Tutti termini che spesso, nel linguaggio del vino, hanno una deriva diminutiva, come se solo la complessità fosse degna di attenzione. Ogni vino ha il suo perchè.
Il Puglia Igp Verdeca Adelphòs è gradevolissimo. Si presta ad accomunare il gusto di palati differenti: un vino maschile e femminile. Il nome stesso “Adelphòs” deriva dal greco e significa fratello.
E “a chi non piace la Verdeca Adelphòs, il Signore neghi l’acqua” lasciatesi scherzare parafrasando un noto detto sul vino.
LA DEGUSTAZIONE
Di colore giallo paglierino con riflessi verdolini ha un naso schietto e fine di fiori bianchi e frutti a polpa bianca, pesca ma anche melone giallo oltre ad una nota mielata.
Vivace e pieno di brio, non solo per l’effervescenza (misurata), accompagna felicemente il convivio. In perfetta simmetria, al palato ritroviamo il frutto e anche il miele in un calice morbido e succoso dal fondo dolcino che non disturba affatto. Se la gioca tutto sulle morbidezze senza cadere nello stucchevole.
In cucina è un ottimo aperitivo, ma accompagna anche a tutto pasto un menù a base di pesce di una ideale serata estiva: cozze gratinate, insalata tiepida di polpo, primi piatti come cavatelli ai frutti di mare. E non “sfina” nemmeno su due fritture a chiudere. Sorprendente.
LA VINIFICAZIONE
Il Puglia Igp Verdeca Adelphòs è ottenuto dalla vinificazione di sole uve Verdeca coltivate in Valle d’Itria nei comuni di Locorotondo,Cisternino e Martina Franca. Le uve rigorosamente raccolte a mano in piccole cassette, da personale esperto, provengono da vecchi vigneti allevati in parte ad alberello ed in parte a tendone pugliese con carica limitata di gemme.
Una volta raccolte e trasportate in cantina, le uve vengono immediatamente pigiate e diraspate. Il mosto così ottenuto viene criomacerato a zero gradi per 24 ore. Tecnica che permette un’estrazione maggiore degli aromi contenuti nella buccia. Segue pressatura soffice in ambiente inertizzato per evitare l’ossidazione del mosto.
Dopo circa 12 ore di decantazione si procede al travaso del solo mosto limpido innescando il processo fermentativo con i propri lieviti indigeni tra i 10-15 gradi. Prima di ultimare completamente la fermentazione, quando il mosto ha raggiunto la gradazione alcolica di 11 gradi circa, si filtra il tutto in modo che la restante parte non fermentata dia al vino il giusto residuo zuccherino naturale unito anche alla naturale effervescenza.
A 3 mesi dalla vendemmia viene chiarificato, refrigerato e microfiltrato per essere subito dopo imbottigliato.
Nonostante non provenga da una conduzione dichiarata in biologico in vigna, viene controllato per quanto riguarda presenza di pesticidi e fitofarmaci che risultano essere assenti. Questo è dovuto all’attenta gestione agronomica dei vigneti seguita da personale di famiglia e svolta senza uso della meccanizzazione per molti lavori come potatura, defogliatura etc.
La storia dell’azienda Angiuli Donato parte nel 1880. Da tre generazioni producono vino nel pieno rispetto del territorio e della tradizione locale. L’azienda si trova ad Adelfia, in provincia di Bari, una delle zone vitivinicole più ampie della regione, nella culla della doc Gioia del Colle. Produce tre linee di vino: Angiuli, Adelphòs e Maccone.
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