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Alassio: si chiude con successo la VII edizione di Un Mare di Champagne

ALASSIO (SV) – Grande successo per la VII edizione di Un Mare di Champagne, manifestazione dedicata alle bollicine d’oltralpe che si conferma essere uno dei principali appuntamenti italiani ad esse dedicato.

Nei due giorni di apertura si sono registrati oltre 1200 partecipanti che hanno potuto assaggiare le 1800 bottiglie stappate per l’occasione. Oltre 200 etichette a rappresentare 65 produttori, tra Maison e Vigneron, con assaggi guidati dai sommelier Fisar e accompagnati dalle eccellenze gastronomiche italiane e internazionali ospitate nelle 12 aree dedicate al food.

Manifestazione che, nella rinnovata cornice del Diana Grand Hotel, si conferma essere un evento “pop”, fresco e dinamico, la cui formula soddisfa esigenze e curiosità tanto del grande pubblico quanto quelle di appassionati ed addetti del settore.

Utile e comodo (salvo qualche piccolo inconveniente tecnico) il nuovo sistema di degustazione affidato al bicchiere intelligente MEMORvINO, grazie al quale i partecipanti hanno potuto ricevere via mail il loro personale percorso attraverso le etichette di Un Mare di Champagne, con le caratteristiche di ogni vino degustato.

GLI ASSAGGI DI WINEMAG
Grandi conferme e piacevoli novità. In tale mare di bollicine diventa difficile identificare chiaramente delle tendenze di settore, ma ciò che sembra emergere come tratto comune è la ricerca di grande freschezza nel calice ed un uso sempre più contenuto del legno in vinificazione. Si conferma inoltre il trend già visto e percepito da chi segue il mondo delle bollicine francesi: una riscoperta e rivalutazione sempre maggiore del Meunier sia utilizzato come vitigno in purezza che sottolineandone la presenza nelle cuvée.

Grandi conferme da parte dei nomi più noti. Bollinger sempre inattaccabile col suo “entry level” Special Cuvée, Ayala fedele a se stessa su tutta la linea, così come Drappier, Veuve Cliquot con il suo ottimo Vintage 2008 e più ancora con EBEO (Extra Brut Extra Old) ottenuto da soli vini di riserva, particolarmente intenso nel colore e nei profumi ,ed Encry Vue Blanche Estelle (da noi già incontrato) dai vini sempre precisi, “dritti”, ed eleganti.

Fra i nomi meno noti il primo a farsi notare è Chassenay D’Arce con due prodotti. Cuvée Pinot Blanc Extra Brut 2009 è ottenuto da sole uve Pinot Bianco di una piccola parcella recuperata, solo parzialmente vinificato in legno e con dosaggio molto basso (3 g/l dichiarati); si presenta chiaro nel colore e con un’effervescenza viva ma vellutata al palato, fresco e floreale con una leggera nota fruttata ed un tocco di miele è dotato di un sorso scorrevole. Cuvée Rosé è conivolgente al naso con sentori di frutti rossi e frutti canditi ed una nota balsamica quasi mentolata.

Sempre sul fronte dei Rosé coglie la nostra attenzione Cuvée Prestige Millesime 2013 delle piccola Masion JM. Gobillard & Fils. Interessante tutta la linea di Gobillard, fra cui segnaliamo anche la Cuvée Privilege de Moines, ma è per l’appunto il Rosé millesimato 2013 che stupisce per la sua eleganza e compostezza nel sorso nonostante sia dotato di grande potenza espressiva.

Sempre un Rosé, il D Rosé di Devaux, piace per le sue note fruttate di albicocca e ribes e per la sua lunga persistenza. Così come piace il Coeur de Bar, sempre di Devaux, blanc de noir dalla Côte des Bar (sotto zona meno nota e spesso snobbata) che si rivela intenso, pieno ed un po’ irruente come il Pinot Nero sa essere. Buona performance per Lanson di cui segnaliamo Gold Label 2009, un vintage ricco di frutta candita e dalla beva piena ed appagante. Uno Champagne gourmet come si sul dire.

Si diceva del Meunier. Blanc de Meunier Millesime 2012 di Jean Michel, Brut 1°Cru Blanc de Noir di Gardet e Blanc de Meunier Brut Nature di Laurent Lequart sono i tre prodotti più riusciti da noi degustati. Dritto, fresco, verticale il Laurent Lequart, decisamente più rotondo il Gardet, entrambi molto varietali. Il 2012 di Jean Michel è forse il più pieno e teso, quello dei tre che può più trovare una collocazione a tavola.

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Un Mare di Champagne 2019: la due giorni francese torna ad Alassio


ALASSIO –
Un Mare di Champagne, l’evento dedicato al mondo dello Champagne, organizzato dal Consorzio Macramé – Dire Fare Mangiare, si prepara alla sua VII edizione che avrà luogo al Diana Grand Hotel di Alassio domenica 16 e lunedì 17 giugno 2019.

Oltre 50 Maison e Vigneron offriranno ad addetti ai lavori, giornalisti e appassionati più di 150 etichette in degustazione, accompagnati negli assaggi dalla competenza dei Sommelier Fisar.

L’affascinante mondo dello Champagne verrà approfondito in momenti di formazione e degustazione durante le Masterclass che si terranno nel pomeriggio di lunedì guidate da esperti conoscitori. Alassio sarà coinvolta in quello che ormai è diventato un appuntamento consolidato nel mondo dello Champagne.

Professionisti, esperti, winelovers convergono ad Alassio per degustare il Roi des Vins, declinato in tutte le sue sfaccettature. Un Mare di Champagne, infatti, è una grande kermesse che racchiude Maison e piccoli Vigneron, per offrire un percorso degustativo completo dell’intero mondo dello Champagne.

La splendida terrazza del Diana Grand Hotel di Alassio, affacciata direttamente sul mare, si riconferma la location ideale per ospitare oltre 150 Champagne: una vetrina di grande fascino e prestigio dal sapore internazionale. L’evento sarà inaugurato domenica 16 giugno: Champagne Bar, street food gourmet, musica, convivialità, eleganza saranno gli ingredienti della festa.

Dall’aperitivo in spiaggia alla musica sulla magnifica Sun Terrace del Diana Grand Hotel, si potrà vivere una serata indimenticabile con gli Champagne selezionati e le eccellenze gastronomiche, magistralmente interpretati dagli chef del Consorzio Macramé.

Lunedì 17 giugno, dalle 12.00 alle 20.00, sarà sempre il Diana Grand Hotel ad ospitare la giornata dedicata alle degustazioni, il clou di Un Mare di Champagne.

NON SOLO CHAMPAGNE
Un Mare di Champagne 2019 è anche l’occasione per degustare le eccellenze gastronomiche selezionate da oltre 10 aziende specializzate nella ricerca, commercializzazione e distribuzione di prodotti dall’Italia e dal mondo per il settore ristorativo di eccellenza e qualità.

La grande novità della VII edizione di Un Mare di Champagne è rappresentata da MEMORvINO, un servizio digitale innovativo che crea una relazione più coinvolgente e interattiva tra i produttori e i visitatori.

Ogni espositore avrà sul proprio desk il dispositivo MEMORvINO che permette uno scambio di informazioni tra il bicchiere intelligente (dotato di un microchip) del partecipante (precedentemente registrato) e la piattaforma.

Il Consorzio Macramé – Dire Fare Mangiare si occupa ormai da 7 anni dell’organizzazione di “Un Mare di Champagne”. Nato da un pool di ristoratori alassini, il Consorzio Macramé – Dire Fare Mangiare è ambasciatore di Alassio e delle sue eccellenze, mantenendo un focus particolare sul Food & Wine. Lo scopo dei ristoratori che fanno parte del Consorzio, infatti, è portare Alassio nel mondo e il mondo ad Alassio.

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Un mare di Champagne 2018: VI edizione dell’evento italiano dedicato al mondo dello Champagne

Alassio ritorna a essere la capitale italiana dello Champagne il 17 e il 18 giugno. Due giorni in cui le prestigiose bollicine francesi saranno le protagoniste assolute della VI edizione di Un mare di Champagne. Un nuovo format, una nuova location, tante novità. Maison ed etichette esclusive, degustazioni, seminari di approfondimento, un ambiente elegante e raffinato per conoscere ogni aspetto del Roi des Vins.

IL GRAND OPENING

Una serata esclusiva darà il via a Un mare di Champagne. La Champagne Gala Night sarà un momento irripetibile, in cui assaporare un menù elaborato da grandi Chef stellati: Giuseppe Ricchebuono del Ristorante Il Vescovado di Noli (SV), Massimo Camia, chef del ristorante Camia di La Morra (CN), Matias Perdomo del Contraste di Milano, Andrea Ribaldone dell’Osteria Arborina di Fraz. Annunziata (CN) – insieme agli Chef del Consorzio Macramé – Dire Fare Mangiare.

A ogni portata un grande Champagne in abbinamento. Tutta la serata sarà accompagnata dall’avvolgente ritmo latin jazz di Nicola Conte. La nostra Champagne Gala Night sarà la magica notte che aprirà ufficialmente la VI edizione di Un mare di Champagne.

DEGUSTAZIONI, SEMINARI E GRANDI ANTEPRIMA
Lunedì 18 giugno, la giornata clou: dalle 12.00 alle 20.00, la terrazza del Diana Grand Hotel di Alassio, ospiterà le prestigiose Maison e le loro etichette per una degustazione sorprendente. Un’occasione unica per incontrare, professionisti del settore e rappresentanti delle Maison più esclusive.

Una giornata per degustare oltre 150 etichette, tra cui alcune anteprime assolute sul mercato italiano e partecipare a seminari tematici per approfondire, insieme a esperti di fama nazionale, le tecniche, la storia e i segreti dell’affascinante mondo del Roi des Vins.

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“Un mare di champagne”: nuovo format per l’edizione 2018

Sotto il cielo di Alassio, domenica 17 e lunedì 18 giugno saranno tante le stelle dello Champagne che prenderanno parte alla kermesse “Un Mare di Champagne”.

Giunto alla sua VI edizione, l’evento dedicato al “Roi des Vins” si riconferma uno degli appuntamenti più attesi e partecipati nel mondo delle bollicine.

Due giorni in cui le più prestigiose Maison confluiranno nella città ligure per dare vita a un evento che unirà momenti esclusivi, degustazioni dei più rinomati Champagne, seminari di approfondimento e incontri inaspettati.

Organizzato dal Consorzio Macramé – Dire Fare Mangiare, un pool di ristoratori alassini che si è fatto ambasciatore di Alassio, del territorio e delle sue eccellenze enogastronomiche e che da anni trasforma la perla della riviera, “Un Mare di Champagne” in questa edizione cambia il suo format e la sua location per offrire al pubblico di amatori delle bollicine, operatori del settore e giornalisti un’esperienza ancora più coinvolgente.

L’evento si terrà al Diana Grand Hotel & Resort, tutte le informazioni e gli aggiornamenti saranno presto disponibili sul sito dell’evento attualmente in costruzione.

http://www.vinialsupermercato.it/dieci-champagne-favola-nel-mare-alassio/

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Dieci Champagne da favola nel “mare” di Alassio

Meno “zucchero”, ma più “legno” e struttura nel calice. E in vigna, grande attenzione alle frontiere della viticoltura biodinamica, oltre a una spinta sostanziale sulla valorizzazione della parcellizzazione.

“Un Mare di Champagne”, evento di punta delle bollicine francesi in Italia, si conferma anche quest’anno passerella privilegiata per comprendere i nuovi trend di mercato del Metodo Classico più venduto al mondo.

Dall’11 al 14 giugno, al Grand Hotel Alassio & Spa, le 56 maison presenti hanno presentato Champagne con dosaggi zuccherini generalmente risicati, o comunque al di sotto dei massimali della classificazione ufficiale. Un discorso che vale soprattutto per i Brut, trovati troppe volte “piacioni” all’edizione precedente di “Un mare di Champagne”. Merito del dilagare della moda Pas Dosè? Può darsi.

Altro dato che emerge, l’innalzamento qualitativo degli Champagne biodinamici. Con le maison “verdi” ormai pronte a competere alla pari con chi adotta metodi tradizionali, in campagna e dans la cave. “Merito, nella maggior parte dei casi – spiega Livia Riva, La Dame du Vin – della grande attenzione alla pulizia in cantina da parte delle maison che si cimentano nella viticoltura biodinamica”.

Realtà eccezionali come quella di Hugues Godmé, vigneron di Verzenay che vive quasi ventiquattr’ore su ventiquattro tra le sue vigne. Troviamo Godmé direttamente sul podio dei nostri migliori assaggi all’edizione 2017 di Un Mare di Champagne.

I MIGLIORI SECONDO VINIALSUPER
1) Brut Reserve, Boizel. Blend composto per il 55% da Pinot Noir, 30% da Chardonnay e 15% da Pinot Meunier. Tre anni sui lieviti, 30% di vini di riserva. Bollicina finissima e persistente. Al naso zabaione, crema pasticcera, biscotti e lime. In bocca tagliente, minerale e agrumato.

Complesso, ma di una bevibilità eccezionale. Caratteristiche che, unite a un prezzo da listino veramente interessante, gli consentono di raggiungere la vetta della nostra classifica. Uno Champagne, il Brut Reserve Boizel, distribuito in Italia da Feudi di San Gregorio.

2) Cuvée Extra Brut 3c, Bourgeois-Diaz. Il “base”, che “base” non è. Champagne eccezionale questo, considerando il posizionamento nella gamma della maison di Crouttes-sur-Marne.

Nasce dai 7 ettari in conversione biodinamica di proprietà della Bourgeois-Diaz ed è composto da un 55% di Pinot Meunier, un 28% di Pinot Noir e un 17% di Chardonnay. Eccole le “3c”, ovvero i tre vitigni (cépages), che danno vita a un calice indimenticabile, in perfetto equilibrio tra il morbido e l’austero.

3) Extra Brut Fins Bois, Hugues Godmé. Eccolo qui il capolavoro bionamico dell’uomo che sussurra alle vigne. Sessanta percento Pinot Noir, 40 Chardonnay, con il 60% di vini di riserva affinati per l’80% in botti piccole: la formula, più complicata a leggersi che a bersi, di uno Champagne profumato, freschissimo e succoso. Tre grammi litro di residuo zuccherino, giusto per offrire l’ultimo dettaglio tecnico. Per il resto, è da provare.

4) Brut Nature – Dosage zero, Ar Lenoble. Altro ottimo blend che vede il Meunier farla da padrone con un 45%, su Chardonnay (25%) e Pinot Noir (30). Prezzo da listino, 27 euro. Qualità da vendere. Il Meunier proviene da Damery, Valle della Marna, mentre per lo Chardonnay Ar Lenoble ricorre al Grand Cru di Chouilly.

Il Pinot nero, Premier Cru, è invece coltivato a Bisseuil. Un Brut Nature che ha conferma nel calice tutte le aspettative: “dritto”, capace di arrivare al cuore con note fruttate di pera e arancia candita, ben bilanciate con una schietta mineralità e da folate di zenzero.

5) Zero dosage Blanc de Blancs, Encry. Finalmente uno Chardonnay emozionante, pensato e voluto da Encry come la “massima espressione del territorio”. Per intenderci, stiamo parlando dei “vicini di vigna” di Krug, a Mesnil-sur-Oger. Il Blanc de Blancs Zero dosage, 36 mesi sui lieviti, è sboccato à la voleè. Un Blanc de Blancs tipico, ma anche moderno. Impossibile staccarsi da un calice che offre un sorso non eccessivamente complesso ma assolutamente pieno, rigoglioso.

6) Brut Esprit Nature, Henri Giraud. Non tragga in inganno il nome di fantasia, “Nature”. Si tratta infatti di un Brut, da 7-8 grammi litro di dosaggio. Diciotto mesi di affinamento sui lieviti. Quanto basta per ottenere un altro Champagne tutt’altro che banale, ma dalla straordinaria bevibilità. Ottanta percento Pinot Noir, 20 Chardonnay della Valle della Marna. Colpisce per la mineralità e la muscolatura, capaci insieme di “coprire” lo zucchero e di far pensare a un dosaggio zero sui generis. Uno dei prodotti più caratteristici della Maison Henri Giraud.

7) Extra Brut Le Fond du Bateau n 9, Pertois-Lebrun. Un luogo unico come il villaggio di Cramant, grand cru della Côte des Blancs. Un unico vitigno, ovviamente Chardonnay. Un solo anno di raccolta, che riflette l’andamento climatico. E un basso dosaggio zuccherino, pari a 1,5 grammi. Le Fond du Bateau n 9 è lo Champagne  che fa dell’insieme di diverse unicità il proprio punto forte. Minimo cinque anni di affinamento sui lieviti per un Extra Brut che offre un pregevole naso di pasticceria, utile a “stordire” prima di un palato tagliente, dominato da note agrumate di pompelmo. Finale e retro olfattivo virano nuovamente sulla crema. Uno Champagne stupefacente, di delicata complessità.

8) Rosé, Boizel. Di nuovo Boizel, questa volta con il rosé ottenuto al 55% da Pinot Nero, cui viene aggiunto un 30% di Chardonnay e un 15% di Meunier. L’impronta dell’uvaggio predominante è evidente, grazie anche all’utilizzo di un 8% di vino rosso proveniente dai vigneti di Cumières e Les Riceys. Come dalle migliori attese dominano il quadro i frutti rossi, la cui fragranza viene mitigata dalla morbidezza del Meunier e dall’eleganza dello Chardonnay. Uno Champagne che fa dell’equilibrio il suo punto forte, sfoderando un finale lungo, fresco e piacevolmente sapido.

9) Cote de Noir, Henri Giraud. Tutto bellissimo, tranne il conto: si aggira attorno ai 100 euro il prezzo medio sul mercato di Cote de Noir, Champagne Blanc de Noir della maison Henri Giraud. Un calice che fa della struttura e della profondità il proprio asso nella manica. Frutta esotica e miele si incontrano al naso col pepe bianco. Grande freschezza al palato, con il sorso chiamato da una spiccata mineralità, che contribuisce a definire la struttura della beva. Un 100% Pinot Noir di grande compattezza e carattere.

10) Brut Selection, Le Brun Servenay. Vien voglia d’assaporare un’altra delle ostriche servite dagli chef Selecta al Grand Hotel Alassio & Spa mentre si assapora il Brut Selection della maison Le Brun Servenay. Un 100% Chardonnay, dunque un Blanc de Blancs, di tutto rispetto. Ottenuto da vigne di età compresa tra i 20 e i 25 anni, regala un naso intenso di iodio e agrumi. Pregevole la corrispondenza al palato, dove questa selezione proveniente dal gran cru di Avize si conferma Champagne di finissima struttura e carattere.

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Alassio e i dieci Champagne da bere almeno una volta nella vita

Milleottocento bottiglie per cinquecento partecipanti, tra semplici amanti delle nobili “bollicine” francesi ed esperti del settore.  Un successo senza pari quello di “Un mare di Champagne”, l’evento che lunedì 20 giugno ha reso Alassio capitale del Pinot Noir, dello Chardonnay e del Pinot Meunier. Numeri da capogiro se confrontati con l’edizione precedente, che aveva fatto registrare il “botto” di mille bottiglie per 350 persone, nella splendida cornice del Grand Hotel Alassio & Spa di via Gramsci 2/4. E se gli organizzatori del Consorzio Macramé sorridono, non sono da meno i partner gastronomici di Selecta Spa, con i banchetti del gusto presi letteralmente d’assalto dai presenti, per accaparrarsi un’ostrica o una fetta di culatello. Delizioso anche l’olio e le olive a marchio Novaro (Olio Novaro 1860, Imperia), offerto in assaggio dal sales director Enrico Novaro. Come impareggiabili sono risultate le creme di Maison della Nocciola (Settimo Torinese, Torino), con cui la general manager Giovanna Galletti ha ammaliato gli astanti. Ma il vero protagonista dell’evento è stato, ovviamente, lo Champagne. Di seguito le nostre migliori degustazioni. Si tratta di bottiglie non reperibili nella grande distribuzione organizzata, acquistabili nelle migliori enoteche e reperibili nei grandi ristoranti.

IL PODIO
Sul gradino più alto del podio finiscono due piccoli produttori: Ulysse Collin e Frank Pascal. Splendido Les Roises Extra Brut di Ulysse Collin – un Blanc del Blanc Extra Brut che può vantare un breve periodo di fermentazione in legno, ottenuto da vigne di 60 anni, un cru meraviglioso sia al naso sia al palato – e memorabile il Quintessence Extra Brut 2005 di Frank Pascal – 60% Pinot Nero, 25% Meunier, 15% Chardonnay biologico, con 4g/litro di residuo zuccherino – che avvolge il naso con richiami di miele d’acacia, una golosità che ritroviamo anche al palato, sinuoso e perfetto nel corpo, dove il Noir si fa sentire eccome.

Altro pari merito, al secondo posto, per due produttori di Champagne tra loro molto diversi: Duval – Leroy, distribuito dalla Compagnia dei Caraibi Srl (To) e rappresentati ad Alassio da Marco Galasso, e Lanson, gruppo Duca di Salaparuta Spa, maison di Reims raccontata dal wine ambassador Andrea Pellegrini. Il Rosè Prestige Brut Premier Cru, ottenuto da un 90% di Pinot Noir e un 10% di Chardonnay della Cote des Blancs è un gioiellino: d’un rosa salmone brillante, regala al naso note intense di ciliegia, fragoline di bosco e fico, impreziosite da un pizzico austero di zenzero. Un rosè di grande eleganza anche al palato, dove le note fruttate del Pinot Noir giocano con un perlage soffice come le nuvole. Lascia il segno, come una bella donna, anche Femme de Champagne Millésime 2002 Brut di Duval – Leroy, il 100% Pinot Nero Grand Cru che costituisce l’eredità del patron della maison alla moglie Carol, che ora conduce assieme ai figli Julien, Charles e Louis il tesoro di una “famiglia indipendente”, come recita il claim aziendale, dal 1859. Da una piccola maison, lady Carol ha trasformato in pochi anni la Duval – Leroy in un colosso fondato proprio su questo rosè unico. Sino ad arrivare a produrre qualcosa come 6 milioni di bottiglie, grazie ai 200 ettari di vigne e all’uva selezionata scrupolosamente da selezionati terzisti.

L’ottimo Andrea Pellegrini presenta invece la vasta gamma di Champagne Lanson, che apprezziamo particolarmente per l’anticonformismo (è proprio il caso di dirlo) nel dosaggio a 4 grammi litro per la maggior parte della produzione. Segnaliamo dunque l’Extra Age Brut Lanson, blend composto per il 40% da Chardonnay e per il 60% da Pinot Noir. Le uve provengono esclusivamente da vigneti selezionati “Grand Cru” e “Premier Cru” e costituiscono il matrimonio di tre eccezionali annate come la 2002, la 2004 e la 2005. Cinque anni (minimo) di affinamento per regalare all’esame visivo un giallo paglierino intenso e un perlage molto fine. Pan speziato e miele la fanno da padrona all’olfatto, assieme a note fruttate di pesca e frutta secca. Mentre in bocca lascia il segno una struttura sostenuta da una bella acidità, con le note fruttate a fare da contorno. Da bere almeno una volta nella vita anche il Gold Label Vintage 2005 Lanson, ottenuto in prevalenza da Pinot Nero, con un’aggiunta di Chardonnay che, per il millesimo in questione, si assesta attorno al 45%. Uno champagne prodotto esclusivamente nelle annate migliori, che prevede un affinamento minimo di 5 anni in seguito alla pigiatura delle uve provenienti dai cru Cramant e Le Mesnil-Sur-Oger (Chardonnay) e Ay, Louvois, Verzenay e Verzy per il Pinot Noir. Anche se il calice della degustazione non esalta il perlage, le “catenelle” sono presenti, persistenti e fini. Ancora note “grasse” al naso prima e al palato poi, con il miele d’acacia e la frutta candita. Pienezza straordinaria al palato, per uno Champagne di gran classe.

Come non citare, sul podio, Perrier-Jouet col suo Belle Epoque 2007: terzo posto nella nostra speciale classifica. Champagne e maison che non hanno bisogno di presentazioni, con la distribuzione italiana affidata alla Marchesi Antinori Spa di Firenze, rappresentata alla grande ad Alassio dall’istrionico direttore commerciale Leo Damiani. Otto grammi litro il dosaggio del Grand Brut, così come per il Blason Rosé Perrier-Jouet. Bottiglie “piacione”, che citiamo solo per dovere di cronaca e che non facciamo rientrare nella classifica delle migliori degustate. Produzioni, queste, nate per ammaliare un pubblico vasto. Volutamente “così”. E, come tali, in grado di strizzare l’occhio a un gentil sesso non necessariamente esperto del settore. Il Grand Brut (40% Chardonnay, 40% Meunier, 20% Pinot Noir) è uno degli Champagne più rotondi reperibili sul mercato, e non solo al “Mare” di Macramè. Una “bollicina” ottenuta da un 70-80% di vini di vendemmia, cui va a sommarsi un 20-30% di vini di riserva. “La sua forza è la costanza nel tempo, nello stile, difficile da conseguire di anno in anno – ammette Leo Damiani -. Il Grand Brut è lo stereotipo dello Champagne”. Persistenza e semplicità, da gettare distrattamente in un flute. Blason Rosé è la declinazione in rosa di quanto appena descritto. Una trama più complessa al palato, che si gioca tutto sull’acidità e sulle note agrumate. Un quadro piacevole e, nuovamente, rotondo.

LE ALTRE DEGUSTAZIONI
Quarto posto per il Brut Grand Cru Blanc de Blancs di Encry, distribuito in Italia da Proposta Vini di Pergine Valsugana, Trento. Ennesimo dosaggio a 4 grammi litro che apprezziamo sin da subito per la luminosità del giallo paglierino che colora il calice, ravvivato da un perlage fine. Buona complessità al naso, con note di zucchero filato a incoronare fiori bianchi e mandorla. In bocca buona struttura e piacevolissima sapidità: per gli amanti del “genere” sapido, uno Champagne da provare a tutti i costi. Ottenuto in acciaio, con 40 mesi di affinamento. Segnaliamo anche lo Zero Dosage Grand Cru Blanc de Blancs Encry e il Grand Rosé Prestige Encry.

Quinto Champagne che suggeriamo è il Brut Nature Cuvée Perle de Ayala 2005. Splendido blend composto all’80% da Chardonnay e al 20% da Pinot Nero, 96 mesi sui lieviti, si presenta di un giallo dai riflessi dorati. Al naso spiccano chiare le note di nocciola, biscotti e miele. Tutte note che ritroviamo anche al palato, dove una soffusa speziatura di zenzero rende il sorso successivo una necessità. Di grande freschezza e Nerbo anche il Brut Majeur Ayala, ottenuto da Pinot Noir 40%, Chardonnay 40% e Pinot Meunier 20%. Uno Champagne da gustare a tutto pasto, ottenuto dalla cuveée composta per l’85% da uve della vendemmia 2006, cui vengono addizionati vini di riserva da Chardonnay e Pinot Noir.

Jean-Christophe Gremillet, cellar master dell’omonima maison di Balnot sur Laignes, lo definisce “la migliore espressione del terroir di proprietà, combinato all’esperienza maturata della casa produttrice”. Una definizione che non possiamo che sottoscrivere, quella riservata al Blanc de Noirs Brut Gremillet, un 100% Pinot Nero dalla grande persistenza e pulizia degli aromi: è il sesto della nostra classifica di Champagne degustati ad Alassio. Premiatissimo a livello internazionale, questo Champagne è adatto a chi ama ritrovare anche tra il perlage le note speziate, decise e robuste del pepe. Una bottiglia inconfondibile, anzi: riconoscibile tra un milione. Che invita i più audaci a giocare anche in cucina, con abbinamenti tutti da scoprire.

Per gli amanti del “dosaggio zero”, ecco il settimo Champagne: è il Brut Nature – Dosage Zéro di Ar Lenoble, distribuito da Champagne Ar Lenoble Italia. Una potenza inconsueta per questo blend di Pinot Nero e Pinot Menunier (35%), che mostra la rotondità del secondo solo dopo aver scattato la fotografia dei muscoli del primo. Un bel mix di potenza e grazia quello della maison di Rue Paul Douce, Damery, prodotto al 100% dalle vigne di proprietà di Antoine e Anne Malassagne, fratello e sorella che danno corso con passione a una tradizione famigliare che risale al 1920. Il Brut Nature – Dosage Zéro Ar Lenoble è ottenuto grazie a una pozione così composta: 30% da Chardonnay del Grand Cru di Chouilly, 35% di Pinot Nero dal Premier Cru di Bisseuil, 35% di Pinot Menunier di Damery (Valle della Marna). La base è costituita da vini della vendemmia 2010, più un 22% di vini di riserva. Ar Lenoble è un’azienda attenta all’ambiente, certificata in Francia con il riconoscimento dell’Haute Valeur Environnementale, conseguito nel 2012. Un’attenzione che viene ripagata da un calice di estrema schiettezza e pulizia.

Ultimi tre posti della nostra speciale classifica degli Champagne da provare almeno una volta nella vita, occupati da due maison distribuite da aziende del sudovest Milanese. La maison al settimo posto è Steinbruck (Steinbruck Italia Srl, Pieve Emanuele – Mi) con la sua Cuvée Blanc de Noir che abbraccia tutte le zone della Cote des Blancs: morbido, invita al sorso, anche grazie a un perlage croccante. Profumi intriganti di frutta esotica che rischiano di disorientare, ma nel complesso un ottimo prodotto. La famiglia Steibruck, proprietaria di alberghi in Costa Azzurra, seleziona dal 1880 Champagne da proporre alla propria clientela. Un’attività ripresa oggi da Marque Auxiliare (Acheter). Sempre di Steinbruck il nono classificato, la Cuvée Brut Blanc de Noir: uno Champagne dal bel giallo paglierino, ottenuta al 100% da Pinot Nero dei Cru Montagne de Reims (Bouzy ed Ay), Vallée de la Marne e Aube (Cote de Bar). Tre anni sui lieviti per le uve 100% uve Pinot Noir provenienti dalla Montagne de Reims (Bouzy ed Ay) e per un’altra parte dei Pinot Noir della Aube. Ottanta i vini che compongono questa interessantissima cuvée, tra i quali circa un 20% di vino di riserva. Gran corpo e struttura per questo Champagne: un altro che può regalare soddisfazioni in cucina, anche con gli abbinamenti più azzardati.

E’ Deutz, col suo Brut Classic, a chiudere la classifica delle maison di “Un Mare di Champagne”. Una bottiglia che è ormai diventata un classico, anche se divide il pubblico di appassionati ed esperti. Non la pensano così i distributori di Corsico (MI), che la definiscono “il base che nessuno sa fare”. Di certo si tratta di uno Champagne lungo, dall’acidità importante, invidiabile. Da provare, insomma. Il Brut Classic Deutz è ottenuto dalla somma dei 33% di Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay, che registrano l’aggiunta di una percentuale variabile tra il 20 e il 40% di vini di riserva. L’acidità molto alta equilibra bene gli 8 grammi litro di residuo zuccherino, che in altri Champagne degustati ha compromesso il giudizio finale.

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Il mare di Alassio? E’ di champagne. Per due giorni

I sogni diventano realtà, ad Alassio. Ma solo per due giorni. “Un mare di Champagne” è il nome della più grande degustazione di “bollicine” francesi della riviera ligure. Interverranno ben quarantadue maison, che presenteranno oltre cento Champagne. L’appuntamento è dalle ore 12.00 alle ore 20.00 presso il Grand Hotel Alassio & Spa di Alassio, Savona. Spazio anche per le primizie gastronomiche di Selecta Spa: dal Baccalà dissalato tradizionale Rafols alle Ostriche Cadoret, dalle Mazzancolle di Porto Santo Spirito al gusto inconfondibile dei Salumi del Podere Cadassa. La degustazione è aperta agli operatori di settore (sommellier tesserati Fisar, Onav, Ais, Fis, Amira, Donne del Vino, Accademia della Cucina, Slow Food, ingresso a 25 euro), al pubblico di appassionati (35 euro) e alla stampa italiana. L’accredito online, unitamente al bonifico bancario, garantiscono l’accesso alla degustazione, giunta ormai alla sua IV edizione. Di tutto rispetto la lista delle maison di Champagne presenti: AD Coutels, AR Lenoble, Ayala, Barons de Rothschild, Bonnaire, Charles Heidsieck, Chassenay d’Arce, Collet, Comte de Montaigne, De Castelnau, De Venoge, Delaplace, Deutz, Devaux, Drappier, Duval Leroy, Encry, Frank Pascal, Gremillet, Henriot, Lancelot-Pienne, Lanson, Le Brun Servenay, Legras & Haas, Louis Brochet, Louis de Sacy, Palmer & Co, Paul Bara, Paul Goerg, Paul Louis Martin, Perrier-Jouët, Pierre Gimonnet & Fils, Piper Heidsieck, Pol Roger, R & L Legras, Steinbrück, Ulysse Collin, V. Etien, Veuve Clicquot, Vieille France, Vollereaux, Vranken Pommery. La degustazione è aperta agli operatori di settore, al pubblico di appassionati e alla stampa italiana.

IL PROGRAMMA
Oltre alla degustazione, “Un Mare di Champagne” prevede anche tre seminari di approfondimento presso la Sala riservata Grand Hotel Alassio & Spa: anche in questo caso occorre iscriversi per partecipare, sino all’esaurimento dei posti disponibili. Dalle 15 alle 15.45 spazio a “Champagne, un vino unico al mondo: storia e leggenda, uomini e terroir”. Relatore Livia Riva, La Dame du Vin. Dalle 16 alle 17 “Champagne e Cucina: esaltazione del gusto ed arte e scienza del servizio”, relatore Alessandro Scorsone. Chiude i seminari, dalle 17.15 alle 18.15, “Chef e Champagne: magia in cucina”, che vedrà nuovamente relatrice Livia Riva, oltre all’intervento di Alida Gotta, finalista Master Chef 2015, che delizierà gli ospiti col suo show cooking. Un Mare di Champagne si chiuderà martedì 21 giugno con la cena di gala al Golf Club di Garlenda, location di grandissimo prestigio. Il menu degustazione, preparato a più mani da tutti gli chef Macramè, vedrà anche la partecipazione di illustri Ospiti stellati: Maurulio Garola di La Ciau del Tornavento di Treiso; Federico Gallo della Locanda del Pilone di Madonna di Como; Massimo Viglietti, dell’Enoteca Achilli di Roma; e Franco Ascari, chef pasticcere di Selecta Spa. Ogni portata sarà abbinata ad uno Champagne: Perrier-Jouet, Deutz, V. Etien, Devaux e Krug. E’ previsto un servizio di navetta, su richiesta. Per informazioni e prenotazione (obbligatoria) alla cena di gala: +39 3664815006. Una vera e propria esperienza di gusto: anche perché, ciascuna portata, sarà accompagnata da un abbinamento Champagne diverso. Grande protagonista della serata sarà il pastry chef di Selecta Franco Ascari, che per l’occasione proporrà la sua ultima deliziosa creazione: Mousse di Albicocca e Basilico, Crumble al Sesamo nero, Gelato Coeur de Guanaja 80% Valrhona.

GLI ORGANIZZATORI
Macramé è un Consorzio che oggi riunisce ristorazione e ricettività. Ha come obiettivo primario “la continua ricerca del bello e del buono, attraverso il divertimento, l’intrattenimento, le curiosità, la promozione del territorio”. In particolare si distingue nella cucina, che – per dirla alla Macramé – “è espressione fedele di un territorio ricco di prodotti di altissimo pregio”. Dai frutti del mare a quelli della terra, la missione è “valorizzare la materia prima nel rispetto della stagionalità e della natura trasferendo nei piatti la passione e la creatività che contraddistinguono i diversi ristoranti”. Tanti attori con le proprie peculiarità ma uniti da un comune denominatore: offrire il meglio ai propri ospiti. Al termine della stagione 2012, il Gabbiano e il Palma, ovvero Paolo e Massimo mettono le basi del Consorzio, coinvolgendo altri cinque ristoranti affini. Ed è così che nasce il primo evento del gruppo: “Alassio Street Food Festival – la cucina gourmet scende in strada”. Da questa fortunata esperienza prendono il via una serie di incontri, in cui si disquisisce di cucina e si degustano grandi etichette. Le voci dei sette cominciano a sovrapporsi e piano piano a fondersi in un’unica melodia. Come una trama di preziosi fili che con pazienza e abile maestria diventa un bellissimo merletto. Ecco trovato il titolo che li rappresenta: Macramè. Il sotto titolo è presto stilato: “Dire, Fare, Mangiare”. E anche Bere. Oggi il consorzio Macramè si compone di otto elementi: Gabbiano, Lamberti, La Prua, Mozart, Panama, Villa della Pergola, Viola e Chef Massimo Viglietti.

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