Oggi birrificio e marchio fanno parte della giapponese Asahi Breweries, ma Pilsner Urquell (in tedesco “Fonte originale di Plzen”) è letteralmente una pietra angolare nella storia della birra. È infatti la birra che ha dato vita alla tipologia Pils ,birre lager (a bassa fermentazione) dorate ed amarognole.
LA DEGUSTAZIONE
Nel bicchiere si presenta invitante nel suo colore giallo dorato, luminoso, e sormontata da un buon cappello di schiuma bianca, soffice e mediamente persistente. Al naso si coglie subito una nota erbacea piuttosto spiccata parallelamente al tipico profumo di malto e qualche sentore floreale
In bocca è piacevolmente beverina. Il corpo che ti aspetti da “una bionda”. Dolce morbidezza del malto cui risponde l’amaro aromatico del luppolo. Amaro evidente e marcato ma non fastidioso. Fresca e leggermente astringente nel finale lascia la bocca pulita.
Se a tavola è la classica birra da carni bianche non troppo impegnative si può pensare, con un leggero azzardo, di accostarla a delle fritture di mare grazie alla sua freschezza e pulizia.
PILSNER URQUELL
Nata dalla volontà di alcuni cittadini di Plzen, in Boemia, di produrre una buona birra ha visto la sua prima produzione e commercializzazione nel 1842 nell’allora birrificio Plzeňský Prazdroj. L’acqua particolarmente leggera e l’uso di luppolo Saaz, aromatico e particolarmente amarcante, diedero vita ad una birra destinata a diventare un’icona.
Da allora molte birre iniziarono ad imitarne la ricetta e ad utilizzare il nome Pilsner, così nel 1898 venne introdotta la definizione Pilsner Urquell per distinguerla. Vicende alterne attraverso le guerre e la nazionalizzazione sotto il blocco comunista. Dal 1992 è una continua crescita che la portano nel 1999 ad essere assorbita dalla multinazionale SABMiller e nel 2016, come conseguenza della fusione con Anheuser-Busch InBev, ad essere ceduta ad Asahi.
Oggi la troviamo presso che ovunque, dalla Gdo alla ristorazione, forte di una storia, una tradizione ed uno stile inconfondibile.
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