Angelo Gaja Erbaluce Oltre alle Langhe c’è di più. Angelo Gaja pianta Erbaluce e sperimenta sul vitigno tipico del Canavese, che sta vivendo un momento di riscoperta e rinascita. Secondo le informazioni in possesso di Winemag, il produttore piemontese ha fatto impiantare un vigneto sperimentale in uno dei Comuni in cui è autorizzata la produzione di Alta Langa Docg. A confermalo è lo stesso Angelo Gaja. «È una piccola prova che facciamo», ammette prima di riagganciare la cornetta. Sonia Franco della Segreteria di Angelo Gaja fornisce ulteriori dettagli.https://gaja.com/
«Il minuscolo vigneto di Erbaluce è stato piantato nel 2024. Per avere le uve idonee a fare delle prove – scrive a Winemag – ci vorrà qualche anno. In viticoltura occorre sapere attendere». Ma cosa c’entra l’Alta Langa Docg con l’Erbaluce? A prima vista nulla, dal momento che il disciplinare di produzione del nobile spumanti piemontese non autorizza l’utilizzo del vitigno originario della zona di Caluso, nel Canavese (sperimentazioni sono state invece avviate sul Pinot Meunier dalla cantina Enrico Serafino). Il link tra Angelo Gaja, l’Erbaluce e l’Alta Langa può essere spiegato da una delle versioni di maggiore successo del vitigno: quella “Spumante”.
ANGELO GAJA SULLE ORME DI REMO FALCONIERI DI CIECK?
Chiedere per credere a Remo Falconieri, l’uomo che è riuscito a trasformare una passione in una rivoluzione: portare l’Erbaluce nel mondo degli spumanti Metodo classico. Tecnico Olivetti e figlio di contadini, Falconieri si formò in Francia – fra i vigneti di Champagne – per affinare la tecnica spumantistica. Nel 1985, con appena 2.500 bottiglie, fondò Cieck, oggi punto di riferimento per le bollicine piemontesi. Situata nel cuore del Canavese, la cantina – che celebra nel 2025 i 40 anni dalla fondazione – ha valorizzato l’Erbaluce. Un vitigno antico e versatile, coltivato con la tradizionale pergola e con un sistema brevettato ad hoc, il “Metodo Cieck”, che protegge l’uva dalle gelate, dalle malattie fungine e dallo stress idrico. Vinificandolo in chiave moderna, grazie al duo di enologi Gianpiero Gerbi e Tommaso Scapino. https://www.cieck.it/it/vini-erbaluce-cieck/
Oggi la cantina di San Giorgio Canavese (Torino), guidata da Lia Falconieri e Domenico Caretto, continua l’eredità di Remo con un Metodo classico che esprime al meglio il terroir morenico di Ivrea, tra sapidità e longevità. Una storia di visione, radici e innovazione che ha cambiato il destino delle bollicine piemontesi. Qualcosa che non può passare inosservato. Anche in Langa, o giù di lì. Il clamoroso investimento di Angelo Gaja sull’Erbaluce, di fatto, è un’altra spilletta sul petto di Remo Falconieri. Un sigillo sulla carriera di un vignaiolo che a 92 anni, ancora tra i filari di Cieck, sta scrivendo la storia del vino italiano, nel suo Piemonte.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 16 anni, tra carta stampata e online, dirigo oggi winemag.it, testata unica in Italia per taglio editoriale e reputazione, anche all’estero. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Segno Vergine allergico alle ingiustizie e innamorato del blind tasting, vivo il mestiere di giornalista come una missione per conto (esclusivo) del lettore, assumendomi in prima persona, convintamente, i rischi intrinsechi della professione negli anni Duemila. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.