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Orvieto Doc: lo spumante “scaccia crisi” si presenta al pubblico


ORVIETO –
Due anni di blocco dei nuovi impianti di vigneti e una novità “spumeggiante”, per risollevare le sorti del vino Doc di Orvieto. Domenica 16 giugno il borgo umbro ospita “Benvenuto Orvieto diVino” 2019, che porterà con sé una novità assoluta: la presentazione del nuovo spumante Doc Orvieto, sul mercato entro i prossimi 3 anni.

Si tratta del frutto dell’accordo tra i produttori del Consorzio di Tutela per rilanciare la Denominazione, alle prese con l’ennesimo stato di crisi. Lo stop agli impianti è stato avallato dalla Regione Umbria in seguito al crollo dell’imbottigliamento e all’aumento delle giacenze.

Strascichi della vendemmia 2018, in cui è stata varata la diminuzione della resa da 80 a 75 quintali all’ettaro nei 18 Comuni aderenti alla Doc Orvieto. Un provvedimento che riguarda circa 2.400 ettari complessivi, distribuiti tra le province di Terni e Viterbo.

Sarà il mercato a dire se la scelta del Consorzio è quella corretta. Di certo, la scelta di introdurre la tipologia “Spumante Doc Orvieto” è conseguenza del “fenomeno Prosecco”, il metodo Martinotti (Charmat) del Veneto che sta facendo sfaceli in tutto il mondo.

In particolare, la sperimentazione è stata eseguita sul Trebbiano Biotipo T34, storicamente utilizzato per l’Orvieto Doc. Il nuovo spumante dovrebbe rispecchiare le caratteristiche di differenti terroir a disposizione dei viticoltori: vulcanico, argilloso, alluvionale e sabbioso.

D’altro canto, un gruppo di cinque aziende della zona di Orvieto sta cercando di risollevare le sorti della Denominazione facendo fronte comune, con l’obiettivo di ridare lustro a uno dei vini bianchi da lungo affinamento più interessanti d’Italia. Si tratta di Cantine Neri, Madonna del Latte, Palazzone, Sergio Mottura e Tenuta di Salviano.

Un fronte comune – spiegano i cinque produttori – per sostenere un modo condiviso di fare vino: assoluto rispetto ed esaltazione del territorio, minimo impatto ambientale, sapiente gestione del vigneto. E, in cantina, un’attenzione maniacale per conservare in maniera naturale il patrimonio varietale che rappresenta il carattere di questa terra”.

La chiave nella riscoperta di varietà locali come il Procanico, il Verdello e il Drupeggio, accanto alle più note Malvasia Toscana, Grechetto e Trebbiano Toscano, piuttosto che nel lancio di un nuovo prodotto.

L’EVENTO
L’inaugurazione di “Benvenuto Orvieto diVino” 2019 è prevista per le 9 al pozzo di San Patrizio. Interverranno l’onorevole Filippo Gallinella, presidente commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, il giornalista Rai Bruno Vespa, Michele Zanardo, presidente del Comitato nazionale vini del ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e Riccardo Cotarella, presidente del Comitato scientifico di Orvieto diVino.

Sarà possibile degustare il primo spumante metodo Martinotti (Charmat) prodotto con lo stesso uvaggio della denominazione dell’Orvieto Doc. Un tasting guidato dall’enologo Mattia Vezzola e dal giornalista Alberto Lupetti.

A seguire il percorso di degustazione all’interno del pozzo. Protagonisti gli Orvieto Doc Classico prodotti dalle 22 cantine associate al Consorzio tutela vini. Alle 11, nel centro storico della città, avverrà la posa della Formella celebrativa della prima edizione dell’evento.

A mezzogiorno, nella sala congressi della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, si terranno le relazioni di Bruno Vespa (“Storia dell’Orvieto dai tempi antichi ai giorni nostri”), Giuseppe Cerasa (presentazione della Guida di Repubblica “Orvieto Doc Classico”, Alessandro Masnaghetti (“Orvieto – Vigneti e Zone di Produzione), Daniele Cernilli (“Orvieto Doc – Storie, Territorio e Cantine”) e Attilio Scienza (“Futuro della viticoltura Orvietana”).

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Castelli DiVini 2019: alla scoperta dei manieri e dei vini del Trentino


TRENTO –
Il fascino senza tempo dei castelli del Trentino, la suggestione romantica della luce che lentamente si smorza all’imbrunire, la golosa tentazione di un aperitivo gourmet a base di eccellenze del territorio, accompagnato da vini e da grappe trentini di grande qualità: come non farsi tentare da Castelli DiVini 2019, la rassegna di successo che la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino propone per il quinto anno consecutivo.

Ancora una volta, l’appuntamento per appassionati e curiosi, all’ombra di antiche mura custodi di secoli di storia, è fissato per gli ultimi venerdì dei mesi estivi. La prima data da segnare sul calendario è quella di venerdì 28 giugno, presso il medievale Castello di Segonzano, i cui maestosi ruderi merlati spuntano da uno sperone roccioso che domina la Valle di Cembra.

Il secondo appuntamento è fissato per il 26 luglio: la location prescelta è quella di Castel Restor, con la sua caratteristica torre duecentesca, a Comano Terme. Gran finale il 30 agosto al Castello di Avio, tra i più noti ed antichi monumenti fortificati del Trentino, oggi patrimonio del Fondo Ambiente Italiano.

I tre eventi saranno accompagnati dalle note eseguite dal nuovo Ensemble di Trento guidato dal Maestro Lorenzo Bertoldi: un tocco di magia in più per ingentilire ulteriormente queste emozionanti serate.

Ai tre aperitivi non mancheranno naturalmente diversi produttori in rappresentanza delle varie zone della Provincia, testimonial e storyteller perfetti delle loro specialità: dai salumi ai formaggi, dai prodotti ittici al pane a lievitazione naturale, dalle confetture al miele, dai vini ai distillati.

Gli incontri si svolgeranno dalle ore 18.30 in poi. La quota di partecipazione, fissata a un costo di 18 euro, comprende la visita al castello, la degustazione e il concerto. Il numero dei partecipanti è limitato, per cui si consiglia di prenotare contattando il numero 0461.921863 o scrivendo a info@stradavinotrentino.com.

Castelli DiVini fa parte del calendario di manifestazioni enologiche provinciali denominato #trentinowinefest ed è organizzata con il supporto de La Trentina, della Comunità della Vallagarina e del BIM Sarca.

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Simei 2019: parola d’ordine “incoming”. Attesi 400 buyer internazionali


MILANO –
E’ stata presentata oggi l’edizione 2019 di Simei, il salone leader a livello internazionale delle tecnologie per l’enologia e l’imbottigliamento che si terrà a Milano Fiera – Rho dal 19 al 22 Novembre, nel segno della parola d’ordine “incoming“.

Sono infatti oltre 400 i buyer già confermati provenienti da tutto il mondo che, per la prima volta, avranno a disposizione una piattaforma tecnologica online attraverso la quale potranno iscriversi e prendere appuntamenti diretti con espositori e ospiti per vivere al meglio e in modo efficace la visita.

Un’edizione, quella di Simei 2019, che confermerà la presenza dei migliori operatori e che si proporrà come luogo privilegiato di networking dove confrontarsi sui grandi temi del settore e valorizzare così le innovazioni proposte dall’industria.

Inoltre, pur mantenendo la propria verticalità sul mondo del vino, Simei si apre in maniera organica e strutturata a filiere affini come l’olio, le birre e il vasto mondo degli Spirits. Segmenti che, con l’enologia, condividono sempre di più processi, pratiche produttive e, quindi, tecnologie e accessori.

Tra i temi principali dell’edizione 2019 quello dedicato al design e all’architettura, espresso dalla presenza del celebre architetto francese Olivier Chadebost, creatore di progetti di cantine iconiche del calibro di Chateau d’Yquem e di Cheval Blanc, che approderà al Simei 2019 per presentare, in due importanti conferenze, le nuove tendenze del design legate al mondo del vino.

Firmato Chadebost sarà anche l’esclusivissimo WineBar all’interno della Fiera: un’esperienza sensoriale in un ambiente che rispecchia a fondo la personalità dell’archistar e la sua filosofia.

La 28esima edizione di SIMEI – commenta Paolo Castelletti, Segretario Generale di Unione Italiana Vini – sarà davvero unica nel suo genere. La macchina organizzativa da oltre un anno si sta muovendo per dare vita ad un evento che non solo si confermerà catalizzatore per tutti i migliori produttori della tecnologia dedicata al mondo del vino”.

“Si preannuncia sempre più uno spazio d’incontro e confronto tra gli operatori del settore vitivinicolo e le aziende produttrici di macchine e prodotti per l’enologia e il beverage – aggiunge Castelletti – grazie ad una serie di appuntamenti e ospiti internazionali che andranno ad affrontare, attraverso convegni e dibattiti, i nodi centrali del nostro settore, anticipando come sempre tendenze e soluzioni”.

IL SIMPOSIO SUL LEGNO IN ENOLOGIA

In occasione di Simei 2019, sarà inoltre organizzato il primo Simposio Internazionale sull’utilizzo del legno in enologia, che metterà a confronto alcuni tra i principali produttori vitivinicoli mondiali sulle modalità di utilizzo di questo prezioso materiale per l’affinamento del vino e sulle prospettive di sviluppo in campo enologico.

Si rifletterà, con il supporto di giornalisti specializzati italiani e stranieri, su come è evoluto il gusto del vino nei diversi mercati del mondo rispetto al “legno” e quali sono le dinamiche evolutive di una pratica enologica che rimane, per molti versi, alla base di un percepito di eccellenza qualitativa.

Altro appuntamento in esclusiva sarà la prima Conferenza internazionale de “Le donne del vino” che da tutto il mondo arriveranno al Simei per presentare le loro attività: una partecipazione internazionale che contribuirà a costruire un dibattito “globale”, trasformando così la vetrina espositiva in un grande palcoscenico.

E ancora a Simei 2019: il confronto sul packaging e il visual design dell’olio extra vergine d’oliva tra i due principali paesi produttori al mondo con l’italiano Luigi Caricato e lo spagnolo Juan A. Peñamil, panel dedicati al mondo degli spumanti e dello champagne e di quale sarà il futuro di questi prodotti rispetto ai cambiamenti climatici e, infine, un programma di incontri sulla formazione e aggiornamento in tema di ricerca enologica.

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Vini biologici e naturali: i migliori assaggi a MiVino 2019


MILANO –
Un centinaio di vignaioli provenienti da tutta Italia sono stati protagonisti di MiVino 2019, mostra mercato dei vini biologici e naturali andata in scena il 25 e 26 maggio al Base Milano (ex Ansaldo). Un evento organizzato da Altreconomia, Arci Milano e Officina Enoica, a cui hanno partecipato circa 1.500 persone.

“L’espressione di una ‘filiera agricola e comunicativa’ a metro zero – spiegano gli organizzatori – studiata per creare un’atmosfera conviviale, in cui il vino rappresenta il trait d’union tra i produttori e il pubblico”.

I MIGLIORI ASSAGGI A MIVINO 2019


Spumante Extra Brut Verdicchio dei Castelli di Jesi 2013, Broccanera

Metodo classico 65 mesi sui lieviti che costituisce la terza prova assoluta per la cantina di Arcevia (AN). Colpisce per il rispetto del vitigno, che sembra più che mai a suo agio sotto forma “effervescente”. Uno spumante elegante e freschissimo, che spazia (naso-bocca) dalle note di mentuccia a quelle di frutta secca.

Vino Spumante millesimato 2013 “Zoe”, Tenute Pacelli
Metodo classico base Riesling, Made in Calabria. Basterebbe per giustificarne l’assaggio, ma il calice va ben oltre: gran struttura e gastronomicità giocata sulle note evolutive tipiche del vitigno, non ultimo l’idrocarburo.

Colli Aprutini Igt 2017 “Indigena”, Cioti Filiberto
Bianco ottenuto in prevalenza da un biotipo di Trebbiano presente solo a Campli (TE), tra i vigneti di proprietà di Cioti. Naso splendido, tra il frutto maturo e la frutta secca. Ingresso di bocca suadente e rotondo, su note corrispondenti, prima che si raddrizzi sull’onda di una freschezza dirompente e una chiusura leggermente speziata.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Docg Riserva 2015, Broccanera
Tra i migliori assaggi assoluti a MiVino 2019. Carattere, struttura, verticalità e ampiezza garantita dalla doppia raccolta delle uve, utile a regalare al sorso freschezza e rotondità. Un bianco più che mai completo.

Falanghina del Sannio Dop Biologico 2016 “Cese”, Fosso degli Angeli
Una garanzia assoluta questa cantina campana, tra le più rappresentative della regione a livello nazionale. A Contrada Acquaro, nel Comune di Casalduni (BN), Marenza Pengue è interprete di un vero e proprio ecosistema, che protegge il vigneto di 7 ettari. La Falangina “Cese” è assieme delicata e potente, fine ed esplosiva. Una chicca.

Incrocio Manzoni 2015 “Botton d’Oro”, I Nadre
Orange ma non troppo, volendo usare un eufemismo. Frutta a polpa gialla matura, con interessanti sbuffi di zenzero candito e buccia di arancia a rinvigorire un palato sia rotondo che verticale. Un bianco tattile, lungo.

Vino Bianco “San Sebastiano”, Cascina Bandiera
Interessantissima verticale quella proposta dagli appassionati titolari San Sebastiano Curone (AL). Nel calice il salino Chardonnay “San Sebastiano”, indietro fino alla 2006. Lo rende unico il terreno, costituito da marne.

Calabria Igt Rosato 2018 “Romido”, Fezzigna Vini
Rossana, Michele, Domenico. In una parola “Romido”. Un rosato di carattere, ottenuto dal blend di Gaglioppo e Greco Nero. Piccoli frutti rossi, macchia mediterranea, bella nota sapida in allungo. Gran bevibilità, non banale.

Vino Rosso 2018 “I Vigneri”, I Vigneri
Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e un tocco di Alicante, in anfora. Il risultato è un’esplosione del varietale, del frutto, del succo. Uno di quei vini che non stancano mai e che colpiscono per la loro semplicità, solo apparente.

Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Docg Riserva 2012 “Pathernus”, Cioti Filiberto
Un Montepulciano Riserva che fa della gran bevibilità l’arma in più. Frutti di bosco e gelso sostengono bene la nota “dura” e selvatica del vitigno, al naso. In bocca i tannini sono eleganti e sostengono il frutto, assieme a una gran freschezza. Vino manifesto della Denominazione.

Sicilia Doc Nero d’Avola 2017 “Crita”, Azienda Vitivinicola Biologica Stellino
Nero d’Avola “in purezza”, da intendersi sia per la base ampelografica sia per la capacità di rappresentare appieno le caratteristiche del vitigno, con una venatura salina che lo rende ancora più complesso. E unico.

Sangiovese Toscana Igt 2016 “Poiana”, Il Calamaio
Floreale, fruttato, dai tannini sottili. Il Sangiovese di questa piccola cantina è un inno al vitigno, nella sua coniugazione lucchese. Meno di 2 ettari complessivi a San Macario in Monte, a pochi chilometri dalla bellissima cinta muraria di Lucca. Una cantina da scoprire, che produce anche un ottimo Merlot in purezza: “Iolai” (magnum).

Morellino di Scansano 2017, Poggio La Luna
Bel frutto che deve ancora esprimersi appieno, sotto la coltre leggera di un tannino di prospettiva. Da comprare oggi e attendere un annetto, prima che si esprima su interessantissimi livelli.

Igt Terrazze Retiche di Sondrio Pinot Nero 2013, Vinicola Zanolari
Pinot Nero in Valtellina? Sì. A casa di Marcel Zanolari tutto è possibile. La cantina di Bianzone (SO) si sta specializzando sui Piwi e sulle anfore (ottimo lo Sforzato “Le Anfore”), ma nel frattempo giusto godersi questo Pinot Noir succoso, agrumato, salino.

Terre Siciliane Igt Perricone “170”, Terre di Gratia
Addomesticare così bene il Perricone, “bestia nera” di qualsiasi viticoltore, non è stato semplice ma Terre di Gratia ha trovato la quadra in uno dei suoi “cru”. Il vitigno resta al centro del sorso, ingentilito da note mature regalate da una perfetta maturazione delle uve.

Passito di Pantelleria Dop 2017 “Bagghiu”, Azienda vinicola Gabriele
Parola d’ordine “equilibrio”. Tra gli zuccheri residui e la freschezza. Obiettivo centrato alla prima vendemmia per la famiglia Gabriele sull’isola di Pantelleria, che ha iniziato la sua avventura nel mondo del vino come garagista.

VINI QUOTIDIANI – SEGNALAZIONI
Canavese Rosso Doc, Antonella Piatti
Igt Colline Pescaresi Passerina 2015, Q500 di Nicola Maurizio
Montepulciano d’Abruzzo Doc 2016, Q500 di Nicola Maurizio

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Terre Sicane e Monreale: il nuovo Eldorado della viticoltura (e dell’enoturismo) in Sicilia


A ovest, Marsala. A est, l’Etna. Giù, ancora più a sud, Avola col suo famoso “Nero”. Se avessero una maglia da indossare, le Terre Sicane avrebbero quella del gregario. Lontane dalle rotte più battute dagli enoturisti in Sicilia, si estendono a ragnatela nella provincia di Agrigento. E poi su, fino a lambire Contessa Entellina: unico Comune palermitano di quello che, in realtà, è considerato un triangolo d’oro della viticoltura siciliana.

Per scoprirlo basta leggere l’etichetta dei vini che giungono nei ristoranti di mezza Italia. Non si parla di “Terre Sicane” ma di “Sicilia”, brand più spendibile sui mercati (anche internazionali). La provenienza delle uve, però, è proprio questa. Un’area di circa 20 mila ettari, in cui le varietà autoctone giocano un ruolo fondamentale.

A Grillo, Inzolia (noto anche come Insolia o Ansonica), Grecanico, Catarratto e Nero d’Avola sono state affiancate nel corso dei decenni varietà internazionali come Chardonnay, Viognier, Cabernet Sauvignon, Syrah e Merlot. Perfetto il loro acclimatamento nel particolare microclima delle Terre Sicane.

E come in un gioco di prestigio dai risvolti mistici, esoterici, chiunque passi di qui avrebbe voglia di mettere le radici. Già, perché oltre agli orizzonti sterminati e selvaggi, rotti solo da vigneti, agrumeti, uliveti e strisce di asfalto che paiono disegnate con la matita dall’uomo, ci sono le spiagge del “Menfishire“.

Così sono state ribattezzate le coste del Golfo di Menfi, che sembrano fare a gara l’una con altra per la corona di “più bella”, a suon di granelli dorati o ciottoli bianchi come il latte. Angoli di paradiso protetti dalle forme dolci delle colline. Non è un caso che l’Unesco abbia voluto dichiarare l’Itinerario Arabo Normanno – poco lontano da queste meraviglie – “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

Si parla di monumenti. Di cattedrali, di piazze. Di palazzi e di chiostri. Di ponti e di cappelle, visitabili tra Palermo, Cefalù e Monreale. Tutte realizzate nello stile nato dall’incontro della cultura arabo-musulmana con quella normanno-cattolica.

Luoghi che sembrano ispirati dalla natura incontaminata che regna tutt’oggi attorno alle costruzioni dell’uomo. In un gioco profondo a compiacere Dio, che passa dallo stretto legame con la terra. Ed è proprio in uno dei centri più attivi dell’Itinerario Arabo-Normanno, Monreale, che si concentra una delle nuove frontiere del vino siciliano.

Il gruppo di viticoltori che si riunisce attorno al Consorzio sta dando nuova linfa alla Denominazione. Al punto che, in occasione di Sicilia en Primeur 2019 (qui i migliori assaggi assoluti), otto cantine hanno presentato alla stampa le loro etichette e le prospettive future del territorio.

La Doc Monreale è piccola (appena 50 mila bottiglie potenziali) ma con le idee chiare. Solo Catarratto e Insolia per i bianchi, Perricone e Nero d’Avola per i rossi, con la possibilità di realizzare anche vini spumanti. Un giusto coronamento, quello enologico, all’arte che si respira in ogni angolo di Monreale.

LE CANTINE E I MIGLIORI ASSAGGI


ALESSANDRO DI CAMPOREALE – C.da Mandranova Camporeale (PA)

Una famiglia impegnata in viticoltura sin dai primi del 900, che vede nei fratelli Rosolino, Antonino e Natale, affiancati dai figli Anna, Benedetto (nella foto) e Benedetto, gli artefici di una rivoluzione produttiva centrata sul vigneto e sulle buone pratiche enologiche.

Una viticoltura di alta collina, attenta al rispetto del territorio, che dà vita a vini freschi, eleganti e piacevolmente equilibrati. Vini che nascono in vigna, tra i filari, e dalla passione delle persone che li conducono. Da Alessandro di Camporeale le nuove generazioni riscoprono l’orgoglio della propria identità, condividendo un progetto produttivo che ha solide radici storiche.

  • Metodo classico 2016 (anteprima)
    Prima prova di spumantizzazione per Alessandro di Camporeale, con la varietà Catarratto (varietà extralucido): 24 mesi sui lieviti (l’obiettivo è di arrivare a 36), tiraggio 03/2017, dosaggio zero. Buccia di limone, accenni di pepe bianco e di zenzero, risvolti erbacei pregevoli al naso. Ingresso di bocca verticale, citrico. Centro palato salino e chiusura su ritorni agrumati. Una buona prova.
  • Bianco Doc Sicilia Catarratto “Vigna di Mandranova”
    Bianco con grandi capacità di migliorare nel tempo, come dimostra l’assaggio di diverse annate. In questo caso il biotipo di Catarratto è il Lucido. Colpisce per la capacità di essere al contempo verticale e largo, nel gioco tra note fruttate e minerali saline.
  • Rosso Doc Sicilia Syrah “Kaid”
    Senza dubbio il rosso più rappresentativo della cantina. In generale, tra i migliori Syrah in commercio in Sicilia. Vino buono giovane, ma che mostra ottime capacità di affinamento, come dimostra la vendemmia 2012, in stato di grazia. Un Syrah potente, fresco, connotato da note fruttate di gran precisione e tannini eleganti.



CANTINA TENUTA RAPITALÀ – C.da Rapitalà Camporeale (PA)

Nel 1968 Hugues Bernard conte de la Gatinais, nato in Francia nel 1940, sposa Gigi Guarrasi, discendente di una grande famiglia palermitana. Con lei si impegna in una appassionante e coraggiosa avventura: la ricostruzione con criteri moderni della cantina distrutta dal terremoto della Valle del Belice.

La più grande attenzione del conte de la Gatinais viene dedicata alla riconversione varietale e colturale dei vigneti. Già trent’anni fa in Sicilia vengono affiancati ai vitigni autoctoni i grandi vitigni francesi. L’opera iniziata da Hugues de la Gatinais e dalla moglie viene portata avanti dal figlio Laurent (nella foto) con la stessa cura e la stessa passione.

La tenuta (parte del patrimonio del Gruppo italiano vini, Giv) oggi si estende per 225 ettari nel territorio che da Camporeale declina verso Alcamo, su dolci colline fra i 300 e i 600 metri. Una terra dove si alternano argille e sabbie.

La perfetta esposizione e la composizione del suolo la rendono ideale per la coltivazione dei vitigni più pregiati. Dopo la vendemmia, le più moderne tecniche di vinificazione consentono di realizzare vini eccellenti, dalle fasce destinate alla Gdo a quelle premium.

  • Terre Siciliane Igt Chardonnay 2016 “Grand Cru”
    Dodici mesi circa di barrique per questo Chardonnay emblema della filosofia della famiglia fondatrice. Un vino che guarda alla Francia e alla Borgogna, con estrema eleganza. Vino di grande gastronomicità.
  • Vendemmia Tardiva Alcamo Doc 2016 “Cielo Dalcamo”
    Tra i vini “dolci” dal miglior rapporto qualità prezzo in Sicilia. Note di frutta matura e residuo zuccherino importante (150 g/l) per questo blend di Catarratto e Sauvignon Blanc, ben compensate dalla freschezza. Pregevole chiusura, su ritorni di liquirizia e zafferano.



BAGLIO DI PIANETTO – Via Francia Loc. Pianetto,  Santa Cristina Gela (PA)

I primi vent’anni di Baglio di Pianetto raccontano la storia di una grande caccia al tesoro. A Santa Cristina Gela, nella tenuta di Pianetto, e nella Val di Noto, nella Tenuta Baroni, il Conte Paolo Marzotto è riuscito a realizzare vini capaci di esaltare due terroir siciliani diversi e unici, attraverso il savoir faire dei grandi chateaux francesi.

Nel 2016 Baglio di Pianetto ha completato la conversione in biologico di tutti i 160 ettari di vigneti delle tenute, con lo scopo di migliorare ulteriormente la qualità dei propri vini e di garantire una produzione in linea con le richieste dei consumatori di tutto il mondo, sempre più preparati ed esigenti.

Oggi Baglio di Pianetto è una realtà produttiva completa e attiva anche sul versante dell’ospitalità e dell’enoturismo. Con L’Agrirelais – a pochi chilometri da Palermo – l’eno appassionato può vivere un’esperienza a tutto tondo, dove vino, buona tavola e quiete concorrono a definire il profilo d’eccellenza voluto dalla famiglia Marzotto.

  • Monreale Doc Bianco 2018 “Murriali”
    Esordio nella Doc Monreale per Baglio di Pianetto. Naso connotato da una impronta minerale netta, unita a una vena floreale. In bocca conferma sapidità e freschezza. Un vino che si presta a un affinamento medio lungo.
  • Riserva Bianco Sicilia 2016 “Via Francia”
    Viognier in purezza, vendemmiato in due passaggi: uno per garantire la freschezza, l’altro per dare al vino rotondità e piacevolezza. Un risultato ottenuto nel calice in maniera ineccepibile.



FEUDO ARANCIO – C.da Portella-Misilbesi Sambuca di Sicilia (AG)

E’ sorta nel 2001, nel territorio di Sambuca di Sicilia (AG), la prima tenuta siciliana del gruppo trentino Mezzacorona. Assai ricca di storia e di fascino, l’azienda si estende per 280 ettari (240 dei quali vitati) attorno ad un meraviglioso baglio che ospita la cantina.

Nel 2003 si è aggiunta la tenuta di Acate (RG) che conta 690 ettari, di cui 450 vitati, e un caseggiato rurale del 1600 che tuttora riflette i fasti della nobiltà dell’epoca. Le uve, in particolare Nero d’Avola e Grillo, vengono coltivate e vinificate mediante tecniche e tecnologie ecosostenibili e all’avanguardia.

Uve che regalano vini di alta qualità a tutti i livelli (sia Gdo che Horeca) capaci di portare i colori e i profumi della Sicilia in 60 paesi del mondo. La sfida per il futuro? I vini senza solfiti aggiunti, con la prima etichetta di Nero d’Avola già in cantiere.

  • Sicilia Doc Riserva 2015 “Hedonis”
    Vigneti a Sambuca per questa Riserva di Nero d’Avola di Feudo Arancio potente, corposa ma al contempo fine ed elegante, anche grazie a un sapiente utilizzo del legno. Alle note di confettura di prugna e frutti di bosco si accosta una vena sapida e fresca. Chiusura su un tannino che parla di futuro. Solo 8 mila bottiglie: una chicca.
  • Igt Terre Siciliane Bianco Passito 2015 “Hekate”
    Zibibbo (Moscato d’Alessandria), Insolia e Grillo per questo vino dolce ottenuto tramite appassimento naturale in pianta. Convince al palato, dove sfodera una consistenza tattile che ben riequilibra l’abbondante residuo zuccherino (120 g/l). Perfetto per accompagnare i formaggi.


MANDRAROSSA (CANTINE SETTESOLI) – SS 115 Menfi (AG)

Cantine Settesoli è una comunità di viticoltori siciliani, un autentico distretto del vino nella provincia di Agrigento: tra Menfi, Montevago e Santa Margherita di Belice. Fondata nel 1958 a Menfi, oggi conta 2 mila soci, una superficie vitata di 6 mila ettari, 32 cultivar in produzione, tre stabilimenti enologici dedicati alla vinificazione.

Oggi Settesoli esporta quasi il 70% della sua produzione in oltre 40 paesi esteri. Mandrarossa ne è il fiore all’occhiello. O meglio “la figlia”, per dirlo con le parole del presidente Giuseppe Bursi. Interessa 500 dei 6 mila ettari complessivi di Settesoli.

Il brand top di gamma si distingue per il suo carattere innovativo e moderno, anche nelle etichette che strizzano l’occhio all’arte. I vigneti crescono lungo la costa sud occidentale della Sicilia, a Menfi. I vigneti crescono su colline caratterizzate da 5 tipologie di suoli e diverse esposizioni.

  • Grecanico Dorato 2018 “Costadune”
    Naso di mandarino maturo, completato da una vena sapida e fresca, mentolata (timo). Perfetta corrispondenza al palato. Un vino che fa della facilità di beva il suo punto di forza, senza scadere nel banale.
  • Bianco Sicilia Doc 2017 “Bertolino Soprano” e Rosso Sicilia Doc 2016 “Terre del Sommacco”
    Suoli 100% calcarei per le ultime due etichette top di gamma di Mandrarossa: si tratta dei “Vini di Contrada”. Un Grillo e un Nero d’Avola in purezza, frutto di un particolare microterroir. “Bertolino soprano” è bianco fresco, diretto, senza fronzoli. Così anche “Terre del Sommacco”. Un rosso contraddistinto da una buona verticalità e da note fruttate croccanti.


CENTOPASSI – Contrada Don Tomasi, San Cipirello (PA)

Centopassi è l’anima vitivinicola delle cooperative Libera Terra che coltivano terre confiscate alla mafia in Sicilia. Le vigne sono distribuite nell’Alto Belice corleonese e i suoi vini raccontano la diversità di ogni vigna, dei suoli che le contraddistinguono e dei vitigni che di volta in volta ne esaltano le caratteristiche.

Scenari aperti, incontaminati, con formazioni di origine calcarea che spuntano come megaliti sull’altopiano di Corleone, dall’altitudine media elevata, rendono questo angolo di Mediterraneo il luogo ideale per la crescita ottimale della vite.

Le escursioni termiche, i venti, la composizione del terreno, la simbiosi raggiunta con i vitigni selezionati, portano il terroir nel calice. L’obiettivo di Centopassi è l’eleganza, la freschezza, la massima bevibilità dei vini.

  • Grillo 2017 “Rocce di Pietra Longa”
    Uve provenienti dal Comune di Monreale. Naso d’agrumi ingentiliti da una vena leggera di miele e verbena. Mineralità spiccata che in bocca diventa salina. Un Grillo a due marce, in perfetto equilibrio tra loro: quella dura, verticale e salina; e quella rotonda, fruttata.
  • Terre Siciliane Igt 2017 “Cimento di Perricone”
    Gran tipicità per questa etichetta manifesto del Perricone siciliano. Al naso le note tipiche di piccoli frutti di bosco, con accenni selvatici. In bocca la giusta ruvidezza e tannicità, prima di una chiusura leggermente amaricante. Un vino che disegna una Sicilia rustica, diversa da quella degli altri rossi più noti.

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Concorso del Pinot Nero: Alto Adige über alles. Oltrepò, Friuli e Toscana gli outsider


EGNA –
È un po’ come quello della Juventus, da un po’ di anni a questa parte. Un campionato a sé quello che giocano i Pinot Nero dell’Alto Adige col resto d’Italia. È quanto emerge dall’assaggio alla cieca delle 93 etichette che hanno preso parte al 18° Concorso nazionale e alle Giornate del Pinot Nero 2019, andate in scena da sabato a lunedì, tra Egna e Montagna (600 persone presenti in due giorni).

Un risultato, quello scaturito dagli assaggi di WineMag.it, che conferma in gran parte il giudizio della commissione composta prevalentemente da enologi ed esperti altoatesini. “Il concorso – spiega Ines Giovanett, presidente dell’Associazione che coordina i lavori – è aperto a tutti i produttori italiani di questo vitigno, nessuno escluso”.

Per ragioni logistiche – precisa ancora – la commissione di degustatori è composta per lo più da professionisti della zona, ma ogni anno inviamo oltre 200 inviti anche ad enologi ed esperti di tutte le zone potenzialmente interessate a partecipare al Concorso. La speranza è che il parterre del Concorso e delle Giornate del Pinot Nero si allarghi sempre più”.

Oggetto del tasting i Pinot Nero della vendemmia 2016. Quarantasei quelli provenienti dall’Alto Adige, 15 dal Trentino. Gli altri sono giunti da Friuli Venezia Giulia (9), Lombardia (9), Piemonte (5), Valle d’Aosta (2), Toscana (3), Veneto (1), Emilia Romagna (1), Abruzzo (1) e Sicilia (1).

Di seguito quelli che hanno ottenuto un punteggio superiore a 85/100. Otto delle etichette individuate da WineMag alla cieca rientrano anche nella classifica stilata dalla giuria del Concorso, che nel 2019 ha premiato solo etichette dell’Alto Adige e del Trentino (26 in totale, considerando vari pari merito, tra i 90,5 e gli 82/100).

  • Südtirol Alto Adige Doc Pinot Nero Riserva, Schloss Englar: 90/100
  • Südtirol Alto Adige Doc Pinot Nero Riserva “Trattmann”, Kellerei Girlan: 88/100
  • Südtirol Vinschgau Alto Adige Val Venosta Doc Pinot Nero, Weingut Falkenstein: 87/100

  • Trentino Doc Pinot Nero “Maso Montalto”, Tenute Lunelli: 87/100
  • Südtirol Alto Adige Doc Pinot Nero Riserva “Monticol”, Cantina Terlan: 87/100
  • Südtirol Alto Adige Doc Pinot Nero Riserva “Villa Nigra”, Cantina Colterenzio: 87/100

  • Südtirol Alto Adige Doc Pinot Nero “Ebner”, Weingut Ebner: 87/100
  • Südtirol Alto Adige Doc Pinot Nero “Schwarze Madonna”, Klosterhof: 87/100
  • Südtirol Alto Adige Doc Pinot Nero “Bachgart”, Tenuta Klaus Lentsch: 87/100
  • Oltrepò pavese Doc Pinot Nero “Noir”, Tenuta Mazzolino: 87/100

  • Südtirol Alto Adige Doc Pinot Nero Riserva “Zeno”, Cantina Merano: 86/100
  • Südtirol Alto Adige Doc Pinot Nero Riserva “Anrar”, Kellerei Andrian: 86/100
  • Südtirol Alto Adige Doc Pinot Nero Riserva “Jura”, Nals Margreid: 86/100

  • Südtirol Alto Adige Doc Pinot Nero “Filari di Mazzon”, Ferruccio Carlotto: 86/100
  • Friuli Colli Orientali Dop “Romain Rodaro”, Rodaro Paolo Winery: 86/100
  • Toscana Igt Pinot Nero “Cuna”, Cuna di Federico Staderini: 86/100
  • Toscana Igt Pinot Nero “Villa di Bagnolo”, Marchesi Pancrazi: 86

IL COMMENTO
Risultati che, fuori dal territorio d’elezione del Pinot nero italiano vinificato in rosso, premiano su tutti l’Oltrepò pavese di Tenuta Mazzolino. Una cantina che guarda più a uno stile francese che “sudtirolese” per il proprio “Noir”. Un territorio vocato, l’Oltrepò, dal quale potrebbero arrivare molti altri validi campioni, quest’anno mancanti all’appello.

Buona la media punteggio del Friuli Venezia Giulia, con diversi vini a 85/100. Una conferma della credibilità della Rete d’Impresa Pinot Nero costituita da nove cantine locali. Assieme contano complessivamente 28 ettari di vigneto sui 150 complessivi presenti in Friuli. Con una produzione di 150 mila bottiglie suddivisa per 12 etichette.

Sorprende invece la Toscana, con due vini sopra gli 85/100 su un totale di tre campioni giunti al Concorso nazionale del Pinot Nero 2019. Delude invece il Piemonte, che arriva a sfiorare il podio di WineMag con una sola etichetta, ferma anch’essa a 85/100 (il Langhe Doc Pinot Nero dell’Azienda Agricola Segni di Roddi, in provincia di Cuneo).

Nel corso delle 18 edizioni del Concorso, tredici volte il vincitore è risultato di provenienza altoatesina. Nella maggior parte dei casi le uve erano state prodotte nei vigneti dell’Altopiano di Mazzon, l’area storicamente più vocata al Pinot Nero in Alto Adige. Per due volte sono stati premiati dei vini trentini e in un caso un Pinot Nero della Lombardia e dalla Valle d’Aosta.

IL PINOT NERO IN ALTO ADIGE

I primi impianti di Pinot Nero vengono ufficialmente registrati nel 1840 nelle zone di Bolzano, Merano e Bressanone. Nel corso degli anni, il versante occidentale della Bassa Atesina, alcune colline nell’Oltradige, Appiano Monte in particolare, e alcune micro-zone in Val Venosta si sono dimostrate le più adatte a ospitare il vitigno.

Nel 1960 la superficie vitata a Pinot Nero raggiunge i 190 ettari. Nel 1990 ne vengono mappati 217. La crescita continua fino al Duemila, quando la superficie sale a 263 ettari. Il dato più aggiornato fornito dal Consorzio è di 465 ettari: 447 assoggettati all’Alto Adige Doc e 18 risultanti come Val Venosta Alto Adige Doc.

Il Pinot Nero occupa dunque l’8,72 % della superficie vitata Doc altoatesina totale (5.342 ettari). La maggior parte di questi vigneti sono posizionati nella zona della Bassa Atesina-Oltradige, mentre nei comuni di Egna e Montagna – nei quali ricadono l’Altopiano di Mazzon (nella foto sopra) e la rinomata zona di Gleno – gli ettari vitati a Pinot nero risultano 117.

I rimanenti ettari sono distribuiti tra le porzioni superiori dei versanti a nord della città di Bolzano, le parti elevate del versante orientale della Val d’Adige, la conca di Merano, i Pochi di Salorno a sud e, infine, la Val Venosta.

GLENO, IL CRU IN ASCESA

Gleno (localmente “Glen“), frazione del Comune di Montagna, è il cru del Pinot Nero dell’Alto Adige più in ascesa negli ultimi anni, di fronte all’Altopiano di Mazzon. Si trova sul versante orientale della Val d’Adige.

L’esposizione dei vigneti di Glen (nella foto) è a Sud-Ovest, mentre i vigneti del cru storico di Mazzon hanno esposizione Ovest Nord-Ovest. Una caratteristica che consente di ottenere una produzione di alto livello, nonostante un’altitudine media considerevole (da 420 sino a circa 800 metri sul livello del mare).

Anche a Glen, come nella vicina Mazzon, la posizione dei vigneti a ridosso della montagna Cislon garantisce un’insolazione tardiva nel periodo di maturazione del Pinot nero. Un dettaglio che si traduce nel calice in finezza ed eleganza.

Dal punto di vista geologico il suolo è molto simile a quello di Mazzon con un buon contenuto di argilla, necessaria per garantire la produzione di un Pinot nero completo. Attualmente nella frazione di Glen, delimitata verso valle dal vecchio tracciato della ferrovia, il Pinot nero viene coltivato su una superficie di circa 60 ettari: venti in meno di Mazzon.

Una parte considerevole delle uve prodotte da questi vigneti viene conferita alla Cantina Produttori Termeno, all’Azienda Franz Haas e alla Tenuta Pfitscher, i quali le vinificano insieme a Pinot nero di altre provenienze. Ma la prima cantina a credere in Gleno è stata Castelfeder, dal 1989. Risale a quell’anno il primo Pinot nero Riserva “Burgum Novum”.

Oggi i vigneti di Gleno sono molto richiesti. Il valore di un ettaro di Pinot Nero si aggira tra i 700 e gli 800 mila euro. Costa circa un milione un ettaro a Mazzon, che conserva il primato di “cru dorato” altoatesino.

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Cantine Aperte 2019, è iniziato il countdown


Cantine Aperte
, la più grande Festa del Vino e del Turismo del vino in Europa, torna anche nel 2019 in occasione dell’ultimo weekend di maggio, sabato 25 e domenica 26 maggio. Protagoniste oltre 800 cantine associate al Movimento Turismo del Vino in tutta Italia.

Un evento che da 27 anni accoglie gli enoturisti nei luoghi di produzione del vino, raccontando storie di bottiglie, territori, famiglie e aziende. Un viaggio tra i filari e le botti, tra le proposte enoturistiche delle Cantine del MTV che invitano a vivere le diversità uniche della realtà vitivinicola in Italia.

GLI APPUNTAMENTI DI CANTINE APERTE 2019
Cantine Aperte 2019 come ogni anno abbraccerà tutto lo stivale, con attività dalle vette dalla Valle d’Aosta, fino alle spiagge della Sicilia e della Sardegna. Ogni regione e ogni singola azienda porterà in scena iniziative e attività per valorizzare e raccontare al meglio il proprio territorio.

Da Matera2019 per MTV Basilicata, alla riscoperta del legame con la terra tramite degustazioni, racconti dei produttori e anche Yoga in vigna nelle cantine del MTV Campania. Tante novità anche nelle cantine del MTV Umbria, che ha scelto come tema “L’Evoluzione” verso un’accoglienza sempre più attenta e sostenibile, che permetta ai turisti del vino di conoscere e apprezzare a pieno la produzione enologica, il paesaggio e la cultura locale.

In Lombardia gli enoturisti potranno vivere un’esperienza di degustazione alternativa con Cantine Aperte in Vespa: simbolo della dolce vita, od optare per proposte di Turismo Slow con le Camminate in Oltrepo Pavese e la Passeggiata dei Tuchì nell’inedita zona del San Martino della Battaglia.

Alla scoperta del territorio su due ruote anche in Piemonte, dove l’associazione sta lavorando per costruire una serie di itinerari tra cantine da percorrere a cavallo di una bici elettrica e che vedranno come punti di interesse le famose Big Bench di Chris Bangle, disseminate in punti panoramici della regione.

Anche la tecnologia gioca un ruolo importante: con Cantine Aperte nelle Marche dove si potrà scaricare l’App Cantine Marche in Tour e raccogliere punti bonus digitali per poter poi accedere a omaggi esclusivi.

E con la mappa interattiva con QRcode personalizzati per ogni cantina in Friuli Venezia Giulia, dove particolare attenzione sarà riservata ai 2200 anni di storia di Aquileia, con itinerari ciclabili e, nella giornata di domenica 26 maggio, visite guidate gratuite in collaborazione con associazione Imprenditori Città di Aquileia – Aquileia te Salutat e la Fondazione Aquileia.

Dall’arte della viticultura e della vinificazione, passando per la cultura degli abbinamenti enogastronomici, per arrivare fino all’arte del buon bere: MTV Toscana aprirà le porte di spazi dove l’arte si mescola al patrimonio enogastronomico. L’arte sarà anche il focus degli appuntamenti di MTV Trentino Alto Adige, che aprirà le proprie cantine con spettacoli artistici e musicali.

Cuore della manifestazione, in Puglia, sarà come ogni anno la degustazione, con centinaia di etichette, dalle annate storiche alle ultimissime novità sul mercato. Non mancheranno verticali, laboratori e minicorsi guidati da sommelier professionisti, che accompagneranno i partecipanti attraverso la degustazione dei vini del territorio.

Proposte varie e in progress anche per il MTV Abruzzo, che dopo 3 anni riporta a 40 il numero di cantine aderenti alla manifestazione, a testimonianza del buon lavoro svolto per l’evento col più alto numero di enoturisti partecipanti in Italia.

Diversificata l’esperienza di MTV Veneto, che darà vita ai CantineAperteMoments, una serie di temi ed eventi ispirati ai colori del vino, ai fiori, alla cultura e alla natura, che animeranno le cantine e coinvolgeranno i wine lovers. Questi e molti altri appuntamenti organizzati da MTV Molise, MTV Calabria, MTV Emilia Romagna, MTV Lazio,  MTV Sicilia, MTV Sardegna e MTV Valle d’Aosta.

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Bertolino Soprano e Terre del Sommacco: i nuovi vini Mandrarossa, dall’etichetta al palco


MILANO –
Due “storie ritrovate“. Due “Vini di Contrada”. Due etichette a colori, che raccontano una Sicilia in bianco nero ma ancora attuale, nel suo moderno attaccamento alla tradizione. Il rapporto tra Mandrarossa e l’arte è sempre stato stretto. Ma è stato un vero e proprio abbraccio, caloroso e palpabile, quello che ha regalato la cantina siciliana a Milano, in occasione della presentazione di “Bertolino Soprano” e “Terre del Sommacco“.

Un Grillo e un Nero d’Avola in purezza – la scelta è stata quella di catalogarli come “Bianco” e “Rosso” Doc Sicilia – che ieri hanno preso magicamente vita sul palco del Teatro Libero di via Savona. Prima ancora di essere versati nei calici.

Nancy Rossit, grafica e illustratrice che ha realizzato le etichette, non era presente. “E’ una persona molto riservata, ha preferito non intervenire”, ha riferito l’ufficio stampa di Mandrarossa. Ma è come se fosse stata lì anche lei, mentre Francesca Vitale – attrice, autrice e regista formatasi alla scuola del Teatro Stabile di Catania – recitava in versi le due “storie ritrovate” dai soci viticoltori della cantina, raffigurate sulle bottiglie.

La storia “bianca” di Santo, che di ritorno nella contrada Bertolino Soprano non può che ricordare quando, da ragazzo, “percorreva a cavallo queste terre ammantate da vigneti rigogliosi e punteggiate da ulivi”. E la storia rossa come il Nero d’Avola del bisnonno di Antonio, che “assistette al passaggio dei valorosi garibaldini guidati dal Colonnello Orsini”.

A fare gli onori di casa Renato Lombardo, direttore della rassegna “Palco Off – le voci del teatro”, che da sette anni propone al pubblico di Catania e Milano interessanti realtà “off” della scena italiana ed europea.​ Da qui la rassegna “Autori, attori, storie di Sicilia”, con degustazione dei vini di Mandrarossa in accompagnamento a prodotti tipici.

“Una collaborazione della quale siamo onorati – ha dichiarato il presidente Giuseppe Bursi – con l’obiettivo di diffondere l’eccellenza siciliana dei nostri 2 mila soci e 5 mila ettari di vigneto”.

Due vini, il Bianco Sicilia Doc “Bertolino Soprano” 2017 e il Rosso Sicilia Doc 2016 “Terre del Sommacco”, che raccontano nel calice una Sicilia senza fronzoli. Maturazione in cemento e affinamento in botte grande per entrambi (rispettivamente 11 e 19 mesi), prima del riposo di qualche mese in bottiglia.

Freschezza e morbidezza per il vino ottenuto da uve Grillo, equilibrato e ottimo per l’aperitivo. E una semplice austerità per il Nero d’Avola, verticale e fruttato, perfetto per accompagnare pranzo e cena, a tutto pasto.

Del resto, questi “Vini di Contrada” nascono da una sperimentazione accuratissima effettuata da Mandrarossa a partire dal 2014, condotta dall’enologo Alberto Antonini e dall’esperto di suoli cileno Pedro Parra, insieme al team di enologi e di agronomi Mandrarossa su una porzione di soli 75 ettari della cantina, caratterizzati dalla presenza di calcare.

“Si tratta di due vini ottenuti con il minimo intervento dell’uomo – ha precisato Giuseppe Bursi – in grado quindi di mostrare le particolarità del nostro microclima. Costituiranno il presupposto per un vino ancora più importante, in grado di valorizzare ulteriormente il terroir unico di Menfi”.

IL MADRAROSSA VINEYARD TOUR 2019
La cantina satellite di Settesoli, di cui costituisce il brand top di gamma, sta inoltre mettendo a punto gli ultimi dettagli del Mandrarossa Vineyard Tour 2019. I prossimi 7 e 8 settembre, il borgo di Menfi (AG) ospiterà il tradizionale “weekend tra mare e vigna”, aperto agli appassionati dell’enogastronomia, della cultura contadina, dello sport e della natura.

Dal Welcome Point di Settesoli, percorrendo la pista ciclabile che sorge sulla vecchia linea ferroviaria in mezzo ai rigogliosi vigneti del territorio, si arriva a Casa Mandrarossa, situata in Contrada Bertolino Lagano, cuore di tutte le attività. Qui sarà possibile vivere in prima persona la raccolta delle uve, ascoltare i racconti dei vignaioli e degustare il vino tra i vigneti.

Un’occasione per testare i piatti semplici e autentici della cucina del territorio, preparati dalle Signore della Cucina Mandrarossa, custodi di antichi segreti e ricette di famiglia tramandate da generazioni. In Pineta Pelella, invece, avranno luogo le degustazioni tecniche guidate e gli show cooking.

Proprio di fronte alla splendida distesa di ciottoli bianchi nota come spiaggia delle “Giache Bianche”, Pineta Molinari è la location perfetta per chi preferisce il relax più assoluto. Le escursioni naturalistiche a cavallo, in bici, a piedi, o in barca, consentiranno la scoperta di un territorio incontaminato, fatto di dune sabbiose, riserve naturali e oasi incantate.

La pista ciclabile che si estende per 8,5 km, offrirà invece la possibilità di fare lunghe pedalate e passeggiate in mezzo alla natura. Per i più sportivi ci saranno il MandraCorsa e la Ciclopasseggiata in Mountain Bike. L’edizione 2019 del Mandrarossa Vineyard Tour consentirà agli ospiti di partecipare al corso introduttivo di Kite Surf.

Accompagnati dai volontari del Wwf, si potranno visitare i nidi della tartaruga Caretta caretta, scoprire le caratteristiche delle spiagge e delle specie che le popolano. A conclusione di un weekend tra natura e tradizione, i tramonti mozzafiato e la musica dal vivo. Per iscriversi: https://vineyardtour.it/#prenota-adesso.

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Sicilia en Primeur 2019, i migliori vini all’Anteprima della vendemmia 2018


SIRACUSA –
Trecentonovantotto vini a Sicilia en Primeur 2019, Anteprima della vendemmia 2018 andata in scena la scorsa settimana a Siracusa. Un numero che scende a 43 etichette se si considerano i vini non ancora in commercio o immessi solo a partire da febbraio 2019, tra i quali abbiamo stilato una classifica dei migliori.

Prima del blind tasting, la presentazione dell’andamento dell’annata a cura dell’enologo Mattia Filippi. “La forza dell’equilibrio”: così è stata sintetizzata la vendemmia 2018 in Sicilia. Un’annata, dunque, “vicina alle medie produttive e qualitative storiche”.

La Sicilia, pur essendo tra le quattro regioni più produttive d’Italia – assieme a Veneto, Emilia Romagna e Puglia – ha registrato la crescita produttiva più equilibrata del Paese. Un fenomeno che accosta l’isola solo a Toscana e Piemonte, areali riconosciuti in tutto il mondo per l’avanguardia qualitativa.

Un traguardo reso possibile dal fatto che la Sicilia ha fatto registrare nel 2018 le rese più basse in Italia: 6,2 tonnellate per ettaro, battendo appunto Toscana (6,5 tonnellate per ettaro) e Piemonte (8,5 tonnellate per ettaro).

Dal punto di vista meteo climatico, il 2018 è stato il quarto anno più caldo a livello mondiale dell’ultimo secolo.

Grazie alla sua posizione, al centro del Mediterraneo, la Sicilia ha tuttavia goduto degli effetti benefici del caldo africano e dei venti freschi provenienti dai Balcani.

Sempre secondo l’analisi dei tecnici di Assovini, la Sicilia ha rispettato il trend del Sud Italia anche in termini di piovosità. La somma delle precipitazioni dimostra che c’è stata più pioggia rispetto alla media dell’ultimo secolo.

L’anticipo del germogliamento nella parte occidentale dell’isola è stato da record: quasi due settimane, con l’ampliamento delle fasi fenologiche della vite. Ottimi gli influssi su varietà come Grillo e Zibibbo, con espressioni aromatiche interessanti e mantenimento dell’acidità naturale.

Nella parte orientale della Sicilia, sempre secondo la relazione di Mattia Filippi, Faro e Mamertino hanno goduto di piogge meno intense rispetto alla media. Un capitolo a parte per la zona dell’Etna, che ha visto “una distribuzione delle piogge diversa nelle tre macro aree”, ovvero i versanti nord, est e sud.

Carricante e Catarratto sono stati raccolti in anticipo, prima delle piogge di ottobre. A Randazzo, il Nerello Mascalese e Cappuccio hanno costretto i viticoltori “a una vendemmia più frazionata, capace di dare vini dotati di meno alcol ma dall’ottimo quadro acido e aromatico, ma soprattutto dalla grande propensione alla longevità”.

I NUMERI DELL’EDIZIONE 2019
Sicilia en Primeur è tornata a Siracusa dopo 10 anni per la sedicesima edizione, chiudendo gli appuntamenti più importanti dell’anno per le aziende del vino siciliane, dopo Prowein e Vinitaly. Quest’anno sono stati più di 100 i giornalisti italiani e stranieri che hanno partecipano alla kermesse.

Anche quest’anno la Sicilia del vino ha svolto il ruolo di ambasciatrice attraverso i tesori della regione: la stampa, divisa in 8 gruppi, ha preso parte ad altrettanti enotour in visita alle cantine ma anche ai beni Unesco siciliani, rafforzando così la relazione esistente tra vino e cultura.

VINI BIANCHI


Sicilia Doc Grillo 2018 “Kheirè”, Tenuta Gorghi Tondi: 89/100
Dal greco “Benvenuto”. E benvenuta sia la nuova annata della selezione di Grillo di questa bella realtà siciliana. Naso e bocca di buona corrispondenza, su note di agrume. Vino giovane, già connotato da una ottima struttura.

Sicilia Doc Grillo 2018 “Lalùci”, Baglio del Cristo di Campobello: 88/100
Intrigante sia al naso che in bocca. Frutto di gran pulizia, corroborato da pregevoli richiami salini e balsamici.

Monreale Doc 2018 “Murriali”, Baglio di Pianetto: 88/100
Leggera spezia, gran consistenza sia al naso che al palato. Buona la freschezza, quasi balsamica, al palato e l’allungo salino. Un Insolia (o Inzolia) in purezza che disegna bene i contorni dei bianchi di qualità della Sicilia, anche in un’ottica di affinamento nel tempo.

Etna Bianco Doc 2018 “Archineri”, Pietradolce: 87/100
Naso intenso, tra note saline, vegetali e fruttate. Bocca citrina e fresca, su note di buccia d’arancia e limone, per un sorso verticale.

Alcamo Classico Doc 2018 “Vigna Casalj”, Rapitalà: 86/100
Bel naso largo, di agrumi e macchia mediteranea. Seduttivo nella sua parte di frutta matura, che rende il Catarratto meno spigoloso del consueto. In bocca bell’allungo sulla frutta tendente al maturo, che non si scompone.

VINI ROSATI

Rosato Igp 2018 “Don Pietro Rosato”, Azienda agricola dei Principi di Spadafora: 90/100
Un naso che ha bisogno di qualche secondo nel calice per assestarsi e regalare il meglio dei rosati di Sicilia en Primeur 2019.

In bocca richiami preziosi di liquirizia, oltre al frutto. Intrigante, particolare. Lunghissimo. Un rosato assieme elegante e di carattere.

Etna Doc Rosato 2018  “Scalunera”, Torre Mora (Tenute Piccini): 89/100
Un rosato giocato sulla finezza e sulla precisione del frutto, croccante e rinvigorito da una esaltante nota salina.

Fresco, beverino, ancora giovane ma già in grado di mostrare buone possibilità di ulteriore affinamento nel tempo. Elegante la chiusura, particolarmente lunga.

Rosato “Luigia” 2018, Barone Sergio Wines: 87/100
Frutto rosso piuttosto preciso, che si allarga su note mature solo nel finale. Un rosato che convince sopratutto per la bella struttura e il bell’allungo, su tinte di frutti di bosco molto precise. Un vino disinvolto e beverino, ma serioso.

VINI ROSSI

Etna Rosso Doc 2018 “Ciauria”, Pietro Caciornia: 90/100
Suadente la maturità del frutto, sostenuta da un bel tannino di prospettiva, che nel retro olfattivo si fa di spezia e liquirizia. Vino d’allungo, già godibilissimo.

Etna Rosso Doc 2018 “Trimarchisa”, Tornatore: 88/100
Frutto maturo e tannino al palato. Un Etna giocato sull’essenzialità e, per certi versi, sulla prontezza. Una chiave di lettura del vulcano che non può non essere tenuta in considerazione, nel 2019.

Salina Rosso Igp 2018, Cantine Colosi: 88/100
Bell’equlibrio per questo rosso prodotto da una delle cantine “chicca” del panorama siciliano. Naso e bocca profondi, sulla spezia e sul piccolo frutto di bosco croccante. Chiusura su tannino in fase di integrazione ma tutt’altro che sgarbato, con richiami di radice di liquirizia.

Monreale Doc Syrah 2018 “La Monaca” 2018, Tasca d’Almerita: 88/100
Uno dei migliori Syrah da allungo dell’ultima vendemmia in Sicilia. Consistente, tattile, corposo, elegante. Essenziale eppure pieno, in un gioco d’equilibrio che riesce a pochi. Funambolo.

Nero d’Avola Doc 2018, Feudo Arancio: 86/100
Uno di quei Nero d’Avola che concentrano, nella loro semplicità, le caratteristiche del vitigno nelle sue varie espressioni. Beva agile e scattante, mai banale, frutto preciso che non si scompone e non cede alla marmellata. Tannino sottile e disteso. Vino emblema della sete da soddisfare ora o mai più.

Vittoria Frappato Doc 2018 “Di Sicilia… Sole e Terra”, Cantina Horus: 86/100
Frutto maturo al punto giusto, sia al naso che al palato, per questo Frappato che convince per la sua tipicità, fatta anche di una speziatura decisa ma non invadente e di una buona eleganza complessiva.

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Asolo Wine Tasting 2019: Prosecco Superiore protagonista in uno dei borghi più belli d’Italia


ASOLO –
Il Consorzio Vini Asolo Montello si prepara per l’ottava edizione dell’Asolo Wine Tasting 2019, il banco d’assaggio in programma domenica 5 maggio, dalle 10.00 alle 19.00 a Palazzo Beltramini, cuore della cittadina della provincia di Treviso annoverata tra i Borghi più belli d’Italia.

In degustazione ci sarà l’Asolo Prosecco Superiore Docg nelle sue diverse versioni, alcune uniche nel panorama del Prosecco come l’Extra Brut, oltre al Col Fondo, il Prosecco rifermentato in bottiglia e senza sboccatura, come da tradizione di queste zone.

Nello stesso weekend la cittadina trevigiana ospiterà anche Fucina del Gusto, rassegna gastronomica dedicata alle eccellenze locali, che con Asolo Wine Tasting ha in comune la volontà di valorizzare il territorio e i suoi prodotti.

Proprio in un’ottica gastronomica, spazio anche ai rossi del territorio come la Recantina Doc, vitigno praticamente scomparso all’inizio del Novecento e recuperato grazie a un lavoro di ricerca seguito dal Consorzio, e il Montello Docg, ottenuto dal classico taglio tra Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon.

Tutti vitigni internazionali, che in questi luoghi assumono un’identità ben precisa. Vini che nascono in luoghi in cui è tutelata la biodiversità, dove la vite e altre coltivazioni convivono con boschi e fonti d’acqua, disegnando un paesaggio unico.

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Guida a Vinitaly 2019: dieci (e più) cantine per padiglione da non perdere


VERONA –
Le cantine da non perdere a Vinitaly 2019 (7-10 aprile)? Ecco la guida di WineMag.it. Impossibile citare tutte quelle che avremmo voluto. Di seguito abbiamo quindi cercato di tracciare un elenco (non scontato) di aziende scelte tra i territori più rappresentativi del vino italiano.

Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, dall’Alto Adige alla Sardegna, senza dimenticare il centro Italia e il Meridione, nella sua interezza. Qui invece la mappa dei padiglioni, scaricabile e stampabile.

PADIGLIONE 1: EMILIA ROMAGNA
– Cantina Valtidone (A 13)
– Fratelli Bonelli (A 14)
– Ca’ de’ Medici (A 11)
– Cantine Ceci (D 8)
– Pandolfa (C 7)

– Enio Ottaviani Vini e Vigneti (A 3 e B 4)
– Mossi 1588 (B 15)
– Poderi dal Nespoli (B 2)
– Cantine Romagnoli (A 9)
– Tenuta Biodinamica Mara (C 2)

PADIGLIONE 2: SICILIA E UMBRIA
– Società Agricola Destro (6)
– Antano Milziade Fattoria Colleallodole (B 10)
– Frank Cornelissen (44 C)
– Cottanera (50 c)
– Dionigi (A 9)

– Judeka (127 G)
– Moretti Omero (A 10)
– Romanelli (B 9)
– Gorghi Tondi (65 D)
– Adanti Azienda Agricola (E 10)

PADIGLIONE 3: TRENTINO E ALTRI TERRITORI
– Endrizzi (E 5)
– Pedrotti spumanti (D 1)
– Pojer e Sandri (E 3)
– Cantine Briziarelli (D 8)
– Letrari (E 4)

– Lini 910 (C 6)
– Marisa Cuomo (C 6)
– Moser (E 2)
– Cesarini Sforza (C 4 – D 4)
– Cantina della Volta (E 5)

Guida Vinitaly 2019 PADIGLIONE 4 E 5: VENETO E ALTRI TERRITORI
– Villa Angarano (G 4 – G 5)
– Dal Maso (B 6)
– Inama (B 2)

– Lamole di Lamole (B 7)
– Vignaioli Contrà Soarda (G 4 – G 5)
– Alessandro Benini (G 6 – G 7)
– Fongaro (F 7)
– Franchetto (G 4 – G 5)

– Le Battistelle (G 6 – G 7)
– Zambon Vulcano (F 7)
– Le Tende Azienda Agricola (E 4)
– Accordini Stefano (C 3)
– Albino Piona (C 6)

– Kettmeir (B 7)
– Ruggeri (D 7)
– Cà Maiol (B 7)
– Albino Armani (A 6)

PADIGLIONE 6: ALTO ADIGE, FRIULI VENEZIA GIULIA
– Abbazia di Novacella (D 3)
– Arunda (D 2)
– Tenute Ebner (B 3)
– Falkenstein Tenuta (C 1 – D 1)
– Gigante Adriano (E 7)

– Gump Hof Markus Prackwieser (B 3)
– Haderbusrg (C 3)
– Keber Edi (C 7)
– Köfererhof (B 3)
– Ferruccio Sgubin (C 7)

PADIGLIONE 7: MARCHE E ALTRI TERRITORI
– Abrigo Orlando (C 11)
– Cantina Orsogna (E 2)
– Belisario (E 6)
– Argiolas (A 4 – A 5)
– Boccadigabbia (C 9)

– Cantina Tre Rose (B 2)
– Leone De Castris (E 5)
– Lucchetti Mario (C 9)
– Monsupello (B 1)
– Quintodecimo (D 3)

– Campi Valerio (F 3)
– Vie di Romans (C 5)
– Frecciarossa (B4 – B5 – B6)
– Fulvia Tombolini (C 6)
– Fattoria Mancini (C 7)
– Cantine Torrevilla (D 11)

Guida Vinitaly 2019 PADIGLIONE 8: SARDEGNA E ALTRI TERRITORI
– Antonella Corda (G 8 / G 9)
– Cantine Sardus Pater (B 2)
– Contini (D 1)
– Cantina Giuseppe Sedilesu (B 4)

– Binzamanna (B 6)
– Adriano Marco e Vittorio (D 8 – D 9)
– Alessio Brandolini (B 8 – B 9)
– Barbaglia (B 8 – B 9)
– Benito Favaro (C 8 – C 9)
– Bresolin Bio (C 8 – C 9)

– Corte Fusia (F 8 – F 9)
– De Tarczal (E 8 – E 9)
– Lazzari (D 8 – D 9)
– Palazzone Azienda Agricola (B 8 – B 9)
– Villa Persani (E 8 – E 9)
– Cantina Neri (C 8 – C 9)

PADIGLIONE 9: TOSCANA
– Badia a Coltibuono (D 9)
– Borgo Scopeto (B 2)
– Campo alla Sughera (D 14)
– Poderi del Paradiso (C 14)

– Capitoni Marco (A 15)
– Castello di Volpaia (D 4)
– Castello Tricerchi (B 8)
– Col di Bacche (C 13)
– La Combarbia (D 12 – D 13)
– Piandaccoli (E 15)

PADIGLIONE 10: PIEMONTE E ALTRI TERRITORI
– Abrigo Giovanni (I 2)
– Braida di Giacomo Bologna (N 4)
– Giulia Negri Serradenari (H 3)
– Oddero Poderi e Cantine (N 4)
– Castello di Verduno (L 2)

– Cascina Luisin (M 2)
– Giribaldi Azienda Agricola (D 3)
– Pecchenino (O 3)
– Antichi Vigneti di Cantalupo (O 2)
– Ioppa (E 3 – F 3)

PADIGLIONE 11: BASILICATA, MOLISE, PUGLIA
– Casa Maschito (E 5)
– Di Majo Norante (F 5)
– Agricola Erario (B 2)
– Agricole Alberto Longo (G 4)

– Apollonio Casa Vinicola (E 2)
– Cantina La Marchesa (G 2)
– Cantine San Marzano (D 5)
– Cardone (C 1)
– Colli della Murgia (H 2)

– I Pastini (D 3)
– Produttori di Manduria (C 3)
– Terrecarsiche 1939 (F 5)
– Varvaglione (C 3)

PADIGLIONE 12: ABRUZZO, CALABRIA, LIGURIA, VALLE D’AOSTA
– Anfossi Azienda Agraria (D 4)
– Cantine Viola (A 5 – E 6)
– Casal Bordino “Madonna dei Miracoli” (G 2)
– Cataldi Madonna (E 5 – F 5)
– Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle (A 3 – B 3)

– Ciavolich (E 5 – F 5)
– Elena Fucci (A 2)
– Isole e Olena (A 2)
– Lo Triolet (A 3 – B 3)
– Tenuta del Conte (B 5)

Guida Vinitaly 2019 PALAEXPO: LOMBARDIA
– Agnes Fratelli (B 4)
– Azienda Agricola Rebollini (D 2)
– Cantine Conte Carlo Giorgi di Vistarino (A 2)
– Barone Pizzini (D 16)
– Quadra Franciacorta (D 11)

– La Perla di Triacca Marco (A1)
– Noventa Bioviticoltori (A 8)
– Tenuta Mazzolino (C 4)
– Bruno Verdi (C 3)
– Rivetti & Lauro (A 1)

PADIGLIONE A: LAZIO
– Azienda Agricola Giangirolami Donato (50)
– L’Avventura (58)
– Casale del Giglio (2)
– Tenuta di Fiorano (49)

– Mottura Sergio (23)
– Casale Cento Corvi (15)
– Casale della Ioria (22)
– Fattoria Madonna delle Macchie (41)
– Merumalia (36)
– Vini Giovanni Terenzi (25)

PADIGLIONE B: CAMPANIA
– Donnachiara (D 2)
– Casa Vinicola Ettore Sammarco (C 2)
– Azienda Agricola San Salvatore (C 2)
– Galardi (B 2)
– Masseria Frattasi (B 2)

– Petilia (D 2)
– Sertura (D 2)
– Tenuta Sarno (D 2)
– Traerte Vadiaperti (D 2)
– Il Verro (B 2)

Guida Vinitaly 2019 PADIGLIONE F: ORGANIC HALL – VINITALY BIO
– 1701 Franciacorta (70 Vi.Te.)
– Ampeleia (42 Vi.Te.)
– ‘A Vita Vignaioli in Cirò (41 Vi.Te.)
– Az. Agricola Al di Là del Fiume (17 Vi.Te.)
– Fosso degli Angeli (34 Bio)

– Castello di Tassarolo Marchesi Spinola (1 Bio)
– La Cantina di Enza (65 Vi.Te.)
– Garganuda (67 Vi.Te.)
– Thomas Niedermayr (9 Bio)
– Giancarlo Ceci Agrinatura (54 Bio)

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Un Mare di Champagne 2019: la due giorni francese torna ad Alassio


ALASSIO –
Un Mare di Champagne, l’evento dedicato al mondo dello Champagne, organizzato dal Consorzio Macramé – Dire Fare Mangiare, si prepara alla sua VII edizione che avrà luogo al Diana Grand Hotel di Alassio domenica 16 e lunedì 17 giugno 2019.

Oltre 50 Maison e Vigneron offriranno ad addetti ai lavori, giornalisti e appassionati più di 150 etichette in degustazione, accompagnati negli assaggi dalla competenza dei Sommelier Fisar.

L’affascinante mondo dello Champagne verrà approfondito in momenti di formazione e degustazione durante le Masterclass che si terranno nel pomeriggio di lunedì guidate da esperti conoscitori. Alassio sarà coinvolta in quello che ormai è diventato un appuntamento consolidato nel mondo dello Champagne.

Professionisti, esperti, winelovers convergono ad Alassio per degustare il Roi des Vins, declinato in tutte le sue sfaccettature. Un Mare di Champagne, infatti, è una grande kermesse che racchiude Maison e piccoli Vigneron, per offrire un percorso degustativo completo dell’intero mondo dello Champagne.

La splendida terrazza del Diana Grand Hotel di Alassio, affacciata direttamente sul mare, si riconferma la location ideale per ospitare oltre 150 Champagne: una vetrina di grande fascino e prestigio dal sapore internazionale. L’evento sarà inaugurato domenica 16 giugno: Champagne Bar, street food gourmet, musica, convivialità, eleganza saranno gli ingredienti della festa.

Dall’aperitivo in spiaggia alla musica sulla magnifica Sun Terrace del Diana Grand Hotel, si potrà vivere una serata indimenticabile con gli Champagne selezionati e le eccellenze gastronomiche, magistralmente interpretati dagli chef del Consorzio Macramé.

Lunedì 17 giugno, dalle 12.00 alle 20.00, sarà sempre il Diana Grand Hotel ad ospitare la giornata dedicata alle degustazioni, il clou di Un Mare di Champagne.

NON SOLO CHAMPAGNE
Un Mare di Champagne 2019 è anche l’occasione per degustare le eccellenze gastronomiche selezionate da oltre 10 aziende specializzate nella ricerca, commercializzazione e distribuzione di prodotti dall’Italia e dal mondo per il settore ristorativo di eccellenza e qualità.

La grande novità della VII edizione di Un Mare di Champagne è rappresentata da MEMORvINO, un servizio digitale innovativo che crea una relazione più coinvolgente e interattiva tra i produttori e i visitatori.

Ogni espositore avrà sul proprio desk il dispositivo MEMORvINO che permette uno scambio di informazioni tra il bicchiere intelligente (dotato di un microchip) del partecipante (precedentemente registrato) e la piattaforma.

Il Consorzio Macramé – Dire Fare Mangiare si occupa ormai da 7 anni dell’organizzazione di “Un Mare di Champagne”. Nato da un pool di ristoratori alassini, il Consorzio Macramé – Dire Fare Mangiare è ambasciatore di Alassio e delle sue eccellenze, mantenendo un focus particolare sul Food & Wine. Lo scopo dei ristoratori che fanno parte del Consorzio, infatti, è portare Alassio nel mondo e il mondo ad Alassio.

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Campania Stories: i migliori bianchi all’Anteprima Campania 2019


CETARA –
Spumanti e vini bianchi fermi del Vesuvio, della Costiera Amalfitana, così come del Sannio, dell’Alto Casertano e del Beneventano, senza dimenticare Campi Flegrei, Cilento, Irpinia e le Igt Paestum, Terre del Volturno e Colli di Salerno. Ben 127 i campioni in degustazione ieri all’Hotel Cetus di Cetara, in occasione dell’anteprima dei vini campani 2019.

Un’occasione, quella offerta da Campania Stories, per degustare per la prima volta la vendemmia 2018, ma anche per giudicare l’evoluzione della 2017 e delle annate precedenti, fino alla 2013 (presente con un solo campione). Ecco i migliori assaggi risultati dal tasting alla cieca.

SPUMANTI

1) Greco di Tufo Spumante Metodo Classico “Anni Venti extra Brut” s.a., Cantina di Marzo: 87/100
Più salmastro che minerale al naso. Al palato più serio, mineralità spiccata e nota di pietra focaia e sale, in chiusura, leggermente amarognola ma piacevole. Lungo, serio, gastronomico.

2) Fiano di Avellino Spumante Vsq “Sarno 1860”, Tenuta Sarno 1860. 86/100
Bollicina finissima, che gioca con la freschezza. Salinità garbata e frutto, naso-bocca. Bell’allungo fresco e salino.

3) Caprettone Spumante Metodo Classico “Pietrafumante”, Casa Setaro: 85/100
Sentori naso di macchia mediterranea e leggero miele. In bocca non di grande corpo.

BIANCHI MONOVARIETALI E BLEND MISTI

1) Irpinia Coda di Volpe 2017, Traerte: 88/100
Primo naso tra il burroso e il minerale. Non mancano richiami alla macchia mediterranea e salini. Ingresso di bocca tra burro e percezione verde dosata. Un vino che necessita di altro vetro, ma che sarà ottimo entro qualche mese.

2) Beneventano Bianco 2017 “Sogno di Rivolta”, Fattoria La Rivolta: 87/100
Naso ancora una volta burroso, unito alla macchia mediterranea. Buona verticalità al palato, frutta e sale ben dosati. Vino che denota una buona struttura e ulteriori margini di miglioramento.

3) Campania Igp 2017 “Core Bianco”, Montevetrano: 87/100
Un vino con una precisa identità enologica, tra frutto e mineralità: ottima la consistenza al palato, tattile. Note agrumate (cedro, arancia) sia al naso che in bocca. Cremosità e verticalità in un solo sorso.

BIANCHI VESUVIO

1) Vesuvio Caprettone 2018 “Benita ’31”, Sorrentino: 88/100
Vino giocato più sulla mineralità che sul frutto. Giovane, si farà, soprattutto al palato. Complesso il naso, molto apprezzabile al momento per i suoi giochi tra fiori e sale.

2) Lacryma Christi del Vesuvio Bianco 2018 “Munazei Bianco”, Casa Setaro: 87/100
Naso-bocca che si stacca da tutti per i chiari rimandi fumè e alla radice di liquirizia, oltre che alla pietra focaia. Un vino di territorio, figlio del terroir. Chiusura molto elegante, su ritorni minerali salini. Un vino del vulcano.

3) Lacryma Christi del Vesuvio Bianco Superiore 2017, Cantina del Vesuvio: 86/100
Vino giovane, di grande prospettiva. Colpisce per la struttura potente e il delinearsi di una gran gastronomicità.

BIANCHI COSTIERA AMALFITANA

1) Costa d’Amalfi Ravello Bianco 2017 “Vigna Grotta Piana”, Sammarco Ettore: 88/100
Nota burrosa, ma anche salina. Palato verticale, minerale, salato, leggermente astringente in chiusura. Un vino giovanissimo e di grandissima prospettiva.

2) Costa d’Amalfi Furore Bianco 2017 “Fiorduva”, Marisa Cuomo: 87/100
Naso minerale, con richiami di olive nere in salamoia. Bocca verticale, unita a frutto e salinità. Non manca una bella nota fruttata. Vino molto giovane e di bellissime prospettive.

BIANCHI A BASE PALAGRELLO BIANCO

1) Terre del Volturno Palagrello Bianco 2017 “Caiatì”, Alois: 88/100
Mineralità e leggera percezione di tannino al palato. Vino su durezze, molto giovane ma molto ben fatto.

2) Terre del Volturno Palagrello Bianco 2018 “Le Ortole”: 87/100
Impronta netta di macchia mediterranea, rosmarino. Bocca tra frutto e mineralità spinta. Vino pieno, con leggera venatura speziata (pepe bianco) a corredare una chiusura minerale.

BIANCHI BASE FALANGHINA

Alto Casertano
1) Falerno del Massiccio Bianco 2015 “Vigna Caracci”, Villa Matilde: 86/100
Macchia mediterranea, sale, bel frutto preciso. Allungo minerale, salino.

SANNIO FALANGHINA


1) Falanghina del Sannio Sant’Agata dei Goti 2017 “Vigna Segreta”, Mustilli: 89/100
Vino di prospettiva, giovane, non ancora nella sua fase più alta. Bella salinità e freschezza, chiusura su vago verde. Gran bella freschezza al palato, tendente al balsamico.

2) Falanghina Beneventano 2017 “Resilienza”, Donnachiara: 87/100
Vino convincente, per la bevibilità non banale, giocata in bocca su un frutto maturo, esotico, ma anche su una freschezza che riequilibra il sorso. Chiusura su vaghi ricordi di radice di liquirizia.

3) Falanghina del Sannio 2018 “Serrocielo”, Feudi di San Gregorio: 87/100
Mineralità, pietra focaia. Interessante in bocca, giovane e di prospettiva, con il frutto che deve ancora uscire bene. Un vino verticale, giocato su salinità e freschezza.

4) Falanghina del Sannio 2016 “Biancuzita”, Torre a Oriente: 86/100
Macchia mediterranea, frutto giallo maturo, ginestra, salinità: tutto in equilibro. Corrispondente al palato, su bella salinità e frutto: un palato che tende ad ammorbidirsi di quel poco che basta per risultare al contempo tipico e “internazionale”.

BIANCHI BASE FIANO

1) Cilento Fiano 2017 “Licosa”, Il Colle del Corsicano: 90/100
Macchia mediterranea intrigante, impreziosita da richiami leggeri di ginger candito e buccia d’arancia. Mentuccia, vena balsamica. In bocca gran concretezza, tra sale e corrispondenza gusto-olfattiva. Allungo minerale serioso, su note saline che accompagnano frutta esotica come ananas e papaya.

2) Fiano Paestum 2017 “Vigna Girapoggio”, Verrone Viticoltori: 89/100
Bel naso, bella bocca dritta, verticale sino al rischio di poter sembrare esile. In realtà siamo di fronte al limite tra eleganza e consistenza sussurrata. In particolare: naso di zenzero e buccia d’arancia, con richiami di macchia mediterranea. In bocca una percezione salina spiccata. Il frutto, giallo, emerge in chiusura ed equilibra un sorso di gran prospettiva.

3) Fiano di Avellino 2018 “Montealapio”, Tenute di Pietrafusa: 88/100
Altro vino di gran prospettiva. Frutto, sale in chiusura, durezze in evidenza che si potranno amalgamare.

4) Paestum Fiano 2018 “Trentenare”, San Salvatore 1988: 88/100
Altro campione giovanissimo, che evidenzia già tratti di gran completezza.

5) Fiano di Avellino 2018, Villa Raiano: 87/100
Naso non particolarmente intenso, verde anche in questo caso evidente, ma vira su radice, assieme al sale e al minerale. Non male in prospettiva.

6) Fiano di Avellino 2017 “Pietramara”, I Favati: 87/100
Più facile e immediato rispetto ad altri. Frutto spiccato, ma anche pietra focaia e frutto maturo. Macchia mediterranea che esce con l’ossigenazione. Bel vino nel complesso, che ammicca al mercato senza perdere tipicità.

7) Fiano di Avellino 2017, Rocca del Principe: 86/100
Un francese ad Avellino. Un Fiano di concetto, tra verde, frutto, grassezza e sale. Intrigante e giovane.

BIANCHI CAMPANI BASE GRECO

1) Paestum Greco 2018 “Calpazio”: 89/100
Nota di zafferano leggera, oltre al classico corredo del vitigno. In bocca è un vino sostanzialmente già godibile, ma è col tempo che questo campione dimostrerà se è valsa la pensa scommetterci.

2) Greco di Tufo 2018, Villa Raiano: 86/100
Tanto frutto giallo. In bocca, la salinità compensa il frutto. Un vino di buona prospettiva.

3) Greco di Tufo 2018, Terre D’Aione: 86/100
Frutta esotica e durezze saline: di prospettiva, giovanissimo. Certamente un campione da riassaggiare in futuro, per sondarne l’evoluzione.

4) Greco di Tufo 2017, Cantine di Marzo: 86/100
Sale su frutto. Un Greco quasi difficile per la sua aristocraticità: contratto al momento, ma con ottime prospettive.

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Vinifera 2019: boom Piwi, tra moda e futuro. I migliori assaggi al Salone di Trento


TRENTO –
C’è chi li pianta infischiandosene delle normative, aspettando che la burocrazia faccia il proprio corso. E chi invece li coltiva da anni, iniziando finalmente a goderne i frutti. Quel che è certo è che nel Nord Italia, tra giri di false fatture e rischi di denunce penali in cui incorrono alcuni temerari viticoltori, è ormai esplosa la moda dei Piwi.

A confermarlo è Vinifera 2019, il Salone dei Vini Artigianali dell’Arco Alpino in scena a Trento Fiere. Un migliaio gli ingressi all’esordio di ieri, sabato 23 marzo (“giornata fiore” nel calendario biodinamico, perfetta per degustare il vino), tra appassionati e addetti del settore. La manifestazione riapre i battenti oggi, dalle ore 11 alle 19.

Un’edizione che può già dirsi di successo, per l’ottima risposta dei produttori trentini e altoatesini rispetto al primo “ciak” dello scorso anno. Settantatré i vignaioli presenti, con circa 300 vini prodotti nel modo più naturale possibile.

Tra questi, ecco l’esplosione dei vitigni resistenti: i cosiddetti Piwi, acronimo del tedesco Pilzwiderstandfähig. Si tratta di nuove varietà di uva, ottenute incrociando tra loro quelle più resistenti alle malattie fungine.

Piante nemiche delle case “farmaceutiche” e del business dei trattamenti in vigna. Necessitano di pochissime cure, una volta piantate. Ma al contempo è palese il rischio di una proliferazione della viticoltura anche in aree poco vocate. Con il conseguente stravolgimento del concetto stesso di sostenibilità ambientale.

I Piwi, insomma, rischiano di trasformarsi da risorsa a moda pericolosa. Una bomba che rischia di esplodere in mano al settore vitivinicolo italiano. Soprattutto perché sono ancora pochi quelli che convincono nel calice, nonostante il fenomeno si allarghi a macchia d’olio nelle Regioni settentrionali.

E se da un lato i vignaioli premono affinché le varietà resistenti vengano inserite nei disciplinari di produzione – cosa che consentirebbe di incrementale a valore la produzione – dall’altro è ormai evidente il gioco di interessi dei vivai (tra “major” e piccoli nomi) in una guerra senza quartiere per accaparrarsi i cloni più redditizi.

Chi vivrà vedrà, insomma. E per chi ancora si accontenta di bere un vino semplicemente buono – magari meglio se autoctono – ecco i migliori assaggi all’edizione 2019 di Vinifera, Salone dei Vini Artigianali dell’Arco Alpino.

METODO CLASSICO / ANCESTRALI / FRIZZANTI

1) Südtirol Sekt Alto Adige Doc Metodo Classico Brut 2008 “Hausmannhof”, Haderburg. Sua maestà Chardonnay, senza rivali a Vinifera 2019 per la tipologia. Verticale e al contempo largo, affascina con un naso che racconta trame di frutta esotica, sale, miele, fumo e resina. In bocca al contempo verticale e largo. Metodo classico fisarmonica: musica, maestro.

2) HeH, Nove Lune. Alessandro Sala è il responsabile Piwi Lombardia: uno di quelli che coi vitigni resistenti non gioca a fare l’indiano. Lo dimostra col suo HeH, ancestrale da Solaris in purezza che scorre in gola come un fiume. Da bere a secchi, coi suoi 10,5%. Vino da piscina.

3) Valdobbiadene Prosecco Docg frizzante 2017, Malga Ribelle. Bello e raro “esemplare” di “Col Fondo” prodotto in quantità molto limitate: non a caso, in cantina, è già a disposizione la vendemmia 2018 (3.700 bottiglie).

VINI BIANCHI



1) Vino bianco 2017 “Ognicost”, Pinat
. Marco Pinat ha iniziato la sua avventura nel 2015, trovando un appoggio nella sorella Malvina. A Vinifera i due giovani produttori (32 e 27 anni) portano un Verduzzo da strilli. Il migliori bianco per stacco della Fiera 2019, per la capacità di interpretare con assoluta verità e rispetto del terroir uno dei vitigni di maggior pregio del Friuli Venezia Giulia, il più delle volte dimenticato o bistrattato.

2) Vino bianco “Gt” 2017, Weingut Pranzegg. Un Gewurztraminer pensato, concettuale. Potrebbe sembrare un ossimoro, se non fosse davvero questo il risultato del lavoro in vigna di Martin Gojer, che tiene coperto dalle foglie il frutto, fino alla vendemmia. Ne scaturisce un Traminer masticabile più che succoso, vagamente tannico. Certamente gastronomico, senza rinunciare alla gran bevibilità assicurata dall’aromaticità varietale.

3) Soave Classico 2016, Balestri Valda. Lo aspettavamo, questo Soave. Lo desideravamo. A tre anni dalla vendemmia, inizia finalmente a vivere questa bella etichetta fortemente voluta dalla combattiva Laura Rizzotto. Frutto e durezze al posto giusto, per cominciare a parlare di cosa sarà domani (e dopo): meglio e meglio ancora.

4) Mitterberg Igt 2016 “T.N. 99 Sonnarin”, Thomas Niedermayr. Un altro vignaiolo che ha legato a doppio filo la sua carriera con i Piwi. In questo caso si tratta di un blend composto per l’80% da Solaris (piantato nel 1999 e l’etichetta lo ricorda), con Muscaris (10%) e l’altra varietà resistente denominata “50-40” (10%). Zenzero e agrumi al naso, che poi si trasferiscono in un palato di carattere e struttura, avvolto in un piacevole velo aromatico.

5) Igt Venezia Giulia “Soncek”, Zahar Azienda Agricola. Uvaggio “triestino”: 40% Malvasia, 30% Vitovska, 30% Tocai. Due giorni di macerazione, giusto per dare materia al morso, pardon al sorso. Altro bianco gastronomico.

VINI ROSSI

1) Bardolino Superiore Docg Classico 2015 “Avresir”, Villa Calicantus. Per una volta spazio – davanti a tutti – a un grande vino di domani. Un vino da aspettare in vetro un altro annetto, ma già in grado di far capire quanto sarà grande. “Avresir” è il contrario di “Riserva”: aspettiamola.

2) Riviera del Garda Classico Doc Valtènesi 2015 “Estate di San Martino”, La Basia. Giacomo Tincani fuoriclasse del rosato, ma non solo. Lo dimostra con questo rosso. Sessanta giorni sulle bucce per questo blend di vigne di 65 anni di Groppello (50%), Barbera (20%), Sangiovese (20%), Marzemino (10%), che affina per un terzo in cemento e per il resto in barrique usate. Carattere, struttura, longevità assoluta.

3) Alto Adige Südtirol Doc Cabernet Franc 2016 “Lerian”, Seppi Weingut. Solo 1.500 bottiglie per questo splendido Cabernet Franc dell’area del Lago di Caldaro. Grande eleganza nel gioco tra frutto, polpa e durezze minerali.

4) Vallagarina Rosato Igt 2017 “Riflesso Rosi”, Eugenio Rosi. Vino d’arte, capace di coniugare come pochi in Italia la massima piacevolezza a una trama strutturata. Ancor più straordinario se si pensa che si tratta di un Cabernet-Merlot con un tocco di Marzemino, “riflessi” sulle bucce di Nosiola, Pinot Bianco e Chardonnay. Un rosato, tra l’altro, ancora piuttosto giovane: evviva.

5) Teroldego Rotaliano Doc 2016 “Vigilius”, De Vescovi Ulzbach. Famiglia storica, trapiantata a Mezzocorona (TN) sin dal 1600. Un Teroldego che lascia spazio al terroir, senza esasperare il frutto. Piace soprattutto per la vena sapida, che conferisce ulteriore struttura e verticalità al sorso, secondo i canoni della piccola associazione “Teroldego Evolution” che si batte per la tipicità del noto rosso trentino.

MENZIONI
1) Vino bianco Sauvignon Anphora non filtrato 2015 “Garnellen”, Tröpfltalhof
2) Teroldego Rotaliano Doc 2015, Martinelli Andrea
3) Vigneti delle Dolomiti Igt Groppello di Revò, El Zeremia
4) Vino Rosso 2015 “Bau”, La Chimera – Vini di Montagna
5) Vigneti delle Dolomiti Igt Vernatsch 2015, Weingut in der Erben
6) Vino Santo Trentino 2002, Gino Pedrotti

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Vinitaly 2019: cresce l’adesione dei vignaioli Fivi. Saranno 212, ecco la lista “Fivitaly”


VERONA –
Cresce il numero di Vignaioli Indipendenti FIVI che parteciperanno a Vinitaly 2019. Quest’anno saranno 212, tutti riuniti nell’area comune al Padiglione 8, in uno spazio espositivo di 1200 metri quadri. Nel 2018, durante l’edizione che ha festeggiato i dieci anni di attività di FIVI, i vignaioli presenti erano 158, in 830 metri quadri.

Le porte del più importante salone internazionale d’Italia dedicato a vini e distillati si apriranno domenica 7 aprile per chiudersi mercoledì 10. All’interno del Padiglione 8 le 212 aziende del collettivo FIVI presenteranno al pubblico e agli operatori i loro vini.

Frutto di una “viticoltura artigianale che vuole farsi custode del territorio in cui nasce e delle sue tradizioni”. Il vignaiolo FIVI, infatti, “è colui che coltiva le proprie vigne, produce e imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto”.

“Undici anni – dichiara la Presidente Matilde Poggi – in cui abbiamo lottato e sostenuto tenacemente numerose istanze hanno portato la FIVI a essere un punto di riferimento per chi crede in una viticoltura rispettosa del territorio e della tradizione”.

“L’aumento delle adesioni e dello spazio espositivo rispetto alla precedente edizione di Vinitaly – continua Poggi – riflette un consenso profondo e sempre più diffuso per la natura delle nostre richieste e per lo stile con cui le conduciamo”.

“Le occasioni di confronto costruttivo che abbiamo sempre ricercato con le istituzioni a livello locale, nazionale ed europeo hanno accresciuto la nostra credibilità ai loro occhi e, di conseguenza, agli occhi di pubblico e produttori. Questo ci sprona a continuare con entusiasmo e sempre nuova energia nel nostro lavoro”, conclude la presidente Matilde Poggi.

LA LISTA
L’Area FIVI è al Padiglione 8, stand B8/B9, C8/C9, D8/D9, E8/E9, F8/F9/F10, G8/G9, H8/H9/H10. Di seguito la lista completa dei vignaioli della Federazione italiana Vignaioli Indipendenti presenti a Vinitaly 2019.

PODERE DELLA TORRE ABRUZZO PE
VINI CORDONI ABRUZZO TE
VIGNE MASTRODOMENICO BASILICATA PZ
TENUTE PACELLI CALABRIA CS
ANTICO CASTELLO CAMPANIA AV
CANTINE MATRONE CAMPANIA NA
GENNARO PAPA CAMPANIA CE
LE CANTINE DELL’AVERNO CAMPANIA NA
MAFFINI LUIGI CAMPANIA SA
MUSTILLI CAMPANIA BN
TERRE DEL PRINCIPE CAMPANIA CE
ANCARANI EMILIA ROMAGNA RA
CANTINA SAN BIAGIO VECCHIO EMILIA ROMAGNA RA
GIOVANNINI EMILIA ROMAGNA BO
LA TOSA EMILIA ROMAGNA PC
LODI CORAZZA EMILIA ROMAGNA BO
MANARESI EMILIA ROMAGNA BO
MARENGONI EMILIA ROMAGNA PC
MARTA VALPIANI EMILIA ROMAGNA FC
BARATTIERI EMILIA ROMAGNA PC
TENUTA COLOMBARDA EMILIA ROMAGNA FC
TENUTA SANT’AQUILINA EMILIA ROMAGNA RN
TERRAQUILIA IL METODO ANCESTRALE da Vigne in Alta Quota EMILIA ROMAGNA MO
AQUILA DEL TORRE FRIULI VENEZIA GIULIA UD
BORGO DELLE OCHE FRIULI VENEZIA GIULIA PN
FERLAT SILVANO FRIULI VENEZIA GIULIA GO
FLAIBANI FRIULI VENEZIA GIULIA UD
IL CARPINO FRIULI VENEZIA GIULIA GO
VILLA JOB FRIULI VENEZIA GIULIA UD
ALBERTO GIACOBBE LAZIO FR
PALAZZO PROSSEDI LAZIO LT
BIOLOGICA CIUCCI LAZIO VT
CASALE CERTOSA LAZIO RM
DE SANCTIS LAZIO RM
IL TORCHIO LIGURIA SP
LA COLOMBIERA LIGURIA SP
VisAmoris LIGURIA IM
ALESSIO BRANDOLINI LOMBARDIA PV
CANTRINA LOMBARDIA BS
CASCINA MADDALENA LOMBARDIA BS
CAVALLERI LOMBARDIA BS
CORTE FUSIA LOMBARDIA BS
LA PIOTTA LOMBARDIA PV
LAZZARI LOMBARDIA BS
MOSNEL LOMBARDIA BS
PERLA DEL GARDA LOMBARDIA BS
RIZZINI LOMBARDIA BS
SAN CRISTOFORO LOMBARDIA BS
TENUTA LA VIGNA LOMBARDIA BS
ZATTI LOMBARDIA BS
ANGELI DI VARANO MARCHE AN
BROCCANERA MARCHE AN
CA’ LIPTRA MARCHE AN
CANTINA BASTIANELLI (CVP) MARCHE FM
MAZZOLA MARCHE AN
COL DI CORTE MARCHE AN
CONVENTINO MONTECICCARDO MARCHE PU
DIANETTI EMANUELE MARCHE AP
FAILONI MARCHE AN
FIORANO MARCHE AP
FONTORFIO MARCHE AP
LA VALLE DEL SOLE MARCHE AP
MALACARI MARCHE AN
PANTALEONE (CVP) MARCHE AP
PS WINERY MARCHE AP
SOCCI MARCHE AN
TENIMENTI SPINSANTI MARCHE AN
TENUTA SAN MARCELLO MARCHE AN
VIGNETI VALLORANI MARCHE AP
ADRIANO MARCO E VITTORIO PIEMONTE CN
ALEMAT PIEMONTE AL
ANGELINI PAOLO PIEMONTE AL
ANTICA CASCINA DEI CONTI DI ROERO PIEMONTE CN
AZIENDA BARBAGLIA PIEMONTE NO
BENITO FAVARO PIEMONTE TO
CASCINA I CARPINI PIEMONTE AL
CASTELLO DI GRILLANO – ORGANIC WINERY PIEMONTE AL
CERUTTI PIEMONTE AT
CIECK PIEMONTE TO
EMILIO VADA PIEMONTE AT
FILIPPA PIEMONTE CN
GHIO ROBERTO – VIGNETI PIEMONTEMARE PIEMONTE AL
L’ARMANGIA PIEMONTE AT
LA CONTRADA DI SORANO PIEMONTE CN
LA GIRONDA PIEMONTE AT
FONTANASSA PIEMONTE AL
LA ZERBA PIEMONTE AL
MONTARIOLO PIEMONTE AL
OLTRETORRENTE PIEMONTE AL
SILVIA CASTAGNERO PIEMONTE AT
SOBRERO FRANCESCO PIEMONTE CN
TENUTA SANTA CATERINA PIEMONTE AT
ANNA MARIA ABBONA PIEMONTE CN
AGRICOLE PIETRAVENTOSA PUGLIA BA
ATTANASIO LUCA PUGLIA TA
CANTINE CARPENTIERE PUGLIA BA
DUCA CARLO GUARINI PUGLIA LE
LAMA DI ROSE PUGLIA TA
MORELLA PUGLIA TA
TENUTA PATRUNO PERNIOLA PUGLIA BA
PLANTAMURA PUGLIA BA
SAN RUGGIERO PUGLIA BT
ANTONELLA CORDA SARDEGNA CA
CANTINA BERRITTA SARDEGNA NU
CANTINA VIKEVIKE SARDEGNA NU
CALI’ PAOLO SICILIA RG
FENECH FRANCESCO SICILIA ME
FEUDO RAMADDINI SICILIA SR
GASPARE DI PRIMA SICILIA AG
GURRIERI VINI  – di Battaglia Graziella SICILIA RG
MARILENA BARBERA SICILIA AG
SPADAFORA DEI PRINCIPI DI SPADAFORA SICILIA PA
TENUTA LA FAUCI SICILIA ME
TENUTA VALLE DELLE FERLE SICILIA CT
CARUS VINI TOSCANA FI
CASA SOLA – CHIANTI WINERY TOSCANA FI
CASINA DI CORNIA TOSCANA SI
CASTELLO DI RIPA D’ORCIA TOSCANA SI
CIVETTAIO TOSCANA GR
FABIO MOTTA TOSCANA LI
FABRIZIO DIONISIO TOSCANA AR
FATTORIA DI POGGIOPIANO TOSCANA FI
POGGERINO TOSCANA SI
FORCONI FABRIZIO – PODERE DELL’ANSELMO TOSCANA FI
I FABBRI TOSCANA FI
ISTINE TOSCANA SI
LA PIANA – ISOLA DI CAPRAIA TOSCANA LI
LA SALCETA TOSCANA AR
LE CINCIOLE TOSCANA FI
LE VERZURE TOSCANA SI
MAJNONI GUICCIARDINI TOSCANA FI
MARCO BENVENUTI TOSCANA GR
MONTECHIARI TOSCANA LU
MONTECIVOLI TOSCANA GR
MONTENERO TOSCANA GR
PALAZZO DI PIERO – VINI NATURALI DI TOSCANA TOSCANA SI
PIEVE DE’ PITTI TOSCANA PI
PODERE ALBERESE TOSCANA SI
PODERE RIPARBELLA TOSCANA GR
POGGIO L’APPARITA TOSCANA GR
POMONA TOSCANA SI
SOLATIONE TOSCANA FI
TENUTA MARIANI TOSCANA LU
TREGOLE TOSCANA SI
TREVISAN TOSCANA AR
VALLONE DI CECIONE TOSCANA FI
BALTER TRENTINO TN
BONGIOVANNI TRENTINO TN
BORGO DEI POSSERI TREN TINO TN
CESCONI TRENTINO TN
DE TARCZAL TRENTINO TN
DE VESCOVI ULZBACH TRENTINO TN
DE VIGILI TRENTINO TN
EREDI DI COBELLI ALDO TRENTINO TN
FRANCESCO POLI TRENTINO TN
GRIGOLLI BRUNO TRENTINO TN
LE FONTANELLE TRENTINO TN
LONGARIVA TRENTINO TN
MARTINELLI TRENTINO TN
CASTEL NOARNA TRENTINO TN
MASO FURLI TRENTINO TN
MAXENTIA TRENTINO TN
PISONI TRENTINO TN
TENUTA MASO CORNO TRENTINO TN
VIGNAIOLO FANTI TRENTINO TN
VILLA PERSANI TRENTINO TN
ZANOTELLI TRENTINO TN
ZENI TRENTINO TN
ENRICO NERI UMBRIA TR
NAPOLINI UMBRIA PG
PALAZZONE UMBRIA TR
ROCCAFIORE ORGANIC WINES UMBRIA PG
ANCILLA LUGANA VENETO VR
ANTOLINI VENETO VR
BELE CASEL VENETO TV
BORGO STAJNBECH VENETO VE
BRESOLIN-BIO VENETO TV
CA ROVERE VENETO VI
CA’ DEL FAGGIO VENETO TV
CASA CECCHIN VENETO VI
CASARETTI VENETO VR
CASE PAOLIN VENETO TV
CLEMENTI GNIREGA VENETO VR
COL DEL LUPO VENETO TV
COL MIOTIN VENETO TV
CONTE EMO CAPODILISTA – LA MONTECCHIA VENETO PD
CORTE MERCI VENETO VR
CORTE QUAIARA VENETO VR
CORTE SCALETTA VENETO VR
COSTA DEGLI ULIVI VENETO VR
DAMA DEL ROVERE VENETO VR
FIRMINO MIOTTI VENETO VI
FRANCHINI AGRICOLA VENETO VR
FRATELLI COLLAVO VENETO TV
GIOVANNI EDERLE VENETO VR
LA FRASSINA VENETO VE
LE FRAGHE VENETO VR
LE GUAITE DI NOEMI VENETO VR
LE VIGNE DI SAN PIETRO VENETO VR
MIZZON VENETO VR
MONGARDA VENETO TV
MONTEVERSA VENETO PD
MORETVINI VENETO TV
PIEROPAN VENETO VR
PIETRO ZARDINI VENETO VR
PUNTOZERO VENETO VI
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TAMELLINI VENETO VR
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VIGNE AL COLLE VENETO PD
VILLA CRINE VENETO VR
ZYMĒ VENETO VR
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A Live Wine 2019 “Mr. Brett”: il vino brettato “per intenditori” che costa 8 euro

MILANO – Brettato è bello. Si chiama “Mr. Brett” il vino rosso più controverso scovato e degustato a Live Wine Milano 2019, il Salone Internazionale del Vino Artigianale andato in scena domenica 3 e lunedì 4 marzo (qui i migliori assaggi).

Un vino chiaramente infestato dal brettanomyces, messo comunque in vendita dal produttore alla “modica” cifra di 8 euro. A conti fatti, più di quanto possa costare a un milanese un giro in stalla, in qualche cascina o agriturismo del Parco del Ticino.

Roba da far impallidire pure il Rosario Scimoni (alias Alberto Sordi) di quel capolavoro che è “L’Arte dell’arrangiarsi”.

“Io cerco di avere prezzi abbastanza democratici su tutta la linea”, sostiene di fatto il “papà” del vino rosso da tavola “Mr. Brett”, un Cabernet Sauvignon vendemmia 2013.

Si chiama Mathieu Ferré ed è il figlio del cantautore, poeta ed anarchico monegasco Léo Ferré. Mathieu è titolare dell’Azienda Agricola San Donatino di Castellina in Chianti (SI). E non ci gira troppo intorno, nel spiegare “il senso” dell’etichetta: “Faccio il vino come viene. Aiuto solo l’uva a trasformarsi in vino, senza cambiare l’essenza della natura”.

Non fa una grinza. Ma il rischio, chiediamo a Mathieu, non è quello di danneggiare l’immagine dei vignaioli naturali attraverso l’esaltazione di un palese difetto, proclamato a chiari “versi” in etichetta?

Non sono poi così famoso – replica Ferré – sono un vignaiolo piuttosto sconosciuto. Non sono nella vetta dei nomi celebri. E non mi interessa neanche esserci, tra l’altro.

Il brett è considerato un difetto ma secondo me, in certi limiti, è quello che fa il successo di alcuni vignaioli, come dimostrano alcuni casi in Borgogna. Il brett fa bene al vino. Lo struttura, gli dà una complessità che potrebbe non avere”.

LA GENESI DI “MR. BRETT”
Come è nata l’idea di imbottigliare “Mr. Brett”? “Nel 2013 ho avuto un serbatoio che ha preso una strada in modo autonomo, non è stata una cosa voluta. E’ stato un po’ un problema per me. Probabilmente c’era fin dalla vigna, perché quei lieviti sono già lì. Lo buttavo via o lo imbottigliavo?”.

No doubt. “Ho deciso di metterlo in bottiglia con questa etichetta esplicita, per ben avvertire il consumatore di cosa si tratta, anche se molta gente non sa neppure cosa sia il Brett”.

Del resto, sostiene Mathieu Ferré, “questo è un vino per le persone che se ne intendono, per gli addetti ai lavori“. Mica poco.

“Ricordo che quando l’ho imbottigliato era ancora più evidente la devianza dovuta al brettanomyces – dichiara il vignaiolo intervistato a Live Wine Milano 2019 – ma è una cosa volatile che col tempo è svanita, sebbene il vino sia modificato nella fibra, nel suo Dna, nella sua natura profonda”.

Chi lo compra? “Qualche enoteca, qualche ristorante. Si lavora molto anche con la vendita diretta. Ne ho fatte solo 600 bottiglie, dunque poche. Diciamo che non è il vino che si vende maggiormente”, conclude Mathieu, sorridendo. E voi, che fate? Versate? Cin, cin.

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Live Wine 2019: i migliori assaggi al Salone Internazionale del Vino Artigianale a Milano


MILANO –
Live Wine Milano 2019 nel solco delle altre Fiere del vino “artigianale” (leggi “naturale”) d’Italia: cresce la qualità media dei vini in degustazione e l’interesse del pubblico, soprattutto giovane e piuttosto preparato sull’argomento. Mal disposto, cioè, ad accettare come dogmi difetti spacciati per virtù.

C’è tempo ancora oggi, dalle 10 al Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi, per degustare i vini di 150 produttori provenienti da tutte le regioni d’Italia e da alcuni territori ad alta vocazione vitivinicola in Europa. Ecco gli assaggi da non perdere.

I MIGLIORI ASSAGGI A LIVE WINE 2019

Barolo Docg Riserva 2011 Perno, Elio Sandri: 96/100
Semplicemente delizioso. Nel 2011 Elio Sandri decide di imbottigliare solo la riserva del Barolo: il perché è nel calice, a distanza di 8 anni.

Vigneti delle Dolomiti Igt 2016 “Granato”, Elisabetta Foradori: 96/100
Il Teroldego, in una delle sue massime espressioni di sempre. Un calice di estrema eleganza.

Toscana Igp 2015 “Il Bilaccio”, Il Borghetto: 94/100
Si legge Igp, ma si consideri pure Chianti Classico a tutti gli effetti: misteri delle fatidiche commissioni di degustazione, che bocciano vini come si trattasse di scolaretti indisciplinati, a fronte di colpi di classe assoluta come questa selezione di Sangiovese. Della medesima cantina, da non perdere “Montigiano” 2016 e “Montedesassi” 2015.

Costa Toscana Rosso Igt 2015, Ampeleia: 92/100
Un Cabernet “d’altura”, allevato a 500 metri sul livello del mare. Se ne assaggiano tanti, così, tra i premiatissimi cileni. Questo li ricorda, in termini di finezza. Anzi: ne lascerebbe alle spalle tanti. Un fuoriclasse tra i rossi di Toscana.

Terre Siciliane Igt 2017 “Nakone”, Le Sette Aje: 92/100
Tra i vini più emozionanti e sorprendenti di Live Wine 2019. Si tratta di un rosato, ottenuto dal blend tra un’antica varietà presente nel vigneto storico de Le Sette Aje, nella zona di Santa Margherita di Belice (AG), e uve Moscato.

Forlì Igt Bianco 2017, Marta Valpiani: 92/100
Un’Albana dall’assoluta gastronomicità, qui in una delle sue vesti più tipiche, eleganti e di prospettiva.

Cirò Doc Rosato 2017, Tenuta del Conte: 91/1000
Ci sono le Donne del Vino che si ricordano per lo smalto e i capelli cotonati. E poi c’è Mariangela Parrilla (nella foto sotto), che preferisce farsi ricordare nel calice. Straordinaria la padronanza di questa giovane vignaiola con le varietà storiche di Cirò, dal Gaglioppo al Greco. Una linea (intera) che racconta una Calabria vera e tradizionale. Chapeau.

Emilia Igt 2017 “Fricandó”, Al di là del fiume: 90/100
Avete presente quando vi raccontano che l’Albana è un rosso travestito da bianco? Questione di mercato. La vinificazione in anfora aiuta il varietale e i primari a esplodere, sopra i tannini. Un bianco di carattere, a tutti gli effetti.

Soave Doc 2017, Garganuda – Andrea Fiorini Carbognin: 90/100
La Garganega come mamma l’ha fatta. Nuda. Ma non per questo timida. Anzi. Esibizionismo allo stato puro del varietale, nell’interpretazione veristica e cruda di un Soave che mancava nel panorama della Denominazione.

Vermentino Doc Colli di Luni 2014 “Plinio”, Terra della Luna: 89/100
Vendemmia considerata tra le più sfortunate in Italia. Provare per ricredersi questo bianco della Liguria, nella verticale proposta da questa Azienda agricola di Isola di Ortonovo (SP).

Vsq Metodo Classico Rosé Dosaggio Zero 2003 “Estia”, Famiglia Mario Gatta: 89/100
Sua maestà il Pinot Nero, in Franciacorta. O quasi. Guai a parlare di Chardonnay a Mario Gatta, che ha fatto del Noir il colore di una vita. E di una vigna. Con risultati eccezionali. Tappa obbligata a Live Wine 2019.

Vsq Metodo Classico 2016 “Omomorto”, Giovanni Menti: 88/100
Uva Durella come poche, con l’aggiunta di un tocco di mosto di Garganega passita (3%) utile alla rifermentazione. Quattordici mesi sui lieviti per questo spumante della zona di Gambellara, da non perdere.

Vsq Metodo Classico Rosato 2015, Le More Bianche: 88/100
Uno dei pochi “esemplari” sensati di Barbera spumantizzata in circolazione. L’assaggio vale la sosta, per assaggiare l’intera linea. Roero Docg “Vigna San Bernardo” 2016 in primis.

Nero d’Avola Doc Sicilia 2017, Mastro di Baglio: 88/100
E’ una “sicilianità” coinvolgente quella con cui si viene accolti al banco di Mastro di Baglio.

La stessa che, poi, si ritrova nel calice di questo splendido Nero d’Avola 2017: frutto da masticare e mineralità salina a chiamare il sorso successivo.

Amarone della Valpolicella 2013 “Valmezzane”, Corte Sant’Alda: 87/100
Freschezza e beva i punti forti di questa etichetta, che rappresenta appieno il nuovo corso del re dei rossi del Veneto.

Igp Terre Siciliane Grecanico 2017 “Sketta”, Cantina Marilina: 87/100
Tanto timida al naso (ma sarebbe meglio dire austera) quanto croccante e vogliosa di esibirsi al palato: “Sketta” è una fanciulla dall’animo tosto e ribelle, che si rivela solo dietro a un velo di tannino. Vino gastronomico.

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Approfondimenti

Tutto pronto l’Ecomaratona del CollioBrda 2019


CORMÒNS –
Date da segnare in agenda per gli amanti della natura, del running e per i winelovers: il 27 e 28 aprile 2019 partirà da Cormòns la 7°edizione dell’Ecomaratona del CollioBrda 2019, la corsa transfrontaliera tra le più belle in Italia che come ogni anno prevede un fitto calendario di appuntamenti.

Un evento non solo per gli appassionati maratoneti ma per tutte le persone che vorranno scoprire, in un fine settimana alternativo, la terra del Collio, un luogo dove storia, cultura, arte e vino si intrecciano e dialogano armoniosamente.

Oltre alla gara competitiva che si snoderà per 46,2 km prevalentemente sterrati, i podisti potranno infatti cimentarsi incamminate ludico – motorie lungo quattro percorsi caratterizzati da diversi gradi di difficoltà ma accomunati dal fatto che si snoderanno lungo i saliscendi tipici delle colline del Collio.

Molto denso anche il calendario di eventi previsti nell’ambito dell’Ecomaratona. Dal 26 aprile al 5 maggio 2019 sarà possibile ammirare un’esposizione fotografica di Simone Ferraro, fotografo sportivo di livello internazionale che ha all’attivo cinque olimpiadi, i giochi del mediterraneo e tutti i maggiori campionati di calcio, basket, pallavolo, rugby e nuoto italiani e non.

SABATO 27

  • Presso la Sala Civica si terrà un convegno dedicato al tema dell’alimentazione sportiva con la presenza di una nutrizionista (ingresso possibile solo previa iscrizione su Eventbrite).
  • Marco Olmo, ultramaratoneta italiano vincitore di numerosi ultra trail, in una chiacchierata con il pubblico racconterà i suoi successi e traguardi e presenterà i suoi libri.
  • Anche gli amici a 4 zampe avranno la possibilità di essere protagonisti: sabato 27 è infatti in programma la divertente e curiosa “Dogs RUN” per permettere ai padroni di correre insieme agli amici più “fedeli”.

DOMENICA 28

  • Aperta al pubblico la mostra mercato con i prodotti della Coldiretti e degli Hobbisti.
  • Un’attenzione particolare l’Ecomaratona la rivolge ai bambini: presso il giardino del Comune sarà infatti allestito uno“Spazio Bimbi” dedicato a tutti i bambini dai 3 ai 6 anni i cui genitori sono impegnati in una delle gare competitive. Il servizio, organizzato dall’associazione Fiori di Lillà che opera sul territorio goriziano, sarà disponibile domenica 28 aprile a partire dalle 8.30. Si potrà usufruire del servizio iscrivendosi sul sito Eventbrite (le iscrizioni sono limitate ad un numero massimo di 20 bambini).

SABATO 27 E DOMENICA 28
Durante entrambe le giornate sarà infine possibile prendere parte ad un mini tour sulle colline cormonesi grazie ad un trenino, il Collio Train, che accompagnerà gli interessati ad ammirare il panorama “dipinto” dalla natura primaverile.

Nelle due giornate sono previsti anche due percorsi dedicati alle degustazioni: sabato 27 il trenino accompagnerà i visitatori alla scoperta delle aziende vitivinicole Terre del Faet e Carlo di Pradis, mentre domenica 28 le degustazioni si terranno presso Terre del Faet e Buzzinelli. Il trenino partirà da Piazza Libertà, sabato alle ore 16.00 e domenica alle ore 10.00.

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Anteprima Vino Nobile di Montepulciano 2019: i migliori assaggi alla Fortezza


MONTEPULCIANO –
 “Eleganza e finezza”. Queste le caratteristiche delineate dai tecnici del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano tre anni fa, al momento della presentazione dell’andamento della vendemmia 2016. Elementi non particolarmente in risalto in mattinata all’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano.

La qualità media riscontrata però è alta (attorno agli 85/100, sulla base delle nostre valutazioni) e risulta effettivamente superiore (di qualche punto) rispetto al resto delle Anteprime di Toscana andate in scena sino ad oggi e già raccontate da WineMag (Chianti, Chianti Classico e, soprattutto, Vernaccia di San Gimignano).

LE AZIENDE PRESENTI
Come di consueto, la kermesse si è svolta alla Fortezza di Montepulciano, storica sede della manifestazione e centro pulsante della splendida cittadina del senese. Quarantasette le aziende presenti per far scoprire le nuove annate, presto sul mercato.

Ventinove i campioni della vendemmia 2016 di Vino Nobile di Montepulciano in degustazione per la stampa e gli operatori del settore. Appena 3 della Selezione 2016, con almeno un ottimo assaggio. Il tasting ha poi riguardato 20 vini Nobile di Montepulciano Riserva 2015, oltre a 12 Nobile “base”, 8 Riserve della vendemmia 2015, una Riserva 2014, una Selezione e una Riserva 2012.

LE CANTINE PRESENTI ALL’ANTEPRIMA
Di seguito l’elenco delle cantine in degustazione: Antico Colle, Bindella, Boscarelli, Canneto, Cantina Chiacchiera, Cantina Del Giusto, Carpineto, Casa Vinicola Triacca, Casale Daviddi, Contucci, Croce di Febo, De’ Ricci, Dei, Fanetti, Fassati, Fattoria del Cerro, Fattoria della Talosa, Fattoria La Braccesca, Fattoria Svetoni, Gattavecchi, Godiolo, Icario, Il Macchione, Il Molinaccio.

E ancora: La Ciarliana, La Combarbia, Le Berne, Le Bertille, Lombardo, Lunadoro, Manvi, Metinella, Montemercurio, Nottola, Palazzo Vecchio, Podere Casa al Vento, Podere Casanova, Podere della Bruciata, Poliziano, Romeo, Salcheto, Tenuta Gracciano della Seta, Tenuta Trerose, Tenuta Valdipiatta, Tiberini, Vecchia Cantina, Villa Sant’Anna.

I MIGLIORI ASSAGGI ALL’ANTEPRIMA 2019


Vino Nobile di Montepulciano Docg 2016 “Santa Caterina”, Tenuta Trerose: 89/100
Rosso rubino mediamente trasparente, di buona luminosità. Naso di frutti di bosco, fragolina, speziatura leggera. Bel palato, frutto rosso come ribes e liquirizia, oltre a una vena salina a chiudere. Tannino molto elegante, di prospettiva. Intenso e lungo, con ritorni di fragolina precisi nel retro olfattivo.

Vino Nobile di Montepulciano 2016 Docg “Cesiro”, Podere della Bruciata: 88/100
Colore piuttosto carico. Naso dominato dalle spezie. In bocca una percezione fruttata maggiore, ma garbata, di lampone e fragolina di bosco tendente al maturo. Vino molto tipico, con ritorni salini e un centro bocca piuttosto fresco. Tannino di prospettiva.

Vino Nobile di Montepulciano Docg 2016, La Combarbia: 87/100
Tra i campioni più distintivi dell’Anteprima 2019. Rosso rubino mediamente trasparente. Liquirizia dolce al naso, assieme a una nota chiara di rabarbaro, elegante. Anche i richiami salini, quasi marini, risultano netti. Macchia mediterranea leggera, ribes.

Un naso complesso, che anticipa un palato piuttosto corrispondente. Il frutto qui è preciso, elegante, così come eleganti sono le note erbacee già avvertite al naso. Gran bella freschezza e tannino piuttosto integrato. Altro vino di ottima prospettiva.

Vino Nobile di Montepulciano Docg 2016 “La Spinosa”, Il Molinaccio: 87/100
Bel rubino mediamente trasparente. Naso intrigante, di liquirizia tendente al dolce e macchia mediterranea, con sbuffi minerali e di mentuccia.

Piuttosto corrispondente al palato, dove le note “verdi” avvertite al naso si mostrano con una bella eleganza e in equilibrio col frutto e con la sapidità. Chiusura su un tannino piacevole, amaricante. Bella beva nel complesso, freschezza e prospettiva.


VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO SELEZIONE 2016

Vino Nobile di Montepulciano Selezione Docg 2016 “Vigna d’Alfiero”, Tenuta Valdipiatta: 90/100
Esattamente tutto (ma proprio tutto) quello che c’è da aspettarsi da una Riserva di Nobile di Montepulciano. Un rosso, tra l’altro, con una lunga, lunghissima vita davanti. Vino, peraltro, di grande gastronomicità.


VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO RISERVA 2015

Vino Nobile di Montepulciano Riserva Docg 2015 “Vitaroccia”, Icario: 89/100
Naso un po’ chiuso inizialmente, poi esce macchia mediterranea. E’ l’inizio del film. In bocca grande tipicità. Giusto equilibrio tra frutto (ribes, lampone piuttosto preciso), freschezza e mineralità. Al palato tannino pastoso, in fase di integrazione. Ritorni di macchia mediterranea e sale, oltre a una vena balsamica rinfrescante.

Vino Nobile di Montepulciano Riserva Docg 2015, Le Bèrne: 88/100
Naso con richiami di inchiostro dosati, non fastidiosi, oltre a una leggera vena “foxy”. Escono poi macchia mediterranea e nota “verde” (anche questa dosata) di vinacciolo. Poi tabacco, cuoio. In bocca è dritto, verticale, sulle durezze più che sulla larghezza. Fresco al punto giusto, salino in chiusura. Lungo su liquirizia. Da riassaggiare in futuro, certamente.

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2015 “Quercione”, Lunadoro: 88/100
Naso a metà tra frutto, preciso (arancia rossa e frutti rossi come fragolina di bosco, tendente al maturo) e macchia mediterranea. Richiami di cuoio, tabacco dolce. Un naso complesso e davvero molto piacevole. Bocca corrispondente, su note fruttate altrettanto precise. Un vino molto godibile, pronto oggi, pensato (crediamo) per la beva senza scalfire la tipicità, ma con capacità di positiva evoluzione futura: la freschezza e il tannino lo dimostrano.

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2015 “Ojas”, Manvi: 87/100
Altro campione piuttosto pronto, ma con margini di miglioramento. Speziatura di ginepro, macchia mediterranea, piccoli frutti rossi come ribes, piacevolmente tendenti al “sotto spirito” (fragolina). In bocca corrispondente, con piacevoli ritorni di liquirizia e rabarbaro, in una chiusura dai buoni risvolti freschi e salini.


VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO, “VECCHIE ANNATE”

Vino Nobile di Montepulciano Docg 2015 “Maestro”, Palazzo Vecchio: 89/100
Bel rubino carico, luminoso. Radice di liquirizia netta al naso, rabarbaro. Anche al palato su queste note iniziali, poi corroborate da una buona (e attesa) freschezza e salinità. Campione interessante, certamente giocato sulle durezze e sulla verticalità più che sul frutto.

Vino Nobile di Montepulciano Docg Selezione 2015 “Madonna delle Querce”, Dei: 88/100
Naso interessante. Bel frutto di bosco, profondo. Mirtillo, fragolina, lampone. Macchia mediterranea precisa, sul timo più che sul rosmarino. Bello anche in bocca, di gran prospettiva, tannino vivo ma integrato. Spezia in chiusura, freschissimo il centro bocca, balsamico. Vino con tantissima vita ancora avanti.

Vino Nobile di Montepulciano Docg Selezione 2015 “Casina di Doro”, Canneto: 87/100
Altro vino interessante, un Sangiovese molto tipico, dalla spezia elegantissima. Frutto non particolarmente polposo, ma gran bella prospettiva per la profondità del sorso, di grande freschezza.

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Approfondimenti

Chianti Classico Collection 2019: 721 etichette di Gallo Nero alla Leopolda

FIRENZE – Anche quest’anno i produttori del Gallo Nero presentano le nuove annate del Chianti Classico ai massimi esperti del settore, in un evento che rappresenta un’occasione unica per conoscere a fondo la denominazione, le sue etichette e le ultime novità da uno dei territori vinicoli più importanti del mondo.

L’appuntamento con la “Collection” del Chianti Classico è alla Stazione Leopolda di Firenze, l’11 e il 12 febbraio. Un evento che cresce di anno in anno, come dimostrano i suoi numeri: 197 le aziende presenti in questa edizione che segna il record di presenze di produttori.

Settecentoventuno le etichette in degustazione per un totale di oltre 9500 bottiglie che saranno aperte e servite direttamente dai produttori e da una squadra di 50 sommelier nella due giorni di manifestazione.

Accreditati oltre 250 giornalisti provenienti da 30 diversi Paesi del mondo e più di 1800 operatori, italiani e stranieri. Sessantuno le anteprime da botte dell’annata 2018 e oltre 90 le etichette di Chianti Classico Gran Selezione.

“Partecipo alla Collection dalla sua prima edizione ma è la mia prima da Presidente – afferma Giovanni Manetti, Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico – ed è un onore per me accogliere in questa veste i tanti amici della stampa nazionale e internazionale e del trade che passeranno a trovarci dalla Leopolda”.

“In questi giorni – continua Manetti – avremo modo di presentare a un pubblico estremamente qualificato il risultato del nostro lavoro. Lo facciamo sempre con una certa emozione e sempre più con la consapevolezza che la strada della qualità e del rispetto del territorio che ci è stato affidato, sia l’unica possibile”.

L’obiettivo del Consorzio, come precisa ancora Manetti, “non è solo quello di ottenere grandi vini e i risultati straordinari che pubblico e critica ci attribuiscono ormai da molti anni, ma anche trarre la massima soddisfazione da quello che facciamo ogni giorno”.

IL PROGRAMMA
Lunedì 11 febbraio sarà dedicato, come di consueto, alla stampa e agli addetti ai lavori, il martedì alla stampa e, per la prima volta, al consumatore finale, che potrà accedere dalle 14.30 alle 19.30 comprando un biglietto al costo di 40 euro (20 euro la quota per i sommelier delle principali associazioni nazionali).

La Collection prevede anche alcuni momenti di approfondimento, come il seminario su alcune eccellenze toscane come le DOP dell’Olio Chianti Classico, del Prosciutto e del pecorino Toscano che si presenteranno al pubblico lunedì 11 alle ore 11.00 nella sala conferenze della Leopolda dove si svolgerà anche un seminario sul Vinsanto guidato da Daniele Cernilli lo stesso giorno alle ore 16.00.

Alla Leopolda sarà possibile, inoltre, assaggiare in degustazione anche gli oli delle aziende produttrici di DOP Chianti Classico, altro prodotto di punta del territorio del Gallo Nero insieme al vino.

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Anteprime del vino 2019: gli appuntamenti di febbraio aperti agli amanti del vino


Buona la prima, anzi l’Anteprima. Italia del vino in fermento per l’avvio delle Anteprime di Toscana, a metà tra quelle di Barolo, Barbaresco e Roero (dedicate solo alla stampa e agli operatori del settore), AmaroneSagrantino di Montefalco, Romagna Sangiovese e Albana. Ecco gli appuntamenti da non perdere dedicati ai winelovers.

AMARONE DELLA VALPOLICELLA
La giornata aperta al pubblico è quella del 3 febbraio. In degustazione l’Amarone 2015, dalle 10:00 alle 19:00 al Palazzo della Gran Guardia di Verona. Biglietto di ingresso 40 euro (35 euro con acquisto online). Qui l’elenco delle cantine partecipanti, che metteranno a disposizione anche le vecchie annate.

Ma la “Red Week” si apre martedì 29 gennaio con il Valpolicella education program (Vep) 2019, il corso di formazione sulla prima Dop di vino rosso del Veneto, rivolto agli operatori internazionali del settore ideato dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella per creare una rete di “Valpolicella wine specialist” nel mondo.

ANTEPRIME DI TOSCANA
Dopo la PrimAnteprima riservata a stampa e operatori del settore, sabato 9 febbraio, dalle 9.30 alle 17.30 alla Fortezza da Basso di Firenze (Padiglione Cavaniglia, viale Filippo Strozzi, 1), il programma delle Anteprime di Toscana aperto al pubblico si apre con Chianti Lovers, il 10 febbraio.

Appuntamento sempre alla Fortezza da Basso, dalle 16.00 alle 21.00, con la degustazione delle nuove annate Chianti Docg 2018 e Riserva 2016, in uscita nel 2019.

Per il prossimo appuntamento dedicato ai winelovers occorre sposarsi a San Gimignano (SI), per la presentazione delle nuove annate in uscita sul mercato nel corso del 2019: la Vernaccia di San Gimignano 2018 e la Riserva  2017.

Due le date utili: domenica 10 febbraio, dalle 14.00 alle 19. al Museo di Arte Moderna e Contemporanea De Grada (Via Folgore 11, San Gimignano), i banchi di assaggio con i produttori, a ingresso gratuito. Stessa location mercoledì 13 febbraio, dalle 15.00 alle 17.00.

Tutti a Montepulciano, nel cuore della Toscana, per l’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano, aperta al pubblico e agli operatori del settore sabato 9 dalle ore 15.00 alle ore 19.30, domenica 10 dalle ore 11.00 alle ore 18.30 e lunedì 11 dalle ore 10.30 alle ore 18.30.

SAGRANTINO DI MONTEFALCO
L’Anteprima Sagrantino 2015 si svolgerà a Montefalco (PG) dal 18 al 20 febbraio 2019, evento promosso dal Consorzio Tutela Vini Montefalco. Tasting, visite in cantina, approfondimenti, iniziative e masterclass per un focus completo su Montefalco, le sue aziende ed i suoi produttori.

Una panoramica completa sulla nuova annata ma anche sulle capacità evolutive del Montefalco Sagrantino Docg, sugli abbinamenti gastronomici con il coinvolgimento diretto di chef provenienti da tutta Italia, sulla corretta comunicazione all’interno di un ristorante, con il coinvolgimento dei sommelier italiani.

I banchi d’assaggio aperti al pubblico sono in programma al Chiostro di Sant’Agostino, dalle ore 16 del 19 febbraio. Spazio anche per la cucina d’autore, il 18 febbraio. Dalle ore 10.30 si svolgerà la finale del Concorso nazionale “Sagrantino nel piatto” dedicato agli chef di tutta Italia.

Il Concorso ha l’obiettivo di selezionare e premiare il miglior piatto che abbia come ingrediente il Montefalco Sagrantino Docg e che abbia in abbinamento uno dei vini di Montefalco. Le ricette dovranno essere inviate entro il 4 febbraio prossimo (info e modulistica sul sito www.consorziomontefalco.it).

“Quest’anno – ricorda Filippo Antonelli, presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco – celebriamo i 40 anni dal riconoscimento delle denominazioni Montefalco Doc e Montefalco Sagrantino Docg, istituite nel 1979, testimonianza di un lungo ed importante processo di osmosi tra vitivinicoltura e territorio da valorizzare e tutelare sempre di più, da rafforzare evento dopo evento, iniziativa dopo iniziativa”.

“VINI AD ARTE” 2019, ANTEPRIMA SANGIOVESE DOC ROMAGNA
Al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza in scena l’Anteprima della Doc Romagna. L’appuntamento per il pubblico e gli addetti del settore è il 17 e 18 febbraio con 50 produttori che presenteranno le nuove annate di Sangiovese e Albana.

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Grandi Langhe 2019: in assaggio le nuove annate di Barolo, Barbaresco e Roero

ALBA – Edizione ricca di novità quella di Grandi Langhe 2019. L’evento di riferimento per buyer, enotecari e professionisti del mondo del vino è in programma ad Alba, al Palazzo Mostre e Congressi, il 28 e 29 gennaio.

Per la sua quarta edizione, la manifestazione organizzata dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio del Roero è anticipata al mese di gennaio e vedrà per la prima volta protagonisti, oltre alle nuove annate di Barolo, Barbaresco e Roero, gli altri vini a Denominazione di Origine Controllata delle Langhe.

Un focus di due giorni in un’unica location dove i partecipanti avranno la possibilità di degustare in anteprima i vini delle oltre 200 aziende partecipanti in entrambe le giornate e incontrare i produttori ai banchi d’assaggio.

Una due giorni ricca di attività, animata da degustazioni e, per la prima volta, anche da seminari tecnici tenuti da esperti di settore, organizzati con l’obiettivo di offrire ai partecipanti, in accompagnamento alle degustazioni, una vera full immersion e approfondimenti a 360 gradi sulle principali tematiche legate al territorio che dà vita ai vini delle Langhe.

Di seguito la scaletta dei seminari in programma presso il Palazzo Mostre e Congressi, a cui i partecipanti potranno assistere, presentandosi all’orario indicato, senza iscrizione preventiva e fino a esaurimento posti:

  • Le vigne dal fondale marino: la geologia dei terreni di Langhe e Roero – lunedì 28 alle ore 11,00 tenuto da Edmondo Bonelli
  • Nebbiolo, il vitigno autoctono dei grandi rossi – lunedì 28 alle ore 14,00 tenuto da Edoardo Monticelli
  • I mille volti del Dolcetto – lunedì 28 alle ore 16,00 tenuto da Edoardo Monticelli
  • Barbera, la rossa “regina” del Piemonte – martedì 29 alle ore 11,00 tenuto da Edoardo Monticelli
  • I vitigni storici riscoperti tra mito e nuove opportunità di business – martedì 29 alle ore 14,00 tenuto da Edmondo Bonelli
  • Arneis, il bianco autoctono che piace ai millennials – martedì alle ore 16,00 tenuto da Edmondo Bonelli
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ViniVeri Assisi 2019 in scena il 14 gennaio. Anteprima “naturale”, aspettando Cerea

Seconda edizione per ViniVeri Assisi 2019. La giornata di degustazione è in programma lunedì 14 gennaio, dalle 10 alle 17 all’Hotel Valle di Santa Maria degli Angeli (PG). Ingresso a 20 euro, comprensivo di calice.

Un appuntamento dedicato ad addetti del settore, enotecari, ristoratori, sommelier, appassionati e curiosi del vino naturale del centro Italia. Una sorta di “Anteprima” della sedicesima edizione di ViniVeri, che si terrà come di consueto a Cerea, in provincia di Verona, dal 5 al 7 aprile 2019.

A ViniVeri Assisi sono attesi 60 produttori da Italia, Francia e Slovenia, che faranno assaggiare i loro “vini senza addizioni di sostanze estranee alla frutta d’origine e al terroir che le ha generate, né fatti attraverso processi dominanti”. Saranno presenti ad Assisi ViniVeri 2019 anche 6 realtà agroalimentari.

“In natura disponiamo di tutto – dichiara Giampiero Bea, presidente del Consorzio Viniveri – operiamo fiduciosi senza aggiungere e senza togliere, in vigna come in cantina, per incontrare il terroir nel bicchiere”.

La giornata di Assisi ViniVeri 2019 sarà preceduta domenica 13 gennaio da una serie di gustosi appuntamenti. Si inizia dalle 17.30 alle 20.30 con “Aperilò“, un incontro-degustazione con i vignaioli del Consorzio ViniVeri all’Enoteca Rilò 1217 di Montefalco.

Si prosegue con le Cene con i Produttori in undici ristoranti della zona: il Capanno e Cava a Spoleto; Re Tartù, Locanda del Teatro, L’Alchimista e Mordecai a Montefalco; Le Dodici Rondini a Foligno; La Fame e Società Anonima a Perugia; Enoteca Roberto Bocci a Ellera di Corciano; San Giorgio a Umbertide (sotto l’elenco con i riferimenti per la prenotazione

ELENCO AZIENDE PARTECIPANTI ASSISI VINIVERI 2019
Francia – Champagne Christophe Mignon
Francia – Champagne Olivier Horiot
Francia – Champagne Bonnet-Ponson
Francia – Champagne Charlot Pere & Fils
Francia – Champagne Pascal Doquet
Francia – Bourgogne Chapuis & Chapuis
Francia – Bourgogne Philippe Pacalet
Francia – Alsace Domaine Brand & Fils
Francia – Languedoc – Roussillon Domaine Du Traginer

Slovenia Mlečnik
Slovenia Slavček

Piemonte Giuseppe Rinaldi
Piemonte Serafino Rivella
Piemonte Andrea Tirelli
Piemonte Laiolo Reginin
Piemonte Cascina Bricco
Piemonte Cascina Fornace
Piemonte Cascina Delle Rose

Veneto  Case Coste Piane
Veneto Castello Di Lispida
Veneto Gatti
Veneto La Costa

Friuli – Venezia Giulia La Castellada
Friuli – Venezia Giulia Dario Princic
Friuli – Venezia Giulia Ronco Severo
Friuli – Venezia Giulia Vodopivec
Friuli – Venezia Giulia Zidarich

Emilia – Romagna Angol D’amig
Emilia – Romagna Crocizia
Emilia – Romagna Podere Cipolla

Toscana Fattoria La Maliosa
Toscana Le Calle
Toscana Podere Luisa
Toscana Pierini E Brugi
Toscana Poggio Di Cicignano
Toscana Carla Simonetti

Umbria Paolo Bea
Umbria Cantina Ninni
Umbria Raina

Marche Oasi Degli Angeli
Marche Valter Mattoni
Marche Allevi Maria Letizia
Marche Irene Cameli
Marche Maria Pia Castelli
Marche Clara Marcelli
Marche Aldo Digiacomi

Lazio Monastero Di Vitorchiano Suore Cistercensi
Lazio Gioacchino Milana
Lazio La Visciola
Lazio Carlo Noro

Abruzzo Praesidium
Abruzzo De Fermo
Abruzzo Feudo D’ugni
Abruzzo Francesco Massetti
Campania Boccella
Campania Casebianche

Puglia Francesco Marra

Sicilia Salvatore Ferrandes
Sicilia Fattorie Romeo Del Castello
Sicilia Il Censo

Agro-Alimentare Umbria Agrisperanza 1892
Agro-Alimentare Umbria Birrificio Dei Perugini
Agro-Alimentare Umbria Frantoio Filippi
Agro-Alimentare Abruzzo Gregorio Rotolo
Agro-Alimentare Abruzzo Lu Cavalire
Agro-Alimentare Emilia – Romagna Gipi Dei Malvisi

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ViViT, accordo “a lungo termine” con Verona Fiere per Vinitaly: nasce la “Organic Hall”


VERONA –
ViViT e Verona Fiere insieme “a lungo termine” a Vinitaly. Il 17 dicembre scorso, i vignaioli dell’associazione Vi.Te – Vignaioli e Territori hanno firmato un contratto di collaborazione con Veronafiere Spa, società organizzatrice di Vinitaly. L’accordo consentirà “un profondo rinnovamento e un’evoluzione nella promozione del mondo enologico legato alla produzione sostenibile e artigianale“.

Altro che crisi del settimo anno. Dopo sette edizioni di ViViT, l’associazione composta da oltre 150 vignaioli provenienti da Italia, Francia, Slovenia e Austria, ha “sentito il bisogno di un passo ulteriore”.

Un patto che fa bene, anzi benissimo, a tutto il mondo del vino italiano, che continua il confronto sotto lo stesso “tetto”, abbattendo qualche barriera ideologica di troppo tra le diverse filosofie produttive.

I DETTAGLI
Dal 7 al 10 aprile 2019, i vignaioli di Vi.Te – Vignaioli e Territori si presenteranno a Vinitaly nel nuovo spazio “Vi.Te”, caratterizzato dal logo e dai colori della stessa associazione, situato all’interno del neonato padiglione “Organic Hall”.

“Elemento fondamentale dell’accordo – evidenziano i vignaioli – è l’incarico assegnato da Veronafiere a Vi.Te per lo sviluppo di convegni e masterclass legati all’agricoltura e alla produzione enologica, che si svolgeranno all’interno di Vinitaly tra il 7 e il 10 aprile 2019, e che proporranno uno sguardo diverso sul rapporto tra vino, produzione e territorio d’origine”.

Ma non finisce qui. E’ confermato anche l’evento su invito AREAViTe19, destinato principalmente a buyers e importatori esteri, giornalisti e ad un limitatissimo numero di operatori del settore. Banchi d’assaggio “libero”, specialità alimentari preparate da artigiani del gusto e occasioni d’incontro “in un ambiente piacevole e rilassante a due passi dalla fiera.

AREAViTe19 quest’anno assumerà le sembianze del “Fuori Vi.Vit”: due giornate, dal primo pomeriggio di domenica 7 alla sera di lunedì 8 aprile, che culmineranno nella festa dei vignaioli di Vi.Te.

Grande la soddisfazione e le aspettative da entrambe le parti. “Un progetto – sottolinea Vi.Te – che apre nuove prospettive di approfondimento culturale, produttivo e commerciale per il tutto panorama enologico italiano e internazionale”.

“È da tempo – evidenzia l’associazione di vignaioli – che si osserva un’esplosione di interesse da parte dei consumatori per una produzione agricola ed eno-gastronomica più sana, rispettosa dell’ambiente e legata al territorio d’origine. In parallelo, però, cresce anche la confusione e la disinformazione su cosa voglia dire ‘biologico’, ‘naturale’, ‘sostenibile’, e via dicendo: tanti gli attori coinvolti e altissimi gli interessi”.

“Sempre di più, infatti, sembra che nel mondo del vino siano gli eventi e le manifestazioni a ‘legittimare’ una non ben definita ‘naturalità’ (e ancora sostenibilità, artigianalità, salubrità, ecc.) per il semplice fatto che un’azienda vi partecipi”, denunciano gli organizzatori del ViViT.

“Senza dubbio – aggiungono – si può trattare di un buon punto di partenza, data la serietà di molti organizzatori, ma che per evitare di alimentare altra confusione dovrebbe tradursi in un messaggio estremamente più definito e strutturato“.

Il compito principale di Vi.Te “è oggi quello di proseguire questo percorso di sviluppo e promozione della conoscenza e della cultura che si genera nel personale rapporto con la terra e il vino. Diversità, consapevolezza e presenza: ecco cos’è il vignaiolo naturale”.

Un obiettivo ambizioso. “La strada è ancora lunga – concludono i vignaioli – ma la possibilità di un dialogo e di un confronto costante tra così tanti soggetti che condividono esperienza e conoscenze, idee e opinioni, si traduce al tempo stesso in una solida base e in un’instancabile spinta di crescita per tutto il gruppo di Vi.Te – Vignaioli e Territori”.

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Radici del Sud 2019: aperte le iscrizioni delle cantine

BARI – Il Castello Normanno Svevo di Sannicandro ospiterà dal 4 al 10 giugno 2019 la quattordicesima edizione di Radici del Sud. Una settimana di convegni, wine tour, concorsi e degustazioni in cui aziende di Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia presenteranno i loro prodotti a stampa e importatori e infine al pubblico durante il Salone dei vini e degli oli del Sud Italia.

Per le cantine che decidono di iscriversi entro il 30 dicembre 2018 sono previste condizioni agevolate. Le giornate del 5 e del 6 giugno saranno dedicate al concorso: i vini, suddivisi per vitigno, saranno giudicati da quattro diverse giurie composte da giornalisti, esperti del settore enologico e addetti ai lavori.

I giorni successivi si concentreranno invece sui wine tour per scoprire i prodotti del territorio, dove i produttori incontreranno buyer e importatori, provenienti da paesi europei ed extraeuropei come Svezia, Gran Bretagna, Olanda, Germania, Svizzera, Russia, Polonia, Australia, Stati Uniti e Cina.

Il Salone del vino e dell’olio sarà aperto al pubblico nella giornata di lunedì 10 giugno, quando operatori di settore e appassionati potranno partecipare ai banchi d’assaggio e incontrare le aziende per scoprire, degustare e acquistare i prodotti gastronomici tipici del Mezzogiorno.

In serata si svolgeranno il convegno e la premiazione delle migliori etichette selezionate dai giudici nel corso della settimana. La manifestazione si concluderà con la cena nella corte del Castello, dove i vini del concorso e gli oli del salone saranno abbinati ai piatti di alcuni dei migliori chef del Sud Italia.

In attesa dell’evento estivo Radici del Sud si sta preparando al Radici Wine Experience, in programma per il prossimo gennaio, dove saranno presentati i 77 vini selezionati quest’anno durante il salone in abbinamento a piatti preparati da ristoratori e pizzaioli premiati dall’edizione 2019 delle Guide di Radici.


RADICI DEL SUD 2019 – Salone dei vini e degli oli del Sud
Dove: Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari (BA)
Apertura al pubblico: 10 giugno 2018
Orario: dalle 11.00 alle 21.00
Ingresso: kit di degustazione €15 (comprensivo di bicchiere, sacca portabicchiere e quaderno di degustazione)
Parcheggio: disponibile
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni

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Grandi Langhe Doc e Docg 2019: Barolo, Barbaresco e Roero in anteprima

ALBA – Prime anticipazioni sulla quarta edizione di Grandi Langhe Doc e Docg, in programma ad Alba il 28 e il 29 gennaio 2019. Un’occasione per degustare le nuove annate di Barolo (2015), Barbaresco (2016) e Roero (2016).

Oltre 250 cantine, 1.500 etichette in degustazione, buyer, sommelier, enotecari e professionisti del vino provenienti da tutto il mondo. Un’edizione ricca di novità: cambiano infatti location, periodo e numero di giorni.

Grandi Langhe sarà infatti interamente ospitata ad Alba, scelta in quanto cuore pulsante e punto di riferimento di una terra dove la viticoltura è l’anima dell’economia, ormai da secoli. L’altra grande novità introdotta dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio del Roero è la data dell’evento, anticipato al mese di gennaio.

I professionisti di settore e i giornalisti (a cui la rassegna è riservata) potranno così degustare per primi in assoluto le nuove annate, direttamente nei territori che hanno dato loro vita e prima che abbia inizio la stagione delle grandi fiere internazionali.

Una vera e propria anteprima, quindi, che grazie ad un’unica location e alla presenza di tutti i vini in entrambe le giornate, consentirà ai partecipanti di non dover scegliere e di non perdersi nulla di questa nuova “48 ore”.

Ad Alba gli spazi espositivi saranno suddivisi in base ai Comuni di provenienza delle diverse cantine. Una divisione territoriale ordinata, per consentire ai partecipanti di apprezzare la varietà del prodotto, frutto dell’appassionato lavoro sulle colline della zona degli uomini e delle donne delle Langhe.

Un’occasione per cogliere a fondo il valore delle Menzioni geografiche (MGA) di Barolo, Barbaresco, Roero e Diano e di conoscere gli altri vini del territorio.

Come accade dal 2013, sono previste degustazioni di numerose tipologie ed etichette e soprattutto sarà possibile confrontarsi direttamente con i produttori, in grado come nessun altro di raccontare origine, passione, tradizione che si mescolano in ogni singola bottiglia generata nelle “Grandi Langhe”.

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