Se è vero che ogni giorno è buono per aprire una bottiglia di Champagne, un po’ meno scontato è il suggerimento del Bureau du Champagne Italia, che per lo Champagne Day di oggi, venerdì 25 ottobre, suggerisce l’abbinamento delle pregiate bollicine francesi con i formaggi italiani. Niente Camembert, Roquefort o Brie. In occasione della giornata internazionale dedicata allo Champagne, l’Italia gioca in casa con alcuni dei suoi pezzi da novanta del settore caseario. Formaggi facilmente reperibili anche al supermercato, perfetti per alcune tipologie precise di Champagne. Provare per credere: Gorgonzola Dolce, Fontina, Taleggio, Caciocavallo, Pecorino, Robiola, Bitto e Burrata sposano benissimo l’iconico spumante d’Oltralpe.
CHAMPAGNE E FORMAGGI ITALIANI: 8 ABBINAMENTI DA PROVARE
Champagne Blanc de Blancs brut nature e Gorgonzola Dolce
Il Gorgonzola Dolce è un formaggio erborinato a pasta molle, con una texture cremosa e un sapore delicato, dolce e leggermente burroso, arricchito dalle note della muffa nobile nelle sue venature blu-verdi. Il contrasto tra la freschezza minerale e l’austerità del Blanc de Blancs in versione Brut Nature e la dolcezza untuosa del Gorgonzola crea un equilibrio gustativo perfetto.
Champagne Blanc de Blancs brut e Fontina di alpeggio
La Fontina di alpeggio è formaggio estivo, delicato, con richiami alla flora alpina, di consistenza quasi fondente; la scelta di un Blanc de Blancs intenso, sfaccettato ma estremamente fine, serve a esaltarne la luminosità, in un continuo gioco di rimandi tra formaggio e vino, che si equilibrano in un finale dove convergono le note di tostatura di entrambi. Abbinamento di luminosità e charme.
Champagne Rosé brut e Taleggio
Il Taleggio è un formaggio a crosta lavata, morbido e dalla consistenza cremosa, con aromi leggermente pungenti, ma un sapore dolce, burroso e con un retrogusto acidulo. Uno Champagne rosé brut contrasta e bilancia il carattere grasso e fondente del Taleggio. Il profilo del rosé si armonizza con la dolcezza del formaggio, mentre l’acidità dello Champagne si bilancia con grassezza e consistenza.
Champagne Rosé brut e e Caciocavallo Silano di Grotta
Formaggio deciso, dove la dolcezza del caciocavallo, durante la stagionatura in grotta, si sviluppa i sentori di bosco e frutta secca, con leggeri richiami speziati. Il rosé va ad aggiungere una serie di note di freschezza, agrumata, con un tocco di lampone, per mantenere la tensione ed esaltare la complessità del formaggio. Abbinamento di intensità e dinamismo.
Champagne Blanc de Noirs brut e Pecorino Fiore Sardo
Il Pecorino Fiore Sardo è un formaggio ovino sardo tradizionale, dal gusto sapido, leggermente affumicato e ricco di note lattiche e vegetali. Se non troppo stagionato, mantiene un buon equilibrio tra dolcezza e sapidità, con una texture compatta, ma ancora morbida. Il Blanc de Noirs offre corpo e intensità che contrastano e allo stesso tempo esaltano il carattere complesso del Pecorino. Le note di frutta matura di un Blanc de Noirs evoluto si legano perfettamente al sapore deciso del formaggio, senza sovrastarlo.
Brut Sans Année e Robiola di Roccaverano
La Robiola è cremosa, molto minerale e con punte di acidità. Un gusto complesso che si può abbinare a un Brut sans année dal gusto bilanciato, pieno ed elegante, capace di non sovrastare il gusto del formaggio.
Champagne Brut Millesimato e Bitto
Il Bitto è un formaggio d’alpeggio con una pasta dura e granulosa che varia di intensità a seconda della stagionatura. Un Bitto più giovane ha sapori di latte, erba e burro, mentre uno più stagionato sviluppa note di frutta secca, caramello e un sapore deciso e persistente. Uno Champagne millesimato, ampio e aromatico, può essere un accompagnamento in grado di esaltare la profondità e la complessità del formaggio aggiungendo freschezza.
Demi-Sec e Burrata
Le note dolci dello Champagne Demi-Sec accompagnano la morbidezza della burrata e in particolare della panna. Un abbinamento per assonanza che trasforma l’assaggio quasi in un dessert senza rinunciare ad acidità e sapidità.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Se ogni principessa ha il suo principe, Sissi ha trovato Rottensteiner. Almeno per un pranzo, d’alta cucina. Lo scorso weekend, al noto ristorante di Merano è andato in scena l’abbinamento gourmet tra i vini della Tenuta di Bolzano, fondata nel 1950 da Hans Rottensteiner, e i piatti dello chef Andrea Fenoglio. Un matrimonio andato ben oltre i canoni classici del riuscitissimo winepairing. A “sfidarsi”, tra il calice e le forchette, ecco diverse annate di Pinot Bianco, Schiava, Lagrein, Santa Maddalena e Gewürztraminer. Tutti vini con un comune denominatore: il porfido. La roccia rossa di origine vulcanica che caratterizza gran parte del suolo dei vigneti di Rottensteiner si tramuta in vini dal netto profilo sapido-minerale, tesi e al contempo profondi. Certamente longevi.
Il porfido è una caratteristica intrinseca allo stesso cognome che identifica la Tenuta: dal tedesco “Rot” significa “Rosso” e “Steine” vuol dire “Pietre”. Ma l’occasione è di quelle che spostano l’attenzione dal particolare al generale. Il pranzo dimostra l’estrema versatilità dei vini dell’Alto Adige nell’abbinamento con ingredienti e piatti della tradizione italiana – come trota salmonata, vitello tonnato, guancia di vitello, pollo e Strudel di mele – rivisitati con richiami orientaleggianti (wasabi, Dashi, Katsuobushi) e intriganti connotazioni fumé (tuberi e radici affumicate). Non certo una prova semplice quella a cui si sono sottoposti i vini di Rottensteiner. Un po’ come studenti volontari per l’interrogazione del lunedì, che risultano promossi a pieni voti. Sia da soli che nel pairing.
I VINI DI ROTTENSTEINER ALLA PROVA DELL’ALTA CUCINA
Ad aprire le danze ecco un classico del ristorante Sissi: la “Pizza liquida“, abbinata a una bollicina. Manca uno spumante nella gamma di Toni, Hannes, Judith ed Evi Rottensteiner, dunque la scelta ricade su una certezza assoluta per il Metodo classico dell’Alto Adige: Arunda. Un messaggio chiaro, quello della famiglia di produttori altoatesini, in accordo con lo chef Andrea Fenoglio: la produzione vinicola dell’Alto Adige è giunta a punte di qualità tali da poter consentire l’esordio a tavola con uno Champenoise locale, al posto uno Champagne o di qualsiasi altro Metodo classico italiano; proseguendo poi con bianchi e rossi, per finire con un passito. Tutto “Made in Bolzano“.
Con l’antipasto del Sissi “Avanti con il Vitello Tonnato” la sfida inizia a entrare nel vivo. Nel calice ci sono due annate del Pinot Bianco “Carnol”, la 2022 e la 2012. Neppure a dirlo, è la vendemmia con qualche anno sulle spalle a convincere di più nell’abbinamento. Il colore è ancora splendido, d’un giallo paglierino intenso con riflessi dorati. Rintocchi leggeri di idrocarburo aprono il naso insieme a note mentolate e di erbe come timo e verbena.
Ma è al palato che si gioca la partita perfetta per il piatto, grazie a una componente glicerica che ne sostiene il sapore deciso e sapido, legandosi alla consistenza cremosa data dalla parziale lavorazione del vino in barrique. Carnol 2022 è giovane e di gran prospettiva. Freschezza, agrumi, balsamicità e una gran sapidità lo rendono già bevibilissimo, consigliando però di tenere da parte qualche bottiglia in attesa di una sicura, positiva terziarizzazione degli aromi.
ROTTENSTEINER DAL PRIMO AL DOLCE: GLI ABBINAMENTI GOURMET DEL SISSI
Il primo del Sissi, Trota salmonata con Dashi e Katsoubushi, è il piatto della svolta. L’abbinamento Rottensteiner-Fenoglio giunge a livelli di piacevolezza estremi, grazie all’Alto Adige Schiava Doc Vigna Kristplonerhof 2022. Tendenza umami e wasabi si legano alla spezia dosata della Schiava, con i suoi tannini sottili e la sua slanciata sapidità. Ma quel che sorprende è la perfetta concordanza tra la croccantezza e la pulizia estrema delle note fruttate del vitigno e i sapori delicati del pesce, ben diffuso in fiumi, torrenti e laghi altoatesini. Fondamentale nella buona riuscita del pairing è la temperatura di servizio della Schiava, leggermente fresca.
Fascino assoluto anche con i “Tuberi e Radici affumicate” dello chef del ristorante Sissi, a sposarsi con due annate (2022 e 2016) dell’Alto Adige Santa Maddalena Classico Doc Vigna Premstallerhof. Il pairing funziona alla perfezione con entrambi i vini, ma sono la maggiore densità e peso specifico della straordinaria annata 2016 ad avere la meglio al traguardo, al fulmicotone, controbilanciando divinamente il carattere sapido e fumé del piatto.
Più didattici, ma comunque ottimamente riusciti, gli abbinamenti dell’Alto Adige Santa Maddalena Classico Doc Vigna Premstallerhof Select 2022 con il “Pollo di Vigna, Maionese allo zafferano, Salsa alla liquirizia e peperone crusco” (qui il Paradiso è assicurato anche dal contrasto tattile tra le consistenze cremose e croccanti con quella “liquida” del nettare targato Rottensteiner) e dell’Alto Adige Lagrein Gries Riserva Doc Select 2021 e 2010 con la Guancetta di Vitello al Lagrein proposta da Andrea Fenoglio (ottimo il pairing con entrambe le vendemmie). Indiscutibili, infine, lo Strudel di Mele moderno e i “Dolci a caso” accostati a uno dei vini simbolo di Rottensteiner, l’Alto Adige Gewürztraminer Passito Doc Cresta 2020. E vissero tutti, felici e contenti.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
In fondo, basta un po’ di fantasia. A ovest il Torrente Scuropasso: la Garonne. A est il Torrente Versa: la Dordogne. Con le dovute proporzioni, Buttafuoco storico e Bordeaux condividono l’abbraccio di due corsi d’acqua. Ma è l’approccio alla singola vigna, più unico che raro in Oltrepò pavese, a rendere meno azzardato il parallelismo tra lo “Sperone di Stradella” – l’areale di produzione del Buttafuoco Storico – e una porzione della mitica regione vinicola francese.
Solo 22 ettari, compresi nei comuni di Canneto Pavese, Montescano, Castana e parte dei comuni di Broni, Stradella, Cigognola e Pietra de’ Giorgi. Tutti in provincia di Pavia, a sud del fiume Po. Si trovano qui le vigne del Buttafuoco Storico, molte delle quali presentano pendenze esasperate e basse rese, tipiche della viticoltura eroica.
Una zona di eccellenze, tanto nel calice quanto nel piatto. La riprova grazie al (provocatorio) menu ideato dallo chef Alessandro Folli del Ristorante Ad Astra di Santa Maria della Versa. Piatti a base di pesce, crostacei e molluschi, ingredienti lontani dalla tradizione locale, dimostrano una certa poliedricità nell’abbinamento del Buttafuoco storico, oltre a confermare il buon livello della ristorazione pavese.
UNA «DOCG PRIVATA» ALLA SFIDA DEI TEMPI
Ad accettare la sfida, uscendo dalla comfort zone della classicità del pairing, sono i 17 produttori aderenti al Club del Buttafuoco Storico, desiderosi di allargare i confini di un vino prodotto in tiratura limitatissima – appena 90 mila bottiglie all’anno – assimilabile, per definizione degli stessi vignaioli pavesi, a una sorta di «Docg privata» (se ne era parlato prima del Covid-19).
La guida del Club, prossimo a inaugurare una nuova sede con wine-bar proprio accanto a quella attuale, in frazione Vigalone a Canneto Pavese (PV), è affidata al produttore Davide Calvi. Una mente curiosa e lucida, affiancata nella direzione dal manager Armando Colombi e dall’esperienza del vice presidente Giulio Fiamberti.
Per l’abbinamento, Club e chef hanno scelto due annate (2017 e 2012) della bottiglia consortile “Vignaioli del Buttafuoco storico“, frutto della volontà dei produttori di condensare, in un unico vino, le caratteristiche delle vigne iscritte al rigido “disciplinare” di produzione.
Una “cuvée speciale” ambasciatrice del Buttafuoco storico, assemblata ogni anno, sin dal 2011, da un enologo italiano esterno (l’ultima in commercio, la 2017, è firmata da Michele Zanardo, vicepresidente vicario del Comitato Nazionale Vino Dop e Igp). Per il dolce, un’altra chicca: il Buttafuoco storico chinato.
LE VIGNE DEL BUTTAFUOCO STORICO: GHIAIE, ARENARIE E ARGILLE
I 20 “cru” sono suddivisi da nord a sud in tre macro areali, definiti dalle caratteristiche del suolo. Ghiaie a nord, Arenarie al centro e Argille nella parte meridionale. Sei le espressioni delle Ghiaie: Badalucca, Casa del Corno, Solenga, Beccarie-Carì, Pianlong e Sacca del Prete.
Per le Arenarie ecco gli otto Buttafuoco Storico Bricco in Versira, Pregana, Montarzolo, Canne, Pitturina, Costera, Rogolino e Poggio Ca’ Cagnoni. Meno “congestionata” la sottozona delle Argille con le altre 6 espressioni delle vigne Frach, Catelotta, Garlenzo, Ca’ Padroni, Poggio della Guerra e Casa Barnaba.
Buttafuoco storico dalle Ghiaie: alcolicità e acidità
Territorio più a nord della zona di produzione del Buttafuoco Storico con fondo di ghiaie inglobate in sabbie. Sottozona caratterizzata da vigne molto ripide che esprimono il meglio a monte della metà collina. Le uve raggiungono elevati gradi di maturazione e si trasformano in vini ricchi, leggermente spigolosi da giovani, ma con elevata longevità.
Producono qui:
Azienda Agricola Fiamberti Giulio
Azienda Agricola Il Poggio di Alessi Roberto
Giorgi
Cantina Scuropasso
Azienda Agricola Bruno Verdi
Buttafuoco storico dalle Arenarie: alcolicità e tannicità
Territorio centrale della zona di produzione del Buttafuoco Storico con fondo di arenarie compatte in alcuni punti quasi affioranti. Le vigne di questa sottozona sono esposte prevalentemente a Sud-Ovest. La compattezza delle arenarie ostacola la crescita della pianta nei primi anni per dare però alla vite matura una forte resistenza alla siccità. Le uve concentrano la mineralità del sottosuolo e la trasmettono ai vini che si presentano in gioventù leggermente aspri, ma che evolvono in complessa austerità.
Producono qui:
Azienda Agricola Poggio Rebasti
Azienda Maggi Francesco
Azienda Agricola Piovani Massimo
Azienda Agricola Riccardi Luigi
Azienda Vitivinicola Calvi
Buttafuoco storico dalle Argille: alcolicità e corpo
Territorio più a sud della zona di produzione del Buttafuoco Storico con fondo di argille stratificate. In questa sottozona la pendenza delle vigne è inferiore alle altre due, il fondo è generalmente più fresco e dona alla pianta particolare robustezza. Le uve, favorite da un decorso vegetativo di solito costante, maturano perfettamente. I vini si presentano da subito rotondi e intriganti pur evidenziando notevole struttura e corposità.
Producono qui:
Azienda Agricola Diana
Azienda Agricola Quaquarini Francesco
Tenuta La Costa
Azienda Agricola Giorgi Franco
Azienda Agricola Cignoli Doro
Azienda Agricola Colombi Francesco
Piccolo Bacco dei Quaroni
LE UVE DEL BUTTAFUOCO STORICO: CROATINA, BARBERA, UGHETTA E UVA RARA
L’infernòt dell’Azienda agricola Massimo Piovani, a Monteveneroso (PV)
Come a Bordeaux, anche in quest’angolo posto all’estremo nord-est della denominazione oltrepadana si produce un vino rosso da uvaggio. Al posto di Cabernet e Merlot, il Buttafuoco Storico nasce dal sapiente assemblaggio di Croatina, Barbera, Ughetta di Canneto e Uva Rara.
La prima varietà definisce l’impronta tannica, il colore e i sentori di frutta; la seconda apporta acidità. Le ultime due – spesso raccolte in sovra maturazione, per evitare astringenze ed eccessiva rusticità – regalano ricordi pronunciati di spezie, liquirizia e uvetta passa. Un matrimonio tra uve che, almeno sulla carta, rischia di spaventare il consumatore moderno, sempre più alla ricerca di vini che non eccedano in sovraestrazioni e tenore alcolico. Eppure, non sempre è così.
A dispetto del nome, che richiama l’espressione del dialetto pavese «Al buta me al feüg», ovvero “brucia come il fuoco“, il Buttafuoco storico sa essere elegante e fresco. Nelle migliori espressioni, la potenza dell’uvaggio è attenuata dal savoir-faire dei produttori locali, riuniti sin dal 1996 nel Club del Buttafuoco Storico.
BUTTAFUOCO STORICO E ABBINAMENTO COL PESCE
Gioca tra terra e mare il menu pensato dallo chef Alessandro Folli del Ristorante Ad Astra di Santa Maria della Versa. La vendemmia 2017 dei Vignaioli del Buttafuoco storico non sfigura affatto al cospetto dell’entrée. Nel piatto, tre morsi: un bignè ripieno di robiola, con basilico e caviale di salmone; una carotina in Giardiniera, ricotta di pecora filtrata e perlage di basilico; e una polpetta di tonno alletterato, erbette amare e calemansi (calamondino).
Si osa ancora di più con la portata successiva: capesante scottate con ‘Nduja, mela marinata nel limone, caviale di acciughe, cedro candito e nasturzio. Sorprendente la risposta del Buttafuoco storico alla leggera piccantezza e al gusto delicato ma deciso del mollusco, nella sua componente “dolce”. Chiave del pairing è l’acidità, oltre al lavoro sottile di tannini già piuttosto amalgamati.
Il carico aumenta quando nei calici viene viene versato il millesimo 2012 dei Vignaioli del Buttafuoco storico. Qui spazio alla carne al posto del pesce, come a suggerire che siano le versioni più “recenti” del Buttafuoco storico quelle più adatte ai pairing meno convenzionali. Perfetto, di fatto, l’abbinamento con gli agnolotti che lo chef Alessandro Folli definisce «tra passato e presente».
Per la preparazione ha fatto ricorso a due tecniche di cottura. Il ripieno cucinato in maniera classica, ottenendo il brasato. Il sugo cuoce invece a bassa temperatura, sottovuoto, per 16 ore. Viene poi passato a mano, a coltello, prima di essere unito alla pasta con olio all’alloro macerato 20 giorni e il fondo ottenuto dalle ossa. Un tocco di agrume lega ancor più il piatto al vino.
Perfetto anche l’abbinamento tra il Buttafuoco storico Chinato, vera e propria chicca del territorio, e il gelato al Pepe di Timut, noto anche come Pepe selvatico di Szechuan. Un omaggio dello chef Alessandro Folli al suo maestro Alain Ducasse e al suo sorbetto al limone. Il vino, vendemmia 2017 con infusione di spezie e affinamento per 6 mesi in legno, convince anche con il secondo dessert.
Si tratta di una Mela di Soriasco rivisitata. Dell’originale conserva la forma e il tipico colore rosso dell’involucro di cioccolato bianco e burro di cacao. All’interno uno strudel ottenuto dalla varietà di mele tipica della zona di Santa Maria della Versa e dall’emulsione di tutti gli ingredienti tipici del dolce austro-ungarico.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Il connubio tra birra e cibo è sempre più apprezzato dagli italiani, pronti a sperimentare abbinamenti anche inediti e sempre più gourmet tra la “bionda più amata” e nuovi piatti. Una tendenza in linea con le abitudini alimentari di un Paese per il quale cibo e bevande sono un piacere fondamentale. E l’attenzione alla propria alimentazione, senza rinunciare al gusto, è centrale.»
È così anche per la Generazione Z che, oltre ad essere incline a provare cibi nuovi abbinandoli alla birra, è quella che predilige maggiormente alimenti e bevande più leggeri e la cui produzione è sostenibile e tracciabile.
Sono queste, in sintesi, le principali evidenze che emergono dall’indagine condotta da BVA Doxa per il Centro Informazione Birra (CIB) di AssoBirra, la fotografia periodica sul mondo birrario italiano attraverso lo sguardo dei consumatori, dei principali player della filiera birraria e della stessa AssoBirra. Un appuntamento fisso che, in questa edizione, accende i riflettori sul legame indissolubile tra gli italiani, il cibo e le bevande.
SPERIMENTARE, CHE PASSIONE
Per la maggior parte degli intervistati da BVA Doxa per il CIB di AssoBirra, il cibo e le bevande sono un piacere da condividere: l’88% dei beer lover parla delle proprie preferenze con coetanei e amici, scambiandosi anche suggerimenti e consigli su nuovi possibili assaggi (84%).
All’81% degli intervistati, infatti, piace provare nuovi cibi insieme a bevande come la birra. In altre parole, è tanta la voglia di cimentarsi in una nuova concezione del cosiddetto food pairing che tiene conto anche della birra.
Nel concreto, le preferenze a tavola degli intervistati convergono ad oggi sull’intramontabile accoppiata pizza e birra (90%), seguita dall’accostamento con hamburger (59%), taglieri per la degustazione di salumi e formaggio (47%), carne o pesce (37%), primi piatti (27%) e cibi healthy come insalatone, bowl e verdure (20%).
Ma se si rivolge lo sguardo al futuro, la fotografia cambia radicalmente. Infatti, a domanda specifica sui cibi che vorrebbero gustare insieme alla birra in futuro, gli italiani si dicono interessati a sperimentare in primis accostamenti tra la “bionda” e piatti gourmet (24%) e, per quanto riguarda i giovani, cibo etnico (24%) e sushi o, la moda del momento, i poké (24%).
BIRRA PROTAGONISTA AI PASTI
In questo contesto, la birra rafforza anche il proprio ruolo sulle tavole degli italiani. Secondo i dati di BVA Doxa per AssoBirra, infatti, i momenti di consumo della birra durante i pasti sono in aumento a giugno 2022 rispetto a luglio 2021, soprattutto durante la cena (74%), l’aperitivo (31%) e il pranzo (25%), sempre all’insegna della moderazione.
La conferma arriva anche da Filippo Saporito, Presidente di Jre – Jeunes Restaurateurs Italy, l’associazione internazionale di giovani ristoratori e chef under 42, che quest’anno spegne 39 candeline e che promuove l’alta cucina italiana attraverso formazione, charity e valorizzazione dei nuovi e giovani talenti.
L’abbinamento del menu degustazione con le bevande è sempre più importante e curato. Non solo vino, ma anche caffè, tisane, tè e naturalmente birre. Mi piace l’idea della scoperta.
Vengo da una generazione in cui si cercava di sdoganare il concetto dell’abbinamento birra e piatti della cucina italiana, in questi anni l’approccio è completamente cambiato perché abbiamo avuto la possibilità di conoscere il mondo della birra nelle sue peculiarità».
«Ormai – aggiunge Saporito – trovare una carta della birra o una scelta di birra nella carta dei vini è consuetudine. Quanto agli stili alimentari, stiamo assistendo a una grande riscoperta e valorizzazione dei cibi che arrivano dal mondo vegetale, con una maggiore sensibilità anche verso l’aspetto etico. In tal senso, lo “spreco” rappresenta un danno dal punto di vista etico e un problema da quello economico. Per questo, in cucina, si deve riuscire a utilizzare tutta la materia prima acquistata».
FOCUS GEN Z
L’indagine BVA Doxa per AssoBirra ha voluto poi tracciare il profilo di immagine della birra e scoperto che la bevanda da pasto per eccellenza piace davvero a tutti. Quanto ai giovani, il primo driver di scelta della birra è legato al mondo ricco di grande varietà., con tante tipologie e birre speciali da scoprire (32%).
A seguire il sapore inconfondibile (31%), il buon rapporto qualità-prezzo (32%), la bassa gradazione alcolica (21%) e i formati che ne consentono un consumo moderato (20%). Motivazioni che non sorprendono perché “Z” è la generazione più attenta a un’alimentazione equilibrata e anche sensibile ai profili di sostenibilità dei cibi e delle bevande che consuma.
La maggior parte dei rappresentanti della Gen Z intervistati da BVA Doxa è completamente d’accordo o d’accordo con le seguenti affermazioni: “Scelgo prodotti di aziende attente alla salvaguardia del pianeta” (80%), e “Bevande e cibi la cui tracciabilità è nota” (75%), “La cui produzione è sostenibile (80%)”, così come il packaging (77%).
«Come dimostrano le evidenze del CIB – commenta Andrea Bagnolini, Direttore generale di AssoBirra – negli anni, la birra ha fatto breccia nel cuore delle generazioni più giovani, confermandosi una bevanda che non ha età o distinzioni di genere. La grande attenzione della Gen Z verso la sostenibilità a 360 gradi rappresenta un forte stimolo a proseguire nel necessario percorso verso la transizione ecologica, pilastro della strategia associativa di AssoBirra».
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
«Cocktail, birra, sake e infusioni a freddo con erbe sono nuovi modelli di business». Anche nei ristoranti stellati. A sostenerlo è lo chef Davide Oldani del ristorante D’O di Cornaredo (MI). Lo scorso 9 maggio, durante il talk ideato e promosso da Engine Gin a Milano Mixology Experience, Oldani ha sondato il terreno degli abbinamenti alternativi al classico “cibo-vino”.
A differenza di 15 anni fa – ha evidenziato – il mondo dei cocktail fa ormai parte inclusiva anche del fine dining. Soprattutto nel dopo pandemia, gli ospiti sono sempre più alla ricerca di un un’esperienza relativa non più solo al cibo, al vino o al cocktail».
«La tipologia di cucina moderna che ha preso piede in tutto il mondo – continua lo chef – è quella con più portate e più possibilità di degustazioni. E come abbinamento di un grande menu è naturale pensare al vino, perché è insito nella nostra cultura, ma è altrettanto bello spaziare con altre proposte come i cocktail, la birra, il sake o le infusioni a freddo con erbe».
DAVIDE OLDANI SUL PALCO DELLA MILANO MIXOLOGY EXPERIENCE
«Dalla cucina alla sala, al bar – ha aggiunto Davide Oldani – assistiamo all’introduzione di nuovi elementi che ci portano a intraprendere nuove strade e ad abbracciare nuovi modelli di business».
Dello stesso avviso Paolo Dalla Mora, Ceo di Engine, distilled gin (42% vol.) creato in modo artigianale dai maestri distillatori in piccoli lotti e imbottigliato a mano in un piccolo laboratorio dell’Alta Langa. La sua formula, legata alla cultura italiana e piemontese, rende omaggio alla tradizione dei rosoli e dei cordiali a base di salvia e limone. Tutti ingredienti biologici.
«È importante – ha sottolineato Dalla Mora – che oggi si faccia attenzione a temi come il cambiamento. Noi stessi dobbiamo essere parte di questa cultura e di questo cambiamento. Ci sono azioni da compiere subito, che non consentono dilazioni o ritardi. Con Engine abbiamo avviato un percorso per diventare la prima B Corp del mondo degli spirits in Italia. Un’azienda, cioè, che non mette il profitto al primo posto, ma che ama mettere il benessere dell’ecosistema attorno ad Engine al primo posto».
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Non sai a cosa abbinare il Negroamaro Salento Igp Notte Rossa? Ecco i migliori abbinamenti in cucina di questo vino rosso prodotto in Puglia, tra i più noti e apprezzati anche all’estero, assieme al Primitivo di Manduria.
L’ottimo rapporto qualità prezzo del Negroamaro Salento targato Notte Rossa lo rende tra i vini più scelti al supermercato, in Italia. Una scintilla che scatta anche a tavola, dove questo rosso caratteristico trova un ampio ventaglio di possibilità d’abbinamento.
Il colore rosso scuro, impenetrabile e tendente al viola, mostra il carattere “tosto” del nettare, sin dalla vista. Al naso catturano l’attenzione i ricordi di fiori come la rosa e la viola, in un cesto di frutti di bosco impreziositi da freschi ricordi di rosmarino e timo.
Un’armonia che si ripresenta anche al palato: la giusta corposità esalata le note fruttate, prima di una chiusura appagante e asciutta, leggermente sapida. Caratteristiche che rendono il Negroamaro Salento Igp Notte Rossa un vino rosso perfetto negli abbinamenti a tutto pasto.
La grande versatilità consente di accompagnare bene salumi saporiti, tanto quanto primi a base di ricchi ragù di carne o legumi. Da provare, per esempio, con le lasagne al forno, oppure con la pasta ai fagioli. Proseguendo con i secondi, ecco che questo Negroamaro salentino dà il meglio di sé.
È eccellente con le carni in generale, ma è davvero speciale nell’abbinamento con le grigliate. Anche particolarmente saporite, come quelle d’agnello. Il consiglio, per i veri amanti degli abbinamenti cibo-vino, è quello di giocare con le temperature di servizio.
Un po’ più fresco del solito, il Negroamaro Salento Igp Notte Rossa potrà davvero sorprendervi in accompagnamento a una ricca macedonia di fragole, lamponi, more e frutti di bosco. Un tocco di cioccolata fusa, versato prima di abbandonarsi a questo fine pasto inconsueto, darà ancora più emozione.
Caratteristico, versatile e buono anche da solo, al termine di una lunga giornata di lavoro. Ma quali sono i migliori abbinamenti del Vermentino Salento Igp Notte Rossa?
L’ammaliante bouquet, delicato sui frutti bianchi e fresco e teso sulle note agrumate, avvolte in ricordi di erbe della macchia mediterranea, suggerisce antipasti e piatti di pesce delicati. Un matrimonio perfetto anche al palato, che conferma quanto avvertito al naso.
La vinificazione in solo acciaio rende leggiadro il sorso, caratterizzato dalla stessa freschezza e sapidità. Perché dunque non cominciare con un piatto di salumi, in particolare di prosciutto crudo? Le note fruttate di pesca bianca e mela e il carattere marino del Vermentino Salento Igp Notte Rossa faranno da ottimo contraltare.
Si può poi proseguire con un’insalata di polpo con patate, condito con una citronette al prezzemolo che esalterà i tratti agrumati del vino. Per chi abbia ancora fame, la versatilità del Vermentino salentino firmato Notte Rossa consente di spaziare tra piatti di pesce come l’orata al sale, o crostacei come gamberi e scampi. Anche in questo caso, un tocco fresco di limone non guasterà l’abbinamento.
Avrà catturato l’attenzione di molti, nella corsia dei vini del supermercato, l’elegante e caratteristica etichetta di Bascià Notte Rossa. Ma quali sono i migliori abbinamenti di questo vino rosso Igp prodotto con uve del Salento?
La presenza di Primitivo e Negroamaro suggerisce innanzitutto un abbinamento territoriale. La rivisitazione pugliese della carne alla pizzaiola è un’idea intrigante. Da lì alle “Bombette pugliesi” il passo è breve: l’abbinamento con Bascià Notte Rossa ha tutte le carte in regola per valorizzare i tipici involtini di vitello ripieni di caciocavallo.
Allargando il campo al di fuori dalla regione Puglia, Bascià è un rosso che si presta in generale agli abbinamenti con i piatti di carne. Grandi soddisfazioni, per esempio, con le costolette d’agnello, contornate da patate al forno. La buona struttura e freschezza di questo vino del Salento targato Notte Rossa consente di goderselo anche a tutto pasto.
Si può partire con un antipasto di salumi saporiti (perfetto, per tornare in Puglia, il Capocollo), per proseguire con un primo di pasta riccamente condita con ragù. Per chiudere poi con un secondo di carne e dei formaggi stagionati.
Importante tenere conto della temperatura di servizio, per esaltare ancor più gli abbinamenti. Quella perfetta per Bascià è di 16-18 gradi. È in vendita a 12,90 euro presso Spazio Conad, Iper La Grande i, Rossetto, Oasi, Despar, Alì, Aliper, Carrefour Sud, Sì Supermercati, Conad Adriatico, Coop e Ipercoop.
Vini al supermercato è la rubrica dedicata al vino in vendita nelle maggiori insegne di supermercati presenti in Italia. Nella Gdo viene venduta la maggior percentuale di vino italiano. Qui potrai trovare recensioni, punteggi e opinioni sui migliori vini in vendita nella Grande distribuzione organizzata, valutati con cognizione di causa, spirito critico costruttivo e l’indipendenza editoriale che ci caratterizza. Inoltre, una rubrica sempre aggiornata sui migliori vini in promozione presenti sui volantini delle offerte delle maggiori insegne di supermercati italiani. Vini al Supermercato è la guida autorevole ai vini in vendita in Gdo, con una pubblicazione annuale delle migliori etichette degustate alla cieca dalla nostra redazione. Seguici anche su Facebook ed Instagram. Sostieni la nostra testata giornalistica indipendente con una donazione a questo link.
Tra i vini del sud Italia più adatti ad occasioni importanti c’è il Primitivo di Manduria Dop Riserva di Notte Rossa. I migliori abbinamenti spaziano dalle carni arrosto o grigliate, dal vitello all’agnello. Ma si presta perfettamente ad accompagnare formaggi stagionati a pasta dura (da provare con il pecorino) e i piatti della cucina di terra.
Morbidezza e carattere del Primitivo di Manduria Dop Riserva Notte Rossa fanno da contraltare a pietanze saporite come la parmigiana di melanzane, il timballo e la pasta al forno, ben condita.
Tra i primi, è da prediligere in accompagnamento con zuppe di legumi in cui annegano generosi morsi di pancetta. Più banalmente, sposa alla perfezione la pasta con sughi e ragù di carne.
MIGLIORI ABBINAMENTI PRIMITIVO DI MANDURIA RISERVA
I migliori abbinamenti cibo-vino del Primitivo di Manduria Dop Riserva Notte Rossa fa dunque i conti con le caratteristiche che rendono questo vino del Salento unico nel suo genere e riconoscibile tra molti.
In primis è da tenere in considerazione la struttura importante di questo vino, che necessita appunto di piatti saporiti, molto conditi e importanti. Un’etichetta, dunque, innamorata delle grandi occasioni, delle ricorrenze, dei pranzi e delle cene all’italiana, che caratterizzano per esempio festività come il Natale o la Pasqua.
Il carattere suadente del sorso si abbina alle spalle larghe del Primitivo di Manduria. Tanto da renderlo un vino dalla grande bevibilità: uno di quelli che non stanca mai, con un calice che tira l’altro.
NOTTE ROSSA: GRANDE VERSATILITÀ NELL’ABBINAMENTO
Un altro elemento da considerare per i migliori abbinamenti è il profilo aromatico, caratterizzato da note di confettura di prugne e ciliegie, la cui esuberanza è ingentilita da eleganti e fresche nuances di spezie scure, pepate. Naso e bocca risultano perfettamente allineate, in un quadro di perfetta corrispondenza gusto olfattiva.
Il tannino che caratterizza molti vini rossi è morbidissimo nel calice del Primitivo di Manduria Dop Riserva Notte Rossa. Ad arrotondarlo è il sapiente affinamento in legno, che si riconosce anche dai ricordi di vaniglia, torrefazione e cacao, in chiusura.
A contribuire al profilo di questo vino rosso del Salento è anche la raccolta parziale di uve leggermente appassite in pianta e allevate con il tradizionale sistema ad alberello. Un altro dettaglio che rende il sorso tipico e perfetto per un gran numero di abbinamenti.
Prezzo: 14,90 euro Acquistabile presso: Carrefour, Conad, A&O, Coop, Famila
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A tre anni dalla presentazione della nuova veste, il Primitivo Rosato del Salento Igp Notte Rossa si conferma uno dei migliori vini rosati in vendita al supermercato. Non solo nel rapporto qualità prezzo. Un nettare versatile, capace di convincere tutti anche a tavola, sul fronte degli abbinamenti. A partire da quelli più “audaci” (solo a prima vista).
Già perché il il Primitivo Rosato del Salento Igp Notte Rossa è uno di quei “rosé” capaci di convincere anche i più scettici che, col pesce, non bisogna per forza abbinare un vino bianco. Provare per credere.
ABBINAMENTI PRIMITIVO ROSATO DEL SALENTO: LA ZUPPA DI PESCE
Senza muoversi dai confini della Puglia, non sfigurerebbe per esempio con un buon Ciambotto. È la tipica zuppa realizzata nel Sud Italia con ingredienti di facile reperimento al supermercato.
Il riferimento è a molluschi come seppie e cozze, crostacei come le cicale di mare. Passando per pesci “poveri” come le triglie, economiche ma buonissime (validissimi anche pagelli, gallinelle e piccoli scorfani).
Zuppe di pesce da poter condire, senza timori, con abbondante olio extravergine d’oliva, nonché pomodorini, prezzemolo, aglio, una spruzzata di pepe e un tocco di peperoncino.
LA VERSATILITÀ NELL’ABBINAMENTO DEL PRIMITIVO ROSATO
Il Primitivo Rosato del Salento Igp Notte Rossa reggerà il confronto con la zuppa di pesce e donerà al piatto un indiscutibile valore aggiunto. D’altro canto, le note eleganti di piccoli frutti rossi e la mineralità di questo rosé pugliese ben si abbinano a tutto pasto.
Una garanzia con gli antipasti all’italiana (salumi e formaggi formaggi giovani, poco stagionati), così come con primi a base di pasta e secondi di carni bianche. Un rosato ottimo anche da solo, specie dopo una lunga giornata di lavoro: da sorseggiare pensando allo splendido mare del Salento.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Il Primitivo di Manduria Dop Notte Rossa è uno dei vini del Sud Italia che regala i migliori abbinamenti con le carni e, più in generale, con la la cucina di terra. Questo vino pugliese, dall’ottimo rapporto qualità prezzo al supermercato, dà grandi soddisfazioni con la pasta con ragù di carne, timballi e paste al forno molto condite.
Sempre in tema di abbinamenti, il Primitivo di Manduria Dop Notte Rossa risulta perfetto con zuppe di legumi con pancetta, carni d’agnello, salsicce e arrosti.
Un vino tipico del Salento che offre grandi soddisfazioni anche con formaggi a pasta dura stagionati, come il Grana padano. Un nettare da assaporare anche da solo, a fine pasto. Oppure da godere assieme a un buon libro.
LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, il Primitivo di Manduria Notte Rossa si presenta con un mantello di colore rubino profondo, impenetrabile, dai bordi e dai riflessi violacei brillanti. Naso di ciliegia matura netta, molto precisa, per nulla sgarbata o di una dolcezza stancante.
Richiami di gelso selvatico, di quelli che si trovano ancora nella campagna pugliese e che è bello trovare carichi di frutti scuri e succosi, d’estate. Tra le morbidezze dosate del naso anche la prugna essiccata e il fico rosso maturo.
Non mancano richiami erbacei delicati che ricordano il fieno e alcune piante della macchia mediterranea, come il rosmarino. Completano il quadro dei vorticosi sbuffi fumè e di cacao. L‘assaggio fa seguito alle ottime impressioni del naso.
Il Primitivo di Manduria Notte Rossa rivela percezioni fruttate mature che, pur nella loro “polposità”, sono composte e in perfetto equilibrio con il resto delle componenti. Ottima, in definitiva, la corrispondenza gusto-olfattiva.
Così come pregevole è la chiusura giustamente salina, che invita al sorso successivo, senza mai stancare. Un rosso potente ma educato e di gran bevibilità, anche grazie all’ottima integrazione organolettica dei 14% vol. di alcol, che in altri vini risultano più evidenti e stordenti.
Impossibile rinunciare però all’abbinamento con piatti robusti, carni d’agnello, cacciagione con salse elaborate, formaggi a pasta dura, a una temperatura di servizio compresa tra i 16 e i 18 gradi.
LA VINIFICAZIONE
Uve del vitigno Primitivo in purezza per “Notte Rossa”. Le piante affondano le radici nel Salento, la zona d’elezione della cantina, con una densità d’impianto di 5 mila viti per ettaro.
Siamo a 100 metri sul livello del mare, in un microclima connotato da temperature medie alte e da indici di piovosità particolarmente bassi. I terreni sono a grana medio-argillosa, con profondità abbondantemente sotto il metro.
Le uve, in particolare, vengono vendemmiate nella seconda settimana di settembre dai terreni di proprietà dei soci della cooperativa pugliese. La vinificazione prevede una macerazione di circa 10 giorni a temperatura controllata, con fermentazione alcolica e utilizzo di lieviti selezionati.
L’affinamento avviene in piccole barriques di legni francesi e americani, per una durata complessiva di 5-6 mesi, a discrezione dell’enologo. Il vino viene immesso sul mercato dopo diverse settimane di ulteriore stabilizzazione in bottiglia.
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Sono oltre 4 milioni i lombardi che consumano birra, pari a oltre il 49% del totale. In pratica uno su due. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti Lombardia su dati Istat, in occasione del webinar “Come nasce la birra contadina” organizzato in collaborazione con il Consorzio Birra Italiana, che mira alla tutela e alla promozione della birra artigianale Made in Italy. Durante l’incontro online è stato ribadito come la birra si possa abbinare anche al dolce, oltre al salato.
A seconda della tipologia e dei palati, ci sono infatti birre più leggere e altre più pastose. La regola base è però quella di un consumo responsabile. L’apporto calorico va dalle 34 Kilocalorie per 100 grammi delle birre standard alle 60 Kcal di quelle più alcoliche, fino a scendere a circa 22 Kcal nel caso delle birre analcoliche.
In particolare, lo scopo del Consorzio Birra Italiana è la valorizzazione della filiera produttiva locale, creando un rapporto più solido tra i piccoli produttori di birra e i coltivatori di orzo, luppolo e altre materie prime complementari.
Il consumo della birra artigianale è diventato negli anni sempre più raffinato e consapevole, con specialità altamente distintive e varietà particolari. Nelle campagne lombarde non mancano esempi di birra contadina, come quella a base di mais corvino proposta da Carlo Recchia, giovane imprenditore agricolo di Formigara in provincia di Cremona.
«Il mais corvino – spiega Recchia – è un cereale antico, dal chicco nero e allungato, coltivato dai Maya già nel 3.500 Ac. Rispetto al mais comune, questa variante unica contiene il doppio delle proteine, ha il 20% dei carboidrati in meno, e 20 volte in più gli antiossidanti, pari a quelli contenuti nel mirtillo».
La mia esperienza di produttore di birra è nel segno della collaborazione tra aziende del territorio. Mi appoggio a un birrificio locale: la mia azienda porta il mais corvino, mentre un’altra impresa agricola mi assicura malto d’orzo».
«Altri piccoli produttori locali – prosegue Recchia – forniscono il luppolo prodotto in Italia. In questo modo nasce la mia birra agricola, che è ad alta fermentazione e a bassa gradazione alcolica, e che propongo ad agriturismi, bar, e che vendo anche tramite web.
Considero importante il percorso che è in atto, grazie al Consorzio Birra Italiana, con la sfida di mettere insieme produttori di birra e materie prima, per creare e promuovere una filiera della birra tutta italiana».
Nella bergamasca la birra contadina nasce nelle campagne di Ardesio. «La nostra birra la produciamo con orzo e frumento coltivati in Val Seriana e quindi ha un profondo legame con il nostro territorio – spiega Marco Delbono, imprenditore agricolo – Il luppolo invece lo prendiamo da un’azienda agricola milanese con cui abbiamo costituito una rete d’impresa».
«Abbiamo iniziato questa scommessa nel 2016 – dice ancora Delbono – e da subito abbiamo puntato sull’identità e sulla qualità del prodotto. Il processo produttivo, così come il protocollo di coltivazione delle materie prime, segue uno specifico disciplinare e questa scelta ci sta dando grosse soddisfazioni perché il consumatore finale apprezza questa attenzione».
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Un vino rosato fuori dagli schemi per numero di vitigni assemblati, ben 7, che regala un sorso di grande freschezza, ampio e persistente, nonostante i quattro anni trascorsi dal suo imbottigliamento. Sotto la lente di ingrandimento di WineMag.it l’annata 2016 del Colline Pescaresi Igp Rosato “Plenus Rosa Rosae” prodotto dall’azienda Marina Palusci.
Una tipologia di vino, quella dei rosati, che negli ultimi anni sta vivendo un trend positivo di crescita, che incontra sempre più il favore dei consumatori grazie alla facilità di abbinamento e alla fresca beva. Caratteristiche ritrovate anche in questo calice.
LA DEGUSTAZIONE Dall’assemblaggio dei 7 vitigni nasce un vino di un colore rosa piuttosto scarico, ma di buona consistenza. Il naso è dominato al primo impatto da chiari sentori fruttati di fragoline di bosco e ciliegie, per poi virare su sentori più floreali, intensi e nitidi, con un filo di fumè in sottofondo.
In bocca è ampio, avvolgente, fresco e in perfetto equilibrio grazie all’ottima struttura e alla buona acidità. A tratti al palato ricorda la tessitura e l’austerità del Montepulciano d’Abruzzo ma mantiene una sua identità, con un finale che ricorda la rosa.
Davvero versatile negli abbinamenti in cucina. Plenus Rosa Rosae si accosta bene a fritture di pesce o a pizze gourmet. Si tratta infatti di un rosato che ben sostiene piatti anche mediamente strutturati, grazie alla sua ampiezza e alla sua persistenza.
LA VINIFICAZIONE Questo particolare rosato di Marina Palusci è prodotto con uve Montepulciano d’Abruzzo, Sangiovese, Malvasia, Pecorino, Lambrusco Salamino, Trebbiano e Moscato Rosa. La fermentazione avviene in maniera spontanea, con lieviti indigeni presenti naturalmente sulle bucce.
Le uve raccolte, diraspate e pressate, vengono messe in serbatoi di acciaio dove sostano fermentando per circa 18 giorni. Segue un periodo sulle proprie fecce di circa 10 mesi. Prima dell’immissione in commercio, il Colline Pescaresi Igp “Plenus Rosa Rosae” affina 6 mesi in bottiglia, imbottigliato con tappo a vite.
L’azienda Marina Palusci si trova a Pianella sulle dolci colline dell’entroterra pescarese ed è capitanata da Massimiliano D’Addario, un giovane dalle idee chiare e vincenti. Produce principalmente olio extravergine di oliva di grande qualità (12 tipi) in regime di agricoltura biologica e biodinamica.
Dal 2008 l’azienda ha avviato anche la produzione di vini, in un raggio di vigneti che si estendono complessivamente per circa 2 chilometri. Otto appezzamenti allevati principalmente a Montepulciano, Passerina e Pecorino dai quali nascono vini non filtrati, non stabilizzati e senza nessun additivo chimico in cantina.
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Nuovo appuntamento con l’analisi delle promozioni a volantino dei vini, per la prima decade di luglio 2020. Spicca tra le insegne Ipercoop, che nelle pagine “Vini, salumi e formaggi” offre una buona selezione, con qualche interessante abbinamento enogastronomico. Da non perdere, tra gli altri, il Primitivo Rosato Salento Igp Notte Rossa e il Chianti Docg Agricoltori del Geografico.
Tra le proposte più golose da segnalare, il Trento Doc Cesarini Sforza a 7,90 euro da Auchan e Simply. Offerta enfatizzata da ben due pagine sui volantini delle due insegne Gdo. Interessante anche l’offerta del Gigante: 1+1 a 9,98 euro sul Vermentino Cala Forte di Frescobaldi, vino dal buon rapporto qualità prezzo. Buona spesa!
Volantino Aldi, dal 6 al 12 luglio Aimone Vino Rosso Bio: 3,99 (3,5 / 5)
Volantino Auchan, dal 2 al 15 luglio Cielo Freschello Vino Rosso: 1,49 euro (2,5 / 5)
Umbria Rosso Igt Vocante Duca Odoardo: 2,49 euro (3,5 / 5)
Trento Doc Spumante Metodo Classico Cesarini Sforza: 7,90 euro (5 / 5)
Spumante Grechetto Vecchia Modena Chiarli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Muller Thurgau Brut Cantina di Soave: 2.99 euro (3,5 / 5)
Spumante Metodo Classico Carta Oro La Versa: 6,90 euro (5 / 5)
Sicilia Igt Corvo Duca di Salaparuta: 4,99 euro (3,5 / 5)
Fiano di Avellino Docg Mastroberardino: 7,99 euro (5 / 5)
Passito di Pantelleria Baglio Kelbi: 6,99 euro (3,5 / 5)
Bardolino Doc Cantina di Soave: 2,49 euro (3,5 / 5)
Château Haut-Monteils Sauternes: 7,99 euro (4,5 / 5)
Chianti Classico Docg Cecchi: 6,90 euro (4 / 5)
Brunello di Montalcino Docg Cecchi: 17,90 euro (5 / 5)
Barolo Docg Batasiolo: 10,90 euro (3,5 / 5)
Volantino A&O, dal 1 all’8 luglio – “Grandi Marche” Nessun vino da segnalare
Volantino A&O, dal 1 all’8 luglio – “Tante offerte a 0,99” Bonarda Doc Terre dei Passeri: 1,99 euro (2,5 / 5)
Volantino A&O, dal 1 all’8 luglio – “Sapori Regionali” Rosato Raspinello Losito e Guarini: 1,99 euro (3 / 5)
Barbera del Monferrato LaRonchi: 1,99 (2,5 / 5)
Gutturnio 4 Valli: 1,99 euro (2,5 / 5)
Volantino Bennet, fino all’ 8 luglio Prosecco di Valdobbiadene Maschio: 3,98 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Gioiosa: 3,58 euro (3 / 5)
Spumante Aragosta: 2,89 euro (3 / 5)
Pignoletto Biologico Righi: 2,99 euro (3,5 / 5)
Frizzante Bianco e Lambrusco Chiarli: 1,99 euro (3 / 5)
Garganega Muller Thurgau La Cacciatora: 1,99 euro (2,5 / 5)
Volantino Bennet, dal 2 al 15 luglio – “1+1” Bianco o Rosato Tavernello: 1+1 2,89 euro (3 / 5)
Spumante Millesimato Cuvèe Colli di Soligo: 1+1 3,98 euro (3,5 / 5)
Volantino Carrefour Market, dal 19 giugno al 6 luglio Prosecco Doc Porta dei Dogi: 3,49 euro (3,5 / 5)
Fiano di Avellino o Greco di Tufo Koerus Docg: 6,39 euro (3,5 / 5)
Turà Frizzanti Igt Lamberti: 2,29 euro (3 / 5)
Terre di Chieti Igt Pecorino o Montepulciano Spinelli: 2,79 euro (4 / 5)
Lambrusco di Sorbara o Castelvetro Chiarli: 2,89 euro (3,5 / 5)
Colli Piacentini Gutturnio o Ortrugo Terre della Pietra: 2,99 euro (3 / 5)
Colli Martani Doc Grechetto Terre della Custodia: 4,99 euro (3,5 / 5)
Oltrepò Pavese Doc Pinot Nero vinificato in bianco Terre dei Passeri: 2,79 euro (2,5 / 5)
Sangue di Giuda Quaquarini: 5,89 euro (5 / 5)
Volantino Carrefour Market, dal 19 giugno al 6 luglio Sparks Chardonnay Frizzante: 1 pezzo 3,99 euro – 4 pezzi 10 euro (3 / 5)
Colli Piacentini Bonarda Vivace Bonelli: 1 pezzo 4,79 euro 3 pezzi 9 euro (3,5 / 5)
Tusculum San Marco Bianco o Rosso: 1 pezzo 1,99 euro – 3 pezzi 5 euro (2,5 / 5)
Vermentino, Pecorino, Syrah o Passerina Lazio Igt Feudi del Sole: 1 pezzo 2,89 euro – 3 pezzi 5 euro (2,5 / 5)
Volantino Carrefour Express, dal 25 giugno al 7 luglio
Terre Siciliane Igt Grecanico, Shiraz o Nero d’Avola Le Morre: 2 pezzi 8,98 euro (3,5 / 5)
Colli Piacentini Bonarda Vicobarone: 2,99 euro (3,5 / 5)
Volantino InCoop, dal 25 giugno al 7 luglio Vini Maschio: 2,58 euro (3 / 5)
Volantino Coop dal 25 giugno all’8 luglio Sicilia Igt Nero d’Avola o Syrah Baglio Inca: 3,59 euro (3 / 5)
Linea vini Notte Rossa: 3,79 euro (5 / 5)
Gutturnio o Ortrugo Vicobarone: 2,29 euro (3,5 / 5)
Vini Maschio: 2,59 euro (3 / 5)
Prosecco Millesimato o Ribolla Gialla Villa Folini: 4,39 euro (3,5 / 5)
Volantino Conad, dal 24 giugno al 6 luglio Prosecco Doc Tosti: 2,99 euro (3,5 / 5)
Lambrusco Emilia Cantine Riunite: 1,49 euro (3,5 / 5)
Vini Veneti Igt Trodo Antico: 2,49 euro (2,5 / 5)
Grillo, Inzolia, Vermentino, Chardonnay Settesoli: 3,29 euro (3,5 / 5)
Alto Adige Gewurztraminer Santa Maddalena : 7,60 euro (4 / 5)
Barbera Valtidone: 1,99 euro (3,5 / 5)
Ortrugo Valtidone: 3,24 euro (3,5 / 5)
Volantino Conad City dal 24 giugno al 6 luglio Pinot Grigio del Friuli Borgo dai Morars: 3,29 euro (3,5 / 5)
Morellino di Scansano Docg La Mora Cecchi: 3,99 euro (3,5 / 5)
Romagna Doc Sangiovese Superiore Terre Cevico: 2,49 euro (3,5 / 5)
Chardonnay Frizzante La Gioiosa: 2,49 euro (3 / 5)
Volantino Crai dal 25 giugno all’8 luglio Trebbiano, Sangiovese, Merlot Botte Buona: 1,49 euro (2,5 / 5)
Vermentino Aragosta: 3,89 euro (3 / 5)
Muller Thurgau Santa Margherita: 4,79 euro (3,5 / 5)
Prosecco Docg Carpenè Malvolti: 6,29 euro (5 / 5)
Colli Piacentini Gutturnio Vicobarone: 2,99 euro (3,5 / 5)
Volantino Despar, dal 2 al 15 luglio Spumante Muller Thurgau Maximilian I: 2,79 euro (3,5 / 5)
Bardolino Doc Tenuta Tosinori: 2,99 euro (3,5 / 5)
Colli Berici Doc Cabernet Sauvignon Casa Defrà: 2,29 euro (3,5 / 5)
Colli Berici Doc Sauvignon Casa Defrà: 2,29 euro (3,5 / 5)
Prosecco Docg Gioiosa: 5,90 euro (3,5 / 5)
Volantino Esselunga, dal 25 giugno all’8 luglio
Prosecco Maschio: 3,39 euro (3 / 5)
Gavi Docg La Doria: 4,19 euro (3,5 / 5)
Bardolino Chiaretto Cantina Valpolicella: 2,37 euro (3,5 / 5)
Muller Thurgau o Pinot Rosa Cantina di Soave: 1,69 euro (3 / 5)
Monica o Nuragus Dolianova: 2,15 euro (3,5 / 5)
Dogliani Docg Clavesana: 2,49 euro (5 / 5)
Rosso di Montepulciano Rubinoro: 2,74 euro (3,5 / 5)
Montepulciano, Cerasuolo o Trebbiano Bella Torre Citra: 1,95 euro (3,5 / 5)
Rosso Piceno Superiore Monte Schiavo: 2,19 euro (3,5 / 5)
Muller Thurgau Terresomme Lavis: 2,60 euro (3,5 / 5)
Volantino Eurospin, dal 25 giugno al 5 luglio Nessun vino da segnalare
Volantino Famila Superstore, dal 25 giugno all’8 luglio Nulla da segnalare
Volantino Galassia dal 1 all’8 luglio – “Grandi Marche” Nessun vino da segnalare
Volantino Galassia dal 1 all’8 luglio – “Tante offerte a 0,99” Bonarda Doc Terre dei Passeri: 1,99 euro (2,5 / 5)
Volantino Galassia dal 1 all’8 luglio – “Sapori Regionali” Rosato Raspinello Losito e Guarini: 1,99 euro (3 / 5)
Barbera del Monferrato LaRonchi: 1,99 (2,5 / 5)
Gutturnio 4 Valli: 1,99 euro (2,5 / 5)
Volantino Gulliver, fino all’8 luglio Cabernet Bonarda Nettare del Contadino: 1,49 euro (2 / 5)
Spumante Dolce I Gioielli: 1,49 euro (3 / 5)
Etna Doc Rosso Madaudo: 3,99 euro (3,5 / 5)
Chardonnay Igt Santa Margherita: 4,19 euro (3,5 / 5)
Spumante Brut o Dolce Il Feudo: 1,99 euro (1 / 5)
Prosecco Docg Extra Dry Col Del Sol: 6,19 euro (3,5 / 5)
Pigato Doc Riviera Ligure di Ponente I Vigneti: 6,49 euro (3,5 / 5)
Vini Frizzanti Maschio: 2,99 euro (3 / 5)
Barbera Tenuta Cassinello: 4,29 euro (3,5 / 5)
Spumante Rosè La Viola: 4,29 euro (3 / 5)
Volantino Il Gigante dal 2 al 15 luglio Toscana Igt Vermentino Cala Forte Frescobaldi: 1+1 9,98 euro (4 / 5)
Chianti Colli Aretini Docg La Pieve: 1+1 6,78 euro (3,5 / 5)
Pinot Grigio Doc, Grignolino/Barbera d’Asti, Dolcetto d’Ovada Doc Corte Regale: 1+1 3,98 euro (3 / 5)
Colli Piacentini Gutturnio, Ortrugo Ca’ dei Signori: 1+1 4,58 euro (3 / 5)
Falanghina, Aglianico Igt Conti Uttieri: 1+1 7,98 euro (3,5 / 5)
Bardolino Doc, Soave Doc Pagus Bisano Cantina di Verona: 1+1 5,98 euro (4 / 5)
Bonarda, Barbera, Refosco, Montepulciano Le Rovole: 1+1 3,98 euro (2 / 5)
Cabernet, Chardonnay, Pinot Grigio, Friulano Grave Doc Il Borgomastro: 1+1 5,98 euro (3 / 5)
Barbera o Dolcetto Doc Produttori Portacomaro: 1+1 7,98 euro (4 / 5)
Umbria Igt Sangiovese o Grechetto Castello delle Regine: 1+1 5.78 euro (3,5 / 5)
Barbera, Dolcetto, Cortese Piemonte Doc Serre dei Roveri: 1+1 3,98 euro (2 / 5)
Pinot Nero Rosè, Cabernet Sauvignon, Bonarda Amabile Igt Le Cascine: 1+1 3,98 euro (2 / 5)
Prosecco Treviso Doc Coste Petrai: 1+1 7,38 euro (3,5 / 5)
Spumante Blanc de Blancs Porta Leone: 1+1 3,98 euro (3,5 / 5)
Volantino Iper, fino al 5 luglio
Falanghina del Sannio Mastroberardino: 6,90 euro (5 / 5)
Sicilia Doc Alastro o Plumbago Planeta: 7,90 euro (5 / 5)
Barbera, Bonarda, Riesling Villa Radiosa: 1,99 euro (3,5 / 5)
Bonarda, Pinot Crobara: 2,29 euro (3 / 5)
Vermentino o Rosè Aragosta Santa Maria La Palma: 3,99 euro (3 / 5)
Morellino di Scansano Docg Piccini: 3,99 euro (4 / 5)
Cabernet Franc Borgo Canedo: 2,99 euro (3 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo, Sangiovese o Trebbiano Rubicone Igt Vigna del Colle: 1,79 euro (3 / 5)
Chianti Docg, Traminer Aromatico Venezie Alpa: 2,49 euro (3 / 5)
Gutturnio Frizzante Cantagallo Valtidone: 3,99 euro (3,5 / 5)
Pinot Grigio delle Venezie Col De Mez: 1,69 euro (3 / 5)
Lugana Doc Fraccaroli: 4,99 euro (4 / 5)
Toscana Igt Vermentino La Rupe: 4,39 (3 / 5)
Lambrusco Emilia Modavin: 1,79 euro (3 / 5)
Vernaccia di San Gimignano Docg Piccini: 2,99 (3,5 / 5)
Prosecco Doc Extra Dry Corte dei Rovi: 4,59 euro (3,5 / 5)
Spumante Dry Gasparetto: 1,99 (3 / 5)
Asolo Prosecco Docg Extra Dry La Gioiosa: 4,99 euro (3,5 / 5)
Valpolicella Ripasso Doc Antica Vigna: 5,79 euro (3,5 / 5)
Valpolicella Classico Doc La Sorte: 4,49 euro (3,5 / 5)
Ribolla Gialla Spumante Terre Nardin: 3,29 euro (3,5 / 5)
Dolcetto d’Alba o Langhe Favorita San Silvestro: 3,79 euro (3,5 / 5)
Birre Blance de Namur, 75cl: 2.99 euro (3,5 / 5)
Birre Terza Rima, 75cl,: 3.90 euro (4 / 5)
Volantino Iperal, dal 24 giugno al 7 luglio “Prezzi Pazzi”
Chianti Docg Piccini: 2,69 euro (3,5 / 5)
Vini Frizzanti Rosa dei Filari: 1,95 euro (2,5 / 5)
Volantino Ipercoop, dal 2 al 15 luglio Spumante Freschello Extra Dry: 1,99 euro (2,5 / 5)
Spumante Prosecco Doc o Ribolla Cescon: 3,49 euro (3 / 5)
Trentino Doc Muller Thurgau Mezzacorona: 3,39 euro (3,5 / 5)
Falanghina del Sannio Dop Feudi San Gregorio: 6,79 euro (5 / 5)
Collio Doc Sauvignon, Ribolla Gialla o Traminer Igt Villa Folini: 4,99 euro usr 3.5]
Colli Piacentini Bonarda o Gutturnio Valtidone: 2,19 euro usr 3.5]
Montepulciano, Trebbiano o Cerasuolo d’Abruzzo Rocca Ventosa: 2,29 euro (3 / 5)
Barbera d’Alba Doc Fontanafredda: 4,79 euro (5 / 5)
Bardolino o Custoza Doc Corte al Lago: 3,49 euro (3,5 / 5)
Chianti Superiore Docg Agricoltori del Geografico: 4,19 euro (5 / 5)
Primitivo Rosato Salento Igt Notte Rossa: 5,59 euro (5 / 5)
Rosè, Il Bianco, Il Rosso Sicilia Igt Planeta: 5,90 euro (4 / 5)
Chiaretto o Cortese Monferrato Doc Capetta: 2,99 euro (3 / 5)
Langhe Doc Favorita Le Calende Terre del Barolo: 3,49 euro (3,5 / 5)
Est!Est!Est di Montefiascone Bigi: 2,99 euro (3,5 / 5)
Lugana Doc Le Fornaci Tommasi: 8,90 euro (4,5 / 5)
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Titulus o Passerina Fazi Battaglia: 3,99 euro (4 / 5)
Oltrepo’ Pavese Pinot Nero Vinificato in Bianco Il Montu: 3,49 euro (3,5 / 5)
Vermentino o Monica di Sardegna Calarenas: 2,99 euro (3 / 5)
Gewurztraminer, Pinot Nero o Sauvignon Cantina Produttori di Bolzano: 7,99 euro (5 / 5)
Sicilia Doc Anthilia Bianco Donna Fugata: 6,90 euro (5 / 5)
Nobile di Montepulciano Docg Fattoria del Cerro: 7,99 euro (5 / 5)
Montefalco Rosso Doc Colpetrone, Arnaldo Caprai: 5,29 euro (5 / 5)
Vermentino Toscana Igt Monterufoli: 4,75 euro (3,5 / 5)
Volantino Lidl dal 6 al 12 luglio
Orvieto Classico Dop Botte dei Conti: 1,49 euro (3 / 5)
Aglianico del Vulture Dop Corte Aurelio: 2,79 euro (3,5 / 5)
Volantino Pam, dal 25 giugno all’8 luglio Oltrepò Pavese Pinot Nero C’era una volta Losito Guarini: 3,99 euro (3,5 / 5)
Oltrepò Pavese Bonarda Frizzante C’era una volta Losito Guarini: 3,49 euro (3,5 / 5)
Oltrepò Pavese Bonarda Quaquarini: 3,49 euro (3,5 / 5)
Oltrepò Pavese Riesling Le Cascine: 2,49 euro (2,5 / 5)
Oltrepò Pavese Buttafuoco Quaquarini: 3,99 euro (3,5 / 5)
Oltrepò Pavese Sangue di Giuda Quaquarini: 3,99 euro (5 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Poggio Dei Vigneti: 1,49 euro (2,5 / 5)
Terre Siciliane Viogner, Nero d’Avola Fazio Wines: 3,49 euro (3,5 / 5)
Spumante Prosecco Extra Dry: 3,49 euro (3,5 / 5)
Penny Market, dal 2 all’8 luglio Pinot Grigio Dolomiti Igt Cantine Atesine: 2,69 euro (3 / 5)
Spumante Soave Extra Dry Doc: 1 pezzo 2 euro, cartone da 6 11,96 euro (3 / 5)
Volantino Simply Market, dal 2 al 15 luglio Cielo Freschello Vino Rosso: 1,49 euro (2,5 / 5)
Umbria Rosso Igt Vocante Duca Odoardo: 2,49 euro (3,5 / 5)
Trento Doc Spumante Metodo Classico Cesarini Sforza: 7,90 euro (5 / 5)
Spumante Grechetto Vecchia Modena Chiarli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Muller Thurgau Brut Cantina di Soave: 2.99 euro (3,5 / 5)
Spumante Metodo Classico Carta Oro La Versa: 6,90 euro (5 / 5)
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Merlino 16/02 è un vino rosso fortificato, nato dall’esperienza enologica di Pojer e Sandri. Viene prodotto sulla collina di Faedo (TN) da uve Lagrein parzialmente fermentate e successivamente addizionate di brandy, a sua volta ottenuto da Mario Pojer e Fiorentino Sandri da due varietà di uva locali del Trentino: la Schiava e il Lagarino. È il primo vino di questa tipologia prodotto in Italia, nel solco dei noti “vini fortificati”, come il Porto.
LA DEGUSTAZIONE Merlino 16/02 si presenta al calice con un intenso color violaceo impenetrabile, che suggerisce una grande struttura. Il profilo aromatico è fedele alle caratteristiche del vitigno Lagrein, giocando su note di ciliegia sotto spirito, ribes e frutti di bosco, per poi proseguire su aromi vanigliati e di cioccolato.
L’ingresso in bocca è caldo, avvolgente, morbido, di grande struttura e con un’ottima corrispondenza. La componente alcolica è presente (19%), ma ben integrata e mai disturbante. Il finale è lunghissimo.
Pur avendo un residuo zuccherino abbastanza elevato (100-120 gr/l), il sorso di Merlino 16/02 non risulta stucchevole. Invoglia, anzi, al successivo e diverte nell’abbinamento. È un vino ideale come accompagnamento a dolci a base di cioccolato, ma anche “da meditazione”, in compagnia di un buon libro.
LA VINIFICAZIONE Uve 100% Lagrein coltivate a pergoletta trentina aperta, con 6500 viti per ettaro. Una volta raccolte, vengono diraspate e lasciate in macerazione prefermentativa a freddo, con l’obiettivo di aumentare l’estrazione aromatica.
La fermentazione viene svolta parzialmente (4-5 gradi alcol svolti) e interrotta con l’aggiunta del brandy firmato da Pojer e Sandri. La gradazione alcolica è portata a quasi 20 gradi. Avviene dunque l’inattivazione di lieviti e batteri e gli zuccheri residui risultano così infermentiscibili.
L’affinamento del vino fortificato “Merlino 16/02” viene condotto negli stessi fusti utilizzati per il brandy. L’imbottigliamento in bordolese antica viene eseguito dopo 8-10 mesi, ad illimpidimento raggiunto.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Ufficialmente entrati nel mese di maggio, diamo uno sguardo ai vini in offerta sui nuovi volantini della grande distribuzione. Alcuni “freschi freschi” di stampa. Se ci sono ancora pochi giorni per approfittare della promozione sui vini Notte Rossa da Iper la Grande I, da Tigros la linea è in promo a 3,49 euro fino al 12 maggio. La catena, peraltro, offre un’ampia scelta di etichette e qualche 1+1 conveniente.
Nuovo volantino anche per Esselunga: “Arrivano le offerte” e sono quasi tutte sotto i 3 euro: una cantina di casa che punta tutto sul prezzo. Strategia che al momento appare comune data l’assenza generale, sui volantini, di vini sopra una certa soglia prezzo. Anche Iperal si presenta con affari a prezzi tondi da 1 euro in su.
I vini partono dai 3 euro ma per accaparrarsi un buon voto in cestelli bisogna spendere poco meno di 5 euro per i vini della Cantina Paolo Leo. Un po’ fuori dal coro la catena veneta Despar, Interspar.
Sul suo volantino “Estate in vista” presenta una proposta di “Fresche Bollicine”: si va dai 3 euro per arrivare a vini francesi e astucciati importanti non proprio alla portata di tutti ma ad un prezzo davvero super. Chapeau!
Volantino Aldi, dal 4 al 10 maggio Nulla da segnalare
Volantino Auchan, fino al 6 maggio
Fiano del Salento Igt Mottura: 3,49 euro (3,5 / 5)
Volantino A&O, fino al 5 maggio
Lambrusco Grasparossa Chiarli: 2,89 euro (3,5 / 5)
Volantino Bennet, fino al 6 maggio – “Bontà in famiglia”
Pinot Grigio Trentino Cavit: 3,60 euro (3,5 / 5)
Toscana rosso Igt Santa Cristina: 4,90 euro (4 / 5)
Volantino Bennet, fino al 10 maggio – “Sconto 30, 40 e 50”
Prosecco DOC, Muller Thurgau o Ribolla spumante Cescon: 3,48 euro (3 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Ca’ dei Giusti: 1,98 euro (3 / 5)
Volantino Carrefour Market fino al 3 maggio – “Il piacere di stare in famiglia”
Colli Piacentini Val Trebbia Doc Trebbianino, Cantine Bonelli: 3,29 euro (3,5 / 5)
Orvieto Classico Doc Bigi: 2,99 euro carta payback (3,5 / 5)
Volantino Carrefour Market, fino al 14 maggio – “Sconti fino al 50%”
Nero d’Avola o Grillo Doc Cantine Europa: 2,99 euro sconto 50% carta payback (3,5 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Doc o Pecorino Igt Spinelli: 2,79 euro sconto 50% carta payback (3,5 / 5)
Falanghina del Beneventano Igt: 2,19 euro sconto 50% carta payback (0 / 5)
Corvo bianco o rosso Duca di Salaparuta: 4,29 euro (3,5 / 5)
Volantino Carrefour fino al 3 maggio – Il piacere di stare in famiglia”
Verdicchio dei Castelli di Jezi Fazi Battaglia: 5,49 euro (5 / 5)
Arneis Roero Guidobono: 6,49 euro (3,5 / 5)
Gewurztraminer Doc, Nals Margreid: 8,49 euro (5 / 5)
Chianti Docg Villa Montorsoli: 3,29 euro (3,5 / 5)
Volantino Carrefour, fino al 14 maggio – “Sconti fino al 50%”
Oltrepò Pavese Doc Pinot nero vinificato in bianco o rosè Montagna: 3,49 euro (3,5 / 5)
Corvo bianco o rosso Duca di Salaparuta: 4,29 euro (3,5 / 5)
Volantino Coop, fino al 13 maggio Spumante Prosecco Valdobbiadene Docg extra dry Bolla : soci coop 4,99 euro (3,5 / 5)
Barbera d’Alba Doc o Dolcetto di Diano d’Alba Docg “Le Calende”: soci coop 3,59 (3,5 / 5)
Volantino Conad, fino all’11 maggio Lambrusco Doc Campanone: 3,99 euro (3,5 / 5)
Sangiovese Toscano Igt Sensi: 2,79 euro (3,5 / 5)
Pecorino di Offida Docg Barò: 4,78 euro (3,5 / 5)
Lambrusco Reggiano Scuro Doc San Prospero Ca dei Medici : 4,75 euro (3,5 / 5)
Volantino Conad Superstore, fino al 13 maggio
Colli Piacentini Doc Barbera Vivace Valtidone: 3,80 euro (3,5 / 5)
Volantino Conad City fino all’11 maggio Chardonnay Rubicone Igp Montaia: 4,48 euro (3,5 / 5)
Volantino Crai, fino al 13 maggio
Dolcetto / Rosato Piemonte Clavesana: 2,79 euro (5 / 5)
Malvasia Vicobarone: 2,69 euro (3,5 / 5)
Valpolicella Doc Poesie: 4,89 euro (3,5 / 5)
Volantino Despar, fino al 6 maggio
Oltrepò Pavese Pinot Nero Giorgi: 5,99 euro (3,5 / 5)
Volantino Esselunga, fino al 13 maggio
Prosecco Gotto: 2,95 euro (3,5 / 5)
Soave Doc Nibai Cesari: 3,44 euro (3,5 / 5)
Est! Est! Est! Di Montefiascone Falesco: 2,99 euro (3,5 / 5)
Passerina o Montepulciano d’Abruzzo Citra: 2,95 euro (3,5 / 5)
Grillo o Nero d’Avola o Syrah Feudi di San Nicola: 2,69 euro (3,5 / 5)
Pinot Grigio o Merlot Forchir: 4,54 euro (3,5 / 5)
Bardolino Classico Sartori: 2,99 euro (3,5 / 5)
Chianti Docg Villa di Monte Grati: 2,49 euro (3 / 5)
Gutturnio San Lupo Mossi: 2,69 euro (3,5 / 5)
Negroamaro Conti Zecca: 2,57 euro (3,5 / 5)
Volantino Eurospin, fino al 10 maggio Nessun vino da segnalare
Volantino Gulliver, fino al 6 maggio
Pinot Nero o Bonarda Doc Torrevilla: 2,99 euro (3,5 / 5)
Orvieto Doc Classico Cecchi: 2,99 euro (3,5 / 5)
Etna Rosso Doc Madaudo: 3,69 euro (3,5 / 5)
Trebbianino Doc, Malvasia Bonelli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Mionetto: 6,99 euro (3,5 / 5)
Colli Piacentini Barbera Doc Valtidone: 2,49 euro (3,5 / 5)
Volantino Il Gigante, fino al 6 maggio
Cirò Bianco/Rosso Caparra e Siciliani: 2,99 euro con blucard (5 / 5)
Barbera, Dolcetto d’Alba o Grignolino Asti Giacosa: 4,99 con blucard (3,5 / 5)
4 Bottiglie Vini Rossi Vecchia Cantina Montepulciano: 8,99 euro (4 / 5)
Colli Piacentini Ortrugo o Gutturnio Poggio al Tidone: 2,39 euro con blucard (3,5 / 5)
Chianti Superiore Docg Ser Ristoro La Pieve: 2,39 euro con blucard (3,5 / 5)
Terre Siciliane Igt Shiraz o Catarratto Fazio: 2,99 euro con blucard (3,5 / 5)
Cerasuolo, Montepulciano o Trebbiano d’Abruzzo Casal Bordino: 1,99 euro con blucard (3,5 / 5)
Grechetto o Sangiovese Terre Augustee Umbria Igp Castello delle Regine: 2,89 euro con blucard (3,5 / 5)
Friulano, Cabernet, Chardonnay o Pinot Grigio Grave del Friuli Borgomastro: 2,99 euro con blucard (3,5 / 5)
Spumante Cuvèe Millesimato extra Dry Coste Petrai: 3,29 euro con blucard (3,5 / 5)
Volantino Interspar, fino al 13 maggio – “Estate in vista”
Orvieto Classico Doc Oro Piccini: 3,95 euro (3,5 / 5)
Chablis Drouhin-Vaudon: 17,90 euro (4,5 / 5)
Poully Fume Domains de Marinieres: 18,90 euro (4 / 5)
Spumante Prosecco Doc Brut Civa: 4,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Prosecco Mionetto: 7,49 euro (3,5 / 5)
Trento Doc Brut Sellaronda: 9,90 euro (4 / 5)
Franciacorta Docg Conte del Doss Saten (Marchio Esclusivo): 11,90 euro (4 / 5)
Franciacorta Docg Conte del Doss Rosè Marchio Esclusivo): 13,49 euro (4 / 5)
Imperial Rosè Moet Chandon Astucciato: 39,90 (5 / 5)
Volantino Interspar, fino al 13 maggio – “Un mondo di offerte pensato per te” Soave Bardolino / Bardolino Chiaretto Doc, La collina dei ciliegi: 2,99 euro (3,5 / 5)
Pinot Noir Borgogna Joseph Drouhin: 16,90 euro (4 / 5)
Spumante Ribolla Gialla Brut Millesimato Villa Follini: 3,99 euro (3 / 5)
Volantino Iper la Grande I, fino al 3 maggio
Spumante Ortrugo Colli Piacentini Valtidone: 3,99 euro (3,5 / 5)
Dolcetto d’Alba Sansilvestro: 3,49 euro (3,5 / 5)
Morellino di Scansano Docg Malandrino Piccini: 4,19 euro (4,5 / 5)
Traminer o Cabernet Franc Borgo Canedo: 2,99 euro (3,5 / 5)
Lambrusco Sorbara o Grasparossa o Pignoletto Chiarli: 2,55 euro (3,5 / 5)
Glicine Bianco o Rosso Corvo: 3,99 euro (3,5 / 5)
Valdobbiadene Prosecco Sup Extra Dry Bolla: 3,99 euro (3,5 / 5)
Primitivo, Fiano, Negroamaro Rosso o Rosato Notte Rossa: 3,39 euro (5 / 5)
Volantino Iperal, fino al 13 maggio Cabernet, Merlot Tre Venezie Igt o Pinot grigio Pasqua: 3 euro (3,5 / 5)
Toscana Rosso Igt Giglio del Duca: 3 euro (3 / 5)
Pignoletto Doc Arco delle Rose Chiarli: 3 euro (3,5 / 5)
Vini Conti Buneis Barbera Doc / Dolcetto Doc: 3,39 euro (3,5 / 5)
Vini Ca’ Vescovo Sauvignon o Cabernet Sauvignon: 4,59 euro (3,5 / 5)
Vini pugliesi assortiti cantina Paolo Leo: 4,79 euro (4 / 5)
Volantino Ipercoop, fino al 6 maggio
Gutturnio o Bonarda Colli Piacentini Valtidone: 2,49 euro (3,5 / 5)
Volantino Lidl, fino al 3 maggio
Aglianico del Vulture Dop Corte Aurelio: 2,69 euro (3,5 / 5)
Volantino Lidl dal 4 maggio al 10 maggio
Traminer Aromatico Friuli: 3,69 euro (3,5 / 5)
Volantino Pam, fino al 13 maggio
Chianti Riserva Collezione Oro Piccini: 3,89 euro (5 / 5)
Bonarda “C’era una volta”, Losito e Guarini: 3,29 euro (3,5 / 5)
Volantino Pam, fino al 13 maggio – “Occasioni Extra Risparmio”
Vini Igt Porta Vinaria: 2,49 euro (3 / 5)
Lambrusco Doc Chiarli secco o amabile: 2,99 euro (3,5 / 5)
Greco di Tufo o Fiano di Avellino Dogc Aminea: 3,49 euro (3,5 / 5)
Toscana Igt Manero Tenuta del Cerro 3,49 euro (3,5 / 5)
Vini Glicine Igp Corvo Bianco o Rosso: 3,99 euro (3,5 / 5)
Morellino di Scansano Docg o Vermentino Igt Cantina vignaioli di Scansano: 4,99 euro (3,5 / 5)
Rosso di Montepulciano Docg “Calici delle Mura”: 4,99 euro (3,5 / 5)
Nobile di Montepulciano Docg “Calici delle Mura”: 6,99 euro (3,5 / 5)
Volantino Pam, fino al 13 maggio – “Grande convenienza“ Lambrusco Modena Doc Cavicchioli: 1,99 euro (3 / 5)
Vini Igt Pinot bianco o Cabernet villa Mura Sartori: 2,29 euro (3,5 / 5)
Vini Settesoli Syrah, Nero d’Avola, o Chardonnay: 2,99 euro (3,5 / 5)
Barbera del Monferrato Doc Terredavino: 2,99 euro (3,5 / 5)
Greco di Tufo Docg Aminea: 2,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Tosti: 3,49 euro (3 / 5)
Volantino Penny Market, fino al 6 maggio
Cannonau Sardegna Doc: 2,59 euro (3 / 5)
Volantino Simply Market, fino al 6 maggio
Nessun vino da segnalare
Volantino Tigros, fino al 12 maggio
Chianti Docg Cecchi: 1+1 6 euro (3,5 / 5)
Lambrusco Doc Forte Nero: 2,50 euro (3 / 5)
Vini F.lli Pasqua Pinot Grigio Veneto, Bardolino Chiaretto, Cabernet, Merlot delle Venezie Igt o Lugana: sconto 30% (3,5 / 5)
Vini Doc Terredavino Barbera del Monferrato o Dolcetto d’Ovada: 1+1 1+1 6 euro (3,5 / 5)
Oltrepò Pavese Doc San Zeno Zonin Bonarda o Barbera: 3,49 euro (3,5 / 5)
Vini Baccichetto Ribolla gialla Igt, Pinot Grigio Friuli Doc, Malbech delle Venezie Igt : 3,49 euro (3,5 / 5)
Linea vini Notte Rossa Fiano del Salento, Negramaro, Primitivo del Salento: 3,59 euro (5 / 5)
Morellino di Scansando Docg La Mora Cecchi: 3,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco Valdobbiadene Ca Val : 5,49 euro (3,5 / 5)
Vini Santa Margherita Muller Pinot Grigio Valdadige Doc, Chardonnay Igt, Gewurztraminer Doc: 5,90 euro (3,5 / 5)
Volantino Unes/U2, fino al 12 maggio
Nerello Mascalese Poggio di venerdì: 2,39 euro (3 / 5)
Spumante Pinot Chardonnay Kessel: 2,19 euro (3 / 5)
Vino Bianco di Custoza Sant’Anna: 2,19 euro (3 / 5)
Vino Rosso, Rosato o Bianco Terrefredde: 2,29 euro (3 / 5)
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Come prosegue il mese di aprile per il vino sui volantini della grande distribuzione organizzata? Come inizierà il mese di maggio? Tra bandiere italiane, messaggi di vicinanza e sostegno al Made in Italy nella maggior parte delle insegne, lo scenario delle promozioni sul vino è un po’ fiacco.
D’altronde è consuetudine un calo della proposta dopo le festività pasquali, in particolare su tipologie come le bollicine. Complice il lockdown e l’incremento delle vendite nel canale Gdo, il vino al supermercato si vende praticamente “da solo”. Ed è ancora più facile, così, sbagliare etichetta.
La proposta “alcolica” è più incentrata su birre, industriali o artigianali, in prospettiva della fase 2 e di un ritorno della vita all’aria aperta. Non manca comunque qualche offerta interessante da mettere nel cestello.
Da segnalare il Chianti Riserva Docg Collezione Oro Piccini in promozione da Pam e da Tigros a 3,89 euro e i vini linea Notte Rossa da Iper la Grande I a 3,39 euro, pari al 25% sul prezzo applicato normalmente. Buona spesa!
Volantino Aldi, fino al 3 maggio Nero di Troia Igt Cortepiana: 2,49 euro (3 / 5)
Zinfandel Igt Grande Alberone: 5,79 euro (3,5 / 5)
Volantino Auchan, fino al 6 maggio Fiano del Salento Igt Mottura: 3,49 euro (3,5 / 5)
Volantino A&O, fino al 5 maggio Lambrusco Grasparossa Chiarli: 2,89 euro (3,5 / 5)
Volantino Bennet, fino al 6 maggio Pinot Grigio Trentino Cavit: 3,60 euro (3,5 / 5) Toscana rosso Igt Santa Cristina: 4,90 euro (4 / 5)
Volantino Carrefour Market fino al 3 maggio Colli Piacentini Val Trebbia Doc Trebbianino, Cantine Bonelli: 3,29 euro (3,5 / 5)
Orvieto Classico Doc Bigi: 2,99 euro carta payback (3,5 / 5)
Nero d’Avola o Grillo Doc Sicilia Tria: 2,39 euro carta payback (4 / 5)
Volantino Carrefour fino al 3 maggio Verdicchio dei Castelli di Jezi Fazi Battaglia: 5,49 euro (5 / 5)
Arneis Roero Guidobono: 6,49 euro (4 / 5)
Gewurztraminer Doc, Nals Margreid: 8,49 euro (5 / 5)
Chianti Docg Villa Montorsoli: 3,29 euro (3,5 / 5)
Volantino Coop, fino al 29 aprile Nulla da segnalare
Volantino Conad, fino al 29 aprile Lambrusco Sorbara / Castelvetro / Grasparossa: 2,50 euro (3 / 5)
Pignoletto frizzante Doc, Righi: 2,70 euro (3,5 / 5)
Volantino Crai, fino al 29 aprile Cannonau Antichi Poderi di Jerzu: 3,99 euro (3,5 / 5)
Volantino Despar, fino al 6 maggio Oltrepò Pavese Pinot Nero Giorgi: 5,99 euro (3,5 / 5)
Volantino Esselunga, fino al 29 aprile Kerner, Pravis: 5,30 euro (4 / 5)
Vipra Rossa / Vipra Bianca, Bigi: 3,48 euro (4 / 5)
Bonarda San Zeno, Zonin: 4,13 euro (3,5 / 5)
Schiava, Cantina di San Paolo: 4,89 euro (4,5 / 5)
Rèmole Rosso, Frescobaldi: 3,48 euro (4 / 5)
Volantino Eurospin (vini linea “Integralmente prodotto“, fino al 26 aprile
Falanghina del Sannio Dop, La Guardiense: 2,19 euro (3 / 5)
Chianti Classico “Integralmente prodotto”, Montorsoli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot nero Docg Spumante Brut: 5,49 euro (3 / 5)
Chianti Docg Superiore / Riserva Docg Loggia delle Poste: 3,99 euro (3,5 / 5)
Volantino Gulliver, fino al 6 maggio Pinot Nero o Bonarda Doc Torrevilla: 2,99 euro (3,5 / 5)
Orvieto Doc Classico Cecchi: 2,99 euro (3,5 / 5)
Etna Rosso Doc Madaudo: 3,69 euro (3,5 / 5)
Trebbianino Doc, Malvasia Bonelli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Mionetto: 6,99 euro (3,5 / 5)
Colli Piacentini Barbera Doc Valtidone: 2,49 euro (3,5 / 5)
Volantino Il Gigante fino al 6 maggio Cirò Bianco/Rosso Caparra e Siciliani: 2,99 euro con blucard (5 / 5)
Barbera, Dolcetto d’Alba o Grignolino Asti Giacosa: 4,99 con blucard (3,5 / 5)
4 Bottiglie Vini Rossi Vecchia Cantina Montepulciano: 8,99 euro (3,5 / 5) Colli Piacentini Ortrugo o Gutturnio Poggio al Tidone: 2,39 euro con blucard (3,5 / 5)
Chianti Superiore Docg Ser Ristoro La Pieve: 2,39 euro con blucard (3,5 / 5) Terre Siciliane Igt Shiraz o Catarratto Fazio: 2,99 euro con blucard (3,5 / 5)
Cerasuolo, Montepulciano o Trebbiano d’Abruzzo Casal Bordino: 1,99 euro con blucard (3,5 / 5)
Grechetto o Sangiovese Terre Augustee Umbria Igp Castello delle Regine: 2,89 euro con blucard (3,5 / 5)
Friulano, Cabernet, Chardonnay o Pinot Grigio Grave del Friuli Borgomastro: 2,99 euro con blucard (3,5 / 5)
Spumante Cuvèe Millesimato extra Dry Coste Petrai: 3,29 euro con blucard (3,5 / 5)
Volantino Iper la Grande I fino al 3 maggio Spumante Ortrugo Colli Piacentini Valtidone: 3,99 euro (3,5 / 5)
Dolcetto d’Alba Sansilvestro: 3,49 euro (3,5 / 5)
Morellino di Scansano Docg Malandrino Piccini: 4,19 euro (3,5 / 5)
Traminer o Cabernet Franc Borgo Canedo: 2,99 euro (3,5 / 5)
Lambrusco Sorbara o Grasparossa o Pignoletto Chiarli: 2,55 euro (3,5 / 5)
Glicine Bianco o Rosso Corvo: 3,99 euro (3,5 / 5)
Aglianico o Falanghina del Beneventano I Feudi: 2,39 euro (3,5 / 5)
Valdobbiadene Prosecco Sup Extra Dry Bolla: 3,99 euro (3,5 / 5)
Primitivo, Fiano, Negroamaro Rosso o Rosato Notte Rossa: 3,39 euro (5 / 5)
Volantino Iperal, fino al 28 aprile
Vini Viti e Vini, Cantina Valtidone: 2,30 euro (3,5 / 5)
Bonarda / Barbera San Zeno, Zonin: 3,99 euro (3,5 / 5)
Vini Notte Rossa: 3,99 euro (5 / 5)
Toscana Merlot Igt Petraia, Uggiano: 14,50 euro (3,5 / 5)
Volantino Ipercoop, fino al 6 maggio Gutturnio o Bonarda Colli Piacentini Valtidone: 2,49 euro (3,5 / 5)
Volantino Lidl, dal 27 aprile al 3 maggio Aglianico del Vulture Dop Corte Aurelio: 2,69 euro (3 / 5)
Volantino Pam, dal 30 aprile al 13 maggio
Chianti Riserva Collezione Oro Piccini: 3,89 euro (5 / 5)
Bonarda “C’era una volta”, Losito e Guarini: 3,29 euro (3,5 / 5)
Volantino Penny Market, fino al 29 aprile
Primitivo Puglia Igt Red Fire: 2,99 euro (3 / 5)
Volantino Simply Market, fino al 6 maggio Nessun vino da segnalare
Volantino Tigros, fino al 28 aprile Lambrusco Emilia Igt, Caviccioli: 4 euro (2 pezzi) (3,5 / 5)
Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, Bigi: 2,99 euro (4 / 5)
Vini “Collezione Oro”, Piccini: 3,89 euro (5 / 5)
Prosecco Brut Doc Bio, Valdo: 4,89 euro (3,5 / 5)
Volantino Unes/U2, fino al 28 aprile Pinot Grigio, Santa Margherita: 5,95 euro (4 / 5)
Grechetto Terre de La Custodia: 3,69 euro (3,5 / 5)
Lambrusco Marcello Oro: 4,69 euro (3,5 / 5)
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Fioccano le offerte di vino sui volantini della grande distribuzione, che non si scorda di Pasqua e Pasquetta. Nel pieno rispetto della tradizione, ampio spazio a tutte le tipologie, per accompagnare pranzi e cene (in casa).
Diverse le bollicine per augurarsi che #andratuttobene, tra cuiil Trento Doc Rotari in promo quasi ovunque (occhio al prezzo più conveniente) e, da scoprire, lo spumante Perlage di Cantina Valtidone in promo da Tigros. Della stessa cantina e nella stessa insegna, il delizioso passito “Luna di Candia”, ottenuto dall’omonima Malvasia.
Ottimo il primo prezzo del Montepulciano d’Abruzzo Riserva Spinelli a 2,99 euro da Carrefour Market, che propone anche un interessante bipack di Piccini. Vantaggiosa la promo sui vini della linea Notte Rossa a 3,49 euro da Iper la grande. C’è dunque davvero l’imbarazzo della scelta, speriamo in prossimità delle vostre abitazioni. Prosit!
Volantino Aldi, fino all’11 aprile
Prosecco Millesimato Docg Superiore di Valdobbiadene, Oroperla: 6,99 euro (3,5 / 5)
Ribolla Gialla Igp, Le Barchesse: 3,29 euro (3,5 / 5)
Volantino Auchan, fino all’11 aprile Barolo Docg Terre Sovrane: 11,49 euro (3,5 / 5)
Morellino di Scansano Docg La Mora Cecchi: 4,79 euro (3,5 / 5)
Passito di Pantelleria Baglio Kelpi: 9,09 euro (3,5 / 5)
Trentino Doc Muller Thurgau Mastri Vernacoli: 3,99 euro (3,5 / 5)
Trentino Doc Marzemino Mastri Vernacoli: 3,99 euro (3,5 / 5)
Lugana Doc Cantina di Negrar: 4,19 euro (4 / 5)
Prosecco Valdobbiadene Docg Rive di Colbertarldo Val d’Oca: 6,49 euro (4 / 5)
Prosecco Doc Mionetto: 6,99 euro (3,5 / 5)
Trento Doc Rotari: 6,59 euro (5 / 5)
Champagne Pommery Brut astucciato: 24,99 euro (4 / 5)
Vecchia Modena Blanc de Blancs Chiarli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Volantino Bennet, fino al 13 aprile Toscana Rosso Igt Remole Frescobaldi: 3,49 euro (4 / 5)
Trentino Doc Lagrein Dunkel Cavit: 3,78 euro (3,5 / 5)
Valpolicella Ripasso Cantina di Negrar: 5,40 euro (4 / 5)
Brunello di Montalcino Docg Campone Frescobaldi: 19,80 euro (5 / 5)
Muller Thurgau Arein Concilio: 3,30 euro (3,5 / 5)
Volantino Carrefour Market, fino al 13 aprile Franciacorta Docg Principe di Franciacorta: 11,90 euro (3,5 / 5)
La Segreta Rosso o Bianco Igt Planeta: 6,29 euro (5 / 5)
Colli Piacentini Doc Bonarda vivace Bonelli: 3,39 euro (3,5 / 5)
Colli Piacentini Doc Gutturnio Bonelli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Oltrepò Pavese Doc Buttafuoco o Sangue di Giuda Quaquarini: 3,49 euro (4 / 5)
Greco di Tufo Docg Feudi San Gregorio: 8,39 euro (5 / 5)
Colli Piacentini Doc Ortrugo Bio Valtidone: 4,89 euro (4 / 5)
Vino Spumante Qualità Brut Catturich: 5,39 euro (3,5 / 5)
Prosecco Valdobbiadene Docg Valdo: 5,49 euro (3,5 / 5)
Champagne Mumm Gordon Rouge: 21,90 euro (4 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Riserva Doc Spinelli: 2,99 euro (5 / 5)
Valpolicella Classico Sartori: 4,99 (4 / 5)
Rosato o Bianco o Rosso del Salento Donna Marzia: 2,99 euro (3,5 / 5)
Trentino Doc Muller Thurgau Cavit: 3,49 euro (3,5 / 5)
Chianti Superiore Riserva Oro Piccini Bipack: 7,90 euro (5 / 5)
Sagrantino di Montefalco Docg Vignabaldo: 9,89 euro (3,5 / 5)
Amarone Valpolicella Docg Bolla: 18,90 euro (5 / 5)
Volantino Carrefour Market, fino al 13 aprile Trento Doc Rotari: 7,19 euro (5 / 5)
Chianti Classico Docg Piccini: 4,90 euro (3,5 / 5)
Colli Piacentini Doc Ortrugo Bio Valtidone: 3,99 euro (3,5 / 5)
Volantino Conad, fino al 13 aprile Champagne Mumm Gordon Rouge: 20,90 euro (4 / 5)
Prosecco Doc Mionetto: 6,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco Valdobbiadene Docg Tenimenti Dogali 4,90 euro (3,5 / 5)
Prosecco Valdobbiadene Superiore Docg Astoria: 3,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Asti Docg Martini: 4,78 euro (3,5 / 5)
Metodo Classico Doc Brut Ferrari: 8,90 euro (5 / 5)
Pinot Grigio Doc Santa Margherita: 5,80 euro (4 / 5)
Bianco di Custoza Doc Sartori: 3,19 euro (4 / 5)
Gewurztraminer Doc, Costalta: 5,70 (3,5 / 5)
Est!Est!Est! di Montefiascone Bigi: 2,89 euro (4 / 5)
Muller Thurgau Doc Mezzacorona: 3,70 euro (3,5 / 5)
Rosso Toscana Igt Santa Cristina Antinori: 5,20 euro (4 / 5)
Amarone della Valpolicella Doc Latuja: 15,50 euro (3,5 / 5)
Ripasso Valpolicella Doc Tommasi: 12,40 euro (4,5 / 5)
Greco di Tufo o Fiano Docg Mastroberardino: 7,80 euro (5 / 5)
Seligo di Sicilia Doc Settesoli: 4,40 euro (5 / 5)
Lambrusco Lini La Brusca: 3,98 (5 / 5)
Morellino di Scansano Docg La Mora Cecchi: 4,60 euro (3,5 / 5)
Volantino Coop, fino all’11 aprile Trento Doc Rotari: 6,99 euro (5 / 5)
Champagne Mumm Gordon Rouge: 20,90 euro (4 / 5)
Prosecco millesimato luxury Casa Sant’Orsola: 4,45 euro (3,5 / 5)
Volantino Crai, fino al 12 aprile Nessun vino da segnalare
Volantino Despar, fino al 13 aprile
Prosecco Docg “Marca Oro”, Valdo: 3,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Trento Doc Brut, Rotari: 6,99 euro (5 / 5)
Volantino Esselunga, fino all’11 aprile
Spumante Asti Docg Martini: 3,95 euro (3,5 / 5)
Prosecco Superiore di Valdobbiadene Docg Cantina di Valdobbiadene: 3,84 euro (3,5 / 5)
Franciacorta Docg Berlucchi: 8,49 euro (5 / 5)
Terlaner Cantina di Terlano: 5,42 euro (5 / 5)
Ribolla Volpe Pasini: 7,49 euro (3,5 / 5)
Valpolicella Ripasso Bolla: 5,90 euro (3,5 / 5)
Lucido o Nero d’Avola Cusumano: 5,48 euro (5 / 5)
Morellino di Scansano Docg La Mora Cecchi: 4,19 euro (3,5 / 5)
Cannonau Riserva Sella & Mosca: 6,72 euro (3,5 / 5)
Barbaresco Docg Nervo: 8,94 euro (5 / 5)
Volantino Eurospin, fino all’11 aprile Nulla da segnalare
Volantino Famila, fino al 13 aprile
Vino Rosso Corvo: 3,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Pignoletto Doc Chiarli: 3,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Asti Santero: 4,78 euro (3,5 / 5)
Spumante Brut Ferrari: 10,80 euro (5 / 5)
Spumante Moscato Tosti: 2,68 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Mionetto: 6,90 euro (3,5 / 5)
Moscato d’Asti Mat: 4,99 euro (3,5 / 5)
Brachetto d’Acqui Docg, Araldica: 4,79 euro (3,5 / 5)
Volantino Gulliver, fino al 13 aprile
Spumante Trento Doc Brut, Ferrari: 9,90 euro (5 / 5)
Passito di Pantelleria Doc, Pellegrino: 5,89 euro (3,5 / 5)
Barolo chinato, Rosati: 14,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco di Caartizze Docg, Col del Sol: 12,90 euro (3,5 / 5)
Prosecco Superiore Docg Marca Oro, Valdo: 4,99 euro (3,5 / 5)
Pinot Nero Brut / Moscato dolce, Torrevilla: 3,99 euro (4 / 5)
Langhe Doc Nebbiolo, Fontanafredda: 6,49 euro (4,5 / 5)
Buttafuoco / Sangue di Giuda, Quaquarini: 3,99 euro (4 / 5)
Dogliani Docg, Clavesana: 2,99 euro (5 / 5)
Barbaresco Docg, Giacosa: 11,90 euro (4,5 / 5)
Barolo Docg, Giacosa: 15,90 euro (4,5 / 5)
Amarone della Valpolicella, Sartori: 16,99 euro (5 / 5)
Volantino Il Gigante, fino all’8 aprile Chianti Docg Vecchia Cantina: 1+1 7,98 euro (3,5 / 5)
Malvasia o Bonarda Colli Piacentini Doc Dante 45: 1+1 5,98 euro (3,5 / 5)
Barbera d’Asti, Grignolino o Dolcetto Icardi: 1+1 7,78 euro (5 / 5)
Falanghina o Aglianico Ancile Igt Conte Uttieri: 1+1 7,98 euro (3,5 / 5)
Ortrugo o Gutturnio Doc Antica Cantina Manzini: 1+1 3,98 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Porta Leone: 1+1 7,98 euro (3,5 / 5)
Vini da evitare: Le Cascine, Pastori, Poggio dei Vigneti
Volantino InCoop, fino all’11 aprile Prosecco Docg Marca Oro Valdo: 4,89 euro (3,5 / 5)
Volantino Iper La grande i, fino al 13 aprile Prosecco Valdobbiadene Docg Valdo: 3,89 euro (3,5 / 5)
Franciacorta Docg Alma Bellavista: 19,90 euro (5 / 5)
Spumante Brut Vermentino di Sardegna Doc Sangusta, Sardus Pater: 4,89 euro (4 / 5)
Alta Langa Docg o Nebbiolo Rosè San Silvestro: 8,90 euro (5 / 5)
Brunello di Montalcino Docg Piccini: 14,90 euro (5 / 5)
Barbaresco Docg San Silvestro: 8,90 euro (3,5 / 5)
Primitivo o Negroamaro Notte Rossa: 3,49 euro (5 / 5)
Fiano di Avellino Docg Radici: 7,90 euro (4 / 5)
Lugana Doc Fraccaroli: 4,89 euro (3,5 / 5)
Chianti Superiore o Riserva Oro Piccini: sconto 50% (4,5 / 5) Montepulciano d’Abruzzo Riserva Doc Spinelli: 3,49 euro (4,5 / 5)
Amarone della Valpolicella Docg La Sorte: 12,90 euro (5 / 5)
Corvo bianco o rosso: 3,99 euro (3,5 / 5)
Valpolicella Ripasso Sartori Valdimezzo: 6,49 euro (4 / 5)
Volantino Iperal, fino al 14 aprile Vini Docg Bettini: 8,19 euro (4 / 5)
Rosso di Valtellina Doc Nera: 4,49 euro (5 / 5)
Vini Docg Nera Inferno o Sassella: 8,49 euro (5 / 5)
Grumello Valtellina Negri: 7,99 euro (5 / 5)
Trento Doc Rotari: 7,49 euro (5 / 5)
Prosecco Docg Mionetto: 7,29 euro (3,5 / 5)
Prosecco Docg Marca Oro Valdo: 5,49 euro (3,5 / 5)
Franciacorta Docg Solive: 11,90 euro (5 / 5)
Verdicchio Castelli di Jesi il Picchio: 3 euro (3,5 / 5)
Vini Friulani Tenimenti Civa: 5,70 euro (4 / 5)
Chianti Docg Riserva Uggiano: 6,90 euro (5 / 5)
Chianti Docg o Buon governo Piccini: 3,19 euro (3,5 / 5)
Chianti Riserva Docg Leonardo: 6,49 euro (4 / 5)
Chianti Rufina Nipozzano: 10,90 euro (5 / 5)
Sensi Governato Rosso Igt: 10,29 euro (4,5 / 5)
Rosso Conero il Picchio: 3,99 euro (3,5 / 5)
Morellino di Scansano Docg La Mora Cecchi: 4,10 euro (3,5 / 5)
Gutturnio Doc Riserva “Bollo Rosso”, Valtidone: 5,89 euro (5 / 5)
Pinot Noir Doc St Michael Eppan: 8,90 euro (5 / 5)
Amarone Valpolicella Cortegiara Allegrini: 20,90 euro (5 / 5)
Vini Mottura: 3,19 euro (3,5 / 5)
Vini Doc Giacosa: 4,49 euro (4 / 5)
Vini Nuttata: 2,49 euro (3,5 / 5)
Trentino Doc Lagrein Dunkel Cavit: 3,99 euro (3,5 / 5)
Vini del Salento Igp Paolo Leo: 4,69 euro (4 / 5)
Sauvignon Tenimenti Civa: 6,90 euro (4 / 5)
Vini Donna Fugata: 6,39 euro (5 / 5)
Vermentino Toscana Giglio del Duca: 3,69 euro (3,5 / 5)
Vini Rue di Piane Spinelli: 2,49 euro (3,5 / 5)
Vini Marchesi Frescobaldi Calaforte: 6,19 euro (5 / 5)
Vini Belisario: 4,60 euro (5 / 5)
Volantino Ipercoop, fino al 13 aprile Morellino di Scansano Docg La Mora Cecchi: 4,39 euro (3,5 / 5)
Gewurztraminer Cantina Produttori Bolzano: 8,49 (4,5 / 5)
Nebbiolo d’Alba Terredavino: 4,99 euro (3,5 / 5)
Volantino Pam, dal 30 marzo al 13 aprile Toscana Rosso Igt Remole Frescobaldi: 3,49 euro (4 / 5)
Lambrusco Vecchia Modena Chiarli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Asolo Prosecco Docg Rive della Chiesa: 3,99 euro (3,5 / 5)
Trento Doc Cesarini Sforza: 6,99 euro (5 / 5)
Trento Doc Rosè Ferrari: 13,49 euro (5 / 5)
Pinot Bianco Von Steiner Cantina di Bolzano: 5,99 euro (4 / 5)
Chianti Classico Docg Fattoria Montecchio: 4,99 euro (4 / 5)
Barbera Oltrepò Pavese Doc Quaquarini: 2,99 euro (4 / 5)
Vino liquoroso Frescobaldi Santo Spirito: 3,99 euro (3,5 / 5)
Vini da evitare: Le Cascine, Poggio dei Vigneti
Volantino Penny Market, fino al 13 aprile
Negroamaro Igt biologico Vite Mia: 3,99 euro (3,5 / 5)
Volantino Tigros, fino al 13 aprile Spumante Perlage Brut Cantina Valtidone: 6,99 euro (5 / 5)
Trento Doc Rotari: 6,90 euro (5 / 5)
Linea Vini F.lli Pasqua: 2,90 euro (3,5 / 5)
Prosecco Superiore Valdobbiadene Docg Ca Val: 6,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco Superiore Valdobbiadene Docg Valdo: 4,99 euro (3,5 / 5)
Oltrepò Pavese Barbera o Bonarda Montù: 3,19 euro (3,5 / 5)
Lambrusco Igp Marcello Ariola: 4,49 euro (4 / 5)
Vini Doc Colli di Poianis Ribolla, Pinot o Schioppettino: 6,90 euro (3,5 / 5)
Bolgheri Doc Sabbiato Sensi: 7,90 euro (3,5 / 5)
Vini Conti Buneis Barbera d’Asti o Dolcetto Monferrato Doc: 2 pezzi 7 euro (3,5 / 5)
Lagrein o Pinot Nero Erste Neue: 7,90 euro (4 / 5)
Brunello di Montalcino Docg Giglio del Duca: 13,49 euro (4 / 5)
Falanghina Sannio Feudi San Gregorio: 6,90 euro (4 / 5)
Volantino Unes/U2, fino al 13 aprile Corvo bianco o rosso: 3,99 euro (3,5 / 5)
Rosso di Montalcino Campone: 6,59 euro (5 / 5)
Rosso Toscana Igt Santa Cristina Antinori: 4,99 euro (4 / 5)
Trentino Doc Gewurztraminer Cavit: 4,95 euro (3,5 / 5)
Moet Chandon Champagne: sconto 20% (4 / 5)
Passito Luna di Candia: 4,49 euro (5 / 5)
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MILANO – Non poteva che nascere qualcosa di “dolce” dal progetto di collaborazione tra Le Donne del Vino e l’Antica Pasticceria Muzzi. Per esempio una guida all’abbinamento perfetto tra panettone e vino.
L’opuscolo, stampato in 20 mila copie e inserito nei dolci da ricorrenza della casa umbra, è stato presentato in mattinata a Milano, nella sala congressi di Eataly Smeraldo.
“Un’operazione – ha spiegato Donatella Cinelli Colombini, presidente dell’associazione nazionale Donne del Vino – che fa bene non solo al panettone ma anche a tutto il mondo del vino italiano, perché invita a prendere sul serio il vino e a gustarlo appieno. Libri come questo sono parte di un’educazione al bere consapevole”.
“Ci confermiamo un’azienda in costante crescita nel segmento premium – ha commentato Andrea Muzzi, Ceo di IdB Group, che detiene il marchio Antica Pasticceria Muzzi – con una visione votata alle aspettative del cliente. La collaborazione con Le Donne del Vino guarda infatti ai gourmand, che intendono gustare le nostre specialità in abbinamento alle etichette della migliore tradizione enologica italiana”.
“Da questa partnership – ha aggiunto Martino Beggio, responsabile Marketing e Comunicazione di IdB Group – impareremo molto sul fronte dell’approccio al prodotto: anche i dolci lievitati da ricorrenza possono essere degustati sulla base di una ragionata analisi sensoriale. Una prassi ormai consolidata nel mondo del vino, che ben si addice all’artigianalità della nostra produzionei”.
A curare gli abbinamenti Cinzia Mattioli, Camilla Giuggi e Antonietta Mazzeo, sommelier Ais e “Donne del Vino”. In tutto una sessantina di abbinamenti panettone e pandoro vino, che vanno dal Fiori d’Arancio Colli Euganei Spumante, ottimo con il pandoro classico, al Gewurztraminer Passito Doc, perfetto con il Panettone albicocche e cioccolato.
E ancora dal Moscato d’Asti abbinato al panettone curcuma e zenzero, all’Erbaluce di Caluso Passito per il panettone glassato alle nocciole Igp. Fino a chicche come i Campi Flegrei Falanghina Passito Doc e l’Aglianico Passito. Presente anche una Altbier, tipologia “scura” ad alta fermentazione perfetta per il panettone alla birra dell’Antica Pasticceria Muzzi.
Una linea, quella dei panettoni “spiritosi”, che occupa la fascia top di gamma di IdB – Industria dolciaria Borsari, leader nel segmento dei lievitati da ricorrenza premium.
L’incremento a doppia cifra del fatturato a cavallo delle campagne Natale 2018 e Pasqua 2019 (+ 11,43%, con un aggregato di 47,2 milioni di euro) è dovuto anche ai panettoni “aromatizzati”, che assieme racchiudono il 7-8% della produzione complessiva.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
MILANO – Gelato, macarons “salati”, cioccolatini e Champagne. A Milano si può, da Cerdini & Quenardel. Il nuovo concept store è stato inaugurato giovedì sera in via Cusani 10, a due passi dal Castello Sforzesco in zona Cairoli. Un format che conferma il ruolo di capitale del gusto del capoluogo lombardo, dopo la spinta all’internazionalizzazione e all’innovazione nel food favorita da Expo 2015.
Il piccolo negozio, ricavato su due piani perpendicolari alla strada, è risultato dell’incontro di due famiglie golose. Un appuntamento neppure troppo casuale, degno della Divina Commedia, nato a metà della strada del “peccato”.
La famiglia Cerdini, originaria della Toscana e fuggita in Francia a cavallo delle due Guerre Mondiali, tramanda da quattro generazioni il proprio savoir-faire nell’arte del gelato, della pasticceria e della cioccolateria. Un marchio ormai riconosciuto anche Oltralpe, che oggi punta a un ritorno alle origini italiane.
I Quenardel sono invece produttori di Champagne dal 1906. La maison ha base a Ludes, Premier Cru della Grande Montagne de Reims e opera in regime “sostenibile”. Venti ettari di vecchie vigne, di cui 18 in produzione. Meno di duecentomila bottiglie l’anno, distribuite principalmente in Inghilterra, Belgio e Germania, ma anche in diversi ristoranti stellati italiani.
L’anello di congiunzione tra i due modelli di business è Matteo Corbetta, esperto di gestione alberghiera, ristorazione e bar. Nove mesi di gestazione e di studio del mercato italiano, prima del taglio del nastro avvenuto in settimana a Milano. Una destinazione multietnica e multiculturale, che ha convinto più delle altre papabili Capri, Courmayeur e Cortina, ritenute meno “pronte” per una tale provocazione.
L’ABBINAMENTO E IL FORMAT “L’idea – spiega Alexandre Quenardel – è frutto della pluridecennale amicizia delle nostre famiglie. I Cerdini erano abituati a produrre e consumare a livello domestico gelati e sorbetti a base di Champagne e macarons salati, con farciture di pomodoro, di olive o di foie gras per citarne solo alcuni, da abbinare alle nostre etichette Quenardel. Col tempo ci siamo accordi che poteva funzionare e che avremmo potuto proporre questo modello anche al pubblico”.
L’abbinamento gelato e Champagne può sembrare azzardato. A renderlo sempre meno difficoltoso sarà l’utilizzo di percentuali sempre maggiori di Champagne, che oggi si assestano sul 25-30%. “I gelati – anticipa Alexandre Quenardel – dovranno rispecchiare sempre di più la tipologia di Champagne utilizzato: Brut, Blanc del Blancs e Rosé”. I gelati allo Champagne in realtà saranno 8, su una gamma di 20.
“La sfida nella sfida – precisa Quenardel – sarà quella di riuscire a ottenere un gelato che sappia di Champagne, oltre che di frutta, dall’ingresso in bocca sino al retrolfattivo”. Più facile, sin da oggi, l’abbinamento con i macarons salati, ottenuti tramite una sapiente aggiunta di sale nell’impasto della meringa. Non resta che assaggiare.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
GAVI – Il Consorzio Tutela del Gavi ha festeggiato il 20° compleanno dal riconoscimento della Docg in occasione dell’edizione 2018 di “Di Gavi in Gavi“.
Una grande festa tra le vie del borgo del Piemonte, in provincia di Alessandria. Fiumi di persone – tra le quali molti giovani interessati a testare le varie sfaccettature del vino bianco ottenuto da uve Cortese – si sono riversate nel pomeriggio nelle Corti-
Ospite d’onore lo chef Antonino Cannavacciuolo, letteralmente preso d’assalto dalla folla per un selfie o per scambiare qualche parola.
“Il successo di una Denominazione si ottiene attraverso il lavoro di squadra di istituzioni, organizzazioni, produttori che hanno una visione comune, come qui a Gavi”, ha commentato Cannavacciuolo nell’aula consiliare del Comune di Gavi, che alle 15.30 ha ospitato l’incontro dello chef con la stampa.
“Oggi, in televisione, ci vanno gli chef – ha aggiunto Cannavacciuolo – ma entro 10 anni, vedrete, ci andranno i contadini. Le mani dei contadini, secondo me, sono degne di essere nominate patrimonio dell’Unesco“.
Belle parole dello chef anche sulla sostenibilità: “Che cosa vuol dire sostenibilità? Significa pensare prima allo scarto e al suo riutilizzo, che alla stessa materia prima”.
L’ABBINAMENTO
All’inflessibile giudice è stato chiesto di scegliere il miglior abbinamento tra le 11 ricette presentate dagli altrettanti comuni della Denominazione e il Gavi Docg. Sono stati premiati i Corzetti di Pasturana al Pesto.
Questa ricetta prettamente ligure è l’esempio più lampante del profondo legame delle terre del Gavi con Genova, da cui deriva la tradizione del grande bianco piemontese.
Un fascino semplice, quello dell’enogastronomia del Gavi, che ogni anno di più seduce migliaia di wine lovers italiani provenienti dal Piemonte e da zona limitrofe come Milano. Un’edizione, la 2018 di Di Gavi in Gavi, che ha registrato anche la presenza di tanti stranieri.
LE VISITE IN CANTINA In mattinata, invece, le visite alle due cantine La Mesma (ottima la Riserva 2016) e La Lomellina – Marchese Raggio (bel Gavi 2017, elegante e di prospettiva, e interessante blend tra Cortese e Gewurztraminer, vendemmia 2015).
Due tappe organizzate dal Consorzio di Tutela del Gavi nell’ambito dell’apposito press tour. Fil rouge dell’evento la sostenibilità della Denominazione piemontese.
Un puzze da 11 milioni di bottiglie medie annue quasi interamente prodotte in regime biologico certificato, su un totale di 1.500 ettari vitati situati in 11 Comuni (Bosio, Capriata d’Orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, Tassarolo).
IL MIGLIOR GAVI Ma tra tutti gli assaggi del pomeriggio, effettuati nelle Corti, spicca quello del Gavi Docg 2017 “Regaldina” dell’Azienda AgricolaTerra di Maté.
Un vino bianco senza solfiti aggiunti che convince, al naso e all’assaggio, per la sua impronta “naturale”, fatta di eleganza e di struttura.
Un vino che colpisce per la sua mutevolezza, non appena il nettare si scalda a dovere nel calice, raggiungendo una temperatura più alta rispetto a quella consueta, per il servizio del Gavi.
Un’attesa che vale la pena di essere vissuta, per apprezzare al meglio un Cortese vinificato – tra l’altro – con lieviti indigeni, solo in acciaio.
Complessa eleganza per questo Gavi “Regaldina” di Terra di Maté. Un’azienda (4,5 ettari per 15 mila bottiglie complessive) che può godere di vigneti di età superiore ai 20 anni, “presi in mano” solo dal 2013 da Stefania Carrea.
“Maté”, ovvero Matteo, è il padre di Stefania, a cui è dedicato un altro vino, oltre a tutti gli sforzi di una donna del Gavi che merita un posto d’onore tra le produttrici e i produttori emergenti del grande bianco piemontese.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
La ricetta di oggi ricorda vagamente un piatto che ho mangiato insieme a degli amici boliviani. Si tratta della spalla di maiale al forno accompagnata con riso, insalata di pomodori e yuca. Vi dirò di come ho preparato il maiale.
INGREDIENTI per 4 persone
4 tranci di spalla di maiale ( circa 1,2 kg in tutto)
2 peperoni rossi
1 ciuffo di prezzemolo
3 cipolle
Sale quanto basta
1 Peperoncino
Olio extravergine di oliva
LA PREPARAZIONE
La preparazione di questa pietanza è molto semplice. Laviamo i peperoni, il prezzemolo, il peperoncino e le cipolle e tritiamoli aggiungendo olio per ottenere una crema.
Massaggiamo con essa i tranci di spalla, disponiamoli in una teglia e poi saliamo. Lasciamoli riposare un’oretta in frigo. Mettiamo in forno caldo ( 180 gradi) e lasciamo cuocere per circa un’ ora, coprendo il tutto con alluminio.
Infine lasciamo riposare dieci minuti a forno spento e poi serviamo con riso in bianco, pomodori e cipolle in insalata e con yuca sbollentata e condita con olio e sale. E quindi …. buon appetito!
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MONTEPULCIANO – I “pici“, già iscritti all’Inventario nazionale patrimonio agroalimentare italiano (Inpai), saranno i protagonisti della sedicesima edizione di “A Tavola con il Nobile“, il concorso enogastronomico promosso dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano in collaborazione con il Magistrato delle Contrade.
Il premio vedrà impegnate nelle giornate di sabato 18 e domenica e 19 agosto le otto contrade protagoniste del Bravìo delle Botti (corsa con le botti per le vie del centro storico di Montepulciano) sfidarsi ai fornelli. Saranno venti giornalisti a giudicare le otto ricette a partire dall’accostamento al prodotto principe del territorio, il Vino Nobile di Montepulciano.
“Un evento – sottolinea il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Piero Di Betto -ormai diventato storico si può dire e che ogni anno oltre ad attrarre opinion leader a livello internazionale, porta alla ribalta la qualità dei prodotti del territorio”.
“Ricordo che in sedici anni abbiamo pubblicato numerose edizioni con le oltre duecento ricette recuperate grazie a questo concorso, quindi un patrimonio che abbiamo aiutato a condividere con tutti”, conclude Di Betto.
UN RITORNO
I “Pici” erano già stati protagonisti nell’edizione 2012 di “A Tavola con il Nobile”, segnando uno storico primo premio ex-aequo. L’obiettivo che dovranno centrare le massaie sarà quello di sposare al meglio questa portata con il Vino Nobile di Montepulciano.
Già da sabato 18 agosto, in occasione della prima sessione di degustazioni, alcune contrade apriranno le porte anche al pubblico per far degustare le ricette della tradizione. I menu in concorso potranno essere assaggiati anche durante l’arco di tutta la prossima settimana.
Domenica 19 agosto la giuria concluderà il giro di assaggi e alle ore 16, presso il Teatro Poliziano, sarà svelato il vincitore in occasione anche della presentazione del panno del Bravìo e del nuovo cortometraggio sul Vino Nobile di Montepulciano dal titolo “Vino Nobile di Montepulciano: A Timeless Wine”.
UN TESORO DELLA GASTRONOMIA La storia dei “Pici” affonda le sue radici in epoca etrusca. Una prima testimonianza si può trovare nella celeberrima Tomba dei Leopardi di Tarquinia, monumento funerario del V secolo a.C. che raffigura un banchetto.
Per quanto riguarda il nome, le correnti di pensiero sono molte e discordanti: c’è chi lo fa risalire addirittura all’antica Roma, nello specifico alla figura di Marco Gavio Apicio (25 a.C.37 d.C.), uno dei più importanti gastronomi dell’antichità, mentre altre sostengono che il nome derivi dal gesto che si fa con il palmo della mano per far prendere all’impasto la forma del picio, quello che nel gergo culinario toscano è il verbo “appiciare”.
Per questo motivo il Mipaaf ha accolto la richiesta di ammissione al patrimonio agroalimentare e “I pici e l’arte di appiciare” sono stati ammessi con Decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali all’Inventario nazionale del patrimonio agroalimentare italiano (INPAI).
La richiesta d’iscrizione è stata effettuata dell’Unione dei Comuni Valdichiana Senese che ha affidato l’incarico a Qualità e Sviluppo Rurale, società a prevalente capitale pubblico, già positivamente impegnata in attività simili.
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GAVI – Sarà Antonino Cannavacciuolo la star che aprirà le danze della sesta edizione di Di Gavi in Gavi. Lo chef napoletano spegnerà le candeline per i 20 anni della Docg, domenica 26 agosto.
La festa proseguirà poi sabato 1 settembre a Serravalle Scrivia (AL), nell’area archeologica dell’antica città romana di Libarna.
Ospite Neri Marcorè che condurrà “Tra Faber e Gaber”, nell’ambito di Attraverso Festival: una celebrazione delle canzoni dei maestri Fabrizio De André e Giorgio Gaber.
L’obiettivo del Consorzio di Tutela del grande vino bianco piemontese – uno dei pochi in Italia che si presta a un lungo affinamento, come evidenziato dalla recente degustazione tenutasi a Milano – è brindare al futuro della denominazione.
“Quest’anno a Di Gavi in Gavi – evidenzia in una nota l’ente di Via Corte Zerbo – si brinda al futuro. Un futuro che vuole conciliare tradizione e amore per il proprio territorio e delle proprie radici, con la ricerca delle tecnologie più avanzate, riscoprendo e applicando i segreti della cucina sostenibile e seguendo concretamente le regole della responsabilità condivisa“.
Ecco dunque la scelta della guest star Antonino Cannavacciuolo. L’inflessibile giudice invitato dal Consorzio Tutela del Gavi dovrà scegliere il miglior abbinamento tra le 11 ricette presentate dai Comuni della denominazione del Gavi Docg.
“Un invito a conoscere meglio i prodotti del nostro paese per saperli usare al meglio – spiega il Consorzio – ma nello stesso tempo un’esortazione a tornare alle tradizioni, ai piccoli segreti e accorgimenti che si tramandano di generazione in generazione tra cuochi e famiglie: preparazione, raccolto, conservazione, utilizzo di tutte le risorse nella loro completezza, stagionalità”.
LA CUCINA ZERO SPRECHI
Per l’occasione, domenica 26 agosto, le corti private del Borgo saranno aperte dalle ore 16.00 per accogliere le migliaia di winelovers che da 6 anni ormai invadono Gavi.
Le varie location ospiteranno le immagini dei fiori, degli animali, dei paesaggi, dei corsi d’acqua e degli antichi mestieri del territorio del Gavi.
Fotografie messe a disposizione dal ricco archivio del Parco delle Aree Protette dell’Appenino Piemontese, il polmone verde e ancora selvaggio che delinea il confine meridionale delle terre del Gavi, verso il mare.
In particolare, in Corte della Buona Italia, Franco Aliberti, chef stellato de La Présef in Valtellina sarà il protagonista dello Show Cooking Zero Sprechi (solo su prenotazione al +39 0143 645068).
Dalle 16 alle 20, attraverso la sua cucina sensibile e giocosa, dimostrerà come esaltare l’ingrediente, riutilizzare le preparazioni e azzerare gli scarti. Con un occhio al portafoglio e al consumo responsabile del cibo.
Dalle 20.00 il programma si arricchisce delle iniziative organizzate nell’ambito di “Calici e le Stelle”, a cura del Movimento Turismo del Vino e delle cantine della denominazione.
Di Gavi in Gavi, in sintesi Domenica 26 agosto
9:30 – 14:00 Gavilonga Passeggiata tra i vigneti della Denominazione (su prenotazione)
16:00 -20:00 Di Gavi in Gavi: Gavi, Corti Private
20:00 – 24:00 I Calici e le Stelle nelle Cantine della denominazione (su prenotazione)
Sabato 1° settembre ore 18:30 Neri Marcorè “Incontro in musica tra Faber e Gaber”
Omaggio a Fabrizio de André e Giorgio Gaber: Libarna, Serravalle Scrivia
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LURAGO MARINONE – È il primo microbirrifcio della Lombardia. Forse il primo d’Italia, o poco ci manca. Una pietra angolare nella storia della birra Italiana. Birrificio Italiano, a Lurago Marinone (CO), fondato nell’aprile del 1996, può ormai vantare una lunga tradizione. E una vasta gamma di birre.
Come preannunciato sul nostro social di riferimento, lo staff di Vinialsupermercato.it ha degustato ben 13 etichette diverse de “Il Birri“, come viene ormai soprannominato questo tempio della spillatura Made in Italy. Ecco come è andata.
LA DEGUSTAZIONE Tredici birre per coprire un’ampia gamma di profumi, sapori, persistenze. Andiamo quindi per livelli per raccontarvi l’arcobaleno delle sensazioni.
Partiamo con le più semplici ed immediate. Delia (4,3%) pils poco amara dai profumi erbacei e corpo morbido e scorrevole. Ottima come entrée, ci prepara alle successive Tipopils (5,2%) ed Imperial Pils (5,8%).
Se la prima richiama immediatamente l’immediatezza delle Pils ceche, la seconda ha più corpo e una più marcata nota floreale. Bibock (6,2%) è leggermente ambrata e molto nota fra gli appassionati di Birrificio Italiano: un must.
Note di frutta e spezie al naso e una bocca di medio corpo, tendente alla dolcezza del miele che cede il passo all’amaro del luppolo solo sul finale. La sorpresa si chiama Fleurette (3,8%). La birra che non ti aspetti.
Profumatissima di fiori ed agrumi, con nota di pepe appena accennata. Leggermente acidula in bocca stimola il palato invitando subito ad un nuovo sorso. Acidità e persistenza floreale che si rincorrono rendendola pericolosamente beverina.
Segue il triplete delle birre che non puoi dimenticare. Nigredo (6,5%) gioca il suo fascino su di un’abbondante luppolatura, il cui amaro ben lega con i malti tostati richiamando note di caffè e cioccolato pur rimanendo molto scorrevole.
Amber Shock (7,0%) è ricca e complessa, uno dei migliori assaggi della serata al Birrificio Italiano. Agrumi, frutta a polpa bianca ed esotica, leggera nota di frutta secca e di tostatura. Di corpo, riempie il palato e lo accarezza con una buona persistenza. VuDù (6,2%) è più morbida e leggermente speziata.
AT Pils, Alba e Grano Giusto si somigliano un po’. Fragranti e scorrevoli. L’outsider della batteria è Asteroid 56013 (6,6%). Molto aromatica, riempie il naso con note di frutta gialla ed agrumi, dolcezza di resina e una leggera nota biscottata (probabilmente dovuta alla scelta dei malti).
In bocca è di corpo pieno, con una spiccata e fresca nota amaricante che pulisce il sorso e gioca a nascondino con le altre note, durante la lunga persistenza. Una birra che da sola vale la visita al Birrificio Italiano di Lurago Marinone.
Chiude il cerchio Sparrow Pit (10%), l’unica in bottiglia. Ricca morbida e dolce. Ricorda la pasticceria secca e la dolcezza di certi vini passiti. Una birra che scalda coi suoi sentori di frutta matura, ottima per chiudere una degustazione o come fine pasto.
L’ABBINAMENTO CIBO – BIRRA
Abbiamo giocato, al Birrificio Italiano di Lurago Marinone, anche con gli abbinamenti cibo – birra. Al tavolo, oltre all’immancabile antipasto misto, abbiamo chiesto piatti più elaborati, per rendere ancora più sfidante la prova delle birre in gamma. Com’è andata? Molto bene.
Per la tartare (carne cruda di fassona, accompagnata da diverse salse) abbiamo scelto Amber Shock. Per lo stinco di maiale cotto nella Bibock avremmo potuto scegliere benissimo la stessa birra.
Ma per evitare problemi legati alla concentrazione dei suoi aromi in cottura, abbiamo optato per una più corposa Asteroid. Scelta che si è rivelata azzeccata.
Ripaga anche l’abbinamento della Imperial Pils al trancio di tonnetto in crosta di pistacchio (a proposito, chapeau!): una doppio malto delicata e profumata che non copre il pesce, appena scottato. E si lega, con la sua aromaticità pacata, alle note dolciastre del pistacchio.
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MILANO – Per rendertene conto ci devi entrare. Pescheria, ristorante. E da ieri sera pure lounge bar. Pescheria con Cottura è un nome che sta “stretto” al concept restaurant inaugurato il 7 giugno in via Tito Speri 7, a Milano. Da giovedì sera, ancor di più.
Quattro anni fa, Fabio e Daniele Ingrosso aprivano a Lecce il primo Pescheria con Cottura. A Milano il balzo fuori regione, prima della prossima apertura a Ginevra, in Svizzera. Ma nella lounge del locale meneghino si respira già aria internazionale.
L’idea è quella di offrire un luogo alternativo al ristorante, che già funziona a pieno ritmo. Un ambiente elegante e curato, ma informale. In cui godersi cocktails innovativi e sperimentali. Abbinati a piatti e stuzzicherie di pesce. Freschissimo, of course. Né una cena né un aperitivo, insomma. Una novità assoluta. All’insegna della qualità pugliese.
La “manona” di uno più grandi esperti in Italia di Bartending e Mixology, Fabio Bacchi, si vede da lontano. E’ lui che ha curato la drink list (attualmente 11 proposte in carta) assieme al mixologist Paolo Mastropasqua e allo chef Rocco Costantini.
Un connubio nuovo, quello tra cucina e bar, che avvicina e svecchia il concetto stesso di chef. Una figura oggi aperta a contaminazioni sino a poco tempo fa impensabili. Mix che si riversano in pieno nei cocktails. Come quelli proposti giovedì sera, per l’inaugurazione del lounge bar di Cucina con Cottura.
LA DRINK LIST Un grande classico della miscelazione come il Pisco Sour, realizzato con una base aromatica di Pisco Acholado con lo sciroppo violaceo di chicha morada, in infusione con diverse spezie. Filtrato e zuccherato con zucchero grezzo e completato da lime e ginger beer. Ecco Chicha al mar, abbinato a un raviolo croccante di alghe, ripieno di gamberi.
St Nicholas Punch è il secondo cocktail. Base di rum haitiano, tra i più antichi, figlio di una storia lunga 500 anni. Si tratta del Casimir, rum ottenuto da lunghe fermentazioni, miscelato con shrub di aceto di miele e sciroppo di pepe di Sichuan.
L’effetto è tra l’acido e il dolce, con la note verde agrumata conferita dal pepe. Succo di lime e salsa di soia a chiudere la “ricetta”, tra lo spicy, il sapido e l’umami. Guarnizione con noce moscata e chips di banana.
Lo chef Rocco Costantini ha costruito su questo “Punch rivisitato” un piatto semplice, ma molto gustoso: calamaro arricciato scottato sulla griglia, marinato con salmoriglio, servito su crema di finocchi e decorato con del pomodoro disidratato e germogli di affilla.
Il terzo cocktail è Negroni Mediterraneo. Ma scordatevi il classico Negroni. Il drink pensato da Bacchi e Mastropasqua si presenta bianco, perché ottenuto dalla miscelazione tra Gin Mare, Vermouth Macchia, bitter bianco sardo e bitter delle sirene. Elementi che riportano il naso alla macchia mediterranea: rosmarino, basilico, mirto, timo. Si termina on the rocks, guarnendo con una foglia di basilico e del limone grattuggiato.
L’accostamento della cucina richiama la componente mediterranea di questo drink: una sarda impanata e fritta, presentata con un cracker di erbe secche e maionese con erbe fresche, provenienti dal bacino del Mediterraneo. Il mare nel piatto.
LA CARTA DEI VINI
Ad ogni ristorante che rispetti, una carta dei vini degna di questo nome. A compilarla minuziosamente ci ha pensato la sommelier Fisar Milano Valentina Rizzi. “In realtà – spiega – i 100 vini presenti attualmente sono solo l’avvio di un progetto di ricerca di piccoli produttori che lavorano molto bene”.
Si va da un minimo di 20 euro (3 etichette) a un massimo di 800 euro previsti per lo Champagne Cuvée “S” di Salon. Tra le “chicche” suggerite da Valetina Rizzi, lo spumante di Lugana a firma Olivini e lo Champagne Rosé Brut “Dame-Jane” di Henri Giraud.
Da segnalare anche il Metodo classico Brut 2011 della cantina bergamasca Il Calepino, dall’ottimo rapporto qualità prezzo. Oppure la Malvasia di Candia “Sorriso di Cielo” della piacentina La Tosa, o il Brunello Riserva 2011 de Le Potazzine.
Per la serata d’inaugurazione, la sommelier ha proposto tre calici, in abbinamento ad alcuni appetizer a base di pesce e crostacei: il Pinot Bianco Sudtirol Alto Adige Doc di Cantina Cortaccia (Kellerei Kurtatsch), il rosato del Salento Igt Mjère di Michele Calò e il rosso Amativo di Cantele. Grande spazio alla Puglia, dunque. Come nelle attese.
IL CONCEPT
Ma cosa ci fa, in fondo, un “bar” all’interno di un ristorante di pesce? A spiegarlo è Fabio Bacchi. “Si tratta di un concetto innovativo, in un mondo della ristorazione che ci ha abituato a pensare al distillato, all’amaro e ai liquori come a qualcosa di gratuito, da offrire al termine di un pranzo o di una cena”.
Una nobilitazione del fine pasto? Non esattamente. “Il trend più moderno della mixology e del bartending – suggerisce Bacchi – è quello di suggerire un consumo e una realizzazione domestica del cocktail, a partire da ingredienti che, un tempo, facevano parte solo della cucina: maionesi di lampone, aceti di miele sono solo uno degli esempi”.
“Qui a Pescheria con Cottura abbiamo voluto guardare Oltreoceano, dove ogni ristorante che si rispetti ha un lounge bar. In particolare, il focus è sul pairing tra i cockatails presenti nella drink list e il menu proposto dallo chef. Ingredienti che scherzano con il gusto e con l’olfatto, stuzzicandolo. Milano, del resto, è la città perfetta per sperimentare e spingere nuove tendenze”. Non resta, allora, che provare.
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Vino e pizza? Perché no? Sono in molti a credere che l’abbinamento perfetto sia con la birra. Questa, tuttavia, contiene lieviti e cereali, quindi è una sorta di doppione della pizza e non aiuta la digestione. Un motivo in più per scegliere il vino.
QUALE PIZZA? QUALE VINO? La scelta del vino varia in base alla tipologia di pizza. Per comodità si può parlare di 4 categorie: pizze rosse, pizze bianche (con formaggi), pizze dai sapori decisi (a base di salame piccante, alici e capperi, mortadella, salsiccia, speck) e pizze vegetariane (ortolana, ai funghi).
Le pizze a base bianca sono solitamente ricche di formaggi, mozzarella e altri latticini, quindi sono ricche anche di grassi (Quattro Formaggi). L’ideale è accompagnare con un vino che “pulisca” la bocca, grazie a una buona acidità e freschezza. In questo caso sono perfette le bollicine.
Il Prosecco Five Stars Collection Bosca può funzionare. Fresco e profumato, con un buon rapporto qualità prezzo. Nei supermercati si trova intorno ai 5 euro. Ma non sono da escludere vini fermi come il Trebbiano, il Verdicchio, il Fiano di Avellino (con la pizza salsiccia e friarelli è spettacolare) e il Vermentino. Tra gli aromatici e semi-aromatici sono azzeccati il Müller-Thurgau e il Riesling.
Le pizze a base rossa sono accomunate dal pomodoro, che si traduce in una certa tendenza acida, la quale non deve assolutamente essere enfatizzata, ma nemmeno soffocata da vini troppo tannici, che conferiscono un retrogusto amarognolo. A tal proposito l’accostamento pizza e vino rosato non è da sottovalutare.
IL ROSATO Provate ad accompagnare la pizza con i rosati della Puglia. TerrAntica di Puglia San Martino, prodotto con il 70% di uve Negroamaro e 30% di uve Malvasia è piacevole, asciutto.
Un altro vino con un buon rapporto qualità prezzo: nei supermercati si vende a poco meno di 3 euro. Le note di frutta scura (ciliegia e cassis) che si avvertono al naso si ritrovano anche al palato.
Le pizze dal gusto deciso, con condimenti sostanziosi, richiedono l’abbinamento con vini più strutturati, come il Greco di Tufo o il Tocai friulano.
Strepitoso anche l’abbinamento con il Lambrusco di Sorbara e la Barbera frizzanti o la Bonarda vivace, rinfrescano e sgrassano. Il Greco di Tufo di Nziria dei Principi Docg (2016) è un’altra soluzione.
Il prezzo si aggira attorno ai 7 euro e li vale tutti. Al naso spiccano i sentori di fiori e frutti bianchi, mentre al palato è fruttato, secco, sapido e fresco. Ottimo per l’abbinamento anche il Lambrusco di Sorbara di Saccamore, Chiarli e non l’ho trovato emozionante. Un altro rosso piacevole, con una moderata frizzantezza, secco al palato.
I frutti rossi che si avvertono al naso, infatti, si percepiscono solo nel retrogusto. Un po’ deludente anche il Bonarda dell’Oltrepò Pavese Friscale (gruppo Zonin), leggermente fruttato e dalle bollicine invadenti.
LE PIZZE VEGETARIANE Con le pizze vegetariane a dettare legge sono i vini bianchi giovani e freschi, come il Prosecco, ma può andare bene anche un rosato come il Cerasuolo d’Abruzzo. Quello di Cantine Miglianico risulta fruttato, aromatico, con un buon rapporto qualità prezzo. Nei supermercati si può acquistare a poco più di 3 euro.
E con la regina delle pizze, la Margherita? Con la sua combinazione di salsa di pomodoro, olio extravergine d’oliva, mozzarella e profumatissime foglie di basilico si sposa meravigliosamente con il Gragnano o il Frappato, il Cerasuolo di Vittoria, ma anche con il burroso Chardonnay.
Lo Chardonnay di Borgo dei Morars è piuttosto azzeccato per l’abbinamento. Sapido, morbido, con sentori di frutta fresca e note floreali, si lascia bere con piacere. Ottimo anche il prezzo, al supermercato si può acquistare a poco più di 3 euro.
Il vero consiglio è un altro: provate! Non serve spendere un patrimonio per un buon abbinamento. Resterete sorpresi da questa felice unione.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Moscardini in umido, ovvero l’ennesima facile ricetta da preparare “In cucina con Mary”. Ne esistono molte varianti, perché ognuno può aggiungere un “ingrediente del cuore”.
Io uso spesso olive nere di Gaeta e capperi e lo farò anche stavolta! Ecco come preparo i moscardini in umido.
INGREDIENTI per 4 persone 600 gr di moscardini; 200 gr di pomodorini ciliegino; 200 gr di passata di pomodoro; una manciata di capperi; 1 bicchiere di vino bianco ( secco); 50 gr circa di olio extravergine di oliva; 30 gr di olive nere di Gaeta; 1 spicchio di aglio; 1 ciuffetto di prezzemolo; sale q.b; pepe.
LA PREPARAZIONE Iniziamo col preparare i moscardini, pulendoli per bene sotto acqua fredda corrente.
In una padella alta, mettiamo a soffriggere olio, aglio e parte del prezzemolo. Toglieremo poi l’aglio, una volta imbiondito, per aggiungere il vino che lasceremo evaporare.
A questo punto uniamo i pomodori tagliati in parti più piccole e lasciamo appassire. In seguito aggiungiamo le olive che avremo privato del nocciolo e i capperi. Dopo qualche minuto assaggeremo per valutare se occorre o meno salare.
Lasciamo cuocere per 20 minuti circa, aspettando che il sugo si addensi appena. Infine serviamo in un piatto fondo,aggiungiamo un pizzico di pepe e accompagnamo con del pane raffermo. E … buon appetito!
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(3,5 / 5) In vendita nei supermercati del circuito Pam, Il Teroldego Rotaliano DOC 2015 Cavit è un rosso corposo e fruttato, da carne rossa, ben in grado di affrontare qualche anno di ulteriore affinamento in bottiglia.
Storico vino rosso prodotto nella provincia di Trento tra il nome dal tedesco “Tiroler gold” ossia “oro del Tirolo” a testimonianza dell’enorme apprezzamento di cui questo prodotto godeva specialmente nelle aree germaniche e presso la corte degli Asburgo a Vienna. La DOC istituita nel 1971 prevede l’impiego di uve Teroldego al 100%.
LA DEGUSTAZIONE
All’analisi sensoriale il Teroldego Rotaliano Doc 2015 di Cavit esibisce un rubino compatto e profondo di buona consistenza. Profumi di media intensità che raccontano di frutta nera – more e cassis, marasche – ma anche lampone, cuoio, vaniglia e legno tostato. Naso in evoluzione.
Al palato sfoggia una struttura apprezzabile, corpo pieno e tannino integrato e maturo, bella freschezza, ritorni aromatici corrispondenti e media persistenza. Buon vino che può essere consumato subito, o atteso ancora un paio d’anni.
Abbinamento ideale con arrosti di carni rosse, bollito misto, zuppa di porcini, formaggi stagionati. Ingrediente essenziale nel classico risotto al Teroldego.
LA VINIFICAZIONE
Il Teroldego Rotaliano Doc 2015 di Cavit nasce nella Piana Rotaliana nei comuni di Mezzolombardo, Mezzocorona e San Michele all’Adige in provincia di Trento. Dopo la vendemmia, fermenta a temperatura controllata in vasche di acciaio e matura per un breve periodo in botti di rovere.
Fondata nel 1950, Cavit – Cantina Viticoltori Trentino è una cooperativa che riunisce dieci cantine sociali trentine con 4500 viticoltori associati e opera in collaborazione con il celebre Istituto Agrario di San Michele all’Adige.
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(5 / 5) In vendita nei supermercati del circuito Pam, il Gurgò Frappato Syrah 2016 Cantine Paolini rientra nei canoni del disciplinare Terre Siciliane Igp. Un rosso corposo, concentrato, fruttatissimo e morbidone, con sensazioni boisè ben integrate. Eccellente nel rapporto qualità/prezzo per chi cerca un vino rosso rotondo e senza increspature.
Un matrimonio enoico all’insegna della sensualità fra il siculo Frappato e il più nordico Syrah, vitigno a bacca nera originario del Rodano settentrionale, ma in grado di esprimersi su registri di suadente voluttà nei climi caldi. Una scommessa vincente da cui nasce un vino facile e immediato, ma costruito con sapienza, in grado di regalare suggestioni di grande piacevolezza.
LA DEGUSTAZIONE All’analisi sensoriale il Terre Siciliane Igp Frappato Syrah Gurgò di Cantine Paolini esibisce un rubino profondo con screziature purpuree. Intenso nei profumi che esplodono in un trionfo di frutti rossi – ciliegia, fragola, amarena quasi in marmellata – note di gelso, vaniglia e legno tostato.
Sorso morbido e avvolgente con forse un leggerissimo residuo zuccherino, tannini che non danno astringenza, ma volume ed un finale in cui riecheggiano gli sbuffi fruttati del naso arricchiti da sensazioni cioccolatose e vanigliate. Discreta persistenza. Buona qualità organolettica.
L’accompagnamento ideale prevede l’abbinamento con zuppe ricche, primi piatti saporiti, carni alla brace e salumi affumicati.
LA VINIFICAZIONE Il Terre Siciliane Igp Frappato Syrah Gurgò di Cantine Paolini nasce da uve allevate ad alberello su terreno misto prevalentemente calcareo e vendemmiate a mano fra la fine di agosto e l’inizio di settembre. In cantina si effettua una pressatura soffice cui segue la fermentazione alcolica che si protrae per undici giorni a temperatura controllata di 27°. Dopo aver svolto la malolattica, il vino è elevato in botti di rovere per almeno sei mesi, quindi stabilizzato in tini di cemento vetrificato. Dopo l’imbottigliamento affina sei-otto mesi prima di essere immesso alla vendita. Le proporzioni dell’uvaggio prevedono 60% Frappato e 40% Syrah.
Il vigneto Paolini si stende per tremila ettari nel versante meridionale e orientale dei comuni di Marsala, Trapani, Salemi e Mazara del Vallo. L’azienda nasce nel 1964 a Marsala su un territorio storicamente vocato per la viticoltura e oggi vinifica le uve di oltre mille conferitori. La contrada Gurgò vanta un terreno di matrice carsica che dona al vino una peculiare mineralità.
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