Da Mendoza allo Swartland. Dalla terra del vino argentino per antonomasia a Western Cape, nuovo eldorado della viticoltura sudafricana. È una storia di visione e di rispetto per la terra che t’accoglie – e che finisci ben presto per sentire un po’ tua – quella di Hughes Family e della linea di vini biodinamici sudafricani Nativo Wines.
La cantina di Malmesbury, un centinaio di chilometri a nord da Città del Capo, è oggi guidata da Kiki, figlia dell’argentino naturalizzato sudafricano Billy Hughes e della compianta Penny, strappata troppo presto alla vita da un cancro, nel 2014.
Mentre completa il suo Master in Wildlife Forensic Genetics, Kiki continua a fare ciò che i genitori le hanno insegnato, sin dai primi anni 2000. Ovvero promuovere, attraverso Nativo Wines, una viticoltura basata su biologico, biodinamica e su una dieta a base di minerali per il suolo delle vigne.
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Tre elementi, anzi tre cardini, che Hughes Family definisce sinteticamente «Our Trilogy approach to farming». Sempre la stessa filosofia, perfezionata di anno in anno, a partire dalla fondazione avvenuta nel 2000.
Oggi Nativo Wines produce vini certificati biologici e biodinamici ed è diventata una delle aziende simbolo del movimento “Ideal Soils“, promosso tra gli altri dallo studioso William Albrecht. In cantina, vige il massimo rispetto per la materia prima. L’intervento umano e l’addizione di solforosa sono ridotti al minimo.
«I nostri terreni – spiega Billy Hughes, al timone – sono rossi e ricchi di argilla. Questo fa sì che i vini siano scuri, densi e maschili. La nostra missione di vita è domarli un po’ e dare loro toni più sottili e femminili. Raggiungiamo questo obiettivo vendemmiando presto e fermentando il grappolo intero, cercando di rompere le bucce il meno possibile». Missione compiuta.
NATIVO WINES – HUGHES FAMILY: LA DEGUSTAZIONE
Swartland Organic Nativo White Blend 2020 (13% vol): 90/100
Viognier, Chenin Blanc, Roussanne e Grenache Blanc in questo uvaggio che si presenta nel calice di un giallo paglierino luminoso, carico, leggermente velato. La sensazione, sin dalla vista, è quella di un vino denso, materico, vivo.
Al naso preziose note di frutta esotica matura (ananas, pesca) si levano da un fondo minerale, di terra e pietra bagnata, con ricordi di brace. In bocca una gran concretezza. Un vino di ruvidezza armonica, ben oltre l’ossimoro e all’insegna di una gran gastronomicità. Frutto, sapidità, materia, freschezza e persistenza. Non manca nulla.
Swartland Organic Nativo Amarillo 2019 (12,7% vol): 92/100
L’orange di casa Nativo, il primo nato della famiglia di vini biodinamici sudafricani di Hughes Family. Al naso spazia dal frutto giallo esotico stramaturo (ananas, papaia), all’arancia e allo zenzero candito; così come da una mineralità che si fa ancora una volta pietra bagnata e brace, a un floreale fresco imponente.
La gustativa è esaltata da una gran facilità di beva e da una certa rotondità, nonostante tannino e chiusura asciutta, salata. Un altro vino molto gastronomico, divertente in cucina e facile da immaginare su portate di carni bianche di media elaborazione.
Swartland Organic Nativo Red Blend 2018 (13,5% vol): 93/100
Base dell’uvaggio complessa: 38% Mourvèdre, 26% Shiraz, 19% Grenache , 10% Tempranillo, 7% Pinotage. Rosso rubino pieno, carico, intenso, velato sull’unghia, purpurea. Al naso una gran concentrazione. Di frutto, innanzitutto: prugna, ciliegia, fragola, lampone. Aromi primari, dunque. Ma non solo.
L’ossigenazione apre a ricordi intensi, preziosi, d’arancia sanguinella grondante di succo ed erbe aromatiche. Un naso profondo, dai risvolti terrosi eleganti (radice di rabarbaro, liquirizia) e speziati (pepe nero, anice stellato, cannella).
Al palato il frutto è sostenuto dalla spina dorsale sapida e fresca. L’abbondante materia del sorso trova riequilibranti alleati anche in tannini pronti e al contempo di prospettiva. Chiusura piena, sul frutto, asciutta e salata. La triade Nativo Wines si completata dunque con un rosso coerente, dall’alto gradiente gastronomico.
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Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.