wine news e guida top 100 migliori vini italiani, notizie e articoli esclusivi su vino, birra, distillati e food
Autore:Redazione WineMag.it
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Pensi alla Puglia del vino e si materializzano Primitivo e Negroamaro. In realtà, nel Tacco d’Italia, c’è un altro vitigno che merita grande attenzione: il Nero di Troia. Ne abbiamo assaggiati tre, in vendita in enoteca.
Lo spumante metodo classico Brut Nature Rosè 2013 di Alberto Longo, il Puglia Igt 2014 “Mille Ceppi” di Michele Biancardi e il Castel del Monte Doc 2014 “Parco Marano” di Giancarlo Ceci.
Autoctono pugliese, il Nero di Troia deve il suo nome alla cospicua presenza di polifenoli, composti che determinano il colore del vino. Talmente presenti da colorare di “nero” il vino ottenuto dall’uva di Troia. Tante, però, le differenze nei tre assaggi. Ecco i dettagli.
Spumante metodo classico Brut Nature Rosè 2013, Alberto Longo Il colore invitante è il primo elemento che colpisce chi si accinge alla degustazione di questo spumante. Un rosa intenso, luminoso, spezzato come un fulmine da un perlage fine e persistente. Un ricordo tutt’altro che malinconico della vividezza cromatica dell’Uva di Troia.
Al naso, immediata la croccantezza del ribes, del melograno e della ciliegia. Sentori che ritroviamo anche in un palato fin da subito gustoso, tattile. Sembra di masticarla quella frutta, che s’impreziosisce nel finale di percezioni minerali, iodiche.
Il risultato è il perfetto equilibrio in uno spumante dal sorso mai troppo morbido o troppo acido. Il Rosè del compromesso. Quello che in pochi, in Puglia, sanno fare così bene. Un Bru Nature dritto, conciso, autentico. Bravo Longo, vero e proprio vanto enologico della città di Lucera (Foggia).
Nero di Troia Puglia Igt 2014 “Mille Ceppi”, Michele Biancardi Ci spostiamo più a sud, a Cerignola. Restiamo dunque in Daunia. Il produttore consiglia un consumo precoce di questa etichetta: “Berla subito”. Noi arriviamo tardi (vendemmia 2014). E sarà forse per questo che “Mille Ceppi” non ci entusiasma appieno.
Intendiamoci: nessun difetto, il vino ha retto benissimo la guerra col tempo, è perfetto, privo di qualsivoglia difetto. Michele Biancardi lo produce da una selezione accurata dei migliori ceppi del suo Nero di Troia, affinati 8 mesi in anfore di terracotta.
L’effetto ricercato non è quello delle ossidazioni alla “georgiana”, anzi. Biancardi punta tutto sulla freschezza del “frutto”, tipica del vitigno.
L’anfora serve dunque a non snaturare il vino e a favorire una perfetta elevazione del varietale. Di fatto, a quattro anni dalla vendemmia, è “solo” il frutto che resta.
Oltre a una percezione zuccherina degna dei vini “commerciali”. Un prodotto che, certo, accontenta appieno chi cerca palati “morbidi” e facilità di beva. Ma bisogna poterselo permettere (costo attorno ai 20 euro).
Castel del Monte Doc 2014 “Parco Marano”, Giancarlo Ceci Cambiamo provincia, rotta verso Sud. Ci fermiamo ad Andria, più esattamente in Contrada Sant’Agostino, per il racconto del Nero di Troia di Giancarlo Ceci.
Piccola premessa: questa cantina, all’ottava generazione, ci ha già convinto ampiamente al Merano Wine Festival 2017 (pur non risultando tra i migliori assaggi assoluti).
L’azienda di Giancarlo Ceci è Agrinatura e opera in regime biologico dal 1988. Nel 2011 il grande passo verso il biodinamico. Braccio destro di Ceci è l’affermato enologo Lorenzo Landi.
“Parco Marano”, a differenza dei precedenti, compie un passaggio in barrique di rovere francese (14 mesi), prima di un ulteriore affinamento in acciaio e in bottiglia. Il risultato è un Nero di Troia complesso ma sottile.
Il legno, utilizzato in maniera magistrale, non “uccide” il varietale. Anzi. Al naso si esaltano i sentori “terrosi” che costituiscono il fil rouge dell’intera produzione di Giancarlo Ceci. Un altro “vino vero” questo “Parco Marano”, frutto di una Puglia che ha tantissimo da dare all’enologia italiana. Anche in genuina purezza.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
(4 / 5) Il St. Magdalener costituisce uno dei vini bandiera della tradizione enologica altoatesina. In vendita nei supermercati Despar, il Sudtirol Alto Adige Doc St. Magdalener della tenuta Wilhelm Walch risulta opzione validissima per chi cerca un rosso leggero e fruttato, immediato e di pronta beva, con un buon rapporto qualità/prezzo. Un vino scevro di spigoli e ruvidezze, in grado di reggere a tutto pasto.
LA DEGUSTAZIONE
All’analisi sensoriale, il St. Magdalener sfoggia un colore rubino intenso di franca trasparenza. Al naso si apprezzano note abbastanza nitide di ciliegia e fragole, susina rossa e violette. Cenni di pepe nero e humus. Leggero e agile al palato, tenue negli aromi, beverino e dotato di discreta persistenza.
Vino celebrato nel Tirolo meridionale fin dal Medioevo per l’innata fragranza, il St. Magdalener è ideale come aperitivo o in abbinamento a formaggi dolci, speck, arrosti di vitello e grigliate di carne bianca.
LA VINIFICAZIONE
I vigneti della tenuta Wilhelm Walch sorgono nel cuore della zona vinicola fra Tramin e Caldaro, in giacitura collinare fra i 250 e i 750 metri di altezza. Le viti poggiano su terreni calcarei misti a sabbia e argille, ai piedi delle Dolomiti, abbondantemente irradiate dal sole.
Il St. Magdalener prevede un uvaggio dominato almeno per il 90% da Schiava con aggiunta di Lagrein e Pinot noir. Fermenta a temperatura controllata in serbatoi di acciaio inox, svolge quindi la malolattica e affina brevemente in grandi botti di rovere di Slavonia prima dell’imbottigliamento.
L’azienda fondata nel 1869 nel borgo storico di Tramin in Alto Adige-Sudtirol appartiene da cento e cinquant’anni alla famiglia Walch. L’impostazione agronomica privilegia l’ecosostenibilità e la valorizzazione delle uve storiche. I vini tradizionali vengono interpretati in chiave moderna con l’integrazione di varietà internazionali.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Pochi giorni alla terza edizione genovese di VinNatur. Si terrà infatti domenica 21 e lunedì 22 Gennaio, a Palazzo della Borsa in via Ferrari, la manifestazione enoica promossa anche dalla Camera di Commercio di Genova che porterà in città i vini di 70 produttori provenienti da Austria, Francia, Italia e Slovenia aderenti all’associazione.
Nei due giorni, dalle ore 11 fino alle 19, i visitatori potranno degustare i cosiddetti “vini naturali” (prodotti con il minor numero possibile di interventi in vigna e in cantina, senza l’utilizzo di additivi chimici e senza “manipolazioni” da parte dell’uomo) ai banchi d’assaggio presenti.
Oltre alle degustazioni, nelle serate di domenica e lunedì nei locali del centro storico di Genova, saranno organizzate cene dove i piatti della tradizione culinaria ligure verranno abbinati ai vini naturali. Un antipasto, quello di Genova, che precederà l’edizione 2018 di VinNatur a Villa Favorita, in programma dall’8 al 10 aprile (qui i migliori assaggi del 2017).
“Siamo molto affezionati a Genova – racconta Angiolino Maule, presidente dell’associazione – dove abbiamo già organizzato due banchi d’assaggio negli anni scorsi, entrambi con grande successo. Qui i consumatori si dimostrano particolarmente interessati ai vini naturali e vi è una ristorazione illuminata che ha compreso come proporre vini naturali possa essere un modo per valorizzare la propria offerta gastronomica. Possiamo dire che Genova è la capitale dei vini naturali in Italia”.
Accanto ai produttori di vino troveranno posto stand enogastronomici con alcuni artigiani che proporranno le loro specialità. Non mancheranno i piatti tradizionali della cucina regionale ligure preparati seguendo le antiche ricette popolari de Il Genovese, il Montebore ed altri prodotti della tradizione del Caseificio Vallenostra, la classica papera, la ciabattina integrale o la ciabattina di grano duro nelle diverse interpretazioni di Panino Italiano o il pane, i grissini, i dolci e molte altre leccornie proposte dal Ristorante Piuma.
LOCALI ADERENTI E PRODUTTORI PRESENTI IN DEGUSTAZIONE Domenica sera:
Pizzeria Piuma: Cinque Campi
Forchetta Curiosa: Etnella – Dos Terrias – Marina Palusci
Ai Troeggi: Cantina Collecapretta
Kowalsky: Meggiolaro vini – Cà Lustra
Les Rouges: Tenuta Belvedere – Cascina Roera – Corte Solidale – Rocco di Carpeneto – Rocca Rondinaria
Barbarossa cafè: Natalino del prete – Sauro Maule
Bellabu: La Biancara -Podere Santa Maria – Weingut Heinrich – Piccinin Daniele
Maninvino: Santa 10 – Podere della Bruciata
Tiflis: Carussin – Valli Unite
Il Canneto: Ravarini
Cantine Matteotti: Del Rebene – Santa colomba
Enoclub: Sieman – Elvira
Antica osteria di Ravecca: Fiore podere San Biagio
Locanda Tortuga: Riccardi Reale – Pian del Pino
Teatro di Campo Pisano: Lusenti – Storchi
Officina 34: Terpin
Zupp: Carlo Tanganelli – Filippi, Vini di Luce
E prie rosse: F.lli Barale
Rosso carne: Corte Sant’Alda
Bruxaboschi/braxe: La Renardiere
Lunedì sera:
Maninvino: Masiero vini
Enoteca Sola: Casa Belfi
La Meridiana: La Biancara
VINNATUR – L’ASSOCIAZIONE
L’associazione VinNatur nata nel 2006 riunisce piccoli produttori di vino naturale da tutto il mondo che intendono difendere l’integrità del proprio territorio. Scopo dell’Associazione è unire le forze di questi vignaioli per dare ad ognuno maggior forza, consapevolezza e visibilità condividendo esperienze, studi e ricerche. Scopo dell’associazione è anche quello di promuovere la ricerca scentifica e divulgare la conoscenza di tecniche naturali e innovative. Negli anni sono nati diversi progetti di ricerca tra le aziende associate e alcune Università e Centri per la Sperimentazione.
Alla nascita le aziende aderenti a VinNatur erano 65. Oggi sono 170. Per associarsi i viticoltori devono accettare di sottoporre i propri vini all’analisi dei pesticidi residui, per poter garantire la genuinità dei vini.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
(3,5 / 5)Una piccola premessa che per gli edotti del vino sarà un’ovvietà, ma per i meno avvezzi no.
Il Rosso di Montepulciano Doc, vino oggi sotto la nostra lente di ingrandimento (insieme al “fratello” Nobile di Montepulciano Docg) non ha nulla a che vedere con il Montepulciano d’Abruzzo Doc. “Montepulciano” nel primo caso si riferisce al comune toscano in provincia di Siena e nel secondo caso ad una varietà d’uva (non la medesima utilizzata). Il Rosso di Montepulciano Doc è vinificato principalmente con uve Prugnolo gentile (varietà di Sangiovese). Attenzione dunque a non fare comparazioni sullo scaffale (anche di prezzo) perchè sono vini diversi, regioni diverse, uvaggi diversi, gusti differenti.
Toscano dunque il vino degustato, referenza de i “Calici diVini”, esclusiva linea di etichette vinicole con una qualità garantita al giusto prezzo selezionate dalla catena Panorama che per questa tipologia si è affidata ad una delle aziende più note del senese, le Tenute del Cerro, presente a scaffale anche con un Nobile di Montepulciano Docg.
LA DEGUSTAZIONE
Rosso rubino vivace con sfumature violacee, il Rosso di Montepulciano “Calici delle Mura” all’olfatto è tra il semplice ed il sottile con prevalenza di note vinose e piccoli frutti rossi che si esprimono dopo una adeguata ossigenazione.
In perfetta corrispondenza naso bocca al palato concede un sorso fruttato e asciugante con retrogusto di ciliegie e amarene. Un vino di medio corpo con una vena acida rinfrescante ed un tannino addolcito dal breve passaggio in legno. In sintesi, un calice di immediatezza fruttata per la tavola giornaliera, con un tono in più (dato anche dal titolo alcolometrico).
Si presta a molteplici abbinamenti in cucina: salumi, primi piatti con sughi di carne, carni rosse. Con un piatto di pici al ragù o con una bistecca di chianina la Toscana è servita.
LA VINIFICAZIONE
Il Rosso di Montepulciano Doc “Calici delle Mura” è prodotto prevalentemente con Prugnolo Gentile. Le uve vengono vendemmiate mantenendole separate per tipologia e appezzamento. La fermentazione è con macerazione in serbatoi di acciaio per 8-10 giorni a temperatura controllata di 24/26 gradi con rimontaggi giornalieri. Una volta svinati i vini vengono trasferiti in botti grandi di rovere di Slavonia per un periodo di circa 3 mesi al termine dei quali vengono trasferiti in acciaio dove restano fino all’imbottigliamento.
Tenute del Cerro Spa è un’azienda diversificata del Gruppo Unipol. Conta ad oggi 5 tenute di cui 4 vitivinicole in Toscana e Umbria, con quasi 5000 ettari di terreno di proprietà dei quali circa 300 vitati.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
E’ il Veneto che non t’aspetti. Quelle delle bollicine “Metodo Classico”. In realtà, il Lessini Durello Doc 2008 “60 mesi” di Marcato, è molto, molto di più.
Uno di quei vini capaci di sorprendere, perché in grado di mettere l’accento a un vitigno. Nel caso specifico la Durella. Mai sentito parlare? Possibile. Prima, però, vi raccontiamo il calice.
LA DEGUSTAZIONE
Il Lessini Durello Doc 2008 “60 mesi” di Marcato veste il calice di un giallo brillante, dorato. Il perlage è fine e persistente, come si addice ai migliori Metodo Classico.
Naso complesso. Una giostra che inizia a girare sui sentori tipici dei lieviti (60 mesi di affinamento non potevano che lasciare questo “segno”, positivo). E dunque croissant, crema pasticcera. Ma anche miele d’acacia e frutta a polpa bianca. Non mancano richiami minerali (su cui poi mette un punto deciso il palato), sbuffi di fiori di campo ed erbe aromatiche.
In bocca, il Lessini Durello 2008 di Marcato entra dritto, su note sorprendenti (proprio perché non esattamente corrispondenti al naso) di agrumi come cedro e lime Ecco i muscoli del Pinot Nero, presente con un 15% in questo matrimonio d’uve con la Durella (85%).
Acidità e mineralità perfettamente in equilibrio, anche quando il sorso assume tutte le caratteristiche che rendono speciale questa etichetta. Il momento in cui la mineralità del terreno vulcanico esce in tutto il suo splendore.
Ottima anche la persistenza di questo vino, in un retrolfattivo che conserva l’eleganza iniziale. Perfetto a tutto pasto (anche per il prezzo interessantissimo, generalmente sotto i 15 euro), il Lessini Durello 2008 di Marcato accompagnare molto bene piatti a base di pesce, ma anche crostacei ed ostriche.
LA VINIFICAZIONE
Le uve di Durella e Pinot Nero crescono nei Comuni di Roncà, Verona e Val d’Alpone, nel cuore della vulcanica Doc Lessini Durello. Vengono raccolte a mano, in piccole cassette. La vinificazione prevede inizialmente una pressatura soffice con fermentazione a temperatura controllata, compresa tra i 14e i 16 gradi.
Fermentazione malolattica completa, prima del taglio per la seconda fermentazione. L’affinamento sui lieviti, come suggerisce il nome stesso di questo spumante Metodo Classico, prevede un minimo 60 mesi. Un procedimento che si compie nelle cave sotterranee della cantina.
La Marcato ha intrapreso dal 2013 un nuovo corso. Gianni Tessari e la sua famiglia (la moglie Anna Maria e le figlie Valeria e Alice) hanno posto l’accento sull’innovazione, modernizzando l’azienda anche dal punto di vista dell’immagine. Ne sono un esempio le etichette, riviste in un’ottica più accattivante rispetto al passato.
L’anno della svolta, però, è il 2016. La Società Agricola Giannitessari riunisce 55 ettari di vigneto, distribuiti in tre Doc (a Roncà per il Lessini, Soave e Sarego per i Colli Berici) e inizia a contare su una moderna cantina di circa 7 mila metri, portando la produzione a 350 mila bottiglie.
Questi i numeri di una realtà in cui Tessari, sotto la stessa firma, affianca alla produzione di Durello Spumante Metodo Classico quella di vini fermi bianchi e rossi (Soave prima di tutti), oltre agli Charmat a base Durella e Garganega.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
MILANO – Vinialsuper story. Anno Domini 2017. Dal Prosecco allo Champagne. Dai vini naturali a quelli di Caviro, il gigante che produce il “Tavernello”.
Senza dimenticare i migliori vini del Meridione d’Italia presenti a “Radici del Sud”, o quelli più “snob” del Merano Wine Festival.
Passando, ovviamente, per Vinitaly, per il Mercato dei Vini e dei Vignaioli Fivi, per Fornovo. E per i vini da “viticoltura eroica” del “Mondial des Vins Extremes”.
Di vini ne abbiamo degustati, nel 2017, noi di vinialsuper. Ecco una carrellata dei nostri migliori assaggi, che dimostra quella che è la “filosofia” alla base di questa testata giornalistica dal nome “controverso”, ma solo per chi (ancora) non ci conosce.
Vinialsupermercato.it, di fatto, non racconta solo i vini della Grande distribuzione organizzata. Vuol essere bensì lo “spazio” in cui differenti correnti di pensiero, legate a metodi di produzione tra loro in totale antitesi, trovano la medesima “casa”. Sapete perché?
Perché il nostro obiettivo è fare informazione per chi ci legge, punto e basta. Senza interessi. Senza voler fare, per esempio, gli “influencer” (termine ormai abusatissimo ma in voga tra gli enofenomeni).
Senza voler prendere le parti, per esempio, della Gdo o del mondo dei “Vini naturali” o degli enotecari. Su vinialsuper si racconta il calice. Punto. E basta.
Chi condivide con noi questo pensiero, qui sotto, troverà etichette con cui divertirsi: prodotte da giganti del vino, come da piccoli vignaioli di province sperdute per le mille vie del vino. A noi, questa cosa, gasa un sacco. E allora… Buon anno a tutti quelli che ci vogliono bene!
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Il vino oggi sotto la nostra lente di ingrandimento è il frutto dell’amore nato tra Claudia e Pablo in quel di Montalcino, sul finire degli anni 80.
Un rapporto nato tra colleghi, dipendenti di un’azienda del posto, che si è trasformato in un percorso di vita comune. Suggellato da tre figlie, dall’acquisto del podere Pascena e dalla costruzione della loro cantina, nel 2002.
Da allora hanno cominciato la loro produzione di vini di gran pregio, dalla personalità sorprendente, ma fortemente legata alla tradizione.
LA DEGUSTAZIONE
10.149 bottiglie prodotte per questo ottimo Sangiovese in purezza, che al calice esprime un bellissimo rosso rubino con un leggero riflesso violaceo.
Al naso è intenso e complesso con i caratteristici sentori di viola ed amarena cui segue un leggero richiamo morbido di camomilla e, sul finale, un richiamo più energico di chiodi di garofano.
In bocca esprime la sua personalità: in un perfetto matrimonio tra morbidezze e durezze, la sapidità leggera si accompagna ad un tannino moderato e vellutato. La sensazione pseudocalorica è appagante assieme alla rotondità del vino.
La persistenza al palato richiama dolci ricordi di sottobosco regalando lunghi secondi di piacere prima di riappoggiare le labbra al calice per il sorso successivo. Se si accompagna il tutto con un bel tagliere di formaggi o un maialino arrosto, il quadro si completa.
LA VINIFICAZIONE
Prodotto con uve Sangiovese provenienti dal vigneto Pascena sito ad un altitudine di 250 metri sul livello del mare su terreno collinare ricco di argilla a bassa fertilità. La vinificazione avviene in acciaio con fermentazione delle bucce per 9 giorni a temperatura controllata inferiore ai 28°, per poi procedere all’invecchiamento di 12 mesi in botte, acciaio inox e barrique usate.
L’Azienda Agricola Claudia Ferrero si trova nel Podere Pascena, tra Sant’Angelo in Colle e Sant’Angelo in Scalo. Dispone di 5,5 ha di vigneto, di cui 3 a Montalcino metà iscritti a Brunello e metà a Rosso di Montalcino e 2,5 a Montenero d’Orcia, a pochi km da Montalcino ma già nella Maremma Toscana nei quali si coltivano Alicante, Montepulciano, Merlot, Cabernet e Sangiovese.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
ROMA – Centosettanta mila controlli nelle filiere agroalimentari italiane, per un valore complessivo di oltre 150 milioni di euro di sequestri e più di 10 mila sanzioni comminate.
In particolare, per le festività e per il capodanno sono state rafforzate le operazioni a tutela dei consumatori, con un più forte impegno sul territorio.
E’ il risultato delle operazioni degli organismi di controllo collegati al Mipaaf – Ispettorato repressione frodi (ICQRF), Carabinieri del Comando unità tutela forestale ambientale e agroalimentare e del Nuclei Antifrodi (NAC), e Capitanerie di Porto – Guardia Costiera. Cifre rese note dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che stila così il bilancio del 2017.
“Con questi numeri confermiamo la nostra leadership a livello europeo nel campo dei controlli della filiera agroalimentare – dichiara il Ministro Maurizio Martina – per una maggiore tutela del consumatore e delle imprese in regola. Quest’anno abbiamo registrato un incremento di oltre il 6% rispetto allo scorso anno, quando si era già segnato un record delle ispezioni. Ringrazio le donne e gli uomini impegnati anche in queste ore di festa a garantire qualità e sicurezza dei prodotti che arrivano sulle tavole degli italiani. Il nostro impegno va avanti”.
FOCUS CAPODANNO
I Carabinieri del Comando unità tutela forestale ambientale e agroalimentare e il Nucleo antifrodi sono in campo per le verifiche sui prodotti tipici delle festività e hanno sequestrato oltre 30 tonnellate di cibo e 45 mila omogeneizzati non in regola pronti ad essere commercializzati.
La Guardia Costiera con l’operazione “Dirty Market” ha effettuato controlli sull’intera filiera ittica, per contrastare l’arrivo, sulle tavole degli italiani, di prodotti “non sicuri”, “non garantiti” e quindi potenzialmente pericolosi. Sono impegnati 15 Comandi Regionali Marittimi e, nell’arco di un solo mese, sono stati effettuati 11.000 controlli lungo l’intera filiera commerciale. Ed effettuati sequestri per circa 1,4 milioni di euro.
L’Ispettorato repressione frodi del Ministero si conferma come una delle maggiori autorità antifrode in Europa, in particolare per l’attività di salvaguardia dei prodotti a indicazioni geografica. Prosegue anche in questi giorni l’innovativa attività di contrasto ai falsi prodotti agroalimentari Dop e Igp italiani sul web.
Lotta al finto parmesan o aceto balsamico, fino allo stop al prosecco in lattina effettuato poche settimane fa con 30 milioni di lattine pronte ad essere vendute via internet. Sono oltre duemila le operazioni sul web completato con successo dall’Icqrf con la rimozione dei prodotti falsi dagli scaffali dei maggiori player mondiali dell’e-commerce come eBay, Alibaba e Amazon.
SCHEDA ATTIVITÁ OPERATIVA – 2017
CONTROLLI
ICQRF 53.285
CARABINIERI COMANDO UNITA’ TUTELA FORESTALE AMBIENTALE E AGROALIMENTARE 7.646
CARABINIERI NAC 1.220
GUARDIA COSTIERA – CAPITANERIE DI PORTO 108.525
TOTALE 170.676
SANZIONI
ICQRF 3.665
CARABINIERI COMANDO UNITA’ TUTELA FORESTALE AMBIENTALE E AGROALIMENTARE 910
CARABINIERI NAC 304
GUARDIA COSTIERA – CAPITANERIE DI PORTO 5.326
TOTALE 10.205
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
(2 / 5) Continuiamo i nostri assaggi della linea “Integralmente Prodotto” di Eurospin con il Cerasuolo d’Abruzzo Dop prodotto da Co.ci di Ortona, bottiglia non giudicata durante la nostra degustazione del 5 Novembre per eccessiva presenza di acido acetico.
LA DEGUSTAZIONE
Di un incantevole rosa cerasuolo pastello trova nell’occhio e nel naso la sua massima espressione.
All’olfatto è intenso con richiami predominanti di fragolina selvatica e ciliegia non matura. Scavando oltre il frutto giungono note più dolci e delicate di camomilla, rosa, geranio e un tocco minerale.
Al palato però non conferma le aspettative ed emerge la sua personalità. Leggero in alcolicità con i suoi 12 gradi ha una freschezza e una sapidità molto marcata che rende la beva poco morbida. Un equilibrio appena sufficiente per una persistenza quasi assente, in totale antagonismo alla tipicità del Cerasuolo D’Abruzzo che generalmente regala intensità di aromi anche al retrolfattivo.
In cucina è un vino molto versatile, si abbina a primi piatti semplici, come un classico spaghettino al pomodoro, pasta fagioli, preparazioni a base di pesce e cozze, carni bianche, e pizza margherita.
LA VINIFICAZIONE
Il Cerasuolo d’Abruzzo Dop viene prodotto nelle province di Chieti, Aquila, Teramo e Pescara con uve Montepulciano almeno per 85% e con altri vitigni a bacca rossa non aromatici da soli o congiuntamente coltivati in Abruzzo.
La vinificazione è in bianco con breve macerazione sulle bucce per conferire al vino il caratteristico colore.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Oggi vi racconto ciò che abbiamo preparato io e mio fratello per la cena della vigilia di Natale.
Lo stesso menù può essere riproposto per la cena dell’ultimo dell’anno. Ecco, quindi, la nostra tavola della vigilia.
ANTIPASTI
Un gustosissimo panettone gastronomico farcito con crema di tonno, crema di prosciutto e rucola e crema al salmone. Poi impepata di cozze e polipo all’insalata (vino in abbinamento: Müller Thurgau Grandi Vigne)
CONTORNO
Insalata di rinforzo e broccoli di Natale conditi con olio e limone
DOLCE
Non potevano mancare gli struffoli e il limoncello
Non vi guiderò in tutte le preparazioni, anche perché molte sono facilissime da eseguire. Ma vi racconterò la storia del primo piatto, eseguito, come vi dicevo, da mio fratello. Vi assicuro che era buonissimo!
RICETTA PACCHERI CON GAMBERI, PEPERONI E VONGOLE Ingredienti per 8 persone: 2 peperoni ( uno giallo e uno rosso) arrostiti e spellati; 80 gr di olive nere di Gaeta denocciolate; 300 gr di gamberi; 1 kg di vongole veraci; 750 gr di paccheri; prezzemolo fresco; 50 gr circa di olio extravergine di oliva; uno spicchio di aglio.
PREPARAZIONE
Le prime due cose che abbiamo preparato sono state peperoni e vongole. Innanzitutto, ho arrostito i peperoni sulla brace e poi li ho tenuti avvolti in carta forno finché non si sono raffreddati. In questo modo è stato più facile spellarli.
Nel frattempo, abbiamo preparato le vongole,sciacquandole ripetutamente in acqua fredda e facendole ricadere su un piatto bianco. In questo modo, si possono scartare quelle che contengono sabbia.
A questo punto le ho adagiate in una pentola alta e, aggiungendo un cucchiaino di olio e coprendole, le abbiamo fatte cuocere a fuoco lento e agitandole di tanto in tanto, per pochi minuti,finché non si sono aperte tutte.
Intanto mio fratello ha preparato i gamberi , pulendoli e privandoli delle teste, pulite anch’esse e usate poi per il soffritto insieme ad olio,aglio e prezzemolo.
Ha poi tolto le teste di gambero e l’aglio e aggiunto i peperoni tagliati a listarelle e le olive denocciolate. Infine sono state aggiunte le vongole e un pizzico di sale grosso.
A quel punto il sugo era pronto. Intanto avevamo già calato i paccheri in acqua bollente e salata, visto che hanno bisogno di circa 15 minuti di cottura. Li abbiamo scolati al dente e fatti saltare in padella con il fondo del sugo, aggiungendo all’occorrenza, acqua di cottura.
Sono stati poi impiattati, aggiungendo i gamberi e le vongole. Spero che questa ricetta di mio fratello vi piaccia, come è piaciuta a noi e vi auguro ovviamente buon appetito, ma soprattutto un sereno anno nuovo.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Un paese in Appennino, la storia di un territorio straordinariamente vocato per il Sangiovese e la tradizionale festa, “E zoc ed Nadel”, che raccoglie tutta la comunità attorno a un fuoco acceso in piazza.
Sono gli ingredienti della serata che giovedì 4 gennaio alle ore 18.30 vedrà i produttori di vino di Modigliana (FC) in piazza a raccontare dal vivo i loro Sangiovese per quella che a tutti gli effetti è la prima degustazione del nuovo anno.
Un’occasione unica per conoscerli e capire cosa abbiano di così speciale queste valli che si arrampicano in alto, tra boschi e rocce. La serata è promossa da BCC Credito Cooperativo Ravennate Forlivese & Imolese, in collaborazione con Az. Agr. F.lli Lecca e Coldiretti di Forlì. La degustazione è gratuita, previo acquisto del calice.
AZIENDE PARTECIPANTI: LE DICHIARAZIONI Parteciperanno le aziende: Lu.Va., Mutiliana, Il Teatro, Torre San Martino, Il Pratello, Villa Papiano. Abbinati ai vini vi saranno i prodotti dell’azienda agricola Fratelli Lecca.
“Vogliamo coinvolgere questo paese in un’avventura nuova, quella di un racconto che porta queste valli in giro per il mondo”, a parlare è Luca Monduzzi, titolare insieme alla moglie Stefania Montanari dell’azienda agricola Il Teatro. “Il vino è un’opportunità nuova per Modigliana, la possibilità di un futuro che qualche anno fa neanche si poteva immaginare. Oggi le nostre valli sono conosciute un po’ dappertutto e per me è una soddisfazione enorme, un motivo d’orgoglio e uno stimolo”.
Luciano Leoni, dell’azienda Luva, modiglianese doc, parla del vino con il senso di appartenenza di chi è nato fra questi monti. Modigliana si candida così a diventare la Stella dell’Appennino, il territorio di riferimento di tutta la Romagna del vino. Lo fa con i vini sottili, eleganti e freschi che nascono da suoli, unici in Romagna, di marne e arenarie.
“Siamo convinti che la comunità vada coinvolta, i vini di Modigliana devono essere i vini di tutti e tutti ne devono comprendere la finezza. Scendere in piazza a parlarne tra la gente ci sembra il modo migliore per raccontarli”, così Tommaso Bindi, dell’azienda Torre San Martino, rimarca l’anima militante di questa serata di strada.
“Il carattere del sangiovese di Modigliana è elegante, austero, con un frutto garbato che indugia sui richiami minerali e con una bocca sapida e tagliente. Sono vini da attendere nel tempo, sempre sottili e vibranti, figli dei terreni poveri di questo territorio che si articola su tre valli che salgono in Appennino: Ibola restituisce i vini più sottili e salati, verticali e chiusi; Tramazzo è una valle che consegna i vini più eleganti e delicati, finissimi; Acerreta è invece la valle con i suoli più ricchi e i vini si esprimono su una trama tannica più fitta e sono materici e carnosi”. A raccontare in questo modo il territorio è Giorgio Melandri, wine writer ed esperto, da sempre impegnato in una lettura territoriale del vino, oggi coinvolto in questa terra con una sua piccola produzione firmata Mutiliana. “
È una identità originale, lontana da quella classica romagnola di vini prodotti sulle argille e noi su questa diversità stiamo costruendo un racconto nuovo, che mette il territorio (e non il marchio) al primo posto e “viaggia” in Appennino fino ai 600-700 metri di quota”. A parlare è Francesco Bordini, agronomo, wine maker e titolare di Villa Papiano, che prosegue: “La storia della qualità, già dagli anni ’70 con la incredibile storia dei Ronchi di Castelluccio firmati da Gian Vittorio e Gian Matteo Baldi, è passata di qui. Oggi la stiamo rilanciando, complice una rinnovata sensibilità del mercato per i vini eleganti e freschi, sottili eppure complessi”.
“Quando ho piantato le mie vigne a 500 m s.l.m, negli anni ’90, mi hanno preso per matto e invece oggi quella è stata semplicemente una scommessa vinta. Aprire le bottiglie di quelle prime vendemmie oggi è emozionante, sono ancora vini perfetti” conclude Emilio Placci, dell’azienda Il Pratello.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
(4 / 5) “A fianco all’Italia che tutto il mondo conosce, esiste, quando ci si inoltra nell’estremo meridionale, una seconda Italia, sconosciuta, che non è meno interessante dell’altra, né inferiore per bellezza di paesaggi e grandezza di ricordi storici […]. Parole sulla Basilicata di François Lenormant che così la descrisse dopo il suo viaggio in Italia del 1858.
Descrizione che sembra ancora così attuale: una regione fuori dal tempo, oggi un po’ più conosciuta grazie al cinema o a Matera che sarà capitale europea della cultura nel 2019.
Un territorio aspro, prevalentemente montuoso dove la coltivazione della vite è a dir poco difficoltosa, una delle ragioni per cui conta solo circa 4500 ettari vitati.
Eppure, in questo piccolo areale vinicolo, nel comprensorio del Vulture, antico vulcano spento, ha trovato il suo habitat naturale una perla ben conosciuta agli appassionati di vino, l’Aglianico, vitigno oggi sotto la nostra lente di ingrandimento con un prodotto della Cantina di Venosa: Aglianico del Vulture Dop 2013 Balì.
LA DEGUSTAZIONE Rosso rubino intenso, poco trasparente e denso ha un impatto olfattivo dominato da note fruttate di prugna ed amarena. Seguono note composte di spezie dolci come vaniglia e cannella che non soverchiano assolutamente il frutto. Al palato è un vino dallo stile moderno, molto piacevole e facile da bere.
Il sorso caldo è caldo con una buona componente acida e salina in un contesto tannico ben bilanciato nel quale anche l’alcolicità è perfettamente amalgamata. Come l’Aglianico del Vulture Dop Baliaggio, già degustato nel 2016 si conferma un prodotto ottimo per fascia di prezzo.
In cucina è il classico vino da arrosti, primi piatti saporiti, cacciagione e formaggi a pasta dura. Da servire a 16°- 18° C in calici ampi per gustarlo al meglio.
LA VINIFICAZIONE Prodotto con uve Aglianico 100% allevate a spalliera con una densità di 3500 piante per ha. I vigneti hanno un età compresa tra i 10 e i 30 anni e si trovano ad una altitudine i 450-500 mt s.l.m nella parte nord orientale della provincia di Potenza delimitata dal disciplinare di produzione che comprende il territorio di 15 Comuni.
La vendemmia viene effettuata tra il 15 ottobre ed il 10 novembre. L’uva raccolta a mano nelle prime ore del mattino, viene trasportata in casse da 12/15 kg in cantina dove viene pigiata e diraspata quindi trasferita in piccoli fermentini e macerazione pellicolare con inoculo di lieviti selezionati a temperatura controllata da 23° a 26° C. per circa 8 giorni.
Il completamento della fermentazione alcolica e malo-lattica dell’Aglianico Balì avviene in serbatoi isotermici inox. Successivamente il vino viene affinato in botti di rovere di slavonia per circa 12 mesi, quindi filtrato ed imbottigliato a freddo.
La Cantina di Venosa si trova nell’omonima città lucana. Costituita nel 1957 oggi vanta una base di 400 soci per 800 ettari vitati ed è il maggior produttore di Aglianico nella zona del Vulture.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Feste da export: dallo spumante per festeggiare con ostriche e caviale, alle decorazioni, passando per le benauguranti lenticchie con il cotechino.
Senza dimenticare il Panettone tipico. Sono solo alcuni tra i prodotti italiani per le festività che partono per il mondo, per un valore di quasi 200 milioni al mese.
Sono 1,6 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2017, in crescita del 13,2% rispetto al 2016. Il mondo anglosassone è quello che apprezza di più i prodotti per le feste.
Regno Unito e Stati Uniti sono infatti le prime mete dell’export nazionale, in crescita rispettivamente dell’11% e del 19%. Terza la Germania, +6,4%. Vengono poi Francia, Svizzera e Austria. Ma a crescere di più è l’export con la Russia, in forte ripresa +34%, e con il Canada (+22%).
Per sapere tutte le destinazioni dell’export, quali sono i maggiori mercati di sbocco e i prodotti più apprezzati arriva la mappa: “Feste ed export: i prodotti italiani nel mondo”, realizzata dalla Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi in collaborazione con Promos, la sua azienda speciale per le Attività Internazionali. La mappa, disponibile in italiano e inglese, è scaricabile dal sito Promos al link: http://www.promos-milano .it/informazione/note-settoria li/feste-ed-export-i-prodotti- italiani-nel-mondo.kl..
“Le feste intorno al Natale sono un momento importante per il rilancio dei consumi – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, presidente di Promos, azienda speciale della Camera di commercio per le attività internazionali -. È un dato positivo la crescita delle produzioni tipiche del nostro territorio legate alle festività. Fa parte della notorietà del made in Italy nel mondo che vive un momento favorevole. Conta l’idea positiva della nostra qualità della vita, accompagnata da benessere, buon gusto e cultura. Un simbolo è anche il nostro panettone, che come Camera di commercio valorizziamo con un marchio di prodotto tipico e che ben si presta al gusto di alcuni mercati esteri, a partire dall’Europa”.
I PRODOTTI PIU’ RICHIESTI
Lo spumante e il prosecco prendono la via di Regno Unito (267 milioni, +13,1%) e Stati Uniti (217 milioni, +17%) ma è in forte crescita la richiesta da Russia (+41%) e Canada (+25%).
Il panettone raggiunge soprattutto la vicina Francia (86,4 milioni, +4%) ma è sempre più apprezzato anche negli Stati Uniti (+37%) e in Austria (+31%), prosciutti e cotechini arrivano in Francia (27,6 milioni, +14%) e Germania (21 milioni, +21%) così come il caviale (per circa un milione di euro ciascuna) e i crostacei (oltre 8 milioni ciascuna).
Cresce la richiesta di lenticchie in Germania (+89%) e in Svezia (+26%) mentre gli oggetti per le feste vanno negli Stati Uniti e le ghirlande elettriche decorative in Germania, i fuochi d’artificio in Francia (1,9 milioni) ma sempre più anche in Spagna (+39%). Per le vacanze sulla neve ad apprezzare di più gli sci e le attrezzature da sci italiane sono gli Stati Uniti (17 milioni, +32,5%) e l’Austria, insieme ai pattini da ghiaccio.
Tra le mete extraeuropee più lontane, pur se su cifre minori, ci sono tra i primi 10: il Giappone per i vini, gli Emirati Arabi e il Qatar per le ghirlande elettriche decorative, il Giappone, Hong Kong e la Corea del Sud per il caviale, il Canada per i fuochi d’artificio, il Giappone e il Messico per le attrezzature da sci.
Prodotti da forno, pasticceria e farinacei lombardi sulle tavole del mondo nei giorni di festa. La Lombardia ne esporta per un valore di circa 36 milioni di euro al mese, pari a quasi 325 milioni di euro nei primi nove mesi del 2017, in crescita rispetto allo scorso anno del 10,1%.
Tra panettoni, pasticceria e pane da Milano partono prodotti per quasi 154 milioni di euro (+12,4%). Seconda è Brescia con 44 milioni, terza Varese con 38. Vengono poi Mantova e Cremona con oltre 20 milioni, superano i 10 milioni anche Pavia e Como.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Gli Italiani hanno speso a tavola quasi 2,5 miliardi di euro per i cibi e le bevande consumati tra la cena della vigilia e il pranzo di Natale che quasi nove italiani su dieci (86 per cento) hanno trascorso a casa con parenti o amici.
E’ questo il bilancio stimato dalla Coldiretti che conferma, con un aumento del 9% rispetto allo scorso anno, come gli Italiani non rinuncino all’appuntamento più tradizionale dell’anno.
A prevalere è stato il Made in Italy, con i cibi esotici e fuori stagione praticamente scomparsi dalle tavole dove invece si sono affermati – sottolinea la Coldiretti – il bollito, i polli arrosto, i cappelletti in brodo, le pizze rustiche e i dolci fatti in casa, con il record di una media di 3,3 ore trascorse in cucina per la preparazione dei piatti, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’.
Lo spumante si conferma come il prodotto immancabile per quasi nove italiani su dieci (90%) a pari merito con la frutta locale di stagione, mentre il panettone con il 76% batte di misura nelle preferenze il pandoro fermo al 70%.
La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menu a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata – conclude la Coldiretti – in 900 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 450 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 300 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 500 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 200 per pasta e pane e 150 milioni di euro per formaggi e uova.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
L’enoturismo conquista il suo primo storico quadro normativo dopo 25 anni di attività grazie all’approvazione della manovra di bilancio in Senato. Il settore che ad oggi genera un indotto turistico di quasi 3 miliardi di euro l’anno potrà finalmente attuare un ulteriore cambio di marcia a favore dei territori rurali e del vigneto Italia.
IL TESTO IN BREVE
Il capitolo “enoturismo” prevede la possibilità di fatturare degustazioni, visite in cantina, pacchetti enoturistici e vendemmie esperienziali equiparando la disciplina fiscale di queste pratiche a quella delle attività agrituristiche per gli imprenditori agricoli. Una rampa di lancio, la più avanzata in Europa, fondamentale per il futuro del comparto che andrà meglio definita attraverso le relative modalità attuative e con l’iter parlamentare del ddl Stefàno che aggiungerà altri elementi a quelli già approvati come la certificazione e la formazione degli operatori enoturistici, la cartellonistica stradale e la creazione di un osservatorio sull’enoturismo.
LE REAZIONI DELLA FILIERA
“Abbiamo ottenuto il riconoscimento giuridico e normativo di un’attività strategica della vitivinicoltura italiana che ha dato e continuerà a dare grandi opportunità ai produttori e per lo sviluppo socio-economico dei territori. Confido anche che si possa costituire a breve un tavolo di lavoro che coinvolga tutti i soggetti in grado di dare un contributo costruttivo alla definizione dei decreti attuativi previsti dalla norma. Un particolare ringraziamento – ha concluso – va al senatore Stefàno, al ministro Martina, allo staff del Mipaaf” ha dichiarato il Presidente dell’Unione Italiana Vini (Uiv), Ernesto Abbona.
“Che l’enoturismo sia un complesso di attività riconosciuto dalla legge italiana è un grande passo, il coronamento di 25 anni di attività del nostro Movimento e di questo dobbiamo ringraziare in primis il senatore Stefàno che ha investito tempo e lavoro, e che ci ha ascoltato, così come ha fatto il Mipaaf nella definizione di alcuni aspetti della norma. Da oggi l’enoturismo è adulto e si apre un nuovo grande lavoro da fare coinvolgendo il più possibile tutta la filiera per i decreti attuativi, per spiegare alle cantine come utilizzare questa grande leva in ottica di sviluppo in favore dei nostri territori vitivinicoli”, parole del presidente del Movimento turismo del vino (Mtv), Carlo Pietrasanta.
Grande soddisfazione per il Presidente di Città del vino Floriano Zambon che si è così espresso: “Siamo soddisfatti per la nascita di una normativa che presenta molti pregi e che l’associazione ha sostenuto. L’enoturismo, come patrimonio territoriale, qualità del servizio e accessibilità, permette infatti al comparto di coltivare una visione ampia e condivisa in termini economici, di occupazione, di capacità di restituire un’immagine positiva dei nostri territori. Ora l’auspicio è che si arrivi in tempi brevi alle norme attuative e quindi alle competenze specifiche, oltre ovviamente alla definizione delle capacità applicative. Non possiamo che ringraziare il convinto interessamento del senatore Dario Stefàno”.
Una legge che riempie un vuoto normativo regolamentando ciò che i vignaioli indipendenti fanno da tempo aprendo le porte delle loro cantine a chi desidera conocere le loro storie, visitare le vigne e degustare i vini secondo il presidente della Fivi (Federazione italiana vignaioli indipendenti) Matilde Poggi.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Spumanti italiani protagonisti a Natale: durante le prossime festività, nel nostro Paese verranno stappate 66 milioni di bottiglie di spumanti italiani (+6% sul 2016; bottiglie da 0,75l), mentre all’estero 174 milioni (+11%).
Dai dati dell’Osservatorio del Vino, su stime Ismea, emerge che il comparto nazionale dei vini spumanti chiuderà il 2017 con una produzione di circa 671 milioni di bottiglie (5,032 mln di hl, +9% sul 2016) ed un export di 3,7 milioni di ettolitri (quasi 500 milioni; bottiglie da 0,75l) se fosse confermato il trend gennaio-settembre dell’anno.
“Anche quest’anno – commenta Ernesto Abbona, presidente dell’Osservatorio del Vino – i vini spumanti italiani saranno protagonisti del Natale e, più in generale, delle festività. Da evidenziare l’incremento dei consumi sul mercato interno, che ci porta a due considerazioni molto significative: l’economia interna è in ripresa e i consumi sono favoriti da un clima di maggior fiducia; il consumatore sta facendo notevoli passi avanti in termini di crescita culturale nei confronti della qualità che siamo in grado di offrire, che ci fa ben sperare per il futuro di tutto il vino italiano”.
IL PROSECCO TRAINA
L’export, trainato dal Prosecco, vola a doppia cifra. “Ma come in più occasioni abbiamo ribadito – ammonisce Abbona – non possiamo affidare a questo prodotto, seppur vincente, la nostra penetrazione nei mercati stranieri. Stiamo lavorando da tempo, insieme all’ICE e al MISE, per individuare strategie efficaci affinché tutto il nostro vino di qualità venga percepito e apprezzato come tale all’estero. La situazione sta migliorando, ma c’è ancora molto lavoro da fare”.
L’export di vini spumanti italiani continua dunque a crescere. I dati Ismea su base Istat registrano infatti un incremento pari a +11% a volume e +14% a valore. In particolare, da gennaio a settembre sono stati esportati circa 2,5 milioni di ettolitri di vino per un incasso di 920 milioni di euro.
Performance sopra la media per gli spumanti Dop (+13% a volume e +15% a valore), mentre il Prosecco copre la quota preponderante delle esportazioni: da solo rappresenta infatti il 70% circa di tutti gli spumanti Dop e poco meno del 60% rispetto all’intero comparto spumantistico.
L’EXPORT
Tra i principali Paesi clienti, il Regno Unito si conferma il primo Paese di destinazione delle bollicine Italiane, dove si registra, sullo stesso periodo 2016, un incremento in valore del 13% per un corrispettivo di 267 milioni di euro (+10% in volume per circa 769 mila hl).
Al di sopra della media la performance degli Stati Uniti dove l’export vale oltre 217 milioni di euro (+17%) con una crescita anche in volume del 14% (531 mila hl). Dato interessante sulla Russia, che riporta una progressione in termini di valore e volume pari al 41%.
Dall’analisi Ismea, con il contributo del Cirve dell’Università degli Studi di Padova, partner dell’Osservatorio del Vino,in base ai dati dei primi nove mesi 2017 sui movimenti del vino spumante a livello mondiale, si può parlare di una crescita complessiva delle esportazioni pari all’11% in valore e in volume, contro un dato 2016 rispettivamente, del 4 e 7%.
In questo quadro, l’Italia prosegue il suo percorso di espansione nel mercato internazionale degli spumanti, con una crescita dei valori maggiore della media del mercato (+14%) e una crescita dei volumi in linea con quella del mercato (10%). Nel 2017 crescono anche le spedizioni degli altri grandi esportatori di spumanti.
La Francia tuttavia cresce meno dell’Italia (+9,6% in valore, + 8,5% in volume) e la Spagna cresce più dell’Italia in volume ma con prodotti di minor pregio, pertanto la crescita in valore risulta minore rispetto all’Italia (+10% in valore, + 18% in volume).
“Questi dati consentono di chiudere il 2017 con un moderato ottimismo – conclude Abbona – di buon auspicio per il prossimo anno. Il nostro augurio per queste festività è che la tradizione italiana, con i suoi sapori, le sue passioni e la sua storia, sia il filo conduttore per passare un ‘gustoso’ e sereno Natale”.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Poche regole, ma buone, per evitare sorprese sulla tavola. Ecco i segreti per scegliere il pesce fresco:
Acquistarlo, laddove possibile, direttamente dal produttore che garantisce la freschezza del pescato
Verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca
Verificare che la carne abbia una consistenza soda ed elastica, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole
Per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso
Meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne
Saranno spesi circa 950 milioni di euro per acquistare il pesce durante tutte le festività del Natale 2017. Con il giorno della vigilia che fa registrare il consumo più elevato dell’anno. E’ quanto stima Coldiretti ImpresaPesca, nel sottolineare che si registra un aumento del 5% rispetto allo scorso anno.
Sulle tavole è forte la presenza del pesce locale, a partire dalle alici e dalle vongole, grazie alle condizioni meteorologiche che hanno favorito la pesca con ampia disponibilità nei mercati ittici e un buon rapporto qualità prezzo.
Sogliole, triglie, seppie di produzione nazionali saranno prevalenti ma, sottolinea Coldiretti Impresa pesca, il 62% degli italiani assaggerà il salmone arrivato dall’estero. Appena l’11% si permetterà le ostriche e la stessa percentuale il caviale, spesso di produzione nazionale.
Per non cadere nelle trappole del mercato, in una situazione in cui 3 pesci in vendita su quattro non sono cresciuti nei mari italiani, il consiglio della Coldiretti è di guardare l’etichetta sul bancone, dove deve essere specificato il metodo di produzione (“pescato”, “pescato in acque dolci”, “allevato…”), il tipo di attrezzo oggetto della cattura e la zona di cattura o di produzione (Mar Adriatico, Mar Ionio, Sardegna, anche attraverso un disegno o una mappa).
E IL PESCE CONGELATO? Per quanto riguarda il pesce congelato c’è l’obbligo di indicare la data di congelamento e nel caso di prodotti ittici congelati prima della vendita e successivamente venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione “decongelato”.
Per garantirsi la qualità il pesce fresco – ricorda Coldiretti – deve avere inoltre una carne dalla consistenza soda ed elastica, le branchie di colore rosso o rosato e umide e gli occhi non secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole.
Infine, meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne mentre – continua la Coldiretti – per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso. Il settore della pesca e acquacoltura vede impegnate circa 12 mila imbarcazioni, mentre la top-ten delle produzioni è guidata dalle alici, seguite da vongole, sardine, naselli, gamberi bianchi, seppie, pannocchie, triglie, pesce spada, gallinelle e sugarelli.
La classifica delle produzioni per volume di fatturato vede invece primeggiare – conclude la Coldiretti – il nasello, davanti ad alici, triglie di fondale, seppie, gamberi bianchi, scampi, pesce spada, gamberi rossi, vongole, pannocchie e sogliole.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Oggi vi propongo una semplice, ma gustosissima torta salata. Spesso per me diventa la soluzione ideale per stuzzicare con i miei familiari, davanti alla tv. Spero vi piaccia. Questa torta è per circa 6 persone.
GLI INGREDIENTI
Ingredienti per la pasta brisè: 250 gr di farina 00; 125 gr di burro; 80 ml di acqua; 10 gr di sale. Ingredienti per il ripieno: 3 salsicce a punta di coltello; 100 gr di funghi champignon; 200 gr di funghi porcini; 250 ml di panna liquida fresca; 100 gr di grana padano; 3 uova; 1 tuorlo; sale e pepe; olio (a vostra discrezione); aglio.
LA PREPARAZIONE
Per preparare la pasta brise, impastiamo insieme gli ingredienti , aiutandoci con un mixer. Il burro e l’acqua dovranno essere ghiacciati. Di solito raffreddo anche il boccale del mixer. Poi formiamo una palla, non lavorandola troppo per non riscaldare l’impasto, ricopriamola con una pellicola e teniamola in frigo almeno una mezz’ora.
Intanto possiamo pensare al ripieno. Dopo aver pulito e sminuzzato i funghi, versiamoli in una padella già tiepida, saliamoli leggermente e lasciamoli per qualche minuto a fiamma bassa, in modo da far perdere un po’ di acqua in essi contenuti. A questo punto aggiungiamo un giro di olio e uno spicchio di aglio intero, che poi toglieremo.
Lasciamoli andare per 10 minuti e poi spolverizziamoli con un trito di prezzemolo. Pronti i funghi, passiamo alle salsicce. Sbricioliamole e facciamole rosolare per bene in una padella calda. Io non aggiungo né olio né sale. Prepariamo a questo punto un battuto con le tre uova, il formaggio grattugiato e il pepe. Anche qui non aggiungo sale.
A questo punto foderiamo una teglia con la pasta brise che abbiamo preparato. Per mantenere freddo l’impatto durante la stesura, al posto del matterello in legno, uso una bottiglia pulita e lasciata in freezer. Adesso farciamo con i funghi e le salsicce. Sopra verseremo le uova e infine la panna liquida.
Ricopriamo con strisce di brisè e spennelliamo con il tuorlo per far dorare la pasta. Inforniamo a 180 gradi circa per 30 minuti, stando attenti che la torta sia ben cotta sul fondo. Bene! Gustatela tiepida e… Buon appetito!
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
MONTEBELLUNA – L’anno del Consorzio Vini Asolo Montello si chiude con importanti novità nell’ambito dei disciplinari. L’Assemblea dei soci ha infatti approvato alcune variazioni riguardanti le denominazioni della DOC Montello-Colli Asolani e della DOCG Asolo Prosecco.
La prima novità riguarda l’etichettatura dell’Asolo Prosecco Superiore DOCG. A partire dal prossimo anno i produttori potranno scegliere se apporre sui loro prodotti la dicitura di Asolo Prosecco Superiore DOCG o la più semplice Asolo DOCG. Un modo per legare ancora di più il vino con la zona di produzione e con la città dei cento orizzonti.
Aria di cambiamento anche per l’Asolo Prosecco DOCG “Colfondo”, che dal prossimo anno cambierà il suo nome in Asolo Prosecco Superiore DOCG sui lieviti e potrà essere prodotto nella versione Brut Nature o relativi sinonimi.
L’altra importante modifica riguarda invece la DOC Montello-Colli Asolani, che abbrevia la sua denominazione sostituendo la dicitura “Colli Asolani” con quella di “Asolo”. Il marchio di Denominazione di Origine Controllata potrà quindi essere riportato sulle etichette delle bottiglie come DOC Asolo Montello o, a discrezione, DOC Montello Asolo.
Le modifiche sono attualmente in fase di approvazione da parte della Regione. La successiva convalida da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali è prevista nel corso del prossimo anno, in modo che le variazioni siano attuative già dalla vendemmia 2018.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Assoenologi e Federvini, nell’ambito dell’accordo “Vino Patrimonio Comune”, danno vita a VINTEGRA, un sistema specializzato e garantito di servizi integrati basato sui principi dell’economia della condivisione e dell’accesso anziché della proprietà, con l’obiettivo di ottimizzare gli investimenti delle imprese per le loro necessità tecniche.
“Vogliamo applicare i principi della sharing economy all’interno della filiera vitivinicola – afferma Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi – mettendo a sistema la professionalità dell’Enologo. Questo vuol dire avere la possibilità di portare a fattor comune competenze e tecniche per parlare al mondo con un’unica voce di eccellenza e qualità”.
“L’esigenza di un coordinamento è sempre più urgente – dichiara Sandro Boscaini, presidente di Federvini – partendo dalla necessità di avere una qualità reale e percepita sempre più alta ed uniforme: ogni singolo prodotto è oggi ambasciatore del ‘saper fare’ italiano e quindi deve poter attingere da una rete di competenze tecniche, culturali e promozionali che devono diventare patrimonio comune”.
Si partirà, quindi, nel 2018 con la individuazione di laboratori qualificati da Assoenologi e Federvini, “dotati di strutture di alto livello per collaborare al miglioramento dei prodotti e dei processi”.
“La variazione in atto nelle condizioni climatiche e la velocità con cui cambiano gli stili di vita e gli approcci al consumo – evidenzia Assoenologi – oltre alla maggiore importanza che acquisiscono i nuovi mercati, rendono necessario e urgente il contributo della ricerca e la conseguente implementazione sia in vigneto sia in cantina che nella comunicazione nei mercati”. Con questi temi si confronterà nell’immediato e a medio termine il progetto VINTEGRA.
Federvini – Federazione Italiana Industriali Produttori, Esportatori ed Importatori di Vini, Vini Spumanti, Aperitivi, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed Affini – nasce nel 1917, aderisce a Federalimentare e Confindustria, ha un’ampissima rappresentanza dei produttori di vini, liquori, acquaviti e aceti e di Aceto Balsamico di Modena IGP. Scopi della Federazione sono la tutela degli interessi e l’assistenza della categoria in tutte le sedi istituzionali, nazionali, comunitarie ed internazionali.
Assoenologi – Associazione Enologi Enotecnici Italiani, organizzazione nazionale di categoria dei tecnici vitivinicoli, è stata fondata nel 1891, ed è stata riconosciuta dall’Union Inter-nationale des Oenologues l’Associazione di categoria più antica, più numerosa e meglio organizzata a livello mondiale. Scopi dell’Associazione la tutela professionale dell’enologo e dell’enotecnico sotto il profilo etico, giuridico ed economico, nonché promuovere l’aggiornamento tecnico e culturale dei propri associati.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
I fiumi ed il mare, due elementi che spesso hanno condizionato la storia dell’uomo e del vino. Il fiume in questo caso è il Duero (in Spagna) o Douro (in Portogallo) ed il mare è l’oceano Atlantico.
Terzo fiume della penisola iberica con i suoi 827 Km il Duero nasce nel nord della Spagna per poi segnare il confine col Portogallo (dove è chiamato Douro) e dopo averlo attraversato, gettarsi nell’Atlantico, creando due importanti regioni vinicole, una per nazione.
Nel tratto portoghese il Douro ha scavato una valle profonda, impervia ed “eroica” per la viticultura. Terreni scistosi e granitici su cui affondano le radici della vite. Presenza di calcare e sabbie fluviali che si mescolano allo scheletro pietroso donando all’uva i suoi tipici sentori.
È dalle coltivazioni del Douro che nascono i vini Porto. Pigiatura tradizionale in vasche di pietra, macerazione sulle bucce, mutizzazione della fermentazione tramite aggiunta di acquavite. Quindi trasporto via fiume fino alle città di Porto e di Vila Nova de Gaia dove avviene l’affinamento secondo metodologie tradizionali mutuate dalla tradizione.
Se la fortuna storica del vino di Porto la si deve agli inglesi, che ne hanno sfruttato la grande stabilità per poterlo agevolmente trasportare via nave in ogni dove, certo è anche che oggi non siamo più così abituati al consumo di vini fortificati.
Per rinfrescarci la memoria (ed il palato), per approfondirne la conoscenza, per dare modo di assaggiare e scoprire produzioni di nicchia ma rappresentative dei vari stili di Porto, la sezione ONAV di Varese ha organizzato lo scorso 12 dicembre una interessante degustazione.
Sei tipologie diverse, fra giovani ed invecchiati, ossidati e non, per dare una panoramica quanto più ampia possibile a questo mondo spesso relegato in secondo piano.
LA DEGUSTAZIONE Ruby Reserva, Quinta de Lamelas. Colore rubino cupo con riflessi violacei sull’unghia. Al naso si ha subito una nota di legno secco molto presente che fa quasi pensare che il bicchiere sia ancora “chiuso”. In realtà il sentore non se ne va col tempo o la rotazione ed è quindi una caratteristica poco elegante del vino. Al di sotto belle note di frotta rossa sotto spirito, prugna secca e ribes.
Un Porto non ossidativo che in bocca risulta morbido e burroso, con una bella dolcezza e sentore di frutti rossi macerati molto gradevole. Un bicchiere dall’interessante contrasto naso/bocca.
Tawny Reserva, Quinta del Lamelas. Ambrato, quasi spogliato nel colore, ma molto luminoso. Al naso arriva subito la nota ossidativa. Note ferrose e profumi di mela ed albicocca cotte, mallo di noce. L’alcool si percepisce al naso ma non è fastidioso lasciando spazio a note di pasticceria, crème brulée e marmellata d’arance. In bocca è gradevole ed armonico, con ossidazione e note mentolate e di rabarbaro che sostengono la persistenza.
Late Bottle Vintage 2012, Quinta de Pego. Un LBV, cioè in imbottigliamento tardivo, non filtrato. Colore violaceo intenso ed un naso ricco di frutta (soprattutto rossa) ed una leggera nota ossidativa pur non essendo nello stile della bottiglia. In bocca è più dolce dei precedenti e rivela una piacevole trama tannica sostenuta da una viva freschezza. Note di frutta ed una sensazione setosa che accompagnano il finale.
Vintage 2000, Quinta Sao Pedro. Rubino intenso. Leggero sentore ossidativo e note “polverose”, “di cantina”, per un naso poco pulito dal quale emergono profumi di frutta surmatura. In bocca l’alcolicità è marcata ma non fastidiosa. Secco ed un po’ aggressivo al palato, quasi squilibrato. Un Porto più “virile” dei precedenti e più legato alla tradizione.
Porto 30 anos, Quinta de Bulas. Trent’anni di invecchiamento in botte che donano un affascinate colore “tonaca da cappuccino” con riflessi verdastri. Naso ricco e complesso con frutta come dattero, more e fico, terziario di liquirizia e radice di rabarbaro. Completano il quadro olfattivo aromi di crema pasticciera, savoiardi ed un balsamico di assenzio.
In bocca è dolce e fresco con sentori di cacao e cioccolato. Sul finale si avvertono note ossidative e di noce.
Vintage 2006, Quinta do Vesuvio. Un porto volutamente non ossidato di un impenetrabile color rubino che alla rotazione tinge le pareti del calice. Grandi note di frutta rossa, fiori secchi ed un sentore balsamico. In bocca e dritto, caldo ma non stucchevole, un Porto “da pasto”. Un vino elegante, moderno, forte di alti punteggi nelle guide internazionali ma lontano dalla tradizione.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
(4,5 / 5) Si avvicina al massimo dei voti – pardon, dei “cestelli della spesa” – il Sauternes 2011 Grande Réserve di Chateau Haut Monteils, passito francese in vendita nei supermercati Carrefour Italia. Già perché “passito”, in Francia, è sinonimo di Sauternes.
Un vino unico, ottenuto grazie a particolari condizioni microclimatiche e all’azione di una muffa “buona”, la Botrytis Cinerea. Dei dettagli parleremo tra poco, quando approfondiremo la tecnica di vinificazione di questa etichetta. Facciamo prima parlare il calice.
LA DEGUSTAZIONE Un bell’oro sgargiante, limpido, luminoso, colora il vetro che si riempie del Sauternes 2011 Grande Réserve di Chateau Haut Monteils. Al naso è più complesso che intenso. La nota principale è quella della frutta a polpa gialla matura, sotto sciroppo: pesca, albicocca. La vena dolce, mielosa, è quella attesa.
Buona la finezza dei sentori che, man mano, emergono dal calice. Primi fra tutti quelli che portano la mente alla terra bagnata, al muschio e al sottobosco, appena dopo la pioggia. Ma anche alla maggiorana.
Percezioni che “rinfrescano” il naso, in piacevole contrasto con quelle “calde” del miele millefiori e dei frutti maturi. Un corredo, quest’ultimo, reso ancora più ricco dai richiami ai datteri freschi e al burro d’arachidi e di nocciole.
E anche se non manca una certa pungenza, riconducibile a spezie come lo zafferano, sono i ricordi di idrocarburo a rendere ancora più tipico questo Sauternes Grande Reserve 2011. Della componente Sauvignon del blend percepiamo chiaramente il caratteristico “bosso” e il floreale di ginestra.
Al palato, il nettare entra con meno incisività rispetto al previsto. Il calore è contenuto e l’intensità dei sentori (oltre alla loro natura, a metà tra la frutta matura e il balsamico) risulta corrispondente al naso: non certo esplosiva. Nel retro olfattivo, ricordi di camomilla in infusione e richiami erbacei freschi, di angelica.
Un Sauternes garbato, in definitiva, questo Grande Réserve di Chateau Haut Monteils, che di corrispondente ha anche il prezzo, commisurato al suo valore. Pochi euro per un prodotto “d’ingresso” in un mondo infinitamente complesso, soprattutto per i portafogli dei più.
Consigliamo di abbinare questo Sauternes a dei bocconcini di pane e gorgonzola, a formaggi erbonati oppure a dolci come le crostate di frutta, anche se a fine pasto non stanca da solo. Perfetto con foie gras, pollame, carni bianche, pesce in salsa e Roquefort.
LA VINIFICAZIONE
Come tutti i Sauternes, anche il Grande Réserve 2011 è ottenuto da uve Sémillon, Sauvignon e Muscadelle. La tecnica di vinificazione prevede un parziale affinamento delle uve in barrique. Uve che vengono pressate mediante l’utilizzo di una pressa pneumatica. Il succo ottenuto viene raffreddato, al fine di conservare gli aromi e facilitare la sedimentazione, senza l’apporto di solfiti.
Una parte del raccolto viene vinificata in tini di acciaio a temperatura controllata. Un’altra parte affina minimo 24 mesi in vasche di cemento. La terza ed ultima, proveniente dalle vigne migliori, è interamente vinificata in botte.
Ancora più importante sono le condizioni di arrivo delle uve in cantina. La raccolta, fatta esclusivamente a mano, inizia di solito a metà settembre e può concludersi a novembre.
A seconda della stagione sono necessari da 3 a 6 tentativi per selezionare solo le uve migliori, colpite dalla Botrytis Cinerea, la cosiddetta “muffa nobile”.
Giornate soleggiate e notti umide favoriscono il proliferare di questo fungo, che attaccando la buccia contribuisce ad “asciugare” gli acini e a concentrare gli zuccheri. La Botrytis, tuttavia, non si sviluppa in maniera omogenea su tutto il grappolo.
Per questo sono necessari diversi passaggi di raccolta. Alla fine della vendemmia, ogni vite produce da 1 a un massimo di 3 bicchieri di vino. Solo cinque Comuni della zona Sud di Bordeaux possono fregiarsi dell’Aoc: Sauternes, per l’appunto, Fargues-de-Langon, Bommes, Preignac (dove si trova Chateau Haut Monteils) e Barsac.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Senza mezzi termini, uno dei migliori vini bianchi italiani qualità prezzo (attorno ai 10 euro) presenti sul mercato Horeca. E’ il Biferno Bianco Doc 2015 Kantharos di Angelo D’Uva. Una delle innumerevoli prove che il Molise “esiste”. E che il Molise “del vino”, esiste eccome.
LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, questo blend di Trebbiano e Malvasia si presenta, a due anni dall’imbottigliamento, di un giallo dorato, simile a quello della camomilla. Al naso è particolarmente intenso e complesso. Dapprima emergono note esotiche e di frutta matura, albicocca sciroppata, ananas, melone giallo.
Sorprendono i richiami a frutta a polpa rossa come l’amarena e il lampone stramaturo, di quello che si spappola appena lo prendi in mano. Il sottofondo, olfattivo e musicale, è quello di un sottile miele millefiori, corroborato da una preziosa vena campagnola, conferita dalla foglia di pomodoro rinsecchita.
L’ingresso in bocca è corrispondente al palato, più morbida che dura. Poi l’acidità accende il sorso, d’un tratto. Caldo per l’alcolicità, il Biferno Bianco Kantharos Angelo D’Uva trova un perfetto equilibrio al palato, grazie al calibro di un’acidità che sembra dosata col misurino.
Retro olfattivo sullo stesso fil rouge, citrico, tutto giocato su note di lime e pompelmo. Una chiusura austera rispetto alla “grassezza” e all’opulenza del primo bacio col nettare. Un vino, questo Kantharos di D’Uva, che alla cieca potrebbe essere scambiato per un Gewurztraminer di ottima fattura. Filo conduttore, l’aromaticità che accomuna Traminer e Malvasia.
In cucina, questo ottimo vino del Molise, perfettamente maturato in bottiglia – anche se non si tratta, formalmente, di un pensato per lunghi affinamenti – si presta bene all’accompagnamento di piatti della cucina asiatica, speziati, o di carni leggere.
LA VINIFICAZIONE
Sono Trebbiano (90%) e Malvasia (10%) a comporre il delizioso blend molisano Kantharos. Milleseicento ceppi per ettaro la densità d’impianto delle viti, che affondano le radici in un suolo argilloso e calcareo. La vinificazione prevede diraspatura e pressatura soffice delle uve.
Segue la chiarifica con flottazione. La fermentazione avviene invece alla temperatura controllata di 15 gradi. Il Biferno Doc Bianco Kantharos affina poi in acciaio per 4 mesi e riposa in bottiglia diverse decine di giorni prima di essere commercializzato.
Angelo D’Uva è uno di quelli che si fa chiamare ancora “vignaiuolo”. Con quel “iu” che sottolinea, forse, ancora meglio il concetto. La sua terra è Larino, in Molise: regione che ha tanto da dare all’enologia italiana. La storia della cantina “è una storia di famiglia”.
Fu il nonno Angelo a piantare i primi vigneti, negli anni Quaranta. Il figlio Sebastiano, negli anni 60-70 contribuisce alla crescita della cantina. Ad Angelo, l’attuale titolare, si deve la definitiva consacrazione. Un percorso iniziato nel 2001, anno in cui dà avvio alla trasformazione diretta delle proprie uve e alla produzione di vini Doc e Igt.
“Coniugare l’esperienza contadina e le moderne conoscenze e tecnologie enologiche” è il credo di Angelo D’Uva, condiviso dal suo giovane enologo Donato Di Tommaso. Per entrambi “un buon vino inizia da un frutto sano e la vinificazione deve essere semplice ed essenziale. Perché il vino sia una sincera e schietta espressione della sua terra”.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
ROMA – E’ il “caso editoriale” dell’anno, sul mondo del vino: Borgogna – Le vigne della Cote d’Or. La presentazione del libro è avvenuta a Roma, alla presenza dell’autore Armando Castagno, del finanziatore Paolo Bartolomeo Buongiorno, del fotografo del libro Andrea Federici e di numerosi estimatori dell’autore e della Borgogna.
A ospitare l’evento, l’11 dicembre, la suggestiva Sala Gianfranco Imperatori, sede dell’associazione Civita di Roma. Ad accogliere i visitatori, all’ingresso, alcune foto sulla Borgogna, scattate durante uno dei viaggi utili alla stesura del libro. Da queste fotografie si è subito catturati dall’attenzione che il fotografo ha messo nel cogliere i dettagli, i giochi di luce. E si intravede anche l’amore per il suo mestiere.
Per vedere la luce, questa monografia ha avuto bisogno di circa due anni d’impegno ininterrotto da parte dell’autore, Armando Castagno, così come racconta l’autore stesso nella conferenza stampa. Senza contare i dieci anni per la raccolta del materiale. Il testo è uno studio sulla Borgogna divisa in 4 parti.
LA BORGOGNA FATTA IN QUATTRO La prima parte tratta dei temi generali relativi al vino Borgogna, da quelli storico-territoriali a quelli legislativi, ampelografici, viticolturali, enologici e toponomastici.
La seconda e la terza parte sono poi consacrate allo studio approfondito di tutte le denominazioni previste nella Cote d’Or, annoverate lungo un ideale percorso di viaggio, da Nord verso Sud. In questa sezione, che copre quattro quinti del libro, ogni singola vigna di pregio è fatta oggetto di una monografia.
Non essendoci dati tecnici come note di degustazione, tabelle, valutazione di vini, “Borgogna – Le vigne della Cote d’Or” pùò essere definito un libro pensato per essere sempre attuale nel tempo.
La quarta ed ultima parte rende conto – in apposite appendici – dell’andamento stagionale particolareggiato e della qualità dei vini delle annate 1900-2016. In questa sezione, inoltre, Armando Castagno racconta ben 117 assaggi. In chiusura anche un glossario: un repertorio di fonti bibliografiche e sitografiche.
Nel raccontare le motivazioni che lo hanno spinto a redigere quest’opera, Castagno mostra tutta l’emozione e la gioia vissuta in Borgogna. Particolarmente toccante il momento in cui ha ringraziato la moglie e la figlia per la “pazienza e il sostegno dimostratogli, non facendogli mai pesare la sua inevitabile assenza, anche nei giorni importanti dell’anno, come Natale e Pasqua”.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
VITTORIA – È stato siglato ieri l’accordo di collaborazione tra il Consorzio di Tutela dei Vini Cerasuolo di Vittoria Docg e Vittoria Doc e l’Ispettorato centrale tutela qualità e repressione frodi Sicilia per l’espletamento delle attività di vigilanza e salvaguardia dei vini Cerasuolo di Vittoria e Vittoria. A firmare l’accordo per il Consorzio il presidente Massimo Maggio. Giacomo Gagliano per l’ICQRF Sicilia, nel suo ruolo di direttore.
I CONTROLLI
Il programma di vigilanza prevede delle verifiche sui vini imbottigliati e già in vendita nella Gdo (Grande distribuzione organizzata) nell’Horeca (hotel, ristorazione ed enoteche) e attraverso il commercio elettronico.
I vini saranno sottoposti a verifica per la rispondenza delle caratteristiche chimiche, fisiche ed organolettiche nonché sull’esatta etichettatura, ciò allo scopo di garantire ai consumatori una maggiore qualità, rendendo più incisivo il contrasto ai possibili fenomeni di uso indebito delle due denominazioni d’origine. Attualmente i vini siciliani in grado di garantire la loro qualità in regime Erga Omnes sono solo quelli riportanti il marchio Doc Sicilia, Cerasuolo di Vittoria Docg e Vittoria Doc.
“Questo ulteriore sforzo di cui si fanno carico i produttori – spiega il Presidente del Consorzio, Massimo Maggio – sottolinea la loro grande lungimiranza. I nostri produttori vogliono offrire una maggiore garanzia dei propri vini al fine di accrescere la fiducia dei consumatori e allo stesso tempo l’immagine di questi prodotti nel mercato certi che questi vini siano capaci di differenziarsi dagli altri per il loro caratteristico terroir e la tradizione enologica racchiusa in ogni bottiglia”.
Sempre secondo Maggio, “si tratta di un importante passo avanti fatto dal Consorzio di Tutela dei vini Cerasuolo di Vittoria e Vittoria, da sempre impegnato nella promozione e ora anche nella tutela che porteranno il Cerasuolo di Vittoria, unica Docg dell’isola, a qualificarsi veramente come l’eccellenza enologica siciliana”.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
VERONA – Almeno due i motivi per non perdersi la prossima Anteprima Amarone 2018, in programma dal 3 al 5 febbraio al Palazzo della Gran Guardia di Verona. Degustare in “anteprima”, appunto, l’annata 2014. E festeggiare i 50 anni dal riconoscimento della Denominazione di origine Valpolicella.
Come di consueto sono tre le giornate in calendario. L’evento inaugurale, sabato 3 febbraio 2018, è chiuso al pubblico e dedicato a stampa e media, dalle ore 9 alle ore 17. Domenica 4 febbraio 2018, Anteprima Amarone apre le porte al pubblico, dalle 10 alle 19 (biglietto di ingresso 40 euro, 35 euro con acquisto online).
L’Anteprima chiude lunedì 5 febbraio 2018, con un altro evento riservato agli operatori di settore, dalle ore 10 alle ore 17 (biglietto di ingresso: 35 euro, 30 euro con acquisto online).
IL BIGLIETTO
Il biglietto d’ingresso sarà presto acquistabile sul sito ufficiale dell’Anteprima Amarone. Comprende la degustazione dei vino presso i banchi d’assaggio delle aziende partecipanti (qui l’elenco delle aziende presenti nel 2017 all’Anteprima 2013) e l’assaggio di prodotti gastronomici nell’area dedicata.
Secondo i dati forniti da Assoenologi, nel 2014 la denominazione che ha tratto il maggior vantaggio dal miglioramento climatico di settembre è stato il Valpolicella.
In particolare è stata una buona annata per l’Amarone, ottenuto da uve d’appassimento, “la cui resa alla raccolta è stata ridotta dal 50% al 35%, con resa uva-vino leggermente sotto la media”. “L’andamento fermentativo – continua Assoenologi – si è svolto in maniera ottimale, aiutato anche dalle temperature ambientali più basse rispetto alle annate precedenti”.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Dicembre è il mese principe per le “Winter Beer”, le birre invernali o “Birre di Natale”. Prodotti stagionali che hanno lunga tradizione nel mondo brassicolo nord europeo ma che negli ultimi anni hanno trovano interessanti riscontri anche da parte di birrifici italiani. È il caso della “Invern Ale”, simpatico gioco di parole che identifica la birra di Natale di Birra del Borgo.
LA DEGUSTAZIONE 8,5% per questa birra dal colore rubino scuro, luminoso nei riflessi, sormontata da un piacevole cappello di schiuma bianca, fine e compatta.
Al naso evidenzia subito una speziatura leggera che rapidamente lascia il posto a note di scorza d’arancia ed uvetta. Seguono sentori di frutta matura e miele che addolciscono la nota di frutta secca.
In bocca è calda e piacevolmente avvolgente. L’iniziale morbidezza del malto, molto presente, lascia spazio a sentori di frutti rossi freschi (ribes) ed uvetta. Il sorso si chiude su note leggermente amaricanti di tostatura e fava di cacao che sostengono la non lunghissima ma piacevole persistenza.
Una birra molto versatile che possiamo semplicemente degustare in compagnia di amici, che possiamo abbinare a piatti di carne rossa non troppo saporiti e speziati o, perché no, che possiamo provare ad accostare al tipico dolce delle feste: il Panettone. La leggera dolcezza maltato-fruttata della birra sosterrà l’abbinamento.
BIRRA DEL BORGO Birra del Borgo nasce nel 2005 per mano del giovane Mastro Birraio Leonardo di Vincenzo. A Leonardo l’idea frullava già in testa dal 1999 ma è solo dopo studi, esperimenti ed esperienze che ha potuto dare inizio all’attività fondando il birrificio a Borgorose (RI), comune che da accesso alla Riserva Naturale dei Monti della Duchessa. E proprio “Duchessa” si chiama la birra che ha reso famoso il birrificio, fatta col farro coltivato sui Monti della Duchessa e con lieviti autoctoni.
Grande la crescita negli anni, senza mai perdere la voglia di ricercare e sperimentare che ha portato Birra del Borgo a creare nel 2009 “L’Equilibrista”, birra dallo stile tutto italiano. Stile riconosciuto nel 2015 dal BJCP (Beer Judge Certification Program) come IGA: Italian Grape Ale.
La crescita, per qualità e volume, non è però passata inosservata e così nella primavera del 2016 Birra del Borgo fu il primo marchio artigianale italiano ad essere ceduto ad una multinazionale.
Al momento dell’acquisizione AB Inbev rassicurò il mercato sostenendo l’autonomia produttiva di Birra del Borgo. Ciò che possiamo dire oggi, calice alla mano, è che Invern Ale è una birra ben fatta, pulita e che presenta tutte le caratteristiche che il consumatore si aspetta da un prodotto artigianale.
Forse un poco meno intensa e persistente di alcune sue “competitor”, ma in questo più beverina. Caratteristica che da sempre contraddistingue molte delle produzioni di Birra del Borgo.
Prezzo: 5.90 euro (75cl)
Acquistata presso: Tigros
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
MILANO– Nel 2017 si può essere “Valpolicella” senza cadere nella trappola dei residui zuccherini e della piacioneria. Come? Contrapponendo al “Marmellata style” il “Chianti Style”. Chiedere per credere a Luciano Begnoni di Santa Sofia Wines.
Cantina che, dalla frazione Pedemonte di Valpolicella di San Pietro in Cariano (VR) esporta fuori dall’Italia l’86% della produzione totale, pari a 600 mila bottiglie.
Nord Europa, Usa e Canada sono mercati “maturi” per questa storica realtà veneta a conduzione famigliare. Sulla scia di brand come il “Chianti”, Begnoni & Company propongono a un portafoglio di 120 importatori – erano solo 4 fino a metà degli anni Novanta – dei vini di una Valpolicella raccontata col garbo e l’eleganza che distingue i vini toscani. Senza perdere d’occhio, anzi valorizzando, la tipicità della Valpolicella.
Nei vini di Santa Sofia, dunque, si trova innanzitutto il frutto. La spezia tipica della Corvina. Il colore, tutt’altro che impenetrabile e cupo, degli Amarone in giacca e cravatta. L’apoteosi, l’emblema, il simbolo fulgido di questa filosofia è l’Amarone “Gioè”, vendemmia 1997.
Un vino tanto aristocratico quando democratico. Ancora lì, ad esibirsi dopo 20 anni, come un ventenne, sul palco della degustazione organizzata nel pomeriggio al ristorante Non solo lesso di Milano. Un viaggio che sorprende dal primo all’ultimo assaggio, per la precisa scelta stilistica della cantina veronese, che trova perfetto riscontro in ogni calice.
Del resto, Luciano Begnoni e il giovane enologo Matteo Tommasi – classe 1991 entrato in organico in occasione dell’ultima vendemmia – raccontano bene il il fil rouge che accomuna i vini Santa Sofia. “Eleganza e bevibilità di prodotti pensati per poter essere stappati e consumati per intero, a tavola, da due persone. Senza lasciarne un goccio”. Confermiamo.
LA DEGUSTAZIONE Valpolicella Doc Classico 2016. Chiudete gli occhi e immaginate di non sapere cosa ci sia nel calice. La delicatezza delle note fruttate e la loro eleganza porterà dappertutto, tranne che ai confini della Valpolicella. Almeno di quella che siamo abituati a riscontrare, nel 90% dei casi.
Già, perché questo “Classico” veronese di Santa Sofia è un rosso non convenzionale. E non v’è dubbio, ad occhi aperti. Ma si comporta come un grandissimo rosato. Di Puglia, per dirla tutta. Di quelli fini.
Di quelli che non s’abbandonano alle regole del mercato, che vogliono rosè di pronta beva, facili, piacioni. Ci ricorda, per dirla tutta, quel gran pezzo di bravura di Severino Garofano che è “Girofle”.
Il primo impatto con i vini di Valpolicella di Santa Sofia, di fatto, è una botta in testa dalla quale ti riprendi solo al termine, al Recioto. Vini che fanno perdere la memoria. Anzi, meglio: vini capaci di ricodificare le coordinate geografico-gustative di chi vi si accinge per la prima volta.
Il Valpolicella Doc Classico di Santa Sofia è una sorta di microchip essenziale, innestato sottopelle dal chirurgo Begnoni, per proseguire il resto del tasting. I sentori sono pennellate leggere di fiori freschi, di frutta a bacca rossa come ribes e melograno, di lamponi appena colti e capaci di tingere di rosa anche il tipico pepe della Corvina. Un capolavoro di ossimorica leggerezza e sostanza, considerato che si tratta del vino d’entrée.
Valpolicella Ripasso Doc Superiore 2015. Dopo tanta grazia, non tragga in inganno il naso più “grasso” del secondo vino proposto da Santa Sofia. Si passa a un Ripasso che di scolastico ha ben poco, se non il nome. In realtà, più che un “Ripasso”, il calice evidenzia quanto già scritto in precedenza: ovvero che si può essere Valpolicella con garbo.
Qui il corpo è quello di un vino che segue il Valpolicella “base”, ma che non precede l’Amarone, come accade nel 90% dei Ripassi in circolazione. Dunque ancora spazio per un’eccellente bevibilità, tutta giocata sulla freschezza e sulle note di spezia dell’uvaggio.
Il passaggio in legno di 9 mesi è chiaramente pensato per ammorbidire il verde dei tannini. E favorire così, ulteriormente, il prevalere della frutta. Ancor più al sorso che al naso.
Valpolicella Doc Classico Superiore 2015 “Montegradella”. Eccolo qui, il “Baby Amarone” di Santa Sofia. Un vino, questo sì, pensato per un buon “invecchiamento” in bottiglia. Del resto, Montegradella è il vino storico della casa vinicola di San Pietro in Cariano.
La maggiore concentrazione delle uve – allevate nell’omonimo vigneto con esposizione a Sud – è evidente alla vista e all’olfatto. Non a caso, la vinificazione prevede un appassimento sulla pianta di 40-45 giorni, seguita da un passaggio in legno di 8-12 mesi. Altri 6 mesi di affinamento in bottiglia, poi la commercializzazione.
Ne scaturisce un rosso di 14 gradi (abbondanti), ben integrati in un sorso che fa però intendere d’avere ancora molto da esprimere, nell’alleanza con il tempo.
Amarone della Valpolicella Docg Classico 2012. Frutta, eleganza, coerenza. Il fil rouge di Santa Sofia non si spezza neppure a tirarlo forte, fin sulle vette della gamma. In passerella, quest’Amarone 2012 si fa notare per la pacatezza della propria complessità, in un perfetto mix tra muscoli e raffinatezza.
Alle note fruttate di ribes e prugna fanno eco freschi sentori erbacei di rabarbaro e mentuccia. Pennellate che sembrano messe lì apposta ad attutire lo spirito bollente e il calore che contraddistingue il vino rosso simbolo della Valpolicella.
L’affinamento di 36 mesi in botti di rovere di Slavonia, oltre alla perfetta maturazione e concentrazione delle uve, regala richiami di incenso, liquirizia, cioccolato dolce e (di nuovo) pepe nero. La beva non ne risente, anzi: un sorso tira l’altro, sempre in un quadro di perfetto equilibrio tra le note tendenti al dolce (mai stucchevoli) e i preziosi “sbuffi” di zenzero fresco.
Amarone della Valpolicella Doc Classico 1997 “Gioè”. Signori e signore, giù il cappello. “Gioè” è assieme la sorpresa e l’atteso compimento della degustazione odierna dei vini di Santa Sofia. Perché se l’Amarone lo sai fare, la 1997 te l’aspetti esattamente così.
Il colore tiene (eccome), ed è il minimo. Il naso, a più di due ore dall’apertura della bottiglia, si presenta ancora timido. Aiutiamo il nettare ad aprirsi e attendiamo. Eccolo lì. Sotto all’alcol si scorge una corazza animale, quasi grezza, che poi a sua volta si scansa. Lo fa lentamente, uscendo da un letargo ventennale.
E’ la volta delle percezioni più profonde, quelle che aspettavamo. Arriva al naso la macchia mediterranea, unita a una balsamicità quasi montana: resina, eucalipto, note leggere di miele d’acacia e liquirizia dolce. Frutti rossi di una marmellata “secca”, contraddistinta da uno zucchero dosato col contagocce.
Il palato scherza a fare il timido in ingresso, giusto per imitare il naso. Poi s’accende, con sorprendente corrispondenza, sorretto da acidità e alcol. Si lascia alle spalle le percezioni più grezze, per mostrare la potenza della frutta sotto spirito, in particolare i mirtilli. Seguono note dolci di fico secco, che accompagnano un sorso lungo.
Prima annata nel 1964 per “Gioè”. Da allora, ne sono state prodotte solo 17 annate. Diciasette. In cinquant’anni. Qualcosa vorrà pur dire. Ma possiamo ritenerci fortunati. L’ultima è la 2011. La 2013 è in preparazione. E, con buone probabilità, poi toccherà alla 2017. Ti aspettiamo, Gioè.
Recioto della Valpolicella Docg / Doc Classico 2011 / 2001. Se Gioè commuove, il Recioto di Santa Sofia è lì per asciugare le lacrime, con la carezzevole avvolgenza delle note mature di frutta rossa. Un vino rosso “passito” che non ha mai trovato – chissà perché? – la sua giusta collocazione nell’Olimpo dell’enologia mondiale. Merce rara, al pari dei Sagrantino di Montefalco e dei Moscato di Scanzo, per citare altri rossi “dolci” tanto rari quanto preziosi.
Per dirla tutta, la figura migliore la fa la 2001. Ed è tutto un dire. Ancora piuttosto “verde” il Recioto 2011, surclassato nel calice (addirittura in termini di pienezza) da un 2001 da sballo: piccola frutta rossa e nera vestita della consueta eleganza, balsamicità di resina e menta pestata che, unita al pepe, chiama il sorso successivo. C’è tutto: un vino che non stanca mai.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
PORDENONE – Rinnovo della piattaforma varietale e del miglioramento delle tecniche di coltivazione della vite, con l’obiettivo primario di migliorare la sostenibilità della viticoltura dal punto di vista ambientale, economico e sociale. È questo l’obiettivo dell’accordo sottoscritto dalle Università degli studi di Padova, Verona e Udine, la Libera Università di Bolzano, l’IGA Udine, la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige e il CREA Viticoltura ed Enologia di Conegliano.
Il protocollo, firmato il 14 dicembre a Pordenone, nell’ambito di Expo Rive 2017, il Salone internazionale dedicato alla viticoltura e all’enologia, è preliminare ad una raccolta di fondi che vedrà tutti gli stakeholder, pubblici e privati, coinvolti nel finanziamento di un piano di lavoro di durata almeno quinquennale. Con questa firma, le università e gli enti di ricerca sulla vite e sul vino del Triveneto hanno dichiarato il loro comune impegno verso lo sviluppo di un progetto di ricerca dal titolo “Viticoltura 4.0”.
Le 7 istituzioni rappresentano eccellenze a livello nazionale ed internazionale che hanno già dato importanti contributi nella ricerca in viticoltura che si sono anche già tradotti in applicazioni con un notevole impatto sul settore vitivinicolo del Triveneto e nazionale. Dieci anni dopo l’importante risultato ottenuto dalla ricerca italiana con il sequenziamento del genoma della vite, che ha visto protagonisti “i magnifici 7 della ricerca”, questo accordo rappresenta un’altra pietra miliare su cui costruire il futuro della viticoltura.
Lavorare da ora in poi congiuntamente su questi temi di ricerca consentirà “di mettere a fattore comune risorse intellettuali e strumentali e grazie a ciò accelerare il processo di trasferimento dei risultati della ricerca dai laboratori ai vigneti con benefici per i viticoltori, per i consumatori e per l’ambiente”.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
ROMA – L’agricoltura di montagna ha un ruolo fondamentale per la corretta gestione del paesaggio, la conservazione della biodiversità, il sostegno all’economia locale e il contrasto all’abbandono.
Di questo si è parlato al “Forum agricoltura di montagna. Prospettive e sfide per il 2020” che si è svolto a Roma e ha visto l’intervento del presidente Cervim, Roberto Gaudio.
Un tema affrontato nella prima sessione “Prodotti e filiere di montagna, diversificazione e reddito: opportunità per accrescere la competitività e la resilienza dei sistemi montani”.
All’evento hanno preso parte tra gli altri il Vice Ministro all’Agricoltura, Andrea Olivero, il Presidente della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Luca Sani ed il Presidente nazionale dell’UNCEM, Enrico Borghi. Il Forum ha rappresentato un’occasione di confronto e il luogo di condivisione delle proposte per la valorizzazione e lo sviluppo duraturo delle aree montane.
“Oltre a presentare l’esperienza e le attività del Cervim – sottolinea Gaudio – è stata anche l’occasione per evidenziare, ancora una volta, come la viticoltura eroica rappresenti un valore aggiunto essenziale nellìeconomia di questi territori e come i legislatori, a tutti i livelli, debbano mettere in condizione i viticoltori di lavorare al meglio garantendo così una continuità operativa alle aziende presenti e favorendo l’insediamento di nuove giovani realtà”.
A Milano, il presidente Cervim ha poi preso parte ad un workshop all’interno dell’evento CIME. Nell’ambito di Italian Mountain Lab, una piattaforma diffusa e partecipata per la ricerca e lo sviluppo delle montagne italiane nel contesto europeo.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
We use cookies on our website to give you the most relevant experience by remembering your preferences and repeat visits. By clicking “Accept”, you consent to the use of ALL the cookies.
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACQUISTA LA GUIDA e/o SOSTIENI il nostro progetto editoriale
La redazione provvederà a inviarti il Pdf all’indirizzo email indicato entro 48 ore dalla ricezione del pagamento