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Concorso mondiale del Sauvignon, oltre 950 le aziende iscritte

Oltre 950 campioni arrivati fino ad ora da 24 Paesi sparsi in tutto il mondo, dalla Francia all’Italia, dalla Nuova Zelanda alla Spagna, dal Sudafrica all’Austria, dal Cile alla Slovenia. E molte aziende vitivinicole stanno ancora inviando la domanda di partecipazione, a tal punto che la scadenza per partecipare è stata spostata al 15 febbraio. Si preannuncia già un successo la 10^ edizione del Concorso Mondiale del Sauvignon, la prestigiosa competizione che Udine ospiterà dal 7 al 9 marzo e che vedrà arrivare in città circa 70 tra degustatori, giornalisti, esperti e critici provenienti da tutto il mondo.

Non poteva essere che il Friuli ad ospitare per la seconda volta, la prima nel 2015, l’edizione che festeggia i dieci anni di una manifestazione organizzata dall’agenzia belga Vinopres con il supporto organizzativo della Pregi e la collaborazione di Regione, Ersa, Comune di Udine e Consorzi delle Doc Fvg.

Il 7 marzo (la partenza degli ospiti è prevista per il 10) arriveranno a Udine enologi, sommelier, distributori, giornalisti e purchasing advisor. Una settantina in tutto di esperti di circa 22 nazionalità diverse che valuteranno, precisamente l’8 e il 9, i vini presentati al concorso e provenienti da Paesi di tutto il mondo.

Durante le degustazioni, che si terranno nelle suggestive cornici offerte da Palazzo D’Aronco e dalla Loggia del Lionello, i vini saranno divisi in serie omogenee organizzate in base a criteri quali la categoria, l’origine, le proporzioni dell’assemblaggio e il prezzo di vendita. Per valorizzare al meglio i produttori premiati, i risultati saranno proclamati al salone ProWein a Düsseldorf (Germania), domenica 17 marzo.

Al centro della kermesse sarà il Sauvignon bianco, vino che negli ultimi anni ha suscitato un forte interesse sui mercati internazionali.

Nella tre giorni udinese, oltre alle degustazioni che si terranno in Comune, gli ospiti saranno inoltre accompagnati in visite guidate a tema alla scoperta dei prodotti Dop, Igp, Pat della regione Friuli Venezia Giulia.

Un’occasione per far conoscere questo territorio a esperti internazionali e, allo stesso tempo, valorizzare una terra, il Friuli, che per citare le parole dello scrittore Ippolito Nievo è “un piccolo compendio dell’universo”.

“Un grazie particolare, anche da parte dei produttori friulani – commenta Adriano Gigante, presidente del Consorzio delle Doc Fvg – va, oltre alla Regione e all’Ersa, all’organizzazione del concorso. L’aver scelto nuovamente la nostra regione – prosegue – rappresenta un grande riconoscimento al lavoro di squadra partito da un’idea del Consorzio tutela vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo quando, nel 2009, un gruppo di aziende si autofinanziò per creare e far partire quello che a suo tempo venne chiamato “Progetto Sauvignon”.

“Siamo orgogliosi – conclude Gigante – che una piccola regione come il Friuli Venezia Giulia possa rappresentare l’Italia a una competizione internazionale, dove arrivano campioni da tutti i continenti. Un grazie va quindi rivolto sia ai nostri produttori, che continuano a ricercare il massimo della qualità per portare sempre più in alto il nome del Friuli Venezia Giulia, sia all’amministrazione regionale che crede nei produttori e ci aiuta a far conoscere il grande lavoro svolto”.

Come anticipato, il termine ultimo per partecipare scadrà improrogabilmente il 15 febbraio. La competizione è aperta, senza distinzioni, a tutti i vini ottenuti prevalentemente (min. 51%) dai vitigni Sauvignon e/o Sauvignon grigio, qualunque sia il produttore, l’origine o la categoria. Dal 2017 una nuova categoria offre ai vini frizzanti prodotti con il Sauvignon la possibilità di partecipare.

Tutti i dettagli della manifestazione, i vini e le aziende in gara e il programma dettagliato della tre giorni udinese con tutte le sorprese riservate agli ospiti internazionali verranno svelate nel corso di una conferenza stampa che si terrà lunedì 18 febbraio alle 10 nella Sala Kugy del Palazzo della Regione a Udine.

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Autoctono si nasce 2019: buona la prima di Go Wine a Milano. I migliori assaggi

MILANO – Non poteva scegliere tema migliore l’associazione Go Wine per aprire a Milano la nuova stagione enoica. “Autoctono si nasce2019 – in passerella oltre 60 varietà di vitigni autoctoni italiani – è stato un successo ieri pomeriggio all’Hotel Michelangelo di Milano.

“La nostra associazione promuove la cultura del vino – ha precisato Massimo Corrado, presidente di Go Wine – oltre al turismo. Il nome scelto dice tutto: il vino fa viaggiare le persone. Il vino ci fa diventare mobili. Si assaggia per esempio un buon vino in città e poi si avverte il piacere di andare a vedere dove nasce”.

“Autoctono si nasce – continua Corrado – è una diretta conseguenza di questo nostro credo: gli autoctoni sono legati a tanti territori, hanno radici profonde e sviluppano quel concetto di identità e diversità che per noi è centrale nell’approccio al vino”.

E mentre Go Wine scalda i motori del secondo appuntamento meneghino, con Barolo, Barbaresco e Roero protagonisti il 21 febbraio sempre a Milano, ecco i migliori assaggi ad “Autoctono di nasce” 2019.

I MIGLIORI ASSAGGI
Dolcetto d’Alba Doc 2017, Azienda Agricola Baldissero. Uber alles. Un Dolcetto di emozionante perfezione quello di Baldissero.

Bel rubino brillante nel calice, da cui si sprigionano precisi e intensi sentori fruttati, prima di una chiusura in cui appare il tannino, nascosto da una vena di mandorla amara.

Colli Tortonesi Doc Terre di Libarna Timorasso 2013 “L’Archetipo”, Azienda Vinicola Poggio. Il Timorasso che non t’aspetti, ma solo se non conosci il Poggio, unica azienda dei Colli Tortonesi operante in Val Borbera, al confine estremo della Doc con la Liguria.

Balsamicità, vena talcata e mentolata sono le caratteristiche di un Timorasso unico nel suo genere nel panorama della Denominazione, degustato in magnum.

Doc Friuli Colli Orientali Pignolo 2008, Adriano Gigante. Ennesima dimostrazione delle potenzialità di questo straordinario autoctono friulano.

Un vino che mostra ancora risvolti giovanili, nonostante gli 11 anni già sulle spalle. Un rosso elegante e allo stesso tempo potente, sia al naso sia al palato. Il Friuli di finezza, con tanta strada ancora davanti.

Riviera Ligure di Ponente Doc Vermentino 2012, Tenuta Maffone. Un Vermentino ligure che sembra strizzare l’occhio al piemonte, per l’eleganza che ricorda certe punte di qualità dell’Arneis. Richiami minerali netti al naso, vicini all’idrocarburo, ne denotano una certa evoluzione. Ma in bocca è ancora tutta frutta, freschezza e prospettiva. Meraviglioso.

Buttafuoco Storico Vigna Sacca del Prete Doc 2013, Fiamberti. Poco meno di 4 mila bottiglie per questa “chicca” che esalta le grandi potenzialità rossiste dell’Oltrepò pavese (Croatina, Barbera, Ughetta di Canneto e Uva Rara). Un vino giocato su garbate note di frutti rossi sotto spirito e terziari dovuti al lungo affinamento in legno. Ancora giovane, ma già dotato di una gran bella gastronomicità.

Morellino 2016 “Heba” / Maremma Toscana Rosso 2015 “Sinarra”, Fattoria di Magliano. Si cambia zona e stile. Andiamo in Toscana, più esattamente in Maremma, per una linea di vini tutto frutto, ma tutt’altro che banali. Fattoria di Magliano riesce infatti a coniugare come pochi nel panorama nazionale la tipicità e rappresentatività del proprio terroir e l’eleganza del frutto, che esalta naso e beva.

“Heba” 2016 e “Sinarra” 2015 sembrano solo all’apparenza due vini agli antipodi: pronto e fresco il primo, più sui terziari e destinato all’allungo il secondo. Li lega un pregevole fil rouge: la capacità di portarti col pensiero sulle vigne, affacciate sul mare.

Prosecco Superiore Valdobbiadene Docg Rive di Guia “Otreval”, La Tordera. Unconventional Prosecco, tradotto: Prosecco vero. Dosaggio zero che esalta in maniera ineccepibile il terroir, senza uccidere la semi aromaticità della Glera. Forza e coraggio prosecchisti, la strada è questa: quella della qualità.

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