente vegetativa di biodiversità che caratterizza entrambi i versanti con boschetti e siepi di varia natura.

LE CANTINE DEL CRU
L’azienda Cà Rugate da generazioni investe in questa zona traendo grandi soddisfazioni dal cru di casa, il Monte Fiorentine. Si tratta di un vino dalla spiccata personalità, con un ottimo equilibrio tra tradizione, freschezza e complessità aromatica. Qualità preservate nell’attenta e accurata vinificazione.


Coste

Ettari complessivi: 74,19 Ettari vitati: 60,51 Percentuale: 81,6 Posizione: Versante Esposizione: Nord, Nord-Est Altitudine: 90-180 – COSTE
Localizzazione Google Earth: 45° 26’ 46.08 N 11° 16’ 17.79 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F6-7
Toponimi: F6 Sella, Carbonare, Costa, Magnavacche, Boschetto F7 Magnavacche, Casotti, Rogazioni, Ospitale, Palù

L’unità Geografica Coste nelle sua nuova delimitazione includendo anche l’areale precedentemente indicato come Boschetti rappresenta la migliore sintesi di una zona molto omogenea che pur esposta a nord, nord-est si rivela tra le più vitate del Soave Classico e proprio per le sue particolari pendenze ed esposizioni definisce dei vini molto particolari, freschi e dinamici.

Le caratteristiche dei suoli sono molto simili a quelli del cru Costalta che però è caratterizzato da altre esposizioni. L’origine è assolutamente vulcanica, le pendenze non sono molto ripide e la tessitura molto omogenea, è argilloso-limosa. Il pH è neutro e la matrice vulcanica è presente sia in superficie che in profondità.

L’esposizione prevalentemente verso nord ed i numerosi “boschetti” ricchi di essenze autoctone testimoniano una conversione alle vite relativamente recente. La pergola domina dal punto di vista paesaggistico tutto l’areale, una vera icona dell’identità del Soave.

LE CANTINE DEL CRU
La Cantina di Gambellara opera da anni una selezione delle uve provenienti dai soci operanti in quest’area, ottenendo dei Soave classici di grande bevibilità e freschezza.

L’azienda Cà del Vento ottiene dai propri vigneti nella parte più alta di questa zona un Soave Superiore di notevole struttura e carattere, adatto all’affinamento in bottiglia. Gli investimenti in vigna negli impianti più recenti sono alla base del costante miglioramento qualitativo riscontrato nel Soave Superiore i Boschetti.


Monte Grande

Ettari complessivi: 49,42
Ettari vitati: 48,77
Percentuale: 98,7
Posizione: Sommità e versante Esposizione: Sud e Sud-Est Altitudine: 55-190
Localizzazione Google Earth: 45° 26’ 30.94 N 11° 16’ 20.20 E
Fogli dei comuni interessati: Soave F10
Toponimi: Cerceni, Cercini, Battocchi, Catti Furbi, Siviero, Carniga, Carcera

Dal punto di vista statistico è il cru con la più alta concentrazione a vigneto di tutta la Denominazione. Altitudine, pendenza, suolo ed esposizioni definiscono forse il luogo ideale dove Garganega e Trebbiano di Soave trovano da sempre la loro esaltazione.

Si tratta, ed il nome ne è la migliore sintesi, di un comprensorio storicizzato protetto a nord da venti e gelate ed orientato prevalentemente a sud-est con pendenze molto agevoli tanto da poter essere quasi interamente posto a coltura.

Ricompreso interamente nell’areale collinare del comune di Monteforte ne testimonia quasi ne fosse più l’anima che il cuore la sua dinamica assolutamente vulcanica. Anche il clima beneficia di questa favorevole posizione pronta a raccogliere il calore del sole e a non dispendere velocemente le precipitazioni.

Piogge che statisticamente arrivano con buona continuità. I suoli ne risultano quindi molto profondi ricchi sostanzialmente neutri ed in grado di trattenere l’umidità anche in stagioni particolarmente siccitose.

LE CANTINE DEL CRU
L’azienda Prà Graziano ricava da quest’area il Soave classico Monte Grande, caratterizzato da una notevole intensità olfattiva e gustativa e da una mineralità tipica della zona di Monteforte. Un vino elegante e dalla forte impronta stilistica che con gli anni evolve in maniera eccellente.

Il carattere vulcanico dell’area si riscontra anche nel Monte sella dell’azienda le Mandolare, che dal vigneto collocato sulla sommità del monte ricava un Soave Classico di eccezionale concentrazione, struttura e finezza olfattiva.

L’azienda Le Albare di Stefano Posenato da anni ricava dalle sue vecchie vigne in quest’area il Soave classico Monte Majore dalla grande personalità.


Pressoni

Ettari complessivi: 14,73
Ettari vitati: 11,54
Percentuale: 78,3
Posizione: Versante Esposizione: Sud e Sud-Est Altitudine: 80-190
Localizzazione Google Earth: 45° 26’ 27.36 N 11° 15’ 48.53 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F17
Toponimi: Chiavica, Capitello, Salvarenza Fontana, Palustrello, Pissarotto Monte Riondo, M. Froscà

Si tratta di una unità tra le più piccole del Soave Classico ma posizionata in maniera quasi baricentrica tra i due Comuni Monteforte e Soave. Quasi il vero cuore del Soave Classico testimoniato fin dall’inizio del 1900 da una particolare attenzione dei vinificatori che si contendevano con prezzi particolarmente elevati le uve provenienti dai “Praisoni”.

Dal punto di vista etimologico significa “piccolo prato”, testimonianza di un frazionamento molto spinto in questa parte del comprensorio. I suoli sono profondi e lavorabili fino a 60/70cm argillosi con scheletro molto scarso ed esclusivamente basaltico.

Sono caratterizzati da una pendenza bassa e molto bassa e da un drenaggio mediocre con una relativa disponibilità di acqua per la vite. Questo si ripercuote sui parametri produttivi che si discostano dai valori medi con produzioni e peso dei grappoli più bassi.

Questi valori vengono compensati da valori zuccherini leggermente superiori alle medie. A tutto questo si aggiunge anche l’aspetto paesaggistico che al di la delle armonie delle vigne apre lo sguardo sui vigneti della valle sottostante fino ai lontani colli vulcanici degli Euganei.

LE CANTINE DEL CRU
La selezione operata qui dalla Cantina del Castello, in parte su vecchie vigne, in parte su vigneti rinnovati da pochi anni e separando le varietà Garganega e trebbiano di Soave in impianti distinti, dà alla luce il Soave classico Pressoni.

Un vino fortemente legato alla tradizione stilistica e che si esprime già dopo pochi mesi su standard di carattere e piacevolezza molto elevati. L’immediatezza di beva si accompagna comunque ad una forte propensione all’affinamento in bottiglia, anche per diversi anni.


Costalta

Ettari complessivi: 72,95
Ettari vitati: 67,39
Percentuale: 92,4
Posizione: Versante Esposizione: Sud Altitudine: 40-150
Localizzazione Google Earth: 45° 26’ 21.64 N 11° 16’ 47.03 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F11
Toponimi: Monte Grande, Cost’ Alta, Cassabizza Onare, Cervia, Casa Nuova

Già nel nome questa zona evidenzia una felice sintesi di esposizione ad altimetria. Testimonia infatti nella sua storicità di essere una delle aree più vocate e quindi più ambite per una viticoltura di alta qualità.

I suoli tipici di questa unità geografica sono assolutamente basaltici profondi, lavorabili fino a 60-70 cm argillosi e senza scheletro. Sono comunque suoli di permeabilità bassa con drenaggio mediocre ed una capacità d’acqua disponibile fino a 100 cm di profondità.

Le pendenze non sono particolarmente forti e l’aspetto paesaggistico dettato soprattutto da piccoli appezzamenti a pergola soavese ne definiscono una identità molto omogenea e caratterizzante. Germogliamento anticipato e maturazione lunga sono i due caratteri distintivi del comportamento delle vigne in questo areale.

LE CANTINE DEL CRU
Da questa zona l’azienda Tessari ricava il Soave classico “Le bine longhe di Costalta”, un vino che ha nell’armonia dei profumi e nella nitidezza gustativa il suo carattere distintivo. I vigneti sono collocati nella parte più alta della macroarea e godono quindi di un’esposizione molto favorevole.


Casarsa

Ettari complessivi: 45
Ettari vitati: 40,68
Percentuale: 90,4
Posizione: Sommità e versante Esposizione: Sud, Est, Ovest e Nord Altitudine: 40-70
Localizzazione Google Earth: 45° 26’ 14.62 N 11° 17’ 47.81 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F15
Toponimi: Bosco, Taiola, Case Abbrucciate, Molino

Casarsa costituisce, partendo da nord dopo Duello e Costalunga, la terza “lingua” di collina che si allunga sulla valle dell’Alpone. L’origine pedologica è similare alle precedenti ed omogena tranne che nella sommità dove la pendenza si fa un po’ più ripida.

Presenta infatti in maniera evidente colate laviche di periodi differenti che hanno originato diversi substrati dalla differente composizione minerale. Man mano che si scendono i versanti le profondità dei suoli aumentano.

Anche qui la particolare morfologia consente un investimento in vigna percentualmente tra le più elevate del Soave Classico. Dal punto di vista climatico le precipitazioni sono tra le più basse del comprensorio

Fortunatamente anche le temperature sono piuttosto miti. Le escursioni termiche sono comunque molto significative in fase di maturazione e quindi le attese enologiche sono sempre molto positive.

LE CANTINE DEL CRU
L’azienda tenuta Faltracco ha qui la sua sede e quasi tutta la zona fa parte del patrimonio aziendale. Il Soave classico Monte Casarsa e il Soave Superiore Listone, seppur con stili di vinificazione e affinamento diversi, evidenziano le potenzialità di questo terroir.

Un areale ricchissimo di sostanze minerali di origine vulcanica. L’azienda terre dei Monti da anni propone un Soave classico di grande personalità, molto rappresentativo per quest’area dal grande potenziale.


Pigno

Ettari complessivi: 38,15
Ettari vitati: 37,24
Percentuale: 97,6
Posizione: Sommità e versante Esposizione: Sud e Sud-Ovest Altitudine: 60-150
Localizzazione Google Earth: 45° 25’ 45.33 N 11° 15’ 37.55 E
Fogli dei comuni interessati: Soave F21
Toponimi: Rovaro, Tovi, Praissoni, Bognolo Montebasso, Mondello, Pigno, Ponsara

Con questa unità interamente compresa nel comune di Soave si definisce forse l’anima vera del Soave Classico. Pendenze importanti ma qualche volta eccessive definiscono piccoli vigneti separati da muri a secco o da ciglioni.

Ciò comunque non ha impedito la sua coltivazione fin dove possibile, il vigneto copre infatti quasi il 97% di tutto l’areale. Ciliegi sparsi, siepi e boschetti completano il quadro di un territorio che da la possibilità di aprire lo sguardo a nord/est sulla Val Ponsara ed a ovest verso la cittadina di Soave.

Ad est troviamo suoli interamente di matrice basaltica mentre verso est si possono notare anche alcuni affioramenti di origine calcarea. La tessitura è argillosa-limosa o franca con scheletro sostanzialmente assente.

Questa area è nota soprattutto sia per il cipresso che ne caratterizza il profilo sia per il capitello che diventa punto di riferimento e crocevia dei diversi percorsi per i tanti escursionisti che decidono proprio al “pigno” verso quale direzione procedere.

LE CANTINE DEL CRU
È una zona di grande interesse per molte realtà produttive. Tra le altre ricordiamo l’azienda Bixio che ottiene dagli impianti in quest’area il suo Soave classico Capitel al Pigno, un vino di corpo, minerale, ricco in profumi.

Anche l’azienda Tessari investe in questo particolare areale, ottenendone un Soave Classico di grande personalità e ambizione. Infine Corte Mainente ricava dalle uve ottenute in questa zona il Soave classico Tovo al Pigno, caratterizzato da note minerali abbinate a una grande bevibilità.


Ponsara

Ettari complessivi: 66,68
Ettari vitati: 64,08
Percentuale: 96,1
Posizione: Versante e piede di versante Esposizione: Sud e Sud-Est Altitudine: 40-130
Localizzazione Google Earth: 45° 25’ 56.86 N 11° 16’ 06.31 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F12
Toponimi: Casella, Secchiarello, Ponsara, Casetta

Dal punto di vista etimologico l’evoluzione del termine ci porta a “Pontara” traduzione dialettale di “salita”. Siamo in una località effettivamente collinare anche se le pendenze sono molto basse comprese tra il 5 ed il 20%.

In effetti l’unità geografica Ponsara, collega gli areali pianeggianti della Val Ponsara con i Cru Foscarino, Pigno e Froscà. Si tratta di un anfiteatro molto armonico con diverse esposizioni sia a nord/est che a sud/est.

Dal punto di vista pedologico, l’origine è essenzialmente vulcanica quindi suoli molto scuri con tessitura franco argillosa in superficie a suoli più rossastri e tessitura più franco limosa in profondità.

Dal punto di vista climatico, essendo la valle riparata a nord dai rilievi del Foscarino e da sud dalla Froscà, i dati statistici degli ultimi 20 anni la definiscono come fresca con buone precipitazioni rispetto ad altri areali anche vicini.

LE CANTINE DEL CRU
Tra le aziende private Bogoni Carlo da anni propone un Soave classico che nasce dalla selezione tra i vigneti in questa valle. Con una preferenza per gli impianti più a ridosso del versante Nord, da cui estrae un carattere e una mineralità che rendono il La Ponsara un vino di classe e di intrigante complessità al momento dell’uscita sul mercato, dopo un anno di affinamento.


Froscà

Ettari complessivi: 42,11
Ettari vitati: 38,78
Percentuale: 92,1
Posizione: Sommità e versante Esposizione: Sud e Sud-Est Altitudine: 40-160
Localizzazione Google Earth: 45° 25’ 36.85 N 11° 16’ 13.17 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F17
Toponimi: Chiavica, Capitello, Salvarenza Fontana, Palustrello, Pissarotto Monte Riondo, M. Froscà

Sicuramente uno dei Cru più caratterizzanti e storici del Soave Classico. Il termine probabilmente deriva da “Frasca” e l’accento non aiuta ad individuare altre possibili origini. Circondato quasi completamente da altre unità geografiche, si distingue per un suolo particolarmente vulcanico anche se non manca qualche affioramento calcareo.

Le pendenze vanno dal 10 al 30% ed i vigneti sono stati piantati ricavando piccoli terrazzamenti sostenuti da muri a secco o ciglioni. Si tratta in genere di vigneti storici con vigne molto vecchie che possono arrivare anche a 90/100 anni.

Ciò certifica il livello di elezione di questo comprensorio ben definito che va dai 40 mt ai 150 s/m. I suoli hanno colore da bruno giallastro a bruno grigiastro. La tessitura è argillosa con scarso scheletro di origine basaltica.

Sono scarsamente calcarei o non calcarei e debolmente alcalini. Il substrato basaltico lo troviamo generalmente oltre i 100 cm di profondità. L’esposizione in questo caso è generalmente rivolta a sud- sud/est.

LE CANTINE DEL CRU
In quest’area sandro e Claudio Gini riescono a ottenere un Soave classico Froscà che brilla per ricchezza aromatica e eleganza. Un timbro inconfondibile che col passare degli anni diviene sempre più evidente, acquistando complessità.

Pienezza gustativa, complessità aromatica e persistenza sono alcune delle caratteristiche esaltate anche nel “Salvarenza”, che l’azienda Gini riesce a ottenere da quest’area tradizionalmente molto vocata alla viticoltura di qualità. Nella zona si trovano esemplari di viti risalenti ai primi del ‘900.


Volpare

Ettari complessivi: 18,40
Ettari vitati: 13,13
Percentuale: 71,4
Posizione: Sommità e versante Esposizione: Sud e Sud-Est Altitudine: 40-160
Localizzazione Google Earth: 45° 25’ 36.85 N 11° 16’ 13.17 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F13
Toponimi: Omo Morto, Decima, Sopra Decima Santon, Cazzo Bisso, Gallina

Sicuramente una tra le più piccole unità geografiche proposte. Pur godendo della stesse caratteristiche pedologiche e di altitudine della Froscà cui è storicamente legata, Volpare si distingue per l’esposizione più a sud/ovest e dalla presenza di boschetti ed altre piante (oliveti, ciliegi) che ne definiscono il carattere e l’identità.

Il nome origina dalle grotte scavate nella roccia di matrice calcarea, rifugio per tanto tempo di volpi ed altri animali selvatici che popolavano questi areali. Animali che sempre più frequentemente stanno tornando a sottolineare un ritrovato equilibrio ricco di biodiversità nel Soave Classico.

È il Monte Riondo che caratterizza dal punto di vista paesaggistico questa zona. Climaticamente l’areale non si discosta dalla media del territorio con temperature medie nella norma e precipitazioni non abbondanti.


Tenda

Ettari complessivi: 174,45
Ettari vitati: 97,44
Percentuale: 55,9
Posizione: Sommità e versante Esposizione: Sud, Ovest Altitudine: 70-170
Localizzazione Google Earth: 45° 25’ 27.54 N 11° 15’ 16.79 E
Fogli dei comuni interessati: Soave F25-26-32
Toponimi: F25 Calantiga, Mondello, Rocca, Antane, Capitello della Tenda, Pianure, San Giorgio, Cengelle Bassano, Viatelle F26 Ponsara, Rocca, Pigno, Porcara, Capitello della Tenda, Vaccara, Fusello, La Ferra, Santa Croce F32 Pianure, Cengelle,Viatelle, Cengetti, Sengetto, San Lorenzo

Questo nuovo toponimo fa sintesi di due areali precedentemente segnalati distintivamente come Rocca e Monte Tondo. Le condizioni pedologiche e climatiche similari hanno suggerito di unire questo areale in un’unica unità geografica.

È il castello medievale di Soave a sottolineare dal punto di vista paesaggistico la sua identità ma allo stesso tempo questa zona si discosta dalle altre sia per il carattere peculiarmente calcareo (è sicuramente la zona con più muri a secco di tutta la denominazione.

Suggestive le formazioni recentemente riscoperte in località Sereole) e da boschi di aghifoglie tra cui pini e cipressi che definiscono questo come l’unità geografica a più forte biodiversità specifica. I suoli più ad ovest preservano discrete pendenze e modeste profondità.

Lo scheletro è chiaramente di matrice calcarea. Più ad ovest, in località Monte Tondo le pendenze sono meno accentuate con suoli sicuramente più profondi. La tessitura è soprattutto franco argillosa. Climaticamente la zona è tra le più calde ed esposte della denominazione. Fondamentale l’irrigazione di soccorso.

LE CANTINE DEL CRU
Da molti anni ormai il Soave classico La rocca di Pieropan si pone ai vertici qualitativi nazionali (e non solo) nella tipologia. Un vino elegante e fine dal corpo inconfondibile, con un potenziale di invecchiamento davvero sorprendente.

Nei vigneti a pergola veronese di oltre 35 anni di età situati in prossimità del Capitel del tenda l’azienda Fornaro produce un Soave classico di grande personalità e dalla notevole ricchezza gustativa.

Oltre all’azienda Montetondo, anche Bertani da anni investe sul Monte Tondo. Dai vigneti coltivati a pergola veronese e guyot ricava un Soave sereole di grande beva e dall’ottima espressività aromatica. Interessante anche il potenziale di longevità.



Croce

Ettari complessivi: 35,12
Ettari vitati: 31,39
Percentuale: 89,4
Posizione: Versante e piede di versante Esposizione: Sud, Sud-Ovest Altitudine: 70-120
Localizzazione Google Earth: 45° 25’ 08.99 N 11° 16’ 18.54 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F21
Toponimi: Rovaro, Tovi, Praissoni, Bognolo Montebasso, Mondello, Pigno, Ponsara

Questo nuovo toponimo fa sintesi di due areali precedentemente segnalati distintivamente come Rocca e Monte Tondo. Le condizioni pedologiche e climatiche similari hanno suggerito di unire questo areale in un’unica unità geografica.

È il castello medievale di Soave a sottolineare dal punto di vista paesaggistico la sua identità ma allo stesso tempo questa zona si discosta dalle altre sia per il carattere peculiarmente calcareo. È sicuramente la zona con più muri a secco di tutta la denominazione.

Suggestive le formazioni recentemente riscoperte in località Sereole e da boschi di aghifoglie tra cui pini e cipressi che definiscono questo come l’unità geografica a più forte biodiversità specifica. I suoli più ad ovest preservano discrete pendenze e modeste profondità; lo scheletro è chiaramente di matrice calcarea.

Più ad ovest, in località Monte Tondo le pendenze sono meno accentuate con suoli sicuramente più profondi. La tessitura è soprattutto franco argillosa. Climaticamente la zona è tra le più calde ed esposte della denominazione. Fondamentale l’irrigazione di soccorso.

LE CANTINE DEL CRU
Il Gruppo italiano Vini opera in quest’area alcune selezioni di uve per il suo Soave classico “Vigneti di Monteforte”. Un vino che si presenta ricco di profumi e con una notevole sapidità.


Zoppega

Ettari complessivi: 71,83
Ettari vitati: 51,20
Percentuale: 71,3
Posizione: Sommità e versante Esposizione: Sud, Sud-Est Altitudine: 30-100
Localizzazione Google Earth: 45° 24’ 57.37 N 11° 16’ 31.59 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F21
Toponimi: Rovaro, Tovi, Praissoni, Bognolo Montebasso, Mondello, Pigno, Ponsara

Il rimando al toponimo forse indica un andamento altalenante dei profili della collina vista da sud, di fatto definisce il confine del Soave Classico in questa parte del territorio. Quest’area presenta suoli profondi con tessitura argillosa limosa caratterizzata da matrici particolarmente basaltiche ad est.

Scorrendo verso ovest, le testimonianze di origine calcarea diventano sempre più evidenti con i tantissimi muri a secco. Il cru si caratterizza per essere da sempre all’attenzione dei paleontologi per le numerose ed antichissime testimonianze di comunità primitive organizzate.

L’area è caratterizzata da boschetti di varie essenze che rendono il versante molto dinamico. La quasi esclusiva esposizione a sud, dal punto di vista climatico ne condiziona fortemente le caratteristiche dei vini soprattutto in annate molto calde.

LE CANTINE DEL CRU
L’azienda Nardello vede concentrata in questa zona la gran parte del suo patrimonio viticolo, recentemente rinnovato con sistemi a parete che producono uve per un Soave classico.

Si tratta di “Monte Zoppega”, dal grande spessore e potenziale. La scelta produttiva mirata alla concentrazione e all’intensità viene assecondata nei vigneti posti nelle aree più elevate del monte, vicino alla sommità.


Ca’ del Vento

Ettari complessivi: 14,19
Ettari vitati: 5,12
Percentuale: 36,1
Posizione: Sommità e piede di versante Esposizione: Sud, Est Altitudine: 30-45
Localizzazione Google Earth: 45° 24’ 11.59 N 11° 16’ 32.27 E
Fogli dei comuni interessati: Monteforte F18-25
Toponimi: F18 Quarti, Bosco di S. Croce S. Croce, Chiarelle, Ponte Canale F25 Polesan, Morini, Pan

Originariamente chiamato anche “Monticello”, questa unità è la più piccola tra quelle individuate. Si tratta in effetti dell’estrema propaggine collinare della zona classica in comune di Monteforte d’Alpone.

Divisa dall’abitato dagli altri versanti collinari, sulla mappa sembra quasi una piccola isola confinata a sud est del Soave Classico. I terreni chiaramente basaltici ne definiscono però il legame profondo con altri areali del territorio. Hanno orizzonti superficiali di colore bruno scuro a tessitura argillosa limosa e sostanzialmente neutri.

In profondità hanno colore più rossastro con tessitura argillosa limosa e debolmente acidi. La strutture rocciose le troviamo tra i 50 ed i 100 cm di profondità ed è costituita da roccia basaltica, da alterata a compatta. Il nome ne definisce l’identità climatica in quanto esposto per la sua posizione ai venti che provengono dall’alta valle dell’Alpone.

LE CANTINE DEL CRU
La tenuta Cà del Vento ha qui la sua sede aziendale. Sulla sommità della collina troviamo i vigneti da cui ha origine il Cà del Vento, un Soave classico di grande freschezza e intensità aromatica e dal gusto saporito e persistente.


Broia

Ettari complessivi: 63,67
Ettari vitati: 44,05
Percentuale: 69,2
Posizione: Piede di versante Esposizione: Sud Altitudine: 100-110
Localizzazione Google Earth: 45° 28’ 31.65 N 11° 07’ 53.59 E
Fogli dei comuni interessati: Mezzane F22
Toponimi: Ponte di Malavicina, Il Brolo, Fenile Leon Brazzarolo, Paglierino, Casoni, Bellette

Siamo in Comune di Mezzane di Sotto e questa unità geografica, proprio per il suo posizionamento, possiamo definirla come un unicum climatico e pedologico rispetto alle altre della denominazione.

Siamo nelle conoidi terrazzate del progno di mezzane, a 120 mt s.l.m ma le pendenze sono quasi inesistenti. I suoli principali di questa unità sono estremamente calcarei e moderatamente alcalini.

Hanno orizzonti superficiali da 30 a 50 cm di colore bruno giallastro con tessitura franco argillosa e con scheletro scarso. Più in profondità il colore è giallastro scuro con scarso scheletro calcareo non alterato. La tessitura è franco argillosa ghiaiosa.

Dal punto di vista climatico l’area beneficia delle fresche temperature che scendono dalla Lessinia, ma le precipitazioni sono scarse e la capacità di trattenere l’acqua è molto bassa. Importante l’irrigazione di soccorso.

Il toponimo sembra essere derivato da “brolo” di origine celtica, ovvero un orto o parco ma anche da bosco o luogo piantumato afferente ad una casa colonica cinto da un muro o siepe.

LE CANTINE DEL CRU
L’azienda roccolo Grassi ha fin dall’inizio investito moltissimo per valorizzare questo cru di famiglia impostando i nuovi vigneti con impianti orientati al contenimento della produzione e alla concentrazione nell’uva. I risultati, portano ad un Soave “La Broia” di grandissimo spessore e struttura.


Paradiso

Ettari complessivi: 43,86
Ettari vitati: 37,94
Percentuale: 87,1
Posizione: Piano Esposizione: Sud-Ovest Altitudine: 100-110
Localizzazione Google Earth: 45° 26’ 37.85 N 11° 10’ 52.44 E
Fogli dei comuni interessati: Illasi F27-29
Toponimi: F27 Forziello per la Calle, S. Giustina F29 Torcolo

L’unità geografica Paradiso si trova nelle conoidi terrazzate dei torrenti lessinei, in aree interessate da depositi di canale. Le pendenze sono comprese tra il 2 ed il 5% circa; le quote sono comprese tra 70 e 130 m s.l.m circa.

La pietrosità superficiale è generalmente elevata o molto elevata ma sono comuni pratiche di spietramento superficiale per facilitare le operazioni colturali e la percorribilità con mezzi meccanici. Il substrato è costituito da sedimenti alluvionali calcarei a tessitura sabbioso-ghiaiosa. L’uso del suolo prevalente è a vigneto, frutteto, seminativo.

I suoli principali dell’unità geografica sono estremamente calcarei e hanno orizzonti superficiali, spessi 50 cm circa, di colore bruno giallastro scuro, a tessitura franco sabbioso ghiaiosa, talvolta franco ghiaiosa, a tessitura franco sabbiosa, da molto ad estremamente pietrosa, con aumento delle frazioni grossolane e delle pietre all’aumentare della profondità, da moderatamente a fortemente alcalino.

La permeabilità è elevata; il drenaggio è buono ma la capacità in acqua disponibile per le piante è scarsa. La profondità utile esplorabile dalle radici delle piante va da bassa a moderata, ovvero dai 50 ai 100 cm per l’elevato contenuto in scheletro.

LE CANTINE DEL CRU


Monte di Colognola

Ettari complessivi: 714,16
Ettari vitati: 433,69
Percentuale: 87,1
Posizione: Piano Esposizione: Sud-Ovest Altitudine: 100-110
Localizzazione Google Earth: 45° 26’ 37.85 N 11° 10’ 52.44 E
Fogli dei comuni interessati: Illasi F27-29
Toponimi: F27 Forziello per la Calle, S. Giustina F29 Torcolo

Si tratta di un comprensorio piuttosto grande che si sviluppa negli areali collinari del Comune di Colognola ai Colli interessati dalla sottozona Colli Scaligeri. Interessa numerosi toponimi; tra i principali ricordiamo il Casale, Ceriani, Bocca Scaluce, Monte, Cubetta, Orgnano fino alla frazione San Vittore.

Sui versanti i suoli sono mediamente profondi e prevalentemente costituiti da rocce calcaree stratificate di origine marina che troviamo in forma di roccia compatta calcarea entro i primi 100 cm. La tessitura è franco argillosa in superficie e da franco argillosa ad argillosa in profondità.

Il suolo è moderatamente alcalino. Le pendenze sono moderatamente ripide. Sulle sommità invece tutto cambia, con suoli di matrice basaltica con tessitura argillosa in superficie e franco sabbiosa in profondità.

Dal punto di vista climatico l’area è caratterizzata da precipitazioni non eccessive e temperature medie giornaliere nella norma, anche se le escursioni termiche in prossimità della vendemmia sono molto significative.

La superficie a vigneto non è così intensa come nel Soave Classico, lasciando spazio ad altre colture soprattutto olivo e ciliegio ed a formazioni boschive caratterizzate da varie essenze.

LE CANTINE DEL CRU
Le scelte viticole operate dall’azienda Vicentini Agostino ed Emanuele in quest’area, attraverso una gestione rigorosa delle vigne, stanno portando ad ottenere un Soave Superiore il Casale dal profilo aromatico originale e intenso, con un potenziale di affinamento molto interessante.

Anno dopo anno i risultati raggiunti in quest’area dall’azienda Tenuta Sant’Antonio testimoniano la bontà delle scelte produttive operate sia in vigna che in cantina. Il “Monte Ceriani” è un Soave dal profilo aromatico vivace e complesso e dall’eccellente equilibrio gustativo.


Duello

Ettari complessivi: 248,45
Ettari vitati: 108,26
Percentuale: 43,6
Posizione: Versante Esposizione: Sud, Sud-Ovest Altitudine: 60-210
Localizzazione Google Earth: 45° 28’ 55.87 N 11° 16’ 25.16 E
Fogli dei comuni interessati: Roncà F5-9-12-15
Toponimi: F5 Marchiori, Mazzocchetta, S. Margherita,Bartolin, Zamboni, Carbonare, Segna, Poli, Grande, Cima Milan, Motti Rossi dei Marchiori. F9 Quaiotto, Battistocchi, Cimati, Scabora, Cuchetto, Figarolo, Terrossa, Orco, Rive, Montesani, Motto Carbona, Ghiacciaia, Fumani F12 Costa, Castello, Ca Prandi, Sartorello, Veterinaio, Brettoncello, Battivella, Crescenti, Baldisse, Soprano, Tregnaghi della Boccara, Massaro, Rizzetti e Battivello, Prandi Sartoriello, Burati, Vaioleta Granto F15 Fumani, Motto Cadorna, Danesi, Chiesuola, , Momello, Moschina, Banduani, Palazzo Giorgio, Olivani, Rossi, Cacion, Tirapelle, Olivieri, Fumani e Paio, Motto Bisogno, Pistola

Si tratta di un comprensorio molto omogeneo e ben storicizzato. Siamo sul Monte Duello che emerge al centro della Val d’Alpone diventando, dal punto di vista paesaggistico, il luogo ideale per ammirare il versante orientale del Soave Classico ed allo stesso tempo osservare completamente la costa di Roncà con i coni vulcanici di Monte Crocetta e Calvarina.

La componente pedologica è intimamente connessa alla sua matrice completamente vulcanica. I suoli moderatamente ripidi e profondi sono di colore bruno grigiastro e la tessitura argillosa limosa.

Lo scheletro basaltico è scarso in superficie ma molto evidente in profondità. L’area è caratterizzata da un’importante ventilazione anche nel periodo estivo che ne favorisce escursioni termiche importanti contribuendo a preservare la qualità sanitaria delle uve.

LE CANTINE DEL CRU
Diverse le cantine che operano in quest’area, caratterizzata da un’importante ventilazione che favorisce l’escursione termica notturna e contribuisce a preservare le uve di questi vigneti in buone condizioni sanitarie.


Roncà – Monte Calvarina

Ettari complessivi: 1379,4
Ettari vitati: 393,67
Percentuale: 28,5
Posizione: Sommità e versante Esposizione: Sud, Sud-Ovest Altitudine: 90-600
Localizzazione Google Earth: 45° 29’ 32.42 N 11° 17’ 21.71 E
Fogli dei comuni interessati: Roncà F1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-15-18
Toponimi: F1 Casella, Poliseni, S. Pietro, Calvarina, Nieri, Motti, Fanghi, Costa di Monte Grumolo, Zambon e Prà, Martaro, Pila, Paradiso, Motto Violino, Duello, Pegorara, Pozzo, Zaccoletta. F2 Calvarina, Tadiello, Negretti, Parise, Canonica, Ceola, Gaspari, Campo al Motto, Brenton, Sengio, Bosco Corto, Bosco Lungo, Marti, Costo Cimati, Corvi, Croce, Sotto Calvarina F3 Negretti, Monti Comunali, Viola, Costa, Cunella, Chiesa. F4 Costa Fornaio della Fincara, Bertinelle, Mozzarelli, Posenati, Ravazzini, Motto Alto, Quaiotto, Motto Brune, Fulminanti, Sponton, Motto Tratte Pagello Piane, Mori delle Piane, Sponton, Ca Pagello. F5 Marchiori, Mazzocchetta, S. Margherita,Bartolin, Zamboni, Carbonare, Segna, Poli, Grande, Cima Milan, Motti Rossi dei Marchiori. F6 Evangelista, Busarelli, Val Piccola, Boccara dei Busarelli di Val Tason, Fondello, Omo Morto. F7 Cavazza, Bastianelli, Campanari, Sbera Bastianelli, Smetterli, Macia, Romagine, Marchese, Campazzi Cavazza. F8 Costa, Zamboni, Smetterli, Vaiola, Bizzetti, La Corte, Mulino, Lovato, Fabbrica, Zanetto, Marcazzan, Croce, Carbolaro, Mioto, Pignato, Petanio, Lavandaro, Pastori, Santa Maria, Maso. F9 Quaiotto, Battistocchi, Cimati, Scabora, Cuchetto, Figarolo, Terrossa, Orco, Rive, Montesani, Motto Carbona, Ghiacciaia, Fumani. F10 Figarolo, Montesani, Paio, Mori, Carbognin, Ca Negri, Pradevalle, Barilotti, Fumani e Paio, Fondi, Nibai, Del Santo, Del Negro, Val di Cani, Danesi, Magnaguagni, Motto Tessari, Motto Boccara, Tessari di Micio F11 Magnaguagni, Pinchetto, Larga, Preare Motto Crestan, Ciocco, Pizzolo, Parolo, Castello, Quargentan, Garzetta, Chiesatta, Chiesuola, Palazzo Vecchio, Ca Sili. F15 Fumani, Motto Cadorna, Danesi, Chiesuola, Momello, Moschina, Banduani, Palazzo Giorgio, Olivani, Rossi, Cacion, Tirapelle, Olivieri, Fumani e Paio, Motto Bisogno, Pistola. F18 Pozza, Pezze, Castelletto, Mortina, Donati, Donati, Volpati, Stradella, Cantoni, Crocetta S. Marco, Ciecco, Chiesavecchia, Grandis.

Si tratta dell’unità geografica più consistente sia dal punto di vista della superficie totale, che degli ettari investiti a vigna , ma in questo caso l’incidenza non raggiunge il 30% della superficie totale.

Si tratta quindi, per tutta una serie di fattori anche climatici, di un unicum molto particolare sia per l’esposizione quasi completamente rivolta a sud/ ovest sia per pendenze importanti sia per l’altimetria, con vigneti posizionati anche oltre i 600 mt s.l.m.

Fa sintesi di 2 sottozone già delimitate come il Monte Crocetta ed il Monte Calvarina che con il Monte Duello costituiscono i coni vulcanici più recenti ed evidenti del Sistema Soave. I suoli di questa area sono quindi tutti originati da basalti di varia natura, caratterizzati da profondità e pendenze anche molto diverse.

La stessa colorazione si diversifica molto, passando dal bruno scuro del Monte Calvarina fino a colorazioni più rossastre nella zona del Monte Crocetta (Terrossa). Lo rocce basaltiche le troviamo di solito attorno ai 100 cm e la tessitura può essere da franco argillosa o anche limosa in superficie a più argillosa in profondità.

In questo caso, dal punto di vista climatico, il posizionamento del vigneto è molto importante; esposizioni ed altitudini consentono ai produttori di ottenere vini molto diversi.

LE CANTINE DEL CRU
Corte Moschina produce qui un Soave Doc, “I Tarai”, di grande potenziale evolutivo e di grande carattere. Il Vigneto Runcata di Dal Cero sfrutta appieno l’ottima esposizione per esprimere un Soave Superiore che si distingue per struttura, armonia e piacevolezza.

Il Soave Doc la Capelina dell’azienda Franchetto, ottenuto in prossimità della suggestiva chiesetta che domina Terrossa, trae dalle terre rosse vulcaniche che caratterizzano l’area un vino dal profilo aromatico fruttato ed equilibrato e dalla grande bevibilità.

L’azienda Fattori produce a Monte Calvarina il Soave Motto Piane, pieno, di grande concentrazione, in cui note fruttate e minerali si fondono con grande equilibrio. Sandro De bruno ricava negli areali più elevati di altitudine il Soave Superiore Monte san Piero, che si distingue per la mineralità e per il profilo organolettico intenso e corposo.

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Approvate le Unità Geografiche Aggiuntive della Doc Soave: sono 33


SOAVE –
Il Comitato Vini del Ministero delle Politiche Agricole ha approvato in via definitiva l’inserimento delle Unità Geografiche Aggiuntive nel disciplinare della Doc Soave, un percorso iniziato nel 2017 dall’assemblea del Consorzio che aveva approvato con grande coesione questo ulteriore passo per la valorizzazione della denominazione.

Le unità geografiche aggiuntive sono distribuite nell’intera area del Soave, 29 nella zona classica, 2 nei suoli scuri della Val d’Alpone e 3 nei suoli calcarei delle vallate a ovest. I nomi sono: Castelcerino, Colombara, Froscà, Fittà, Foscarino, Volpare, Tremenalto, Carbonare, Tenda, Corte Durlo, Rugate, Croce, Costalunga, Coste, Zoppega, Menini, Monte Grande, Ca’ del Vento, Castellaro,Pressoni, Broia, Brognoligo, Costalta, Paradiso, Costeggiola, Casarsa, Monte di Colognola, Campagnola, Pigno, Duello, Sengialta, Ponsarà, Roncà – Monte Calvarina.

Possono essere considerate dei veri e propri “cru”, fino a ieri valorizzati dalle singole aziende e dal Consorzio, “per la particolare capacità di produrre vini con una forte caratterizzazione della zona pedoclimatica nella quale nascono”.

Un progetto, quello delle Unità Geografiche Aggiuntive della Doc Soave, che interessa meno del 40% dell’intera superficie vitata della Denominazione. I cru si trovano esclusivamente nell’area collinare. La vinificazione dovrà avvenire separatamente rispetto agli altri vini dell’azienda, assicurando sia la tracciabilità sia una produzione limitata. L’obiettivo è infatti “acquisire una forte riconoscibilità del singolo cru sul mercato”.

L’approvazione delle Unità Geografiche è un altro grande passo avanti per la nostra denominazione – commenta Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio di Tutela – che da sempre ha avuto nella caratterizzazione in etichetta dei luoghi geografici un punto di forza comunicativo nei confronti del consumatore.

Ora siamo sempre più in grado di parlare di ciò che ci rende unici, della nostra forte identità. Potremo ufficializzarle anche all’estero, a New York, Tokyo e Londra: le tappe che ci aspettano nei mesi di giugno del nostro tour promozionale”.

Un lavoro che affonda le radici nel 2000, con la pubblicazione delle “Vigne del Soave“. La puntuale zonazione ha consentito non solo di individuare i differenti suoli ma anche altitudini, pendenze, incidenza della pergola veronese sul guyot e altri dati che hanno permesso di creare quelle che sono le unità geografiche del Soave.

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Al Consorzio del Soave il ”Meridiano del vino” grazie a ”Soave by the glass”

Il Consorzio del Soave si aggiudica ”Il Meridiano del Vino”, il premio, alla sua prima edizione, ideato dalla testata specializzata Wine Meridian, ”per la comunicazione di un brand territoriale e la promozione di aziende, luoghi e territorio” nel mercato giapponese. Ogni giorno infatti Wine Meridian pubblica notizie ed approfondimenti sul mondo dell’internazionalizzazione dei vini italiani. Il progetto promozionale, che ha conquistato la giuria della testata giornalistica, si chiama ”Soave By the Glass” ed è stato ideato dal Consorzio del Soave in collaborazione con l’agenzia Well Com, Shigeru Hayashi, autorevole wine writer e comunicatore del vino e l’ufficio ICE di Tokio.  Per favorire la conoscenza ed il conseguente consumo di vino Soave in Giappone il Consorzio del Soave ha ideato ”Soave by the Glass”, una campagna promozionale che ha coinvolto oltre 130 locali in tutto il territorio giapponese destinata a premiare quei ristoratori e quegli enotecari che hanno stappato più bottiglie tra giugno e settembre 2015. I locali che hanno vinto il concorso sono il ”Kasa” di Fukuoka (Kyushu) e il ”Lumino Carino” di Nihama (Shikoku). In premio, in qualità di veri e propri ambasciatori del Soave nel mondo, i ristoratori – Yusuke e Mami Kanamaru, Ito Takafumi e Nao Fukumura – verranno in visita sulle colline del Soave in occasione di Soave Preview, l’anteprima del Soave, in programma a Monteforte d’Alpone il 19 e 20 maggio. L’iniziativa promozionale dedicata al Giappone ha visto la partecipazione di 14 aziende del Soave, 10 importatori giapponesi, con oltre 7000 bottiglie stappate.

Ecco le aziende che hanno preso parte alla missione in Giappone: Cantina del Castello, Cantina di Soave, Cantina di Monteforte, Marcato, Corte Mainente, I Stefanini, Le Battistelle, Montetondo, Fattori, Vicentini, Corte Adami, Le Albare, Pagani, Gini. ”Siamo molto soddisfatti di questa operazione – sottolinea Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave – . Questa iniziativa ci ha portato veramente vicino ai consumatori grazie alla preziosa collaborazione degli enotecari che hanno “suggerito” il vino Soave alla mescita. E’ stata un’esperienza importante per vedere da vicino come siamo percepiti e come migliorare ancora la nostra presenza in quel mercato”. Con ”Soave by the glass” si chiude di fatto un quinquennio di azioni promozionali, coordinate dal Consorzio del Soave, dedicate al trade e ai consumatori. Più che buono quindi il riscontro dell’operazione che di fatto ha cavalcato i trend positivi per il vino in Giappone. Il premio ”Il Meridiano del Vino” è nato dalla consapevolezza che oggi la promozione del vino è sempre di più una sfida all’originalità e all’autenticità. Per fare questo è sempre più importante sviluppare progetti di comunicazione che sappiano cogliere l’attenzione del consumatore e stuzzicarne la curiosità. Il concorso ha coinvolto candidati singoli (creativi, grafici pubblicitari o curatori di eventi), aziende del mondo della comunicazione e aziende vinicole che hanno sviluppato progetti di promozione del vino italiano in Italia o all’estero di particolare interesse per originalità e capacità di comunicare un’identità chiara e trasparente. La Commissione giudicante, che ha analizzato numerosi progetti, è composta da giornalisti, esperti del marketing del vino, blogger e Social Media specialist. Ai candidati è stato chiesto di proporre tutte le soluzioni di promozione e comunicazione del vino, come eventi, tour, campagne pubblicitarie che coinvolgano in maniera trasversale anche design, arte, enogastronomia, moda e cultura.

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